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Cronaca 27 Gennaio 2019

La cauta versione dei proprietari dell'ex macello dopo l'annuncio della sindaca in merito alla riqualificazione dell'edificio

«Oggi, insieme al Sig. Poletti proprietario dell’immobile ex Macello, alla squadra di Giunta ed al nostro ufficio tecnico comunale, abbiamo avviato l’operatività progettuale che porterà in tempi brevi ad una completa riqualificazione di un’area cittadina che rappresenta un patrimonio architettonico protetto dalla Soprintendenza». Così lo scorso 17 gennaio dalla propria pagina Facebook la sindaca Manuela Sangiorgi preannunciava novità riguardanti la struttura ormai fatiscente all’angolo tra via Selice e viale De Amicis, da decenni in attesa di ristrutturazione. E, a corredo, ha postato la foto in cui lei e Poletti esaminano un progetto dispiegato sul tavolo. Segue una serie di commenti entusiastici.

Non più tardi di un paio di mesi fa, un nostro lettore ci ha scritto chiedendo se esisteva un progetto di risanamento e riutilizzo dell’ex macello. Sul numero dell’8 novembre scorso, l’assessorato all’Urbanistica rispose spiegando che solo il proprietario può intervenire, tenendo conto delle condizioni poste dal Comune stesso e dalla Soprintendenza, ma senza fare menzione dell’esistenza o meno di un effettivo progetto. Come la lettera del nostro lettore testimonia, c’è attesa, interesse e curiosità a Imola per il destino di questa antica costruzione, non a caso vincolata dalla Soprintendenza come bene storico-artistico.

Come più volte scritto, sorge infatti là dove nella seconda metà del Settecento c’era il Teatro dei cavalieri associati, progettato da Cosimo Morelli. Inaugurato nel 1782, fu distrutto da un incendio nel 1797 e utilizzato in seguito come scuderia. Il Comune acquistò l’edificio nel 1864, lo ampliò e adattò all’uso di macello pubblico e pelatoio, considerata la vicinanza con il foro boario. La struttura riaprì nel 1867 e fino al 1978 rimase macello cittadino. Nel 2011 è stato tra i primi immobili del patrimonio pubblico a essere alienati all’asta da Sicim, la Società immobiliare del Comune. Ad aggiudicarselo è stata la famiglia Poletti, titolare dell’omonima cantina vinicola imolese. Ora che i lavori sembrano imminenti, come affermato dalla sindaca, abbiamo cercato di saperne di più dai diretti interessati, anche noi curiosi di sapere cosa ne sarà dell’ex macello.

Interpellata in merito, però, la proprietà fornisce una versione diversa. «Al momento non abbiamo informazioni concrete da dare – ci spiega Elena Poletti, senza precisare quando effettivamente inizieranno i lavori -. La Soprintendenza ha dato il via libera al progetto generale, ma ora siamo noi che stiamo attendendo risposte dall’ufficio tecnico comunale». Nessun dettaglio nemmeno sulle idee per la futura destinazione degli spazi, che in teoria potrebbero ospitare residenze, uffici, esercizi commerciali. E conclude: «Noi ci stiamo interessando da sempre all’immobile. Quello che ci ferma è la burocrazia». (lo.mi.)

La foto postata dalla sindaca il 17 gennaio scorso sulla propria pagina Facebook

La cauta versione dei proprietari dell'ex macello dopo l'annuncio della sindaca in merito alla riqualificazione dell'edificio
Cronaca 26 Gennaio 2019

Quasi completata la ciclabile sulla via Emilia che congiunge Toscanella con Castel San Pietro Terme

Il nuovo tratto di pista ciclopedonale che congiunge la frazione di Toscanella con il comune di Castel San Pietro è «praticamente concluso», conferma il sindaco dozzese Luca Albertazzi. Si tratta di un’opera strategica, in prospettiva, per raggiungere in sicurezza Bologna dall’imolese, un lavoro reso possibile dal finanziamento ottenuto a suo tempo dall’Amministrazione comunale all’interno del Bando per le periferie dell’allora Governo Gentiloni.

L’intervento dozzese, in capo alla ditta Taglioli Sergio di Sasso Marconi, ha un costo di 200 mila euro, dei quali 148 mila finanziati con le dette risorse statali e 52 mila dal Comune. «Mancano le ultime finiture e alcuni dettagli, ma si può ritenere la pista ciclopedonale finita – continua il sindaco -. L’apertura avverrà a breve, mentre l’inaugurazione si terrà in primavera; pensiamo ad un taglio del nastro con passeggiata in bici, come già avvenuto per il tratto verso Imola, che fu molto partecipata. Nella stessa giornata inaugureremo anche il nuovo percorso ciclopedonale di collegamento tra la zona industriale e la via Emilia, anche questo concluso e già utilizzato».

Si tratta, in questo caso, della ciclabile che unisce la statale e piazza Giovanni XXIII, molto frequentata per la presenza del supermercato Lem. Il tratto, interamente finanziato anch’esso col Bando per le periferie con 210 mila euro, è stato realizzato dalla Ingcos Srl di San Maurizio Canavese.

«La ciclabile tra Toscanella ed Imola è apprezzata e frequentata,confidiamo in un analogo successo per il nuovo tratto, anche se bisognerà attendere la realizzazione del collegamento con Castel San Pietro» conclude Albertazzi. Anche il Comune castellano è rientrato nei finanziamenti e dovrebbe realizzare l’opera entro il 2019.

La ciclabile della via Emilia coinvolge cinque comuni (San Lazzaro, Ozzano Emilia, Castel San Pietro, Dozza e Mordano) e prevede alcuni tratti nuovi di zecca e altri realizzati mettendo in sicurezza l’esistente,abbattendo le barriere architettoniche e migliorando la qualità del decoro urbano. Ozzano e Dozza sono a buon punto, Castello ha uno dei tratti più corposi, per l’appunto quello dal confine con Dozza fino al ponte sul Sillaro.(mi.mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 24 gennaio

Quasi completata la ciclabile sulla via Emilia che congiunge Toscanella con Castel San Pietro Terme
Cronaca 24 Gennaio 2019

Vicenda ConAmi, bloccati 25 milioni per fogne e acquedotti. E la busta del Museo Autodromo è ancora chiusa

I colpi di scena politici non hanno portato altrettanta vivacità sul fronte dell’operatività del ConAmi, dove continuano ad attendere una decisione 52 milioni di investimenti, almeno secondo il piano triennale approvato a suo tempo e tuttora vigente. Ogni fine anno il piano viene rivisto dal Cda e validato dall’assemblea per priorità e stanziamenti, ma questa volta nulla è stato fatto quindi direttore e struttura non vanno oltre l’ordinaria amministrazione.

Tanto per capirci, la busta arrivata con l’offerta per la gestione del Museo Checco Costa dell’autodromo, per il quale sono già stati spesi oltre 70 mila euro per i video dedicati a Senna per l’evento dell’1 maggio, è ancora sigillata in attesa che un Cda o l’assemblea nomini una commissione in grado di valutarla. Venerdì 18 è stato pubblicato il bando per realizzare il nuovo centro medico, sempre dell’autodromo, ma occorrerà poi sempre una commissione per assegnare i lavori. E si tratta di piccolezze, chieste da Imola nei mesi scorsi e accolte dall’assemblea dei soci, cioè dai sindaci, nonostante l’impasse politico.

Bloccato invece tutto il resto, interventi che riguardano i cittadini dei 23 comuni dal momento che fanno capo al Consorzio Ami le reti pubbliche di acqua, gas ed elettricità. Per prima cosa interventi da 8 milioni su acquedotti e impianti di depurazione che interessano Imola, Medicina, Conselice, Massa Lombarda, Brisighella, Riolo Terme; un pacchetto in cui rientra un depuratore e la fogna per Sant’Antonio a Medicina, nonché potenziamenti e nuove estensioni per Imola. Un progetto da 12 milioni per il potenziamento del potabilizzatore di Bubano e nuove condotte per portare l’acqua ai rubinetti delle case di Castel Bolognese, Solarolo e Riolo Terme e nel passaggio alle frazioni di Imola come Chiusura, per ridurre gli emungimenti da falda. Poi c’è l’implementazione dell’acquedotto industriale imolese verso la Bassa romagna, un progetto da 4 milioni e mezzo per proseguire nella logica di non sprecare acqua potabile per usi industriali utilizzando sempre le ex cave di Bubano per lo stoccaggio, l’idea è collegarsi con le aziende che ne hanno fatto richiesta verso il ravennate, oltre Mordano e Massa che sono già allacciati, tra l’altro serve per limitare gli emungimenti dove la subsidenza è un grosso problema. (l.a.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 24 gennaio

Nella foto la sindaca di Imola, Manuela Sangiorgi, durante l”assemblea dei soci semi-deserta nella quale ha nominato in solitaria il Cda di ConAmi

Vicenda ConAmi, bloccati 25 milioni per fogne e acquedotti. E la busta del Museo Autodromo è ancora chiusa
Cronaca 11 Gennaio 2019

Il Comitato per il prolungamento della ciclabile di via Emilia levante: «L'opera è necessaria e deve essere completata»

Lo stallo di Autostrade Spa col Governo e la revisione del passante di Bologna stanno facendo preoccupare tutti coloro che contavano sui fondi dell’accordo per la quarta corsia dell’A14 per la realizzazione di opere attese da tempo. Uno di questi è il Comitato per il prolungamento della ciclabile di via Emilia levante, che a Imola ha raccolto negli anni circa 2.000 firme a sostegno dell’opera, ovvero un tratto di 800 metri che dal Toys Store arriva fino a via Gratusa.

La precedente Amministrazione Manca l’aveva inserito nel Piano degli investimenti insieme alla nuova rotatoria tra la via Emilia e via Zello per un totale di 2,1 milioni di euro. La Giunta Sangiorgi, nell’ultima modifica del Piano fatta a novembre, ha confermato la rotonda per il 2019, ma lo stop a Roma non rassicura il Comitato, che ora chiede garanzie al Comune in nome della sicurezza e della mobilità sostenibile.

Il 3 ottobre erano stati ricevuti dall’assessore ai Lavori pubblici, Massimiliano Minorchio, al quale avevano ripresentato le firme raccolte. «L’assessore è stato molto disponibile – sottolinea una dei portavoce del Comitato, Mara Carmonini, che abita proprio nella zona interessata -. In nostra presenza ha chiamato al telefono i tecnici di Area Blu per chiedere ragguagli sul progetto ed eventuali difficoltà». Su quel tratto, ad esempio, esiste un problema di competenza, perché oltre il cartello Imola (proprio all’altezza del Toys) la strada diventa statale e la responsabilità dell’Anas, la cui autorizzazione è necessaria per qualunque tipo di intervento. «Ci risulta che il Comune avesse già presentato, a suo tempo, la domanda per svolgere i lavori» dice Carmonini. Addirittura c’era in ballo un’ipotesi di passaggio di competenza di tutto quel tratto di statale al Comune, con i relativi oneri di manutenzione e lo spostamento del cartello Imola all’altezza di via Gratusa. Ma questo era legato all’intero progetto, rotatoria compresa.

In attesa che si definisca il destino di quarta corsia e relative opere connesse, il Comitato vorrebbe sapere dal Comune che intenzioni ha sulla ciclabile, per loro prioritaria. «Abbiamo avuto assicurazione che saremmo stati ricontattati – dettaglia Carmonini -, ma non ci ha richiamato nessuno. Ho telefonato invece io, più volte, alla segreteria di Minorchio che mi ha ribadito che la ciclabile, insieme alla rotatoria all’incrocio tra via Emilia e via Zello, è legata i lavori della quarta corsia dell’autostrada».

Ma è proprio questo che preoccupa e ha convinto il Comitato a prendere nuovamente carta e penna. Soprattutto in considerazione del fatto che, sempre nel Piano degli investimenti, il Comune ha inserito e finanziato la realizzazione di altre piste ciclabili, ad esempio su viale della Resistenza. «In quella zona ci sono alternative per ciclisti e pedoni, ma in via Emilia levante no – ragiona Mauro Becca, altro portavoce del Comitato -. Eppure per l’intervento su via della Resistenza sono stati trovati quasi 300.000 euro. Io lavoro a Forlì, in quelle zone la via Emilia è stata tutta ciclabilizzata. Piuttosto che costruire ciclabili poco utilizzate, come sulla via Selice, meglio farle dove sono davvero necessarie. Noi sono quindici anni che aspettiamo, prima non c’erano i soldi, poi si sono trovati, ora è tutto sospeso, eppure l’assessore Minorchio ci aveva detto che si sarebbe fatta quando gli abbiamo presentato le firme e il progetto».

«Mi sono rivolta anche alla Sangiorgi presentandomi durante l’orario di SindacAscolta – aggiunge Carmonini -. Dopo tre ore sono stata ricevuta dalla sindaca, che conosco bene dai tempi in cui lavorava per la Uil. Quel giorno ero abbastanza arrabbiata. La sindaca mi ha risposto come Minorchio, tra l’altro l’ha chiamato al telefono proprio davanti a me».

Nonostante la disponibilità manifestata, i dubbi e i timori permangono, dato che quegli 800 metri di ciclabile continuano ad essere vincolati a decisioni di altri, Autostrade Spa e del Governo. (mi.ta.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 10 gennaio

Nella foto i portavoce del Comitato: Matteo Masi, Mara Carmonini e Mauro Becca

Il Comitato per il prolungamento della ciclabile di via Emilia levante: «L'opera è necessaria e deve essere completata»
Cronaca 28 Dicembre 2018

Partono gli espropri per il parco di Pontesanto, più vicina l'apertura del sottopasso di via della Cooperazione

Nei giorni scorsi sono stati depositati progetto definitivo e aree da espropriare, con relative indennità, del parco Pontesanto, ovvero l’area verde attrezzata tra le vie Mazzanti, della Cooperazione e Farolfi, prevista nell’accordo per la costruzione della nuova centrale di cogenerazione di Hera, utilizzando il terreno noto come «terra dei cachi», dall’impianto frutticolo che la caratterizza tuttora. Un’opera che porterà in dote anche un parcheggio su via Farolfi, un tratto di pista ciclabile in prossimità della rotatoria tra le vie Mazzanti e Di Vittorio e il relativo completamento del famoso sottopasso di via della Cooperazione (esiste già lo scatolare in cemento armato ma va reso utilizzabile).

L’obiettivo è collegare in sicurezza la frazione, e il contiguo quartiere Zolino, con la zona commerciale artigianale su via I Maggio e con le altre ciclabili verso l’Ortignola e il centro, e nel contempo trattenere parte degli inquinanti emessi dalle sorgenti limitrofe presenti, a partire dal trafficatissimo asse attrezzato (bretella). L’esproprio è il completamento della procedura avviata oltre un anno fa dalla precedente Giunta Manca con l’inserimento dell’opera come pubblica utilità nel Piano operativo comunale (Poc). Opera considerata prioritaria, soprattutto il sottopassaggio, anche dalla sindaca Sangiorgi sin dalla campagna elettorale.

Come detto, sotto via della Cooperazione il tunnel esiste già, occorre riaprirlo e fare le rampe d’accesso sia dal lato del campo dei cachi che dall’altra parte della strada. In tutto sono interessati 10.281 metri quadrati di terreno, un ettaro o poco più, ripartiti tra sette proprietari privati per i quali è stata stanziata una cifra complessiva di indennizzo di circa 380 mila euro da ripartire in base alle particelle catastali; i fondi verranno dal Comune. L’accordo, infatti, prevede che Hera sistemi l’area che appartiene, però, a privati, e doveva essere messa a disposizione dal Comune.

L’iter ora prevede che i proprietari possano accettare oppure presentare osservazioni sugli indennizzi (c’è tempo 20 giorni dopo la scadenza del termine di deposito degli atti presso il servizio Pianificazione il 7 gennaio). Claudio Cané, titolare dell’omonima azienda imolese di Autoservizi e autonoleggio, possiede, insieme alla sorella Bruna, l’area maggiore, il famoso campo con i cachi, e dice: «In linea di massima non intendiamo opporci ma speriamo sia la volta buona e facciano il sottopasso che serve alle persone che abitano lì – aggiunge -. Inizialmente le condizioni erano diverse, ma ora l’importante è che si concluda. Quella zona faceva parte di un podere che era della famiglia (un altro dei privati interessati è il cugino Luigi Grandi, ndr), i cachi li piantò un mio zio, li lasciammo perché sembrava che tutto dovesse finire in fretta, invece sono dieci anni che aspetto. Nel frattempo i cachi sono diventati un po’ di tutti quelli che li raccolgono…». (l.a.)

Il servizio completo è su «sabato sera» del 20 dicembre

Nella foto la visione dall”alto dell”area interessata

Partono gli espropri per il parco di Pontesanto, più vicina l'apertura del sottopasso di via della Cooperazione
Cronaca 26 Dicembre 2018

Una neonatologia più bella e più attrezzata per l'ospedale di Imola grazie al contributo di App&Down e ILab

Una neonatologia nuova, più allegra e attrezzata, grazie al contributo delle associazioni App&Down e ILab-Laboratorio imolese. L’inaugurazione avvenuta nei giorni scorsi, in perfetto clima festivo con la presenza di Babbo Natale, è stata l’occasione per vedere realizzato il progetto di riammodernamento del settore neonatale del reparto di Pediatria dell’Ausl di Imola, lo spazio in cui vengono ricoverati i neonati che dopo la nascita hanno bisogno di qualche cura e le loro mamme.

«Rallegriamo i nostri neonati!» è il titolo del progetto, illustrato dalla dottoressa Sandra Brusa, direttore della Pediatria, che a fine anno lascerà l’incarico per pensionamento. «Quando App&Down ci ha contattato per chiederci a quale progetto per il nostro reparto avrebbero potuto contribuire, abbiamo pensato subito che avremmo finalmente potuto “rallegrare i nostri neonati” – ha spiegato la Brusa – Il nostro settore neonatale infatti, a differenza del resto del reparto che è da anni molto bello e colorato, aveva un aspetto tipicamente ospedaliero e noi tutti ritenevamo importante renderlo più allegro e luminoso, visto che accoglie neonati e neo-mamme che devono ritardare il loro ritorno a casa per risolvere un problema di salute, frangenti in cui l’aspetto psicologico è molto importante».

I fondi per l’intervento App&Down li ha raccolti durante la festa estiva «La Centrale 2018», di cui è organizzatrice. I volontari dell’associazione poi si sono impegnati in prima persona a supporto di Pietro Grandi «Piotr» e ad Andrea Pelliconi «Fungo» (che oltre 10 anni fa ha decorato il resto del reparto di Pediatria), vale a dire gli artisti ai quali è stato affidato il compito di decorare la neonatologia. Alla donazione in natura di App&Down, del valore complessivo di circa 5.000 euro, si è poi unita quella dell’Associazione ILab-Laboratorio Imolese che ha permesso di completare il progetto acquistando 3 fasciatoi professionali del valore di oltre 4.400 euro, che l’associazione di imprenditori imolesi ha raccolto durante il torneo tenutosi tra giugno e luglio scorso, per il terzo anno consecutivo, al Centro Sportivo Bacchilega. L’Azienda Usl ha a sua volta investito circa 12 mila euro per la ristrutturazione dei locali e degli impianti. I lavori si sono svolti nell’ottobre scorso.

All’inaugurazione hanno partecipato, oltre alla dottoressa Brusa, l’assessora al Welfare del Comune di Imola Ina Dhimgjini, il direttore generale dell’Ausl di Imola Andrea Rossi, i rappresentanti delle associazioni donatrici. Erano inoltre presenti il professor Giacomo Faldella, direttore della neonatologia del Sant’Orsola, centro regionale di III livello per l”assistenza al neonato e il professor Marcello Lanari, direttore della Pediatria dell’Azienda ospedaliera di Bologna, che fino a tre anni fa era primario della Pediatria di Imola.

Nella foto un momento dell”inaugurazione avvenuta la scorsa settimana

Una neonatologia più bella e più attrezzata per l'ospedale di Imola grazie al contributo di App&Down e ILab
Cronaca 17 Dicembre 2018

Completato a Medicina il nuovo parcheggio in via Pertini, disponibili 24 posti auto più uno per disabili

Con l’installazione dei cartelli per la segnaletica verticale e la pittura delle strisce bianche a terra sono definitivamente conclusi i lavori per la realizzazione di un parcheggio in via Pertini. Nella nuova area sosta, ricavata in fondo alla strada, sono così disponibili 24 posti auto, più uno per disabili, che potranno essere utilizzati, in particolare, dai residenti della zona.

Il lavoro comprende anche un nuovo collegamento ciclopedonale che da via Pertini arriva al percorso naturalistico di via San Paolo, rendendo la zona più fruibile e accessibile.

Da notare che nell’importo di 110 mila euro dell’intervento complessivo, realizzato dalla ditta Ages Spa di Castenaso, vanno considerati anche la riasfaltatura e sistemazione della ciclabile che unisce Medicina alla frazione di Ganzanigo, nel tratto che da via Licurgo Fava arriva a via Bergianti.

L”articolo completo è su «sabato sera» del 13 dicembre

Nella foto il nuovo parcheggio in via Pertini

Completato a Medicina il nuovo parcheggio in via Pertini, disponibili 24 posti auto più uno per disabili
Cronaca 6 Dicembre 2018

Nel 2019 si faranno i lavori in viale Andrea Costa, l'obiettivo è un accesso alla città «da cartolina»

Una nuova immagine per viale Andrea Costa e il piazzale della stazione, perché chi arriva in treno da fuori possa avere un impatto migliore con la nostra città. E’ con questo scopo che la Giunta ha inserito la riqualificazione di questa area nell’elenco annuale 2018 dei lavori pubblici, con un impegno di spesa di 300 mila euro e lavori previsti dopo l’estate dell’anno prossimo.

«Riteniamo che questa sia la cartolina della città quando si arriva a Imola – motiva la sindaca, Manuela Sangiorgi -. Sarà riqualificata l’illuminazione, che fungerà anche da deterrente contro le azioni notturne diffuse, verificatesi anche ultimamente. Sarà rigenerato l’arredo urbano, panchine, aiuole e tettoie delle fermate dei bus. Sarà installato un pannello led per far capire le eccellenze enogastronomiche e le attrattive culturali. Vogliamo comunicare una certa qualità, propria di una “smart city”».

L’assessore ai Lavori pubblici, Massimiliano Minorchio promette cura e attenzione ai dettagli, senza però fornire i dettagli del progetto. «Oggi questa area dà un’immagine che poco si confà a una città moderna – afferma -. Sembra piuttosto la prima periferia di una realtà di provincia, non si ha la percezione di essere già all’interno della città. Vogliamo dare una nuova visione di quest’area attraverso strumenti moderni. Un “led wall”, ovvero un pannello luminoso di 4 metri per 2, simile a quelli di Times Square (a New York) sarà utilizzato anche per promuovere gli eventi in città».

Verrà inoltre riqualificata l’area di sosta dei taxi, con l’aggiunta di un bagno pubblico. Le risorse per i lavori saranno attinte dalle casse comunali. (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 6 dicembre

Nel 2019 si faranno i lavori in viale Andrea Costa, l'obiettivo è un accesso alla città «da cartolina»
Cronaca 4 Dicembre 2018

Inaugura il 5 dicembre palazzo Dal Pero, sarà sede universitaria insieme al vicino palazzo Vespignani

C’è chi a palazzo Dal Pero ci andava a bere una birra, quando nel piano sotterraneo si trovava lo storico pub Pampero, e chi invece ci andrà per segui-re le lezioni del proprio corso di laurea. Infatti, grazie alla Fondazione Cassa di risparmio di Imola, proprietaria dell’immobile da una decina di anni, il palazzo tra piazza Duomo e via Garibaldi diventa oggi sede universitaria come il vicino palazzo Vespignani, che proprio quest’anno festeggia dieci anni di università ad Imola.

L’inaugurazione del nuovo palazzo universitario si terrà il prossimo 5 dicembre all’interno dell’ormai consueto appuntamento di apertura dell’anno accademico imolese, in programma nell’aula magna di palazzo Vespignani dalle ore 10.30, alla presenza del rettore Francesco Ubertini e delle autorità locali politiche e religiose. «Con questa nuova dotazione la Fondazione non investe solo sulla presenza dell’università ad Imola – spiega il presidente Fabio Bacchilega – ma sul futuro della città». In verità, già nel 2012 parte degli spazi di palazzo Dal Pero erano stati adibiti a sale studio per un centinaio di studenti universitari, mentre altri locali del medesimo palazzo erano allora affittati ad attività private. Man mano svuotatosi e completamente ristruttu-rato negli ultimi 24 mesi, i piani alti dell’immobile vengono oggi interamente destinati alla sede imolese dell’Unibo (mentre resta al momento vuoto il piano terra): si tratta di tre nuove aule da 45 posti, una da 75, un laboratorio informatico da 40 postazioni ed un’aula multimediale di ultima generazione con dotazioni all’avanguardia che permettono perfino di scrivere sulle pareti.

Degli arredi e degli allestimenti si è occupata Unibo, mentre i lavori di ristrutturazione e riqualificazione del palazzo, finanziati con 2 milioni di euro dalla Fondazione di palazzo Sersanti, hanno incluso l’installazione di un ascensore e della scala antincendio nel giardino interno, l’adeguamento sismico dell’antica struttura realizzato mediante un involucro esterno in fibra di carbonio e il rifacimento completo degli interni. (mi. mo.)

L”articolo completo è su «sabatosera» del 29 novembre

Nella foto Patrizia Tassinari, responsabile del plesso universitario imolese e Fabio Bacchilega, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola

Inaugura il 5 dicembre palazzo Dal Pero, sarà sede universitaria insieme al vicino palazzo Vespignani
Economia 2 Dicembre 2018

L'azienda metalmeccanica Mas ha festeggiato i suoi primi 40 anni regalandosi un nuovo look

E’ un’azienda che non dimostra la sua età, anche perché, in occasione dei suoi primi 40 anni, si è concessa un nuovo look, più accattivante e al passo coi tempi. La metamorfosi dell’azienda metalmeccanica Mas, sigla che sta per Macchine attrezzature speciali, si è compiuta nell’arco degli ultimi mesi ad opera degli dell’A2 Studio Gasparri e Ricci Bitti architetti associati di Imola, in collaborazione con Mario Giberti, il progettista che segue l’azienda dal 1986, da quando cioè è stato costruito il primo nucleo dell’attuale sede.

La ristrutturazione ha riguardato l’esterno dello stabilimento di via Spallicci, l’ingresso principale, la reception e gli uffici al primo piano. «Nel 2017 abbiamo compiuto 40 anni di attività, così ci è venuta l’idea di rifare il look dello stabilimento» spiega Erik Salvatori, che assieme al cugino Marco rappresenta la seconda generazione alla guida dell’azienda fondata dai rispettivi padri, Silvano e Romeo. A entrare nel merito dei dettagli progettuali sono gli architetti Antonio Gasparri e Andrea Ricci Bitti, che a Imola hanno firmato, ad esempio, il «cubo di luce» oggi sede di Acantho ed Herambiente, la riqualificazione della sede di Hera Comm e l’Auditorium 1919 della Sacmi.

«La sfida – illustrano gli architetti – era “rianimare” un edificio dalle soluzioni obsolete, trasformandolo in un complesso moderno e fortemente connotato, senza però modificarne i volumi e l’architettura. Grazie a un nuovo involucro, realizzato con pannelli di alluminio anodizzato tagliati al laser e agganciati a una semplice struttura metallica alla parete esterna, abbiamo donato al volume una nuova anima e una nuova identità. In questo doppio ruolo di confine e interfaccia, la nuova “pelle” assume una duplice valenza: elemento di rivestimento e protezione, funzionale anche al risparmio energetico dato che il rivestimento metallico nasconde un cappotto di 15 centimetri, e strumento di relazione e interfaccia verso il mondo esterno. Abbiamo così pensato a una soluzione che dal punto di vista architettonico permettesse, con un giusto budget, di raggiungere l’obiettivo». (lo. mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 29 novembre

Nella foto l”esterno dello stabilimento Mas dopo la ristrutturazione

L'azienda metalmeccanica Mas ha festeggiato i suoi primi 40 anni regalandosi un nuovo look

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