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Cronaca 9 Ottobre 2018

Cimiteri di Imola: il 10 ottobre in municipio un incontro pubblico organizzato dall'Amministrazione comunale

E” in programma domani sera, 10 ottobre, alle 20.30, nella sala del Consiglio comunale del municipio di Imola, un incontro sul tema dei cimiteri aperto a tutta la cittadinanza.

L”appuntamento è organizzato dall”Amministrazione comunale e vedrà una massiccia partecipazione della Giunta, nelle persone del vicesindaco Patrik Cavina, dell”assessore ai Lavori pubblici Massimiliano Minorchio e dell”assessora al Welfare Ina Dhimgjini, dei tecnici e dei progettisti di Area Blu competenti per quanto riguarda la gestione e la manutenzione dei cimiteri.

L”intento è quello di fare il punto della situazione sullo stato in cui si trovano sia il complesso del Piratello che gli altri cimiteri che sorgono nel territorio comunale (in tutto si tratta di sette strutture). In particolare, anche attraverso l”uso di slide, saranno illustrati gli interventi in corso e quelli in progetto, con tanto di indicazione dei tempi previsti e delle spese necessarie a sostenere i lavori.

Nella foto tratta dal sito internet del Comune di Imola uno scorcio del cimitero del Piratello

Cimiteri di Imola: il 10 ottobre in municipio un incontro pubblico organizzato dall'Amministrazione comunale
Cronaca 4 Ottobre 2018

Bretella, l'assessore Minorchio conferma l'intenzione di ridimensionare il progetto, ma non si sa ancora come

Sono passati otto anni dall’ultimo taglio del nastro della bretella. Nel luglio del 2010, infatti, venne inaugurato il tunnel sotto via Villa Clelia, costruito e poi letteralmente spinto sotto la rotonda, che si aggiunge al pezzo compreso tra via Villa Clelia e via Salvo D’Acquisto, aperto nel 2008.

Ancora oggi, la bretella si interrompe bruscamente e risale in superficie in corrispondenza della rotatoria lungo via Salvo D’Acquisto, in attesa del completamento dell’ultimo tratto fino alla rotonda di via Punta. Per il completamento di quest’opera l’anno scorso erano stati destinati 14 milioni di euro, ossia 11 milioni (su 18 complessivi) di risorse di Autostrade Spa legate alla realizzazione della quarta corsia dell’A14 tra San Lazzaro e il bivio con Ravenna, più altri 3 milioni derivanti dal Patto per Bologna, ma la nuova Amministrazione pentastellata conferma l’intenzione di rimettere mano al progetto.

«Abbiamo lasciato le stesse voci di spesa per non creare incoerenze, ma è in corso una ridefinizione alla luce delle analisi tecniche che stiamo effettuando, a partire dai dati sui flussi di traffico» ha detto l’assessore ai Lavori pubblici, Massimiliano Minorchio, nel presentare il piano triennale delle opere 2019-2021 in Consiglio comunale. Già durante l’estate (sabato sera del 2 agosto) l’assessore aveva annunciato di voler prendere una decisione «entro metà settembre».

Tuttavia, seppur sollecitato dalle opposizioni, Minorchio per ora non si è sbilanciato esplicitamente sull’opzione preferita per modificare la bretella, ma ha detto che «dovrà essere realizzata sulla reale necessità di quella struttura viaria, valutando la spesa corretta e con il minor impatto ambientale possibile».

Come renderla meno costosa? Scostandosi dal progetto attuale che prevede la realizzazione in trincea e due tunnel (in corrispondenza di via Salvo D’Acquisto e della chiesa di San Francesco), una prima ipotesi, già accarezzata per un breve periodo ma poi scartata anche dalla precedente Giunta Manca, sarebbe realizzarla a raso, dimezzando i costi.

Tuttavia, evidenzia il consigliere Pd Fabrizio Castellari, «le case della Pedagna in quel tratto sorgono molto vicine al tracciato e non è garantito che ai residenti una soluzione a raso piaccia». Inoltre, potrebbe essere realizzata a una sola corsia per senso di marcia anziché due come altrove, e questo potrebbe essere fatto sia in trincea che a raso. In questo caso, tuttavia, difficilmente si riuscirebbe ad evitare l’effetto a collo di bottiglia che già si verifica all’altezza del ponte della ferrovia.

Un problema già sollevato anche dalla sindaca Manuela Sangiorgi durante la campagna elettorale che, nell’elenco dei 20 punti «per la qualità della vita degli imolesi», aveva inserito «l’allargamento del sottopasso ferroviario della bretella».

Molto critiche le opposizioni. Carmen Cappello (Imola guarda avanti) ha ricordato che «il progetto attuale ha già passato la fase della Valutazione di impatto ambientale (Via). Modificarlo significherebbe ricominciare da capo, con una nuova Via». (gi.gi.)

Il servizio completo si trova su «sabato sera» del 4 ottobre

Nella foto il punto in cui finisce la bretella attuale

Bretella, l'assessore Minorchio conferma l'intenzione di ridimensionare il progetto, ma non si sa ancora come
Cronaca 17 Settembre 2018

Primo giorno di scuola, chiusi i lavori alle Valsalva, Bizzi e Carducci, ma ne sono previsti altri già nel 2018

Tempo di lavori nelle scuole. In questi giorni sono stati completati quelli alla media Valsalva per la sistemazione di alcune porzioni del solaio (43 mila euro), alla primaria Bizzi in Pedagna per l’installazione di un corrimano (5 mila euro) e alle Carducci (14 mila euro) legati al certificato di prevenzione incendi.

«Gli ultimi due sono lavori decisi da Area Blu da tempo – fa sapere l’assessore ai Lavori pubblici, Massimiliano Minorchio -. Con i tecnici faremo il punto il 27 settembre e definiremo gli interventi futuri».

Sfogliando il piano triennale delle opere pubbliche, nel 2018 sono previsti lavori per 900 mila euro in varie scuole imolesi non ancora specificate più 480 mila euro complessivi tra primaria Ponticelli e Campanella tutti per adeguamenti normativi. Per ora di certo c’è la graduatoria delle opere da realizzare con il cofinanziamento ministeriale (cosiddetti mutui Bei) per il triennio 2018-2020.

Per quanto riguarda Imola, nel 2019 sono previsti interventi sulle scuole primarie, ossia 4 milioni di euro per adeguamento sismico al Sante Zennaro, 500 mila euro per l’otteni-mento del certificato di agibilità strutture alla Rubri e 4,6 milioni per la nuova scuola di Sesto Imolese. (gi.gi.)

L’articolo completo è su «sabato sera» del 13 settembre

Nella foto la scuola primaria “Bianca Bizzi”

Primo giorno di scuola, chiusi i lavori alle Valsalva, Bizzi e Carducci, ma ne sono previsti altri già nel 2018
Cronaca 1 Agosto 2018

Lavori in corso, si rinnova l'illuminazione dei campi da calcio nel comune di Castel San Pietro

Gli impianti sportivi castellani si illuminano di luce nuova. Non si tratta di una metafora, o almeno non solo. Tre distinti progetti di prossimo avvio, infatti, doteranno di nuovi impianti di illuminazione altrettante strutture sportive sul Sillaro, per la precisione due a Castello ed una ad Osteria Grande.

Nel capoluogo è di imminente avvio la corposa riqualificazione del campo da calcio del centro sportivo Casatorre in via Viara di cui si occuperà l’azienda Bio-on, recentemente trasferitasi a Gaiana dove ha realizzando il proprio stabilimento al posto dell’ex Granarolo, chiusa da anni. Si tratta di un’opera del valore di circa 150 mila euro da realizzare grazie alla convenzione urbanistica formata un anno fa fra azienda ed Amministrazione.

«Attualmente il campo da calcio Casatorre conta di un solo rettangolo di gioco diviso in due e utilizzato per gli allenamenti – spiega il consigliere comunale con delega allo Sport, Andrea Bondi -. Con l’intervento previsto da Bio-on nasceranno due campi delimitati e divisi da una rete per impedire il passaggio dei palloni da un campo all’altro, uno da calcio a 11 e uno da calcio a 7. Inoltre sarà completamente rifatta la recinzione perimetrale restringendo l’area di circa 4 metri per lato al fine di permettere una più facile manutenzione dei circostanti alberi e la rete, oggi bassa, sarà sostituita con una regolare rete protettiva di cinque metri e mezzo di altezza». Ma il clou dell’intervento riguarda il nuovo impianto di illuminazione, che consta di quattro nuovi pali di 12 metri con due proiettori l’uno per il campo piccolo e quattro torri-faro di 20 metri con quattro proiettori l’uno per il campo grande. La nuova illuminazione, a led, sostituisce la vecchia ormai obsoleta che verrà smaltita. I lavori termineranno entro l’estate.

Sempre al Casatorre, una similare convenzione firmata tra Amministrazione comunale e Fap Investments/Decathlon per la realizzazione di un nuovo magazzino nei pressi del casello dell’autostrada, permetterà di rinnovare il campo di calcio a 5, che con la nuova illuminazione e il nuovo spogliatoio previsti verrà titolato a Renzo Cerè. Il lavoro, però, è ancora in fase di progettazione. In aggiunta, grazie alla terra di risulta degli scavi per il magazzino castellano dell’azienda francese leader nel settore dell’abbigliamento sportivo, anche il campo da rugby del Casatorre vivrà un piccolo restyling.

Un nuovo impianto di illuminazione è previsto anche per il nuovissimo campo da calcio in erba sintetica che l’associazione sportiva di Osteria Grande ha realizzato a proprie spese (360 mila euro) nell’impianto sportivo della frazione, un’opera permessa anche grazie all’accensione di un mutuo con l’Istituto di credito sportivo e a due fideiussioni di Coni e Comune a garanzia. Questa volta, invece, il finanziamento dell’opera è a spese dell’Amministrazione comunale, che finanzia con 70 mila euro la realizzazione dell’impianto di illuminazione da effettuarsi entro il prossimo autunno, al fine di poter omologare il campo per gli allenamenti e le partite notturne. (mi.mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 26 luglio

Nella foto il campo Casatorre come è oggi

Lavori in corso, si rinnova l'illuminazione dei campi da calcio nel comune di Castel San Pietro
Cronaca 24 Luglio 2018

Edilizia scolastica, lavori estivi all'Istituto Alberghetti. Nel 2019 adeguamenti anche per gli altri plessi imolesi

Riguarda anche le scuole imolesi il programma di interventi che saranno eseguiti nel territorio provinciale durante l”estate, per consentire l”avvio dell”anno scolastico a settembre.

La Città Metropolitana di Bologna, nel Piano annuale di 2018/2019 di utilizzo degli edifici scolastici per le scuole superiori firmato dal sindaco Virginio Merola, ha infatti inserito anche l”elenco dei lavori da realizzare, che nel territorio imolese consistono per la precisione in alcuni interventi di razionalizzazione degli spazi nelle due sedi dell”Istituto tecnico Alberghetti.

Nel 2019 sono invece previsti diversi lavori per gli adeguamenti legati alla prevenzione incendi. Tra gli istituti interessati, troviamo anche lo stesso Istituto Alberghetti, il Cassiano da Imola, il Rambaldi Valeriani, e lo Scarabelli-Ghini. 

Altri interventi, che la Città Metropolitana ha messo in agenda sempre l”anno prossimo, coinvolgono praticamente tutte le scuole superiori imolesi.

Nel dettaglio, per l”Istituto Paolini Cassiano è prevista l”impermeabilizzazione della copertura e la messa in sicurezza; al Rambaldi Valeriani si darà luogo al rifacimento del pavimento della palestra; all”istituto Scarabelli-Ghini sarà la volta del completamento del risanamento della copertura dell”ex convitto.

Il documento approvato dalla Città Metropolitana ha l”obiettivo di pianificare la disponibilità di spazi per le iscrizioni dei ragazzi alle scuole secondarie di secondo grado e indirizzare la programmazione della Città Metropolitana per dare corso ai lavori a breve termine necessari alle esigenze dei vari istituti per settembre.

Nel piano sono inseriti anche i dati sulle iscrizioni registrate nell”anno scolastico appena concluso, che hanno riguardato nel territorio metropolitano 38.569 studenti, per un totale di 1.673 classi e le previsioni per l”anno 2018-2019, pari a 38.925 alunni per complessive 1677 classi.

Dai dati previsionali si conferma la preferenza delle famiglie per i licei rispetto agli altri tipi di scuole superiori. (r.c.)

Nella foto la sede dell”Alberghetti in via San Benedetto

Edilizia scolastica, lavori estivi all'Istituto Alberghetti. Nel 2019 adeguamenti anche per gli altri plessi imolesi
Economia 3 Luglio 2018

Florim, a Mordano un secondo forno per i formati oversize tra gli investimenti del 2018

La Florim ha dato alle stampe il bilancio di sostenibilità 2017, il report annuale che offre una sintesi dei risultati ottenuti dall’azienda in ambito economico, sociale e ambientale. «Siamo giunti alla decima edizione del nostro bilancio di sostenibilità, traguardo che segna un periodo di enormi cambiamenti all’interno del gruppo che ebbero inizio proprio quando la crisi epocale, che ha investito l’economia mondiale, iniziava a mietere vittime e a terrorizzare i mercati», sottolinea il presidente Claudio Lucchese.

Dieci anni, peraltro, di crescita ininterrotta per il gruppo modenese, che conta tre stabilimenti produttivi (a Fiorano, Mordano e a Clarksville, negli Stati Uniti) e diversi negozi, magazzini e uffici in giro per il mondo, occupando oltre 1.400 dipendenti. Come conferma anche l’esercizio 2017, chiuso con ricavi netti per 424,8 milioni di euro (+4,5% rispetto al 2016), margine operativo lordo di 123,1 milioni (+14,9%), investimenti totali per oltre 103 milioni e un utile netto di 57,8 milioni (contro i 49,4 di un anno prima). E nonostante il record assoluto di investimenti, anche la posizione finanziaria netta è migliorata, passando nel giro di un anno da 12,5 milioni di rosso a un’eccedenza di liquidità pari ad 20 milioni di euro. «Non posso che esprimere grande soddisfazione nel leggere i numeri economici e finanziari che, da quel nebuloso 2008 fino ad oggi, hanno disegnato una curva in continuo miglioramento in tutte le variabili fondamentali», commenta Lucchese.

La produzione di grandi lastre in gres porcellanato, leitmotiv dei recenti investimenti, è diventata il motore della crescita in volumi e di redditività registrati dal gruppo. Degli oltre 103 milioni di investimenti spesi nel 2017, oltre 70 milioni sono serviti per realizzare in comune di Mordano una nuova fabbrica 4.0. Oltre ai traguardi raggiunti, il bilancio di sostenibilità elenca poi i traguardi da raggiungere. «Senza dubbio – spiega ancora Lucchese – la sfida continua ad essere molto impegnativa per il costante mutamento negli equilibri di mercato e impone altissima concentrazione per raggiungere gli obiettivi che ci prefiggiamo».

Ecco perché, restando in tema oversize, a fine anno è partito un grande cantiere nella sede principale di Fiorano per la realizzazione di una costruzione di 48.000 metri quadri destinata alla lavorazione di grandi formati e alla logistica, altro esempio di industria 4.0. Per quanto riguarda la sede mordanese nel corso del 2018 verrà avviata invece la riqualificazione della storica palazzina uffici e delle spedizioni, verrà installato un secondo forno all’interno del nuovo capannone 4.0, verrà modernizzato il reparto macinazione smalti con impianti a basso consumo energetico governati da un software innovativo, verrà installato un impianto per il recupero ed il riutilizzo dei fanghi industriali e realizzata una vasca interrata per l’accumulo di acqua piovana da utilizzare nel processo produttivo. 

r.e.

L”articolo completo su «sabato sera» del 28 giugno.

Nella foto: il forno per grandi lastre lungo oltre 170 metri

Florim, a Mordano un secondo forno per i formati oversize tra gli investimenti del 2018
Economia 25 Aprile 2018

La crescita degli investimenti sono l'effetto dell'Industria 4.0. I dati sull'andamento 2017 dell'Aci Imola

La parola «ripresa» non viene menzionata, ma i segnali che arrivano dal mondo cooperativo imolese lasciano ben sperare. «Continuiamo così! Tenendo conto che tra le nostre aziende c’è prudenza, i segnali sono molto positivi. Ma non vendiamo la pelle dell’orso…» commenta con cautela Domenico Olivieri, presidente dell’Alleanza delle cooperative italiane Imola (Aci Imola), presentando i dati che precedono la chiusura ufficiale dei bilanci del 2017 e le previsioni per il 2018.

Crescono, nell’ordine, export, fatturato e occupazione complessiva, ma il dato che salta agli occhi è quello degli investimenti, che nel 2017 è aumentato del 17%, superando i 68 milioni di euro, 10 milioni in più rispetto al 2016. «Più fatturato, maggiori possibilità di occupazione e investimenti fatti – sottolinea Olivieri -: i macro-indicatori sono positivi e di soddisfazione». La volontà e capacità di investire rivelano infatti il grado di fiducia delle aziende nel futuro, basti ricordare che negli anni neri della crisi gli investimenti avevano subito una brusca battuta di arresto. Oggi, dunque, non si naviga più a vista, anche se esistono ancora fattori di criticità, come, ricorda Olivieri «la situazione geopolitica mondiale e la guerra dei dazi che penalizzano chi esporta, o il tema degli appalti, pochi e al massimo ribasso, che incide su chi si occupa di servizi e sociale, o ancora la concorrenza dei discount per la grande distribuzione cooperativa».

L’analisi dell’Aci Imola, che riunisce sotto un’unica insegna gli associati a Legacoop e Confcooperative, ha preso in considerazione 55 cooperative su 111 aderenti (al 31 dicembre 2016), quelle in pratica più rappresentative in termini di fatturato, export, occupazione e, appunto, investimenti. Il numero degli addetti cresce di 150 unità: è passato da 7.424 a 7.574 (+2%). Tiene l’occupazione fissa (6.140 persone), ma si incrementano le altre forme contrattuali come tempi determinati, interinali, avventizi e Cocopro. «Il dato è influenzato dagli avventizi in agricoltura – motiva Rita Linzarini, funzionaria dell’Aci Imola – e dal lavoro interinale, a cui si ricorre per picchi di produzione nel corso dell’anno. Altre forme contrattuali, come l’apprendistato e le collaborazioni, vengono utilizzate come modalità per chi deve approcciare il mondo del lavoro, poi si tende a consolidare il rapporto, trasformandolo in tempo indeterminato». Anche le ristrutturazioni ancora in corso seguite alla crisi, soprattutto nel settore delle costruzioni e filiera, hanno inciso sul dato complessivo, ma oggi, si legge nella relazione dell’Aci di Imola, «lascia sperare in un possibile ulteriore miglioramento».

Segno positivo per il fatturato, che cresce del 4,59% e si attesta attorno a oltre 2 miliardi di euro. «Tenendo conto delle cooperative in liquidazione è un dato positivo» commenta Olivieri. Dopo la debacle del 2014, con le chiusure di Cesi e 3elle, infatti, finora i volumi non avevano recuperato quanto perso. «Il dato 2017 supera quello complessivo del 2013, a testimonianza di come le nostre cooperative siano state in grado non solo di mantenere le loro quote di mercato, ma siano riuscite a conquistare nuovi mercati» spiega la relazione dell’Aci. Bene anche l’export, che cresce del 5,8% e non riguarda solo le aziende manifatturiere che hanno la vocazione per l’estero, ma anche esempi come Clai, che cresce sul mercato internazionale. C’è inoltre la volontà delle cooperative di sfruttare le opportunità legate all’Industria 4.0, con investimenti in attività e formazione per le proprie risorse umane.

Questo spiega il 17% in più registrato alla voce investimenti. «Gli investimenti si mantengono su livelli medioalti – aggiunge Olivieri -. Le agevolazioni messe in campo dal Governo con il Piano Industria 4.0 hanno spinto le nostre cooperative a investire e innovare. Tutto questo è in linea con l’andamento delle imprese in Emilia Romagna, come ci dicono i dati della Camera di commercio di Bologna. Nel nostro piccolo, riverberiamo la tendenza regionale». Per quanto riguarda i singoli settori, segnali positivi vengono da Industria e Agroalimentare, meno bene invece il settore delle cooperative di abitazione, che continua a essere influenzato dalla crisi delle costruzioni e dall’assenza di politiche di sostegno alle giovani coppie per l’acquisto della prima casa. Unici segni negativi, infine, nel settore consumo e dettaglianti, dove il fatturato è stabile, ma l’occupazione scende del 2,5% sul 2016. In questo caso, a incidere in maniera negativa è «la concorrenza dei discount e la diminuita capacità di reddito delle famiglie» concludono dall’Aci di Imola.

lo.mi.

L”articolo completo su «sabato sera» in edicola dal 25 aprile.

Nella foto: Domenico Olivieri

La crescita degli investimenti sono l'effetto dell'Industria 4.0. I dati sull'andamento 2017 dell'Aci Imola
Cronaca 14 Aprile 2018

L'Emilia-Romagna investe sullo sport. La consigliera Pd Marchetti: «Quasi 27 milioni di euro nel triennio 2018-2020»

La Regione Emilia Romagna si dimostra vicina al mondo dello sport e a tutte le problematiche a lui connesse. Per questo motivo ha deciso di investire una cifra importante nel prossimo triennio. «Proprio per incentivare la pratica sportiva, 26.750.000 euro verranno investiti nel periodo 2018-2020 per lo sviluppo e la coesione per interventi sull’impiantistica sportiva – sottolinea la consigliera regionale Pd Francesca Marchetti –. La programmazione delle risorse verrà ricalibrata anno dopo anno proprio per rispondere al meglio ai bisogni. In Emilia-Romagna la propensione alla pratica sportiva è più alta rispetto ai dati medi italiani, anche se la percentuale di anziani che non fanno attività fisica, il 32%, rimane troppo alta rispetto a quanto auspicato dall’Organizzazione mondiale della sanità. Per questo è fondamentale promuovere la cultura dello sport alla portata di tutti».

L’Emilia-Romagna può vantare una buona dotazione di strutture sportive, quasi 7.000 impianti e oltre 12.000 spazi, ma il grande problema sono gli impianti vetusti visto che circa l’80% sono stati realizzati prima del 1990. «Intercettare le esigenze del mondo sportivo, coinvolgere i protagonisti del settore, rimuovere ogni ostacolo che impedisca la pratica sportiva, integrare sport, scuola e turismo oltre a riqualificare l’impiantistica – ha concluso – sono gli obiettivi del piano triennale dello sport che ha ottenuto il via libera dalla commissione cultura, scuola, formazione, lavoro, sport e legalità».

r.c.

Nella foto: la consigliera regionale Pd Francesca Marchetti

“Positiva è la collaborazione con il Coni proprio per la compilazione di una banca dati degli impianti sportivi – conclude –. Sarà necessario ampliare questo database con informazioni sull’accessibilità delle strutture per le persone con disabilità in modo da intervenire in maniera prioritaria. Fondamentale è anche l’attivazione di un tavolo di confronto con l’ufficio scolastico regionale, oltre a richiamare l’aspetto della prevenzione collegata alla pratica sportiva”.

     

L'Emilia-Romagna investe sullo sport. La consigliera Pd Marchetti: «Quasi 27 milioni di euro nel triennio 2018-2020»

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