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Cronaca 21 Giugno 2019

Città metropolitana, il sindaco Virginio Merola riassegna le deleghe e aumenta il lavoro per Fausto Tinti e Luca Lelli

Si è tenuta a palazzo Malvezzi la prima riunione della Conferenza dei sindaci della Città metropolitana, in gran parte rinnovati dopo le elezioni amministrative. Su 55 comuni che compongono il territorio metropolitano ben 46 sono andati al voto il 26 maggio, di questi 18 sono stati confermati mentre 28 sono al primo mandato amministrativo. Virginio Merola, sindaco di Bologna e metropolitano, ha riassegnato anche alcune deleghe e inserito in Giunta la consigliera comunale bolognese Raffaella Ferri al posto di Elisabetta Scalambra (quest’ultima, già consigliera comunale a Castenaso, non si è candidata alle amministrative, uscendo così automaticamente dal governo metropolitano).

La riassegnazione ha visto aumentare il carico di lavoro soprattutto per due dei sindaci del nostro territorio, a partire dal castellano Fausto Tinti, già vicesindaco metropolitano, che dovrà occuparsi anche di Sviluppo economico, Politiche del lavoro, Tavoli di salvaguardia del patrimonio produttivo (prima affidata a Massimo Gnudi, consigliere comunale di Vergato) ed E-government (prima in capo al sindaco metropolitano), ovviamente oltre alla delega preesistente al Personale. Maggior carico di lavoro anche per l’ozzanese Luca Lelli, al quale è andata anche la delega ai Rapporti con il Consiglio metropolitano e con la Conferenza metropolitana, prima affidata alla Scalambra, che si affianca a Politiche per la casa, Affari istituzionali e Innovazione. (r.cr.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 20 giugno

Nella foto il gruppo dei sindaci della Città metropolitana

Città metropolitana, il sindaco Virginio Merola riassegna le deleghe e aumenta il lavoro per Fausto Tinti e Luca Lelli
Cronaca 12 Giugno 2019

Matteo Montanari ha completato la sua Giunta con molte novità e la confermata Dilva Fava “promossa' vicesindaco

Il nuovo sindaco di Medicina, Matteo Montanari, ha nominato ufficialmente la sua Giunta e si prepara ad affrontare le priorità del mandato amministrativo 2018-2023. Dopo la “promozione” a vicesindaco della riconfermata Dilva Fava e la nomina del nuovo entrato Massimo Bonetti che si occuperà di Ambiente, Agricoltura e Urbanistica, Montanari ha completato la squadra di assessori con le seguenti nomine: Donatella Gherardi sarà assessore al Bilancio, Partecipate e Patrimonio, Attività produttive e Personale; Marco Brini, già presidente del Consiglio comunale nello scorso mandato, sarà delegato alla Polizia Municipale e Sicurezza, Protezione Civile, Sviluppo digitale, Partecipazione e Verifica del programma; Lorenzo Monti si occuperà di Volontariato, Turismo, Giovani, Legalità, Pro Loco e Gemellaggio.

Per sè il sindaco ha tenuto le deleghe alla Sanità, Lavori Pubblici, Piano Strategico Locale e Rigenerazione, Mobilità, Sport e Comunicazione, mentre alla sua vice ha assegnato Scuola, Politiche Sociali, Politiche Abitative e del Lavoro, Pari opportunità, come nel precedente mandato. Si tratta dunque di una Giunta in massima parte rinnovata nei suoi componenti, tutti attivamente impegnati in questi mesi di campagna elettorale nelle tre liste a sostegno della candidatura di Montanari e soprattutto tutti da sempre impegnati nella comunità medicinese nei loro ambiti di competenza.

Il nuovo sindaco ha rilasciato un”intervista al nostro settimanale in edicola da domani giovedì 13 giugno, nella quale anticipa i temi e le priorità del nuovo mandato amministrativo. Tra i progetti in corso e che saranno completati a breve c”è la riqualificazione dell”ex stazione ferroviaria di via Licurgo Fava. «La ciclabile è ormai completata – aggiorna Montanari -, manca l’asfaltatura. Parte dei lavori sull’edificio sono stati realizzati, in particolare la sistemazione del tetto. A breve si partirà con gli impianti e infine i lavori nel piazzale. L’obiettivo è completare il tutto entro settembre». (r.cr.)

L”intervista completa come anticipato è su «sabato sera» del 13 giugno

Nella foto da sinistra a destra: Bonetti, Monti, Fava, Montanari, Gherardi e Brini

Matteo Montanari ha completato la sua Giunta con molte novità e la confermata Dilva Fava “promossa' vicesindaco
Elezioni 30 Maggio 2019

Il commento sulle elezioni comunali del segretario Pd Marco Panieri: «Grande risultato, le persone hanno fatto la differenza»

«E’ un grande risultato». Così il segretario territoriale del Pd di Imola, Marco Panieri, commenta l’esito delle elezioni comunali nel circondario, dove i candidati del centrosinistra hanno vinto in sette Comuni; al primo turno a Castel San Pietro e Medicina, dove era invece possibile un eventuale ballottaggio. Unica eccezione Dozza, dove si è riconfermato il sindaco uscente Albertazzi, con la lista civica Progetto Dozza.

«E’ il risultato collettivo di un centrosinistra largo, con al centro il bene comune – spiega Panieri -. Le persone hanno fatto la differenza, in una campagna elettorale dove c’è stato molto dialogo con i cittadini. Abbiamo lavorato tanto e parlato poco. Nella vallata del Santerno c’erano criticità importanti, messe in evidenza anche dalla mancata fusione tra i Comuni. Invece, anche in vallata abbiamo una unità che ci consente di far dialogare tutti i sindaci, un’occasione che non dobbiamo sprecare per ripar-tire insieme e guardare ai prossi-mi anni mettendo al centro un percorso politico nuovo. E’ stato premiato il buon governo, anche se possiamo fare meglio e di più. Ed è anche, non lo nascondo, una boccata d’ossigeno per la nostra Federazione territoriale».

L’analisi dei risultati porta il segretario a fare anche altre considerazioni. «Emerge la situazione di Imola – prosegue – dove la sindaca torna a essere, per sua scelta, isolata. Questo è molto preoccupante per la nostra realtà». (r.cr.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 30 maggio

Nella foto i sette sindaci di centrosinistra eletti domenica 26 maggio nel circondario con il segretario Marco Panieri (quinto da sinistra): nell”ordine da sinistra Mauro Ghini (Borgo Tossignano), Fausto Tinti (Castel San Pietro), Claudio Franceschi (Castel Guelfo), Beatrice Poli (Casalfiumanese), Gabriele Meluzzi (Fontanelice), Nicola Tassinari (Mordano), Matteo Montanari (Medicina)

Il commento sulle elezioni comunali del segretario Pd Marco Panieri: «Grande risultato, le persone hanno fatto la differenza»
Elezioni 29 Maggio 2019

Speciale Comunali 2019, poche Amministrazioni hanno “cambiato colore' nel territorio della Città metropolitana

In attesa dell”esito del ballottaggio a Molinella, l”unico comune della Città metropolitana di Bologna al quale occorrerà il secondo turno per stabilire chi sarà il nuovo sindaco, intanto la nuova mappa dei colori politici nel territorio provinciale si presenta con pochi cambiamenti rispetto a prima del 26 maggio.

Ricordiamo innanzitutto che domenica scorsa si è votato in 46 comuni su 55, corrispondenti al 48,2% della popolazione metropolitana (mancavano infatti all”appello le due città maggiori, Bologna e Imola). L”affluenza si è attestata al 71,3%, oltre 3 punti in meno rispetto al 2014 (74,6%), con la punta massima registrata a San Benedetto Val di Sambro (76,25%) e la minima a Monterenzio (65,55%).

Venendo dunque all”esito politico della contesa, conferma per il centrosinistra in 36 comuni, compresi i sette su otto nel circondario imolese in cui già governava (Castel San Pietro Terme, Medicina, Casalfiumanese, Borgo Tossignano, Fontanelice, Castel Guelfo e Mordano), mentre a Dozza si è conquistato il secondo mandato il civico Luca Albertazzi. Tre comuni sono passati dal centrosinistra al centrodestra, il quale ne ha a sua volta ceduti due a liste civiche. Al momento risultano dunque di colore azzurro otto comuni: Monzuno e Sant”Agata Bolognese (confermati), Galliera, Monterenzio e Vergato (nuovi) più tre che domenica scorsa non erano interessati dalle urne, vale a dire Monghidoro, Gaggio Montano e San Giovanni in Persiceto. Sei invece i civici: San Benedetto Val di Sambro e Dozza (confermati), Loiano e Castel d”Aiano (nuovi), Budrio e Castel del Rio tra quelli che non hanno votato. Le amministrazioni di centrosinistra sono in tutto 39, mentre resta Imola l”unico comune metropolitano a guida 5Stelle.

Non resta che attendere dunque l”esito del ballottaggio che domenica 9 giugno vedrà sfidarsi, a Molinella, il sindaco uscente di centrosinistra Dario Mantovani, che ha sfiorato la vittoria al primo turno con il 49,45% dei voti e Marco Stegani, il candidato del centrodestra che ha chiuso il primo round con il 36,04%, per stilare il bilancio definitivo. (r.cr.)

Nella foto, la tabella della Città metropolitana con i colori delle Amministrazioni comunali a confronto con la situazione prima del 26 maggio (https://www.cittametropolitana.bo.it/portale/Engine/RAServeFile.php/f/colore_politico_comuni.jpg)

Speciale Comunali 2019, poche Amministrazioni hanno “cambiato colore' nel territorio della Città metropolitana
Cronaca 29 Maggio 2019

Castel Guelfo, il saluto dell'ex sindaco Cristina Carpeggiani ai concittadini e il racconto della malattia che sta affrontando

«A pochi giorni dalle elezioni, desidero salutare tutti i cittadini che mi hanno dato il privilegio di essere il loro sindaco, e di essere al loro servizio per dieci anni. Dal 2009 ad oggi abbiamo attraversato assieme un lungo periodo in cui le risorse a nostra disposizione sono via via diminuite e garantire tutti i servizi è stata una sfida continua. Dare assistenza e la giusta attenzione alle persone, rispondere ai problemi e, a volte con mio grande rammarico, poter dedicare loro solo l’ascolto, perché non sempre la soluzione c’è, è stato per me fonte di grande crescita personale».

Cristina Carpeggiani ha cominciato così il breve scritto che indirizzato alla vigilia delle elezioni ai suoi concittadini per accomiatarsi dal suo ruolo di sindaca di Castel Guelfo. Era al secondo mandato e, come altri «colleghi» nel circondario, non poteva essere rieletta. Arrivata in paese a metà degli anni ’90 con marito e una figlia piccola, Carpeggiani ha rappresentato una delle tante nuove famiglie insediatesi nel paesino. Prima di vestire la fascia tricolore, per quattro anni è stata assessore alla Cultura nella Giunta Landi, forte del diploma di Liceo artistico, dell’Accademia di Belle arti e un lavoro come arredatrice di interni. In precedenza c’era stato l’avvicinamento alla politica come candidata del centro sinistra nella lista Insieme per Castel Guelfo a sostegno, per l’appunto, di Dino Landi.

Oggi è tempo di bilanci alla fine di una lunga avventura, dopo che nei mesi scorsi ha dovuto rallentare l’attività a causa della malattia. Una vicenda personale sulla quale ha deciso di non nascondersi. «Sto combattendo contro un tumore, una battaglia che mi ha fatto essere molto assente negli ultimi mesi e mi porta via tempo, ma che voglio vincere – esordisce decisa -. Ne voglio parlare perché credo sia importante per tutti coloro che in questo momento stanno lottando contro qualunque malattia. Uno dei rischi maggiori è l’isolamento, magari si pensa che chi sta male non voglia essere disturbato o preferisca star solo, ma non è così. La persona malata deve sentirsi vicina agli amici, ai famigliari, deve uscire di casa per quanto possibile anche se non è facile. Condividere il percorso con gli altri, con la comunità, ti dà la forza per lottare. E da Castel Guelfo ho ricevuto tanto affetto man mano che si veniva a sapere della mia situazione».

Carpeggiani è seguita da uno specialista, primario a Padova. «Non che non apprezzi la sanità dell’Emilia Romagna, ma ho preferito seguire il chirurgo che già conosce bene il mio caso perché mi ha operato ventiquattro anni fa quando era a Bologna. Il tumore è ritornato. Ma dopo si riparte, sempre. Io non mi sono fermata, lo si vede da tutto quello che ho fatto in questi ventiquattro anni». (l.a.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 23 maggio 

Nella foto Cristina Carpeggiani in occasione del taglio del nastro della scuola materna “Mamma Felicia” nel 2017

Castel Guelfo, il saluto dell'ex sindaco Cristina Carpeggiani ai concittadini e il racconto della malattia che sta affrontando
Elezioni 27 Maggio 2019

Speciale Comunali 2019, in vallata eletti Poli a Casale, Ghini a Borgo e Meluzzi a Fontanelice

Nessuna rivoluzione alle elezioni comunali nella Vallata del Santerno, dove il centrosinistra fa il pieno nei tre comuni che andavano al voto in questa tornata (a Castel del Rio toccherà infatti soltanto l”anno prossimo).

A Casalfiumanese il nuovo sindaco è Beatrice Poli, sostenuta dalla lista Insieme per Casalfiumanese. La giovane ex assessore della giunta Rivola risulta eletta con il 45,21% dei voti (812 i voti assoluti) davanti a Fabrizio Sarti (Movimento 5 Stelle), che si è fermato al 23,78% (427). Solo terzo il sindaco uscente, Gisella Rivola (Uniti Rivola Sindaco), con il 23,22% (417), che precede il Centrodestra Unito di Donatella Marchetti, quarta con 140 voti, per una percentuale del 7,8%.

Affermazione netta a Borgo Tossignano per Mauro Ghini, che ottiene la maggioranza assoluta dei suffragi con la lista 100% Partecipazione Democratica. La sua percentuale è del 51,59% (826 voti assoluti). Nettamente staccate sia Sara Manzoni, del Movimento 5 Stelle, con il 29,86% (478) che Brigida Miranda, terza con il suo Patto Civico per Borgo Tossignano al 18,55% (297).

Anche a Fontanelice il centrosinistra con la lista Insieme per Fontanelice si conferma e porta alla fascia tricolore Gabriele Meluzzi con il 47,53% dei voti (491 le schede a favore). Secondo con il 39,50% è Vito Vecchio (408) con Lista Civica per Fontanelice e terzo Fabio Morotti con il 12,97% (134). (r.cr.)

Nella foto Beatrice Poli, Mauro Ghini e Gabriele Meluzzi

Speciale Comunali 2019, in vallata eletti Poli a Casale, Ghini a Borgo e Meluzzi a Fontanelice
Medicina 24 Maggio 2019

Speciale Comunali 2019, a Medicina quattro candidati a sindaco in lizza e sette liste per il Consiglio comunale

La campagna elettorale è agli sgoccioli: oggi è l”ultimo giorno per convincere gli ultimi indecisi prima del silenzio elettorale che scatterà a mezzanotte e che deve per legge essere rispettato il giorno della vigilia delle elezioni. A Medicina, uno dei due Comuni del circondario imolese nei quali è previsto il ballottaggio qualora nessun candidato dovesse ottenere al primo turno la maggioranza assoluta dei voti (l”altro è Castel San Pietro Terme, mentre a Imola le elezioni comunali si sono svolte nel 2018), troviamo quattro nomi in lizza per la carica di primo cittadino.

Seguendo l”ordine che comparirà nella scheda elettorale, di colore azzurro, il primo candidato a sindaco è Matteo Montanari, 36 anni, attuale vice della Giunta guidata da Onelio Rambaldi. Montanari è sostenuto da tre liste: Matteo Montanari sindaco, Centrosinistra e Sinistra uniti, Medicina democratica e solidale. 

La lista Sinistra medicinese presenta invece come candidato il 37enne Enrico Raspadori, insegnante di informatica e matematica in un istituto superiore professionale di Bologna, da sempre impegnato in progetti culturali su cinema, musica, teatro e letteratura con le associazioni medicinesi.

Cristian Cavina, 35 anni, è il candidato a sindaco del Movimento 5 Stelle, del quale è attualmente capogruppo. Cavina ha un negozio di prodotti in canapa e per il benessere della persona in centro storico a Medicina, è diplomato in elettronica e comunicazioni e operatore iscritto all’albo Asi Fitness & wellness.

Il quarto nome sulla scheda è quello di Salvatore Cuscini, 65 anni, imprenditore edile, sostenuto da due liste: Cuscini sindaco (che raggruppa i simboli di Forza Italia, Lega e Fratelli d”Italia) e Prima Medicina, in rappresentanza del Popolo della Famiglia. (r.cr.)

Nella foto i quattro candidati di Medicina: Cristian Cavina, Salvatore Cuscini, Matteo Montanari ed Enrico Raspadori


Speciale Comunali 2019, a Medicina quattro candidati a sindaco in lizza e sette liste per il Consiglio comunale

Speciale Comunali 2019, a Castel San Pietro tre candidati a sindaco, sei le liste in corsa per il consiglio comunale

Mancano due giorni alle elezioni comunali 2019. Nel circondario imolese il Comune più grande interessato dal rinnovo del consiglio comunale e del sindaco è Castel San Pietro Terme. Ricordiamo che, alla luce del sistema elettorale in vigore per i Comuni sopra i 15 mila abitanti, anche sulle rive del Sillaro uno dei candidati dovrà superare la soglia del 50% di voti per risultare eletto già al primo turno, altrimenti servirà il ballottaggio, che nel caso si svolgerà domenica 9 giugno.

Ma torniamo al 26 maggio e ai tre candidati che si contenderanno la fascia tricolore. Il primo, sindaco uscente, è Fausto Tinti, 54 anni, sposato, padre di sei figlie, docente di Zoologia e presidente del corso di laurea magistrale in Biologia marina dell’Università di Bologna, che abita nella frazione di Osteria Grande. Tinti si presenta con il sostegno di quattro liste: Uniti al centro per Castello, Castello in Comune, Città futura Ambiente solidarietà partecipazione e Partito Democratico.

A sfidarlo ci sarà anche una donna, Elisa Maurizzi, candidata per il Movimento 5 Stelle. Residente a Castel San Pietro nel capoluogo, ha 35 anni, fa l’avvocato, principalmente civilista, e ha collaborato come assistente con la cattedra di Diritto costituzionale di Bologna. E” mamma di un bambino di 4 anni e tra i fondatori dell’associazione culturale di servizi alle famiglie no profit Il «Castello dei pensieri».

Il terzo candidato è Claudio Franzoni, 64 anni, sposato, agronomo, titolare della Inedit, piccola casa editrice che pubblica libri di narrativa, psicologia, fantasy e soprattutto il giornale Terre e Cultura che riprende l’esperienza de ilCastellano.net. A sostegno di Franzoni la lista Prima Castello, formata da Forza Italia, Lega e Fratelli d”Italia (r.cr.)

Nella foto i tre candidati a sindaco di Castel San Pietro Terme: da sinistra Fausto Tinti, Elisa Maurizzi e Claudio Franzoni

Speciale Comunali 2019, a Castel San Pietro tre candidati a sindaco, sei le liste in corsa per il consiglio comunale
Cronaca 9 Maggio 2019

La Giunta di Imola perde un altro pezzo: si è dimessa l'assessore Rosa Lucente, le sue deleghe alla sindaca

Le voci si rincorrevano da tempo, ora è ufficiale: si è dimesso l”assessore alle Risorse umane e Affari istituzionali del Comune di Imola Rosa Lucente. Lo annuncia una stringatissima nota dell”ufficio stampa, precisando che le dimissioni hanno effetto da subito.

Le deleghe della Lucente, che comprendono politiche abitative, affari istituzionali, servizi demografici e patrimonio, faranno capo alla sindaca Manuela Sangiorgi fino alla nomina del nuovo assessore. Si tratta del quarto assessore che lascia la Giunta 5Stelle in pochi mesi, dopo le dimissioni di Ezio Roi a dicembre, di Ina Dhimgjini a gennaio e la cacciata di Maurizio Lelli appena due settimane fa. (r.cr.)

Nella foto l”assessore dimissionario Rosa Lucente e la sindaca Manuela Sangiorgi

La Giunta di Imola perde un altro pezzo: si è dimessa l'assessore Rosa Lucente, le sue deleghe alla sindaca
Cronaca 27 Marzo 2019

La Consulta delle ragazze e dei ragazzi di Imola ha fatto visita a Roma alla Camera dei Deputati

Un giro a Roma a visitare la Camera dei Deputati, accompagnati da mediatori e mediatrici (M.Rosaria Costigliola, Annalisa Palmisano, Mauro Dallarmi, Alberto Martini) e dagli assessori comunali Patrik Cavina (vicesindaco) e Claudia Resta (scuola). Ne sono stati protagonisti i 32 ragazzi che fanno parte della Consulta delle ragazze e dei ragazzi di Imola, che hanno così vissuto una tappa importante del percorso mirato a conoscere, anche in forma diretta, le principali istituzioni democratiche italiane. 

Prima della gita a Roma i ragazzi avevano partecipato a un incontro formativo per conoscere le funzioni e gli organi del Parlamento e della Camera in particolare, in modo da poter meglio apprezzare la visita. Nella capitale poi il gruppo ha potuto ammirare anche altri famosissimi monumenti, dal Colosseo all”Altare della Patria, fino al Quirinale. A Montecitorio i ragazzi imolesi sono stati accolti da una funzionaria che ha loro illustrato la storia del palazzo sede della Camera dei Deputati e il funzionamento di questo ramo del Parlamento, prima del giro lungo le sale e i corridoi, attraverso il “Transatlantico”, la “Sala della Lupa” e quella intitolata ad Aldo Moro.

Il clou è stato, come si può immaginare, l”ingresso nell”aula parlamentare, che i ragazzi hanno potuto ammirare da una tribuna, apprezzando gli arredi, i dipinti, il soffitto. Davvero una grande emozione che poi, al ritorno, è stata condivisa con i compagni di scuola. Per Davide Inguaggiato, che frequenta la terza nella scuola media “Andrea Costa”, “è stata una giornata intensa, stancante ma ricca di emozioni”, mentre Vittoria Penazzi, della classe quinta della primaria “Campanella”, dice di essere stata sorpresa dal Parlamento perché “non pensavo fosse così grande”. Alessio Bellosi, sempre di quinta ma alla “Pelloni Tabanelli”, è stato contento di avere fatto “un”esperienza diversa e nuova con una bella compagnia e con un bel gruppo come la Consulta”.

Soddisfatti anche gli assessori che hanno accompagnato i ragazzi a Roma. Il vicesindaco Cavina ha sottolineato che i ragazzi hanno compreso “come si realizza la partecipazione e il confronto tra rappresentanti dei cittadini che sono stati eletti”. L”assessora alla Scuola ha invece giudicato l”esperienza “interessante” per il gruppo che ha avuto modo di visitare il palazzo di Montecitorio e di “capire come funzionano gli organi democratici del nostro paese”. (r.cr.)

Nella foto il gruppo davanti alla Camera dei Deputati

La Consulta delle ragazze e dei ragazzi di Imola ha fatto visita a Roma alla Camera dei Deputati

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