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Economia 25 Aprile 2019

Bestseller si ingrandisce, nuove assunzioni e più parcheggi per la stazione di Castello

Nuovi parcheggi per l’area a sud della stazione ferroviaria, un tratto di pista ciclabile e una nuova area verde: sono questi i consistenti interventi, che l’azienda Bestseller Italy Spa si è impegnata a realizzare in base alla nuova convenzione siglata con l’Amministrazione comunale. In cambio, vista la necessità di ampliare lo spazio espositivo all’interno della sede, la multinazionale danese ha acquisito da un’asta fallimentare una casa abbandonata di 400 metri quadrati in via Gramsci per adibirla a uffici. L”accordo prevede la modifica dell’asse viario che sarà orientato verso l’ingresso della stazione e si presenterà come viale alberato. Questo rotazione consentirà la realizzazione di 40 parcheggi al posto dei 15 presenti attualmente e di una pista ciclabile tangente la nuova recinzione, che si andrà a collegare a quella di via Gramsci realizzata già in parte dal Comune.

La multinazionale danese di proprietà della famiglia Holch Povlsen, miliardario, azionista anche di aziende leader dell’e-commerce (come la britannica Asos e la tedesca Zalando), produce e distribuisce in 45 paesi abbigliamento da donna, uomo e bambino, ed ha la sede operativa per l’Italia nell’edificio che si trova di fronte alla stazione ferroviaria castellana, dove oggi lavorano un’ottantina di dipendenti. L’edificio, in origine un vecchio mulino poi sede del Consorzio agrario, è stato ristrutturato una ventina di anni fa dall’architetto Francesco Coppola, che per un po’ vi portò anche la sede del suo Loop Design Center.

«Ricominciamo a lavorare con Bestseller dopo alcuni anni di stallo» ha ricordato il sindaco Fausto Tinti dopo l’incontro tenutosi nei giorni scorsi con Bjorn Iversen, amministratore delegato del gruppo Bestseller, l’assessore ai Lavori pubblici castellano Giuliano Giordani, il dirigente dell’Ufficio tecnico comunale Angelo Premi e lo stesso architetto Francesco Coppola, progettista di Bestseller Italy Spa. Il progetto di ampliamento, infatti, era già stato oggetto di una convenzione diversi anni fa, poi si era fermato tutto per motivi dovuti sopratutto alla crisi economica generale e dell’edilizia.

«Finalmente, dopo un anno e mezzo di difficoltà, vediamo la luce, c’è futuro e possiamo continuare la nostra crescita – ha aggiunto Iversen -. Ora è il momento giusto per investire, per fare nuove assunzioni: ne sono previste qualche decina in Italia, di cui una decina qui a Castel San Pietro. Oggi in Italia Bestseller conta 37 negozi monomarca, a gestione diretta, ad insegna Jack & Jones, e si prefigge l’obiettivo ambizioso, condizioni di mercato permettendo, di arrivare fino a 150. La sede di Castel San Pietro, ospita anche la direzione della società Bestseller Stores che si occupa dei negozi Jack & Jones. Quindi ci serve più spazio. E, se questa positività continuerà, potremo completare anche il gradino successivo previsto dal progetto iniziale, con lo sviluppo dell’atelier». Oltre all’investimento su Castello, l’azienda ha preso in affitto un capannone di 1000 metri quadrati a Osteria Grande da adibire a magazzino.

«Come è avvenuto anche nel caso di altri recenti insediamenti o dello sviluppo di altre attività promossi da questa Amministrazione Comunale – ha tenuto a sottolinerare Tinti -, l’ampliamento di Bestseller avviene in modo sostenibile, attraverso il recupero di un edificio abbandonato che, in quanto tale, creava problemi ai cittadini residenti negli appartamenti adiacenti. E in più i vantaggi dell’espansione di questa impresa riguardano non solo Castel San Pietro Terme, ma anche Osteria Grande, dove viene trasferita una parte dell’attività, con l’utilizzo di un capannone vuoto».

Nelle foto un rendering panoramico con i lavori previsti dalla convenzione e l”incontro per la sigla della convenzione, da sinistra il sindaco Tinti, Iversen, Coppola, Premi e Giordani.

Bestseller si ingrandisce, nuove assunzioni e più parcheggi per la stazione di Castello
Cronaca 20 Aprile 2019

A Castel San Pietro Terme sistemazione del verde e degli arredi nel giardino fra via Oberdan e viale Roma

E’ iniziata la scorsa settimana la riqualificazione del giardino posto fra via Oberdan e viale Roma. «L’intervento, della durata prevista di circa dieci giorni lavorativi, condizioni meteo permettendo, consiste principalmente nella pulizia dell’area verde da arbusti e siepi e nella messa a dimora di nuove specie arboree» dicono dal Comune. Sono previste anche una nuova cordonatura circolare delle tre aiuole, la sostituzione dei cestini, l’inserimento di un nuovo lampione e la sostituzione dei tre esistenti.

Inoltre, in vista delle celebrazioni dell’anniversario della Liberazione, sarà ripulito il monumento dedicato ai caduti. Il tutto a cura di Area Blu, la società in house pubblica che si occupa della manutenzione degli immobili pubblici anche per Castello. Nel frattempo il Servizio verde pubblico del Comune ha tolto alcuni cespugli particolarmente pregiati, che saranno curati fino a quando cresceranno nuove radici, a quel punto verranno piantati in altre aree verdi.

Per la riasfaltatura, invece, occorrerà attendere maggio inoltrato, al termine dei vari interventi previsti nelle contigue piazze Galvani e Martiri Partigiani, in accordo con le associazioni di categoria e con i commercianti della zona (l’avvio lavori è fissato per il 30 aprile).

Nella foto un addetto al lavoro nel giardino

A Castel San Pietro Terme sistemazione del verde e degli arredi nel giardino fra via Oberdan e viale Roma
Sport 22 Marzo 2019

Lavori al «Romeo Galli», la tabella degli interventi da finire il 30 settembre

I carotaggi che sono stati finalmente fatti e la certezza che, all’atto dell’iscrizione alla prossima serie C, l’Imolese indicherà un campo diverso dal Romeo Galli dove giocare le proprie partite casalinghe, in attesa che l’impianto all’interno dell’autodromo veda completati i lavori di adeguamento ai criteri infrastrutturali richiesti per la stagione 2019/20. Meglio andare con ordine, partendo dai «famosi» carotaggi richiesti dalla sovrintendenza di Bologna per essere esaminati e dare così il via libera ai lavori per l’installazione dei pali che dovranno sostenere i fari necessari a raggiungere gli 800 lux richiesti per il prossimo anno: le trivelle hanno lavorato nella giornata di venerdì 15 marzo cominciando così la trafila che vede, nel cronoprogramma del Comune di Imola, il mese di aprile come quello nel quale dovrebbe arrivare il parere da Bologna sulla questione, con conseguente pubblicazione nel mese di  maggio del bando per l’assegnazione dei lavori di adeguamento dell’impianto di illuminazione.

I lavori al Galli, che comprendono anche una redistribuzione degli spazi (sono da realizzare i locali antidoping, adeguando gli spogliatoi di casa e la sala stampa, con conseguente probabile trasloco dell’attuale palestra sotto la tribuna centrale), cominceranno dopo la metà di giugno e comprenderanno anche la creazione, nell’area sotto la tribuna centrale, di un’area hospitality e di un bar (ambienti che l’Imolese arrederà a proprie spese), oltre a nuovi servizi igienici. Tutti i lavori, illuminazione compresa, dovrebbero essere completati entro il 30 settembre, data che realisticamente verrà sforata di qualche settimana e che costringerà così l’Imolese a sperare di poter giocare in casa chiedendo una deroga alla Lega Pro, la stessa deroga che chiederanno tante altre società (Ghirelli ha parlato di 40 società con stadio non a norma) i cui impianti non sono attualmente in regola con i nuovi criteri. Cosa accadrà? Che l’Imolese depositerà a giugno la domanda di iscrizione, indicando Ferrara come campo di gioco: i contatti con la Spal sono già avviati e si attende il via libera dalla questura di Ferrara e da quella di Imola per poter considerare il «Mazza» come possibile futura casa provvisoria dei rossoblù per l’inizio del prossimo campionato.

Una categoria che richiede un campo sistemato sempre e comunque, al di là delle condizioni climatiche, con la proprietaria Fiorella Poggi che ha messo alcuni puntini sulle «i» nella querelle fra Imolese ed Atletica Sacmi Avis esplosa dopo le parole di Lorenzo Spagnoli al termine di Imolese – Renate. «Da parte nostra non ci sono assolutamente problemi con l’Amministrazione comunale. Noi saremmo clienti esigenti (così è stata definita l’Imolese nel comunicato emesso dalla Atletica Sacmi Avis, nda)? Faccio presente che questi clienti esigenti hanno speso 200 mila euro di tasca propria per l’impianto del Galli che viene utilizzato da un fornitore che dovrebbe essere ben contento di questo nostro intervento. Vorrei chiedere al gestore dell’impianto quanto investe nella manutenzione del campo in base alle tabelle previste dal Comune ed allegate al bando di gestione del Romeo Galli». (an.mir.)

L”articolo completo su «sabato sera» del 21 marzo.

Nella foto (Isolapress): un bel tramonto allo stadio «Romeo Galli»

Lavori al «Romeo Galli», la tabella degli interventi da finire il 30 settembre
Cronaca 20 Marzo 2019

Domani riapre al transito il voltone del Cassero, terminati i lavori di restauro a Castel San Pietro

Terminati i lavori, da domani il voltone del Cassero su via Matteotti sarà nuovamente transitabile, ad annunciarlo è il Comune con una nota. “Ottimo risultato raggiunto nel rispetto dei tempi concordati – sottolinea il sindaco Fausto Tinti –, cosa importante sia per il commercio, sia per l’imminente weekend che vedrà la nostra città protagonista nelle Giornate Fai di Primavera”. 

Il Cassero è l’edificio simbolo di Castel San Pietro e il restauro del voltone è stato possibile grazie al contributo di 25mila euro della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola nell’ambito del programma Art Bonus, che copre buona parte l’importo complessivo pari a 30mila euro. “Il voltone – precisano dal Comune – è composto da tre campate, due delle quali con volta a crociera e la restante con solaio ligneo, scandite da archi e da pilastri uscenti dal filo del paramento murario. La struttura è interamente in laterizio ed ha dimensioni di circa 18 m in lunghezza per 4 o 6 m circa in larghezza. La superficie presentava fessurazioni, erosioni, scagliature, depositi, patine, alterazioni cromatiche e altri elementi di degrado”. 

L”intervento ha riguardato la volta e le pareti del passaggio carrabile di accesso a via Matteotti, quindi, per tutta la durata, un mese circa dallo scorso 19 febbraio, è stato necessario chiudere il passaggio, deviando la circolazione su una corsia creata appositamente in piazza Galvani sul lato esterno del Cassero, con sbocco in via Matteotti. 

L”intervento fa parte di un progetto complessivo presentato alla Soprintendenza che riguarda tutto l’edificio del Cassero, in futuro sono previsti anche “la messa in sicurezza e il restauro conservativo del corpo scala esterno e delle merlature della terrazza” aggiungono dal Comune. (r.cr.)

Nelle foto il prima e dopo i lavori al voltone del Cassero (foto fornita dal Comune di Castel San Pietro)

Domani riapre al transito il voltone del Cassero, terminati i lavori di restauro a Castel San Pietro
Cronaca 20 Marzo 2019

A Mordano l’Opera anziani si presenta con il presidente Bonaccini

I lavori di restauro e risanamento conservativo di palazzo Darchini in piazza Pennazzi, iniziati nel 2017 e durati poco più di due anni, stanno finalmente ormai volgendo al termine e così, sabato 23 marzo, è prevista un’inaugurazione per l’edificio che sta diventando l’Opera anziani. Alla cerimonia, in programma alle 10.30, sarà presente, oltre al sindaco di Mordano, Stefano Golini, anche il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini. Un bel traguardo quello raggiunto dal primo cittadino che, fin da subito, s’impegnò nella realizzazione di un progetto che potesse rispettare il lascito testamentario della concittadina Ida Frontali, deceduta nel 2009. Un progetto complesso, portato avanti nonostante un certo scetticismo iniziale. Ora, a quasi dieci anni di distanza, il sogno di Golini è divenuto realtà, poco prima della fine del suo secondo mandato e, viste le imminenti elezioni di maggio e le norme che vietano di promuovere iniziative nei due mesi precedenti il voto, l’Amministrazione ha deciso così di anticipare il taglio del nastro. «Recuperare il patrimonio esistente – commenta il primo cittadino – è qualcosa che dobbiamo alle generazioni future».

Per completare il tutto, in verità, occorrerà ancora qualche mese, l’intera struttura sarà a disposizione della comunità entro l’estate. I lavori sull’edificio, acquisito nel 2012 dal Comune, hanno permesso di ricavare da un lato il centro sociale «Ca’ di Trebb», dall’altro una «mini-Casa della salute» come l’ha definita Golini, con quattro ambulatori per tre medici di medicina generale, un pediatra, infermieri e l’assistente sociale al pian terreno, mentre al primo e al secondo piano dell’area centrale  troverà posto un Condominio del buon vicinato, gestito dall’Asp, composto da nove appartamenti destinati ad anziani capaci di vivere da soli o in parte assistiti, con la presenza di una famiglia tutor, come già sperimentato a Borgo Tossignano. Il progetto è costato complessivamente 2 milioni e 668 mila euro, somma reperita grazie a risorse comunali, accordi con privati, finanziamenti pubblici, donazioni, l’accensione di un mutuo e, ovviamente, la vendita di alcuni beni del lascito Frontali. Nel mezzo anche un percorso partecipato con i cittadini per condividere la necessità e le finalità del progetto.

L’Opera anziani, tra l’altro, non è conclusa, il cronoprogramma prevede, per il triennio 2020-2022, anche un ampliamento con la ricostruzione dell’ala di palazzo Darchini distrutta durante la guerra e la ristrutturazione dell’immobile attiguo di via Ombrosa. Qui sorgeranno un centro diurno per anziani non autosufficienti, un alloggio «Dopo di noi» per persone disabili e altri quattro appartamenti per il Condominio del buon vicinato. Costo totale: 1 milione e 662 mila euro. Di questi, circa due terzi sono stati già recuperati grazie a risorse comunali, finanziamenti pubblici e la permuta di beni sempre del lascito Frontali, mancano 500 mila euro che il Comune pensa di trovare tramite l’Art Bonus e una partnership pubblico-privata. (d.b.)

Nella foto: l”assessore Nicola Tassinari, il sindaco di Mordano Stefano Golini e Simonetta Stanzani dell”Ausl davanti al cantieri di palazzo Darchini

A Mordano l’Opera anziani si presenta con il presidente Bonaccini
Economia 18 Marzo 2019

A Medicina 106 ditte a caccia dell’appalto per la nuova palestra della scuola media Simoni

«Per aggiudicarsi l’appalto della nuova palestra per la scuola media Giuseppe Simoni, hanno presentato un’offerta ben 106 ditte e consorzi, un numero che ovviamente ha allungato i tempi, ma stiamo aprendo le buste e a breve i lavori saranno aggiudicati». Il vicesindaco Matteo Montanari motiva così i tempi che si stanno allungando per l’avvio della ricostruzione da circa 1,6 milioni della palestra scolastica di via Gramsci.

I lavori prevedono l’adeguamento e messa a norma dell’edificio  (risalente al 1967) mediante demolizione e ricostruzione, da completare entro 270 giorni da parte della ditta vincitrice. Il Comune ha valutato che intervenire sull’esistente avrebbe comportato costi troppo alti su una struttura oggi poco funzionale per l’utilizzo sia delle scuole che delle associazioni sportive, in particolare pallacanestro e pallavolo. Da qui la decisione di procedere con la costruzione di una nuova palestra.

L’intervento prevede per prima cosa la demolizione dell’esistente da 650 metri quadri e la costruzione di un nuovo edificio con tetto in legno lamellare da circa 1190 metri quadrati, in pratica quasi un raddoppio, su tre blocchi distinti ma collegati tra loro. Per le risorse necessarie ha potuto mettere in campo circa 300 mila euro dallo Stato, ovvero dalla programmazione nazionale per l’edilizia scolastica, altri 500 mia dalla Regione e 800 mila euro di fondi propri. (l.a.) Altri particolari nell’articolo su “sabato sera” del 14 marzo. 

Nella foto Matteo Montanari

A Medicina 106 ditte a caccia dell’appalto per la nuova palestra della scuola media Simoni
Cronaca 14 Marzo 2019

Accordo tra Comune di Castello e commercianti per il restyling delle piazze Galvani e Martiri Partigiani

Accordo raggiunto tra Comune e associazioni di categoria di commercianti e artigiani per la riqualificazione e revisione dei parcheggi e della viabilità nelle piazze Galvani e Martiri Partigiani. Un intervento che seguirà i lavori attualmente in corso sul voltone del Cassero, con l’obiettivo di riordinare e rendere più fluido il traffico in una zona all’ingresso del centro storico. Mettendo così la parola fine a vari tentativi, più o meno parziali, succedutisi negli ultimi sette anni.

Arrivare ad un risultato non è stato facile neppure questa volta, dato che la discussione sul progetto ha riaperto la faida castellana sulla pedonalizzazione del centro. In un primo momento, infatti, la Giunta del sindaco Fausto Tinti, da sempre favorevole alla chiusura di via Matteotti dal Cassero alla cosiddetta Montagnola (al sabato pomeriggio), aveva proposto di vietare del tutto al transito piazza Martiri Partigiani, quella adiacente l’ex stazione delle corriere. Però, dopo un confronto con Confesercenti, Ascom-Confcommercio, Cna e Confartigianato, è stato fatto un passo indietro. «Ci è stato chiesto di sospendere la pedonalizzazione di piazza Martiri Partigiani fino alla riqualificazione dell’ex autostazione. Ad oggi non sappiamo ancora quale destinazione avrà l’immobile e la richiesta ci è sembrata legittima» spiega il sindaco.

Nel frattempo, per le piazze Galvani e Martiri Partigiani sono previsti alcuni cambiamenti rispetto alla conformazione attuale. Innanzitutto, per quanto riguarda la viabilità, cambierà il senso di marcia nel breve tratto di collegamento con il parcheggio di via Oberdan, che diventerà solo in ingresso mentre oggi è, al contrario, solo in uscita. Poi verranno rivisti i parcheggi, i posteggi dei taxi traslocheranno nello spazio di fronte all’ex autostazione (saranno disegnati verso il giardino pubblico), sul lato opposto troveranno posto nuovi posteggi per le moto e uno spazio per il carico e scarico commerciale.

I parcheggi di piazza Galvani saranno ridisegnati perpendicolarmente e saranno separati dal Cassero da quattro metri di pavimentazione in porfido che darà profilo e continuità all’area. L’intervento prenderà il via fra aprile e maggio. (mi.mo.) 

Altri particolari nell’articolo completo sul “sabato sera” del 14 marzo. 

Nelle foto le piazze Galvani e Martiri Partigiani oggi

Accordo tra Comune di Castello e commercianti per il restyling delle piazze Galvani e Martiri Partigiani
Cronaca 8 Marzo 2019

Infrastrutture, confermata la manifestazione per lo sblocco degli investimenti e il futuro dell’Emilia Romagna

Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, ha convocato per il 20 marzo al Mit il presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini e il sindaco di Bologna, Virginio Merola, per “condividere la nuova proposta progettuale del Passante di Bologna elaborata dal Ministero e discutere di infrastrutture e sviluppo della Regione Emilia Romagna”. Una buona notizia dopo tanto silenzio, ma questo non cambia quanto previsto per domani: confermata la manifestazione pubblica dalle 10 alle 12, nella sala Maggiore del palazzo dei Congressi, in piazza della Costituzione, nel capoluogo regionale, d’intesa con tutte le associazioni d’impresa e le organizzazioni sindacali. Un evento nato a sostegno, per l”appunto delle infrastrutture, degli investimenti e dello sviluppo della regione, per chiedere lo sblocco di investimenti e progetti già approvati.

Ad iniziare dal passante di Bologna, dalla bretella autostradale Campogalliano-Sassuolo, dall’autostrada regionale Cispadana. Opere, queste ultime, che da sole valgono qualcosa come 2,5 miliardi di euro. Opere in gran parte già cantierabili, la cui realizzazione, condivisa con le associazioni d’impresa e le organizzazioni sindacali, è ritenuta strategica per un territorio a forte vocazione manifatturiera e turistica com’è appunto l’Emilia Romagna. Ma su questi progetti – motivano i promotori – negli ultimi mesi si è determinata una difficile interlocuzione con il Governo e, in particolare, con il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. «Abbiamo cercato ostinatamente un tavolo di confronto – afferma il presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini -. Ma sono ormai mesi che siamo in totale assenza di fatti concreti, solo rinvii. E questo non è uno sgarbo a me o a qualcun altro, ma alle istituzioni, ai territori e alle comunità locali». Bonaccini, spalleggiato da Città metropolitana, Comune di Bologna, associazioni d’impresa, Comuni dell”area e organizzazioni sindacali, ha avviato un pressing costante sul Ministero che ora, pare, aver portato almeno a fissare una data di incontro.

Nella foto la sottroscrizione in municipio a Imola del protocollo d’intesa il 11 dicembre 2017 che prevedeva importanti investimenti per migliorare la viabilità (come il completamento della bretella di Imola e diverse rotonde anche a Castel San Pietro), opere anch’esse bloccate 

Infrastrutture, confermata la manifestazione per lo sblocco degli investimenti e il futuro dell’Emilia Romagna
Cronaca 7 Marzo 2019

Lavori al «Romeo Galli», se la luce non si accende l'Imolese dovrà emigrare

Le due date da segnare sul calendario sono 15 marzo e 24 giugno. Due date cerchiate in rosso per capire se il prossimo anno l’Imolese comincerà la propria stagione lontano dal «Romeo Galli», una casa la cui ristrutturazione è ancora lontana dall’essere conclusa. A dare le due scadenze è stato il presidente di LegaPro, Francesco Ghirelli, che guida l’organizzazione dei campionati di calcio di serie C. «Ci siamo dati un impegno in modo tale che il 15 marzo si possa fare un punto degli interventi. Da oggi – ha detto il dirigente sportivo lo scorso 26 febbraio – le amministrazioni comunali con i club faranno una rapida verifica degli interventi da operare. Così da rifare il punto a breve degli interventi da compiere. Tenendo conto che il 24 di giugno bisognerà presentare in un’unica soluzione. E’ questa la sfida che abbiamo».

In sostanza venerdì 15 marzo il Comune di Imola dovrà fare la propria parte presentando alla LegaPro a Firenze il progetto completo (con l’indicazione dei finanziamenti) di ristrutturazione di un impianto nel quale certamente dovranno essere garantiti posti con poltroncine sui lati lunghi del campo, sostituendo le attuali sedute in tribuna che non sono più a norma, ed aggiungendo sedute con spalliera nei distinti. Le due curve, quindi, rimarranno le uniche con posti in piedi in un Galli che dovrà anche vedere completati, per poter ottenere il semaforo verde per la prossima stagione, tutti i lavori nella zona spogliatoi con la realizzazione dei locali per l’antidoping oltre alla sistemazione ed all’ampliamento della zona stampa. Il capitolo più complesso in tema di lavori riguarda la questione legata al potenziamento dell’impianto di illuminazione con conseguente installazione di nuovi pali per consentire di passare dai 500 lux attuali agli 800 lux di illuminamento medio verticale in direzione delle telecamere fisse fronte tribuna centrale richiesti per il prossimo anno per poter omologare un impianto alla Serie C.

Si tratta di lavori complessi con un iter ancora fermo che non sarà certo completato entro il 24 giugno. In quella data l’Imolese dovrà presentare la domanda di iscrizione alla prossima Serie C indicando un campo in regione già omologato a norma con i criteri infrastrutturali per il 2019/20. Siccome il «Romeo Galli» non potrà più ottenere la deroga già concessa per questa stagione sportiva l’Imolese si è attivata per trovare una alternativa. Ferrara, Bologna e Cesena le possibilità sul tavolo. In ogni caso la società rossoblù senza il «Romeo Galli» disponibile dovrà emigrare lontano con buona pace dei tifosi e appassionati che erano tornati sugli spalti per seguire una squadra che, nel centenario della fondazione della prima società di calcio a Imola, ha ottenuto i migliori risultati di sempre della sua storia e lotta per entrare nei play-off che assegneranno un posto in Serie B. (an.mir.)

Nella foto: veduta aerea dello stadio «Romeo Galli»

Lavori al «Romeo Galli», se la luce non si accende l'Imolese dovrà emigrare
Cronaca 20 Febbraio 2019

Pezzi di cornicione cadono a terra sul marciapiede in piazza Bianconcini a Imola

Alcuni pezzi di cornicione questa mattina si sono staccati e sono caduti a terra in piazza Bianconcini, all’altezza del marciapiede davanti ai civici 19-20, il lungo immobile che vede al piano terra locali e negozi e sopra appartamenti. Sono stati chiamati i vigili del fuoco che hanno allertato in supporto la polizia municipale per poter bloccare per un po’ la strada e procedere con il controllo del cornicione.

«Abbiamo ricevuto la telefonata e siamo intervenuti alle 10.40» raccontano i vigili del fuoco. «Abbiamo rimosso il pericolo immediato, ovvero 3-4 manufatti da circa un chilo l’uno, dei pezzi architettonici applicati sotto il cornicione, nella parte a sbalzo, che erano staccati». Per fortuna non sono subito caduti questi ma solo dei pezzetti.

«Area sicura ha fornito i materiali per mettere le transenne nella zona del marciapiede alcune parti sono provvisoriamente non transitabili ma è comunque garantito l’accesso ai negozi e alle abitazioni – aggiungono dalla municipale -. Non c’è una situazione di pericolo immediato però la necessità di prevenire eventuali pericoli. Gli amministratori del condominio sono stati avvertiti e hanno detto che già nel pomeriggio faranno intervenire una ditta per mettere a posto grondaia e cornicione».  

In casi come questo sono i vigili del fuoco i primi ad intervenire per eliminare il pericolo immediato, poi inviano una lettera-parere a Comune e proprietà (o amministratori nel caso di condomini) con la richiesta di mettere in sicurezza, poi tocca al Comune, nel caso fare l’ordinanza e intimare alla proprietà di fare i lavori di messa in sicurezza. (l.a.)

Pezzi di cornicione cadono a terra sul marciapiede in piazza Bianconcini a Imola

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