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Cronaca 15 Febbraio 2019

Il Consorzio Bonifica Renana interverrà per rafforzare la scarpata dopo la frana di via Montecalderaro

Come spesso accade, le piogge invernali possono causare danni ad un territorio morfologicamente instabile come sono le nostre montagne, ad esempio sotto forma di frane, nuove e vecchie. Non le piogge di questo inverno, ancora in corso, bensì le precipitazioni dell’inverno precedente hanno causato l’ennesimo movimento franoso in via Montecalderaro. Frana che si è mossa laddove il terreno aveva già ceduto nel 2015 e nel 2016, quando la strada era stata perfino chiusa perché il crinale del calanco si era abbassato portandosi letteralmente via l’asfalto.

Quello interessato è infatti un punto particolarmente critico, proprio sul crinale del calanco che porta alla piccola frazione di Montecalderaro, nel territorio castellano. Questa volta il movimento franoso che si è verificato è di tipo superficiale ed ha interessato una ventina di metri di terreno sottostante la carreggiata, proprio accanto agli interventi realizzati precedentemente (la gabbionata metallica e le palizzate in legno hanno retto perfettamente). Anche questa volta l’intervento, che prenderà il via nelle prossime settimane, sarà a cura del Consorzio Bonifica Renana, che si occuperà della realizzazione, secondo il progetto definitivo approvato dalla Giunta castellana, di un muro di calcestruzzo lungo oltre 14 metri a valle della carreggiata e del relativo drenaggio di 10 metri per le acque.

Anche qui verrà realizzata una palizzata in legno, mentre la scarpata sarà nuovamente seminata entro la prossima primavera per migliorare la tenuta del terreno. Complessivamente l’intervento costerà 68 mila euro, di cui 25 mila a carico della Bonifica Renana all’interno dell’accordo con il Comune per gli interventi sul territorio, e 43 mila euro a carico dell’Amministrazione castellana, già previsti a bilancio.

Nella foto il punto in cui è avvenuta la frana

Il Consorzio Bonifica Renana interverrà per rafforzare la scarpata dopo la frana di via Montecalderaro
Cronaca 12 Febbraio 2019

Il presidente Bonaccini il 13 febbraio a Medicina per il nuovo Palazzo comunale e il progetto Parco dello Sport

A Medicina mercoledì 13 febbraio ci sarà anche il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini alla presentazione dei lavori fatti dopo il terremoto per il consolidamento del palazzo comunale e l’avvio del laboratorio partecipativo per il Parco dello Sport. L’Amministrazione guidata da Onelio Rambaldi ha deciso di racchiudere in un solo pomeriggio i due eventi. Si comincerà alle ore 17 presso il municipio di via Libertà con un percorso espositivo e rappresentazioni teatrali che condurranno in un tour del palazzo che sarà accompagnato da un progetto di virtual tour che consente di vivere un’esperienza multimediale immersiva ed interattiva a 360 gradi.

L’intervento di consolidamento e miglioria sismica del palazzo comunale si era reso necessario dopo che il terremoto del 2012 e i conseguenti controlli avevano evidenziato varie criticità nell’antico edificio (l’impianto originario è del Cinquecento). E’ costato oltre 1 milione ed è stato finanziato con fondi della Protezione civile nazionale per le attività di prevenzione sismica (ora è più sicuro di oltre il 60% rispetto alla situazione precedente), a questi il Comune ha aggiunto fondi propri per completare una vera e propria ristrutturazione «per la messa in sicurezza del luogo quotidianamente frequentato da centinaia di cittadini e anche al fine di valorizzare il bene e il territorio per accrescere la propria at-trattività in ambito metropolitano».

A seguire, alle ore 18.30, presso la palestra di via Battisti si terrà la presentazione del laboratorio di idee e percorso di progettazione partecipata con il quale Medicina intende dare vita ad un parco sportivo aperto a tutti all’interno della cosiddetta Città dello Sport di via Battisti, ovvero l’area del capoluogo attorno alla quale insistono palestre e campi sportivi. Il laboratorio di idee, che fa parte del Piano strategico locale comunale, si svolgerà nei mesi di febbraio e marzo ed è finalizzato a ripensare insieme ai cittadini spazi aperti, aree verdi ed eventuali attrezzature. Gli esiti del laboratorio con i cittadini diventeranno le linee guida di un concorso per i progettisti, che prepareranno il progetto del parco. Il gruppo di lavoro è formato da Elena Farnè, architetto ed esperta di progettazione partecipata, dall’architetto Riccardo Tagliaferri e per l’ammini-strazione comunale dall’ingegnere Rachele Bria e dalla geometra Silvia Suzzi. (r.cro.)

Nella foto il Palazzo comunale di Medicina dopo i lavori di consolidamento

Il presidente Bonaccini il 13 febbraio a Medicina per il nuovo Palazzo comunale e il progetto Parco dello Sport
Cronaca 8 Febbraio 2019

Prosegue tra le polemiche la pulizia dell'alveo del Santerno. Il sopralluogo Arpae: «Accertata la regolarità dei lavori»

Non si placano le proteste riguardanti i lavori di pulizia dell’alveo del fiume Santerno, cominciati a inizio gennaio a pochi metri dal ponte Alidosi e di cui ci siamo occupati sul sabato sera del 17 gennaio scorso. L’intervento, autorizzato da Arpae, riguarda quasi 50 ettari di terreno, per una lunghezza di 18,5 chilometri, da Castel del Rio a Codrignano. Oltre alle lettere arrivate anche alla nostra redazione (pubblicate su «sabato sera» del 7 febbraio), nei giorni scorsi le segnalazioni inviate da Giacomo Bugané di Geolab, onlus da che da vent’anni svolge attività di educazione ambientale sul Santerno, così come da numerosi privati cittadini, hanno indotto la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio a intervenire sulla vicenda, sollecitando gli enti presenti alla conferenza di servizi che ha dato il via libera ai lavori di verificare, per quanto di competenza, «l’ottemperanza alle indicazioni contenute nel verbale conclusivo della conferenza medesima». Questo quanto si legge nella lettera di risposta indirizzata il 28 gennaio scorso a Bugané, al Comune di Castel del Rio e per conoscenza ad Arpae.

Gli enti preposti ai controlli, per la verità, si erano già attivati nelle scorse settimane, dopo l’allarme lanciato dalle Guardie ambientali metropolitane, Claudio Nicolini e Luisa Cottifogli, che hanno filmato la ditta incaricata mentre procedeva all’estirpazione di un pioppo con le intere radici e all’abbattimento a tappeto della vegetazione presente nell’alveo del fiume. L’ultimo aggiornamento che ci giunge da Arpae è che «i lavori di taglio da parte della ditta stanno proseguendo – spiega la dirigente Patrizia Vitali, che ha firmato l’atto di concessione -. Contestualmente proseguono gli accertamenti, che si concluderanno solo a fine lavori. Il 22 gennaio scorso è stato effettuato un sopralluogo guidato da Arpae e dall’Autorità idraulica, con la partecipazione dei carabinieri forestali, polizia provinciale, guardie ecologiche e naturalmente della direzione lavori, in cui è stata accertata la regolarità dei lavori, sono state date indicazioni alla ditta per migliorare le modalità di intervento (tipologia di piante da tagliare e/o da preservare, modalità di ripristino dei luoghi dopo l’intervento, ecc…) e sono state condivise con gli organi di controllo i principi e le caratteristiche generali del progetto».

In prospettiva, i lavori interesseranno anche un tratto di 7 chilometri e mezzo all’interno del Parco regionale della Vena del Gesso romagnola e del sito Natura 2000, da Borgo Tossignano a Codrignano, area sottoposta a tutela. Anche in questo caso è stato rilasciato regolare nulla osta, con prescrizioni inerenti la salvaguardia delle specie protette. Qui, dettaglia la concessione rilasciata da Arpae, è consentito un taglio del 30% degli esemplari pericolanti o a rischio caduta o specie esotiche, il rispetto delle specie autoctone e il taglio a raso di tutta la vegetazione arborea compresa nell’alveo di magra del Santerno. In prima battuta Arpae aveva addirittura proposto «un taglio percentualmente più importante, tale da garantire maggiore sicurezza idraulica ai territori rivieraschi fortemente esposti al rischio di esondazione e indicati nella pianificazione di bacino come aree a rischio elevato». Anche in questo caso, abbiamo cercato di capire se e come si concilia l’esigenza di salvaguardare un territorio protetto alla necessità di messa in sicurezza dal rischio inondazioni. «Interventi di questo tipo – ci spiega Gabriele Cassani, dell’Ente di gestione parchi e biodiversità – sono regolamentati da norme specifiche. Le norme di salvaguardia del Parco regionale della Vena del Gesso sono dettate da specifica legge regionale. Il tratto in questione coincide anche con un Sito di importanza comunitaria (Sic), sottoposto anche a tutele che discendono da direttive dell’Unione europea». (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 7 febbraio

Prosegue tra le polemiche la pulizia dell'alveo del Santerno. Il sopralluogo Arpae: «Accertata la regolarità dei lavori»
Cronaca 5 Febbraio 2019

Completato il nuovo impianto di riscaldamento nel santuario della Madonna delle Grazie

Chi frequenta il santuario della Beata Vergine delle Grazie, che fa parte del complesso conventuale dell”Osservanza a Imola, ora potrà farlo potendo contare sul confort assicurato da un impianto di riscaldamento nuovo di zecca. E” stata infatti completata in questi giorni la parte dell”intervento sul complesso conventuale che prevedeva proprio la realizzazione del nuovo impianto, mentre sono tuttora in corso i lavori sul primo chiostro (quello più antico), che comprendono il rifacimento degli intonaci, la tinteggiatura globale e la sistemazione dell’impianto di illuminazione sia del chiostro sia delle lunette affrescate. 

L”intervento è interamente finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, che per il triennio 2018-2020 ha concesso un contributo di 140.000 euro. Oltre ai lavori eseguiti e a quelli in fase di ultimazione, con il finanziamento sarà realizzato anche prossimamente il restauro del gruppo scultoreo “Compianto sul Cristo morto”, meglio noto con il nome di “I Piagnoni”, le sette statue a grandezza naturale che si trovano nella cappella affacciata sul giardino esterno (quest”ultimo di proprietà del Comune, ndr). 

Il Comitato RestaurOsservanza, intanto, procede con la sua opera di raccolta fondi che serviranno per completare il recupero del complesso monumentale. Finora le varie iniziative organizzate hanno permesso di raccogliere circa 85.000 euro, ma ne serviranno altrettanti per finire il primo stralcio dei lavori. Tra le iniziative in programma è da segnalare il 28 febbraio alle ore 20, nella Sala polivalente-Media center dell”autodromo Enzo e Dino Ferrari, il concerto di beneficenza “Da Beethoveen a Sarasate, sonate e zingaresche per violino e pianoforte”, offerto dal Gruppo Isaf in collaborazione con l’Accademia Pianistica Internazionale di Imola, con il supporto dell’Autodromo Enzo e Dino Ferrari e del contributo di MarsigliLab, Imola Assicurazioni, Allestimenti e Pubblicità. (r.cro.)

Nella foto il santuario della Beata Vergine delle Grazie, che fa parte del complesso dell”Osservanza

Completato il nuovo impianto di riscaldamento nel santuario della Madonna delle Grazie
Cronaca 5 Febbraio 2019

Il «puzzle Varignana» si sta lentamente componendo. Ora tocca al centro civico

Un domani il centro storico della frazione di Varignana, sulle colline castellane, sarà completamente rinnovato: un nuovo parcheggio vicino al cimitero, piazza libera dagli attuali posti auto e attrezzata con arredi urbani, un centro civico polifunzionale nell’ex oratorio di San Giuseppe che affaccia proprio sulla piazza, la vecchia scuola ristrutturata come alloggi uso foresteria per clienti e dipendenti di Crif Spa (che da anni investe nella Varignana Valley con uffici e il resort Palazzo di Varignana).

A suo tempo l’Amministrazione pensava di ristrutturare il vecchio edificio scolastico per ricavarne un centro civico, poi l’accordo con Crif e Palazzo di Varignana ha spostato l’attenzione sul recupero dell’ex oratorio. «Il vantaggio – motiva il sindaco Fausto Tinti – è che la capacità edificatoria aggiuntiva prevista per il lotto ex scuola-via Alfieri è stata spostata in un’altra area all’interno del perimetro della proprietà di Palazzo di Varignana, in questo modo non si aumenterà la densità di edifici nel centro storico della frazione».

I vari pezzi del «puzzle Varignana» sono però interconnessi e se tutto non va liscio come l’olio la complessiva e corposa riqualificazione potrebbe complicarsi. Se non altro come tempi. Il destino della piazza dipende dal nuovo parcheggio, ma il contratto con la ditta assegnataria è appena stato rescisso per gravi inadempimenti. L’ex oratorio di San Giuseppe è stato acquistato dal Comune in ottobre, ma prevedibilmente sarà ristrutturato non prima del prossimo anno.

L’Amministrazione ha utilizzato per il progetto del nuovo centro civico 500 mila euro derivanti ancora dal primo accordo urbanistico con le società Palazzo di Varignana e Crif, quello che ha portato qualche anno fa alla realizzazione del grande complesso alberghiero. Si tratta della quota destinata ad «un’opera di interesse pubblico per la frazione castellana, nel dettaglio solo 150 mila euro sono serviti per acquistare l’edificio, di proprietà dell’associazione Fraternità cristiana opera di padre Marella città dei ragazzi, mentre gli altri 350 mila per la ristrutturazione e riqualificazione per trasformarlo nel centro civico. Il progetto prevede che nell’ex oratorio trovino posto gli ambulatori dei medici di base, che la Consulta locale chiede da tempo, nonché il seggio elettorale, poi le associazioni, lo spazio per mostre o esposizioni temporanee e, secondo le idee dell’Amministrazione, anche per ricordare la storia della Linea Gotica e pure padre Marella, che in passato reggeva l’asilo e un ricovero per bambine e ragazze sole che aveva sede proprio nell’ex canonica di Varignana (l’associazione possedeva l’immobile fin dagli anni Cinquanta del secolo scorso).

Prima di arrivare a ciò occorrerà, come detto, mettere mano all’edificio con un consolidamento strutturale per il miglioramento sismico, rifacimento impianti, rifacimento finiture e serramenti interni ed esterni. Le tempistiche sono però incerte. Già il percorso che ha portato a formalizzare l’acquisto è stato travagliato: l’approvazione in Consiglio comunale risale al 2017 ma prima si è dovuto attendere il cambio di presidente dell’associazione Fraternità cristiana, poi il diritto di prelazione da parte del ministero dei Beni culturali.

L’intenzione della Giunta Tinti era progettare la ristrutturazione quest’anno (al momento c’è un documento di fattibilità redatto dall’ufficio tecnico comunale a dicembre) ed eseguire il lavoro nel 2020, tanto che l’opera è stata inserita nel piano triennale l’anno scorso. Occorrerà fare i conti con alcune complicazioni, prima fra tutte i tempi della Soprintendenza, dal momento che lo stabile è vincolato dal punto di vista architettonico. Poi, come già per altri progetti, si vorrebbe presentare prima pubblicamente alla Consulta cittadina il progetto, confrontandolo poi con le richieste e i suggerimenti dei residenti. Senza dimenticare che in primavera ci sono le elezioni amministrative. La vendita delle ex scuole, però, formalizzata a dicembre, potrebbe far diventare pressante trovare una collocazione per le attività che fino ad oggi vi si trovavano. (mi.mo.)

Nella foto la piazza di Varignana oggi occupata dal parcheggio

Il «puzzle Varignana» si sta lentamente componendo. Ora tocca al centro civico
Cronaca 4 Febbraio 2019

Tre corsie al posto di due per eliminare il collo di bottiglia del sottopasso sull'asse attrezzato

Le corsie di via della Cooperazione saranno ridisegnate per ricavarne due larghe 3 metri ciascuna per chi viaggia verso la zona industriale e una larga 3 metri e mezzo per chi viene dalla parte opposta. Questa, in estrema sintesi, è la proposta delineata da Area Blu, come richiesto dal Comune, per risolvere il collo di bottiglia del sottopasso ferroviario (e di via Pambera) e delle relative lunghe file che si formano negli orari di punta sull”asse attrezzato. In pratica una corsia viene sacrificata un po’ per allargare l’altra e dividerla in due.

Il tratto interessato è quello da via Marzabotto, all’incirca dove finisce lo spartitraffico, fino alla rotatoria con le vie Di Vittorio-Mazzanti. Un’idea anticipata già a novembre dall’assessore ai Lavori pubblici Massimiliano Minorchio, alla quale la Giunta ha destinato 70 mila euro dell’avanzo sbloccato in autunno per gli investimenti. L’incarico per il progetto di fattibilità è arrivato ad Area blu la vigilia di Natale. «L’obiettivo è ricavare due corsie verso la zona industriale perché abbiamo i maggiori problemi di congestione del traffico li abbiamo la mattina, mentre gli orari di uscita dal lavoro sono più scaglionati – precisa Minorchio -. Vogliamo vedere se in questo modo si riesce a risolvere il problema con una modifica non molto costosa perché l’intervento sul sottopasso sappiamo che ha tempi e costi non immediatamente spendibili» aggiunge. In effetti l’impegno preso a gran voce durante la campagna elettorale dalla sindaca Sangiorgi era invece l’allargamento del sottopasso, definito una «priorità», ma, come ammesso in seguito dallo stesso Minorchio in Consiglio comunale, la faccenda si presenta, nei fatti, molto complessa (ad esempio, per fare i lavori occorrerà accordarsi con le Ferrovie per fermare i treni). Da qui l’idea di una soluzione a colpi di pennello modificando la segnaletica a terra e spostando alcune cordolature.

«Sicuramente sarà migliorativa, se sarà risolutiva lo vedremo» conclude l”assessore. A prima vista le corsie sembrano un po’ strette ma lo spazio è di appena 12 metri nel sottopasso ma tra banchine e spazio centrale tra le carreggiate i conti sono presto fatti.

Quanto dovremo aspettare? Ad Area Blu l’incarico è arrivato dalla Giunta come priorità, con progetto esecutivo a febbraio ed lavori entro giugno-luglio. «Vaglieremo progetti e cronoprogrammi» conclude senza sbilanciarsi troppo.

L”articolo completo sul “sabato sera” del 31 gennaio.

Nella foto traffico sull”asse attrezzato all”altezza del sottopasso ferroviario

Tre corsie al posto di due per eliminare il collo di bottiglia del sottopasso sull'asse attrezzato
Sport 1 Febbraio 2019

Quando si sostituiscono i pali delle luci al Galli? L’Imolese il prossimo anno rischia davvero di giocare altrove

A cosa servono quei 70mila euro che verranno spesi dal Comune per il Romeo Galli? Lo spiega la delibera: «Si rende necessario realizzare interventi di manutenzione straordinaria, per conservare il perfetto funzionamento degli impianti elettrici, completare l’impianto di diffusione audio e ampliare l’accesso carrabile dell’ingresso, oltre all’adeguamento dell’impianto sportivo alle norme di prevenzione incendi».

Tutto bene, a parte il fatto che manca la cosa principale, cioè la sistemazione finale dell’illuminazione in vista della serie C della prossima stagione. Non saranno più sufficienti le luci aggiuntive ideate per l’anno in corso, questa è una situazione in deroga, quindi bisognerà operare per la sostituzione dei famosi pali, il tormentone della scorsa estate, con il necessario okay della Sovrintendenza, che sta ancora aspettando la documentazione relativa anche ai carotaggi del sottosuolo.

Come mai non ci si è ancora attivati? Siamo a inizio febbraio e il tempo stringe, visto che occorre stanziare i fondi, occorre l’approvazione in Consiglio comunale, fare un bando pubblico, assegnare i lavori e poi effettivamente iniziarli. Insomma, visti i tempi della burocrazia, l’iter sarebbe dovuto partire in settembre, e il rischio di non poter iniziare la futura stagione dell’Imolese al Romeo Galli diventa sempre più concreto. (p.z.)

Nella foto: le luci aggiuntive installate per questa stagione

Quando si sostituiscono i pali delle luci al Galli? L’Imolese il prossimo anno rischia davvero di giocare altrove
Cronaca 30 Gennaio 2019

Lavori di restyling della Stella Azzurra nell'area sportiva di Pontesanto

Accordo tra il Comune e la società calcistica Stella Azzurra Zolino, per apportare un profondo restyling all’area sportiva di Pontesanto, il cui campo è intitolato ad Eugenio Medri. Il progetto, studiato e curato dal geometra Matteo Bucchi, «era già stato presentato negli anni alle Giunte precedenti, l’ultima volta circa dieci mesi fa, poi con la nuova Amministrazione c’è stata un’accelerata» dice il presidente dall’associazione sportiva Massimo Cilini. Contemporaneamente la gestione dell’impianto, in capo alla società calcistica e siglata tre anni fa per una durata di sei anni più sei rinnovabili, è stata prolungata fino al 2030. In sostanza la Stella Azzurra farà i lavori e in cambio potrà gestire l’impianto un po’ più a lungo. L’intervento, nello specifico, «consiste nello spostamento del campo numero 2, che si trovava sotto un traliccio dell’alta tensione e quindi non era a norma. Cosa che abbiamo già fatto, in verità. E’ largo 50 metri ed è passato ora da una lunghezza di 90 a 100 metri, ottenendo così l’omologazione per le partite fino alla Prima categoria. Poi, vanno aggiunti i drenaggi, l’impianto di irrigazione automatica che sostituirà i vecchi rotoloni da spostare a mano e la semina del prato».

Al momento, manca l’illuminazione. «Prima avevamo adottato una soluzione provvisoria – continua -, ma a breve abbiamo intenzione di installare quattro pali alti 25 metri che abbiamo acquistato dal Chievo Verona. Hanno due anni vita, sono omologati e invece che 85 mila euro ci costeranno, tra acquisto, trasporto e montaggio, circa la metà» aggiunge Cilini. La Stella Azzurra Zolino, che può contare su circa 240 tesserati dalla scuola calcio alla Terza categoria, possiede nella stessa area anche un campo principale, quello accanto alla tribuna per intenderci, «che misura 102 per 64 metri e, come il secondo, è in erba naturale e già provvisto di drenaggi e irrigazione automatica. Ora, in pratica, con gli stessi costi di prima, ovvero circa 4.500 euro, irrighiamo due campi al prezzo di uno». Tornando al terreno di gioco numero 2, al suo fianco verrà posato anche un campo in sintetico e saranno costruiti nuovi spogliatoi, mentre quelli già esistenti al momento rimarranno al loro posto. «Il progetto prevede l’installazione di un campo in erba artificiale 60 per 40 metri e due blocchi di spogliatoi da 138 metri quadri, compresi due locali per gli arbitri. La struttura sarà composta da impianti a impatto zero con fotovoltaico e pompe di calore».

Parlando di numeri, Cilini precisa come «gli interventi costeranno più di 600 mila euro. Il Comune, per la gestione, ci stanzia 38 mila euro l’anno, ai quali dobbiamo togliere i quasi 12 mila euro che utilizziamo per le utenze. In pratica, quindi, avremo da investire 27 mila euro per 12 anni, ovvero 324 mila euro, compresi i circa 40-45 mila euro sborsati finora. E’ chiaro che il progetto già approvato potrebbe subire qualche piccola modifica, al fine di rendere il tutto più economico, ma comunque sempre fruibile. La nostra intenzione, vista la necessità, è quella di veder realizzato già dal prossimo anno, oltre all’illuminazione nel campo numero 2, anche il campo in sintetico e almeno uno spogliatoio». Dal canto suo il Comune, all’interno del piano triennale delle opere pubbliche 2018-2020, provvederà alla costruzione di nuovi parcheggi adiacenti all’area, con relativi allacciamenti a servizi di acqua, illuminazione e rete fognaria, per un costo totale di circa 430 mila euro. «Dovrebbero sorgere circa 60-70 posti auto. I primi nella zona appena terminata la tribuna, gli altri in prossimità del sintetico e dei nuovi spogliatoi. Nel caso poi dovessero anche allargare via Carpe, allora se ne potrebbero creare ancora sul lato della recinzione». (d.b.)

Nella foto: il rendering del progetto

Lavori di restyling della Stella Azzurra nell'area sportiva di Pontesanto
Cronaca 27 Gennaio 2019

Riaperta dopo pochi giorni la fonte Fegatella, per la passerella sul Sillaro serve invece un intervento da 31.000 euro

E” stata riaperta giovedì 24 gennaio dopo alcuni giorni di chiusura, la fonte Fegatella di Castel San Pietro Terme. L”acqua così apprezzata anche oltre i confini comunali è infatti risultata perfettamente potabile. La fonte era stata chiusa il 18 gennaio su «segnalazione dell’azienda Ausl di Imola attestante problematiche dell’acqua che potrebbero pregiudicare la potabilità della stessa», secondo il contenuto dell’ordinanza emanata dal sindaco Fausto Tinti. Il problema riscontrato non era tanto nell’acqua, quanto nel «malfunzionamento della lampada ad ultravioletti per il controllo e l’abbattimento delle colonie batteriche», come spiegato dai tecnici dell’Ausl interpellati in merito. Problema peraltro presto risolto, che ha comunque determinato la chiusura della fonte per precauzione.

Martedì poi l’Azienda sanitaria ha effettuato i prelievi, poi spediti ad Arpae per le analisi sulla potabilità dell’acqua e nel giro di qualche giorno, in linea con le anticipazioni fornite dall”Ausl, la fonte ha regolarmente riaperto. Secondo Giovanni Bellosi del Comitato Fegatella, il vero problema sarebbe nella «scarsa pulizia della cisterna principale, come dimostra la presenza di alghe. Quando ad occuparsi della pulizia erano i manutentori comunali – racconta – la fonte si presentava meglio. Oggi invece ci risulta che gli interventi di pulizia siano in capo ad una ditta specializzata da chiamare ogni volta che serve e, quindi, di fatto i costi per la manutenzione della Fegatella sono aumentati. Ma si tratta di una realtà importante per Castello e non solo, che va mantenuta e curata». Già 18 mesi fa il Comitato aveva presentato una raccolta firme per la manutenzione della fonte, «ancora inascoltata da parte dell’Amministrazione», conclude Bellosi.

Sempre nell’area del parco Lungosillaro, non lontano dalla fonte Fegatella, anche la passerella per l’attraversamento del torrente è chiusa dallo scorso ottobre. Appena qualche mese prima, era giugno, i volontari del gruppo alpini che avevano partecipato all’esercitazione antisismica si erano occupati della manutenzione del ponticello pedonale e l’avevano ritinteggiato. A interrogare l’Amministrazione comunale sui problemi dell’infrastruttura pedonale è stato il gruppo consiliare dei 5Stelle castellani lo scorso dicembre.

«Ci era stata segnalata una criticità riguardante alcune tavole traballanti lo scorso ottobre – è la risposta dell’assessore ai Lavori pubblici, Giuliano Giordani – . A seguito di controlli abbiamo appurato che i sostegni sotto le travi calpestabili si sono eccessivamente usurati a causa del tempo e delle condizioni atmosferiche, dunque non vi erano più le condizioni di sicurezza ed abbiamo chiuso il ponticello. Abbiamo chiesto alcuni preventivi, la spesa necessaria per la risistemazione completa è di 31 mila euro, oltre all’Iva. Importo che destineremo all’opera all’interno del prossimo bilancio, a febbraio. L’area del parco Lungosillaro è molto frequentata, la nostra intenzione è quella di intervenire quanto prima».

Riaperta dopo pochi giorni la fonte Fegatella, per la passerella sul Sillaro serve invece un intervento da 31.000 euro
Cronaca 8 Gennaio 2019

A Medicina pronto il progetto per la messa in sicurezza e recupero dell'area del Canale

Riqualificare tutto il corso urbano del Canale di Medicina, il corso d’acqua che attraversa e caratterizza il paesone della bassa. Un obiettivo ambizioso che potrà beneficiare di 1 milione di finanziamenti regionali (pari al 70 per cento del valore totale del progetto), a cui il Comune aggiungerà circa 400 mila euro di risorse proprie. Il progetto, infatti, si è aggiudicato uno dei contributi previsti nel Bando di rigenerazione urbana promosso dell’Emilia Romagna, arrivando nono tra gli oltre 121 presentati a livello regionale. «Un bel risultato merito soprattutto del piano strategico avviato da questa amministrazione da almeno tre anni, e promosso con il supporto dei cittadini – sottolinea il vicesindaco Matteo Montanari -. Abbiamo dimostrato che alla base c’è un percorso partecipativo, come per il Bando periferie non si tratta di un intervento spot. E questo ha premiato».

Il progetto complessivo è denominato «Lungo il Canale di Medicina: rigenerazione urbana, ambientale, sociale». L’area comprende un’ampia fascia che, seguendo il percorso del Canale attraversa Medicina da sud a nord per oltre 1 chilometro e mezzo, in sostanza da via San Paolo alla zona del mulino Gordini-ex Macello via Luminasi. Il Comune utilizzerà i fondi per il primo stralcio, che ha come obiettivi, in particolare, la rigenerazione ambientale e la qualità dell’acqua, nonché la sicurezza idraulica. «Fuori dal centro abitato, a sud, sarà realizzata una vasca di fitodepurazione per migliorare la qualità dell’acqua in modo naturale, poi verranno fatti alcuni interventi di miglioria di tutto l’asse del Canale che costeggia l’area Pasi (Parco delle Mondine), compresa pulizia e sistemazione del vecchio lavatoio, sul quale c’è in attesa del via libera della Soprintendenza da tempo un progetto per farne un luogo di testimonianza – dettaglia Montanari -. Inoltre metteremo una staccionata o simile per maggior sicurezza nella ciclopedonale che costeggia il corso d’acqua e altri interventi. Per la zona del mulino Gordini, a nord del centro abitato, stiamo ragionando con la proprietà per la cessione al Comune dell’area verde, attualmente degradata, che vorremmo diventasse pubblica, utile per ulteriori collegamenti ciclopedonali anche in funzione della futura bus station. Nell’area Luminasi si prevede la sistemazione del percorso ghiaiato lungo via Fava (San Vitale) e la riqualificazione dell’area migliorando verde e alberature».

Infine c’è il recupero dell’edificio presente nel vecchio parcheggio dei vigili: «E’ inagibile per un problema al tetto, l’idea è sistemarlo come Casa di quartiere a fini sociali e associativi». Un elenco corposo che riguarda soprattutto viabilità e verde, molti sono piccole opere ma tutto va appaltato entro il 2019 per non perdere il contributo. Il vicesindaco è ottimista: «La trattativa col privato è avviata e tutta la progettazione è a buon punto». (l.a.)

Nella foto: il canale di Medicina

A Medicina pronto il progetto per la messa in sicurezza e recupero dell'area del Canale

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