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Cronaca 15 Ottobre 2019

Via ai lavori per riaprire il ponte di via Mingardona a Castel San Pietro

L’attesa sembra finalmente finita. A breve, condizioni meteo permettendo, partiranno i lavori che consentiranno finalmente di riaprire il ponte sul Sillaro di via Mingardona, al confine tra Castel San Pietro e Monterenzio, all’altezza della frazione di San Clemente.
«A  realizzarli sarà la ditta Edilbenincasa Srl di Corigliano Calabro, in provincia di Cosenza, che ha vinto la procedura negoziata per l’affidamento dell’appalto – aggiorna l’assessore castellano ai Lavori pubblici, Giuliano Giordani –. L’intervento dovrebbe iniziare nel giro di un mese».

Tanto per rinfrescare la memoria, il ponte è chiuso al transito dal 2018, dopo che le piene occorse tra febbraio e marzo di quell’anno l’avevano seriamente danneggiato. Il manufatto, realizzato nel 1957 dalla Bonifica Renana, è costituito da cinque campate con un interasse di 15 metri.
Nel 1994 era già stato oggetto di manutenzione a causa del crollo del muro a monte della spalla, lato San Clemente.
Ora il progetto redatto dalla società piacentina Geo&Domus Infrastrutture Srl prevede una serie di interventi, in particolare dal lato della frazione di San Clemente, tra cui la ricostruzione del muro d’ala di valle della spalla, la realizzazione di muro in gabbioni formati da reti metalliche e il ripristino della viabilità d’accesso, che comprende il rifacimento della strada e l’installazione di un breve tratto di guardrail metallici. Inoltre, per consentire l’intervento, l’alveo del Sillaro verrà deviato sotto la seconda campata per indurre il passaggio della corrente sotto le campate centrali.

Complessivamente, l’intervento ha un costo di 240 mila euro ed è stato interamente finanziato dalla Regione Emilia Romagna. (gi. gi.)

Altri particolari sul numero del Sabato sera del 10 ottobre

Fotografia tratta dai documenti tecnici del Comune di Castel San Pietrp

Via ai lavori per riaprire il ponte di via Mingardona a Castel San Pietro
Cronaca 4 Ottobre 2019

Sottopasso della ferrovia a 3 corsie messo alla prova, al mattino meno fila ma alla sera…

E’ stata la prima opera pubblica targata 5Stelle e firmata dall’ex assessore Massimiliano Minorchio che, però, si è dimesso prima di vederla ultimata. Si tratta dell’intervento con cui sono state ridisegnate le corsie dell’asse attrezzato nel tratto che passa sotto il ponte della ferrovia, un imbuto dove in passato, la mattina in orario di punta, si formavano lunghe code che potevano arrivare anche all’altezza dello svincolo per la via Emilia, come dimostra la foto pubblicata qui sotto. Dal 26 agosto Area Blu è intervenuta per ricavare tre corsie là dove in precedenza ce n’erano due, spostando le righe di mezzeria, aggiungendo il cordolo e una striscia di asfalto sul lato che dà verso il Centro Leonardo. La spesa per i lavori è stata di circa 57 mila euro.

Lo stesso assessore Minorchio aveva detto lo scorso aprile: «Prima di intervenire sul ponte ferroviario per allargare il sottopasso, cosa che avrebbe costi e tempistiche ben diverse, preferiamo procedere con questa soluzione, sperimentale e transitoria, che speriamo basti a risolvere il problema». Tanta resa e poca spesa, insomma. La soluzione è effettivamente servita a risolvere il problema? Abbiamo voluto vederlo coni nostri occhi, andando sul posto e percorrendo l’asse attrezzato negli orari di punta sia la mattina sia nel tardo pomeriggio.

Mercoledì 25 settembre, ore 7.33, imbocchiamo l’asse attrezzato da via Salvo d’Acquisto. Per farlo ci vogliono alcuni minuti, perché la fila arriva all’altezza del campo sportivo Bacchilega. Sono i veicoli che provengono da viale D’Agostino, per i quali la realizzazione del tratto mancante della bretella agevolerebbe non poco il percorso casa-lavoro, così come per i veicoli che arrivano dal lato opposto, dalla Pedagna ovest, e che anche loro si devono immettere nella stessa rotonda. Una volta raggiunto l’asse attrezzato lo percorriamo senza problemi. Il traffico è scorrevole, in prossimità del ponte della ferrovia si fa più sostenuto. I veicoli che si immettono dalle strade laterali sulla destra non intralciano il flusso e la seconda corsia agevola i frettolosi.

L’unica perplessità riguarda i mezzi pesanti. La larghezza delle corsie (3 metri) è regolamentare, ma lungo il percorso abbiamo davanti un camion che occupa l’intera carreggiata e che azzarda un sorpasso. Se due mezzi pesanti si trovassero affiancati, rischierebbero di invadere la corsia opposta e, in quel caso, preferiremmo non trovarci nei paraggi. Comunque, in assenza di fila, rispettando il limite di velocità dei 60 chilometri orari, impieghiamo tre minuti per percorrere tutto l’asse attrezzato, da via Salvo d’Acquisto fino alla rotonda Maestri del lavoro (quella della Comet per intenderci).

Sempre mercoledì 25 settembre, ore 18.09, imbocchiamo via della Cooperazione dalla rotonda di via Primo Maggio come tanti altri imolesi al ritorno da una giornata di lavoro. Rispetto alla mattina lo scenario, però, è totalmente diverso. La fila delle auto che devono imboccare l’asse attrezzato arriva a più di un chilometro di distanza, fino all’altezza della vecchia sede della Bargam. Per arrivare all’altezza della centrale Hera servono diversi minuti, perché i veicoli, incolonnati, procedono a passo d’uomo. La fila ininterrotta costringe chi deve svoltare in via Casalegno ad affidarsi al buon cuore altrui per ridurre i tempi di attesa in mezzo alla strada, con la freccia sinistra lampeggiante.

Conclusione: la modifica della viabilità ha sì migliorato la percorrenza nelle ore di punta mattutine, ma ha semplicemente spostato il problema al tardo pomeriggio. E’ vero  che chi rientra da una giornata di lavoro non ha l’assillo del cartellino da timbrare, ma l’intervento così come è stato pensato ci sembra una soluzione a metà. Ora che tipo di intervento verrà messo in campo per risolvere il nuovo problema? (lo.mi.)

Nel «sabato sera» del 3 ottobre troverete l”articolo completo

Sottopasso della ferrovia a 3 corsie messo alla prova, al mattino meno fila ma alla sera…
Sport 26 Settembre 2019

Lavori al Romeo Galli, dopo l’ok della Sovrintendenza è corsa contro il tempo per finire le torri faro entro giugno

Finalmente mercoledì 18 settembre la Sovrintendenza ha dato l’ok sull’intero progetto di riqualificazione ed adeguamento dello stadio Romeo Galli, comprendente quindi l’installazione delle torri faro da 1.200 lux, per un costo di 860mila euro di quadro economico, ed alcuni interventi strutturali tra cui spogliatoi, sala stampa e spazi sotto la tribuna centrale. Un progetto complessivo, quindi, valutabile in circa 2 milioni di euro, ma scorporato sotto l’impulso dell’Amministrazione comunale per velocizzare i tempi di realizzazione. «Il solo progetto sulle torri faro è ai dettagli – ha fatto sapere in sede di Commissione consiliare il direttore generale di Area Blu, Carmelo Bonaccorso -. Sulla parte restante, invece, non siamo ancora all’ultimo step». Pronta la puntualizzazione dell’architetto di Area Blu, Andrea Dal Fiume, firmatario dei vari progetti. «Ora serve l’approvazione dell’Amministrazione comunale. Solo dopo inseriremo il progetto sul portale del Coni per la concessione del mutuo da parte del Credito Sportivo pari all’intero importo necessario, che dovrebbe arrivare in poche settimane».

In pratica, il Comune di Imola si vedrebbe (il condizionale è d’obbligo) anticipare la cifra, salvo ovviamente restituirla in rate annuali prive di interessi. Il discorso, però, si complica quando si tocca il tema, tanto a cuore all’Imolese, dei tempi di realizzazione. «Dall’ok sul finanziamento – ha precisato Bonaccorso – fino alla fine dei lavori che, salvo imprevisti, non dovrebbero durare meno di 5 mesi, dovrebbe passare circa un anno». Certamente troppo per l’Imolese. «In questo modo la società fallirebbe – ha confermato la proprietaria Fiorella Poggi, presente anche lei in Commissione -, perché se non dovessero essere pronte tra il 20 ed il 24 giugno, non potremmo iscriverci alla prossima serie C».

Il colpo di scena, però, è arrivato direttamente dalla sindaca Manuela Sangiorgi: «I soldi ci sono e riusciremo a completare tutto in tempo. Un anno fa ho preso un impegno con l’Imolese e intendo rispettarlo». Alla fine dei giochi, quindi, sarà una vera e propria corsa contro il tempo. «Il sì della Sovrintendenza è un passo avanti importante – ha concluso la Poggi -, ma vedremo cosa succederà nei prossimi mesi». (d.b.)

L”articolo completo su «sabato sera» del 26 settembre.

Nella foto: lo stadio Romeo Galli

Lavori al Romeo Galli, dopo l’ok della Sovrintendenza è corsa contro il tempo per finire le torri faro entro giugno
Cronaca 29 Luglio 2019

Ristrutturazioni e adeguamento scuole, interventi estivi in vari istituti imolesi e allo Scappi di Castel San Pietro

Ci sono anche diverse scuole del circondario imolese tra i 32 istituti superiori dell’area metropolitana di Bologna sui quali si concentreranno gli interventi estivi di ristrutturazione in vista dell’anno scolastico 2019-2020, per un totale di un milione di euro. Il piano annuale, presentato dal consigliere delegato alla Scuola Daniele Ruscigno, è stato approvato dalla Città metropolitana con un atto del sindaco Virginio Merola e consente da un lato di pianificare le disponibilità di spazi per le iscrizioni dei ragazzi alle scuole superiori, dall’altro di programmare i lavori a breve termine per l’avvio dell’anno scolastico.

Le scuole imolesi interessate sono l’Istituto Alberghetti di Imola, dove verranno realizzate nuove aule attraverso l”ottimizzazione degli spazi, il Rambaldi Valeriani, lo Scarabelli Ghini e lo Scappi di Castel San Pietro Terme, inseriti nell’elenco degli istituti nei quali sono previsti lavori di ripristino, anche a seguito dei recenti eventi atmosferici, messa in sicurezza, rifacimento pavimenti e finiture. Per quanto riguarda invece il Piano che prevede l’ottenimento del Certificato Prevenzione Incendi (Cpc) per il 100% delle scuole superiori entro il mandato, quest’anno lavori  di adeguamento prevenzione incendi sono programmati all’Alberghetti, al Cassiano, al Rambaldi Valeriani e allo Scarabelli-Ghini.

La Città metropolitana è inoltre impegnata sul fronte degli investimenti per gli arredi scolastici, per i quali ha stanziato 120.000 euro necessari all’acquisto di 1.607 banchi, 1.953 sedute per alunni e docenti, 91 cattedre, 67 lavagne, 200 appendiabiti, 85 sgabelli da disegno, 1 tavolo antropometrico. Il tutto per consentire l’avvio di un anno scolastico al quale sono iscritti 38.498 alunni (erano 38.925 quelli iscritti all’anno appena concluso), per un totale di 1.685 classi contro 1.677. (r.cr.)  

Ristrutturazioni e adeguamento scuole, interventi estivi in vari istituti imolesi e allo Scappi di Castel San Pietro
Cronaca 25 Luglio 2019

Tubi della rete idrica rotti durante degli scavi, chiuso per ore il sottopasso di via I Maggio, famiglie senz'acqua – IMMAGINI E VIDEO

Un vero e proprio torrente d”acqua oggi, nel primo pomeriggio, ha inondato il sottopasso ferroviario di via Vittorio Veneto-via I Maggio, scendendo come una cascata dalla scaletta pedonale di via Bucci. Il sottopasso, uno dei punti nevralgici della viabilità cittadina, è stato chiuso per ore. A provocare l”allagamento è stata la rottura, intorno alle 12.15, di due tubature durante i lavori condotti da una ditta, impegnata nella posa della fibre ottiche nella zona di via Bucci.

Secondo quanto comunicato dal Gruppo Hera, che gestisce gli impianti idrici della città, il primo dei tubi danneggiati è un tratto di una importante condotta della rete imolese. La rottura ha causato immediatamente una notevole fuoriuscita d”acqua che ha provocato l”allagamento del sottopasso, mentre il secondo tubo, relativo all”acquedotto industriale, è quello che alimenta lo stabilimento della Cooperativa Ceramica d”Imola, che ha la sede principale dall”altro lato di via Vittorio Veneto.

Ricevuta la segnalazione, le squadre di pronto intervento di Hera sono intervenute immediatamente per bloccare la fuoriuscita dell”acqua. Nel frattempo strada e sottopasso sono  stati chiusi (sul posto anche la polizia municipale per regolare il traffico e disporre la chiusura). Sul posto sono inoltre intervenuti i Vigili del fuoco di Imola, che hanno messo in sicurezza la strada e provveduto a far fronte al danno.

Per poter procedere con la riparazione Hea ha dovuto interrompere l’erogazione dell’acqua a circa 30 utenze di privati cittadini della zona. Per mitigare l’interruzione del servizio sono stati distribuiti dei contenitori con acqua potabile tra viale Andrea Costa e via Senarina.

La fuoriuscita dell”acqua è stata fermata e il sottopasso riaperto ma non sarà facile riparare del tutto il danno. Da Hera hanno fatto sapere che il servizio idrico è stato ripristinato a tutte le utenze di via Vittorio Veneto, ma il lavoro di riparazione definitiva continuerà anche nella giornata di domani.

La multiutility ricorda anche che il numero di pronto intervento da chiamare per le reti idriche è 800713900 è attivo tutti i giorni, 24 ore su 24. Tutti possono segnalare guasti e rotture. (m.t. d.b.)

Foto di Isolapress

IL VIDEO DEI VIGILI DEL FUOCO

Tubi della rete idrica rotti durante degli scavi, chiuso per ore il sottopasso di via I Maggio, famiglie senz'acqua – IMMAGINI E VIDEO
Cronaca 12 Luglio 2019

Al lavoro per la progettazione della rotonda sulla via Emilia grazie all’accordo Md Invest

Lo studio Grande Sole di Budrio, guidato dagli ingegneri Stefano Barozzi e Stefano Marzadori, si occuperà della progettazione preliminare (o meglio, come si chiama oggi, del documento di valutazione tecnico economico delle alternative progettuali) per la rotonda tra la via Emilia, via Cova (San Carlo) e viale Roma. Uno dei punti critici della viabilità castellana per via delle lunghe file che si formano al semaforo che regola il traffico tra statale, accesso al centro della cittadina termale e innesto della provinciale verso le zone industriali e il casello dell’autostrada.

Ad assegnare l’incarico ai tecnici budriesi è la bolognese Md Invest Srl, proprietaria dei terreni che fanno capo all’ambito produttivo denominato Asp.An2.1. Oggi un grande rettangolo di terreno tra via San Biagio e l’autostrada, dove via Ca’ Bianca e la zona industriale omonima sfumano nei campi. L’ambito fa parte di quelli inseriti nel Poc approvato il 21 marzo scorso dal Consiglio comunale castellano e poggia su un piano di sviluppo legato alla Comet, il gruppo bolognese specializzato nella grande distribuzione di elettrodomestici e materiale elettrico, che dovrebbe realizzarvi un grande magazzino-logistica ed uffici, con una possibile quota di commercio al dettaglio. A titolo di perequazione urbanistica, è previsto che Md Invest ceda al Comune l’equivalente di poco più di 1,2 milioni di opere pubbliche per la viabilità di cui 700 mila euro, più Iva, per la realizzazione entro sei mesi della progettazione definitiva di una di queste.

Da qui l’incarico allo studio Grande Sole per la famosa rotonda sulla via Emilia, come da indicazione arrivata dalla stessa Giunta Tinti un paio di mesi fa. «Poi il Comune potrà decidere come procedere per la progettazione esecutiva – precisa Angelo Premi, dirigente dell’ufficio tecnico castellano -, soprattutto avrà una soluzione tecnica e un’ipotesi di costo per poter interloquire con gli altri enti competenti, cioè la Città metropolitana (ex Provincia) e forse Anas. Interrogarli ora sarebbe prematuro». (l.a.)  

Altri particolari sul “sabato sera” dell’11 luglio 

Nella foto il semaforo oggi tra la via Emilia, via Roma e via Cova (San Carlo)

Al lavoro per la progettazione della rotonda sulla via Emilia grazie all’accordo Md Invest
Cronaca 11 Luglio 2019

Bretellina archiviata e studio di fattibilità per il ponte, le novità dell'assessore Minorchio. Soddisfatto Strade Future

Stop alla bretellina. L’assessore al l’Urbanistica Massimiliano Minorchio ha ammesso che l’ipotesi di completamento dell’asse attrezzato con un “intervento light” rispetto al progetto originario è stata accantonata. La notizia è emersa durante la commissione consigliare dedicata all’aggiornamento del Documento unico di programmazione contenente anche il piano dei lavori pubblici per il triennio 2019-2021, che è stato poi l”argomento all’ordine del giorno del Consiglio comunale di martedì. Inoltre è stato anticipato al 2019 l’importodi 100 mila euro previsti per lostudio di fattibilità del ponte sul Santerno, previsto in un primo tempo nel 2020 «per accelerare il percorso e l’eventuale finanziamento dell’opera». Scelta che fa seguito alla disponibilità manifestata dalla Regione di impegnarsi per finanziare l”opera quando e se si sbloccherà e diventerà realtà il pacchetto dell”ampliamento dell”A14 a livello ministeriale e di Autostrade Spa.

Nel corso della commissione è stato il consigliere comunale Pd Fabrizio Castellari a porre all’assessore una domanda ben precisa: «Visto che nel 2020 rimaneva agli atti l’iscrizione del completamento dell’asse attrezzato – riassume – ho chiesto di chiarire una volta per tutte se, dopo la presa di posizione dell’assessore regionale Donini (durante l’incontro dello scorso 8 maggio organizzato dal Comitato Strade Future, Ndr) e dopo gli scambi con la Regione, c’era ancora in campo l’idea, secondo noi sbagliata, di aprire una nuova fase progettuale per passare a una bretella in forma più ridotta. L”assessore Minorchio ha risposto che quella proposta non è più incampo e che si è valutato conveniente, in termini di tempo e di risorse, rimanere sul progettoereditato dalla precedente amministrazione comunale». Via dunque l’ipotesi della mezza trincea, resta il progetto così come pensato in origine, ovvero il completamento dell’asse attrezzato con le stesse caratteristiche del tratto esistente. Nella parte più vicina a via Punta sarà realizzata una corsia per senso di marcia, ma con la predisposizione per la doppia corsia.

Marcia indietro, quindi, non senza un po” di mal di pancia nelle fila della maggioranza 5Stelle, e grande soddisfazione per il Comitato Strade Future che ha raccolto in pochi mesi oltre tremila firme di cittadini per chiedere alla Giunta Sangiorgi di soprassedere all”idea della “bretellina”, caldeggiata per risparmiare e investire in altre opere di viabilità ritenute prioritarie. «Abbiamo appreso con soddisfazione – si legge nel comunicato stampa – che la voce di oltre tremila cittadini è stata ascoltata dall’Amministrazione comunale di Imola e che l’assessore Minorchio ha confermato di aver raggiunto una intesa con la Regione Emilia Romagna per portare a termine la bretella e avviare lo studio perla realizzazione del nuovo ponte sul Santerno. E’ un risultato importante perché può garantire alla nostra città due opere strategiche per la mobilità e i trasporti. Siamo contenti perché il nostro è un comitato pro e non contro: l’obiettivo non è maistato fare la guerra a qualcuno, ma contribuire a migliorare la città».

Altri particolari sul “sabato sera” dell”11 luglio.

Nelle foto l”assessore Massimiliano Minorchio e il consigliere dem Fabrizio Castellari

Bretellina archiviata e studio di fattibilità per il ponte, le novità dell'assessore Minorchio. Soddisfatto Strade Future
Cronaca 10 Luglio 2019

Completato a Castel San Pietro Terme il restauro della facciata dell'ex Pretura in piazza XX Settembre

Lavori finiti per l”ex Pretura di Castel San Pietro Terme. Dopo la rimozione dell”impalcatura, in piazza XX Settembre, la facciata del palazzo è riapparsa in tutta la sua bellezza dopo l”intervento di restauro conservativo effettuato dall”Amministrazione comunale nell’ambito del progetto di riqualificazione del centro storico.

Il piano complessivo sul palazzo, presentato alla Soprintendenza, prevede ancora due stralci da realizzare in futuro, il restauro del fianco dell”edificio e quello di soffitti e interni del portico. Stesso discorso vale per il Cassero: dopo il restauro del Voltone, in futuro si provvederà alla messa in sicurezza e al restauro conservativo del corpo scala esterno e delle merlature della terrazza. 

Soddisfatto il sindaco Fausto Tinti, che commenta: «Dopo il restauro del Voltone del Cassero, si conclude un altro importante intervento su un altro edificio storico che, insieme al municipio e al santuario del Santissimo Crocifisso, caratterizza il cuore della nostra città. Anche in questo caso, i lavori sono stati eseguiti grazie al consistente contributo, pari a 40 mila euro, donato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola nell’ambito del programma Art Bonus, un contributo che copre buona parte dell’importo totale di 55mila euro». (r.cr.)

Completato a Castel San Pietro Terme il restauro della facciata dell'ex Pretura in piazza XX Settembre
Cronaca 10 Luglio 2019

Lato ovest del Gran campo del Cimitero del Piratello chiuso per lavori di messa in sicurezza

Lato ovest del Gran campo del Cimitero del Piratello di Imola chiuso al pubblico per interventi di messa in sicurezza di sei arcate (dalla 34 alla 39 comprese), fino alla conclusione dei lavori che si renderanno necessari.

Nel corso dell’ultimo fra i sopralluoghi effettuati periodicamente da Area blu (la zona viene mantenuta costantemente monitorata da fessurometri fin da tre anni a questa parte), i tecnici hanno segnalato uno spostamento di quattro colonne del porticato.
«Un’evoluzione del dissesto quasi certamente imputabile alla rotazione del corpo posteriore strutturalmente collegato al porticato», spiegano.

Una situazione che ha spinto la prima cittadina di Imola Manuela Sangiorgi a firmare un’ordinanza per disporre il divieto sia di accesso da parte dei familiari dei defunti tumulati in questa zona del Gran campo sia di semplice passaggio per tutti i visitatori del cimitero. (r.cr.)

Lato ovest del Gran campo del Cimitero del Piratello chiuso per lavori di messa in sicurezza
Cronaca 2 Luglio 2019

Selice a doppio senso di marcia, al via i lavori. Modifiche alla viabilità. Al termine diverrà una Zona a 30km/h

A settembre sarà nuovamente possibile immettersi sulla rotatoria Galvani-Selice-Resistenza anche provenendo dal centro storico. Lunedì 8 luglio prenderanno il via i lavori per realizzare il nuovo innesto. L’appalto è stato vinto alla ditta Aura Srl di Mirigliano in provincia di Napoli. Il costo era stato inserito a carico di ConAmi ed è pari a 130.000 euro e prevede anche l’adeguamento dell’impianto di illuminazione pubblica.

Per permettere l’attività del cantiere la via Selice sarà chiusa al traffico tra la rotatoria e via Coraglia, ad esclusione dei residenti, con deviazione del traffico diretto verso il centro su via Galvani e su via Resistenza e l’eventuale istituzione di un senso unico alternato tra via Coraglia e via Mentana. La conclusione dei lavori è prevista per il 5 settembre. Il progetto è atteso da tempo.

Per permettere la realizzazione del nuovo braccio è stato necessario demolire parte dell’Ex Beccherucci, l’edificio a forma di elle che si affaccia su via Selice e via Galvani, anch’esso di proprietà del ConAmi. Un intervento “chirurgico” messo in atto nell’autunno scorso (e costato circa 90 mila euro). Le attività commerciali e i residenti avevano mal digerito la chiusura del doppio senso sulla Selice, avvenuta dodici anni fa in concomitanza con la realizzazione della rotonda che ha sostituito i semafori. Un’opera motivata dalla necessità di ridurre la pericolosità dell’incrocio, teatro di incidenti frequenti e gravi, ma la nuova viabilità, più complicata, e il commercio che languiva, hanno portato a chiedere la riapertura. Alle circa 400 firme raccolte ha fatto seguito nel luglio del 2014 una mozione approvata da tutti i gruppi consigliari.

In questi anni, però, è bene ricordare che gli incidenti nella zona sono drasticamente diminuiti e con il doppio senso la zona ritornerà ad essere un’alternativa per chi deve attraversare la città e dirigersi verso la zona industriale o l’autostrada. Non a caso, il Comune ha deciso di prevedere, a lavori conclusi, l’istituzione sulla via Selice di una Zona 30 (dove il limite di velocità massima è di 30 chilometri orari) da viale De Amicis alla nuova rotatoria. «Questa soluzione si rende necessaria in quanto la riapertura dell’immissione un incremento del traffico rilevato fino ad oggi» sottolineano dal Comune. (l.a.)

Imola

Selice a doppio senso di marcia, al via i lavori. Modifiche alla viabilità. Al termine diverrà una Zona a 30km/h

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