Posts by tag: lavori

Cronaca 14 novembre 2018

Aprirà a breve il cantiere per la costruzione del nuovo centro sociale Giovannini. Lavori affidati alla ditta Zini Elio

Sarà simile a quelli inaugurati recentemente a Sesto Imolese e Sasso Morelli, solo più piccolo. Si tratta del nuovo immobile che ospiterà il centro sociale Giovannini del quartiere Marconi. A costruirlo sarà la Zini Elio Srl.

La tabella di marcia prevede che «la prossima settimana installeranno la recinzione di cantiere poi a fine novembre, tempo permettendo, cominceranno i lavori – dettaglia l’architetto Andrea Dal Fiume, responsabile opere pubbliche di Area Blu -. Avranno undici mesi per completare tutto». Salvo intoppi, tra un anno il centro sociale potrà lasciare il vecchio prefabbricato ormai vetusto (risale e fu utilizzato all’epoca del terremoto del Friuli del 1976, poi venne riconvertito).

La ditta Zini si è aggiudicata l’appalto per 497 mila euro (più Iva) con un ribasso del 10,560% sull’importo base della gara fatta in luglio da Area Blu, la società pubblica che gestisce gli immobili comunali. Il progetto risale alla precedente Giunta Manca e prevede un fabbricato in legno di 300 metri quadri coperti, più 150 di porticato. Come detto, ricalcherà i nuovi centri sociali delle frazioni di Sesto e Sasso, seppur con una geometria leggermente diversa, con bar, sala polivalente per incontri ed eventi, uno spazio esterno coperto per un utilizzo estivo. Sarà posizionato all’interno dell’area verde compresa fra le vie Marconi, Cenni, Bucci e Scarabelli a poca distanza da dove si trova quello vecchio che, una volta completato il tutto, sarà demolito. Forse ci sarà qualche pianta da eliminare nel corso dei lavori ma «ne pianteremo altre» assicura Dal Fiume.

L’idea di costruire un nuovo centro sociale nasce dal percorso di partecipazione e coordinamento avviato tra le associazioni e le realtà di quartiere denominato Marconi in rete, che coinvolge anche la parrocchia del Carmine e mira a riqualificare e coinvolgere vecchi e giovani di un quartiere articolato e complesso. Ad esempio, oggi presso il Giovannini non c’è più solo il centro anziani ma anche il centro giovanile, inoltre due anni fa l’evento di rigenerazione urbana RestArt, promosso dall’associazione Noi giovani, è stato organizzato proprio nel parco e sono stati dipinti con murales artistici sia alcuni vecchi palazzoni di case popolari che lo circondano, sia le scuole. (l.a.)

L”articolo completo è su «sabato sera» dell”8 novembre

Nella foto il rendering del nuovo centro sociale Giovannini

Aprirà a breve il cantiere per la costruzione del nuovo centro sociale Giovannini. Lavori affidati alla ditta Zini Elio
Cultura e Spettacoli 10 novembre 2018

Il complesso monumentale dell'Osservanza: il 10 novembre presentazione del libro sulla storia e punto sui lavori in corso

E” in programma oggi 10 novembre, dalle 16 alle 18, una conferenza nella chiesa dell”Osservanza a Imola, con l”obiettivo di presentare il libro sulla storia del complesso monumentale e fare il punto sui lavori presenti e futuri.

La prima parte, dopo i saluti delle autorità, è dedicata alla presentazione del «Libro ove saranno notate le cose degne di memoria di mano in mano dalli reverendi padri Guardiani pro tempore per notizia de’ posteri, appartenenti a questo convento di Santa Maria delle Grazie, detto volgarmente dell’Osservanza dei padri Minori Osservanti ora Riformati di San Francesco, cominciando dall’anno 1466, in cui li sudetti religiosi furono chiamati in Imola», curato da Riccardo Pedrini, archivista Provincia di Sant’Antonio Ofm e pubblicato dall”editrice Il nuovo diario messaggero. La presentazione è introdotta e moderata dal vicedirettore dell”Archivio Diocesano, Andrea Ferri.

Nella seconda parte si procederà, invece, all”illustrazione dello stato dei lavori di recupero del complesso. Attualmente è in corso un intervento sul primo chiostro e sul santuario che contiene l”immagine della Madonna delle Grazie, finanziati dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola. Nel chiostro si sta procedendo al ripristino dell’intonaco, alla tinteggiatura e all’installazione di una illuminazione mirata a valorizzare al meglio le lunette affrescate, mentre nel santuario sarà realizzato un nuovo impianto di riscaldamento. Nell”occasione si farà il punto anche sui finanziamenti, tra i quali figura un cospicuo contributo concesso dalla Conferenza Episcopale Italiana. 

La parte dedicata ai lavori sarà aperta dal saluto del parroco di San Cassiano all’Osservanza, canonico Emilio Moretti, che lascerà poi la parola al canonico Antonello Caggiano Facchini, direttore dell’Ufficio Diocesano per i Beni Culturali, a Maurizio Barelli, presidente del Comitato RestaurOsservanza e a Stefania Campomori, progettista e direttore dei lavori delle opere di restauro.

Il complesso monumentale dell'Osservanza: il 10 novembre presentazione del libro sulla storia e punto sui lavori in corso
Cronaca 6 novembre 2018

Lavori in piazza a Mordano, il nodo dell’attraversamento che finisce sull’aiuola

A Mordano proseguono i lavori per ridisegnare la piazza Borgo General Vitali. Operai e mezzi si stanno concentrando nella zona centrale accanto al monumento dove, dopo l’abbattimento ai lati di due coppie di platani, autorizzato dalla Sovraintendenza in quanto malati, si possono intravedere i due nuovi ingressi che la divideranno in due aree percorribili a senso unico, una con uscita su via Lughese e l’altra su via Bulzamini. La piazza, davanti al circolo Sant’Eustachio, sarà pedonalizzata e due attraversamenti permetteranno a chi parcheggerà in piazza di attraversare la Lughese in sicurezza.

Nel frattempo, agli osservatori più attenti non sarà sfuggito che l’attraversamento di fronte alla gioielleria, sempre sulla Lughese, ora non presenta alcuno sbocco sulla piazza, il passaggio è precluso da un’aiuola bordata con cordonetto rialzato realizzata sempre in base al progetto. La cosa strana è che nella ciclopedonale messa in opera anni fa sul lato opposto è stato creato un abbassamento ad hoc del cordolo. «Quando l’opera sarà completata – spiega il sindaco Stefano Golini – non è escluso che il passaggio pedonale possa essere spostato, anche di poco, per trovare la miglior collocazione possibile. Sul lato destro della Lughese, in direzione Imola, le auto sosteranno regolarmente come accade ora – chiarisce il sindaco -, abbiamo intenzione di ripassare la segnaletica a terra, ormai scolorita dal tempo, per rendere ben visibile ogni postazione. Finora non è stato fatto perché sono ancora in corso i lavori e sarebbe stata una spesa inutile».

I pedoni, quindi, una volta completato l’attraversamento sulle strisce, si troveranno di fronte anche le auto in sosta. Per andare in piazza Borgo General Vitali usufruendo di quel passaggio pedonale si sarà costretti a costeggiare la Lughese, magari in mezzo alla strada a causa delle auto in sosta. «Bisogna ricordare che i posteggi lungo la strada sono principalmente per coloro che devono servirsi degli esercizi commerciali posti dalla parte opposta – sottolinea Golini -, mentre per chi deve usufruire di quelli situati in piazza è consigliabile posteggiare l’auto al suo interno». Ipotizziamo però che una persona utilizzi quelle strisce per andare in piazza, per bambini, persone anziane o disabili cordolo e aiuola possono creare più di un problema. «Potremmo dotare l’aiuola di piastre per l’attraversamento – conclude il primo cittadino –, ma per le persone con quel tipo di necessità sarebbe preferibile utilizzare i due punti previsti ai lati del monumento». (d.b.)

Nella foto: l”attraversamento pedonale sulla Lughese

Lavori in piazza a Mordano, il nodo dell’attraversamento che finisce sull’aiuola
Cronaca 26 ottobre 2018

Ascensore e punto ristoro per la sede dell'Avis di Imola nell'ospedale vecchio

Lavori in vista anche nella sede Avis di Imola e del Centro di raccolta sangue, posti entrambi nel padiglione 6 dell’ospedale vecchio. In accordo con l’Ausl sono in programma «l’inserimento di un ascensore tra il piano terra e il primo piano e la creazione di un punto ristoro, con conseguente sospensione delle convenzioni con i bar, oltre alla sistemazione della sala riunioni» spiegano dall’Avis. La gara per l’appalto dovrebbe essere fatta il mese prossimo e sarà gestita dall’Ausl, «il costo – precisano dall’Azienda sanitaria imolese – sarà complessivamente di circa 40 mila euro più Iva, ma devono ancora essere definiti tutti i parametri, ora siamo in fase di progettazione e autorizzazione, l’intenzione è far partire i lavori ai primi di dicembre per concluderli nei primi mesi del 2019». Durante questo periodo «l’attività continuerà regolarmente – rassicurano dall’Avis – anche perché gli interventi verranno eseguiti in orario pomeridiano».

I lavori permetteranno ai donatori di godere di una maggiore fruibilità del servizio ed eliminare le barriere architettoniche per l’accesso al primo piano. Poi sarà rivisto il punto ristoro. «Ora per la colazione post donazione si può utilizzare il bar dell’ospedale – puntualizza Pietro Fagiani, dirigente e medico responsabile del Centro raccolta sangue  e immunoematologia dell’Ausl di Imola – che, sebbene disti pochi metri dal centro raccolta, è comunque fuori all’edificio». Altra novità, l’Avis sta definendo in queste settimane i contatti con i professionisti per un programma gratuito di valutazione dei nei dei donatori per scongiurare e prevenire eventuali neoplasie e lesioni dermatologiche. «L’obiettivo è quello di garantire ai nostri donatori un ulteriore strumento di controllo del proprio stato di salute» anticipa Fagiani.

L’attenzione verso i donatori forse sta alla base del fatto che, mentre in Italia le donazioni di sangue sono in lieve calo, a Imola i dati sono in controtendenza. «Dal 2013 al 2017 si è registrato un lieve aumento passando da 6207 donatori a 6347. Ben 140 attivi in più in quattro anni. Tutto questo grazie alle numerose attività di sensibilizzazione svolte, ad esempio, nelle scuole elementari, medie e superiori» dicono dall’Avis. Donazioni che, come noto, non riguardano solo il sangue «intero» ma piastrine (piastrinoferesi), emocomponenti e plasma (plasmaferesi). «Quest’ultima è molto importante – conclude Fagiani -. A marzo abbiamo installato una seconda macchina e la risposta della popolazione è buona».

Ma perché è così importante donare plasma? Essendo la parte liquida del sangue, ricca di proteine e sali minerali rappresenta una delle frontiere della medicina del futuro. Tutti possono donarlo, anche chi ha bassi valori di emoglobina, e quello del gruppo AB è particolarmente prezioso. Dal plasma si ricavano farmaci salvavita e si possono sviluppare terapie contro alcuni virus come il West Nile, Dengue o Ebola. La procedura di prelievo del plasma avviene attraverso la plasmaferesi utilizzando un kit monouso: il sangue prelevato entra in un separatore cellulare che estrae la parte fluida (il plasma) e restituisce al donatore la parte corpuscolata (globuli rossi, globuli bianchi e piastrine). Tutto il procedimento è indolore e l’intera seduta dura circa un’ora per prelevare 600 ml di plasma.

d.b.

L”articolo completo e le informazioni utili per la donazione del plasma su «sabato sera» del 18 ottobre.

Nella foto: alcuni dipendenti e volontari dell”Avis di Imola

Ascensore e punto ristoro per la sede dell'Avis di Imola nell'ospedale vecchio
Cronaca 23 ottobre 2018

Raccolta sangue Medicina: trasloco in vista per il Centro prelievi, ma resta sempre dentro la Casa della Salute

Novità all’orizzonte per il centro di raccolta sangue di Medicina che, l’anno prossimo, traslocherà da un punto all’altro all’interno della Casa della salute di via Saffi per rispondere ai nuovi standard chiesti dalla Regione.

Come si ricorderà, nell’autunno del 2014 i punti di raccolta emiliano romagnoli erano finiti sotto la lente d’ingrandimento della Commissione regionale per l’accreditamento. Quello di Medicina aveva «passato l’esame», ma era stato necessario apportare alcune modifiche logistiche. Per essere accreditati dalla Regione, quindi poter continuare l’attività, occorreva avere locali dedicati espressamente alla raccolta sangue (la sala è stata quindi spostata nei locali dell’ex guardia medica), nonché utilizzare per i prelievi medici e infermieri dell’ospedale Maggiore (che fa capo all’Ausl di Bologna), inoltre dovevano essere fatti al massimo trenta prelievi più due visite di aspiranti donatori al giorno e, soprattutto, prevedere l’introduzione del sistema con prenotazione delle donazioni.

Molte novità da assimilare per i donatori e le associazioni medicinesi che, nonostante un periodo di assestamento, hanno sempre dato il proprio contributo e le donazioni, al contrario di quanto accade altrove, non sono mai mancate. «Siamo riusciti a non chiudere mai il centro di raccolta sangue nemmeno per un giorno e ad avere ben tre giornate ogni mese, compresa la domenica mattina, in cui è possibile donare – spiega il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici, Matteo Montanari -. Tuttavia, la soluzione trovata finora è temporanea perché, per rispondere ai livelli richiesti dall’accreditamento regionale, bisogna apportare ulteriori modifiche».

Da qui la necessità di individuare nuovi spazi dove collocare il centro di raccolta sangue. «Finora gli ambulatori dedicati a questo servizio in altre giornate venivano in parte utilizzati da altri medici, mentre adesso l’Ausl di Imola ha destinato alla donazione del sangue alcuni locali in via esclusiva per complessivi 150 metri quadrati – dettaglia Montanari -. Si tratta dell’ex centro diurno disabili, oggi non più utilizzato, a fianco del centro anziani».

Nei nuovi locali le poltrone dedicate ai donatori saliranno dalle attuali due a quattro complessive, vi si potrà accedere passando da un ingresso autonomo e tutti gli spazi saranno contigui, compreso il punto ristoro. Se l’Ausl di Imola metterà a disposizione i nuovi locali, il Comune di Medicina si accollerà le spese per i lavori, pari a 120 mila euro. (gi.gi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 18 ottobre 

Nella foto il centro prelievi di Medicina

Raccolta sangue Medicina: trasloco in vista per il Centro prelievi, ma resta sempre dentro la Casa della Salute
Cronaca 8 ottobre 2018

Convento dell'Osservanza, al via da oggi il cantiere per completare il restauro del chiostro quattrocentesco

Sono partiti oggi 8 ottobre i lavori nel primo chiostro dell”ex convento dell”Osservanza. Si tratta in realtà del completamento del restauro architettonico di una delle parti più pregiate del complesso, il primo chiostro, terminato nel 1487 come testimoniato dall”iscrizione rinvenuta sul capitello della prima colonna accanto all”ingresso. Nel giro di alcuni mesi si procederà al rifacimento dell”intonaco e alla realizzazione del nuovo impianto di illuminazione.

L”intervento, che sarà effettuato con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, sarà affiancato da un secondo cantiere che riguarderà il santuario della Beata Vergine delle Grazie, nel quale sarà realizzato l”impianto di riscaldamento. Il costo di entrambi è di 70.000 euro. La Fondazione Cassa di Risparmio di Imola era già intervenuta nel complesso in occasione del restauro degli affreschi delle lunette del primo chiostro, terminato nel 2010.

Questa tranche di lavori si inserisce nel programma di recupero del complesso che è partito nell”agosto 2017, quando sono state rifatte alcune coperture. Tutti gli interventi si svolgono in accordo con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Bologna e con la supervisione della Diocesi di Imola.

Oltre alla finalità di recupero di un patrimonio di pregio, il programma si propone anche di sistemare gli spazi per le varie attività che si svolgono nel complesso, dove hanno sede la parrocchia di San Cassiano, gli scout e il Circolo Silvio Pellico, quest”ultimo fondato oltre 100 anni fa. Tra gli interventi futuri il restauro del gruppo scultoreo conosciuto come «i Piagnoni» e la sala Gardi. (r.c.)

Nella foto il chiostro quattrocentesco dell”Osservanza

Convento dell'Osservanza, al via da oggi il cantiere per completare il restauro del chiostro quattrocentesco
Cronaca 5 ottobre 2018

Miglioramento sismico per la materna Rodari, il Comune cambia ditta per “inadempimento contrattuale'

Tempi più lunghi del previsto per l’intervento strutturale sulla scuola materna comunale Rodari di Ozzano Emilia. Nei giorni scorsi il Comune ha provveduto alla risoluzione del contratto con la ditta vincitrice dell’appalto, la salernitana Edil Tors, per «grave inadempimento contrattuale» e ora dovrà cercare una nuova impresa per completare l’intervento di miglioramento sismico. Un’opera che, tra progettazione, lavori e Iva ha un costo per le casse comunali di 600 mila euro, dei quali 320 mila (Iva esclusa) per l’intervento vero e proprio. La Edil Tors si era aggiudicata l’appalto su 206 partecipanti alla gara proponendo il ribasso maggiore, ossia il 26,12%. L’impresa aveva cominciato i lavori nel mese di marzo. Poi, «la ditta è sparita il 3 agosto e per diverse settimane non siamo riusciti a metterci in contatto con loro» prosegue Lelli. Soltanto il 14 settembre c’è stato un incontro tra Amministrazione ed Edil Tors e l’impresa ha comunicato «che non avevano più possibilità di proseguire i lavori per problemi legati al personale». Da qui la scelta del Comune di rescindere il contratto.

«Ora il direttore dei lavori avrà 20 giorni di tempo per redigere lo stato di consistenza (cosa è stato fatto e cosa no, ndr) per poi poterlo presentare alle altre aziende in graduatoria, a partire dalla seconda. La ditta che accetterà di ultimare l’opera, dovrà farlo allo stesso ribasso della Edil Tors» precisa Lelli. L’ente locale finora aveva già pagato alla Edil Tors sia l’acconto che un primo stralcio, «complessivamente 160 mila euro, che sostanzialmente coincidono con i lavori che hanno effettivamente fatto, ossia circa il 50%, in particolare il consolidamento delle fondazioni e la posa di fibre di carbonio».  Serviranno, però, almeno un paio di mesi per individuare una nuova ditta. «Ipotizziamo di finire in primavera» abbozza il sindaco.

Il ritorno dei bambini avverrà nel corso dell’estate 2019. Nel frattempo, le tre sezioni della Rodari continueranno a fare lezione «in trasferta» nelle aule ricavate presso il nido Fresu, la scuola materna Cavalier Foresti di Maggio e il centro per le famiglie L’Abbraccio presso il polo scolastico Il Girotondo. «Il Comune continuerà a offrire gratuitamente il servizio di trasporto scolastico per i bimbi che sono stati trasferiti a Maggio, mentre il pre e post scuola continuerà ad essere gratuito per tutto l’anno per tutte e tre le sezioni» assicura Lelli. (gi.gi.)  

Altri particolari sul “sabato sera” del 4 ottobre. 

Nella foto i lavori in corso alla materna Rodari 

Miglioramento sismico per la materna Rodari, il Comune cambia ditta per “inadempimento contrattuale'
Cronaca 15 settembre 2018

Toscanella, lunedì 17 settembre l'inaugurazione della scuola materna ristrutturata “Guido Rossa'

Cerimonia di inaugurazione dei lavori di ristrutturazione della scuola materna «Guido Rossa».

La cittadinanza è invitata a partecipare all’evento, durante il quale saranno illustrati gli interventi realizzati.

Saranno presenti rappresentanti dell’amministrazione comunale e dell’ufficio Tecnico, la dirigente scolastica, i progettisti e una rappresentanza della ditta esecutrice. Oltre alla manutenzione straordinaria si è provveduto all’adeguamento sismico della scuola nonché all’efficientamento energetico e alla prevenzione incendi.

Alle ore 17.15, scuola materna «Guido Rossa» di Toscanella, via Poggiaccio 119.

Nella foto d”archivio la materna Guido Rossa prima dei lavori

Toscanella, lunedì 17 settembre l'inaugurazione della scuola materna ristrutturata “Guido Rossa'
Cronaca 6 settembre 2018

Ex Beccherucci, lunedì comincia la demolizione parziale, poi sulla Selice ritornerà il doppio senso di marcia

Prenderanno il via lunedì i lavori di demolizione parziale dell”Ex Beccherucci, l’edificio a forma di elle che si affaccia su via Selice e via Galvani, dal 2011 di proprietà di ConAmi. L”intervento è propedeutico al riassetto della viabilità che prevede la promessa e attesa riapertura del doppio senso di marcia sulla via Selice, con ripristino dell’immissione del traffico in uscita sulla rotatoria della circonvallazione.

In primavera il Consorzio Ami aveva pubblicato un avviso esplorativo per individuare gli operatori economici da invitare alla procedura negoziata per realizzare le opere di demolizione parziale del corpo d’angolo del fabbricato. A fine luglio la Giunta Sangiorgi ha approvato la relativa convenzione urbanistica e il prossimo 10 settembre, partirà il cantiere. La demolizione interessa il corpo d’angolo del fabbricato situato sulla rotonda tra le vie Selice, Galvani e Resistenza.

“I lavori – informano dal ConAmi con una nota – sono stati affidati a seguito di una procedura di gara alla ditta B.R. Demolizioni Srl di Bra (Cuneo). L’impresa, tra le migliorie offerte in sede di gara, ha proposto anche di attuare la demolizione con pinze demolitrici comandate a distanza dagli operatori – spiega lo stesso Consorzio -. Questo metodo, a differenza della classica demolizione con martello pneumatico, ridurrà fortemente gli impatti di rumore e vibrazioni, oltre a garantire maggiore sicurezza per gli addetti al cantiere”. L’importo contrattuale è di 87.8431 euro, è finanziato dal ConAmi e la durata dei lavori prevista è di 68 giorni consecutivi.

“Il cantiere non comporterà modifiche al traffico veicolare o restringimenti di carreggiata – precisano sempre dal ConAmi -; verranno invece temporaneamente interrotti i tratti di marciapiede sulle vie Selice e Galvani, in corrispondenza dell’area di esecuzione dei lavori, con la conseguenza che il flusso di bici e pedoni sarà convogliato dall’altro lato delle due carreggiate”. Il progetto e la gestione dei successivi interventi sulla viabilità sono stati affidati dal ConAmi ad ad Area Blu Spa mediante una convenzione, con oneri a carico di ConAmi. I lavori in progetto prevedono, oltre alla possibilità di immissione in rotonda dal tratto di via Selice interno alla cerchia urbana, una serie di opere idonee a garantire maggiore sicurezza agli incroci tra la Selice e le vie Coraglia e Mentana. 

Il progetto è atteso e approvato da tempo. Le attività commerciali e i residenti, infatti, hanno mal digerito la scelta di chiudere la Selice in uscita dal centro, avvenuta nel 2007 in concomitanza con la realizzazione della rotonda che ha sostituito i semafori. Una scelta dovuta alla necessità di ridurre la pericolosità dell’incrocio teatro di frequenti e gravi incidenti, ma la modifica, e il traffico che continua comunque ad insistere nella zona, costringe i veicoli a tortuose deviazioni nelle strade limitrofe per dirigersi sulla circonvallazione o la zona industriale e l”autostrada. Per non parlare del commercio che langue. Per chiedere la riapertura del doppio senso di marcia, sono state raccolte circa 400 firme tra residenti e cittadini, iniziativa a cui ha fatto seguito una mozione che venne approvata durante la Giunta Manca nel luglio del 2014 da tutti i gruppi consigliari, partendo da documenti presentati da M5Stelle, Forza Italia ed emendamenti del Pd. All”epoca l’obiettivo della riapertura, in verità, era anche allentare il traffico su via Andrea Costa che negli orari di partenza e arrivo degli autobus dedicati alle scuole risultava sovraccarica. Detto ciò, è bene ricordare che in questi anni gli incidenti sono diminuiti molto e la zona è sicuramente più tranquilla e sicura per chi ci abita. (l.a.)

Nella foto dell”ex Beccherucci le frecce nere indicano la parte che verrà demolita

Ex Beccherucci, lunedì comincia la demolizione parziale, poi sulla Selice ritornerà il doppio senso di marcia
Cronaca 4 settembre 2018

Castel San Pietro, il sindaco Tinti vuole chiudere sei consorzi entro fine 2019. Obiettivo: completare le opere urbanistiche

Sul Sillaro c’è del movimento su molti consorzi del territorio. Il sindaco castellano Fausto Tinti (nella foto), infatti, ha preso di petto la questione e ha deciso, possibilmente entro la fine del suo mandato nel 2019, di lavorare alla chiusura di diversi consorzi residenziali e produttivi del proprio territorio.

Un’azione che ha intrapreso, spiega, non solo come presidente dei consorzi in questione, una prassi comune per un sindaco, ma anche «in qualità di sindaco, sia per correttezza nei confronti dei consorziati che recentemente o addirittura decine di anni fa hanno acquistato i terreni su cui sorgono le proprie case o aziende e che attendono le opere urbanistiche di completamento, sia perché quartieri ed aree rifinite richiamano nuovi investimenti».La formula del consorzio è presto spiegata: si tratta di un ente di diritto privato formato da più proprietari ed imprese costruttrici. Il terreno del consorzio è di fatto privato fino alla consegna dello stesso all’Amministrazione comunale spettante, passaggio che può avvenire solo quando le opere urbanistiche in capo al consorzio sono completate e col-laudate.

Si tratta, per intenderci, di asfaltature, segnaletica verticale ed orizzontale, parcheggi, dossi rallentatori, cordoli, verde pubblico e così via. Tali opere sono a carico del consorzio sia per la spesa che per la realizzazione, finanziate con le quote preventivamente versate dai consorziati, ovvero i proprietari.

Sul Sillaro, come anche altrove, alcuni consorzi hanno rimandato il completamento delle opere urbanistiche di anno in anno, talvolta causando veri e propri disagi ai proprietari come nel caso delle fognature che causavano problemi di odori e ristagno e della rotonda fuori asse del Borghetto (quest’ultima di recente è stata ri-posizionata al centro dell’incrocio tra via Gandhi e via Madre Teresa di Calcutta).

«I consorziati sono cittadini, privati ed aziende, e meritano attenzione – è il pensiero del sindaco, che come detto veste i panni di presidente dei vari con-sorzi -. Per me è stato importante fin da subito, quando nel 2014 ho iniziato il mio mandato, prendere in mano una situazione di stallo, quella dei molti consorzi aperti e mai completati né chiusi, e portarla ad un lieto fine».

Nel dettaglio il sindaco Tinti si è trovato a fare i conti con i consorzi Borghetto, Quaderna, Pellizzara-Capriva, Molino Nuovo, Collina 2, Panzacchia 2, Valle di Malta (dove da poco ha aperto il discount Md), Fontanelle 2 (confinante con Valle di Malta), Banza Inferiore e Osteria Grande Ovest. «Per lo più si trattava e si tratta di finiture di completamento, dall’asfaltatura definitiva (in alcune strade si trova ancora solo lo strato di binder provvisorio) alla segnaletica fino all’illuminazione, ma sono comunque opere importanti per il decoro delle zone in questione – dettaglia Tinti -. In altri casi, le opere mancanti erano di prima necessità, ad esempio per quanto riguarda le fognature del Borghetto o la mancata asfaltatura di via Anna Magnani del consorzio Quaderna che causava problemi di sollevamento di polvere ai residenti».

Così il sindaco ha lavorato con i vari consigli di amministrazione dei consorzi, coadiuvato anche dall’Ufficio tecnico comunale, per la stesura delle procedure, per «aggredire», dice letteralmente, i consorzi in stallo. Essendo i consorzi enti di diritto privato, il modus operandi per finanziamento (con soldi privati), assegnazione e realizzazione delle opere è semplificato e ad oggi i consorzi Collina 2 e Panzacchia 2 sono già stati chiusi.

I tecnici esterni incaricati dai vari consigli di amministrazione stanno poi lavorando su ben sei consorzi, ossia Borghetto, Fontanelle 2, Banza Inferiore, Quaderna (legato anche al nuovo polo scolastico di Osteria Grande), Molino Nuovo e Pellizzara-Capriva, quest’ultimo aperto ben quarant’anni fa, per «completare le opere necessarie, fare i collaudi e arrivare alla chiusura di questi enti, con il passaggio di proprietà delle parti comuni dai privati al Comune di Castel San Pietro, entro la fine del mio mandato (primavera 2019, ndr) o, al più tardi, entro la fine del 2019». (mi.mo.)

L’articolo completo è su «sabato sera» del 30 agosto

Castel San Pietro, il sindaco Tinti vuole chiudere sei consorzi entro fine 2019. Obiettivo: completare le opere urbanistiche

Cerca

Seguici su Facebook

ABBONATI AL SABATO SERA

Font Resize
Contrast