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Cronaca 19 Giugno 2019

Autostrada A14, casello di Imola chiuso nella notte tra il 19 e il 20 giugno in entrata per Bologna e in uscita da Ancona

Qualche disagio nella notte tra il 19 e il 20 giugno per chi deve prendere l”autostrada dalla stazione di Imola o uscirne. A causa di lavori di manutenzione programmati nelle ore notturne, che richiedono una riduzione della circolazione dei veicoli, dalle 22 del 19 giugno alle 6 di giovedì 20 il casello di Imola sarà chiuso in entrata in direzione Bologna e in uscita per chi proviene da Ancona o Pescara.

Chi deve dunque entrare in autostrada da Imola in quelle ore o deve uscire a Imola provenendo da sud, dovrà optare per la stazione autostradale di Castel San Pietro Terme o Faenza. (r.cr.)

Autostrada A14, casello di Imola chiuso nella notte tra il 19 e il 20 giugno in entrata per Bologna e in uscita da Ancona
Sport 6 Giugno 2019

Caos lavori al Galli, il commento della sindaca di Imola Manuela Sangiorgi. IL VIDEO

Prosegue la telenovela sui lavori allo stadio Romeo Galli, all”indomani del comunicato stampa (leggi qui) emesso dall”Imolese nel quale accusava Area Blu di aver negato l”autorizzazione l”inizio degli interventi e quindi messo a serio rischio l”iscrizione dei rossoblù alla prossima serie C. A cascata poi sono arrivate prima le dichiarazioni del presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli (il commento qui), poi a seguire il comunicato stampa del gruppo consiliare Imola Guarda Avanti (per saperne di più). Infine, poco fa, la sindaca di Imola Manuela Sangiorgi ha voluto dire la sua con un video messaggio direttamente sulla propria pagina facebook Manuela Sangiorgi sindaca M5S. (d.b.)

Nella foto: lo stadio Romeo Galli dall”alto e, a sinistra, la sindaca di Imola Manuela Sangiorgi durante il video messaggio

Caos lavori al Galli, il commento della sindaca di Imola Manuela Sangiorgi. IL VIDEO
Sport 6 Giugno 2019

Caos lavori al Galli, il gruppo consiliare Imola Guarda Avanti: «L'Imolese può non sapere quale sia il procedimento corretto, ma il Comune no»

Ore convulse a Imola dopo il terremoto provocato dal comunicato stampa (leggi qui) con cui l”Imolese ha accusato Area Blu di aver negato l”autorizzazione ai lavori dello stadio Romeo Galli, tassello fondamentale per l”iscrizione dei rossoblù al prossimo campionato di serie C. Sull”argomento, in data odierna, è intervenuto anche il presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli (le dichiarazioni qui), ma non si è fatto attendere nemmeno il comunicato stampa del gruppo consiliare Imola Guarda Avanti, il cui presidente è Carmela Cappello. 

Di seguito, il testo integrale del documento:

«Facciamo un po’ di chiarezza a beneficio di tutti i cittadini e tifosi. La società Imolese Calcio 1919 attribuisce al Direttore di Area Blu s.p.a. la responsabilità per aver fermato i lavori di sistemazione dello stadio romeo Galli. Ci rendiamo conto che la società sportiva può non sapere quale sia il procedimento amministrativo corretto da intraprendere. Il Comune di Imola invece lo sa, o dovrebbe saperlo: per poter avviare dei lavori o rimborsare spese per lavori già fatti c’è bisogno di un’autorizzazione formale e scritta, oltre che un impegno di spesa, da parte della proprietà, in questo caso il Comune o del gestore, ovvero Atletica SACMI. Area Blu s.p.a. non è titolata ad autorizzare nulla senza un provvedimento del Comune o del gestore, che in questo caso non c’è e non c’è mai stato e la Sindaca lo sa bene. Perché allora dare la colpa ad Area Blu? E perché attaccare il D.G. Carmelo Bonaccorso quando la comunicazione in cui si spiega che il comune non ha mai autorizzato alcun chè non è neppure a sua firma? Si promettono sostegni e contributi a chiacchere e poi si trova un capo espiatorio qualunque da crocifiggere a beneficio del pubblico».

La telenovela continua… (d.b.)

(d.b.)

Caos lavori al Galli, il gruppo consiliare Imola Guarda Avanti: «L'Imolese può non sapere quale sia il procedimento corretto, ma il Comune no»
Sport 6 Giugno 2019

Caos lavori al Galli ed iscrizione, il presidente della serie C Francesco Ghirelli: «L'Imolese non può correre questo rischio»

A poche ore dal comunicato stampa (leggi qui) con cui l”Imolese ha annunciato il rischio di non iscriversi alla prossima serie C, in quanto Area Blu ha negato l”autorizzazione ai lavori dello stadio Romeo Galli, è intervenuto sull”argomento anche il presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli che ha anche inviato una lettera al sindaco di Imola Manuela Sangiorgi ed al numero uno rossoblù Lorenzo Spagnoli

Come dichiarato da lui stesso all”Ansa «non posso pensare che una società virtuosa come l”Imolese, fiore all”occhiello della nostra Serie C, corra questo rischio inaccettabile. Sono pronto a venire a Imola per discuterne» ha afferma il presidente Ghirelli. (d.b.)

Nella foto: il presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli e una veduta aerea del Romeo Galli. Nell”altra foto il documento inviato dal numero uno della Serie C alla sindaca Sangiorgi ed al presidente dell”Imolese Spagnoli

Caos lavori al Galli ed iscrizione, il presidente della serie C Francesco Ghirelli: «L'Imolese non può correre questo rischio»
Economia 3 Giugno 2019

Avviati nei giorni scorsi a Ozzano i lavori di pulizia e di chiusura degli accessi dell'area ex Castelli di via Olmatello

Un tempo l’area dove sorgeva lo stabilimento Castelli in via Olmatello era sinonimo di lavoro, successo e lusso. La Castelli, infatti, produceva e vendeva mobili da ufficio di fascia alta a clienti di tutto il mondo. Poi alla fine degli anni Novanta è iniziato il declino, con ripetuti passaggi di proprietà, culminati nella definitiva chiusura e abbandono di tutta l’area di via Olmatello, dove avevano sede gli uffici e uno degli stabilimenti produttivi. Area poi acquistata all’asta da un’azienda di Roma, successivamente fallita, e che al momento risulta essere di proprietà di un fondo comune di investimento facente capo a due commissari liquidatori nominati dalla Banca d’Italia.

L’area interessata è piuttosto vasta. L’ex stabilimento e gli uffici versano in stato di abbandono e anni fa sono stati anche sede di ben due rave party, che hanno causato non pochi problemi al locale comando dei carabinieri. E da tempo i cittadini residenti nelle vicinanze lamentano il fatto che l’intera area è divenuta una discarica a cielo aperto. L’Amministrazione comunale ha rivolto vari solleciti ai commissari liquidatori, ma senza che producessero sin qui effetti duraturi. Ora il giro di vite. A seguito di un sopralluogo, il corpo forestale dei carabinieri ha fatto pervenire all’Amministrazione comunale una segnalazione con la quale si ravvisa l’abbandono di rifiuti pericolosi e non pericolosi presso l’area ex Castelli, proponendo un provvedimento amministrativo.

Grazie a questa segnalazione, la polizia municipale ha potuto intimare ai curatori fallimentari la rimozione e lo smaltimento di tutti i rifiuti abbandonati e il ripristino dello stato dei luoghi e, soprattutto, ordinare di adottare tutti gli accorgimenti (cancellata, recinzioni, eccetera) idonei a preservare l’area da ulteriori abbandoni di rifiuti. Lavori che sono iniziati in questi giorni a cura della ditta Marchesi di Pianoro. «Come Amministrazione comunale – spiegano dal Comune – seguiremo da vicino tali lavori per assicurarci che vengano eseguiti con precisione al fine di tutelare e salvaguardare la sicurezza dei tanti cittadini residenti lungo la via Olmatello, che da anni segnalano abbandoni di rifiuti e accessi non controllati di persone». (r.cr.)

Nella foto la palazzina uffici messa in vendita dal fondo Diaphora1

Avviati nei giorni scorsi a Ozzano i lavori di pulizia e di chiusura degli accessi dell'area ex Castelli di via Olmatello
Cultura e Spettacoli 31 Maggio 2019

Mostra con pale settecentesche e lavori di riqualificazione per la ex chiesa del Carmine di Medicina

«Nuova luce sul Carmine» è al tempo stesso il titolo della mostra attualmente in essere nella ex chiesa di via Libertà a Medicina e il progetto che riqualificherà la sagrestia a lungo chiusa e inutilizzata. Motore del progetto promosso dall’amministrazione comunale è da un lato il finanziamento di 150 mila euro destinato alla riqualificazione (70mila euro messi a disposizione dalla Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e 80mila dal Comune), dall’altro la convenzione trentennale recentemente firmata dalla Giunta guidata da Onelio Rambaldi e dalla Curia di Bologna, proprietaria del bene.

«Da anni la ex chiesa del Carmine è utilizzata per eventi pubblici, mostre e concerti anche promossi direttamente dall’amministrazione comunale», ci ha spiegato alcuni giorni fa Matteo Montanari quando era ancora vicesindaco (alle elezioni di domenica 26 maggio è stato eletto sindaco di Medicina). «Dunque se il bene è ad uso pubblico, è importante che anche il Comune partecipi al suo sostegno mettendo a disposizione i propri fondi – ha continuato -. La convenzione lunga che abbiamo fortemente voluto ed ottenuto a fine 2017, al posto delle precedenti di uno o due anni alla volta dal 2003 ad oggi, era la condizione necessaria per poter intercettare fondi messi a disposizione da bandi pubblici destinati alle amministrazioni locali. Non solo ci siamo aggiudicati, anche grazie al lavoro delle associazioni I Portici, Corale Quadrivium e Pro Loco, il finanziamento della Fondazione per la ristrutturazione della sagrestia del Carmine che diventerà presto uno spazio nuovo per la città; abbiamo anche ottenuto dal Commissario alla ricostruzione dell’Emilia Romagna l’assegnazione di oltre un milione di euro per la sistemazione strutturale del Carmine. La nostra intenzione per questo secondo step di riqualificazione è anche ripensare a come rendere la ex chiesa ancora di più uno spazio pubblico, ad esempio come punto informativo cittadino e per l’accoglienza turistica aperto tutti i giorni. Ma intendiamo iniziare un percorso partecipativo per definire insieme alla città come cambiare il volto e la funzione di questo luogo pubblico importante e bello. La progettazione preliminare inizierà a breve, insieme al percorso partecipato con la cittadinanza utile ad indirizzare i progettisti».

Ma intanto cosa nascerà nella sagrestia del Carmine? I lavori, che dovrebbero già iniziare nelle prossime settimane o mesi estivi, prevedono il restauro conservativo della sagrestia e della relativa sala di accesso. Oltre ad essere risistemati pavimenti, pareti ed impianti, sotto l’occhio vigile della Soprintendenza di archeologia belle arti e paesaggio, sarà realizzata una nuova rampa per l’accesso delle persone con disabilità sull’ingresso di via Canedi. Le due sale, sagrestia ed ingresso, diventeranno, secondo il progetto, nuovi spazi sociali e culturali utili per eventi come conferenze e concerti. Nel frattempo le pale settecentesche fino ad oggi non visibili al pubblico perché poste nella sagrestia sono in mostra nella ex chiesa fino al termine dei lavori di riqualificazione dei nuovi spazi. Si tratta di grandi opere di pregio, realizzate dai pittori Ferdinando da Bologna, noto per le scenografie minuziosamente dettagliate, e Nicola Bertuzzi. La mostra Nuova luce sul Carmine. La sagrestia svelata, curata dallo storico dell’arte Pietro Di Natale esperto in pittura antica dal Cinquecento all’Ottocento, è stata inaugurata venerdì 17 maggio alla presenza, fra gli altri, dell’assessore regionale alla Cultura Massimo Mezzetti, e poco prima dell’apertura ufficiale è stata anche visitata e apprezzata dal critico d’arte Vittorio Sgarbi. (mi.mo.)

La mostra è visitabile giovedì, sabato e domenica dalle 10 alle 12; la prima domenica del mese, tranne luglio e agosto, dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 16.

Nella foto due pale attualmente in mostra nella ex chiesa del Carmine di Medicina

Mostra con pale settecentesche e lavori di riqualificazione per la ex chiesa del Carmine di Medicina
Cultura e Spettacoli 11 Maggio 2019

Restaurato il primo chiostro dell'ex convento dell'Osservanza di Imola

Il primo chiostro del complesso dell’Osservanza di Imola ha una nuova luce. Sono infatti terminati, e saranno inaugurati e presentati ufficialmente alla città oggi alle 19.45, i lavori di restauro che hanno interessato, appunto, il chiostro dell’ex convento, ora facente parte della parrocchia di San Cassiano. «Si è trattato di un intervento consistente, effettuato con l’obiettivo di dare l’impressione di aver cambiato poco, per non modificare la struttura originaria, ma che è andato a intervenire su situazioni molto deteriorate» spiega l’architetto Stefania Campomori, direttore dei lavori che, dal 2017, stanno interessando tutta la struttura e che hanno già visto realizzato un importante intervento di sistemazione del tetto e delle coperture.

«Tutti i lavori che in questi anni si stanno realizzando fanno parte di un rilevante recupero del complesso che contiamo di terminare nel 2020 – spiega Maurizio Barelli, presidente del Comitato RestaurOsservanza onlus – che comporterà un costo di 800mila euro. Le principali fonti di finanziamento sono la Cei che ha dato finora 290mila euro più altri 10mila per il recupero della cucina di comunità, la parrocchia stessa, il Comitato che organizza eventi per reperire donazioni e finora ha raccolto 90mila euro, e la Fondazione Cassa di Risparmio di Imola».

E proprio la Fondazione Crimola ha sostenuto il restauro del chiostro, con un importo di 50mila euro. «Già in passato la Fondazione intervenne in questo complesso – conferma il presidente Fabio Bacchilega –: ad esempio, per il restauro delle lunette affrescate con il ciclo di San Francesco che si trovano nel chiostro. Ci sentiamo vicini a questo luogo, pertanto abbiamo deciso di sostenere anche questo restauro». Non solo: la Fondazione si è fatta carico economicamente dell’installazione dell’impianto di riscaldamento nel Santuario della Beata Vergine delle Grazie, avvenuta nei mesi scorsi con un lavoro di recupero dei passaggi di un vecchio impianto che così non ha impattato sull’aspetto artistico e con l’installazione di due ventilconvettori rivestiti in legno, e sosterrà in futuro il restauro del gruppo scultoreo che si affaccia sul giardino Compianto sul Cristo morto, noto come I piagnoni.

«Quello effettuato nel chiostro è un restauro scientifico – continua l’architetto Campomori -: tutte le scelte sono state fatte in accordo con la Soprintendenza. Per quel che riguarda il rifacimento dell’intonaco, sono state temporaneamente tolte le lunette, che verranno rimesse a breve nella stessa posizione, ed è stato usato un intonaco a base di calce per risolvere i problemi dell’umidità di risalita. Per la scelta del colore, abbiamo effettuato molte indagini stratigrafiche e abbiamo deciso di riprendere la tonalità originaria. Durante i lavori, sono stati anche liberati i peducci delle foglie, che erano stati coperti da precedenti intonacature».

Altri due ambiti di intervento hanno riguardato il pavimento e l’illuminazione. «Il pavimento è stato pulito con prodotti appositi per far tornare il color rosso del cotto, e sono state sostituite le mattonelle rovinate – continua Stefania Campomori -. Per l’illuminazione, abbiamo seguito la richiesta della Soprintendenza di crearla tenue, diffusa, per dare un effetto di chiarore. Si è proceduto a eliminare gli esistenti cavi in vista e corpi illuminanti di tipo industriale e a realizzare un impianto sotto traccia che arriva ad illuminare dei faretti invisibili dall’esterno e posti su ognuna delle ventotto colonne del chiostro».

I lavori sul chiostro erano iniziati ad ottobre e fanno parte del secondo lotto di interventi nel complesso dell’Osservanza. Per il futuro, sono già previsti altri lavori, tra cui un intervento sul piano terra e sul primo piano del secondo chiostro per allestire in quell’area delle aule didattiche, lavori al piano terra e al primo piano del primo chiostro che riporteranno alla loro bellezza originaria anche gli spazi che costituivano l’antica biblioteca del convento con ripristino dell’antico soffitto a cassettoni e restauro di quanto resta delle pitture parietali, la ristrutturazione della cucina dell’ex convento e degli spazi attigui, la riqualificazione della Sala Gardi, che anticamente costituiva l’antico refettorio del convento. L’obiettivo è aprire il cantiere quest’estate per concludere i lavori nella primavera del 2020. (s.f.)

Il programma dell’inaugurazione del restauro del primo chiostro del complesso dell’Osservanza a Imola di sabato 11 maggio alle 19.45 prevede, in apertura, i saluti del parroco di San Cassiano all’Osservanza don Emilio Moretti, del vicario generale della Diocesi di Imola don Andrea Querzè e della sindaca di Imola Manuela Sangiorgi. Poi ci saranno interventi a cura di Barbara Donati, artista e autrice di «Immagine del Santo. Iconografia francescana nel chiostro dell’Osservanza di Imola», di Stefania Campomori, progettista e direttore dei lavori del restauro del convento, di Fabio Bacchilega, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola e di Maurizio Barelli, presidente del Comitato RestaurOsservanza. Ad accompagnare l’evento ci sarà l’animazione musicale del Coro interparrocchiale di Imola diretto da Giovanni Capelli.

Nella foto, di Isolapress, il restaurato chiostro dell”ex convento dell”Osservanza

Restaurato il primo chiostro dell'ex convento dell'Osservanza di Imola
Cronaca 7 Maggio 2019

Pace fatta tra Albano Guaraldi e il Comune di Ozzano, pronto a partire il recupero dell'ex Sinudyne

Pace fatta tra Albano Guaraldi e l’Amministrazione comunale sulla questione dell’ex Sinudyne. Soprattutto recupero in vista per un’area a ridosso del centro ozzanese che fu della nota industria di televisori italiana, di cui oggi rimangono solo capannoni in disuso e fatiscenti. Durante il Consiglio comunale di lunedì 8 aprile, è stato approvato all’unanimità il relativo Poc, Piano operativo comunale (di fatto già un piano attuativo).«I lavori di demolizione inizieranno nei prossimi mesi, mi auguro già in estate, al massimo entro l’anno» conferma Guaraldi, già patron del Bologna Calcio prima dell’era Saputo nonché presidente di Futura Costruzioni Srl. «Sono stati superati gli ostacoli che si erano interposti negli scorsi anni, dalle cubature, allora giudicate eccessive, ai vincoli paesaggistici – sottolinea -. Per quanto ci riguarda abbiamo ritirato da tempo i ricorsi fatti nei confronti della precedente Giunta Masotti. I problemi si risolvono col buon senso e non nei tribunali», conclude Guaraldi.

Il progetto che ha presentato l’impresa bolognese di progettazione e costruzione prevede per prima cosa la demolizione dell’esistente, poi la costruzione di 54 appartamenti su due palazzine sul fronte di corso Garibaldi per un totale di 4.170 metri quadri di superficie utile. A cui si aggiunge un edificio ad uso commerciale di dimensioni medio-piccole per un totale di 1.600 metri quadri, accessibile dalla via Emilia. Su quest’ultimo punto Guaraldi conferma che è ancora in piedi l’opzione del Conad: «E’ in corso una trattativa per un nuovo supermercato». Superati i contrasti del passato (sono almeno otto anni che Guaraldi ha acquistato l’ex Sinudyne), ora Futura Costruzioni e il Comune sembrano aver trovato un accordo urbanistico capace di accontentare tutti, complice anche una nuova vitalità del settore edile. Le palazzine da costruire non saranno più tre ma due però un po’ più alte, con una fascia di verde ampia e parcheggi. Inoltre l’accordo impegna Futura Costruzioni a realizzare contestualmente varie opere di pubblica utilità, come la riqualificazione delle zone prospicienti sulla via Emilia e su Corso Garibaldi, nonché la realizzazione a sue spese di una rotonda tra via Emilia, via Mazzini e via dell’Ambiente, per eliminare l’annosa questione del semaforo all’incrocio e per la quale «esiste già l’autorizzazione dell’Anas, quando nuova vitalità del settore edile. Le palazzine da costruire non saranno più tre ma due però un po’ più alte, con una fascia di verde ampia e parcheggi. Inoltre l’accordo impegna Futura Costruzioni a realizzare contestualmente varie opere di pubblica utilità, come la riqualificazione delle zone prospicienti sulla via Emilia e vuole può farla» confermano dal Comune. (ti.fu.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 2 maggio

Pace fatta tra Albano Guaraldi e il Comune di Ozzano, pronto a partire il recupero dell'ex Sinudyne
Economia 25 Aprile 2019

Bestseller si ingrandisce, nuove assunzioni e più parcheggi per la stazione di Castello

Nuovi parcheggi per l’area a sud della stazione ferroviaria, un tratto di pista ciclabile e una nuova area verde: sono questi i consistenti interventi, che l’azienda Bestseller Italy Spa si è impegnata a realizzare in base alla nuova convenzione siglata con l’Amministrazione comunale. In cambio, vista la necessità di ampliare lo spazio espositivo all’interno della sede, la multinazionale danese ha acquisito da un’asta fallimentare una casa abbandonata di 400 metri quadrati in via Gramsci per adibirla a uffici. L”accordo prevede la modifica dell’asse viario che sarà orientato verso l’ingresso della stazione e si presenterà come viale alberato. Questo rotazione consentirà la realizzazione di 40 parcheggi al posto dei 15 presenti attualmente e di una pista ciclabile tangente la nuova recinzione, che si andrà a collegare a quella di via Gramsci realizzata già in parte dal Comune.

La multinazionale danese di proprietà della famiglia Holch Povlsen, miliardario, azionista anche di aziende leader dell’e-commerce (come la britannica Asos e la tedesca Zalando), produce e distribuisce in 45 paesi abbigliamento da donna, uomo e bambino, ed ha la sede operativa per l’Italia nell’edificio che si trova di fronte alla stazione ferroviaria castellana, dove oggi lavorano un’ottantina di dipendenti. L’edificio, in origine un vecchio mulino poi sede del Consorzio agrario, è stato ristrutturato una ventina di anni fa dall’architetto Francesco Coppola, che per un po’ vi portò anche la sede del suo Loop Design Center.

«Ricominciamo a lavorare con Bestseller dopo alcuni anni di stallo» ha ricordato il sindaco Fausto Tinti dopo l’incontro tenutosi nei giorni scorsi con Bjorn Iversen, amministratore delegato del gruppo Bestseller, l’assessore ai Lavori pubblici castellano Giuliano Giordani, il dirigente dell’Ufficio tecnico comunale Angelo Premi e lo stesso architetto Francesco Coppola, progettista di Bestseller Italy Spa. Il progetto di ampliamento, infatti, era già stato oggetto di una convenzione diversi anni fa, poi si era fermato tutto per motivi dovuti sopratutto alla crisi economica generale e dell’edilizia.

«Finalmente, dopo un anno e mezzo di difficoltà, vediamo la luce, c’è futuro e possiamo continuare la nostra crescita – ha aggiunto Iversen -. Ora è il momento giusto per investire, per fare nuove assunzioni: ne sono previste qualche decina in Italia, di cui una decina qui a Castel San Pietro. Oggi in Italia Bestseller conta 37 negozi monomarca, a gestione diretta, ad insegna Jack & Jones, e si prefigge l’obiettivo ambizioso, condizioni di mercato permettendo, di arrivare fino a 150. La sede di Castel San Pietro, ospita anche la direzione della società Bestseller Stores che si occupa dei negozi Jack & Jones. Quindi ci serve più spazio. E, se questa positività continuerà, potremo completare anche il gradino successivo previsto dal progetto iniziale, con lo sviluppo dell’atelier». Oltre all’investimento su Castello, l’azienda ha preso in affitto un capannone di 1000 metri quadrati a Osteria Grande da adibire a magazzino.

«Come è avvenuto anche nel caso di altri recenti insediamenti o dello sviluppo di altre attività promossi da questa Amministrazione Comunale – ha tenuto a sottolinerare Tinti -, l’ampliamento di Bestseller avviene in modo sostenibile, attraverso il recupero di un edificio abbandonato che, in quanto tale, creava problemi ai cittadini residenti negli appartamenti adiacenti. E in più i vantaggi dell’espansione di questa impresa riguardano non solo Castel San Pietro Terme, ma anche Osteria Grande, dove viene trasferita una parte dell’attività, con l’utilizzo di un capannone vuoto».

Nelle foto un rendering panoramico con i lavori previsti dalla convenzione e l”incontro per la sigla della convenzione, da sinistra il sindaco Tinti, Iversen, Coppola, Premi e Giordani.

Bestseller si ingrandisce, nuove assunzioni e più parcheggi per la stazione di Castello
Cronaca 20 Aprile 2019

A Castel San Pietro Terme sistemazione del verde e degli arredi nel giardino fra via Oberdan e viale Roma

E’ iniziata la scorsa settimana la riqualificazione del giardino posto fra via Oberdan e viale Roma. «L’intervento, della durata prevista di circa dieci giorni lavorativi, condizioni meteo permettendo, consiste principalmente nella pulizia dell’area verde da arbusti e siepi e nella messa a dimora di nuove specie arboree» dicono dal Comune. Sono previste anche una nuova cordonatura circolare delle tre aiuole, la sostituzione dei cestini, l’inserimento di un nuovo lampione e la sostituzione dei tre esistenti.

Inoltre, in vista delle celebrazioni dell’anniversario della Liberazione, sarà ripulito il monumento dedicato ai caduti. Il tutto a cura di Area Blu, la società in house pubblica che si occupa della manutenzione degli immobili pubblici anche per Castello. Nel frattempo il Servizio verde pubblico del Comune ha tolto alcuni cespugli particolarmente pregiati, che saranno curati fino a quando cresceranno nuove radici, a quel punto verranno piantati in altre aree verdi.

Per la riasfaltatura, invece, occorrerà attendere maggio inoltrato, al termine dei vari interventi previsti nelle contigue piazze Galvani e Martiri Partigiani, in accordo con le associazioni di categoria e con i commercianti della zona (l’avvio lavori è fissato per il 30 aprile).

Nella foto un addetto al lavoro nel giardino

A Castel San Pietro Terme sistemazione del verde e degli arredi nel giardino fra via Oberdan e viale Roma

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