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Cronaca 4 Dicembre 2019

Pronti a partire a Medicina i lavori per la pista ciclopedonale che collegherà il centro storico con la bus station

C’è anche Medicina fra i venti Comuni dell’Emilia Romagna (e i quattro della provincia di Bologna) che avranno la possibilità di usufruire del finanziamento che la Regione ha destinato alla riqualificazione di percorsi pedo-ciclabili già esistenti e alla realizzazione  di nuove piste ciclabili. Medicina ha ottenuto un contributo per la realizzazione della ciclopedonale lungo via Saffi, con il duplice obiettivo di «migliorare il collegamento fra il centro storico e la nuova bus station invia di completamento e favorire l’intermodalità piedi-bici-bus, per migliorare la qualità della vita» spiegano in una nota dal Comune.

Complessivamente, i lavori hanno un costo di 122 mila euro, dei quali 97.600 (ossia l’80%) verranno finanziati da viale Aldo Moro. «Il nuovo percorso ciclopedonale andrà dall’autoscuola Masi a via Fava, dove si attraverserà per raggiungere la bus station – spiega il sindaco, Matteo Montanari –. La pavimentazione verrà sistemata in porfido. Inoltre, verrà potenziata la rete di raccolta dell’acqua piovana e verranno sistemate le aiuole e gli stalli per la sosta e dell’isola ecologica per la raccolta dei rifiuti». La volontà è quella di «creare un collegamento bello e sicuro verso l’ex stazione ferroviaria – aggiunge Montanari –. Una volta terminati gli interventi di riqualificazione il flusso di persone che vi si recherà aumenterà».

L’opera «è già stata appaltata, tramite gara, alla ditta Strazzari di Poggio, e l’intervento inizierà a breve – continua il sindaco –. Poi, da capitolato, ci sono tre mesi di tempo per ultimare i lavori». Procedono, nel frattempo, i lavori di riqualificazione dell’ex stazione ferroviaria, dove troveranno casa la già citata bus station, ma anche, al primo piano dell’immobile, le associazioni cittadine Linea gialla e La strada, che si occupano di giovani e di tematiche di lor ointeresse, e le società Handmedia e Sinergo, che operano nei settori della formazione, dell’innovazione digitale e del marketing, selezionate sulla base dei progetti che hanno presentato nel settembre scorso, in risposta al bando per l’assegnazione deglispazi.  (lu.ba.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 28 novembre

Nelle foto: via Saffi come si presenta oggi, il cantiere all”ex stazione dei treni

Pronti a partire a Medicina i lavori per la pista ciclopedonale che collegherà il centro storico con la bus station
Cronaca 3 Dicembre 2019

Per le Terme di Castel San Pietro fotovoltaico, rinnovo ambulatori e uffici

Continua il programma di investimenti dell’Anusca per ristrutturare e riammodernare il complesso delle Terme di Castel San Pietro. L’associazione degli Ufficiali di stato civile e di anagrafe, che ha acquisito nell’agosto 2017 il pacchetto di maggioranza delle Terme, compreso l’hotel omonimo, si appresta infatti ad intraprendere il terzo pacchetto di interventi, approfittando della chiusura invernale che scatterà il 1° dicembre e si protrarrà fino alla riapertura delle attività il 24 febbraio 2020.

In sostanza, saranno rifatti gli ambulatori medici e gli uffici, quindi tutti gli ambienti di primo contatto del paziente con la struttura (l’accesso in genere avviene con una visita medica), che saranno ristrutturati, ammodernati e climatizzati. Una parte dei lavori, inoltre, riguarderà la riduzione dei costi energetici, mediante la realizzazione di un secondo tetto fotovoltaico (che si aggiunge a quello già esistente) e l’apporto di alcune migliorie ai macchinari che scaldano l’acqua e i fanghi per i trattamenti, sempre nell’ottica di ridurre i consumi.

Complessivamente, si tratta di un intervento da 1,4 milioni di euro, che ha ottenuto un contributo di 102 mila euro dalla Regione, come previsto dal bando riservato alle imprese operanti nelle attività ricettive e turistico-ricreative. (mi. ta.)

Ulteriori particolari nel numero del Sabato sera del 28 novembre

Fotografia tratta dal sito delle Terme di Castel San Pietro

Per le Terme di Castel San Pietro fotovoltaico, rinnovo ambulatori e uffici
Cronaca 2 Dicembre 2019

Stazione ecologica di Imola chiusa da domani a giovedì per lavori

E’ partito a fine ottobre e terminerà entro febbraio 2020 l’intervento di Hera, concordato insieme al Comune di Imola, per la sistemazione e manutenzione degli spazi della stazione ecologica di via Brenta, che renderà più agevole per i cittadini utilizzare questo servizio.
In questo lasso di tempo i lavori sono stati organizzati per permettere alla stazione ecologica di funzionare senza interruzioni, a parte da martedì 3 a giovedì 5 dicembre quando rimarrà chiusa al pubblico per poter effettuare in totale sicurezza alcuni lavori di posa con l’autogru.

Nella giornata di mercoledì 4 dicembre sarà quindi chiuso al pubblico anche lo sportello tessere. Si ricorda che in caso di necessità uno sportello tessere è a disposizione anche al 1° piano del Borghetto (Mercato Coperto), in viale Rivalta, con apertura al pubblico il giovedì dalle 9 alle 12.
Appositi cartelli informativi sono stati posizionati alla stazione ecologica per informare gli utenti. (r.cr.)

Fotografia di Marco Isola/Isolapress

Stazione ecologica di Imola chiusa da domani a giovedì per lavori
Cronaca 29 Novembre 2019

Lavori attorno a palazzo Alidosi e in arrivo un nuovo cannone

Lavori imminenti attorno a palazzo Alidosi e all’area feste retrostante. Nel dettaglio, si interverrà sulla recinzione, sul fondo delle strade pertinenziali a lato del palazzo, sulla piazzetta a lato dell’aereo, sugli armadi degli impianti a servizio delle feste e sui giardini. Complessivamente, dal 2016, anno dell’insediamento dell’attuale Giunta, attorno a palazzo Alidosi gli interventi di riqualificazione sono stati cinque, ossia l’ex Buca (oggi nuova sede Auser), il tetto del torrione nord, le murature dei giardini e i marciapiedi, la pavimentazione nell’area feste e, infine, le pertinenze e gli accessi al retro del palazzo. «Complessivamente, si tratta di interventi per circa 50 mila euro, finanziati dalla Regione e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola» dice il sindaco, Alberto Baldazzi.

Ma per Castel del Rio c’è un’altra novità. «E’ appena arrivata conferma che il Comando logistico dell’esercito italiano ci ha ceduto gratuitamente un pezzo forte della storia dell’artiglieria della Seconda guerra mondiale, tra l’altro usato sulla Linea Gotica e nella valle del Santerno – dice orgoglioso Baldazzi -. Si tratta del cannone 140 mm BL 5.5 di produzione inglese, che alloggeremo nell’area oggetto di questo intervento attorno al palazzo Alidosi». (r.cr.)

Nella foto: palazzo Alidosi

Lavori attorno a palazzo Alidosi e in arrivo un nuovo cannone
Cronaca 27 Novembre 2019

Oggi pomeriggio l'orologio del comune di Imola ha ricominciato a funzionare

Il tempo a Imola ha ricominciato a scorrere. Una battuta per dire che alle ore 14.52 l’orologio da torre del palazzo comunale ha ripreso a funzionare. L’intervento di ripristino e riattivazione è cominciato ieri mattina. Per completarlo è occorsa una mezza giornata in più rispetto al previsto (il completamento era stato annunciato per ieri sera).

Un evento molto atteso dai cittadini, dato che l’orologio è uno dei simboli del centro storico imolese e vederlo immobile non sembrava di buon auspicio. Meccanismi e lancette erano bloccati dalla primavera del 2017, quando vennero fermati per proteggerli ed evitare danneggiamenti in occasione dei lavori di consolidamento dei voltoni che sorreggono la torre comunale.

Un anno fa, concluso il cantiere, le verifiche eseguite dalla società incaricata dal Comune, la Roberto Trebino Snc, una delle pochissime esperte del settore a livello internazionale, erano emerse delle problematiche tecniche relative ai meccanismi, datati 1838, che muovono gli ingranaggi dei quadranti. La Giunta Sangiorgi stanzò 11.475 euro per ripararli. I tempi, però, si sono allungati e solo il 28 ottobre di quest”anno la società genovese è potuta intervenire per smontare le lancette e misurati i meccanismi ricevitori interni di ogni quadrante, che sono stati sostituiti e tra ieri e oggi rimessi in funzione.

Foto Isolapress

Oggi pomeriggio l'orologio del comune di Imola ha ricominciato a funzionare
Cronaca 25 Novembre 2019

Domani l'orologio del comune tornerà a scandire il tempo (salvo imprevisti). Modifiche alla viabilità per i lavori

Domani sera dovrebbe ricominciare a funzionare l’orologio del palazzo comunale. Lo rende noto il Comune che precisa che l’intervento di ripristino si prevede “che possa durare per l’intera giornata. Poi, salvo imprevisti sempre ipotizzabili, vista la complessità ed articolazione dell’intervento, l’orologio del municipio tornerà a scandire il tempo”.

La ditta Roberto Trebino snc di Uscio (Genova) in mattinata comincerà a riassemblare l’orologio poi riattiverà il meccanismo dopo lo smontaggio delle lancette esterne e la verifica dei ricevitori interni di ogni quadrante, effettuati il 28 ottobre scorso. Per il tempo strettamente necessario all’esecuzione dei lavori, tra le ore 8.30 e le 17, è prevista la chiusura al traffico veicolare dell’aera sottostante la torre dell’orologio (nel dettaglio, la via Appia da via San Pier Grisologo alla via Emilia, e quest’ultima fino a piazza Matteotti e tra via XX Settembre e via Mazzini e fino a piazza Gramsci, in quest’ultima zona sarà vietato anche il transito pedonale). 

L’orologio è fermo dalla primavera del 2017 , quando il meccanismo venne scollegato e messo in sicurezza in concomitanza dei lavori di consolidamento dei voltoni del palazzo municipale, sovrastanti via Emilia e via Mazzini. A fine novembre dello scorso anno, a cantiere concluso, dalle verifiche eseguite dalla società incaricata dal Comune, la Trebino emersero delle problematiche tecniche relative ai meccanismi, datati 1838, che muovono gli ingranaggi dei quadranti.

L’azienda aveva proposto di inserire un nuovo sistema di movimentazione elettrica, perché gli ingranaggi non erano più idonei. La Trebino, una delle pochissime, se non l’unica, società italiana specializzata nella fabbricazione e manutenzione di orologi da torre, presentò un preventivo e la Giunta Sangiorgi stanzò 11.475 euro per riparare l’orologio (nel 2002 sempre la Trebino era intervenuta sostituendo il motore elettromeccanico con un motore elettronico automatico).

Poi i tempi si sono allungati e l’orologio, simbolo del centro cittadino, è rimasto fermo per mesi. (r.cr.)

Nella foto l”orologio oggi in attesa del ritorno delle lancette (Isolapress)

Domani l'orologio del comune tornerà a scandire il tempo (salvo imprevisti). Modifiche alla viabilità per i lavori
Sport 14 Novembre 2019

Lavori al Galli: è ufficiale, i soldi per le torri-faro arriveranno. Al più presto il bando di gara

Determina dirigenziale: ecco le due parole alle quali, in questo momento, è ferma la questione della installazione delle nuovi torri-faro al Galli. Una questione che si trascina ormai da tempo, per la quale fare il riassunto degli step precedenti diventa stucchevole oltre che ripetitivo, per cui meglio partire dall’ultima puntata, quella della Commissione Consiliare del 19 settembre nella quale la ex sindaca Manuela Sangiorgi riunì tutte le parti in causa per fare il punto della situazione con il risultato che fu quello di attendere il via libera del credito sportivo che doveva erogare il mutuo da 860 mila euro necessari all’installazione delle nuove torri.

L’aggiornamento è quello legato all’ufficialità dell’erogazione del finanziamento necessario (mutuo a 15 anni con tasso zero) che dovrà servire ad Area Blu per pagare il tutto, tenendo conto però che il passo necessario affinché la società del general manager Carmelo Bonaccorso si metta in moto con il necessario bando di gara, è che arrivi la determina dirigenziale da parte del Comune di Imola, ovvero un atto che può essere firmato anche dal segretario comunale indipendentemente da chi dirigerà le operazione sotto l’Orologio. «Con i soldi pronti sul tavolo non esito a dire che saremmo pronti ad andare in gara già domani»: le parole pronunciate dall’architetto di Area Blu Andrea Dal Fiume in quel 19 settembre in Commissione riecheggiano ora forti e chiare nella testa di chi attende che, una volta arrivata la determina dirigenziale, la «macchina» di Area Blu si metta in moto con il bando, evitando di perdere altro tempo prezioso, visto che il 24 giugno 2020, se l’Imolese avrà mantenuto la serie C sul campo, gli ispettori di Lega Pro verranno a controllare il «Galli» che, se non sarà a posto con le torri faro, non riceverà l’omologazione per il professionismo. Con la conseguenza che l’Imolese fallirebbe e che dal «Bacchilega» partirebbero fulmini in carta bollata in tutte le direzioni, ovvero sia verso chi non ha rispettato impegni scritti, sia verso chi ha temporeggiato più o meno colpevolmente. (an.mir.)

Lavori al Galli: è ufficiale, i soldi per le torri-faro arriveranno. Al più presto il bando di gara
Cronaca 15 Ottobre 2019

Via ai lavori per riaprire il ponte di via Mingardona a Castel San Pietro

L’attesa sembra finalmente finita. A breve, condizioni meteo permettendo, partiranno i lavori che consentiranno finalmente di riaprire il ponte sul Sillaro di via Mingardona, al confine tra Castel San Pietro e Monterenzio, all’altezza della frazione di San Clemente.
«A  realizzarli sarà la ditta Edilbenincasa Srl di Corigliano Calabro, in provincia di Cosenza, che ha vinto la procedura negoziata per l’affidamento dell’appalto – aggiorna l’assessore castellano ai Lavori pubblici, Giuliano Giordani –. L’intervento dovrebbe iniziare nel giro di un mese».

Tanto per rinfrescare la memoria, il ponte è chiuso al transito dal 2018, dopo che le piene occorse tra febbraio e marzo di quell’anno l’avevano seriamente danneggiato. Il manufatto, realizzato nel 1957 dalla Bonifica Renana, è costituito da cinque campate con un interasse di 15 metri.
Nel 1994 era già stato oggetto di manutenzione a causa del crollo del muro a monte della spalla, lato San Clemente.
Ora il progetto redatto dalla società piacentina Geo&Domus Infrastrutture Srl prevede una serie di interventi, in particolare dal lato della frazione di San Clemente, tra cui la ricostruzione del muro d’ala di valle della spalla, la realizzazione di muro in gabbioni formati da reti metalliche e il ripristino della viabilità d’accesso, che comprende il rifacimento della strada e l’installazione di un breve tratto di guardrail metallici. Inoltre, per consentire l’intervento, l’alveo del Sillaro verrà deviato sotto la seconda campata per indurre il passaggio della corrente sotto le campate centrali.

Complessivamente, l’intervento ha un costo di 240 mila euro ed è stato interamente finanziato dalla Regione Emilia Romagna. (gi. gi.)

Altri particolari sul numero del Sabato sera del 10 ottobre

Fotografia tratta dai documenti tecnici del Comune di Castel San Pietrp

Via ai lavori per riaprire il ponte di via Mingardona a Castel San Pietro
Cronaca 4 Ottobre 2019

Sottopasso della ferrovia a 3 corsie messo alla prova, al mattino meno fila ma alla sera…

E’ stata la prima opera pubblica targata 5Stelle e firmata dall’ex assessore Massimiliano Minorchio che, però, si è dimesso prima di vederla ultimata. Si tratta dell’intervento con cui sono state ridisegnate le corsie dell’asse attrezzato nel tratto che passa sotto il ponte della ferrovia, un imbuto dove in passato, la mattina in orario di punta, si formavano lunghe code che potevano arrivare anche all’altezza dello svincolo per la via Emilia, come dimostra la foto pubblicata qui sotto. Dal 26 agosto Area Blu è intervenuta per ricavare tre corsie là dove in precedenza ce n’erano due, spostando le righe di mezzeria, aggiungendo il cordolo e una striscia di asfalto sul lato che dà verso il Centro Leonardo. La spesa per i lavori è stata di circa 57 mila euro.

Lo stesso assessore Minorchio aveva detto lo scorso aprile: «Prima di intervenire sul ponte ferroviario per allargare il sottopasso, cosa che avrebbe costi e tempistiche ben diverse, preferiamo procedere con questa soluzione, sperimentale e transitoria, che speriamo basti a risolvere il problema». Tanta resa e poca spesa, insomma. La soluzione è effettivamente servita a risolvere il problema? Abbiamo voluto vederlo coni nostri occhi, andando sul posto e percorrendo l’asse attrezzato negli orari di punta sia la mattina sia nel tardo pomeriggio.

Mercoledì 25 settembre, ore 7.33, imbocchiamo l’asse attrezzato da via Salvo d’Acquisto. Per farlo ci vogliono alcuni minuti, perché la fila arriva all’altezza del campo sportivo Bacchilega. Sono i veicoli che provengono da viale D’Agostino, per i quali la realizzazione del tratto mancante della bretella agevolerebbe non poco il percorso casa-lavoro, così come per i veicoli che arrivano dal lato opposto, dalla Pedagna ovest, e che anche loro si devono immettere nella stessa rotonda. Una volta raggiunto l’asse attrezzato lo percorriamo senza problemi. Il traffico è scorrevole, in prossimità del ponte della ferrovia si fa più sostenuto. I veicoli che si immettono dalle strade laterali sulla destra non intralciano il flusso e la seconda corsia agevola i frettolosi.

L’unica perplessità riguarda i mezzi pesanti. La larghezza delle corsie (3 metri) è regolamentare, ma lungo il percorso abbiamo davanti un camion che occupa l’intera carreggiata e che azzarda un sorpasso. Se due mezzi pesanti si trovassero affiancati, rischierebbero di invadere la corsia opposta e, in quel caso, preferiremmo non trovarci nei paraggi. Comunque, in assenza di fila, rispettando il limite di velocità dei 60 chilometri orari, impieghiamo tre minuti per percorrere tutto l’asse attrezzato, da via Salvo d’Acquisto fino alla rotonda Maestri del lavoro (quella della Comet per intenderci).

Sempre mercoledì 25 settembre, ore 18.09, imbocchiamo via della Cooperazione dalla rotonda di via Primo Maggio come tanti altri imolesi al ritorno da una giornata di lavoro. Rispetto alla mattina lo scenario, però, è totalmente diverso. La fila delle auto che devono imboccare l’asse attrezzato arriva a più di un chilometro di distanza, fino all’altezza della vecchia sede della Bargam. Per arrivare all’altezza della centrale Hera servono diversi minuti, perché i veicoli, incolonnati, procedono a passo d’uomo. La fila ininterrotta costringe chi deve svoltare in via Casalegno ad affidarsi al buon cuore altrui per ridurre i tempi di attesa in mezzo alla strada, con la freccia sinistra lampeggiante.

Conclusione: la modifica della viabilità ha sì migliorato la percorrenza nelle ore di punta mattutine, ma ha semplicemente spostato il problema al tardo pomeriggio. E’ vero  che chi rientra da una giornata di lavoro non ha l’assillo del cartellino da timbrare, ma l’intervento così come è stato pensato ci sembra una soluzione a metà. Ora che tipo di intervento verrà messo in campo per risolvere il nuovo problema? (lo.mi.)

Nel «sabato sera» del 3 ottobre troverete l”articolo completo

Sottopasso della ferrovia a 3 corsie messo alla prova, al mattino meno fila ma alla sera…
Sport 26 Settembre 2019

Lavori al Romeo Galli, dopo l’ok della Sovrintendenza è corsa contro il tempo per finire le torri faro entro giugno

Finalmente mercoledì 18 settembre la Sovrintendenza ha dato l’ok sull’intero progetto di riqualificazione ed adeguamento dello stadio Romeo Galli, comprendente quindi l’installazione delle torri faro da 1.200 lux, per un costo di 860mila euro di quadro economico, ed alcuni interventi strutturali tra cui spogliatoi, sala stampa e spazi sotto la tribuna centrale. Un progetto complessivo, quindi, valutabile in circa 2 milioni di euro, ma scorporato sotto l’impulso dell’Amministrazione comunale per velocizzare i tempi di realizzazione. «Il solo progetto sulle torri faro è ai dettagli – ha fatto sapere in sede di Commissione consiliare il direttore generale di Area Blu, Carmelo Bonaccorso -. Sulla parte restante, invece, non siamo ancora all’ultimo step». Pronta la puntualizzazione dell’architetto di Area Blu, Andrea Dal Fiume, firmatario dei vari progetti. «Ora serve l’approvazione dell’Amministrazione comunale. Solo dopo inseriremo il progetto sul portale del Coni per la concessione del mutuo da parte del Credito Sportivo pari all’intero importo necessario, che dovrebbe arrivare in poche settimane».

In pratica, il Comune di Imola si vedrebbe (il condizionale è d’obbligo) anticipare la cifra, salvo ovviamente restituirla in rate annuali prive di interessi. Il discorso, però, si complica quando si tocca il tema, tanto a cuore all’Imolese, dei tempi di realizzazione. «Dall’ok sul finanziamento – ha precisato Bonaccorso – fino alla fine dei lavori che, salvo imprevisti, non dovrebbero durare meno di 5 mesi, dovrebbe passare circa un anno». Certamente troppo per l’Imolese. «In questo modo la società fallirebbe – ha confermato la proprietaria Fiorella Poggi, presente anche lei in Commissione -, perché se non dovessero essere pronte tra il 20 ed il 24 giugno, non potremmo iscriverci alla prossima serie C».

Il colpo di scena, però, è arrivato direttamente dalla sindaca Manuela Sangiorgi: «I soldi ci sono e riusciremo a completare tutto in tempo. Un anno fa ho preso un impegno con l’Imolese e intendo rispettarlo». Alla fine dei giochi, quindi, sarà una vera e propria corsa contro il tempo. «Il sì della Sovrintendenza è un passo avanti importante – ha concluso la Poggi -, ma vedremo cosa succederà nei prossimi mesi». (d.b.)

L”articolo completo su «sabato sera» del 26 settembre.

Nella foto: lo stadio Romeo Galli

Lavori al Romeo Galli, dopo l’ok della Sovrintendenza è corsa contro il tempo per finire le torri faro entro giugno

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