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Cronaca 24 Novembre 2021

Libera Terra e i vent’anni d’impegno cooperativo nel riuso sociale dei beni confiscati

Il 22 novembre 2001, a seguito di un accordo tra la Prefettura di Palermo e l’associazione Libera, nasceva nell’Alto Belice Corleonese la cooperativa sociale Placido Rizzotto e con essa il progetto Libera Terra. Progetto che ha visto a supporto un importante apporto del movimento cooperativo, in un primo momento bolognese, poi rapidamente allargato a tutto il territorio nazionale. Si tratta di un anniversario che cade a 25 anni dall’emanazione della legge 109/96, che ha permesso il riutilizzo per finalità sociali dei beni confiscati. 

Il movimento cooperativo ha promosso e supportato dall’inizio il cammino della Legge, anche attraverso la costituzione 15 anni fa di «Cooperare con Libera Terra – Agenzia per lo sviluppo cooperativo e la legalità», che accompagna, in collaborazione con Libera, lo sviluppo imprenditoriale delle cooperative che realizzano il riuso sociale dei patrimoni confiscati. Partendo da queste ricorrenze, sabato 20 novembre a Palermo, Cooperare con Libera Terra ha organizzato l’evento «Dalla Legge 109 al riuso sociale dei beni confiscati» per raccontare esperienze e per raccogliere le sfide che aspettano nei prossimi anni il percorso concreto di attuazione della Legge. L’evento ha visto ospiti di primo piano come Don Luigi Ciotti, presidente di Libera, Antonio Balsamo, già consigliere giuridico dell’Italia all’Onu e da pochi mesi presidente del Tribunale di Palermo, Bruno Corda, direttore dell’Agenzia nazionale beni sequestrati e confiscati, i cooperatori e le cooperatrici di Libera Terra e di altre realtà che lavorano su beni o in aziende confiscati.

«In nostro impegno  deve essere finalizzato a far si che queste esperienze non rimangano degli episodi, seppur di valore e numerosi, ma diventino normalità: il modo per riportare all’economia civile ciò che è stato maltolto – ha sottolineato Rita Ghedini, presidente di Cooperare con Libera Terra – Molti cooperatori, tra cui Adriano Turrini che ci ha lasciato prematuramente due mesi fa, hanno donato tempo, intelligenza, capacità di pensare e fare concretamente per far evolvere positivamente questo ambizioso progetto, che oggi ha varie sfide davanti a sé. È importante guardare al riuso come un’economia riparativa, che non consuma ma rigenera. Il tema degli strumenti necessari non riguarda solo i beni confiscati, ma è un tema economico e politico di carattere generale, quindi, occorre che la generalità della discussione valuti cosa è necessario introdurre, in termini di risorse e strumenti, per fondare la nostra economia e il nostro modello sociale sulla cura dei beni, dei territori e delle persone. Abbiamo di fronte una fase in cui sono state destinate risorse straordinarie allo sviluppo; auspichiamo che ciò che abbiamo imparato dal riuso sociale dei beni confiscati possa essere paradigma per impostare un modello di economia rigenerativa, collaborativa, inclusiva, che tenga al centro il rispetto delle persone, dei beni comuni, dell’ambiente. Risorse anche come competenze: su questo Cooperare con Libera Terra ha cercato di lavorare in questi anni verso le cooperative. Facciamolo anche con le istituzioni in favore della comunità complessivamente intesa in un clima di reciproca fiducia. È giunto il momento di “fare insieme”».

Per rivedere l’evento su YouTube o Facebook.

Libera Terra e i vent’anni d’impegno cooperativo nel riuso sociale dei beni confiscati
Cronaca 21 Maggio 2021

A Bologna il primo «Festival dei beni confiscati alle mafie» di Libera

Da oggi al 23 maggio Villa Celestina (via Boccaccio, 1), primo bene confiscato ad essere riutilizzato a fini sociali nel comune di Bologna, ospiterà la prima edizione del Festival, che verrà trasmesso anche online. Tre giorni e sei iniziative, in diretta online e in presenza organizzate dal coordinamento provinciale di Libera.

La prima edizione del Festival prende il via in un anno significativo: 25 anni fa veniva approvata la legge che ha permesso il riutilizzo pubblico e sociale dei beni confiscati: la legge 109/96, che ha fatto in modo che i beni non tornassero nelle mani delle mafie, ma venissero riutilizzati dalla collettività, dalla comunità, dalle istituzioni. Durante le sei iniziative del Festival, insieme a relatori e relatrici esperti del tema o protagonisti in prima persona del riutilizzo sociale, Libera Bologna approfondirà la situazione dei beni confiscati nel bolognese, il ruolo delle aziende sequestrate, l’impatto mafioso sull’ambiente, con un caso legato al maxiprocesso Aemilia, e le esperienze virtuose di beni confiscati che, a livello locale e nazionale, si sono riadattati durante la pandemia di Covid, facendo emergere con ancora più forza il ruolo di questi spazi come spazi di giustizia sociale. Non solo, una biciclettata attraverserà la città per raggiungere i 9 beni confiscati – tra garage e appartamenti – nel Comune di Bologna e raccontare la situazione della provincia, dove in tutto ci sono 25 beni confiscati: tracce che raccontano la presenza mafiosa in città.

Nei giorni del Festival Villa Celestina rientra anche in Diverdeinverde: il giardino sarà aperto oggi dalle ore 15 alle ore 19, sabato 22 maggio dalle ore 10 alle ore 19, domenica 23 maggio dalle ore 10 alle ore 13. Per partecipare in presenza è necessario prenotarsi, iscrivendosi a questo link. In contemporanea le iniziative verranno trasmesse in diretta sulla pagina Facebook di Libera Bologna.

IL PROGRAMMA COMPLETO

 

A Bologna il primo «Festival dei beni confiscati alle mafie» di Libera
Cronaca 31 Marzo 2021

Rita Ghedini confermata alla presidenza di Cooperare con Libera Terra

«La cooperazione rinnova l’impegno sul riuso sociale dei beni confiscati in un momento di grande allarme per quanto riguarda la crescita delle mafie a causa della pandemia in corso, come sottolineano la Direzione investigativa antimafia, Libera, il movimento antimafia e molte associazioni di categoria». Rita Ghedini, rieletta presidente di “Cooperare con Libera Terra – Agenzia per lo sviluppo cooperativo e la legalità”, commenta così la conferma alla guida dell’associazione impegnata nello sviluppo delle realtà cooperative impegnate nel riuso sociale dei beni confiscati alle mafie.

«E’ un anno importante: il 7 marzo abbiamo celebrato i 25 anni della Legge Libera che permette il riuso sociale dei beni confiscati, il 27 maggio l’agenzia compirà 15 anni e il 22 novembre la Placido Rizzotto, prima cooperativa Libera Terra nata, celebrerà i suoi primi 20 anni di attività – continua -. Il nostro impegno per un modello economico e sociale alternativo a quello dello sfruttamento mafioso non si ferma, come conferma l’impegno dei nostri soci nonostante le grandi difficoltà dovuto al perdurare della crisi economica innestata dalla pandemia. La cooperazione, che per sua natura produce valore per condividerlo, si conferma il modello più idoneo per consentire riuso sociale di tali beni pubblici».

In occasione dell’approvazione del bilancio 2020 dell’associazione, l’assemblea ha nominato come consiglieri d’amministrazione per il triennio 2021/2023, oltre alla presidente Rita Ghedini, Carlo Barbieri, Marta Battioni, Alessandro Beretta, Walter Dondi, Ethel Frasinetti, Gianluigi Granero, Pasquale Ferrante ed Enrico Quarello in rappresentanza delle varie aree e realtà della cooperazione che sostengono il progetto.Oltre alla cooperativa Bacchilega (editore di «sabato sera») sono soci di Cooperare con Libera Terra anche le imolesi coop. Aurora Seconda, Asscoper, Cims, Legacoop Imola e altre realtà che operano nel territorio imolese come Unipol, Coop Alleanza 3.0, Coop Reno, Camst, Conad, Assicoop e altre ancora. (r.cr.)

Su «sabato sera» del 18 marzo lo «speciale» legalità in occasione della Giornata nazionale in ricordo delle vittime di mafia del 21 marzo scorso. UN PICCOLO ESTRATTO

Nella foto: Rita Ghedini insieme a don Luigi Ciotti

Rita Ghedini confermata alla presidenza di Cooperare con Libera Terra
Economia 23 Settembre 2020

Assemblea Cooperare con Libera Terra, Romano Prodi e Don Luigi Ciotti parlano di economia e bene comune

Durante l’assemblea di «Cooperare con Libera Terra – Agenzia per lo sviluppo cooperativo e la legalità», che ha visto la presenza di Don Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera, e Romano Prodi, è stata presentata l’indagine di Nomisma sul marchio Libera Terra.

Attraverso quasi 3.000 interviste, vengono tratteggiati dal prestigioso istituto bolognese la percezione del brand e un identikit del consumatore dei prodotti Libera Terra. Il primo elemento positivo, considerando il giro d’affari limitato (intorno ai 7 milioni di euro) rispetto a quello delle grandi marche, è che il marchio è conosciuto dal 26% degli intervistati. Le principali associazioni di idee tra chi conosce il marchio sono da un lato l’impegno nel recupero dei terreni confiscati alle mafie, dall’altro elementi qualitativi: biologico, bontà e qualità del prodotto, fiducia nei controlli. Queste rilevazioni sono confermate dalla rilevazione sulla qualità percepita dei prodotti che risulta nell’84% dei casi molto o estremamente elevata. Risultano più rilevanti nella propensione d’acquisto gli aspetti della qualità, del benessere, dell’attenzione all’ambiente e dell’impegno sociale rispetto al prezzo.

Il consumatore tipo vive prevalentemente nel Nord Italia (12,1% vs 8,0% Centro e 9,7% Mezzogiorno), ha più di 45 anni, un elevato titolo di studio (15,3% dei laureati vs. 7,3% al massimo diplomati) e buone disponibilità economiche (16,2% delle famiglie con un reddito netto mensile superiore ai 2.400 €, vs. 8,1% con un reddito mensile inferiore). Frequenta maggiormente piccoli negozi specializzati e supermercati, dove si reca più volte a settimana, rispetto a discount e ipermercati. «Gli sforzi fatti in questi anni dai protagonisti del progetto Libera Terra, cooperative e consorzio, e, contestualmente, dai soci dell’agenzia nel supportare il progetto Libera Terra hanno dato buoni frutti – commenta Rita Ghedini, presidente di Cooperare con Libera Terra -. Essere riconosciuti dai consumatori per un alto livello qualitativo, partendo dalla distintività sociale propria di questo progetto è quello che, col supporto dell’Agenzia, si proponeva nel medio-lungo periodo il sistema Libera Terra col piano strategico elaborato nel 2011. Il percorso intrapreso è quello giusto, ma ora dobbiamo lavorare, anche col supporto dell’Agenzia per rafforzare la conoscenza dei prodotti, come strumento concreto per la condivisione della lotta contro le mafie, la capacità e la struttura distributiva. Abbiamo di fronte un orizzonte straordinario di cambiamento dovuto alla crisi economica in corso: abbiamo la necessità di essere promotori, seppure nel piccolo, di modi diversi di produrre e percorsi che aiutino ad avere consumatori più consapevoli, attenti alla sostenibilità economica, sociale e ambientale».

Durante l’assemblea di Cooperare con Libera Terra, il Presidente Romano Prodi ha rimarcato come una serie di problemi economici e sociale fossero presenti già prima della pandemia e come le risorse a disposizione debbano essere utilizzate per uno sviluppo equo e sostenibile, sostenendo le piccole imprese e i sistemi territoriali integrati, che favoriscono la coesione e la distribuzione del lavoro e del reddito. 
Don Luigi Ciotti ha sottolineato come le ingiustizie e le disuguaglianze siano terreno fertile per le mafie, capaci in questa fase di investire ingenti capitali illeciti, comprando il consenso in maniera subdola. Il presidente di Libera ha puntualizzato come stiano esplodendo situazioni su cui non si può essere superficiali: «Il bene non può essere che comune, dev’essere collettivo, plurale e inclusivo: non può ammettere esclusioni e disuguaglianze. L’economia, senza l’etica, finisce per divorare sé stessa: non è più economia, è un’altra cosa». Sulla giornata, la presidente di Cooperare con Libera Terra, Rita Ghedini, sottolinea come «gli stimoli di Don Luigi Ciotti e Romano Prodi per un futuro buono, pulito e giusto siano il sale del progetto Libera Terra e, più in generale, della cooperazione. Dobbiamo fare tesoro di queste parole per costruire, dalle macerie delle crisi, un nuovo paradigma economico più equo per tutti».

Nella foto (di Paolo Righi): da sinistra: Romano Prodi, Rita Ghedini e Don Luigi Ciotti

Assemblea Cooperare con Libera Terra, Romano Prodi e Don Luigi Ciotti parlano di economia e bene comune

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