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Cronaca 26 Aprile 2020

Dalla maratona on line app utili contro il virus, l’idea della studentessa imolese Matilde Padovano

Per non stare con le mani in mano in questo periodo di confinamento forzato certamente difficile, ognuno fa quello che sa fare. Dal lockdown (confinamento, in inglese) britannico, l’imolese Matilde Padovano ha organizzato un hackathon per essere utile su più fronti per l’emergenza sanitaria in corso in Italia. L’emergenza è scoppiata anche in Gran Bretagna, dove la giovane frequenta il terzo anno di Informatica all’Università di Cambridge, ma per vicinanza con la madre patria, pur da lontano, l’imolese ha scelto di destinare la raccolta fondi dell’evento alla Regione Lombardia più duramente colpita. All’evento, in italiano, hanno partecipato duecento persone da tutto il mondo, divise in trenta team, tante quante sono le proposte ricevute dall’organizzatrice, che ha condiviso l’evento ma anche interviste e approfondimenti attraverso la piattaforma LeadTheFuture di cui è fondatrice.

Ma che cos’è un hackathon?

«Formalmente e letteralmente – spiega la Padovano – si tratta di una maratona per sviluppatori e programmatori informatici. La consegna dell’evento, che ho chiamato HackAtHome e che si è svolto su due giorni e due notti, prevedeva la realizzazione di un’app, software, gioco, piattaforma o altra proposta digitale utile ai tempi del Coronavirus». (mi.mo.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 16 aprile.

Nella foto: Matilde Padovano

Dalla maratona on line app utili contro il virus, l’idea della studentessa imolese Matilde Padovano
Cronaca 16 Agosto 2019

LTF, una comunità digitale come guida per il futuro

Fare da guida per il futuro. Questo significa letteralmente, tradotto dall’inglese, “Lead the Future”, una fra le prime (se non addirittura la primissima) associazione non profit che aiuta le giovani menti italiane in ambito Stem (scientifico, tecnologico,ingegneristico e matematico) a sviluppare il proprio potenziale.
Un obiettivo che Ltf persegue attraverso la creazione di una comunità digitale (www.leadthefuture.tech) per mettere in contatto, in maniera gratuita, gli studenti con figure professionali leader nel loro settore, che potranno fungere da mentori per l’orientamento accademico e lavorativo dei giovani.

Una realtà che non solo è made in Italy, ma è ideata da tre giovani imolesi impegnati a vario titolo e con differenti successi nel mondo dell’informatica, di cui “Sabato sera” ha già scritto raccontando le loro storie da Imola nel mondo: si tratta di Matilde Padovano, studentessa di Computer science all’università di Cambridge, già tirocinante per Ibm e Google; Emanuele Rossi, un master in Machine learning a Cambridge e già tirocinante per Google e G-Research, ora lavora per il noto social network Twitter; Francesco Capponi, software engineer a San Francisco per LinkedIn.

«L’associazione è nata dalla nostra esperienza come studenti – racconta Padovano -. Abbiamo capito quanto fosse importante avere una community attorno durante gli anni alle superiori. Di fatto Ltf è la continuazione dei corsi dedicati alle Olimpiadi di Matematica ed Informatica che organizzavamo di nostra iniziativa per allenarci a competere. Quando si fa parte di un team di studenti motivati e con interessi comuni, tutti traggono beneficio reciproco e questo facilita anche il raggiungimento degli obiettivi personali». (mi. mo.)

L’intervista completa su “Sabato sera” dell’8 agosto

LTF, una comunità digitale come guida per il futuro

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