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Economia 12 Maggio 2022

Eco packaging, dal Mise 1,8 milioni per il progetto di Aetna Group (Castel San Pietro)

Aetna Group, che produce e commercializza macchine per il packaging di fine linea, con quartier generale all’ex Malaguti a Castel San Pietro, realizzerà una nuova generazione di macchinari e servizi digitali, basati su nuovi materiali riciclati/riciclabili e sostenibili, destinati a diversi ambiti applicativi come alimentare e farmaceutico.

A dare corpo al progetto di ricerca e sviluppo Future@Packaging, proposto dalla stessa azienda, sarà il ministero dello Sviluppo economico, che ieri ha approvato un accordo per l’innovazione che comporterà un investimento complessivo di 9,2 milioni di euro. Grazie a un contributo di 1,8 milioni concesso dal Mise, è stato annunciato un incremento di circa 100 nuovi posti di lavoro tra dipendenti, tecnici e consulenti negli stabilimenti di Castel Pietro e Valsamoggia (Bologna) e in quelli di Verucchio e San Leo (Rimini).

«Il packaging è un settore industriale in cui la filiera italiana riveste un ruolo chiave nella sfida della transizione verso un’economia circolare – ha dichiarato il ministro Giancarlo Giorgetti -. Il Mise sostiene gli investimenti in innovazione orientati a integrare l’utilizzo di macchinari 4.0 con le competenze presenti sul territorio, al fine di sviluppare e realizzare nuovi sistemi produttivi in un’ottica di maggiore sostenibilità ambientale». (lo.mi.)

Nella foto: il quartier generale di Aetna Group a Castel San Pietro 

Eco packaging, dal Mise 1,8 milioni per il progetto di Aetna Group (Castel San Pietro)
Economia 25 Marzo 2021

Bio-on azienda «di interesse nazionale», la risposta del ministero dello Sviluppo economico

Sulla vicenda Bio-on è arrivata una prima risposta ufficiale dal ministero dello Sviluppo economico, in merito alla possibilità di convertire lo stabilimento di Castel San Pietro alla produzione di vaccini anti Covid. La viceministra al Mise, Alessandra Todde, ha infatti risposto all’interrogazione presentata il 12 marzo dal capogruppo Pd in commissione Attività produttive della Camera, Gianluca Benamati. Benamati ha formalmente chiesto «se il Governo intenda considerare Bio-on un’azienda di “interesse nazionale” per la produzione del vaccino e se e quali iniziative di competenza intenda porre in essere per agire con velocità e rendere al più presto l’impianto in grado di produrre vaccini contro il Covid-19».

La risposta: «Il Governo è al lavoro in tale settore, e sta altresì verificando la possibilità di agevolare la riconversione di bioreattori esistenti o l’acquisto di nuovi, assieme alle aziende che hanno manifestato la loro disponibilità al progetto di produzione dei vaccini in Italia. In tale contesto, la Bio-on rappresenta uno dei siti industriali che potrà essere valutato – come molti altri – nell’ottica della realizzazione di un polo specializzato». (lo.mi.)

Approfondimenti su «sabato sera» del 25 marzo, con un’interessante intervista al sindaco di Castel San Pietro, Fausto Tinti, intervenuto sull’argomento.  

Nella foto: lo stabilimento di Bio-on a Gaiana

Bio-on azienda «di interesse nazionale», la risposta del ministero dello Sviluppo economico
Cronaca 21 Ottobre 2019

Il progetto “Seneca' di Ima fra gli undici accordi di innovazione approvati dal Mise

C’è anche il progetto Seneca-Systems ENabling Efficient Cognitive Automation della Ima di Ozzano Emilia fra gli undici Accordi di innovazione di cui il Ministero dello sviluppo economico ha firmato i decreti autorizzativi il 15 ottobre scorso.

Il progetto si concentra sull’implementazione delle pratiche di industria 4.0 per la produzione di macchine per il confezionamento, con un investimento di quasi 7 milioni di euro, fra cui 3 milioni e 700 euro di contributo pubblico (e di questi 208.000 euro dalla Regione Emilia-Romagna).

«Solo negli ultimi due anni abbiamo messo in campo una trentina di accordi grazie alla particolare reattività del sistema regionale – commenta Palma Costi, assessore alle Attività produttive della Regione Emilia-Romagna –. Misure e interventi che si concentrano prevalentemente su infrastrutturazione e azioni dirette per le aziende e si inseriscono nella logica dell’ispessimento delle filiere e della competizione basata su ricerca, innovazione e qualità. Significative le ricadute sul territorio generate in termini di impatto economico, di sostenibilità ambientale e sociale e in modo particolare di incremento delle opportunità di occupazione qualificata».

«Questi progetti sono la conferma della dinamicità e la competitività delle nostre imprese – aggiunge Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna –. Si accompagnano alle politiche industriali che abbiamo attivato in questi anni per rendere attrattivo il nostro territorio e per guidare uno sviluppo basato su nuove tecnologie, ricerca e competenze, per generare posti di lavoro di qualità. Siamo di fronte a realtà imprenditoriali importanti che decidono di potenziare la propria presenza nella nostra regione. Aziende che proprio in Emilia-Romagna trovano le condizioni per crescere, soprattutto in settori ad alto valore aggiunto, nei quali come Regione abbiamo investito puntando su formazione, ricerca e sviluppo, oltre a una rete regionale dei Tecnopoli basata sul forte collegamento fra i nostri atenei e il mondo produttivo». (r.cr.)

Il progetto “Seneca' di Ima fra gli undici accordi di innovazione approvati dal Mise

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