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Cronaca 24 Marzo 2020

Casa Guglielmi aiuta chi assiste i malati di Montecatone a prendersi cura anche di sé

Ne ha fatta di strada Casa Guglielmi dal 2006 in avanti. La struttura d’accoglienza, che nel primo decennio del millennio è stata ampliata e completamente ristrutturata grazie all’interessamento dell’allora sindaco di Imola, Massimo Marchignoli, ha in corso tanti progetti che mirano tutti allo stesso obiettivo: aiutare le persone che si prendono cura dei loro cari ricoverati a Montecatone a prendersi cura di se stesse. Sembra un gioco di parole, che però corrisponde a una missione sociale ben precisa della struttura.
«Non siamo un albergo», ripete come un mantra la presidente della cooperativa sociale Casa Guglielmi, Claudia Gasperini, per sintetizzare il concetto.

Certo, in questo periodo anche a Montecatone ci si è dovuti adeguare alle normative dettate dall’emergenza Coronavirus. «Ci siamo immediatamente attrezzati – conferma la presidente –, chi era dentro prima dell’inizio dell’emergenza è rimasto qui e non si può muovere. Noi, ovviamente, ci siamo, seguendo scrupolosamente tutte le indicazioni: la distanza, il lavaggio frequente delle mani, la pulizia intensificata degli ambienti con prodotti adeguati». Tra l”altro dal 21 marzo, da quando è stato accertato il primo caso positivo tra i pazienti l’accesso all’Istituto di Montecatone, sia negli spazi interni sia esterni, è sospeso anche per parenti e visitatori.

Ma quello che conta è proseguire, anche in questa situazione eccezionale, l’attività di sostegno alle famiglie che già portano un peso grande. «Viviamo l’isolamento cercando di non fare sentire sole le persone. La lunga lontananza da casa, perché i ricoveri in genere durano mesi, è ancora più difficile in queste condizioni – prosegue Claudia Gasperini -. I momenti di pianto e sconforto sono all’ordine del giorno, il nostro compito è far passare vicinanza e calore umano. In questo periodo non possiamo nemmeno abbracciarli, ma accogliere un pianto, ascoltare uno sfogo è un modo per aiutare le persone a sentirsi meno sole». (mi.ta.)

Casa Guglielmi aiuta chi assiste i malati di Montecatone a prendersi cura anche di sé
Cronaca 19 Febbraio 2020

A Montecatone un percorso riabilitativo per pazienti costretti ad una immobilità prolungata

Da alcune settimane è attivo all’istituto di riabilitazione di Montecatone un ambulatorio multi-specialistico per la valutazione e il trattamento dei disturbi muscolo scheletrici secondari, rivolto a quei pazienti costretti ad un allettamento prolungato che può avere conseguenze su più apparati (locomotore, della cute, gastroenterico, cardiovascolare e cognitivo psicologico con danni sensoriali, motori e cognitivi) tali da determinare una sindrome da immobilità che, nel lungo termine, può portare alla perdita permanente di alcune abilità motorie.

Alle attività dell’ambulatorio di alta specialità concorrono congiuntamente specialisti fisiatri e ortopedici. Tutto ciò è reso possibile, all’interno di un accordo di area metropolitana, dalla collaborazione tra Montecatone e le aziende Usl di Bologna e Imola, l’Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna e le strutture del Consorzio Colibrì (Santa Viola e Villa Bellombra). «Il punto di partenza del percorso riabilitativo, in cui è necessario prevenire e contenere le alterazioni muscolo scheletriche favorendo la partecipazione e l’interazione del paziente – ha spiegato Pamela Salucci, direttore dell’Unità Operativa Gravi Cerebrolesioni Acquisite – è riconoscere i danni che si instaurano a seguito di un trauma o una malattia».

Ma è solo grazie all’alleanza tra operatori, paziente e familiari che è possibile immaginare un percorso riabilitativo efficace perché «l’adesione della famiglia al programma – ha precisato la Salucci – ha dimostrato un migliore outcome alla dimissione». In pratica viene sottoscritto il patto di cura tra le parti che sancisce un accordo di collaborazione reciproca necessaria alla creazione dell”ambiente terapeutico idoneo al percorso riabilitativo della persona ricoverata. «Le opzioni terapeutiche – ha concluso la Salucci – coprono un range di competenze specialisticihe piuttosto differenziato: la chirurgia ortopedica funzionale, eventuali approcci di neurochirurgia funzionale, la neuro-modulazione transcranica, la neurolisi chimica loco-regionale, l’impianto di infusori intratecali di farmaci ed altri ancora. Idem dicasi per le necessarie risorse diagnostiche integrative, che sono molteplici (elettromiografia, ecografia, elettroneurografia)». (da.be.)

Nella foto: l’istituto di riabilitazione di Montecatone

A Montecatone un percorso riabilitativo per pazienti costretti ad una immobilità prolungata
Cronaca 4 Febbraio 2020

Chirurgia per la mano fra Montecatone e Lugo, già trattati 14 pazienti

Tornerà ad usare la mano, dopo una caduta sul lavoro che sette mesi fa gli aveva causato la perdita della funzione degli arti e del tronco.
È quanto accaduto a un uomo di 38 anni, che lo scorso dicembre è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico di trasferimento di nervo. Obiettivo dell’équipe, intervenuta sul solo arto destro per circa due ore, era ottenere un’apertura e chiusura delle dita, utile ed efficace alla ripresa delle funzioni essenziali, che corrispondono alle attività quotidiane.

Il trentottenne è solo l’ultimo paziente in ordine di tempo che ha beneficiato della collaborazione, iniziata nel 2014 e prima in Italia, tra la Neurochirurgia dell’ospedale di Lugo e il Montecatone Rehabilitation Institute di Imola in materia di chirurgia  funzionale, il cui scopo è correggere o ripristinare una funzione motoria danneggiata o persa dopo un evento lesivo.
Da allora sono stati trattati 14 pazienti provenienti da tutta Italia (4 bilateralmente e 2 nella stessa sessione operatoria) e 17 mani. Gli interventi hanno riguardato la trasposizione del nervo per il recupero dell’estensione delle dita, della presa e dell’estensione del gomito. (r.cr.)

Ulteriori particolari nel numero del Sabato sera del 30 gennaio

Imola

Chirurgia per la mano fra Montecatone e Lugo, già trattati 14 pazienti
Cronaca 19 Gennaio 2020

Donazione e visita del Lions Club Imola alla struttura d'accoglienza Casa Guglielmi

Donazione e visita a Casa Guglielmi per una delegazione dei Lions Club Imola guidata dal presidente Alessandro Magnani. «Abbiamo coperto le spese per tavoli, tappetini, materiale di cancelleria, bollitori, centrifughe e quant”altro possa rendere più serena la permanenza in questa casa d”accoglienza che da oltre 15 anni opera per rendere più umana la sofferenza di centinaia di famiglie», ha spiegato il presidente.

Nella visita alla struttura, che ospita famiglie di degenti dell”ospedale di Montecatone obbligati a lunghi ricoveri, la delegazione è stata accolta dal vice presidente della Onlus che gestisce Casa Guglielmi, Damiano Cioni, che ha precisato: «Oltre ai familiari ospitiamo anche i pazienti, all’interno di un percorso di collaborazione con l’ospedale, quando sono prossimi alla dimissione e devono prendere confidenza con la vita di tutti i giorni, o quando proseguono la terapia in day hospital. Abbiamo quindi tutti gli ambienti perfettamente fruibili da chi si muove in carrozzella, dalle camere, alle cucine, alle sale ricreative: ovunque ampi spazi, tavoli, assi da stiro con supporti telescopici per poterli alzare o abbassare all’altezza giusta, letti, armadi, poltrone, cucine, lavatrici, tutti confacenti alle esigenze degli utenti con disabilità».

Nell”occasione erano presenti anche Antonio Zanzi, consulente della cooperativa Casa Guglielmi e la psicologa Maddalena Tarantino. «Non esistono altre strutture come questa – ha sottolineato Zanzi – Casa Guglielmi è considerata un vero e proprio laboratorio di ricerca e sviluppo continuo per queste attrezzature, le 46 stanze e tutti gli ambienti sono organizzati nel dettaglio, compreso lo studio cromatico». La psicologa ha invece aggiunto: «Abbiamo parenti di degenti che rientrano qui alla sera, dopo 10 ore di assistenza in ospedale, non di rado dobbiamo curare il tempo libero di bambini ed adolescenti, organizziamo quindi svariate attività, dai laboratori creativi e di cucina, all’attività ginnica e di stretching, così pure serate di “alleggerimento” e trattamenti di cure e benessere». (r.cr.)

Nella foto la consegna dell”assegno

Donazione e visita del Lions Club Imola alla struttura d'accoglienza Casa Guglielmi
Cronaca 10 Dicembre 2019

A Montecatone avviati allo sport (anche competitivo) oltre 2 mila pazienti

Lo sport come parte essenziale del processo riabilitativo dalla disabilità, stimolo al risveglio psicomotorio. O «carburante» per affrontare nuove, insperate, sfide proposte dalla competizione ai suoi più alti e nobili livelli, anche olimpionici.
Sono storie straordinarie quelle vissute dai pazienti del Montecatone rehabilitation institute, che dal 2003 si sono sottoposti a un’efficace metodica riabilitativa in cui la disciplina sportiva non è stata proposta come «passatempo » o come «un di più», bensì come tassello strategico dentro un più ampio mosaico terapeutico. Storie di rinascita e di nuovi obiettivi da centrare.

Negli anni, a Montecatone, dove ha sede la più grande Unità spinale d’Italia, è stata progressivamente incrementata l’offerta riabilitativa per soddisfare pazienti con differenti abilità neuromotorie nell’accostamento allo sport. E il bilancio è doppiamente importante: sia sotto il profilo quantitativo (nel 2019 è stata abbondantemente doppiata la boa del paziente numero 2.000 avviato allo sport), sia sotto il profilo qualitativo (con una decina di partecipazioni alle Paralimpiadi a far data dall’edizione 2008). Questo anche grazie alla collaborazione con il Comitato italiano paralimpico, che mette a disposizione la professionalità degli istruttori federali e l’utilizzo delle strutture d’area.

Attualmente le discipline praticate sono 13: nuoto, tennis e basket in carrozzina, tiro a segno, tiro con l’arco, tennis tavolo, scherma, golf, handbike, vela, canoa, sci, e arrampicata. Le attività connesse sono svolte in impianti sportivi per normodotati, una scelta adottata sin dal principio che ha consentito di far emergere aspetti positivi come il miglioramento dell’integrazione sociale dei pazienti.
«Perché – spiega Davide Villa, fisiatra, coordinatore Area day hospital e Ambulatori e responsabile del percorso di  Rieducazione tramite gesto sportivo – il beneficio è sia clinico sia psicologico». Ovvero, riduzione dei rischi cardiovascolari, miglioramento della capacità respiratoria, degli scambi gassosi e dell’ossigenazione del sangue, incremento di forza muscolare, delle capacità motorie e della resistenza alla fatica, ricostruzione identitaria e dei rapporti sociali, incentivo ad affrontare le proprie difficoltà e valenza  riabilitativa offerta dal puro piacere del movimento. (r.cr.)

A Montecatone avviati allo sport (anche competitivo) oltre 2 mila pazienti
Cronaca 7 Agosto 2019

Millequattrocento pazienti del 2018, Montecatone eccellenza nazionale

Circa millequattrocento pazienti assistiti nel corso dello scorso anno, sia in ricovero ordinario sia in day hospital, provenienti da tutto il territorio nazionale (il 65% da fuori Emilia-Romagna).
Numeri e percentuali riportate nel Bilancio di missione 2018 del Montecatone Rehabilitation Institute e che lo confermano come il polo riabilitativo di riferimento in Italia per Pazienti con lesione midollare o cerebrolesione acquisita.

I ricoveri in Degenza ordinaria sono stati 673 (566 con lesione midollare, 92 con grave cerebrolesione acquisita oltre a 15 ricoveri in Riabilitazione intensiva). Il 60% dei pazienti ricoverati per lesione midollare era di origine traumatica, (incidenti stradali, tuffi, cadute), il 40% restante distribuito in oncologico, degenerativo o vascolare.

La presenza di un’Area critica, esperienza unica nel panorama nazionale, permette una presa in carico riabilitativa precoce da parte di una equipe multiprofessionale e mutidisciplinare e di lavorare contemporaneamente sulla stabilizzazione del quadro clinico e sul percorso riabilitativo.
Tra i vari percorsi specialistici l’Unità assistenziale degenze specialistiche ha registrato 199 ricoveri, di cui 84 per lesioni da pressione con 51 interventi chirurgici, 14 per la Chirurgia funzionale dell’arto superiore, 25 per il percorso neuro-urologico, 22 di Bowel Management (problematiche gastrointestinali neurogene), 33 per la spasticità con 30 interventi di chirurgia per impianto/sostituzione infusore intratecale e 21 di Follow-up.

Una leadership raggiunta grazie a un meticoloso lavoro di squadra che «coinvolge governance, medici, operatori della fondazione Onlus e volontari delle associazioni – sottolinea Mario Tubertini, direttore generale del Montecatone Rehabilitation Institute –, che  quotidianamente, con professionalità e umanità mettono cuore e impegno nel loro lavoro per raggiungere quel valore in più che molti ci invidiano dando sempre più a questa struttura la fisionomia di una casa piuttosto che di un ospedale». (r.cr.)

Nella fotografia, il direttore generale Mario Tubertini

Millequattrocento pazienti del 2018, Montecatone eccellenza nazionale
Cronaca 24 Dicembre 2018

Dai «Triventini» una donazione da 1.300 euro di materiale informatico per l'ospedale di Montecatone

Quando un incontro conviviale tra amici diventa un”occasione di impegno sociale. È ciò che è successo nei giorni scorsi, grazie ai «Triventini», un gruppo di cittadini imolesi originari del paese molisano di Trivento (Campobasso) che hanno approfittato del loro ritrovo annuale per effettuare una donazione di materiale informatico all”ospedale di Montecatone. Gli oggetti donati, 1.300 euro in notebook, schede wi-fi, web cam e altro ancora, sono stati messi a disposizione della scuola e della sala informatica per pazienti e familiari dell’istituto.

Mauro Donatone, portavoce del gruppo, racconta come è nata l’iniziativa. «Dal 2015 ci troviamo tra compaesani triventini residenti a Imola. È un momento per stare insieme, per ritrovarsi e scambiare esperienze e ricordi, per riproporre tradizioni e rimarcare il nostro attaccamento alla terra di origine; il tutto intorno a un piatto tipico di carnevale, “Le Pallotte”, polpette a base di mollica di pane, formaggio e uova, cotte in un sugo di carne di maiale. L’iniziativa è nata tramite il passa parola e i social e in pochi anni siamo riusciti a riunire circa 500 triventini di diverse generazioni. Tutte queste persone ci hanno aiutato a mettere in piedi una serata unica: una serata che non significa solo festa ma anche impegno sociale. Nelle varie edizioni, infatti, abbiamo fatto in modo di poter lasciare un segno tangibile di questo evento a beneficio di realtà locali».

Per il 2018 la scelta è caduta su Montecatone e in particolare sulla «Scuola in ospedale», il progetto che permette ai giovani pazienti in età scolare la possibilità di continuare gli studi durante il lungo periodo del ricovero, senza rinunciare alla riabilitazione. L’iniziativa, che nel 2019 celebra i 15 anni di attività a Montecatone, ha accompagnato oltre 150 studenti e si avvale della collaborazione dell’Istituto Comprensivo 6 di Imola per la scuola secondaria di primo grado e dell’istituto Scappi di Castel San Pietro Terme per le scuole secondarie di secondo grado.

Alla consegna del materiale era presente la professoressa Giulia Bassi, docente dello Scappi e coordinatrice della scuola a Montecatone, che ha commentato: «Siamo grati di questa donazione che rappresenta un riconoscimento per l’attività quotidiana che facciamo con questi ragazzi. È appassionante dedicarci a questi alunni, è una sfida che personalmente accetto sempre molto volentieri».

Claudia Corsolini, coordinatrice del servizio socio educativo di Montecatone, ha infine aggiunto: «Il gesto degli amici Triventini ci parla di persone che hanno dovuto lasciare il loro paese, che a Imola hanno trovato un nuovo percorso di vita e guardano al futuro con spirito di condivisione e autentica vicinanza. Anche le persone ricoverate a Montecatone spesso arrivano da lontano, ma guardano al futuro con molti giustificati timori; questa donazione trasmette un grande segno di fiducia nella possibilità di vivere in una società accogliente ed attenta ai bisogni di tutti».

Dai «Triventini» una donazione da 1.300 euro di materiale informatico per l'ospedale di Montecatone
Cronaca 5 Dicembre 2018

Il club Clay Regazzoni di Lodi dona 7.500 euro a Casa Guglielmi, che li userà per ridurre le tariffe a chi ha più bisogno

Una donazione da 7.500 euro per Casa Guglielmi. La struttura d”accoglienza per famiglie dei pazienti di Montecatone è infatti una delle tre realtà alle quali il Club Clay Regazzoni di Lodi ha assegnato i fondi raccolti nella 25° edizione del Gran Premio della Solidarietà, che si è tenuta nei giorni scorsi a Comazzo (Lo).

Nel corso della serata, la presidente di Casa Guglielmi, Claudia Gasperini, ha ricevuto l”assegno dalle mani di Ivan Capelli, ex pilota Ferrari e ora commentatore sportivo. Erano inoltre presenti Luca Dal Monte, autore del libro «Ferrari Rex», sulla vita di Enzo Ferrari e la figlia di Clay Regazzoni, Alessia.

Per chi non lo sapesse, Clay Regazzoni, della Svizzera italiana, era un pilota automobilistico che corse diverse stagioni con la Ferrari negli anni Settanta, contribuendo a far vincere due titoli costruttori alla scuderia di Maranello e arrivando anche vicinissimo, nel 1974, al titolo piloti. Nel 1980 la sua carriera però finì a causa di un incidente che lo rese paraplegico. 

Il club che porta il suo nome fu voluto dallo stesso Clay Regazzoni, scomparso nel dicembre del 2006, allo scopo di raccogliere fondi e promuovere iniziative di sensibilizzazione a favore di realtà d”eccellenza che operano sul territorio nazionale nel campo della ricerca, assistenza e cura di persone colpite da lesioni midollari e delle loro famiglie, dunque perfettamente in linea con l”attività svolta a Montecatone dalla struttura imolese. 

«Si tratta di una collaborazione che si rafforza da ormai 7 anni – ha detto Claudia Gasperini, ringraziando il club, la famiglia Regazzoni e tutti i donatori -. I fondi raccolti saranno impiegati, come sempre, per ridurre le tariffe a favore delle famiglie più bisognose, garantendo in alcuni casi anche l”ospitalità gratuita».

Nella foto un momento della cerimonia

Il club Clay Regazzoni di Lodi dona 7.500 euro a Casa Guglielmi, che li userà per ridurre le tariffe a chi ha più bisogno
Sport 5 Ottobre 2018

Il giovane ciclista Michael Antonelli trasferito a Montecatone dopo il terribile incidente in corsa

Sono passati quasi due mesi da quel terribile 15 agosto quando il 19enne ciclista della Mastromarco Sensi Nibali Michael Antonelli è rimasto vittima di un incidente durante la gara Firenze-Viareggio, finendo in un precipizio insieme ad altri corridori. Dopo i primi giorni disperati le condizioni del corridore, che in queste settimane non è mai uscito dal coma, pur permanendo gravi, si sono stabilizzate e la speranza di tutti è che si possa un giorno risvegliare.

Ieri, giovedì 4 ottobre, concluso il suo percorso all’Ospedale Careggi di Firenze, il giovane atleta sammarinese, grazie all’ausilio di un’ambulanza speciale, è stato trasferito presso l’Istituto di Montecatone, così come confermato dalla stessa struttura sanitaria imolese (che non ha diramato nessun bollettino medico o prognosi) e, in una nota sul proprio sito, anche dalla sua squadra. «A nome della famiglia di Michael e della nostra squadra ringraziamo ufficialmente tutto lo staff medico e sanitario dell’Ospedale Careggi che in queste settimane si è adoperato dando il massimo – spiega il direttore sportivo della Mastromarco Sensi Nibali Gabriele Balducci sulla pagina Fb ufficiale della società -. Ora Michael, che in tutti questi giorni ha dimostrato di avere la forza di un leone, è chiamato a continuare la lotta per il suo risveglio e l’Istituto di Montecatone è una delle eccellenze per affrontare situazioni come la sua. Sappiamo che il quadro clinico generale rimane molto grave e complesso, ma dobbiamo continuare a lottare e sperare. Inoltre questo trasferimento dalla Toscana all’Emilia-Romagna ha permesso un avvicinamento a casa per Michael e la sua famiglia, che ricordiamo sono di San Marino, ma noi come squadra non smetteremo mai di fargli sentire la nostra vicinanza in ogni modo possibile». (d.b.)

Nella foto (dal sito della Mastromarco Sensi Nibali): Michael Antonelli

Il giovane ciclista Michael Antonelli trasferito a Montecatone dopo il terribile incidente in corsa
Cronaca 13 Agosto 2018

Accordo raggiunto tra Montecatone e sindacati per migliorare il servizio rivolto ai pazienti

C”è soddisfazione a Montecatone per l”accordo raggiunto tra la Direzione dell”Istituto, il Cda e le sigle sindacali (Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl) che pone le basi per avviare un percorso condiviso volto al miglioramento delle condizioni dei lavoratori e alla ulteriore qualificazione dei livelli di servizio da assicurare ai pazienti.

L”intesa prevede, entro il 31 dicembre 2018, l”analisi e lo studio della gestione delle presenze e delle assenze collegate alla turnistica, per mettere in campo delle strategie efficaci che vadano incontro alle esigenze dei lavoratori. Durante questi mesi, nei quali verranno valutate le possibili soluzioni, in via del tutto temporanea si è concordato di prevedere il riconoscimento di risorse aggiuntive da distribuire ad un numero di dipendenti che su base volontaria si rendono disponibili ad essere chiamati tra le 20 del venerdì alle 20 della domenica in caso di assenza del personale programmato.

r.c.

Nella foto: il Montecatone Rehabilitation Institute

Accordo raggiunto tra Montecatone e sindacati per migliorare il servizio rivolto ai pazienti

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