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Motosapiens 28 Marzo 2018

Imola “dalla Tosa ai box' con la mostra dell’artista Roberto Carubbi

Le moto e le auto leggendarie ma anche quelle popolari e ancora i dettagli e le rielaborazioni dei vecchi mezzi di trasporto demoliti, abbandonati, corrosi dal passare del tempo. A sei mesi di distanza dalla prematura scomparsa dell’artista Roberto Carubbi, nato a Cotignola e cresciuto fra Borgo Tossignano ed Imola, la famiglia lo ricorda con una speciale mostra personale allestita dal 12 al 15 aprile prossimi presso la Collezione Battilani di Imola.

“Dalla Tosa ai box”, questo il titolo della mostra, porterà alla luce decine di opere di Carubbi mai esposte prima, fra lavori in bianco e nero e tele a colori rappresentati per lo più i motori ruggenti dell’artista, classe 1961 e grande appassionato di motori. Talvolta le sue creature arrugginite evocatrici di velocità lontane sono affiancate a corpi femminili che, nella loro sinuosità, rappresentano non solo il classico binomio donne-motori ma anche la potenza della creazione. Quella umana e quella meccanica.

L’artista.  Roberto Carubbi studia prima all’istituto grafico pubblicitario, poi frequenta il corso di fumetto “Zio Feiniger” presieduto da grandi nomi dell’avanguardia metropolitana quali Andrea Pazienza, Lorenzo Mattotti, Marcello Jori, Igort Tuveri, Giorgio Carpinteri e Daniele Brolli. Dapprima utilizza la tecnica ad olio, successivamente passa all’acrilico, talvolta misto al pantone. Il suo stile affonda le radici nel fumetto, nella grafica pop e nell’illustrazione metropolitana anche di matrice commerciale. I suoi soggetti prendono vita dalla quotidianità di ieri, abbandonata e trasandata ma non dimenticata.

Proprio per via di questa passione fra passato e motori, la mostra sarà allestita, dal 12 al 15 aprile, presso la Collezione Battilani di via Poiano 1/b, preziosa e precisa collezione moto che raccoglie e racconta la storia delle due ruote dai primi anni del secolo scorso fino al 1950 circa. Le opere di Carubbi dialogheranno dunque a stretto contatto con le moto della Collezione, in un tripudio dell’arte meccanica e grafica del mondo dei motori.

Gli orari della mostra. La mostra sarà visitabile giovedì 12 e venerdì 13 aprile dalle 15 alle 19 e sabato 14 e domenica 15 aprile dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 19. L’inaugurazione con il taglio del nastro alla presenza della famiglia e delle autorità è prevista per giovedì 12 aprile alle ore 18.

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Nelle foto: Roberto Carubbi al lavoro ed una sua opera in bianco e nero

Imola “dalla Tosa ai box' con la mostra dell’artista Roberto Carubbi
Motosapiens 16 Febbraio 2018

BBFT, una storia imolese. Tributo a Ivo Tosi

Il motociclismo ed Imola, una storia infinita. Piena di gare, episodi, piloti, ma anche piena di persone con una passione sfrenata. Da questa considerazione un po’ malinconica quanto attuale è nata l’idea dell’iniziativa “BBFT, una storia Imolese. Tributo a Ivo Tosi”, che si svolgerà alla Sala Senna dell’hub turistico interno all’autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola il prossimo sabato 24 febbraio (dalle ore 16,30) grazie alla collaborazione tra Motosapiens, Corso Bacchilega, CooperAttivaMente, Imola-Faenza Tourism Company, CulTurMedia Legacoop, Alleanza delle Cooperative Italiane e soprattutto il neo-nato ma da sempre attivo Motoclub Racing Imolese #96.

L’uomo e la macchina. Ivo Tosi, ideatore delle moto BBFT scomparso cinque anni fa, è riconosciuto come uno dei più grandi e vulcanici tecnici del paddock di natura imolese per il periodo che va dal 1976 al 1990. L’evento ripercorrerà la lunga e fruttuosa carriera a partire dai primi approcci insieme al pilota imolese Giuliano Gerani fino all’apice del 1988, anno della conquista del campionato italiano e della top ten nel mondiale classe 80 con Giuseppe Ascareggi. Una storia che va delle minicilindrate 50 ed 80 cc fino alla sperimentazione in 125, ma anche un’avventura fatta di ore e sudore fuori dal lavoro per creare i motori, le carenature ed i tanti particolari di cui è fatta una moto da corsa. Attorno al compianto Ivo ed a Alfio Tosi numerosi e fidati amici hanno contribuito alla rincorsa di un grande sogno, poi centrato con il campionato italiano ma purtroppo cassato per problemi di budget e per via di un motociclismo che stava cambiando troppo in fretta. L’evento in programma vuole ricordare tutto questo: l’uomo, la macchina, gli amici e il motociclismo d’altri tempi ad Imola. Un appuntamento storico dedicato a chi c’era ma anche a chi vuole scoprire le radici di una passione che ha contribuito a dare a questa zona il grande nome di Motorvalley.

L’appuntamento. Per l’iniziativa “BBFT, una storia Imolese. Tributo a Ivo Tosi” verranno esposte alcune moto e realizzazioni BBFT originali che riscenderanno idealmente in pista per ricordare l’indimenticato Ivo, che amava dire che “la meccanica non è la moglie del meccanico” a testimonianza di una passione innata. Accanto, in una precisa cronostoria, tanto inedito materiale storico, fotografico e giornalistico del tempo. L’appuntamento da non perdere è in calendario per sabato 24 febbraio alle ore 16,30 alla Sala Senna interna all’hub turistico dell’autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola. Ingresso libero.

BBFT, una storia imolese. Tributo a Ivo Tosi
Motosapiens 12 Febbraio 2018

Rustore: il salone delle moto da restaurare

Dalle moto da sogno a quelle da restaurare. Si chiama Rustore il nuovo spin off imprenditoriale del noto salone Ruote da sogno di Reggio Emilia, salone che vende auto e moto d’epoca e da collezione. Si tratta di fatto di un salone-garage che raccoglie e vende esclusivamente moto da restaurare, per il risparmio delle tasche di chi sa mettere mano ad un ferro vecchio, amichevolmente parlando, o per chi ha una vera passione per le moto d’epoca e per tutti gli aspetti del restauro moto, motore, telaio, lamiere, ecc.

Da modelli che necessitano solamente un cambio di candele ed una pulita al carburatore ad oggetti segnati dal tempo che hanno invece bisogno dell’intervento di mani esperte; l’offerta di Rustore spazia per attraverso differenti marche e fasce di prezzo, mettendo in mostra non il luccichio del nuovo bensì la ruggine come valore aggiunto.

Inutile dire che il catalogo di Rustore è in continuo fermento: vi si può trovare dalle Aprilia alle Swm, passando per case quasi scomparse dalla memoria ed aziende non più esistenti.

Come detto, Rustore è il nuovo progetto di Ruote da sogno, salone che invece si occupa di auto e moto d’epoca e da collezione, da modelli che semplicemente non pagano il bollo e possono godere dello sconto sull’assicurazione a pezzi unici perfettamente custoditi e restaurati e garantiti dall’officina interna che cura e mantiene la perfetta efficienza motoristica e l’originalità estetica. Pezzi da sogno, per l’appunto, “sogni da toccare, provare e portare a casa”, come recita lo slogan. Ma Ruote da sogno non è solo uno showroom diverso dove cercare la propria moto speciale; è ma anche uno show-store con una collezione non filologica e in continuo cambiamento da visitare di tanto in tanto. Non per niente, infatti, Ruote da sogno espone e vende alle più grandi manifestazioni auto e moto italiane ed europee.

Dove. Rustore e Ruote da sogno si trovano a Reggio Emilia, in piena Motorvaley, in via Daniele da Torricella 29.

Gli orari. Rustore e Ruote da sogno sono aperti dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 13 e dalle 14.30 alle 19; il sabato dalle 9.30 alle 13; domenica chiuso.

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Foto dagli archivi Ruote da sogno e Rustore

Rustore: il salone delle moto da restaurare
Motosapiens 30 Gennaio 2018

Quando l’unione fa la forza: tre motoclub di Imola si fondono nel nuovo Racing Imolese #96

C’erano una volta i motoclub La Stalla, Sesto Imolese e Nuove Frontiere. Dal 2 gennaio di quest’anno, però, si sono ufficialmente uniti per formare un nuovo e più numeroso motoclub, il Racing Imolese #96.

Il perché della scelta, nata dai tre motoclub fondatori e maturata dopo diversi incontri nei quali sono stati invitati anche i motoclub Imola, Santerno, e I Laidi (poi auto esclusi dalla fusione), è presto detto: «Volevamo unire le forze umane ed economiche per lavorare di più e meglio – spiega il presidente eletto Fabrizio Ghini, già presidente del motoclub La Stalla -. I motoclub fondatori hanno l’obiettivo comune di promuovere il motociclismo attraverso la realizzazione di eventi, ognuno nel suo ramo specifico. Ma negli ultimi tempi la crisi economica ha fatto diminuire la possibilità di sponsor e anche di volontariato, i numeri sono calati mentre le spese fiscali e per la gestione sono rimaste elevate. Unendoci, ora, paghiamo un solo commercialista e i pochi soci attivi di ogni motoclub fanno gruppo con gli altri. Contiamo di diventare almeno 200 soci e dunque avere anche un potere politico maggiore nei confronti dell’Amministrazione e degli sponsor. Vogliamo partecipare alle commissioni comunali sportive per farci sentire e fare proposte; in cantiere abbiamo già diverse iniziative da proporre e realizzare. Da tempo ad Imola manca un punto di riferimento motociclistico, e dire che siamo la terra dei motori…».

La sede del nuovo motoclub diventa quella che prima era de La Stalla all’interno dell’omonimo centro sociale. Nel nome, condiviso da tutti, il Racing Imolese #96 ricorda sia l’appartenenza locale, sia il pilota Emanuele Cassani, morto in pista cui già era titolato il motoclub Nuove Frontiere di cui faceva parte. Ogni motoclub, all’interno del nuovo, diventa una sezione dello stesso e mantiene la sede precedente come riferimento per i soci e il calendario di attività precedenti. Ad esempio La Stalla organizza come sempre alcune gare di trial, disciplina cui è votato, ma lo fa con il nuovo nome. Sesto Imolese è invece dedicato al motocross, mentre Nuove Frontiere si divide fra velocità, cross e supermotard. Complessivamente il nuovo motoclub conta numerosi piloti licenziati ed impegnati in differenti campionati e discipline motociclistiche. Fra i soci costitutori del motoclub Racing Imolese #96, nove in tutto, ci sono i tre presidenti precedenti Fabrizio Ghini (La Stalla), Ilario Visani (Nuove Frontiere) e Gianni Santandrea (Sesto Imolese) – nella foto.

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LA STORIA DEI TRE MOTOCLUB DELL’ATTUALE RACING IMOLESE #96

Motoclub La Stalla, più fango che asfalto. Il motoclub La Stalla nasce nel 1982 da un gruppo di motociclisti al seguito dell’allora giovane crossista Valter Bartolini, appassionati di off-road comunque affiancati da un gruppo di stradisti interessati al mototurismo. Alcuni soci si appassionano al trial e grazie a loro il motoclub organizza campionati nazionali di specialità fra Castel del Rio, Marradi e Firenze, ma anche la Ciao Cup, gara ludica non competitiva dedicata tanto ai piloti quanto a tutti i motociclisti che negli anni migliori ha visto al via fino a 60 Ciao Piaggio. Nel 1965 si unisce a La Stalla il motoclub Imola Racing di Roberto Avoni (ex Moto Action) che, nonostante il nome, contava molti fuoristradisti; entra così a far parte delle attività anche l’enduro. In parte merito anche del motoclub La Stalla è l’organizzazione delle prime giornate in pista all’autodromo imolese, «allora aperte a tutti i tipi di moto», racconta il presidente Fabrizio Ghini, ultimo prima della fusione nel nuovo motoclub Racing Imolese #96 di cui è attualmente a capo. Nel tempo le prove libere si specializzano, come naturale, per la disciplina e le moto da velocità. Fino al 2006 il motoclub gestisce anche la pista da motocross di Casalfiumanese, poi chiusa per problemi di rumore. Terminata l’esperienza con il cross, dal 2006 ad oggi il motoclub si è concentrato nel trial ed ha aperto le porte anche ad alcuni commissari di percorso legati alle attività dell’autodromo di Imola.

Motoclub Sesto Imolese, una lunga storia su due ruote. Con la matricola nazionale numero 0154 (su oltre 9.000 motoclub registrati a livello nazionale), il motoclub Sesto Imolese è di fatto uno tra i più vecchi d’Italia. Nato nel 1959 come motoclub Ducati Sesto Imolese per via della passione che legava i primi associati alla nota casa di moto bolognese, negli anni Sessanta diventa a tutti gli effetti il motoclub del paese e raccoglie tutti i tipi di motociclisti sotto la stessa passione per le due ruote, pur con una predilezione per il mototurismo e il motocross. Per anni si organizzano gimkane e gare di cross, attraendo pubblico e piloti dai territori circostanti. Poi il naturale ed inevitabile cambio generazionale mette in crisi il direttivo e una decina di anni fa il motoclub rischia di scomparire. Ne prende le redini Gianni Santandrea, ultimo presidente prima della recente fusione. «Volevamo mantenere viva la storia del motoclub e anche quella del cross locale – spiega -. Mio figlio ed altri sei giovani facevano e tuttora fanno gare e campionati e volevamo sostenerli. Così è cambiato il direttivo ma il motoclub ha potuto sopravvivere». Oltre a tesserare e sostenere i propri piloti, il motoclub ha organizzato per anni il proprio motoraduno all’interno della locale sagra della piadina fritta, accogliendo e facendo sfilare insieme moto da cross, due ruote storiche e perfino Vespe Piaggio.

Motoclub Nuove Frontiere, il confine è la moto. Nato nel 1993 per merito di un gruppo di appassionati delle due ruote con preferenze specifiche diverse fra loro, il motoclub Nuove Frontiere ha per scopo la promozione dei vari aspetti del motociclismo: turismo, velocità, cross e supermotard. Negli anni Novanta e Duemila ha avuto fino a 26 piloti tesserati e regolarmente iscritti alle rispettive categorie e discipline, poi la crisi economica ha drasticamente ridotto il numero di sponsor e dunque di piloti che potevano permettersi di correre. In anni recenti è cresciuto il numero di commissari di gara accolti dal motoclub e attivi specialmente nel motocross, disciplina nella quale si sono specializzati prima dell’avvento dell’apposita licenza Fmi. «Siamo stati fra i primi a promuovere la specializzazione dei commissari nella disciplina del cross – spiega Ilario Visani, ultimo presidente prima della fusione -. Oggi i nostri commissari da cross sono una cinquantina, richiesti a Faenza, Castel San Pietro ma anche da altri crossodromi in regione e fuori». Dopo la morte in pista del pilota Emanuele Cassani, 25enne scomparso sul circuito di Misano nel 2014 e tesserato con Nuove Frontiere fin dai tempi delle minimoto, il motoclub è stato dedicato al ricordo del giovane campione. Il suo stesso numero, 96, è ora anche parte del nome del nuovo motoclub nato quest’anno.

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GLI ALTRI MOTOCLUB DI IMOLA

Se prima della recente fusione dei tre motoclub La Stalla, Sesto Imolese e Nuove Frontiere nel nuovo Racing Imolese #96, i motoclub erano sei, ora ne restano quattro. Accanto al neonato restano i tre motoclub che non sono stati interessati ad accorparsi in un unica compagine motociclistica perché già in sufficienti forze per portare avanti i propri obiettivi associativi. Il motoclub Santerno Checco Costa, nato nel 1926, raggruppa prevalentemente motociclisti interessati al turismo sulle due ruote e conta oggi circa iscritti fra i 30 e gli 80 anni di età. A ogni stagione organizza decine di motogiri ed anche vere e proprie vacanze in moto. In passato ha più volte vinto il trofeo Fmi dedicato al mototurismo. Il motoclub I Laidi, invece, conta una settantina di iscritti attivi nella promozione del motociclismo non solo in senso sportivo ma anche aggregativo, come ad esempio organizzando feste, con annesso motoraduno, a base di buon cibo, birra, musica dal vivo e giochi. Ormai classico è l’appuntamento che si svolge in concomitanza con la tappa imolese del campionato Superbike, ad inizio estate. Fra gli scopi del motoclub c’è anche la beneficenza. Il motoclub Imola, infine, conta fra i propri iscritti numerosi commissari di percorso attivi presso l’autodromo Enzo e Dino Ferrari ed organizza ritrovi e piccoli eventi conviviali prevalentemente per i propri associati. «Dei tre auto esclusi è il motoclub che più era interessato alla fusione – commenta Fabrizio Ghini – ma alla fine non si sono presentati. Ogni motoclub ha una sua anima e, comprensibilmente, c’è chi ha voluto mantenerla inalterata».

Nel Circondario Imolese risultano registrati alla Federmoto anche i motoclub Casalfiumanese, Castel San Pietro Terme e Faithful di Castel Guelfo. Esistono poi diversi gruppi e asd legati alla passione moto.

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A TUTTO SPORT: IL GRUPPO SPORTIVO ‘MOTOCLUB’ POLIZIA MUNICIPALE DI IMOLA

Nonostante quanto potrebbe suggerire il nome, il Gruppo Sportivo Motoclub Polizia Municipale Imola è a tutti gli effetti un’associazione sportiva dilettantistica che promuove tutti gli sport e non solo quelli motoristici.

«Nato nei primi anni Ottanta con il fine di promuovere lo sport e l’attività partecipativa – spiega l’attuale presidente 53enne Gabriele Mazzolani – all’inizio il gruppo sportivo contava numerosi appassionati di moto e per questo ha preso il nome di motoclub ed organizzato eventi motoristici quali raduni e gimkane, di cui una a livello nazionale. Accanto all’attività moto, ultima in ordine di tempo la Ciao Cup del motoclub La Stalla cui il gruppo ha collaborato, si sono sempre praticati altri sport, come tiro a segno, biliardo, podismo e pesca, anche organizzando campionati nazionali delle Polizie municipali (negli anni Novanta quelli di tiro a segno) e locali con gli altri corpi delle forze dell’ordine. Col passare del tempo e il cambio generazionale – continua – alcuni sport si sono persi ed altri aggiunti, senza però mai dimenticare lo scopo di promozione dell’attività motoria, ludica e ricreativa».

L’attuale presidente Mazzolani, in carica dal 1997, ha deciso di puntare sul volley, sport da lui praticato con grande passione. E così, da ormai 15 anni, il Gs Motoclub Polizia Municipale organizza, con la collaborazione del Csi (cui si è associato al posto della Fmi), il torneo e festa della pallavolo Pontesanto Green Volley, da sempre in scena nell’omonima località imolese ad eccezione delle ultime manifestazioni che sono state trasferite al centro tecnico Zanelli Tassinari in Pedagna per lavori in corso sui campi di Pontesanto. Ogni anno decine di squadre si sfidano nelle differenti categorie previste dal regolamento sui 15 campi sull’erba allestiti in contemporanea per i due giorni di volley.

Per l’occasione, ormai diventata famosa nel settore e sostenuta economicamente dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola ed altri piccoli sponsor, giungono compagini anche da altre province della regione. Da 11 anni il Pontesanto Green Volley è dedicato alla memoria di Gian Carlo Falcini. Quest’anno, a giugno, la sedicesima edizione tornerà in scena sui campi natali.

Negli anni il gruppo sportivo, che ha sede all’interno dello stabile della Polizia Municipale, ha ampliato la possibilità di iscriversi anche ad altre forze dell’ordine, dipendenti comunali ed amici e sono stati praticati anche calcio e futsal, quest’ultimo in memoria del collega scomparso Giovanni Rocca. Oggi il Gs Motoclub Pm conta una cinquantina di soci.

Quanto al futuro, Mazzolani si dice disponibile a… «Dedicare maggiore spazio ad altre discipline sportive cui i nostri associati sono appassionati».

Ad esempio quest’anno, il 6 maggio, il gruppo sportivo organizza ed ospita il campionato italiano delle Polizie Municipali di mountain bike all’interno della tappa di Borgo Tossignano del circuito Mtb Gesso e Calanchi.

«L’Aspmi, associazione sportiva Polizie Municipali Italia, organizza ogni anno i campionati nazionali di ogni disciplina sportiva per agenti attivi e in pensione – spiega il presidente Mazzolani -. Ci siamo candidati ad ospitare il campionato di mountain bike per sostenere un nostro iscritto che più volte vi ha partecipato altrove e prevediamo di ospitare almeno una ventina di agenti-atleti. Fra i soci vantiamo anche un più volte campione nazionale delle Polizie Municipali di tennis, che partecipa anche ai nazionali di tennis tavolo. Vediamo quali sport si svilupperanno maggiormente per il futuro. Recentemente abbiamo anche organizzato corsi di karate, judo e krav maga (disciplina di combattimento israeliana) per affrontare il tema della protezione personale degli agenti in caso di interventi delicati».

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Quando l’unione fa la forza: tre motoclub di Imola si fondono nel nuovo Racing Imolese #96

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