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Cronaca 2 Dicembre 2019

Che cos'è musica oggi? Il Circolo Arca dedica una serata al compositore Erik Satie

E’ dedicata al compositore francese Erik Satie la prima di tre serate culturali che il Circolo Arca Eugenio Monti organizza nel teatro della parrocchia di San Giovanni evangelista venerdì 6 dicembre, alle ore 21.
Lo spettacolo Erik Satie-La vita come opera d’arte, scritto da Enrico Vagnini, alternerà la recitazione di testi (a cura di Patrizia Bartolini, dello stesso Vagnini e di Allegra Zarelli) alla musica (Giovanni Valgimigli al contrabbasso e Letizia Magnani alla voce), alla danza (Allegra Zarelli), alle suggestioni visive (Roberto Casadio). Ingresso ad offerta libera.

«Dopo l’ascolto di alcuni brani e la lettura di un volume di John Cage, il nome di Erik Satie è venuto fuori durante una chiacchierata con Letizia Magnani – racconta Vagnini –. Siamo ben consapevoli del fatto che si tratti di un compositore poco conosciuto e un po’ ostico, anche se la sua Gnossienne n. 1 è stata talmente utilizzata nel cinema e nella pubblicità che la si sente dappertutto. Attraverso questo spettacolo, però, vorremo anche riflettere e far riflettere su che cosa si possa intendere come “musica” al giorno d’oggi».

E la figura di Erik Satie offre moltissimi spunti di riflessione in questo ambito: «Non ha mai compiuto studi musicali “ufficiali” e si è fatto strada nel mondo del cabaret, dei musical e dei locali di dubbia moralità, avvicinandosi solamente in un secondo tempo alle regole della composizione – spiega Vagnini –. E’ stato probabilmente il primo a concepire la musica d’ambiente e di accompagnamento, aprendo la strada allo sviluppo che questo genere ha avuto negli Anni Cinquanta e successivamente con musicisti come Brian Eno, e a lavorare con il pianoforte preparato, con ogni sorta di materiali fra le corde per la ricerca di nuove sonorità».
Ancora, «le sue composizioni contenevano rumori (colpi di pistola, macchine da scrivere, treni), un aspetto che interesserà molto il Futurismo – aggiunge Vagnini –. Ha lavorato sulle composizioni ripetute, con la celebre Vexations da 35 battute ripetute 840 volte per una durata complessiva di più di venti ore». Come dimostra la prima esecuzione pubblica organizzata da John Cage a New York il 9 settembre del 1963.

Il titolo scelto per la serata, però, suggerisce un’ulteriore chiave di lettura possibile: «Erik Satie è stato anche un anticipatore dell’idea di fare della propria vita un’opera d’arte – continua Vagnini –. Per lui la vita e l’arte erano un’unica cosa». (r.cr.)

Nella fotografia, la locandina della serata

Che cos'è musica oggi? Il Circolo Arca dedica una serata al compositore Erik Satie
Cultura e Spettacoli 30 Novembre 2019

Al Cassero per l'Erf l'attrice Vanessa Gravina e il pianista Stefano Giavazzi in «Enoch Arden»

Il melologo «Enoch Arden», su testo di Lord Alfred Tennyson e musiche di Richard Strauss, sarà al centro del secondo appuntamento di Erf@CasseroMusica che stasera, sabato 30 novembre alle 21, vedrà sul palco del teatro Cassero di Castel San Pietro l’attrice Vanessa Gravina quale voce recitante e Stefano Giavazzi al pianoforte. Pubblicato nel 1864, «Enoch Arden» è un poema narrativo scritto da Lord Alfred Tennyson, impressionato dalla legge per cui una persona, se scomparsa per un certo numero di anni, può essere dichiarata defunta.

La storia si apre con tre fanciulli, Enoch, Philipp ed Annie, che giocano insieme sulla spiaggia tra i relitti portati dal mare. Divenuti adolescenti, sia Enoch che Philipp s’innamorano di Annie, ma Annie preferisce Enoch a Philipp e ne accetta la proposta di matrimonio. Un giorno, però, Enoch s’imbarca per un lungo viaggio per mare, senza sapere quale sarà il suo destino. «Da questa incertezza, da questo mare e da questa attesa, nacque una bellissima storia che acquisì da subito uno schietto sapore di leggenda – si legge nelle note stampa allo spettacolo -. Sullo sfondo rimane sempre il mare, dal muggito inquietante e ossessivo, lo stesso mare dei relitti e del viaggio, che incarna la natura insondabile e ineluttabile del destino. Il poema di Lord Alfred Tennyson impressionò a sua volta la fantasia di Richard Strauss, che ne fece un melologo sofisticatissimo, in cui la musica accompagna e comment al’intera vicenda.

«Enoch Arden», consegnato ora alla storia sottoforma di musica e non soltanto di poesia, trovò forse proprio nel melologo il maggior merito della propria fama; venne interpretato da artisti quali Glenn Gould e Claude Rains e ora, da un’impressione all’altra, rivivrà nell’interpretazione di Vanessa Gravina e di Stefano Giavazzi». Vanessa Gravina ha lavorato sia al cinema che in televisione, partecipando a serie tv quali «La Piovra», «Incantesimo» e «CentoVetrine». Può vantare anche una vasta esperienza di alto livello nel teatro, dove ha recitato con registi come Giorgio Strehler e Liliana Cavani, interpretando celebri pièces di Ibsen e Pirandello. Negli ultimi anni ha partecipato a «La signorina Giulia» di August Strindberg sotto la regia di Armando Pugliese, «Vestire gli ignudi» di Luigi Pirandello per la regia di Walter Manfrè e «La bisbetica domata» di William Shakespeare.

A occuparsi della parte musicale sarà invece l’illustre pianista Stefano Giavazzi, professionista di chiara fama, che può vantare collaborazioni con alcune delle migliori orchestre. Ha ottenuto numerosi premi in concorsi pianistici. Tra i tanti spiccano il primo premio al Concorso Porrino di Cagliari, il 1° premio al Concorso Internazionale Dasinamov, il secondo premio al Concorso Rendano di Roma, il terzo premioa l Concorso Internazionale AMA Calabria e il terzo premio al Concorso Martha del Vecchio di Genova. (r.c.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 28 novembre

Al Cassero per l'Erf l'attrice Vanessa Gravina e il pianista Stefano Giavazzi in «Enoch Arden»
Cultura e Spettacoli 29 Novembre 2019

Proseguono i concerti dell'Accademia con l'esibizione del Quartetto Indaco su musiche di Beethoven

Eleonora Matsuno e Jamiang Santi al violino, Francesca Turcato alla viola e Cosimo Carovani al violoncello. Sono i musicisti che formano il Quartetto Indaco e che si esibiranno venerdì 29 novembre alle ore 20.45 nella sala Mariele Ventre di Palazzo Monsignani a Imola nell’ambito della stagione dei concerti dell’Accademia internazionale di Imola. L’esibizione, dedicata alle musiche di Beethoven nel preludio dei festeggiamenti per i 250 anni dalla nascita del compositore che avverranno nel 2020, è stata realizzata in collaborazione conl’Accademia Musicale Chigiana di Siena per la kermesse imolese degli eventi artistici del progetto speciale Chigimola 2019.

Il Quartetto Indaco nasce presso la Scuola di musica di Fiesole nel 2007 grazie all’impulso di Piero Farulli e Andrea Nannoni. Successivamente la formazione ha seguito masterclasses con diversi quartetti (Quartetto Artemis,Quartetto Brodsky, Quartetto Prometeo) e corsi di specializzazione tenuti da componenti dei maggiori quartetti del nostro tempo (Milan Skampa-Quartetto Smetana, Hatto Beyerle-Quartetto Alban Berg, Rainer Schmidt-Quartetto Hagen, Krzysztof Chorzelski-Quartetto Belcea). Nel 2017 il Quartetto Indaco ha conseguito il master in Musica da Camera presso la Musikhochschule di Hannover, sotto la guida di Oliver Wille (Quartetto Kuss). Ospite di rassegne, festival e istituzioni musicali di prestigio in Italia, il Quartetto si è anche esibito in Paesi europei come Germania, Svizzera, Irlanda, Lettonia, Svezia, e Olanda. Dal 2017 prende parte al Progetto Le Dimore del Quartetto in collaborazione con Adsi e Associazione Piero Farulli.

L’ingresso al concerto è previo ritiro obbligatorio dell’invito presso l’Accademia «Incontri con il maestro» (Rocca Sforzesca, entrata laterale, piazzale Giovanni dalle Bande Nere 12) dal lunedì al giovedì ore 9-19, venerdì ore 9-17. Contestualmente al ritiro dell’invito sarà possibile donare un’offerta libera destinata al recupero del Complesso Conventuale dell’Osservanza. (r.c.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 28 novembre

Proseguono i concerti dell'Accademia con l'esibizione del Quartetto Indaco su musiche di Beethoven
Cultura e Spettacoli 27 Novembre 2019

La cantante imolese Giada Maragno sul palco con Anastacia nel musical «We will rock you»

«Essere sul palco con la tua star preferita, di cui sei da sempre fan sfegatata, non è cosa da tutti i giorni. Ed è quello che mi succederà con la partecipazione al musical «We will rock you» che nel tour olandese vede protagonista Anastacia». Giada Maragno, cantante imolese che da diversi anni sta lavorando in vari campi del mondo dello spettacolo per far diventare realtà il suo sogno di vivere di musica, sta vivendo un momento di grande eccitazione. Ha trascorso il mese di ottobre, infatti, a Roma per le prove italiane del musical basato sulle musiche dei Queen, prima di partire alla volta dei Paesi Bassi.

Ma andiamo per ordine. Quest’anno i Queen le stanno evidentemente portando fortuna, perché questa nuova avventura prende il via a maggio quando Giada è a Roma per le prove del tour estivo di Queen at the Opera, lo show concerto sinfonico basato sulle canzoni della band di Mercury, di cui era una delle vocisoliste. «In questa ripresa ho iniziato anche ad interpretare i brani con voce da soprano, oltre quelli pop – spiega la Maragno – e siamo partiti per un tour che ha toccato una ventina di date nel sud, per concludersi il 20 agosto sul palco dell’Ariston a Sanremo. Una grande emozione».

Torniamo al cast di «We will rock you» con Anastacia. Tu come ci entri?
«Mentre ero a Roma per le prove, ho saputo di un bando in cui cercavano una cover (nel gergo teatrale la sostituta, Nda) per la Killer Queen, uno dei ruoli protagonisti del musical che dal 2002 ha successo in tutto il mondo, scritto in collaborazione con Roger Taylor e Brian May, batterista e chitarrista dei Queen: il musical racconta di un pianeta nel futuro in cui sono stati banditi il rock e la musica dal vivo, per colpa della terribile Killer Queen. La resistenza è portata avanti da un gruppo di giovani, i Bohemians, che cerca di recuperare i brani musicali del passato. Lo spettacolo è allestito in diversi Paesi: in questo caso si tratta di una produzione della Peep Arrow, cioè Massimo Romeo Piparo, regista, autore ed uno dei produttori più famosi di musical, in collaborazione con la compagnia olandese Tec, per produrre lo spettacolo appunto in Olanda. E a ricoprire il ruolo della Killer Queen è stata chiamata proprio Anastacia».

Come sono andate le audizioni? E, se sei la sostituta, come fai ad essere sul palco con il tuo mito?
«L’audizione era al teatro Sistina. Quando mi sono presentata il primo giorno per quel ruolo specifico eravamo in quattro o cinque in tutto, perché richiedevano una competenza alta di inglese, lingua in cui ci hanno chiesto sia la prova di canto che di recitazione. Il secondo giorno c’ero solo io e ho cominciato a sperare per il meglio. Mi hanno fatto ricantare due brani, “Another one bites the dust” e “Killer Queen”. Dopo un mese dall’audizione mi hanno chiamata. Faccio parte dell’Ensemble cover, cioè di quelli che ballano e cantano nelle scene di gruppo dietro i protagonisti, quindi sono sempre in scena in tutte le settanta repliche che ci saranno da novembre a febbraio in giro per l’Olanda. Nel caso in cui la protagonista sia indisposta, ricoprirò il ruolo di Killer Queen, al posto quindi di Anastacia o della sua alternate Tia Architto: chiaramente la famosa star ci sarà nelle tappe principali, poi sarà sostituita da questa bravissima artista sudafricana che ho già conosciuto quando ho partecipato al musical Sister Act, dove Tia interpretava Delores, il ruolo che nel film era di Whoopi Goldberg. Quando mi ha vista mi ha riconosciuta ed ha detto di essere contenta di lavorare ancora con me». (fa.vi.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 21 novembre

La cantante imolese Giada Maragno sul palco con Anastacia nel musical «We will rock you»
Cultura e Spettacoli 21 Novembre 2019

Tantissime richieste per i biglietti di Vasco Rossi 2020 a Imola, code e server in tilt in mattinata

Le tantissime richieste di biglietti per i concerti di Vasco Rossi del 2020 (a Imola la data è il 26 giugno) hanno mandato in tilt i server. Questa mattina anche a Imola alcune decine di persone si sono messe in fila ad aspettare davanti ai punti vendita. Ma alle 11, orario fatidico dal quale era possibile procedere all”acquisto, il troppo “traffico” ha sovraccaricato le linee e costretto a rallentamenti e perfino ad un lungo stop. Solo nel primo pomeriggio la situazione si è normalizzata. Anche i portali online hanno avuto qualche problema, sempre nelle stesse ore, per la corsa dei fans ai ticket del Blasco.

I biglietti sono in vendita (sulle piattaforme Ticketmaster.it, Ticketone.it e Vivaticket.it) e nei punti vendita autorizzati a 91,43 euro per il settore Pit 1, chiamato anche Pit Gold, e 79,24 euro per il posto unico, cifre comprensive delle spese di commissione.

Il concerto del 26 giugno all’autodromo Enzo e Dino Ferrari sarà il primo evento imolese con i biglietti nominali, cioè con il nome e cognome dell”acquirente. Le nuove procedure del decreto anti-bagarinaggio non interessano, invece, il concerto di Cesare Cremonini di sabato 18 luglio 2020, dato che la preprevendita è iniziata prima dell’entrata in vigore del decreto.

Nelle foto (Isolapress) la coda per acquistare i biglietti da All The Best e da Mediaworld

Tantissime richieste per i biglietti di Vasco Rossi 2020 a Imola, code e server in tilt in mattinata
Cultura e Spettacoli 20 Novembre 2019

Il piano di Sofya Gulyak in concerto per l'Emilia Romagna Festival al teatro Comunale di Imola

Sarà Sofya Gulyak, pianista tra le più apprezzate al mondo, la protagonista del concerto di Erf#StignaniMusica mercoledì 20 novembre alle 21 al teatro Comunale di Imola. La musicista terrà un concerto il cui programma vedrà Brahms, Chopin, Rachmaninov e Prok’ofiev e una celebre trascrizione di Bach da parte di Ferruccio Busoni. In particolare eseguirà Chaconne in re minore BWV 1004 di Johann Sebastian Bach/Ferruccio Busoni, Sei Klavierstücke op. 118 di Johannes Brahms, Variations brilliantes sur le Rondeau favori de «Ludovic» de Héroldin si bemolle maggiore op.12 di Fryderyk Chopin, 5 Morceaux de fantaisie op.3 di Sergej Rachmaninov e Sonata n. 7 in si bemolle maggiore di Sergej Prokof’ev.

Sofya Gulyak, lodata dal Washington Post per la sua «incredibile precisione e la squisita delicatezza del suono», è stata la prima donna a vincere il Primo premio e la Medaglia d’Oro Principessa Mary al XVI Concorso Pianistico Internazionale di Leeds. «La sua variegata esperienza si dipana tra prestigiosi concorsi pianistici internazionali e le esibizioni nelle più prestigiose sale da concerto – si legge nelle note stampa al concerto-, sia con celebri orchestre che come solista in recital che hanno sempre riscosso entusiasmo dalla critica e dalla stampa musicale e che sono diventati una sua cifra caratteristica. Tanti i premi ottenuti nei più importanti concorsi pianistici internazionali: primo premio al Concorso Pianistico William Kapell negli Stati Uniti, al Maj Lind di Helsinki, al Concorso di Tivoli a Copenhagen, all’Isang Yun International Piano Competition in Corea del Sud, al concorso pianistico di San Marino; vincitrice inoltre del Concorso Busoni in Italia e del Concorso Pianistico Marguerite Long di Parigi. Sofya Gulyak ha inoltre collaborato con alcuni tra i migliori direttori d’orchestra al mondo e suonato in tutto il mondo, dalla Russia agli Stati Uniti, dalla Finlandia alla Nuova Zelanda. (r.c.)

Il piano di Sofya Gulyak in concerto per l'Emilia Romagna Festival al teatro Comunale di Imola
Cronaca 19 Novembre 2019

Emanuela Mosa e Alberto Ferro ai concerti dell’Accademia

Sarà il duo Mosa-Ferro a guidare il secondo appuntamento della Stagione dei concerti 2019-2020 dell’Accademia pianistica di Imola. Emanuela Mosa, giovane violoncellista siciliana diplomata anche in pianoforte, sarà accompagnata dal pianista pluripremiato Alberto Ferro nelle musiche di Boccherini, Beethoven e Schubert.

Il concerto, che si terrà domani alle ore 20.45 nella sala Mariele Ventre di Palazzo Monsignani a Imola, è stato realizzato in collaborazione con l’Accademia Musicale Chigiana di Siena per la kermesse imolese degli eventi artistici del Progetto Speciale Chigimola 2019.

L’ingresso è previo ritiro obbligatorio dell’invito presso l’Accademia (Rocca Sforzesca, entrata laterale, piazzale Giovanni dalle Bande Nere 12) dal lunedì al giovedì ore 9-19, il venerdì ore 9-17. L’intera Stagione è dedicata all’Osservanza: contestualmente al ritiro dell’invito sarà possibile donare un’offerta libera destinata al recupero del complesso conventuale. (r.cr.)

Emanuela Mosa e Alberto Ferro ai concerti dell’Accademia
Cronaca 15 Novembre 2019

«Arrivederci amore ciao», il saluto di Seacoop a Ca' Vaina con la festa di fine gestione

E’ «Arrivederci amore ciao», celebre verso della canzone «Insieme a te non ci sto più», il titolo che il centro giovanile Ca’ Vaina ha scelto per la festa di fine gestione da parte della cooperativa Seacoop, in programma sabato 16 novembre. Dopo la mancata pubblicazione del bando per l’individuazione del nuovo gestore, che l’Amministrazione Sangiorgi ha continuato a posticipare (la concessione alla cooperativa è scaduta alla fine dello scorso anno ed è stata prorogata due volte) e che il commissariamento del Comune, dopo le dimissioni rassegnate dalla sindaca Sangiorgi, non farà che ritardare ulteriormente, e prima della chiusura in previsione degli annunciati lavori di manutenzione straordinaria, organizzare una festa è stata una decisione sofferta.

«Sarà un saluto alla città pieno di malinconia – non nasconde Simona Landi, coordinatrice del centro giovanile per Seacoop –. Ventitré anni di attività sono una storia lunga e difficile da accantonare in questa maniera». Come «preparazione» alla festa, «abbiamo lanciato l’hashtag #ArrivederciAmoreCiao, chiedendo agli utenti di Ca’ Vaina di realizzare un video di una trentina di secondi in cui raccontavano un proprio ricordo legato al centro e ci salutavano, da condividere sulla pagina Facebook dell’evento – aggiunge la Landi –. Abbiamo pubblicato una trentina di contributi fra tutti quelli che abbiamo ricevuto».

«Ci vorrebbe un video di un giorno per trasmettere tutte le emozioni che Ca’ Vaina ci ha regalato in questi anni – introduce il proprio video Clara Delfino, di Riolo –. Ca’ Vaina esiste perché tutti noi lo abbiamo costruito lasciando una parte di noi. Ca’ Vaina non è un luogo, è un’emozione grande». Il cartellone di sabato, invece, prevede «l’esibizione di ventuno cantanti/gruppi che hanno fatto la storia del centro – continua la coordinatrice di Ca’ Vaina – e sei dj set, divisi fra il palco principale, l’Art Rock Cafè e le varie sale. Si comincia alle 17 e si va avanti fino a notte inoltrata. E purtroppo abbiamo dovuto dire dei no, perché le richieste erano troppe». Sul palco saliranno Lorenzo Montanari, i Mindcross, Andrea De Marco, i Whatever, Blitz &Shuttle, Genna (referente delle serate freestyle e dei reading), gli Alter ego, i Magic 80, Tronko (referente della rassegna Metal Zone), Matteo Mazza, i Madcaps, i TmSky, Aster, gli Aster & The xBand di Leonardo Scarpetti (referente della rassegna Indie Pills), Alessandro De Francesco, Marta Innocenti dei 12n-Twelvenotes, Fabio Mazzini, i Morgana, i Degradè, i La mossa, Vaglia e Tamp, e Max & The Razors.

In consolle, invece, si alterneranno Zanzu aka Madj (ore 19-20), Sara Elle (ore 20-21), Paso Dj (ore22-22.30), Franz Dj (ore 22.30-23), Artu Dj (ore 23-mezzanotte) e Fiat Lux (mezzanotte-01). «Alle 21 ci saranno un buffet offerto da Seacoop e un brindisi, anche se non ci sarebbe niente da festeggiare, perché Imola perde uno spazio decisamente significativo per i giovani – continua la Landi –. Poi un momento di saluto degli operatori del centro». L’ingresso alla festa è gratuito. (lu.ba.)

«Arrivederci amore ciao», il saluto di Seacoop a Ca' Vaina con la festa di fine gestione
Cultura e Spettacoli 10 Novembre 2019

I docenti della Nuova scuola di musica Vassura-Baroncini protagonisti della rassegna «I concerti della domenica»

Parte oggi, domenica 10 novembre, la rassegna «I concerti della domenica», otto appuntamenti proposti dalla Nuova scuola di musica Vassura-Baroncini con protagonisti i docenti della scuola stessa e alcuni ospiti. Alle 18.30, all”auditorium della scuola, con ingresso libero fino a esaurimento posti, è il momento di «Le creature della notte», concerto di musica vocale da camera con musiche a cavallo tra Ottocento e Novecento sul tema delle creature del fantastico e dell”immaginario,  interpretate dal soprano Silvia Lombardi-François e dal tenore Alessio Tosi, accompagnati da Chiara Sidoli al pianoforte.

Al concerto odierno seguirà un secondo appuntamento domenica 1 dicembre (stessa ora, stesso luogo) con «Landscapes Trio», l’ultimo progetto musicale del musicista imolese Roberto Bartoli, con la partecipazione di Achille Succi al clarinetto e Daniele Santimone alla chitarra. Gli eventi successivi sono in agenda nell”anno nuovo in queste date: 12 gennaio, 2 febbraio, 16 febbraio, 1 marzo, 15 marzo, 29 marzo 2020. (r.c.)

Nella foto lo scalone della Nuova scuola di musica Vassura-Baroncini

I docenti della Nuova scuola di musica Vassura-Baroncini protagonisti della rassegna «I concerti della domenica»
Cronaca 5 Novembre 2019

Prima serata della stagione 2019-2020 dell’Accademia pianistica con il violinista Gibboni e la pianista Redaelli

L’apertura della stagione dei concerti 2019 della Fondazione Accademia internazionale di Imola è affidata al giovane violinista pluripremiato Giuseppe Gibboni, allievo dei maestri Salvatore Accardo e Pavel Berman, che, accompagnato dalla talentuosa pianista Stefania Redaelli, presenta un programma interamente dedicato a Beethoven come preludio alle celebrazioni beethoveniane del 2020, in cui tutto il mondo celebrerà il 250° anniversario della nascita del compositore.

Il concerto, che si terrà domani alle ore 20.45 nella sala Mariele Ventre di palazzo Monsignani a Imola, è stato realizzato in collaborazione con l’Accademia musicale Chigiana di Siena e apre la kermesse imolese degli eventi artistici del Progetto speciale “Chigimola” 2019.

Nato nel 2001, Giuseppe Gibboni attualmente frequenta il nono anno di violino presso il conservatorio “Martucci” di Salerno sotto la guida del maestro Aiello. Nell’ottobre 2015 ha superato la selezione per l’ammissione all’accademia “Stauffer” di Cremona nella classe del maestro Accardo. Ha partecipato a vari concorsi nazionali e internazionali classificandosi sempre al primo posto. Nel maggio 2016 ha vinto il primo premio e il premio speciale “Paganini” al Concorso violinistico internazionale “Andrea Postacchini” di Fermo nella sua categoria.

La pianista Stefania Redaelli, milanese, è allieva di Ernesto Esposito; giovanissima vince numerosi concorsi. «Col tempo – si legge nell enote stampa al concerto –, la chiave di lettura della sua attività si definisce sempre più nella sua passione per la musica da camera, realizzata attraverso le numerose collaborazioni con Rocco Filippini, Salvatore Accardo e Massimo Quarta, sia nei vari incontri concertistici». Ha formato con Maria Grazia Bellocchio un duo pianistico che dalle vittorie dei concorsi internazionali di Caltanissetta e di Finale Ligure ha attraversato un vastissimo repertorio fino alle recenti esecuzioni di Mantra di Stockhausen e alla partecipazione alla Biennale di Venezia. (r.cr.)

Prima serata della stagione 2019-2020 dell’Accademia pianistica con il violinista Gibboni e la pianista Redaelli

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