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Cultura e Spettacoli 15 Aprile 2019

Trilok Gurtu protagonista di Crossroads con le sue tablas e le percussioni

La diciassettesima edizione di «Imola Crossroads», la rassegna inserita nel qualificato festival regionale «Crossroads. Jazz e altro in Emilia Romagna», presenterà quest’anno due importanti appuntamenti, in programma al teatro Stignani. Mercoledì 17 aprile avremo la Trilok Gurtu Band, mentre venerdì 26 aprile ci sarà uno degli appuntamenti più attesi di Crossroads, il progetto «Pensieri e Parole», un omaggio jazz a Lucio Battisti proposto da una all stars del jazz italiano che vede coinvolti la pianista Rita Marcotulli, Fabrizio Bosso alla tromba, Javier Girotto ai sassofoni, Furio Di Castri al contrabbasso, Mattia Barbieri alla batteria e il grande Peppe Servillo alla voce. L’iniziativa è promossa dall’assessorato alla Cultura del Comune di Imola e organizzata da Jazz Network in collaborazione con il Combo Jazz Club: la sindaca Manuela Sangiorgi, durante la presentazione alla stampa, ha rivendicato l’importanza della manifestazione nel palinsesto culturale musicale cittadino invitando  «cittadinanza e appassionati di musica a non perdere l’opportunità di partecipare a questa bella festa dedicata al jazz, patrimonio dell’umanità e forma d’arte tra le più creative, in una location intima e suggestiva come lo Stignani».

Ad aprire Imola Crossroads, come detto, sarà il grande percussionista indiano Trilok Gurtu con relativa band che a Imola, sempre presentato dal Combo Jazz Club, si è già esibito in tre occasioni: nel 1989 al Cap Creus per la rassegna «Concerto Jazz» sia con il gruppo degli Oregon che nella formazione del grande chitarrista John McLaughlin, e nel 2003 al Crossover Jazz Festival in Rocca.Nato a Bombay nel 1951, figlio d’arte (sua madre Shoba è una delle più famose cantanti di thumri, uno degli stili della musica classica indiana), Gurtu inizia la sua carriera giovanissimo in India come suonatore di tablas (una coppia di tamburi della tradizione indiana, di differente forma e misura, Ndr),  per poi approdare al jazz appena ventenne. Perfettamente a suo agio con tablas, percussioni e batteria (per cui ha elaborato un personalissimo set), che suona con virtuosa maestria e creatività, negli anni ’70 si trasferisce prima in Europa, vivendo anche in Italia tra Firenze, Pistoia e Milano, e successivamente a New York nel 1976.  Risalgono a quegli anni le collaborazioni con Charlie Mariano, Don Cherry, Archie Sheep e Lee Konitz. Alla scomparsa del percussionista Collin Walcott, suo amico, lo sostituisce nel celebre gruppo degli Oregon; proprio con questo gruppo statunitense Gurtu farà conoscere il suo personalissimo stile etno jazz e si guadagnerà la fama internazionale che ancora oggi lo accompagna. Nella sua gratificante carriera non vanno dimenticate ad esempio le collaborazioni con John Mc Laughlin in trio, con Joe Zawinul, Jan Garbarek e Pat Metheny. A titolo di curiosità si può ricordare inoltre che in Italia ha suonato in tour con Pino Daniele nel 1984, e con Ivano Fossati nel cd Lindberg. Da diversi anni, si è dedicato alla carriera solistica prima con la sua formazione dei Crazy Saints e poi con altri progetti lavorando, sempre più convinto, alla ricerca di un «suono globale», dove coesistano jazz e afro, elettronica e tradizione indiana, sonorità senza confini né di genere né di aree geografiche.  La formazione che lo accompagnerà in questo tour è composta oltre che da Trilok alle percussioni e alla voce, da Frederik Koster alla tromba, da Tulug Tirpan al pianoforte e alle tastiere e da Jonathan Ihlenfeld Cunado al basso. (f.r.)

I concerti  inizieranno  alle ore 21.15. Biglietto: 20 euro intero, 16 ridotto. Informazioni: 0542/602600 e 0544/405666.

Nella foto, di Barka Fabianova (tratta dal sito di Crossroads), Trilok Gurtu alle percussioni

Trilok Gurtu protagonista di Crossroads con le sue tablas e le percussioni
Cultura e Spettacoli 14 Aprile 2019

Silvia Donati a Dozza per un progetto dedicato a Nina Simone e Billie Holiday

Secondo appuntamento domenica 14 aprile a Dozza con The Jazz Identity inserito nel cartellone del festival regionale «Crossroads. Jazz e altro in Emilia Romagna» e dedicato quest’anno all’universo musicale femminile. Sul palco del teatro Comunale, si esibirà il trio della vocalist Silvia Donati  che presenterà il progetto D’amore e d’orgoglio dedicato a Billie Holiday e Nina Simone: un tributo rispettoso e coinvolgente, in particolare a queste due grandissime interpreti della musica afroamericana, due artiste dalle vite intense e travagliate che hanno profondamente rivendicato l’orgoglio di essere donne e afroamericane negli Stati Uniti in anni in cui i diritti sociali e civili dei neri erano calpestati e non riconosciuti. Un tributo impegnativo che la Donati affronta con una maturità e una personalità da grande interprete.

Silvia Donati, bolognese, è attiva sulle scene nazionali da diversi anni alternando il suo impegno tra musica d’autore, jazz e musica brasiliana. Sul versante della musica d’autore la ricordiamo come vocalist del noto gruppo femminile delle Siluet con il quale nel ’97 ha vinto il premio «Città di Recanati»; su quello  jazzistico ha  affiancato diversi musicisti come Pietro Tonolo, Ares Tavolazzi, Jimmi Villotti, Sandro Gibellini, Carlo Atti,  Renato Chicco e il pianista Marcello Tonolo con il quale ha condiviso il Quintetto-Progetto «Music on Poetry» realizzando due interessanti cd,  Days e Seed Journey, con composizioni originali ispirate ed elaborate da poeti come Philip Larkin e Gregory Corso, e ancora lo «Stand Hard 3io», e l’originale «Ja Vigiu Plamja». Infine per quanto riguarda la musica brasiliana, suo grande amore, ha collaborato con personaggi come Nicola Stilo e Toninho Horta come cantante e autrice dei testi nel cd Vida Vida.

Al suo fianco a Dozza troviamo la giovane talentuosa chitarrista toscana Francesca Fattori che sta iniziando meritatamente a farsi notare nella nuova scena jazz nazionale. Infine la bassista Camilla Missio, già compagna di strada della Donati con Le Siluet, che è una delle migliori bassiste italiane e vanta una carriera ricca di collaborazioni tra musica e teatro al fianco di personaggi come Andrea Mingardi, Massimo Ranieri, Paola Turci, Mirco Menna, Stefano Benni, Gemelli Ruggeri, Bob Messini, Neri Marcorè, Malandrino e Veronica, Franz Campi solo per citarne alcuni. (f.r.)

Il teatro Comunale è in via XX Settembre 51, i concerti inizieranno alle ore 21. Per informazioni e prenotazioni: 0544/405666 (da lunedì a venerdì ore 9-13). La biglietteria serale del teatro sarà attiva dalle ore 20 al 338/2273423.

Nella foto, di Mirko Silvestrini (tratta dal sito di Crossroads), Silvia Donati

Silvia Donati a Dozza per un progetto dedicato a Nina Simone e Billie Holiday
Cultura e Spettacoli 13 Aprile 2019

C'è più tempo per iscriversi a “Gocce di musica per la solidarietà 2019', la finale sul palco di “Imola in Musica'

C”è più tempo per iscriversi a Gocce di musica per la solidarietà, il concorso musicale organizzato dall’Avis Comunale Imola in collaborazione con il settimanale “sabato sera”, con l’app Sabato Sera Notizie e con il Centro giovanile Ca’ Vaina.

L”organizzazione del contest ha infatti deciso di allungare di una settimana i termini entro cui è possibile chiedere la partecipazione: non più il 18 aprile, ma giovedì 25 aprile. Entro tale data i gruppi o singoli che vorranno partecipare alla gara giunta alla dodicesima edizione potranno quindi mandare la propria richiesta all”Avis Imola o a Ca” Vaina secondo le modalità previste nel bando scaricabile dal sito www.avis.it/imolaIl contest prevede tre serate di selezione (10, 17 e 24 maggio) che si terranno a Ca’ Vaina e a cui parteciperanno i gruppi selezionati dagli organizzatori: queste tre sfide sanciranno poi i nomi dei finalisti che saliranno sul palco durante la finale che si terrà sabato 8 giugno in piazza Gramsci, all’interno di Imola in musica.

I musicisti si esibiranno con propri pezzi originali o cover ed almeno un pezzo inedito che si ispiri al tema della solidarietà. La partecipazione, riservata ai singoli o ai gruppi musicali giovanili in cui almeno uno dei componenti risieda nel Circondario oppure a Ozzano Emilia, è gratuita.

È previsto un montepremi di 200 euro per ciascun gruppo finalista più 500 euro per il vincitore (in buoni acquisto per materiale musicale). Inoltre è stato istituito il Premio speciale «sabato sera».

L”albo d”oro del concorso vede i seguenti gruppi quali vincitori delle varie edizioni: Metalmeccanica, Sour Whine, Morgana, Plastercast Rose, Lou and B, Walkabout, N and Noise, Random Effect, Metropolitcs, P-Jam, Tm Sky. 

Info: Avis 0542/32158 dal lunedì al sabato dalle ore 8.30 alle 12.30.

Nella foto la sera della finale in piazza Gramsci dell”edizione 2018

Imola

C'è più tempo per iscriversi a “Gocce di musica per la solidarietà 2019', la finale sul palco di “Imola in Musica'
Cultura e Spettacoli 29 Marzo 2019

Da oggi tre giorni di grande musica con l'innovazione di Cassero Jazz

Fine settimana tutto jazz a Castel San Pietro con la trentaduesima edizione del festival Cassero Jazz che si terrà il 29, 30 e 31 marzo al teatro Cassero. Interamente ospitata nel nutrito e qualificato cartellone del festival regionale «Crossroads – Jazz e altro in Emilia Romagna», la rassegna castellana è promossa  anche quest’anno dall’assessorato alla Cultura, dalla Uisp e dal Combo Jazz Club, e vive grazie al sostegno economico della Uisp castellana. Questa edizione, come dicevamo, si svilupperà in tre serate con la presentazione di tre proposte decisamente interessanti, legate alla migliore scena nazionale e internazionale, che confermano la linea artistica coerentemente portata avanti negli anni da Cassero Jazz. Una linea che ha portato la «piccola» ma significativa manifestazione castellana a guadagnarsi un suo prestigio grazie ad una direzione artistica che ha puntato sulla progettualità, la qualità, la ricerca anche radicale, le contaminazioni senza mai rincorrere il personaggio del momento, il facile consenso.

Ad aprire la manifestazione venerdì 29 sarà un quartetto formato da Riccardo Tesi, Patrick Vaillant, Andrea Piccioni e Gianluigi Trovesi. Si tratta di una sorta di reunion del progetto Etnia Immaginaria che proprio a Cassero Jazz venticinque anni or sono ebbe il suo debutto. Allora era un trio e oggi sarà un quartetto e sarà stimolante vedere l’evoluzione e la contemporaneità di quello che ancora oggi possiamo considerare uno dei più interessanti progetti di etno-jazz realizzati nel nostro Paese. Si tratta di un viaggio in una musica strumentale senza frontiere, innovativa e spregiudicata ma con radici ben salde, che vedrà il celebrato sassofonista e clarinettista Gianluigi Trovesi,  quest’anno gratificato dalla rivista Musica Jazz con il «Top Jazz alla Carriera» , dialogare con Riccardo Tesi, maestro indiscusso a livello internazionale dell’organetto diatonico, con Patrik Vaillant, virtuoso e coinvolgente mandolinista francese, e con il percussionista Andrea Piccioni, grande maestro dei tamburi a cornice.

Sabato 30 le coordinate musicali saranno decisamente diverse con il concerto forse più atteso, quello che avrà come protagonista il trio del chitarrista statunitense Julian Lage. Modello e maestro riconosciuto per schiere di giovani chitarristi jazz sparsi per il mondo nonostante abbia poco più di trent’anni, Lage ha esordito giovanissimo tanto che a dieci anni era il protagonista del documentario Jules at Eight diretto da Mark Becker, e a dodici era già stato invitato ad esibirsi alla cerimonia per i  Grammy Awards. Allievo alla Berklee College of Music di Boston, ha avuto come insegnante il vibrafonista Gary Burton che lo schiera nella propria formazione, e con il quale ha inciso due cd: Generation nel 2004 e Next Generation nel 2005. Da allora la sua carriera non si è più fermata annoverando collaborazioni di prestigio come quelle con personaggi quali Jim Hall, Herbie Hancock, Fred Hersch, Christian McBride, Eric Harland e Larry Grenadier, Bela Fleck e Antonio Sanchez, Charles Lloyd, John Zorn, ed esibendosi nei cartelloni dei maggiori festival e jazz club del mondo. A Castel San Pietro Lage si esibirà in trio con Jorge Roeder al contrabbasso e Eric Doob alla  batteria,  e presenterà il nuovo cd Love Hurts.

Infine domenica 31 la rassegna chiuderà  con il Quartetto «Dark Dry Tears» guidato dal noto bassista italiano Danilo Gallo. Musicista eclettico, aperto, curioso, più volte ascoltato a Cassero Jazz in diversi contesti, Gallo presenterà un suo progetto in piedi già da qualche anno, in cui esprime il suono della sua anima più nascosta: quella che lui ama definire «malinco-punk-retrorock-grunge-melodica» filtrata naturalmente attraverso la musica, usando il linguaggio universale del jazz, riletto e personalizzato. Per questa «avventura  sonora» ha messo insieme un ottimo quartetto che vedrà il magistrale batterista Jim Black, uno dei protagonisti riconosciuti del downtown newyorkese, anche lui già passato in più occasioni dal palco del Cassero, e i sassofonisti  italiani Massimiliano Milesi, già al fianco di Giovanni Falzone e Tino Tracanna, e Francesco Bigoni, coprotagonista nell’esperienza con Gallo del collettivo El Gallo Rojo. Un combo piuttosto singolare con una  front line praticamente doppiata nelle voci che presenterà il suo secondo lavoro discografico che uscirà a breve per l’etichetta Parco della Musica Record di Roma. Massimiliano Milesi ha sostituito Francesco Bearzatti, che inizialmente doveva partecipare al progetto e che ha dovuto rinunciare per ragioni di salute.

Al teatro Cassero in via Matteotti 2 alle ore 21.15. Biglietti: per il 29 e il 31 marzo, 15 euro intero, 13 ridotto; per il 30 marzo, 20 euro intero, 16 ridotto; abbonamento a tre serate 42 euro. Info: 335/6916225, 051/940133 oppure www.crossroads-it.org o www.combojazzclub.com. Biglietteria serale dalle ore 20: tel. 338/2273423.

Nella foto i Dark Dry Tears

Da oggi tre giorni di grande musica con l'innovazione di Cassero Jazz
Cultura e Spettacoli 24 Marzo 2019

Concerto di beneficenza all'autodromo per il restauro dell'Osservanza. IL VIDEO

Sala polivamente dell”autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola gremita di gente, giovedì 28 febbraio, per il concerto di beneficenza, organizzato da Luisa Rago e offerto dal Gruppo Isaf in collaborazione con l’Accademia pianistica internazionale. Il ricavato dell’evento è stato infatti devoluto a favore del Comitato RestaurOsservanza onlus, per i lavori di recupero del complesso conventuale dell’Osservanza.

Sul palco un duo d’eccellenza composto dal violinista Oleksandr Semchuk e dal pianista Alessandro Tardino. Tra gli ospiti il vicesindaco Patrik Cavina, l”ex pilota di Formula Pierluigi Martini, la nuotatrice Alessia Polieri, i giocatori dell”Imolese calcio 1919 e dell”Andrea Costa Basket, il senatore Daniele Manca, l”assessore all”Autodromo Maurizio Lelli, il Maggiore dei Carabinieri Claudio Gallù e altri esponenti delle forze dell”ordine. (d.b.)

Nella foto (Isolapress): un”immagine della serata

Concerto di beneficenza all'autodromo per il restauro dell'Osservanza. IL VIDEO
Cultura e Spettacoli 24 Marzo 2019

Prima rassegna di concerti al Museo diocesano curata dall'Erf

Una vera e propria stagione musicale verrà ospitata tra le mura del Museo diocesano di Imola. La stagione, che spazierà dalla musica classica ai Beatles, nasce da una collaborazione con Emilia Romagna Festival, come spiega il vicedirettore del Museo, Marco Violi: «Da anni ospitiamo concerti all’interno del museo. Così abbiamo pensato di non avere più eventi occasionali bensì una vera e propria stagione, composta di cinque eventi, che “colonizzi” spazi del museo vescovile che finora non hanno mai ospitato concerti». La musica quindi animerà non solo la Sala Grande del museo, dove tradizionalmente si tengono i concerti, ma anche il chiostro del palazzo. «Per l’occasione abbiamo anche creato un logo ad hoc per il Museo diocesano – continua Marco Violi – dato che quello precedente era rimasto quello disegnato nel 2012 per il cinquantesimo anniversario».

È lo stesso direttore artistico di Emilia Romagna Festival, Massimo Mercelli, a spiegare nel dettaglio la rassegna: «Verranno presentati artisti molto diversi tra di loro: si va da stelle della musica come il pianista Giuseppe Albanese a giovani promesse. La rassegna prenderà il via il 10 aprile con il Gran Concerto di Primavera con protagonista proprio Giuseppe Albanese. Poi venerdì 21 giugno, in occasione della Festa della musica, all’interno del chiostro si potranno ascoltare due giovani musiciste diplomatesi da poco: Jessica Gabriele al flauto e Agnese Contadini all’arpa che eseguiranno brani di Bizet, Chopin, Debussy e altri. Sabato 31 agosto sarà l’occasione per ascoltare, nuovamente, artisti di livello mondiale come il violoncellista Boris Andrianov. Insieme a lui si esibirà Yuri Medyanik con il “bayan”, uno strumento tipico della tradizione russa simile a una fisarmonica. Domenica 22 settembre sarà la volta dell’Ensemble Musicale Recondite Armonie, un quintetto di fiati, che presenterà musiche di Mozart, Rossini, Danzi, Ibert e Hindemith. Per ultimo, il 10 dicembre per Notte di Note – Concerto di Natale, si torna nella Sala Grande del museo con il violoncellista e compositore Lamberto Curtoni. Un artista poliedrico da alcuni definito come un “nuovo Ennio Morricone” che a Imola porterà il suo Vox Celli, un programma che spazia dalla musica rinascimentale a brani dei Beatles a composizioni dello stesso Curtoni».

Come ogni anno il Gran Concerto di Primavera è legato al restauro di un’opera del Museo diocesano, come racconta il restauratore Michele Pagano: «Quest’anno la scelta è caduta su un quadro che si trova all’interno dello stesso museo. Si tratta della Sacra Famiglia con San Giovannino, un dipinto a olio della seconda metà del XVI secolo. Il restauro andrà a intervenire sull’ossidazione dei colori che cela le cromie originale e si occuperà anche della cornice lignea coperta di foglie dorate, di grande pregio». (r.c.)

Nella foto di Isolapress, il flautista Massimo Mercelli e Lorenzo Bavaj al gran concerto del 2018 al Museo diocesano

Prima rassegna di concerti al Museo diocesano curata dall'Erf
Cultura e Spettacoli 16 Marzo 2019

Ritorna il contest Gocce di musica, iscrizioni entro il 19 aprile

I primi furono i Metalmeccanica. Gli ultimi i Tm Sky. In mezzo Sour Whine, Morgana, Plastercast Rose, Lou and B, Walkabout, N and Noise, Random Effect, Metropolitcs e P-Jam. Chi sono? I vincitori di Gocce di musica per la solidarietà, concorso musicale organizzato dall’Avis Comunale Imola in collaborazione con il settimanale sabato sera, con l’app Sabato Sera Notizie e con il Centro giovanile Ca’ Vaina, la cui dodicesima edizione sta per partire.

Riservato ai gruppi musicali giovanili in cui almeno uno dei componenti risieda nel Circondario oppure a Ozzano Emilia, il contest prevede tre serate di selezione (10, 17 e 24 maggio) che si terranno a Ca’ Vaina e a cui parteciperanno i gruppi selezionati dagli organizzatori sulla base delle richieste pervenute: le tre sfide iniziali decreteranno poi i nomi dei finalisti che saliranno sul palco del contest durante la finale all’interno di Imola in musica. I musicisti si esibiranno con propri pezzi originali o cover ed almeno un pezzo inedito che si ispiri al tema della solidarietà.

La partecipazione al concorso è gratuita e, per partecipare, occorre iscriversi attraverso le modalità spiegate nel bando scaricabile dal sito dell’Avis Imola. Il termine ultimo per l’iscrizione è giovedì 19 aprile 2019.è previsto un montepremi di 200 euro per ciascun gruppo finalista più 500 euro per il vincitore (in buoni acquisto per materiale musicale o per sale prova presso un negozio o studio di registrazione abilitato, da utilizzare assolutamente entro il 31 ottobre 2019). Inoltre è stato istituito il Premio speciale «sabato sera».

Lo scorso anno si sfidarono sia gruppi che cantanti in solo: Off the road,  Fabio Mazzini, Hlp, Criss,  Milena Mingotti,  Aster & the X Band,  Black Stripes, Tm Sky,  Colimbo. Alla finale approdarono in quattro, visto il pari-merito di una delle selezioni: Mazzini, Mingotti, Aster & the X Band e Tm Sky che poi si aggiudicarono il contest. Quest’anno chi scriverà il proprio nome sull’albo d’oro del concorso?

Info: Avis 0542/32158 dal lunedì al sabato dalle ore 8.30 alle 12.30.

Nella foto: i Tm Sky, vincitori dell’edizione 2018 del contest musicale

Ritorna il contest Gocce di musica, iscrizioni entro il 19 aprile

Franco Scala e i trent'anni di storia dell'Accademia pianistica

Era il 6 marzo 1989 quando, con un concerto di Vladimir Ashkenazy, inaugurò ufficialmente l’Accademia pianistica di Imola, che nasceva sulla scia dell’associazione «Incontri col maestro» che Franco Scala aveva fondato nel 1982 per tenere corsi, lezioni e attività concertistiche. Trent’anni dopo l’Accademia è diventata punto di riferimento del mondo pianistico a livello internazionale, si è allargata a comprendere anche altri insegnamenti (archi, flauto, musica da camera e perfino fortepiano) e ha ottenuto il riconoscimento dell’equipollenza a lauree triennali e magistrali per i suoi titoli accademici, che a Imola sarà annunciato ufficialmente venerdì 15 marzo dal ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Marco Bussetti: alle 17.30 al teatro Stignani il ministro terrà una dichiarazione in merito alle linee generali del riconoscimento, per un pomeriggio che vedrà anche i saluti della sindaca di Imola Manuela Sangiorgi e del presidente dell’Accademia Corrado Passera, nonché un concerto eseguito da alcuni degli allievi di maggior talento.

E talento è la parola chiave della storia dell’Accademia.

«Trent’anni fa, quando siamo partiti, sentivo che sarebbe successo qualcosa – conferma Franco Scala, fondatore e direttore dell’Accademia -. L’idea è stata semplice (si schermisce, Nda): permettere a un ragazzo di avere più insegnanti, anche in base alla propria crescita personale e artistica, e non solo uno che lo seguiva per dieci anni come al Conservatorio».

Quando ha sentito che questo «qualcosa» era davvero successo?

«Quando abbiamo cominciato a vincere premi. Ogni nazione ha un premio importante, che la identifica nel mondo della musica: in Italia c’è il Busoni, in Polonia il premio Chopin, negli Stati Uniti il Van Cliburn… Ebbene, i nostri allievi hanno vinto ottanta premi! Andavano e vincevano! La nostra forza è la qualità degli allievi: i nostri studenti hanno molto talento e nostro compito è salvare questo talento».

Il talento degli allievi è una faccia della medaglia, l’altra è il talento degli insegnanti.

«Quando incontri un talento, la natura ha già fatto tutto, tu devi solo aprirgli delle finestre. E devi sapere come farlo. Abbiamo insegnanti che sono le nostre colonne, come Leonid Margarius e Boris Petruschansky, e come lo era Lazar Bergman, che purtroppo è venuto a mancare. E poi abbiamo giovani insegnanti, ragazzi che si sono diplomati qui e che ora aiutano altri talenti nel loro percorso, come Enrico Pace, Ingrid Fliter e Roberto Giordano, ad esempio. In questo c’è anche un continuo adattamento, un avvicinarsi sempre più ai giovani perché non puoi importi su di loro, devi capire cosa vogliono e accompagnarli. Noi produciamo musica, e non abbiamo bisogno di comprarla. Abbiamo rapporti di stima e amicizia con i musicisti. I nostri ragazzi vanno a suonare in Russia, alla Carnegie Hall, in tutto il mondo… e ovviamente a Imola, dove mi piacerebbe che suonassero sempre di più perché noi produciamo e offriamo musica alla città. Ed è stimato che l’indotto che muove l’Accademia in città è di un milione di euro».

In trent’anni di storia, avete raggiunto successi e premi continui. Citiamo solo il Premio Presidente della Repubblica consegnatovi nel 2014 da Giorgio Napolitano per l’attività di eccellenza dell’Accademia pianistica di Imola, o l’esibizione tenuta nel 2009 davanti a Papa Benedetto XVI in Vaticano da Jin Ju (prima allieva, poi docente dell’Accademia). Di cosa è più soddisfatto?

«Della didattica. Dei nostri duecento allievi annuali. In particolare ricordo un episodio con estrema soddisfazione e affetto. Riguarda Roberto Cominati. Lo vedevo sempre qui in giro a lezione, poi un giorno l’ho incontrato e gli ho detto “A domani” per salutarlo. E lui mi ha risposto che no, non ci saremmo visti, perché lui andava via. Gli ho domandato come mai e mi ha risposto che non si trovava bene, non riusciva a “ingranare”. Gli ho chiesto di farmi un regalo e di suonare per me. Alla fine gli ho chiesto di rimanere in Accademia per tre mesi ancora: abbiamo lavorato tutta l’estate insieme, di giorno suonavamo e al tramonto annaffiavamo le piante! C’eravamo solo noi! Dopo di questo ha vinto il Premio Busoni! Ora suona, fa concerti in giro per il mondo… ed è anche pilota d’aerei!». (s.f.)

L”intervista completa a Franco Scala è sul numero di «sabato sera» in edicola da giovedì 7 marzo

Nella foto il direttore e fondatore dell’Accademia Franco Scala con la direttrice artistica Angela Maria Gidaro

Franco Scala e i trent'anni di storia dell'Accademia pianistica
Cultura e Spettacoli 24 Febbraio 2019

Concerto di violino e piano a favore dei restauri al complesso dell'Osservanza

Un duo d’eccellenza composto dal violinista Oleksandr Semchuk e dal pianista Alessandro Tardino. Saranno loro ad esibirsi giovedì 28 febbraio alle ore 20 nella Sala polivalente–Media center dell’Autodromo Enzo e Dino Ferrari per un concerto a favore del Comitato RestaurOsservanza onlus, offerto dal Gruppo Isaf in collaborazione con l’Accademia pianistica internazionale e con il supporto dell’Autodromo «Enzo e Dino Ferrari», di MarsigliLab, Imola Assicurazioni, Allestimenti e Pubblicità. Il ricavato dell’evento sarà infatti devoluto a sostegno dei lavori i lavori di recupero del complesso conventuale dell’Osservanza di Imola (offerte interamente devolute al progetto Osservanza; informazioni al 347/4220305 o 334/7972978).

Semchuk e Tardino eseguiranno un programma che prevede l’esecuzione  della Sonata in la maggiore n 9, op. 47 di Beethoven, dell’Introduzione e Rondo capriccioso, op. 28 di Saint-Saëns e della Zingaresca, op. 20 di Sarasate.  

Nato nel 1987, Alessandro Tardino nel 2006 si è diplomato in pianoforte al Conservatorio di Frosinone con il massimo dei voti, lode e menzione d’onore e ha ricevuto dall’Associazione Concertistica Romana il premio Regione Lazio come migliore diplomato dell’anno. Si è perfezionato presso l’Accademia pianistica«Incontri col Maestro» di Imola dove, dal 2003, ha studiato con Franco Scala, Michelle Dalberto e Enrico Pace. Ha inoltre frequentato masterclass con Robert Levin, Joaquin Soriano, Vovka Ashkenazy, Zoltan Kocsis, Andrea Lucchesini, Oleg Marshev, Yang Jun e Roberto Cappello. Nel 2013 ha conseguito il diploma accademico. Ha suonato nell’ambito di festival come MiTo Settembre Musica e Maggio Musicale Fiorentino e tenuto recital in importanti sale tra cui il teatro Manzoni, il teatro Litta e la Galleria d’Arte Moderna di Milano, l’Accademia Filarmonica di Verona, il teatro Comunale e il teatro Olimpico di Vicenza, l’Accademia Filarmonica di Bologna, il Piccolo Teatro Comunale di Firenze. Svolge attività cameristica con il pianista Andrè Gallo e con i violinisti Stefano Delle Donne, Oleksandr Semchuk e Ksenia Milyavskaya. Nel 2012 ha vinto il concorso di musica da camera «Giulio Rospigliosi» in duo con Stefano Delle Donne e, come solista, il Concours International de Piano de Lyon. Da diversi anni collabora con il violinista Pierre Amoyal accompagnando i suoi allievi al corso estivo al Mozarteum di Salisburgo. Si è esibito inoltre nella veste di camerista nella Grosse Saal del Mozarteum all’interno del SalzburgerFestspiele.

Oleksandr Semchuk ha cominciato a studiare violino a quattro anni con il maestro Pylatiuk e a otto anni ha tenuto il suo primo concerto come solista con l’orchestra. Fra i suoi insegnanti vi sono violinisti e didatti di fama mondiale, quali Bohodar Kotorovych,  Yehudi Menuhin, Tibor Varga, Viktor Tretiakov e Alberto Lysy. Vincitore già giovanissimo di vari concorsi internazionali, ha collezionato il primo premio assoluto al prestigiosissimo «Youth Assembly of Art» di Mosca, al Mykola Lysenko International Competition in Ucraina e al Premio Città di Gubbio. Nel frattempo ha intrapreso una brillante carriera concertistica che l’ha visto esibirsi con successo in tutto il mondo, sia come solista sia in collaborazione con musicisti di fama internazionale. Ha suonato con la maggior parte delle orchestre dell’ ex-Unione Sovietica. Dal 2002 collabora stabilmente con il pianista Leonardo Zunica, con il quale ha affrontato le pagine più significative del repertorio cameristico, tra cui la prima esecuzione italiana della Fantasie per violino e pianoforte di Olivier Messiaen. È direttore artistico della Strings Concert Academy di San Marino. Semchuk risiede da alcuni anni in Italia, dove svolge anche un’intensa attività didattica: ha insegnato presso la Scuola di Musica di Fiesole e l’Accademia Musicale di Firenze e nel 2011 è stato invitato a coordinare il Dipartimento d’Archi dell’Accademia pianistica internazionale «Incontri col maestro» di Imola, presso la quale insegna tuttora.

La sua classe ad Imola conta trenta alunni provenienti da tutte le regioni d’Italia, molti dei quali si stanno distinguendo ed inserendo nell’organico delle orchestre giovanili italiane. Il Dipartimento d’Archi, che coinvolge una cinquantina di alunni ogni anno, è nato nell’Accademia quindici anni fa con la volontà di affiancare all’intensa attività didattica pianistica altrettanto qualificata attività per musica d’archi affinché i musicisti possano formarsi in modo completo anche per musica cameristica e d’orchestra. Nel Dipartimento d’Archi insegnano anche Ksenia Milas e Maurizio Sciarretta per il violino, Antonello Farulli per viola e quartetto d’archi e Orfeo Mandozzi per il violoncello. Recentemente due eccellenti giovani violinisti, Teo Gertler ed Edward Ted Walton, allievi del maestro Sciarretta, sono stati protagonisti del Ciclo dei concerti invernali dell’Accademia  riscuotendo grande successo di pubblico.

Nella foto il violinista Oleksandr Semchuk

Concerto di violino e piano a favore dei restauri al complesso dell'Osservanza
Cultura e Spettacoli 16 Febbraio 2019

La storia del Piccolo Coro dell'Antoniano in un docu-concerto che passa da «Zum zum zum» a «Volevo un gatto nero»

Un viaggio nelle più belle canzoni per bambini, ma non solo. Da Zum zum zum a Nella vecchia fattoria passando per Il caffè della Peppina e Volevo un gatto nero. A proporlo, domenica 17 febbraio alle 17 nella Sala Mariele Ventre di palazzo Monsignani 69 a Imola, è Testimonianze musicali che, in collaborazione con l”Accademia pianistica, porta sul palco un evento che si muoverà nella storia de Il Piccolo Coro dell”Antoniano di Bologna arrivando fino ai Vecchioni di Mariele, ossia gli ex bambini del Coro che si sono riuniti per ridar voce a quei brani storici. Zum zum zum zumando dal Piccolo Coro ai Vecchioni di Mariele – questo il titolo dell”evento – è un docu-concerto che approfondisce la storia del Piccolo Coro attraverso quattordici brani, intervallati da notizie storiche, brevi filmati inediti, interviste, foto, presentate da una voce registrata fuori campo. Il nome si collega alla famosa canzone, sigla di Canzonissima cui partecipò anche il Piccolo Coro (di cui alcuni coristi fanno ora parte dei Vecchioni di Mariele) e che sarà la sigla iniziale.

Il Piccolo Coro dell”Antoniano rappresenta più di cinquantacinque anni di storia musicale internazionale dell”infanzia. Nasce all”Antoniano di Bologna, fondato nel 1954 da Padre Ernesto Caroli, e viene costituito alla fine del 1963 da Mariele Ventre e Padre Berardo Rossi, diretto da Mariele fino alla sua scomparsa e affidato dal 1995 a Sabrina Simoni. Lo Zecchino d”Oro, inventato da Cino Tortorella, è il marchio di fabbrica del Piccolo Coro ma il suo repertorio è poliedrico e comprende sigle, folklore, brani di bravura, canti religiosi e altro ancora. Il nome Vecchioni è quello che Mariele dava ai bambini appena uscivano dal coro quindi gli stessi canterini di allora, riunendosi, hanno scelto di chiamarsi Vecchioni di Mariele.

Come detto, l”evento è organizzato anche dall”Accademia pianistica «Incontri col maestro» di Imola: «Il ringraziamento alle sorelle Ventre da parte dell’Accademia è duplice – si legge nel comunicato stampa dell”evento -: il notaio Maria Antonietta Ventre, che è stata negli anni Duemila membro del Consiglio di amministrazione dell’Accademia per diverso tempo, ha portato il suo contributo anche professionale in un momento importante di sviluppo dell’istituzione, e la sorella Maria Rachele “Mariele” Ventre, alla quale è dedicata la sala di palazzo Monsignani, ha fatto tanto per la storia musicale dell’infanzia. L’Accademia è quindi legata affettivamente alla famiglia Ventre, in un’unione supportata dalla grande stima reciproca che intercorre tra il notaio Maria Antonietta e il maestro Franco Scala. Per questo l’Accademia ospita con gioia questo importante evento dedicato a Mariele che, fondando Il Piccolo Coro dell’Antoniano e portandone avanti la direzione per tutta la sua vita, ha intrecciato la storia di quasi mille bambini».

L”ingresso è gratuito fino ad esaurimento posti.

Nella foto la copertina di un 45 giri degli anni settanta che nel lato B
contiene «Zum zum zum» cantata dal Piccolo Coro dell’Antoniano

La storia del Piccolo Coro dell'Antoniano in un docu-concerto che passa da «Zum zum zum» a «Volevo un gatto nero»

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