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Cultura e Spettacoli 4 Maggio 2018

Il tendone del circo “contemporaneo' a Ozzano con venti spettacoli in due weekend

Un festival di circo contemporaneo e delle arti performative che si propone di ospitare al suo interno diverse iniziative di interesse culturale, rivolte a tutte le fasce d”età. È ArtInCirco, che animerà il comune di Ozzano il 4, 5, 6, 11, 12 e 13 maggio con oltre venti spettacoli dal vivo, ospitati in un tendone da circo di 199 posti allestito nel campo di via della Repubblica (davanti al municipio), e proposti da otto compagnie. Ci saranno inoltre laboratori ludico-educativi, musica e stand gastronomici con cibi biologici.

La direzione artistica del festival, patrocinato e sostenuto dal Comune e organizzato dall”associazione ArtInCirco, è della Compagnia Nando e Maila che da anni tiene laboratori ad Ozzano e ha già organizzato spettacoli e rassegne alla Dulcamara. ArtInCirco festival è l”evoluzione di questi progetti ed ha il suo focus nel circo contemporaneo, che unisce le discipline classiche del circo quali l”acrobazia al teatro, alla danza, al mimo. Ad ArtInCirco non ci saranno spettacoli con animali.«Sarà l”occasione per mostrare quello che è le nouveau cirque, il circo contemporaneo, ovvero una sorta di circo-teatro che sta vivendo un momento particolarmente propizio, con tante scuole che fioriscono e attenzione anche da parte del settore pubblico.

Si tratta di un tipo di circo estremamente creativo, non standardizzato, che ha una storia diversa rispetto a quella del circo tradizionale: ad esempio, noi non presentiamo spettacoli con animali» spiega Nando, al secolo Ferdinando D”Andria che, con Maila Sparapani, ha fondato la compagnia di circo contemporaneo. ArtInCirco sarà quindi un bel momento per vedere questa forma di espressione artistica.

Tra i vari appuntamenti di questo fine settimana, si possono segnalare lo spettacolo di fine anno della scuola di circo di Ozzano stasera venerdì 4 maggio alle 18, seguito alle 21 da 20 decibel del Circo El Grito, compagnia italiana dal successo europeo che qui propone una magia di danza, musica, circo e poesia. Lo spettacolo ritorna anche domani alle 21, serata in cui, nel prato alle 22.15, si potrà ammirare la danza del fuoco de Il drago bianco. Il clown Rufino sarà protagonista domenica mattina alle 11 nel tendone, mentre alle 12.30 nel prato ci sarà il teatro nella pancia di Fausto Barile. Non mancheranno inoltre altri show, laboratori, letture, musica dal vivo. Il tutto con replica anche il weekend successivo. Inoltre, si potranno mangiare cibi biologici proposti dagli stand gastronomici. (r.c.)

Gli spettacoli nel prato sono gratuiti. Quelli nel tendone hanno un biglietto intero di 8 o 12 euro, ma sono previste riduzioni. Prenotazioni: 329/2347981.

Informazioni e programma completo su festival.artincirco.it

Approfondimenti su «sabato sera» in edicola da giovedì 3 maggio

Nella foto evoluzioni di circo contemporaneo nella foto della locandina di ArtInCirco

Il tendone del circo “contemporaneo' a Ozzano con venti spettacoli in due weekend
Cultura e Spettacoli 17 Aprile 2018

Musica, zuccherini e cronoscalata al palo: successo per la Sagra della Cuccagna di Sassoleone. IL VIDEO

La Sagra della Cuccagna di Sassoleone, organizzata dalla Pro Loco locale, quest”anno ha raddoppiato con la prima manche della cronoscalata al palo che si è svolta in notturna al sabato, prima della seconda manche “classica” della domenica pomeriggio. Molta gente ha partecipato al tradizionale evento nella frazione di Casalfiumanese dove tra bella musica, 5 quintali di zuccherini lanciati per tutti i presenti, la gara ha visto trionfare, tra gli uomini, Luca Neretti e, tra le donne, Ester Zanerini. Tra i piccoli, invece, la più veloce è stata Sofia Neretti.

r.c.

Nella foto (tratta dalla pagina facebook della Pro Loco di Sassoleone): facce da Cuccagna

Musica, zuccherini e cronoscalata al palo: successo per la Sagra della Cuccagna di Sassoleone. IL VIDEO
Cultura e Spettacoli 9 Aprile 2018

Un «Amico» di nome Mess. Intervista al cantautore castellano Massimiliano Negroni

Massimiliano Negroni, in arte Mess, è un cantautore di Castel San Pietro che ha un talento genuino e che, nel giro di due anni, è passato da cantare quasi per gioco nell’intimità della propria camera, a partecipare ad uno dei talent show più seguiti di Italia: il celebre Amici, condotto da Maria De Filippi. In mezzo, la partecipazione al contest Gocce di musica per la solidarietà dove, nella prima serata di selezione dell’edizione 2017, si è scontrato con la corazzata P-Jam (poi vincitrice dell’edizione) non venendo quindi scelto per la finale, ma dimostrando le sue indubbie doti musicali.

Come hai iniziato a muovere i primi passi nel variegato mondo musicale?

«Poco più di due anni fa, nel giorno del mio compleanno, i miei genitori mi regalarono una chitarra: imparando i primi giri, i primi accordi, mi sono appassionato e ho voluto unire lo strumento alla mia onnipresente passione per il canto. Da autodidatta ho imparato le prime basi, che mi hanno permesso di sviluppare testi e musiche scritte di mio pugno».

Puoi spiegare più nel dettaglio la tua filosofia musicale?

«Mi ritengo un ascoltatore prima che un creatore, e sono abituato ad osservare e, appunto, ascoltare le persone senza alcun tipo di pregiudizio. Questo atteggiamento è ciò che sta alla base dei miei testi e della mia musica. Per quanto riguarda le due anime della mia ispirazione: la prima, quella anarchica e baraccona, rappresenta quel lato di me che critica le bassezze della società in cui vive, sempre mantenendo una vena ironica e giocosa; la seconda, invece, si rifà alla mia propensione alla malinconia, che è lo stato d’animo in cui riesco a scrivere più facilmente e genuinamente. Ho bisogno di sentimenti forti da poter sfogare nella musica».

Chi sono i tuoi riferimenti musicali?

«Ci sono due artisti che mi rispecchiano molto, Rino Gaetano e Fabrizio Moro, per la vita un po’ frastornata e insicura a livello lavorativo che hanno condotto. Sono le mie due massime ispirazioni artistiche. Io ora, come molti ragazzi, sono un lavoratore precario e mi guadagno da vivere per coltivare il mio sogno, quindi sento molto la tematica. Ad Amici ho cantato il mio inedito Tutti sanno, che in una strofa dice: “tutti sanno del lavoro che va male, ma più importante l’auto blu al Quirinale”. Mi piace raccontare piccole verità, senza intenti polemici, senza critiche immotivate di nessun tipo, ma portando tematiche quotidiane all’orecchio del pubblico. Mi piace introdurre la vita nei miei testi, insomma».

A proposito di Amici: che ambiente è? C’è tanta concorrenza tra i partecipanti?

«Ognuno ha un approccio diverso, anche perché i ragazzi lì dentro hanno dai diciassette ai ventisette anni. Io l’ho vissuta serenamente, come un’occasione personale per migliorarmi e fare esperienza, senza screditare nessuno ma pensando a me stesso e alla mia musica. I ragazzi più giovani erano in assoluto i più competitivi, ma devo dire che ho stretto delle belle amicizie con tutti, e di questo sono molto felice».

Che percorso pensi di seguire per continuare l’ascesa?

«Sicuramente quello del cantautorato: chitarra e penna! Ho firmato un contratto con l’etichetta Pms, di Alfonsine, e ho già trenta canzoni pronte. Il mio nuovo singolo, Una parte della tua vita, è appena uscito e sto lavorando ad un disco con una decina di tracce dentro. Sono contentissimo, ma anche impaziente: fosse per me si registrerebbe anche di notte! Però rispetto i tempi di tutti quelli che lavorano per la buona riuscita di questo mio progetto, e li ringrazio molto. Il mio progetto principale è l’album, poi ho già in agenda una collaborazione acustica con il mio amico Elia Zappata, e un progetto più rock, con tanto di band. Per quanto concerne i prossimi cinque anni, non amo fare previsioni. Ripeto, continuerò la ricerca della mia dimensione musicale combattendo ogni giorno con me stesso, con tanta voglia di imparare e migliorare!».

Venerdì 13 aprile alle 21 Mess presenterà al Centro giovanile Ca’ Vaina a Imola il videoclip realizzato in seguito alla sua vittoria dell’edizione 2017 del concorso «Live Video Contest», e darà vita ad un concerto live. Ingresso gratuito.

ri.ra.

L”articolo completo su «sabato sera» del 5 aprile.

Nella foto: Massimiliano Negroni, in arte Mess

Un «Amico» di nome Mess. Intervista al cantautore castellano Massimiliano Negroni
Cultura e Spettacoli 5 Aprile 2018

Gocce di Musica 2018, ancora aperte le iscrizioni per il contest

C’è ancora tempo per iscriversi all’undicesima edizione di Gocce di musica per la solidarietà, contest musicale organizzato dall’Avis Comunale Imola in collaborazione con il settimanale sabato sera, con l’app Sabato Sera Notizie e con il Centro giovanile Ca’ Vaina.

Il concorso, riservato ai gruppi musicali giovanili in cui almeno uno dei componenti risieda nel Circondario Imolese oppure a Ozzano Emilia, consiste in tre serate di selezione che si terranno a maggio (ognuna con tre gruppi musicali, selezionati dall’organizzazione sulla base delle richieste di iscrizione ricevute) e una finale che si svolgerà nel mese di giugno. La partecipazione è gratuita. La richiesta va effettuata su un modulo scaricabile dal sito dell’Avis Imola (dove si trova anche il bando) e, qualora uno o più componenti del gruppo siano minorenni, occorre il consenso dei genitori. La richiesta di iscrizione al concorso musicale deve essere inviata via email a giovani.imola@avis. it oppure consegnata personalmente entro giovedì 19 aprile 2018 alla segreteria dell’Avis in piazzale Giovanni Dalle Bande Nere 11 a Imola dal lunedì al sabato dalle 8.30 alle 12.30 o a Ca’ Vaina in viale Saffi 50/b dal lunedì al mercoledì dalle 16 alle 24, giovedì dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 24, venerdì dalle 16 all’1 e sabato dalle 17 all’1.

Per ciascun gruppo finalista è previsto un buono acquisto di 200 euro per materiale musicale o per sale prova presso un negozio o studio di registrazione abilitato (da utilizzare entro il 31 ottobre 2018), e per il vincitore un ulteriore buono di 500 euro. Inoltre è stato istituito il Premio speciale sabato sera. Informazioni: 0542/32158 Avis Imola, 0542/43610 Ca’ Vaina.

r.c.

Gocce di Musica 2018, ancora aperte le iscrizioni per il contest
Cultura e Spettacoli 26 Marzo 2018

Bubano Blues, sul palco il famoso armonicista Fabrizio Poggi

Sul palco di Bubano Blues, domani alle 21 alla Sala civica, salirà Fabrizio Poggi, cantante, armonicista e scrittore, insieme al  Chicken Mambo quartet. Candidato ai Blues Music Awards (gli Oscar del blues) e ai Blues Blast Music Awards, e vincitore, tra l’altro, del Jimi Award (assegnato dalla prestigiosa rivista Blues 411) per il miglior album internazionale, poche settimane fa è entrato in finale ai Grammy Awards nella categoria «Best traditional blues album» con il suo ultimo disco Sonny & Brownie’s Last Train e ha sfidato gli altri contendenti, tra cui nientemeno che i Rolling Stones, il 28 gennaio al Madison Square Garden di New York classificandosi secondo dietro il gruppo di Mick Jagger.

Fabrizio Poggi ha suonato nelle maggiori capitali e nei maggiori festival europei. Numerosi sono stati i suoi tour negli Stati Uniti a partire dagli anni ‘80. Si è esibito con grande successo alla Carnegie Hall di New York con Guy Davis, Eric Burdon e Buddy Guy. Ha suonato sulla Legendary Blues Cruise con Guy Davis, Taj Mahal, Irma Thomas e tanti altri grandi artisti.

Il concerto è ad entrata libera. Prima della musica, alle 19.30, è possibile cenare con chicche con vongole, baccalà fritto con polenta al forno, dolce della casa, vino e acqua a 18 euro (prenotazione al 333/6117299).

r.c.

Nella foto: Fabrizio Poggi con la sua armonica

Bubano Blues, sul palco il famoso armonicista Fabrizio Poggi
Cultura e Spettacoli 16 Marzo 2018

Jazz, due giorni di musica a Dozza con la contrabbassista Silvia Bolognesi

Dozza sarà anche questanno tra le realtà toccate dal celebre festival regionale «Crossroads – Jazz e altro in Emilia Romagna». Chiusa lesperienza di Dozza Jazz, Jazz Network, la Compagnia teatrale della Luna Crescente/Cooperativa Tre Corde e il Combo Jazz Club presenteranno nel suggestivo teatrino Comunale del borgo di Dozza, in via XX Settembre 51, un interessante progetto jazz originale dal titolo «The Jazz Identity».

Liniziativa, che si terrà sabato 17 e domenica 18 marzo, sarà lanteprima del festival «Carta didentità» che si svolgerà sempre a Dozza tra maggio e giugno. «The Jazz Identity» avrà come protagonista principale la contrabbassista senese Silvia Bolognesi che nella formula della «carta bianca», ispirandosi al complesso tema dellidentità (filo conduttore del festival), darà vita a due concerti messi a punto per loccasione con due organici diversi. Il 17 marzo alle 21 la Bolognesi presenterà il suo «Ju Ju Sound Quartet» che la vede insieme a ottimi musicisti come il virtuoso solista di viola e banjo Paolo Botti, il sassofonista e clarinettista Achille Succi, il batterista Andrea Melani e, per loccasione come special guest, il vocalist statunitense Griffin Rodriguez, mentre il 18 marzo alle 21 la vedremo alla direzione, in una sua «Conduction», degli imolesi Improplayers rafforzati dai musicisti dello Ju Ju Sound Quartet e da Rodriguez, che creano una sorta di piccola orchestra.

Biglietti: intero 15 euro, ridotto 13, ridotto per carnet 2 concerti a Dozza 11 euro. Informazioni e prenotazioni: 347/5548522.

Da ricordare che sabato 17, sempre allinterno di «The Jazz Identity», alle ore 18 in Enoteca regionale ci sarà la presentazione del libro Reggio Emilia Jazz 1925-1991. Dalla provincia al mondo di Giordano Gasperini. Lautore sarà presente e ne parlerà con il noto giornalista, critico jazz e direttore artistico Filippo Bianchi. Lingresso è gratuito.

f.r.

Nella foto (di Alessandro Carpentieri): Silvia Bolognesi al contrabbasso

Jazz, due giorni di musica a Dozza con la contrabbassista Silvia Bolognesi
Cultura e Spettacoli 13 Marzo 2018

Erf, sul palco dello Stignani il famoso violoncellista Giovanni Sollima

Una cascata di conoscenza, entusiasmo, talento, cultura: parlare con Giovanni Sollima, violoncellista di fama mondiale, è rinfrescare la mente. Immaginatevi ascoltarlo! L’occasione ci sarà domani sera alle ore 21 quando, con I Solisti Aquilani, sarà al teatro Stignani di Imola per un appuntamento della rassegna curata da Emilia Romagna Festival.

Nato a Palermo, Sollima è protagonista nelle più importanti rassegne internazionali e sui palchi di tutto il mondo, e ha collaborato, ad esempio, con Claudio Abbado, Philip Glass, dj Scanner o Patti Smith, giusto per dirne alcuni. Ha dato vita al progetto dei 100 violoncelli, ideato insieme al compositore-violoncellista Enrico Melozzi, nato nel 2012 all’interno del Teatro Valle Occupato e che continua tutt’ora: una «chiamata alle arti» dedicata alla musica con ospiti da tutto il mondo, blitz urbani in giro per la città, repertori imprevedibili e che abbracciano diverse epoche storiche, un concorso di composizione e tanti concerti. Attualmente insegna all’Accademia di Santa Cecilia a Roma, dove è anche accademico effettivo, e alla Fondazione Romanini di Brescia.

Ma come si sceglie un programma per concerto? Per l’emozione che dà suonarlo? Per la sfida musicale? Per l’idea di stimolare il pubblico?

«C’è sempre una serie di connessioni, l’idea di di un racconto – risponde il violoncellista -. Anche dove sembra ci siano incongruenze, in realtà è un contrasto che dà una sorta di drammaturgia. Ci sono sempre collegamenti in un programma. Quello che propongo con i Solisti Aquilani è composto da concerti per violoncello e orchestra da camera. Rientra nella grande tradizione settecentesca, un’epoca in cui il virtuoso scriveva poco per se stesso, per le sue mani, perché curava l’interpretazione dei suoi brani direttamente sullo strumento, mentre scriveva molto per orchestra: Boccherini, ad esempio, pubblica poche sue sonate, che eseguiva soprattutto per uso privato, mentre pubblica tantissime sinfonie. Sin da bambino io sono stato educato al metodo settecentesco con una pratica improvvisativa sulla musica del ‘700, quindi tutto questo mi affascina. E poi fa bene alla salute sentire i segnali del passato, la storia: me li lancia direttamente lo strumento che suono».

Infine, due brani legati, in un certo senso.

«Suoneremo il Concerto n. 3 in sol maggiore per violoncello e archi G 480 di Luigi Boccherini, un musicista che io adoro. Il suo nome è una leggenda ma nessuno conosce veramente la sua musica. Da Lucca è partito e ha girato il mondo dell’epoca, poi si è stabilito in Spagna e questo si avverte: è stato il primo grande etnomusicologo della storia, ha esplorato la musica popolare. Ha inventato il gps del violoncellista, dando le direzioni per la navigazione più impervia. La sua musica è preclassica e folk. Concluderemo con un mio lavoro, L.B. files per violoncello, archi e sampler, dove L.B. è Boccherini, e quindi è un chiaro riferimento a lui. L’ho scritto per un festival in Germania nel 2006, in forma di concerto. Ha la forma del racconto in cui immagino Boccherini girare per il mondo. C’è un fandango all’interno, che esprime sensualità, con una voce campionata che in pochi secondi ci spiega il fandango, mentre noi suoniamo intorno. È un tracciato fitto tra epoche, stili e luoghi, con l’idea del viaggio e di cosa accade in Europa. Nel mondo si pratica l’improvvisazione sulla musica, sulla poesia e su diverse altre discipline: è una pratica straordinaria che non elude regole di architettura».

Musica significa ovviamente strumenti con cui farla. Qual è il rapporto che ha col suo violoncello?

«È un’estensione di me. Il violoncello poi è fisico, sta a contatto col corpo. C’è una parte che vibra nello spazio e un’altra che ti ritorna nel corpo». Ultima curiosità: è mai stato a Imola? «Una volta, mi è piaciuta e ho mangiato benissimo». E detto da un palermitano, è un complimento che vale moltissimo.

Biglietto da 20 a 12 euro, ridotto da 17 a 10, per i ragazzi delle scuole imolesi fino a 19 anni 1 euro, gratuito sotto i 10 anni. Info: 0542/25747.

s.f.

L”intervista completa su “sabato sera” dell”8 marzo

Nella foto (di Gian Maria Musarra): Giovanni Sollima

Erf, sul palco dello Stignani il famoso violoncellista Giovanni Sollima

Lisa Manara, la cantante imolese in tour con Gianni Morandi

Sul palco del Gianni Morandi Tour 2018 “d’amore d’autore” c’è anche Lisa Manara. La ventiseienne cantante originaria di Sesto Imolese fa così parte della band del tour partito da Rimini sabato 24 febbraio (con una data zero a Jesolo giovedì scorso). Band che, capitanata dal Gianni nazionale, vede Alberto Paderni alla batteria, Mattia Bigi al basso, Lele Leonardi e Elia Garutti alla chitarra, Alessandro Magri alle tastiere, Simone D’Eusanio al violino, Francesco Montisano al sax, Lisa Manara (appunto), Augusta Trebeschi e Moris Pradella ai cori.

Il tour, prodotto e organizzato da F&P Group, ha dovuto nutrirsi in corsa di ulteriori date, visto le continue richieste (a Rimini, ad esempio, è andato sold out) e coprirà tutta la penisola: sarà anche all’Unipol Arena di Casalecchio il 24 marzo e avrà una data speciale all’Arena di Verona il 25 aprile.

Ma come è entrata Lisa, che conosciamo per la voce bellissima e il suo repertorio principalmente blues e afro, in una delle produzioni musicali più importanti d’Italia?

«Mi ha chiamata il direttore della band di Gianni Morandi, che è anche il pianista, Alessandro Magri, per fare un provino – ci racconta con entusiasmo -. Quando, dopo un po’ di tempo, ho saputo l’esito ero veramente contenta! È un’esperienza nuova per me, che non avevo mai fatto la corista: è un ruolo bello, difficile, che, al servizio dell’artista, ti fa scoprire tante cose. È bellissimo vedere tutto il lavoro che riesce a gestire un artista come Gianni Morandi, che ha un’esperienza grandissima».

Organizzare un concerto del genere deve essere un lavoro particolarmente curato.

«Morandi, la produzione, i suoi collaboratori, tutti quelli che sono coinvolti non lasciano nulla al caso: ogni dettaglio è studiato e seguito, così come ogni particolare necessario per dare al pubblico un grande concerto di due ore e mezza».

Com’è Gianni Morandi dal vivo?

«È veramente come lo si vede: pieno di energia, super positivo. Ci ha dato e ci dà tanta carica. È un grande maestro, preciso, attento, non lascia nulla al caso, sa quello che vuole. Sto imparando molto».

L”intervista completa su “sabato sera” dell”1 marzo.

r.c.

Nella foto: Lisa Manara sul palco con Gianni Morandi

Lisa Manara, la cantante imolese in tour con Gianni Morandi

Un concerto per due «Nomadi» alla Stalla

Due Nomadi, la musica, un centro sociale. Ingredienti ideali per una bella serata. E così l’appuntamento va in scena a La Stalla, in via Serraglio 20/b a Imola, domani sera a partire dalle 20.30 con la cena e alle 22 con il concerto. Ma di chi? Ad esibirsi saranno Cico Falzone e Massimo Vecchi, rispettivamente  chitarrista e bassista dello storico gruppo, ma anche cantanti.

Cico Falzone fa parte dei Nomadi dall’1 luglio 1990: entrò in sostituzione del chitarrista Chris Dennis, salendo sul palco con Augusto Daolio, Beppe Carletti, Dante Pergreffi e Daniele Campani che arrivò insieme a lui sostituendo il batterista Gian Paolo Lancellotti. Massimo Vecchi, che è anche contrabbassista, invece, è entrato nel gruppo nel 1998 chiamato proprio da Falzone, e ne diventa, oltre che bassista, anche seconda voce (all’epoca il cantante era Danilo Sacco).

I due musicisti e cantanti si esibiranno così in una serata che sarà piena di canzoni note, amate e indimenticabili. Si comincia alle 20.30 per chi vuole cenare (primo, secondo, dolce, bevande e concerto a 25 euro) e si prosegue alle 22 con la musica (solo concerto 10 euro). Informazioni e prenotazioni: 349/6404151 o 335/5357493.

Nella foto: il chitarrista Cico Falzone

Un concerto per due «Nomadi» alla Stalla
Cultura e Spettacoli 28 Febbraio 2018

Accademia pianistica di Imola, il direttore e fondatore Franco Scala presenta la «sfida» tra i suoi ex allievi Gallo e Roma

Si parte da una «sfida musicale» per arrivare a parlare di didattica e, come sempre quando si tratta di Franco Scala fondatore e direttore dell’Accademia pianistica, di grandi sogni che poi diventano progetti che poi diventano realtà. La «sfida» è quella di lunedì 26 febbraio tra André Gallo e Igor Roma che si terrà alle 20.45 nella sala Mariele Ventre di palazzo Monsignani a Imola. I sogni realizzati sono l’Accademia pianistica «Incontri col maestro» di Imola, che garantisce uno sbocco professionale sicuro ai suoi allievi, quelli da realizzare sono il rafforzamento della stessa con l’organizzazione di corsi per «insegnare come insegnare» e il cambiamento culturale nella percezione del talento, che oggi è sempre più precoce. Insegnante e allievo, in una parola didattica: è sempre lì il segreto del successo di un ente che in quasi trent’anni da Imola ha raggiunto ogni angolo del globo con la sua fama, attirando pianisti da Cina, Giappone, Australia. Ma andiamo con ordine.

L’appuntamento più immediato con le attività dell’Accademia pianistica è, appunto, il concerto che rientra nella stagione concertistica, e che vedrà quindi sul palco i due ex allievi (entrambi hanno studiato con Franco Sala) e ora docenti dell’Accademia nonché pianisti di fama internazionale. «Non hanno voluto dirmi il programma del concerto – commenta il direttore -. Sarà una sorpresa, una specie di sfida tecnica tra loro, come accadeva tra i virtuosi dell’Ottocento. Del resto, possono permetterselo, hanno un’estrema padronanza dello strumento, una bella carriera e possono divertirsi a giocare un po’, a fare qualcosa di diverso dal solito. Hanno cominciato a studiare con me quando erano ragazzini, sui dodici anni, li ho visti crescere, poi li ho chiamati ad insegnare: sono bravi, fanno squadra, hanno tante belle idee e le portano avanti con incisività. C’è un gruppo di nostri ex allievi che ora sono insegnanti molto in gamba».

s.f.

L”intervista completa su “sabato sera” del 22 febbraio.

Nella foto: il direttore e fondatore dell”Accademia pianistica Franco Scala

Accademia pianistica di Imola, il direttore e fondatore Franco Scala presenta la «sfida» tra i suoi ex allievi Gallo e Roma

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