Posts by tag: opere pubbliche

Cronaca 5 Febbraio 2019

Il «puzzle Varignana» si sta lentamente componendo. Ora tocca al centro civico

Un domani il centro storico della frazione di Varignana, sulle colline castellane, sarà completamente rinnovato: un nuovo parcheggio vicino al cimitero, piazza libera dagli attuali posti auto e attrezzata con arredi urbani, un centro civico polifunzionale nell’ex oratorio di San Giuseppe che affaccia proprio sulla piazza, la vecchia scuola ristrutturata come alloggi uso foresteria per clienti e dipendenti di Crif Spa (che da anni investe nella Varignana Valley con uffici e il resort Palazzo di Varignana).

A suo tempo l’Amministrazione pensava di ristrutturare il vecchio edificio scolastico per ricavarne un centro civico, poi l’accordo con Crif e Palazzo di Varignana ha spostato l’attenzione sul recupero dell’ex oratorio. «Il vantaggio – motiva il sindaco Fausto Tinti – è che la capacità edificatoria aggiuntiva prevista per il lotto ex scuola-via Alfieri è stata spostata in un’altra area all’interno del perimetro della proprietà di Palazzo di Varignana, in questo modo non si aumenterà la densità di edifici nel centro storico della frazione».

I vari pezzi del «puzzle Varignana» sono però interconnessi e se tutto non va liscio come l’olio la complessiva e corposa riqualificazione potrebbe complicarsi. Se non altro come tempi. Il destino della piazza dipende dal nuovo parcheggio, ma il contratto con la ditta assegnataria è appena stato rescisso per gravi inadempimenti. L’ex oratorio di San Giuseppe è stato acquistato dal Comune in ottobre, ma prevedibilmente sarà ristrutturato non prima del prossimo anno.

L’Amministrazione ha utilizzato per il progetto del nuovo centro civico 500 mila euro derivanti ancora dal primo accordo urbanistico con le società Palazzo di Varignana e Crif, quello che ha portato qualche anno fa alla realizzazione del grande complesso alberghiero. Si tratta della quota destinata ad «un’opera di interesse pubblico per la frazione castellana, nel dettaglio solo 150 mila euro sono serviti per acquistare l’edificio, di proprietà dell’associazione Fraternità cristiana opera di padre Marella città dei ragazzi, mentre gli altri 350 mila per la ristrutturazione e riqualificazione per trasformarlo nel centro civico. Il progetto prevede che nell’ex oratorio trovino posto gli ambulatori dei medici di base, che la Consulta locale chiede da tempo, nonché il seggio elettorale, poi le associazioni, lo spazio per mostre o esposizioni temporanee e, secondo le idee dell’Amministrazione, anche per ricordare la storia della Linea Gotica e pure padre Marella, che in passato reggeva l’asilo e un ricovero per bambine e ragazze sole che aveva sede proprio nell’ex canonica di Varignana (l’associazione possedeva l’immobile fin dagli anni Cinquanta del secolo scorso).

Prima di arrivare a ciò occorrerà, come detto, mettere mano all’edificio con un consolidamento strutturale per il miglioramento sismico, rifacimento impianti, rifacimento finiture e serramenti interni ed esterni. Le tempistiche sono però incerte. Già il percorso che ha portato a formalizzare l’acquisto è stato travagliato: l’approvazione in Consiglio comunale risale al 2017 ma prima si è dovuto attendere il cambio di presidente dell’associazione Fraternità cristiana, poi il diritto di prelazione da parte del ministero dei Beni culturali.

L’intenzione della Giunta Tinti era progettare la ristrutturazione quest’anno (al momento c’è un documento di fattibilità redatto dall’ufficio tecnico comunale a dicembre) ed eseguire il lavoro nel 2020, tanto che l’opera è stata inserita nel piano triennale l’anno scorso. Occorrerà fare i conti con alcune complicazioni, prima fra tutte i tempi della Soprintendenza, dal momento che lo stabile è vincolato dal punto di vista architettonico. Poi, come già per altri progetti, si vorrebbe presentare prima pubblicamente alla Consulta cittadina il progetto, confrontandolo poi con le richieste e i suggerimenti dei residenti. Senza dimenticare che in primavera ci sono le elezioni amministrative. La vendita delle ex scuole, però, formalizzata a dicembre, potrebbe far diventare pressante trovare una collocazione per le attività che fino ad oggi vi si trovavano. (mi.mo.)

Nella foto la piazza di Varignana oggi occupata dal parcheggio

Il «puzzle Varignana» si sta lentamente componendo. Ora tocca al centro civico
Cronaca 31 Gennaio 2019

Il 31 gennaio al Donatello un incontro promosso dal comitato pro bretella, ma si parlerà anche di piste ciclabili e stadio

Dopo il debutto a metà dicembre e vari banchetti di raccolta firme in Pedagna, centro storico e vallata del Santerno, il comitato “Strade future” organizza un incontro pubblico per spiegare ai cittadini le ragioni alla base della mobilitazione pro bretella. L’iniziativa si terrà giovedì 31 gennaio, alle ore 20, presso l’hotel Donatello (sala Grand Prix), in via Rossini 25. Il comitato chiede all’Amministrazione comunale di portare a termine l’opera per collegare l’asse attrezzato alla rotonda di via Punta così come previsto in origine, intervento per il quale esiste già un progetto esecutivo e un accordo con Autostrade per l’Italia per lo stanziamento dei fondi necessari.

Il comitato è contrario all’ipotesi della «bretellina», ovvero una sola corsia per senso di marcia, avanzata nei mesi scorsi dall’assessore ai Lavori pubblici, Massimiliano Minorchio. Nel corso della serata prenderanno la parola anche un rappresentante del nuovo gruppo cittadino “Iniziativa stadio”, che sta raccogliendo firme contro l’ampliamento dell’impianto sportivo Bacchilega in via Salvo d’Acquisto, e un portavoce del Comitato per il prolungamento della pista ciclabile in via Emilia Levante (dal Toys fino a via Gratusa), progetto inserito nel programma triennale delle opere pubbliche 2019/2021 dalla precedente Amministrazione e ora sospeso dalla Giunta pentastellata che ha dato la priorità ad altre opere.

«Contiamo di arrivare a breve a 3 mila firme – aggiorna il portavoce di “Strade future”, Mirco Griguoli -. Il 31 gennaio parleremo di bretella, ma anche di piste ciclabili e stadio, perché vogliamo sostenere gli altri comitati, i cittadini, ascoltarne motivazioni, perplessità e proposte. Oltre a me interverranno anche Mauro Becca per Via Pisacane e Francesca Dalmonte per “Iniziativa stadio”. Al termine, ci confronteremo con il pubblico».

Il 31 gennaio al Donatello un incontro promosso dal comitato pro bretella, ma si parlerà anche di piste ciclabili e stadio
Cronaca 30 Gennaio 2019

Lavori in vista a Castello per il Cassero e la facciata dell'ex Pretura grazie alla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola

Conservare è meglio che curare. Questa la motivazione che ha spinto la Giunta del sindaco Fausto Tinti a cercare (e trovare) uno sponsor per il restauro conservativo di due beni culturali della città: il Cassero, simbolo castellano, e l’edificio ex pretura che affaccia su piazza XX Settembre (è il palazzo dove hanno sede, fra le altre realtà, l’Osservatorio nazionale del miele e la saletta espositiva con accesso da via Matteotti 79).

A rispondere alla chiamata castellana, che dal 2015 è anche pubblicata fra gli interventi raccolti nel sito dell’Art bonus del governo per la ricerca e la raccolta di erogazioni liberali a sostegno del patrimonio culturale pubblico italiano, è stata la Fondazione Cassa di Risparmio di Imola con una donazione di 65 mila euro. Complessivamente, per il restauro conservativo dei due beni, nel dettaglio del voltone del Cassero e della facciata dell’ex pretura, l’Amministrazione castellana spenderà 85 mila euro, 20 in più di quanto arrivato dalla Fondazione (la cifra comunque era già stata accantonata da parte della Giunta attraverso oneri e monetizzazioni).

A scandire l’iter sono i documenti pubblicati sull’albo pretorio castellano. Le progettazioni per il risanamento e restauro conservativo dei due progetti sono già state redatte dalla società specializzata Gerso di Ravenna. «In entrambi i casi si tratta di intervenire nel rispetto delle superfici e delle successioni stratigrafiche storiche – spiega l’architetto Caterina Papa, che si è occupata della progettazione degli interventi -. Entrambe le ipotesi di intervento sono poi state sottoposte al giudizio finale della Soprintendenza per i beni architettonici e culturali, essendo gli edifici di carattere storico. Per quanto riguarda il Cassero si interverrà nella messa in sicurezza del soffitto del voltone carrabile (che sovrasta via Matteotti) e delle merlature, al fine di prevenire crolli dovuti all’usura del tempo. L’intervento sulla fac-ciata dell’edificio della ex pretura, invece, prevede l’eliminazione di alcune macchie di umidità e infiltrazioni di acqua piovana e la rimozione di piante infestanti cresciute sui muri».

I due interventi sono previsti nel bilancio delle opere 2018-2020, ovvero vedranno la luce quest’anno o al massimo il prossimo. Una volta che saranno pervenute tutte le autorizzazioni da parte della Soprintendenza l’Amministrazione potrà procedere con l’affidamento delle opere. (mi.mo.)

Nella foto il palazzo dell”ex Pretura di Castel San Pietro Terme

Lavori in vista a Castello per il Cassero e la facciata dell'ex Pretura grazie alla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola
Cronaca 26 Gennaio 2019

Quasi completata la ciclabile sulla via Emilia che congiunge Toscanella con Castel San Pietro Terme

Il nuovo tratto di pista ciclopedonale che congiunge la frazione di Toscanella con il comune di Castel San Pietro è «praticamente concluso», conferma il sindaco dozzese Luca Albertazzi. Si tratta di un’opera strategica, in prospettiva, per raggiungere in sicurezza Bologna dall’imolese, un lavoro reso possibile dal finanziamento ottenuto a suo tempo dall’Amministrazione comunale all’interno del Bando per le periferie dell’allora Governo Gentiloni.

L’intervento dozzese, in capo alla ditta Taglioli Sergio di Sasso Marconi, ha un costo di 200 mila euro, dei quali 148 mila finanziati con le dette risorse statali e 52 mila dal Comune. «Mancano le ultime finiture e alcuni dettagli, ma si può ritenere la pista ciclopedonale finita – continua il sindaco -. L’apertura avverrà a breve, mentre l’inaugurazione si terrà in primavera; pensiamo ad un taglio del nastro con passeggiata in bici, come già avvenuto per il tratto verso Imola, che fu molto partecipata. Nella stessa giornata inaugureremo anche il nuovo percorso ciclopedonale di collegamento tra la zona industriale e la via Emilia, anche questo concluso e già utilizzato».

Si tratta, in questo caso, della ciclabile che unisce la statale e piazza Giovanni XXIII, molto frequentata per la presenza del supermercato Lem. Il tratto, interamente finanziato anch’esso col Bando per le periferie con 210 mila euro, è stato realizzato dalla Ingcos Srl di San Maurizio Canavese.

«La ciclabile tra Toscanella ed Imola è apprezzata e frequentata,confidiamo in un analogo successo per il nuovo tratto, anche se bisognerà attendere la realizzazione del collegamento con Castel San Pietro» conclude Albertazzi. Anche il Comune castellano è rientrato nei finanziamenti e dovrebbe realizzare l’opera entro il 2019.

La ciclabile della via Emilia coinvolge cinque comuni (San Lazzaro, Ozzano Emilia, Castel San Pietro, Dozza e Mordano) e prevede alcuni tratti nuovi di zecca e altri realizzati mettendo in sicurezza l’esistente,abbattendo le barriere architettoniche e migliorando la qualità del decoro urbano. Ozzano e Dozza sono a buon punto, Castello ha uno dei tratti più corposi, per l’appunto quello dal confine con Dozza fino al ponte sul Sillaro.(mi.mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 24 gennaio

Quasi completata la ciclabile sulla via Emilia che congiunge Toscanella con Castel San Pietro Terme
Cronaca 11 Gennaio 2019

Il Comitato per il prolungamento della ciclabile di via Emilia levante: «L'opera è necessaria e deve essere completata»

Lo stallo di Autostrade Spa col Governo e la revisione del passante di Bologna stanno facendo preoccupare tutti coloro che contavano sui fondi dell’accordo per la quarta corsia dell’A14 per la realizzazione di opere attese da tempo. Uno di questi è il Comitato per il prolungamento della ciclabile di via Emilia levante, che a Imola ha raccolto negli anni circa 2.000 firme a sostegno dell’opera, ovvero un tratto di 800 metri che dal Toys Store arriva fino a via Gratusa.

La precedente Amministrazione Manca l’aveva inserito nel Piano degli investimenti insieme alla nuova rotatoria tra la via Emilia e via Zello per un totale di 2,1 milioni di euro. La Giunta Sangiorgi, nell’ultima modifica del Piano fatta a novembre, ha confermato la rotonda per il 2019, ma lo stop a Roma non rassicura il Comitato, che ora chiede garanzie al Comune in nome della sicurezza e della mobilità sostenibile.

Il 3 ottobre erano stati ricevuti dall’assessore ai Lavori pubblici, Massimiliano Minorchio, al quale avevano ripresentato le firme raccolte. «L’assessore è stato molto disponibile – sottolinea una dei portavoce del Comitato, Mara Carmonini, che abita proprio nella zona interessata -. In nostra presenza ha chiamato al telefono i tecnici di Area Blu per chiedere ragguagli sul progetto ed eventuali difficoltà». Su quel tratto, ad esempio, esiste un problema di competenza, perché oltre il cartello Imola (proprio all’altezza del Toys) la strada diventa statale e la responsabilità dell’Anas, la cui autorizzazione è necessaria per qualunque tipo di intervento. «Ci risulta che il Comune avesse già presentato, a suo tempo, la domanda per svolgere i lavori» dice Carmonini. Addirittura c’era in ballo un’ipotesi di passaggio di competenza di tutto quel tratto di statale al Comune, con i relativi oneri di manutenzione e lo spostamento del cartello Imola all’altezza di via Gratusa. Ma questo era legato all’intero progetto, rotatoria compresa.

In attesa che si definisca il destino di quarta corsia e relative opere connesse, il Comitato vorrebbe sapere dal Comune che intenzioni ha sulla ciclabile, per loro prioritaria. «Abbiamo avuto assicurazione che saremmo stati ricontattati – dettaglia Carmonini -, ma non ci ha richiamato nessuno. Ho telefonato invece io, più volte, alla segreteria di Minorchio che mi ha ribadito che la ciclabile, insieme alla rotatoria all’incrocio tra via Emilia e via Zello, è legata i lavori della quarta corsia dell’autostrada».

Ma è proprio questo che preoccupa e ha convinto il Comitato a prendere nuovamente carta e penna. Soprattutto in considerazione del fatto che, sempre nel Piano degli investimenti, il Comune ha inserito e finanziato la realizzazione di altre piste ciclabili, ad esempio su viale della Resistenza. «In quella zona ci sono alternative per ciclisti e pedoni, ma in via Emilia levante no – ragiona Mauro Becca, altro portavoce del Comitato -. Eppure per l’intervento su via della Resistenza sono stati trovati quasi 300.000 euro. Io lavoro a Forlì, in quelle zone la via Emilia è stata tutta ciclabilizzata. Piuttosto che costruire ciclabili poco utilizzate, come sulla via Selice, meglio farle dove sono davvero necessarie. Noi sono quindici anni che aspettiamo, prima non c’erano i soldi, poi si sono trovati, ora è tutto sospeso, eppure l’assessore Minorchio ci aveva detto che si sarebbe fatta quando gli abbiamo presentato le firme e il progetto».

«Mi sono rivolta anche alla Sangiorgi presentandomi durante l’orario di SindacAscolta – aggiunge Carmonini -. Dopo tre ore sono stata ricevuta dalla sindaca, che conosco bene dai tempi in cui lavorava per la Uil. Quel giorno ero abbastanza arrabbiata. La sindaca mi ha risposto come Minorchio, tra l’altro l’ha chiamato al telefono proprio davanti a me».

Nonostante la disponibilità manifestata, i dubbi e i timori permangono, dato che quegli 800 metri di ciclabile continuano ad essere vincolati a decisioni di altri, Autostrade Spa e del Governo. (mi.ta.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 10 gennaio

Nella foto i portavoce del Comitato: Matteo Masi, Mara Carmonini e Mauro Becca

Il Comitato per il prolungamento della ciclabile di via Emilia levante: «L'opera è necessaria e deve essere completata»
Cronaca 10 Gennaio 2019

Oltre mille firme raccolte dal comitato per la bretella, anche la vallata si mobilita per sostenere il progetto già approvato

La raccolta firme del comitato «Strade future», nato lo scorso dicembre, procede spedita. Anche durante le feste i volontari sono scesi in strada con il loro banchetto per raccogliere il consenso di chi come loro pensa che la bretella vada completata secondo il progetto originario, ovvero aggiungendo il tratto di strada che colleghi in trincea l’asse attrezzato alla rotonda di via Punta. I fondi per realizzarla, circa 13 milioni di euro, sarebbero quelli del pacchetto che il Comune riceverebbe dalla società Autostrade per le opere infrastrutturali collegate alla realizzazione della quarta corsia autostradale.

La nuova Giunta pentastellata ha però rimesso in discussione l’opera, per la quale c’era già un progetto esecutivo approvato, e sta invece valutando l’ipotesi di un completamento in superficie e a una sola corsia per senso di marcia. «Soltanto durante i nostri primi tre banchetti abbiamo raccolto più di mille firme – ci aggiorna il portavoce del comitato, Mirco Griguoli -. Siamo molto contenti, la nostra proposta ha suscitato interesse ed entusiasmo in persone di ogni età. Tante firme stanno arrivando anche dalla vallata del Santerno, dove non pensavamo che il problema fosse così sentito. Invece, in tanti ci hanno raccontato le difficoltà che vivono ogni giorno quando devono raggiungere la zona industriale di Imola, dove lavorano. Ci hanno detto che impiegano anche più di un’ora e che è pericoloso, perché la gente ha sempre fretta e, pur di riuscire a timbrare il cartellino in orario, per strada fa di tutto».

La raccolta firme proseguirà in gennaio e febbraio, anche in vallata. Domani venerdì 11 gennaio il banchetto di «Strade future» sarà a Fontanelice in corso Europa (ore 9-11), mentre sabato 12 gennaio tornerà davanti al Conad di via Baruzzi, in Pedagna (ore 9.30-12). Altre date, in corso di definizione, tra cui quella di un incontro pubblico entro fine mese, saranno comunicate in tempo reale sulla pagina Facebook «Comitato Strade Future», dove nel frattempo è stato pubblicato anche un video a riprova di quello che i fondatori del comitato vanno ripetendo. (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 10 gennaio

Nella foto il banchetto organizzato lo scorso 5 gennaio

Oltre mille firme raccolte dal comitato per la bretella, anche la vallata si mobilita per sostenere il progetto già approvato
Cronaca 28 Dicembre 2018

Partono gli espropri per il parco di Pontesanto, più vicina l'apertura del sottopasso di via della Cooperazione

Nei giorni scorsi sono stati depositati progetto definitivo e aree da espropriare, con relative indennità, del parco Pontesanto, ovvero l’area verde attrezzata tra le vie Mazzanti, della Cooperazione e Farolfi, prevista nell’accordo per la costruzione della nuova centrale di cogenerazione di Hera, utilizzando il terreno noto come «terra dei cachi», dall’impianto frutticolo che la caratterizza tuttora. Un’opera che porterà in dote anche un parcheggio su via Farolfi, un tratto di pista ciclabile in prossimità della rotatoria tra le vie Mazzanti e Di Vittorio e il relativo completamento del famoso sottopasso di via della Cooperazione (esiste già lo scatolare in cemento armato ma va reso utilizzabile).

L’obiettivo è collegare in sicurezza la frazione, e il contiguo quartiere Zolino, con la zona commerciale artigianale su via I Maggio e con le altre ciclabili verso l’Ortignola e il centro, e nel contempo trattenere parte degli inquinanti emessi dalle sorgenti limitrofe presenti, a partire dal trafficatissimo asse attrezzato (bretella). L’esproprio è il completamento della procedura avviata oltre un anno fa dalla precedente Giunta Manca con l’inserimento dell’opera come pubblica utilità nel Piano operativo comunale (Poc). Opera considerata prioritaria, soprattutto il sottopassaggio, anche dalla sindaca Sangiorgi sin dalla campagna elettorale.

Come detto, sotto via della Cooperazione il tunnel esiste già, occorre riaprirlo e fare le rampe d’accesso sia dal lato del campo dei cachi che dall’altra parte della strada. In tutto sono interessati 10.281 metri quadrati di terreno, un ettaro o poco più, ripartiti tra sette proprietari privati per i quali è stata stanziata una cifra complessiva di indennizzo di circa 380 mila euro da ripartire in base alle particelle catastali; i fondi verranno dal Comune. L’accordo, infatti, prevede che Hera sistemi l’area che appartiene, però, a privati, e doveva essere messa a disposizione dal Comune.

L’iter ora prevede che i proprietari possano accettare oppure presentare osservazioni sugli indennizzi (c’è tempo 20 giorni dopo la scadenza del termine di deposito degli atti presso il servizio Pianificazione il 7 gennaio). Claudio Cané, titolare dell’omonima azienda imolese di Autoservizi e autonoleggio, possiede, insieme alla sorella Bruna, l’area maggiore, il famoso campo con i cachi, e dice: «In linea di massima non intendiamo opporci ma speriamo sia la volta buona e facciano il sottopasso che serve alle persone che abitano lì – aggiunge -. Inizialmente le condizioni erano diverse, ma ora l’importante è che si concluda. Quella zona faceva parte di un podere che era della famiglia (un altro dei privati interessati è il cugino Luigi Grandi, ndr), i cachi li piantò un mio zio, li lasciammo perché sembrava che tutto dovesse finire in fretta, invece sono dieci anni che aspetto. Nel frattempo i cachi sono diventati un po’ di tutti quelli che li raccolgono…». (l.a.)

Il servizio completo è su «sabato sera» del 20 dicembre

Nella foto la visione dall”alto dell”area interessata

Partono gli espropri per il parco di Pontesanto, più vicina l'apertura del sottopasso di via della Cooperazione
Cronaca 20 Dicembre 2018

Il Comitato per la ciclabile di via Emilia levante incalza il Comune con le sue 2.000 firme: «E' un'opera indispensabile»

Torna a farsi sentire il Comitato per il prolungamento della pista ciclabile in via Emilia levante. Forti delle 2.000 firme raccolte due anni fa, consegnate a suo tempo alla vecchia Amministrazione e ripresentate all”assessore ai Lavori pubblici, Massimiliano Minorchio, i rappresentanti del Comitato chiedono alla Giunta 5 Stelle spiegazioni sul perché il progetto per la costruzione del tratto di ciclabile dal Toys a via Gratusa, inserito nel piano triennale delle opere pubbliche 2019-2021, sia stato al momento accantonato.

«Dopo l’incontro di ottobre con il neo assessore Minorchio – spiegano i portavoce del Comitato – ora apprendiamo dalla stampa locale che le opere pubbliche inserite nel programma triennale 2019/2021 sono state sospese ma che al contempo è stato deliberato un finanziamento di 263.000 euro per la realizzazione di una pista ciclabile su viale della Resistenza, addirittura prevista tra le opere pubbliche del 2018. Il nostro Comitato è a favore di tutte le piste ciclabili, ma ci preme sottolineare l’amarezza e la frustrazione che abbiamo provato insieme ai 2.000 concittadini che rappresentiamo nel vedere per l’ennesima volta bypassato il prolungamento della pista ciclabile di cui siamo promotori – e che ha dimostrato la sua valenza essendo stata inserita tra le opere pubbliche da realizzare – da un altro progetto che non presenta il requisito della indispensabilità e della mancanza di alternativa».

«E’ questo il cambiamento? – prosegue il Comitato, che è attivo dal 2002 – Ad oggi questo prolungamento della ciclabile fino a via Gratusa misura appena 800 metri, ma è di fondamentale importanza per poter permettere ai cittadini del quartiere di Tre Monti-Zello di poter utilizzare la bicicletta come mezzo di spostamento in modo sicuro e soprattutto indispensabile, perché non è presente nessun percorso alternativo. Siamo pertanto a chiedere all’Amministrazione Comunale di Imola – concludono i rappresentanti – come e quando pensa di realizzare il prolungamento della ciclabile fino a via Gratusa, affinchè non sia più procrastinato l’obiettivo di rendere più sicura, al pari di altre, una parte importante della nostra città».

Nell”immagine fornita dal Comitato la linea tratteggiata rossa si riferisce alla ciclabile in progetto, la gialla alla parte già realizzata

Il Comitato per la ciclabile di via Emilia levante incalza il Comune con le sue 2.000 firme: «E' un'opera indispensabile»
Cronaca 17 Dicembre 2018

Completato a Medicina il nuovo parcheggio in via Pertini, disponibili 24 posti auto più uno per disabili

Con l’installazione dei cartelli per la segnaletica verticale e la pittura delle strisce bianche a terra sono definitivamente conclusi i lavori per la realizzazione di un parcheggio in via Pertini. Nella nuova area sosta, ricavata in fondo alla strada, sono così disponibili 24 posti auto, più uno per disabili, che potranno essere utilizzati, in particolare, dai residenti della zona.

Il lavoro comprende anche un nuovo collegamento ciclopedonale che da via Pertini arriva al percorso naturalistico di via San Paolo, rendendo la zona più fruibile e accessibile.

Da notare che nell’importo di 110 mila euro dell’intervento complessivo, realizzato dalla ditta Ages Spa di Castenaso, vanno considerati anche la riasfaltatura e sistemazione della ciclabile che unisce Medicina alla frazione di Ganzanigo, nel tratto che da via Licurgo Fava arriva a via Bergianti.

L”articolo completo è su «sabato sera» del 13 dicembre

Nella foto il nuovo parcheggio in via Pertini

Completato a Medicina il nuovo parcheggio in via Pertini, disponibili 24 posti auto più uno per disabili
Cronaca 6 Dicembre 2018

Nel 2019 si faranno i lavori in viale Andrea Costa, l'obiettivo è un accesso alla città «da cartolina»

Una nuova immagine per viale Andrea Costa e il piazzale della stazione, perché chi arriva in treno da fuori possa avere un impatto migliore con la nostra città. E’ con questo scopo che la Giunta ha inserito la riqualificazione di questa area nell’elenco annuale 2018 dei lavori pubblici, con un impegno di spesa di 300 mila euro e lavori previsti dopo l’estate dell’anno prossimo.

«Riteniamo che questa sia la cartolina della città quando si arriva a Imola – motiva la sindaca, Manuela Sangiorgi -. Sarà riqualificata l’illuminazione, che fungerà anche da deterrente contro le azioni notturne diffuse, verificatesi anche ultimamente. Sarà rigenerato l’arredo urbano, panchine, aiuole e tettoie delle fermate dei bus. Sarà installato un pannello led per far capire le eccellenze enogastronomiche e le attrattive culturali. Vogliamo comunicare una certa qualità, propria di una “smart city”».

L’assessore ai Lavori pubblici, Massimiliano Minorchio promette cura e attenzione ai dettagli, senza però fornire i dettagli del progetto. «Oggi questa area dà un’immagine che poco si confà a una città moderna – afferma -. Sembra piuttosto la prima periferia di una realtà di provincia, non si ha la percezione di essere già all’interno della città. Vogliamo dare una nuova visione di quest’area attraverso strumenti moderni. Un “led wall”, ovvero un pannello luminoso di 4 metri per 2, simile a quelli di Times Square (a New York) sarà utilizzato anche per promuovere gli eventi in città».

Verrà inoltre riqualificata l’area di sosta dei taxi, con l’aggiunta di un bagno pubblico. Le risorse per i lavori saranno attinte dalle casse comunali. (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 6 dicembre

Nel 2019 si faranno i lavori in viale Andrea Costa, l'obiettivo è un accesso alla città «da cartolina»

Cerca

Seguici su Facebook

ABBONATI AL SABATO SERA

Font Resize
Contrast