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Cronaca 30 Novembre 2018

Il Comune di Castel San Pietro accelera per fare l'ascensore tra via Carducci e il parcheggio entro fine mandato

Castel San Pietro si appresta ad eliminare le due più note barriere architettoniche ancora presenti nel centro storico e pure il dislivello con il parcheggio di via Oriani, quello di fronte all’ex ospedale, oggi Casa della salute. Nulla di inedito, per carità, progetti promessi da tempo, che l’attuale Amministrazione comunale si è impegnata nero su bianco a realizzare entro la fine del mandato.

In particolare, la Giunta Tinti ha, di fatto, deciso di realizzare l’ascensore per collegare viale Carducci con il parcheggio approvando, con la delibera di Giunta del 15 novembre, l’affidamento dello studio di fattibilità tecnica ed economica dell’opera alla società in house Area Blu. Documento alla mano, Tinti dovrà portare l’opera in Consiglio comunale per inserirla nell’elenco 2018 delle opere pubbliche e dunque destinarvi i fondi già accantonati.

Sull’onda dell’impegno preso durante la campagna elettorale di intervenire sulle barriere architettoniche del centro, che rendevano la vita difficile a disabili, anziani e mamme con i passeggini (si ricordi la «passeggiata» in carrozzina che fece in prima persona l’allora candidato Fausto Tinti su invito dei Giovani democratici), la Giunta ne ha già abbattute una decina, investendo 20 mila euro derivati dagli incassi dei parcheggi a pagamento. Si tratta di criticità quali gradini, restringimenti della zona pedonale e rampe non idonee.

Ora l’Amministrazione ha trovato la soluzione anche per due delle più problematiche: la rampetta troppo ripida per l’accesso al portico su via San Francesco, dove si trova l’ufficio postale, e i due fittoni all’altezza del civico 7 di via Matteotti. Eliminare questi ultimi si è rivelato un lavoro particolarmente complicato in quanto, diversamente dagli altri, si doveva intervenire su una proprietà privata. «I fittoni saranno rimossi grazie ad un accordo fra l’Amministrazione e la proprietà del portico dove si trovano gli ostacoli» spiega l’assessore all’Urbanistica Tomas Cenni, che ci sta lavorando da due anni. «Dell’affidamento per la rimozione se ne occuperà Area Blu – aggiunge Cenni -, la nostra intenzione è che si possa intervenire prima delle prossime festività natalizie oppure aspettare l’inizio del prossimo anno per non intralciare le attività natalizie nel centro storico».

La rampa di accesso alla Posta, invece, oggi utilizzabile al massimo per il carico e scarico e non per le carrozzine dei disabili, dovrà essere messa in sicurezza dal condominio proprietario del manufatto stesso. «Il nostro ufficio tecnico sta lavorando insieme a loro per l’aggiunta dell’apposito corri-mano e per diminuire la pendenza, che è eccessiva – conferma Cenni -. Nel frattempo stiamo ideando una ulteriore soluzione alternativa e migliorativa che collocheremo su via Palestro, ovvero un attraversamento pedonale rialzato per portare le persone ed eventuali carrozzine o passeggini “in quo-ta” all’altezza del portico». (l.a. mi.mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 29 novembre

Nella foto l”allora candidato sindaco Fausto Tinti in carrozzina alle prese con le barriere architettoniche

Il Comune di Castel San Pietro accelera per fare l'ascensore tra via Carducci e il parcheggio entro fine mandato
Cronaca 14 Novembre 2018

Aprirà a breve il cantiere per la costruzione del nuovo centro sociale Giovannini. Lavori affidati alla ditta Zini Elio

Sarà simile a quelli inaugurati recentemente a Sesto Imolese e Sasso Morelli, solo più piccolo. Si tratta del nuovo immobile che ospiterà il centro sociale Giovannini del quartiere Marconi. A costruirlo sarà la Zini Elio Srl.

La tabella di marcia prevede che «la prossima settimana installeranno la recinzione di cantiere poi a fine novembre, tempo permettendo, cominceranno i lavori – dettaglia l’architetto Andrea Dal Fiume, responsabile opere pubbliche di Area Blu -. Avranno undici mesi per completare tutto». Salvo intoppi, tra un anno il centro sociale potrà lasciare il vecchio prefabbricato ormai vetusto (risale e fu utilizzato all’epoca del terremoto del Friuli del 1976, poi venne riconvertito).

La ditta Zini si è aggiudicata l’appalto per 497 mila euro (più Iva) con un ribasso del 10,560% sull’importo base della gara fatta in luglio da Area Blu, la società pubblica che gestisce gli immobili comunali. Il progetto risale alla precedente Giunta Manca e prevede un fabbricato in legno di 300 metri quadri coperti, più 150 di porticato. Come detto, ricalcherà i nuovi centri sociali delle frazioni di Sesto e Sasso, seppur con una geometria leggermente diversa, con bar, sala polivalente per incontri ed eventi, uno spazio esterno coperto per un utilizzo estivo. Sarà posizionato all’interno dell’area verde compresa fra le vie Marconi, Cenni, Bucci e Scarabelli a poca distanza da dove si trova quello vecchio che, una volta completato il tutto, sarà demolito. Forse ci sarà qualche pianta da eliminare nel corso dei lavori ma «ne pianteremo altre» assicura Dal Fiume.

L’idea di costruire un nuovo centro sociale nasce dal percorso di partecipazione e coordinamento avviato tra le associazioni e le realtà di quartiere denominato Marconi in rete, che coinvolge anche la parrocchia del Carmine e mira a riqualificare e coinvolgere vecchi e giovani di un quartiere articolato e complesso. Ad esempio, oggi presso il Giovannini non c’è più solo il centro anziani ma anche il centro giovanile, inoltre due anni fa l’evento di rigenerazione urbana RestArt, promosso dall’associazione Noi giovani, è stato organizzato proprio nel parco e sono stati dipinti con murales artistici sia alcuni vecchi palazzoni di case popolari che lo circondano, sia le scuole. (l.a.)

L”articolo completo è su «sabato sera» dell”8 novembre

Nella foto il rendering del nuovo centro sociale Giovannini

Aprirà a breve il cantiere per la costruzione del nuovo centro sociale Giovannini. Lavori affidati alla ditta Zini Elio
Cronaca 9 Novembre 2018

Contro la rotonda Scania-Marconi di Castel San Pietro 380 firme. Il sindaco: «Farà diminuire l'inquinamento»

L’annunciata rotonda al posto del semaforo all’incrocio tra le vie Scania e Marconi ha raccolto oltre trecentottanta «no». Non sono poche le firme contrarie al progetto e consegnate al sindaco Fausto Tinti, secondo il quale però, la rotatoria sarebbe «strategica per la riduzione del traffico e dello smog all’interno di una più complessa riorganizzazione della viabilità» che comprende anche nuove ciclabili (lungo le vie Colombarina e Grandi) e sensi unici (nelle vie Tosi e Tanari), come raccontato sul «sabato sera» del 18 ottobre.

Stando alla lettera dei cittadini, invece, sarebbe meglio mantenere il semaforo perché la realizzazione della rotonda causerebbe prima di tutto l’abbattimento di diversi tigli e il ridimensionamento del giardinetto di via Volturno, creando un impatto negativo sulla percezione visiva delle mura storiche vicine al giardinetto, inoltre si metterebbe a rischio la salute dei cedri di fronte alla biblioteca.

«Alcuni punti della lettera li condividiamo – risponde Tinti -, le antiche mura, oggi lasciate a loro stesse ed utilizzate solo per le affissioni comunali, sono da valorizzare quale bene culturale, così come è importante salvaguardare il patrimonio del verde urbano. Per quanto riguarda le mura occorre un progetto – aggiunge il sindaco – di cui ci occuperemo. Invece sul tema dell’ambiente e della salute, vorrei sottolineare che abbiamo commissionato uno studio sulle emissioni inquinanti da parte dei veicoli all’incrocio Marconi-Scania che dimostra come in quella zona il traffico stimato è di oltre diecimila veicoli al giorno, quasi 4 milioni all’anno. La rotonda poterà ad un risparmio fra le 10 e le 24 tonnellate di anidride carbonica (CO2), mentre se facessimo affidamento sulla capacità di assorbimento da parte degli alberi ne servirebbero dai 100 ai 240 esemplari».

Gli alberi che dovrebbero essere abbattuti sono in tutto sei, cinque platani e un tiglio. «E ricordo – aggiunge Tinti – che, come da prassi, saranno comunque posizionate altrettante nuove piante nel territorio comunale». (mi.mo.)

Il servizio completo è su «sabato sera» dell”8 novembre

Contro la rotonda Scania-Marconi di Castel San Pietro 380 firme. Il sindaco: «Farà diminuire l'inquinamento»
Cronaca 30 Ottobre 2018

Tornerà transitabile entro la primavera 2019 il ponte sul Sillaro di via Mingardona tra Castello e Monterenzio

Entro la prossima primavera il ponte sul Sillaro di via Mingardona, al confine tra Castel San Pietro e Monterenzio, all’altezza della frazione di San Clemente, dovrebbe tornare ad essere transitabile. Dopo l’approvazione, avvenuta nei giorni scorsi, della convenzione tra le due Amministrazioni per la gestione dei 240 mila euro arrivati dalla Regione Emilia Romagna, l’iter burocratico per cominciare i lavori di somma urgenza per il ripristino passa ora al lato pratico.

Il Comune di Castello, capofila del progetto, ha già affidato la progettazione dell’intervento e intende occuparsi dell’affidamento dell’opera entro il mese di novembre, per poi procedere con il lavoro vero e proprio la prossima primavera, meteo permettendo. Nel dettaglio, l’intervento riguarda l’inserimento di gabbie di contenimento e ripristino della sponda nonché della strada di accesso ed è finanziato con fondi regionali all’interno di un pacchetto da 9 milioni e mezzo di euro complessivi stanziati dalla Regione per la messa in sicurezza in seguito al maltempo dello scorso inverno.

Se la spesa complessiva per il ponte di via Mingardona dovesse superare i 240 mila euro, il costo restante verrà spartito in egual misura tra i due Comuni interessati. Il ponte di via Mingardona che, come detto per una metà fa capo a Castello e per l’altra metà a Monterenzio, è chiuso al transito dallo scorso marzo, dopo che le piene l’hanno seriamente danneggiato. (mi.mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 25 ottobre

Tornerà transitabile entro la primavera 2019 il ponte sul Sillaro di via Mingardona tra Castello e Monterenzio
Cronaca 27 Ottobre 2018

Festa per i 30 anni della casa residenza anziani di Medicina. E intanto continuano gli investimenti per ammodernarla

La casa residenza anziani (Cra) ha spento le sue candeline sulla torta mentre sono tuttora in corso degli interventi per migliorare l’efficienza energetica della struttura. Sabato 20 ottobre, infatti, gli amministratori del Comune e il personale dell’Asp hanno festeggiato con una mostra fotografica e alcuni video i primi trent’anni di vita della casa protetta al civico 1 di via Biagi.

L’inaugurazione, in verità, risale al dicembre del 1987 sotto la gestione dell’ente Istituzioni di assistenza riunite di Medicina, «mentre l’Asp è subentrata nella gestione dieci anni fa» precisa la direttrice dell’Azienda servizi alla persona, Stefania Dazzani. Attualmente ha 59 posti, di cui 48 in regime di accreditamento e 11 convenzionati, ossia posti a cui si accede tramite le graduatorie pubbliche ma che non sono finanziati dalle risorse del fondo per la non autosufficienza. Si tratta di una struttura alla quale tutta la comunità medicinese è affezionata e nella quale l’Amministrazione comunale ha sempre creduto molto, tanto da volere fortemente che rimanesse totalmente pubblica quando, sei anni fa, partì il passaggio dagli appalti all’accreditamento.

Su richiesta esplicita del Comune si scelse il trasferimento nelle mani dell’Asp (oltre a Medicina, nel circondario hanno questo tipo di gestione soltanto le Cra Fiorella Baroncini e la Cassiano Tozzoli di Imola). A fine 2013 venne superata la gestione mista, non senza qualche discussione (in quel momento vi lavoravano una dozzina di dipendenti della cooperativa Ida Poli), da allora il personale fa interamente capo all’Asp ed è composto da 45 persone, compreso un medico di struttura ad accessi giornalieri, cinque infermieri professionali, 28 operatori socio-sanitari (comprese le sostituzioni), un fisioterapista, una psicologa in condivisione con altre strutture e due addetti all’animazione.

Una cosa della quale l’assessore alle Politiche sociali, Dilva Fava, si dice orgogliosa sono «i forti investimenti fatti sulla struttura», che hanno visto proprio il Comune in prima linea con la costruzione quattro anni fa di una nuova ala nel lato sud-ovest, dove si trova anche il polo sanitario medicinese con la Casa della salute. Un’opera necessaria per rispettare i nuovi criteri previsti dalla Regione per le strutture protette accreditate, e per la quale la stessa Emilia Romagna aveva previsto dei fondi ad hoc.

I lavori sulla casa protetta di via Biagi, però, non sono finiti qui. «E” tuttora in corso un intervento di riqualificazione nella parte vecchia che comporta un investimento di 490 mila euro – aggiunge Dazzani -, dei quali 143.500 (ossia il 29% del totale) arrivano da un contributo regionale per l’efficientamento energetico e per la restante parte con risorse Asp». Sostanzialmente verrà coibentato il tetto e saranno installati un impianto fotovoltaico e le valvole termostatiche sui radiatori. (r.c.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 25 ottobre

Nella foto la festa dei 30 anni

Festa per i 30 anni della casa residenza anziani di Medicina. E intanto continuano gli investimenti per ammodernarla
Cronaca 26 Ottobre 2018

Strade Ozzano, cominciati i lavori di asfaltatura previsti. A controllare ci sono i piccoli «umarell»

In ritardo sulla tabella di marcia, ma sono finalmente cominciati i lavori di asfaltatura delle strade ozzanesi. Il sindaco, Luca Lelli, ha deciso di annunciarli in un modo davvero simpatico, divulgando la foto dei bimbi della scuola materna Gnudi di Mercatale nella posa di piccoli umarell che osservano i mezzi al lavoro in via del Partigiano.

Gli interventi, che prevedono sia asfaltature che rifacimenti di ciclabili e marciapiedi, dove-vano essere svolti in primavera. «La ditta che si era aggiudicata l’appalto, la Arteco Srl di Reggio Calabria, ha firmato il contratto, ma di fatto non si è mai presentata per allestire il cantiere – spiega Lelli -. Così, come di prassi, abbiamo contattato la seconda ditta in graduatoria, la Edil Plera di Salerno, che ha accettato l’affidamento e nei giorni scorsi è partita con le prime asfaltature in via Sabbionara e in via del Partigiano».

Complessivamente, si tratta di sedici interventi distinti, che interesseranno altrettante strade. Queste sono state definite in base alle priorità (strade più ammalorate o più trafficate) dopo che l’anno scorso un tecnico esterno aveva effettuato la mappatura del territorio e restituito un elenco di lavori da circa un milione di euro «che verranno realizzati gradualmente in base alla nostra capacità di spesa» aveva precisato il sindaco. Ora si parte con una serie di interventi di manutenzione straordinaria da complessivi 240 mila euro (Iva esclusa).

Scorrendo l’elenco, le strade interessate sono sia nel capoluogo che in alcune frazioni (Ponte Rizzoli, Maggio, Mercatale e Settefonti). I due interventi più consistenti dal punto di vista economico sono quelli in via Olmatello (nel tratto nei pressi dell’incrocio con la via Emilia) e quello già effettuato in via Sabbionara, strada che in parte ricade anche nel territorio del Comune di Medicina. (r.c.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 25 ottobre

Strade Ozzano, cominciati i lavori di asfaltatura previsti. A controllare ci sono i piccoli «umarell»
Cronaca 11 Ottobre 2018

Castel San Pietro, partiti in via Madonnina i lavori di rinnovo della rete acquedottistica che dureranno due mesi

Hanno preso il via lunedì 1° ottobre i lavori per il rinnovo della rete acquedottistica in via Madonnina. Tale intervento rientra nel programma di rinnovo reti, che viene pianificato in base alle criticità rilevate nella gestione del sistema idrico.

Il tratto interessato dai lavori, infatti, è ormai vetusto e per prevenire possibili future interruzioni del servizio di erogazione dell’acqua causate da rotture, con conseguenti disagi per i residenti, Hera ha deciso di sostituirlo interamente.

Sarà posata una nuova condotta in sostituzione dell’attuale per una lunghezza di circa 1.000 metri e un importo lavori complessivo di circa 200.000 euro.

L’intervento comprenderà anche il rifacimento dei relativi allacciamenti degli utenti e avrà una durata di circa due mesi.

Lavorando sulla carreggiata, le strade coinvolte saranno chiuse al traffico dal lunedì al venerdì dalle ore 7.30 alle 17 e non sarà possibile parcheggiare.

L”articolo completo è su «sabato sera» dell”11 ottobre

Castel San Pietro, partiti in via Madonnina i lavori di rinnovo della rete acquedottistica che dureranno due mesi
Cronaca 9 Ottobre 2018

Cimiteri di Imola: il 10 ottobre in municipio un incontro pubblico organizzato dall'Amministrazione comunale

E” in programma domani sera, 10 ottobre, alle 20.30, nella sala del Consiglio comunale del municipio di Imola, un incontro sul tema dei cimiteri aperto a tutta la cittadinanza.

L”appuntamento è organizzato dall”Amministrazione comunale e vedrà una massiccia partecipazione della Giunta, nelle persone del vicesindaco Patrik Cavina, dell”assessore ai Lavori pubblici Massimiliano Minorchio e dell”assessora al Welfare Ina Dhimgjini, dei tecnici e dei progettisti di Area Blu competenti per quanto riguarda la gestione e la manutenzione dei cimiteri.

L”intento è quello di fare il punto della situazione sullo stato in cui si trovano sia il complesso del Piratello che gli altri cimiteri che sorgono nel territorio comunale (in tutto si tratta di sette strutture). In particolare, anche attraverso l”uso di slide, saranno illustrati gli interventi in corso e quelli in progetto, con tanto di indicazione dei tempi previsti e delle spese necessarie a sostenere i lavori.

Nella foto tratta dal sito internet del Comune di Imola uno scorcio del cimitero del Piratello

Cimiteri di Imola: il 10 ottobre in municipio un incontro pubblico organizzato dall'Amministrazione comunale
Cronaca 4 Ottobre 2018

Bretella, l'assessore Minorchio conferma l'intenzione di ridimensionare il progetto, ma non si sa ancora come

Sono passati otto anni dall’ultimo taglio del nastro della bretella. Nel luglio del 2010, infatti, venne inaugurato il tunnel sotto via Villa Clelia, costruito e poi letteralmente spinto sotto la rotonda, che si aggiunge al pezzo compreso tra via Villa Clelia e via Salvo D’Acquisto, aperto nel 2008.

Ancora oggi, la bretella si interrompe bruscamente e risale in superficie in corrispondenza della rotatoria lungo via Salvo D’Acquisto, in attesa del completamento dell’ultimo tratto fino alla rotonda di via Punta. Per il completamento di quest’opera l’anno scorso erano stati destinati 14 milioni di euro, ossia 11 milioni (su 18 complessivi) di risorse di Autostrade Spa legate alla realizzazione della quarta corsia dell’A14 tra San Lazzaro e il bivio con Ravenna, più altri 3 milioni derivanti dal Patto per Bologna, ma la nuova Amministrazione pentastellata conferma l’intenzione di rimettere mano al progetto.

«Abbiamo lasciato le stesse voci di spesa per non creare incoerenze, ma è in corso una ridefinizione alla luce delle analisi tecniche che stiamo effettuando, a partire dai dati sui flussi di traffico» ha detto l’assessore ai Lavori pubblici, Massimiliano Minorchio, nel presentare il piano triennale delle opere 2019-2021 in Consiglio comunale. Già durante l’estate (sabato sera del 2 agosto) l’assessore aveva annunciato di voler prendere una decisione «entro metà settembre».

Tuttavia, seppur sollecitato dalle opposizioni, Minorchio per ora non si è sbilanciato esplicitamente sull’opzione preferita per modificare la bretella, ma ha detto che «dovrà essere realizzata sulla reale necessità di quella struttura viaria, valutando la spesa corretta e con il minor impatto ambientale possibile».

Come renderla meno costosa? Scostandosi dal progetto attuale che prevede la realizzazione in trincea e due tunnel (in corrispondenza di via Salvo D’Acquisto e della chiesa di San Francesco), una prima ipotesi, già accarezzata per un breve periodo ma poi scartata anche dalla precedente Giunta Manca, sarebbe realizzarla a raso, dimezzando i costi.

Tuttavia, evidenzia il consigliere Pd Fabrizio Castellari, «le case della Pedagna in quel tratto sorgono molto vicine al tracciato e non è garantito che ai residenti una soluzione a raso piaccia». Inoltre, potrebbe essere realizzata a una sola corsia per senso di marcia anziché due come altrove, e questo potrebbe essere fatto sia in trincea che a raso. In questo caso, tuttavia, difficilmente si riuscirebbe ad evitare l’effetto a collo di bottiglia che già si verifica all’altezza del ponte della ferrovia.

Un problema già sollevato anche dalla sindaca Manuela Sangiorgi durante la campagna elettorale che, nell’elenco dei 20 punti «per la qualità della vita degli imolesi», aveva inserito «l’allargamento del sottopasso ferroviario della bretella».

Molto critiche le opposizioni. Carmen Cappello (Imola guarda avanti) ha ricordato che «il progetto attuale ha già passato la fase della Valutazione di impatto ambientale (Via). Modificarlo significherebbe ricominciare da capo, con una nuova Via». (gi.gi.)

Il servizio completo si trova su «sabato sera» del 4 ottobre

Nella foto il punto in cui finisce la bretella attuale

Bretella, l'assessore Minorchio conferma l'intenzione di ridimensionare il progetto, ma non si sa ancora come
Cronaca 29 Settembre 2018

Oggi l'inaugurazione della ciclabile Ozzano-San Lazzaro realizzata con i fondi del Bando periferie

È tutto pronto a Ozzano per il taglio del nastro del tratto della pista ciclopedonale che collega i comuni di Ozzano (da via San Cristoforo) e San Lazzaro. Oggi, 29 settembre, la nuova opera sarà inaugurata alle 10, alla presenza del sindaco di Ozzano, Luca Lelli (accompagnato dall”assessore ai Lavori Pubblici, Mariangela Corrado), del sindaco di San Lazzaro Isabella Conti e del sindaco di Castel San Pietro Terme Fausto Tinti. Quest’ultimo rappresenterà anche la Città Metropolitana della quale è vicesindaco.

Il tratto ozzanese, lungo 700 metri e costato 210.000 euro (con un contributo statale di 147.000 del cosiddetto Bando periferie) si inserisce nella ciclabile della via Emilia che collegherà Bologna a Imola. A breve toccherà a San Lazzaro partire con il tratto di sua competenza.

L’inaugurazione avviene a meno di due anni dalla certezza del finanziamento, che la Giunta di Ozzano ha avuto nel dicembre 2016. «Ci abbiamo creduto fin dall”inizio a questo importante progetto – dichiara il sindaco Lelli – tanto da averci dedicato tanto lavoro e tante energie per redigere, nei tempi stretti che avevamo, il progetto e il relativo quadro economico. Tanto impegno è stato ripagato con l”ottenimento dei fondi governativi. Questo taglio del nastro ha un grande significato per me e per tutta la collettività ozzanese in quanto è un”opera davvero importante, ottenuta lavorando in sinergia con i Comuni limitrofi di San Lazzaro e Castel San Pietro e che va nella direzione di abituare i cittadini, ogni qualvolta sia possibile, a prediligere e preferire una mobilità sostenibile e non inquinante».

La ciclabile della via Emilia coinvolge cinque comuni: San Lazzaro di Savena, Ozzano Emilia, Castel San Pietro Terme, Dozza Imolese e Mordano, è lunga 12 chilometri (compreso il tratto Castel San Pietro Terme – Dozza – Mordano di circa 7,5) e prevede alcuni tratti nuovi di zecca e altri realizzati mettendo in sicurezza l’esistente, abbattendo le barriere architettoniche e migliorando la qualità del decoro urbano. Il progetto costa in tutto 6.130.000 euro, di cui 4.649.100 euro finanziati dal Bando periferie. (r.c.) 

Nella foto la ciclabile di via San Cristoforo in costruzione

Oggi l'inaugurazione della ciclabile Ozzano-San Lazzaro realizzata con i fondi del Bando periferie

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