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Cronaca 2 agosto 2018

I consigli del pollice verde per gli appassionati che vogliono un orto-giardino sul terrazzo o sul balcone

Gli ingredienti minimi e sufficienti per coltivare fiori e piante in maniera amatoriale sono sole, acqua e un po’ di cura quanto basta. Significa che anche senza avere a disposizione un pezzo di terreno più o meno grande, è possibile trasformare il proprio terrazzo o balcone in un piccolo orto-giardino. Parola dell’esperta Monica Cavina del vivaio imolese specializzato in rose antiche e moderne Vivaverde. “Far fiorire il balcone o coltivare il terrazzo è meno difficile di quanto possa sembrare – spiega la pollice verde -. Fra le piante da fiori perenni, che non muoiono in inverno, ve ne sono alcune più adatte alla coltura in vaso che regalano abbondanti fioriture estive, come la Gaura (Gaura lindheimeri), l’Abelia, alcune varietà di garofanini (Dianthus Kahori) o il Rhyncospermum Jasminoides anche detto falso-gelsomino, che assomiglia a quello più profumato e più diffuso al sud Italia. Anche le salvie ornamentali e il rosmarino prostrato o strisciante, differenti da quelli commestibili, fioriscono in maniera persistente e gradevole, mentre la Verbena Bonariensis è fra quelle piante che richiama le farfalle e altri insetti utili”.

In diverse città italiane e non solo esistono dei veri e propri movimenti per la salvaguardia delle farfalle e degli altri insetti utili da sostenere proprio attraverso le colture in terrazzo, a tratti un gioco diverso da fare con i bambini ma anche una vera necessità per le città con meno verde pubblico. “Fra le rose – precisa la vivaista, che ne coltiva oltre 250 specie diverse – le più adatte alla coltivazione in vaso vi sono invece la Perle d’Or e la Marie Parvie tra le storiche. Mentre tra le moderne, Astronimia e Knock Out”.

Altrettanto semplici da coltivare e di grande effetto per dare un tocco in più in cucina sono le piante aromatiche ed officinali, dalla salvia al rosmarino “che vanno in vasi diversi altrimenti entrano in competizione e cresce una o l’altra”, dal basilico al prezzemolo, dall’erba cipollina alla menta “che è una pianta invasiva che si radica in ogni vaso che tocca”, dall’origano alle più ricercate maggiorana e timo. “Sono tutte piante che necessitano di sole e terreno senza ristagni. Un errore molto comune da non fare mai è quello di lasciare l’acqua nei sottovasi; è buona abitudine irrigare abbondantemente senza mai far ristagnare l’acqua altrimenti la pianta può morire di asfissia radicale, appassendo come se non avesse avuto sufficiente acqua mentre invece ne ha avuta troppa. Riguardo l’acqua è anche bene ricordare di dare tanta acqua ma non troppo spesso, cioè evitare il goccino tutti i giorni, così da abituare la pianta a far crescere le radici in profondità come deve essere, e non superficialmente”.

Altrettanto semplici da coltivare, anche se necessitano più tempo per la raccolta dei frutti, sono alcune piante tipiche dell’orto che però possono fruttare senza problemi anche in terrazzo. “Si tratta, ad esempio, delle varietà di zucchine, fagiolini o cetrioli rampicanti, che non necessitano di un grande impianto ma piuttosto di una rete dove arrampicarsi e producono molti frutti. Oppure si possono scegliere i pomodori, che pure vanno coltivati in verticale ma necessitano di canne per essere sorretti dal peso della produzione tipica estiva”.

Un ultimo consiglio dell’esperta riguarda l’importante fase di concimazione: “Le piante vanno concimate con regolarità e sempre con terreno umido, sia che si tratti di concime in polvere sia che sia liquido. E’ bene, quindi, preparare il terreno irrigandolo bene la sera precedente e scegliere il concime più idoneo per il tipo di pianta da nutrire tra concimi per piante verdi, da fiore e piante commestibili”. (mi.mo.)

Monica Cavina del vivaio imolese specializzato in rose antiche e moderne Vivaverde (credit Giardini d”Autore)

I consigli del pollice verde per gli appassionati che vogliono un orto-giardino sul terrazzo o sul balcone
Cronaca 9 maggio 2018

Coltivare e zappare l’orto al posto della sospensione. Il progetto per gli studenti dello Scappi

Allontanare i ragazzi «problematici» da scuola per qualche giorno non è sempre la soluzione migliore. Al contrario, spesso è più proficuo sostituire la mera sospensione con ore di lavoro socialmente utile. La pensa così anche l’Ufficio scolastico regionale (Usr) che ha emanato delle linee guida in questo senso. Gli istituti scolastici, dal canto loro, hanno iniziato a muoversi nella stessa direzione. E’ il caso ad esempio dell’alberghiero Scappi di Castel San Pietro. «La scuola sta lavorando su differenti proposte di attività alternative alla sospensione scolastica – fanno sapere dalla scuola senza però entrare troppo nel dettaglio dei progetti che dovrebbero partire dal prossimo anno scolastico –. Stiamo prendendo accordi con enti ed associazioni del territorio per offrire diverse attività socialmente utili agli studenti che per motivi non eccessivamente gravi incorrano nella sospensione. Si tratta di una opportunità per mettere gli studenti indisciplinati di fronte alla realtà della vita vera, le sue problematiche e le sofferenze, nel tentativo di fargli trovare ed imboccare la strada giusta come individui, socialmente parlando».

Fra i progetti socialmente utili alternativi alla pena della sospensione dalle lezioni spicca certamente il progetto in collaborazione con l’associazione castellana «Semi di benessere» che, tra le altre cose, si occupa di progetti di ortoterapia aperti alla cittadinanza in un orto gratuitamente messo a disposizione dall’Amministrazione comunale. Nel regolamento degli orti comunali, infatti, l’ente locale prevede esplicitamente la possibilità di affidare fino a quattro appezzamenti (due nel capoluogo e due a Osteria Grande) «al fine di avviare progetti con le scuole o progetti di promozione sociale e ricreativa rivolti a persone disabili o in difficoltà o promossi da associazioni del territorio».

«Semi di benessere», che si occupa di promuovere il benessere mediante il contatto con la natura, è la prima associazione a farne richiesta e lo scorso 17 aprile la Giunta comunale ha accolto la sua domanda per un periodo sperimentale di tre anni, fino al 31 dicembre 2021. Ergo, l’associazione avrà a disposizione gratuitamente un appezzamento nel parco Lungosillaro per l’attività di ortoterapia e, in aggiunta, potrà accogliere gli studenti dello Scappi che optano per sanzioni disciplinari alternative alla sospensione dalle lezioni. Gli alunni, in sostanza, andranno a zappare la terra e coltivare frutta e verdura per meglio riflettere su quanto commesso a scuola piuttosto che passare il tempo nella propria camera. Da notare tuttavia che la scelta di un’eventuale pena alternativa alla sospensione resta comunque in capo ai genitori dell’alunno. Per questo motivo, l’alberghiero sta lavorando su molteplici e differenti proposte.

mi.mo.

L”articolo completo su «sabato sera» del 3 maggio.

Nella foto: orti pronti ad accogliere gli studenti allontanati da scuola

Coltivare e zappare l’orto al posto della sospensione. Il progetto per gli studenti dello Scappi

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