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Cultura e Spettacoli 4 Agosto 2018

Al parco dell'Osservanza una rassegna di spettacoli che parte con la commedia dell'arte in un omaggio a De André

Prende il via domani la seconda edizione di una rassegna teatrale e musicale organizzata al parco dell’Osservanza di Imola per la direzione artistica di Paula Noelia Cianfagna e Massimiliano Buldrini. Il primo appuntamento, questa sera alle 21.30 presso la pista da ballo, è con la Compagnia TradirEfare Teatro e il lavoro «Con permesso, don Raffaè», uno spettacolo di commedia dell”arte contemporanea liberamente ispirato alla canzone di Fabrizio De Andrè, ideato e diretto da Federico Moschetti, con la drammaturgia di Irene Scialanca, che ne è anche interprete insieme a Moschetti. L’idea dello spettacolo nasce dall”ispirazione data dalla canzone “Don Raffaè” di Fabrizio de André: «il Don Raffaè del titolo diventa un vecchio Pantalone, recluso e stanco, ma ancora attaccato al proprio potere, alla propria influenza, alla propria ricchezza – si legge nelle note allo spettacolo, che parlano anche di «storture di un paese» e «deformità di un intero sistema sociale».

Lo spettacolo è il primo appuntamento della Rassegna Parco dell’Osservanza che proseguirà sabato 11 agosto con la musica del Morara Swing Quartet, sabato 18 agosto con «Gira il sole», una serata di beneficenza a favore della Fondazione Italiana Endometriosi con Associazione Culturale TeatroVoce, Associazione PerLeDonne, Stefania Marinaccio e Andrea Faccioli, Grazia Gistri, Sergio Pizzo e Paola Gentilini, e sabato 25 agosto con la Compagnia ArteFragile in «Bis» di Alessandra Cortesi.

Gli spettacoli si tengono alle 21.30 presso la pista da ballo e sono a offerta libera.

Nella foto un protagonista dello spettacolo di sabato 4 agosto

Al parco dell'Osservanza una rassegna di spettacoli che parte con la commedia dell'arte in un omaggio a De André
Cultura e Spettacoli 28 Giugno 2018

Ciricoccola, l'antica fiaba romagnola stasera all'Osservanza in versione multimediale

Questa sera «Imola in Musica» presenterà al Teatro Osservanza Ciricoccola. Una produzione originale che vede insieme il Combo Jazz Club, Jazz Network e la scuola Comunale Vassura Baroncini. Ciricoccola è una antica ?aba romagnola e la Ciricoccola che si vedrà a Imola è la sua narrazione musicale in veste multimediale. Protagonisti dell’evento saranno l’Orchestra Vbob della scuola comunale di musica Vassura Baroncini, diretta da Roberto Bartoli, nonché il sassofonista, compositore e arrangiatore romano Eugenio Colombo e il fotografo e gra?co imolese Massimo Gol?eri. La musica scritta e arrangiata da Colombo guiderà l’ascoltatore lungo una storia immaginata, mentre la voce narrante e gli interventi gra?co pittorici di Gol?eri, proiettati sullo schermo dietro all’Orchestra, la racconteranno. Un progetto che mette insieme e valorizza artisti ed esperienze. Per saperne di più abbiamo fatto qualche domanda a due dei protagonisti: Eugenio Colombo e Roberto Bartoli.

Eugenio Colombo, com’è nata l’idea di utilizzare una ?aba per questo progetto?

«Quando mi è stato proposto di scrivere musica ho pensato che fosse necessario trovare un argomento familiare ai musicisti – spiega Colombo -. Chi viene da fuori, come me, è comunque un estraneo, non conosce le relazioni profonde di una microsocietà rappresentata da un organico che si incontra settimanalmente, produce spettacoli e cresce insieme. Ricercare e trovare qualcosa dal mondo delle favole mi è sembrata la scelta più coerente. In fondo tutti sono stati bambini e tutti, chi più chi meno, conosciamo qualche ?aba».

Ma perché la scelta di Ciricoccola…

«Ciricoccola, è una ?aba romagnola, una delle tante variazioni di un testo base la cui variante più conosciuta è Cenerentola. Come in ogni racconto popolare, il narratore aggiunge, toglie e in?ne adatta la narrazione a sé stesso e al suo pubblico. C’è un blando signi?cato morale nella conclusione “Chi fa del male presto o tardi lo paga” ma l’aspetto che mi ha conquistato è il gioco e la rapidità del racconto: un padre mercante che dona alle ?glie oro, argento e seta da ?lare, e poi scompare, una luna un po’ lunatica e con poco senso degli affari, una strega cattiva e un principe che si innamora di una statua. Questi gli argomenti salienti nelle due paginette che compongono la ?aba».

Roberto Bartoli, ha seguito i ragazzi dell’orchestra prova dopo prova, «Ciricoccola» ci sembra decisamente più impegnativa rispetto ai progetti tematici portati avanti negli ultimi anni?

«Il progetto è sicuramente più ambizioso dei precedenti, ma proprio per questo più stimolante – conferma Bartoli -. Ha richiesto una modalità di lavorare più professionale, di certo più impegnativa e faticosa per i ragazzi, più studio a casa, maggior concentrazione alle prove, molte difficoltà da affrontare assieme, un maggior senso di responsabilità dei singoli verso il gruppo, dinamiche molto interessanti, che lasceranno in dote un bagaglio esperienziale positivo».

Con Colombo e Gol? eri come si è trovato a lavorare?

«Li conoscevo già come grandi artisti. Ciricoccola è in gran parte opera loro, due energie e competenze che si sono messe in gioco quasi senza conoscersi ma in perfetta sintonia. Eugenio spediva le partiture da Roma, mentre Massimo a Imola preparava i bozzetti, i disegni, le foto… Io ed i ragazzi dell’orchestra ci siamo fatti prendere da questa meraviglia che andava creandosi sotto i nostri occhi, spettacolo nello spettacolo».

L’inizio del concerto è previsto per le ore 21. L’ingresso è gratuito e il teatro è dotato d’aria condizionata. Per informazioni: tel. 054/2602300 – 329/3191358.

f.r.

Nella foto: l”orchestra Vbob della scuola comunale di musica Vassura Baroncini

Ciricoccola, l'antica fiaba romagnola stasera all'Osservanza in versione multimediale
Cronaca 29 Maggio 2018

Osservanza, il ristorante nell’ex L’Altro Caffè vuole aprire a fine giugno

Il cantiere è ormai agli sgoccioli e, a breve, potrà aprire il ristorante. L’immobile dell’ex L’Altro Caffè sarà il primo tra quelli che fanno parte del complesso dell’Osservanza ad avere una nuova vita. Nel settembre del 2016 il fabbricato e l’area cortiliva annessa sono stati aggiudicati per venti anni allo chef Michele Quitadamo, 35 anni, già cuoco dell’Opera Dulcis di piazza Matteotti.

In febbraio, finalmente, sono cominciati i lavori a carico di Osservanza Srl. Si tratta di un restauro conservativo, che include il rinnovamento dell’impianto idrico, fognario e degli impianti elettrici, infissi, nuovi servizi igienici, manutenzione della copertura con smontaggio e rimontaggio degli architravi, l’allacciamento al teleriscaldamento. Il costo è di 500 mila euro e gli operai della cooperativa borghigiana Cims dovrebbero ultimare l’opera entro metà giugno.

Lo chef Quitadamo dovrà eseguire a sue spese i lavori dell’impiantistica dedicata all’attività vera e propria e provvedere all’arredo e all’allestimento di sala e cucina. L’idea è trasformarlo in un ristorante con una cinquantina di coperti e un’area bar, con annesso dehor per sfruttare gli spazi esterni nel periodo estivo. «I lavori stanno procedendo – aggiorna lo chef Quitadamo  -. Contiamo di ultimare l’allestimento entro fine giugno e inaugurare».Nel momento in cui gli verranno consegnati i locali ristrutturati, lo chef si è impegnato a pagare un affitto che, come da base d’asta, sarà di 24 mila euro per i primi due anni, che salgono a 30 mila euro nel terzo e quarto anno e poi a 36 mila euro per i restanti sedici anni.

Quitadamo a suo tempo è stato l’unico a presentare un’offerta (un’altra società fu esclusa perché la domanda era incompleta) e ha proposto un rialzo del 2,5 per cento. L’Altro Caffè, raccontò, l’aveva colpito per la posizione: «All’interno di un bel parco, vicino al centro storico e con un parcheggio vicino». (gi.gi.) 

Nella foto lo chef Michele Quitadamo controlla il cantiere

Osservanza, il ristorante nell’ex L’Altro Caffè vuole aprire a fine giugno
Cronaca 28 Maggio 2018

«L’Osservanza? Location bellissima che si presta per gli eventi»

Impe, Osso e Ardo, al secolo Alfonso Bottiglieri di Castel San Pietro, Daniele Ossani di Castel Bolognese e Ardonel Feimi di Imola. Ci sono loro dietro l’«Imola International Street Food», ovvero la manifestazione di cibo da strada e musica che ha riempito il parco dell’Osservanza l’11, il 12 e il 13 maggio. Il primo vero grande evento organizzato tra i padiglioni dell’ex manicomio da quando due anni fa è terminata la riqualificazione e il parco è diventato pubblico. «Ci siam detti “Siamo dei matti” e uno di noi ha aggiunto “Allora siamo nel posto giusto…». Bottiglieri, sorriso ben stampato in faccia di chi non si prende troppo sul serio, può ben dire che l’avventura è riuscita. Nonostante qualche critica (file e prezzi), loro sono soddisfatti («tanto non accontenti mai tutti…»). Soprattutto della location scelta: «E’ bellissima, io non conoscevo l’Osservanza, mi ci ha portato una notte a fare un giro la mia morosa subito dopo l’inaugurazione. Il parco è tenuto benissimo e si presta ad eventi del genere, certo non ci si può improvvisare perché qualche difficoltà c’è. Noi vorremmo sicuramente ripeterlo».  La tre giorni ha visto una notevole affluenza di gente, giovani e famiglie, complice anche il bel tempo. Il bilancio finale è positivo «sia per noi che per i truckisti. Però niente cifre perché devo prima finire di fare i conti» conclude diplomatico.

Impe ha 33 anni, gestisce il Caf attivato da un paio d’anni nel centro sociale La Stalla per i soci. Per gli appuntamenti utilizza uno spazio nell’ex magazzino del centro sociale, che serve anche per la neonata associazione Bof, dall’iniziale del cognome dei tre amici, con la quale stanno portando avanti il progetto dello street food. «Ci cercano in tanti ora. Dobbiamo andare a Milano, poi a metà settembre ci faranno inaugurare la piazza di Castel Bolognese» elenca. Se il nome rimarrà «Imola International Street Food» sarà tutta pubblicità gratuita anche per la città.  

Per capire invece quali sono i punti di forza e le criticità del «contenitore Osservanza» basta farsi raccontare i particolari dell’organizzazione. «ConAmi e la società Osservanza sono stati disponibilissimi» ma qualche problemino c’è: «Per l’elettricità abbiamo dovuto usare due generatori da 120 kW e “tirato” metri di cavi, più i quadri elettrici, dato che, a parte i lampioni, ci sono solo 5-6 kW a terra nella zona centrale per piccole manifestazioni. L’acqua è quella delle fontanelle, quindi noi avevamo un ragazzo che girava riempiendo delle taniche e le portava ai truck. Abbiamo posizionato anche 12 bagni chimici» puntualizza Impe.

Se gli si chiede se organizzare eventi è un po’ un modo per i giovani per inventarsi un lavoro, Impe sta con i piedi per terra: «Per quanto ci riguarda non è detto, vediamo come va. In generale, però, i giovani devono capire che se vogliono qualcosa devono rimboccarsi le maniche e andare a prendersela, se vuoi lavorare non basta più andare all’agenzia interinale, ti devi muovere». (l.a.) 

Altri particolari e l’articolo completo sul “sabato sera” del 24 maggio. 

Nella foto un momento dell’«Imola International Street Food» e Ardonel Feimi, Alfonso Bottiglieri e Daniele Ossani

«L’Osservanza? Location bellissima che si presta per gli eventi»
Cronaca 28 Maggio 2018

Manara (ConAmi): «Il parco dell’Osservanza ha vinto la sfida, ora tocca al padiglione 1»

«Il parco dell’Osservanza ha vinto la sua sfida, oramai è diventato parte integrante della città, è amato e frequentato e i padiglioni sono vissuti come un monumento architettonico». E’ soddisfatto Stefano Manara, presidente di ConAmi, a due anni dall’apertura al pubblico del grande parco dell’ex ospedale psichiatrico. In particolare dopo la festa dello street food di un paio di settimane fa. Il primo «grande evento» che ha «provato la febbre» alla location, utilizzando a pieno ritmo prati e viali per concerti e spettacoli, sia di giorno che di notte. Impossibile avere numeri esatti, ma si può stimare diverse centinaia di presenze nei tre giorni. «In effetti è stato uno degli eventi commerciali al quale hanno partecipato più persone, noi siamo contenti e pure gli organizzatori» dice Manara, che ci tiene però a precisare che «sono oltre un centinaio le iniziative già svolte, riceviamo moltissimi apprezzamenti e richieste di utilizzo».

Detto ciò, il ConAmi, che possiede l’89 per cento dell’Osservanza Srl (il rimanente è del Comune di Imola), ovvero la società a cui fa capo la quasi totalità del complesso dell’ex ospedale psichiatrico, ha come obiettivo generale il recupero e il rilancio anche degli edifici, in un’ottica di sviluppo della città. Molti sono i progetti presentati o proposti, ma per il momento l’unico che si sta concretizzando è la trasformazione de L’Altro Caffé in un ristorante. Secondo Manara, però, ci sono una ventina di progetti che si stanno studiando con il coinvolgimento dei soggetti interessati «un valore aggiunto non da poco. Molti sono stati sottoposti in maniera preliminare alla Soprintendenza». 

Uno dei progetti annunciati da tempo è la trasformazione del padiglione 1 in alloggi, aule e uffici per l’Accademia pianistica Incontri col Maestro (in teoria dovrebbe essere completato nel 2019). «Il progetto è stato approvato dalla Soprintendenza, siamo prossimi alle gare per la progettazione definitiva e l’accantieramento». 

Ci sono novità per lo studentato universitario nei padiglioni 6, 8 17 e 19? Due anni fa è stato siglato un protocollo con l’Alma Mater ma occorrono milioni per i lavori di ristrutturazione.«Sono fiducioso, stiamo aspettando la graduatoria ministeriale sui finanziamenti alle università per capire se il nostro progetto andrà a contributo e con quali tempi, a quel punto decideremo come muoverci. Aspettiamo notizie da dicembre…». 

Niente chiosco estivo accanto alla pista da ballo?«L’avevamo già dato in gestione ma è troppo piccolo per l’uso cucina, quindi abbiamo deciso di ampliarlo, siamo in fase autorizzativa del progetto. Vorremmo fare i lavori entro l’inverno». (l.a.) 

Altri particolari nell’intervista completa sul sabato sera del 24 maggio. 

Nella foto Stefano Manara nel viale delle Palme dell’osservanza

Manara (ConAmi): «Il parco dell’Osservanza ha vinto la sfida, ora tocca al padiglione 1»
Cronaca 17 Maggio 2018

All’ex convento dell’Osservanza di Imola il restauro ripartirà in estate

Restauro Osservanza, anno primo. Dopo dodici mesi dalla presentazione pubblica degli interventi di ristrutturazione e riqualificazione dell’ex convento dell’Osservanza a Imola, avvenuta il 19 maggio 2017, il cantiere non si ferma. La parrocchia di San Cassiano, che qui ha trovato sede dopo che i frati hanno lasciato il convento nel 2008 e dopo che la Diocesi ha acquisito il convento, ha deciso l’intervento a causa di problemi di cedimento del tetto e per realizzare una struttura il più possibile aperta e fruibile dalla città.

Mentre, tramite la Diocesi, venivano chiesti fondi alla Conferenza episcopale italiana sia per l’edilizia di culto (in quanto nuova parrocchia, in questo caso costituita in nuova sede) sia per i beni culturali, si formava anche una onlus (onlus Parrocchia di San Cassiano martire all’Osservanza) al cui fianco nasceva il Comitato RestaurOsservanza che ha lo scopo di raccogliere fondi e organizzare eventi. L’ammontare complessivo dei lavori è valutato in 1.050.000 euro: 783.000 euro sono già disponibili (tra questi, fondi della parrocchia e somme raccolte dal comitato) o comunque richiesti (alla Cei e alla Fondazione Cassa di risparmio di Imola) e ragionevolmente in arrivo. Mancano quasi 300.000 per realizzare tutti gli interventi e le migliorie previste, ma questo non ha fermato i lavori, che procedono così un po’ alla volta, per stralci e lotti. I primi, partiti ad agosto 2017 dopo una gara tra imprese aggiudicata alla Pmvc, hanno interessato le coperture, cioè il tetto del convento, con interventi già realizzati di riparazione e consolidamento delle capriate danneggiate, e con l’inserimento della guaina impermeabilizzante, e di ripasso del manto di copertura.

A dirigere i lavori e a firmare il progetto della ristrutturazione è l’architetto Stefania Campomori di Alba Progetti: «Quest’estate partiremo con nuovi interventi, già autorizzati dalla Soprintendenza», anticipa. In particolare, al primo piano del secondo chiostro del convento, quello più interno, nei bracci sud-est e sud-ovest ora inagibili verranno realizzati ambienti da destinare ad aule didattiche e per il catechismo nonché servizi igienici e, contemporaneamente, si interverrà anche su alcune porzioni di copertura».

Si continuerà poi per tutto il 2019 al piano terra e al primo piano dell’ala sud-ovest del primo chiostro, per realizzare ambienti adeguati alle esigenze del gruppo scout Imola 1 che qui si ritrova. «È previsto anche  l’adeguamento degli spazi al piano terra utilizzati dal Circolo Silvio Pellico – continua l’architetto Campomori -, con una risistemazione della cucina e delle attrezzature per adeguarle a quelle di una cucina industriale e con caratteristiche degli spazi rispondenti alle attuali normative. Una parte di questi lavori sarà finanziata dalla Diocesi e una parte dal Circolo». Quello in essere è un intervento importante che vuole restituire alla città quello che è «uno dei nostri patrimoni monumentali più significativi – afferma Fabrizio Castellari, del Comitato RestaurOsservanza -, che ha una storia plurisecolare e che è punto di riferimento per una grande comunità di soggetti, a cominciare dai parrocchiani per continuare con gli scout e non solo». «È un posto preziosissimo per la città, per l’arte, per l’educazione – conferma il parroco, don Emilio Morelli -. E io sono stupito e grato perché non pensavo di trovare tanto interesse, tanta generosità e tanta competenza per questo progetto. Questo luogo è nel cuore di molta gente perché è un luogo che tocca il cuore».

Edificio dalla storia antica, come detto: l’ex convento di Santa Maria delle Grazie, comunemente detto dell’Osservanza, risale infatti al XV secolo e comprende, oltre al convento vero e proprio, la chiesa di San Michele Arcangelo e il Santuario della Beata Vergine delle Grazie. E proprio il Santuario sarà oggetto di una parte specifica dei lavori previsti, parte finanziata dalla Fondazione Cassa di risparmio di Imola: verrà dotato, infatti, di un impianto di riscaldamento, che necessariamente dovrà integrarsi con le decorazioni a stucco che coprono le pareti. Di questa parte di interventi più artistici, faranno parte, inoltre, il restauro dell’intonaco del primo chiostro e la sua dotazione di un nuovo impianto di illuminazione, e il restauro del complesso scultoreo del Compianto sul Cristo Morto, detto I Piagnoni, che si trova in un’edicola nel giardinetto che si affaccia su via Venturini, edicola che sarà a sua volta risistemata (per questa parte di interventi di tipo artistico, il progetto è ancora in attesa di autorizzazione da parte della Soprintendenza).

s.f.

Nella foto: il cantiere per la ristrutturazione del tetto nell”ottobre 2017

All’ex convento dell’Osservanza di Imola il restauro ripartirà in estate

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