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Cronaca 1 Giugno 2020

2 giugno con mercato settimanale e attività commerciali aperte a Ozzano

«Una giornata in più di apertura non ripagherà di certo i commercianti delle perdite subite dalla lunga chiusura causata dalle prescrizioni per il contenimento della diffusione del coronavirus, ma è un segnale, seppure piccolo, di vicinanza e di appoggio che l”Amministrazione comunale si è sentita di dare».
Così Lula Lelli, primo cittadino di Ozzano, commenta l’ordinanza con cui il Comune ha previsto la possibilità di apertura di tutte le attività commerciali e di svolgimento del mercato (su base volontaria) nella giornata di domani.

«Ottenere un”approvazione unanime in Consiglio è stato un ottimo risultato – aggiunge Lelli –. Vuol dire avere lavorato bene, in sintonia con tutti i gruppi consiliari, che hanno cosi” dimostrato di condividere la decisione presa dall”Amministrazione comunale, di voler essere a fianco delle nostre attività produttive». (r.cr.)

2 giugno con mercato settimanale e attività commerciali aperte a Ozzano
Cronaca 25 Maggio 2020

Il progetto «L'unione fa la spesa» di Coop Alleanza 3.0 in aiuto di 128 famiglie di Ozzano

Centoventotto spese consegnate a domicilio e gratuitamente agli ozzanesi fra il 20 marzo e il 19 maggio.
E il bilancio di “L’unione fa la spesa”, l’iniziativa solidale promossa sa Coop Alleanza 3.0 (con partner locale la Pubblica assistenza Ozzano-San Lazzaro) rivolta alle fasce più deboli della popolazione a cui era stato fortemente consigliato di limitare il più possibile le uscite di casa durante il lockdown.

«Si è trattato di un”iniziativa che ha avuto un buon impatto sociale – commenta Luca Lelli, primo cittadino di Ozzano – e molto apprezzata in un periodo in cui uscire per fare la spesa era diventato problematico per tutti, viste le file chilometriche che quotidianamente si formavano davanti ai supermercati, e quindi impossibile da affrontare per molti anziani e per chi ha altre problematiche di salute». (r.cr.)

Il progetto «L'unione fa la spesa» di Coop Alleanza 3.0 in aiuto di 128 famiglie di Ozzano
Cronaca 12 Maggio 2020

A Ozzano ripartono i cantieri per la fibra ottica

Con l”inizio della fase 2, la società Open Fiber ha ripreso a lavorare per l’installazione della fibra ottica a Ozzano. Il cantiere stradale è partito dalla località Tolara con scavi che, a seconda delle condizioni ambientali, potranno essere effettuati in una delle tre modalità previste: No-Dig, mini trincea o scavo tradizionale.

I primi chilometri di cavi portanti per la fibra Ftth, su un totale di 50 chilometri di cavi che servono per coprire l”intero territorio comunale connettibile con questa tecnologia, verranno posati nei prossimi giorni, nelle vie Palazzo Bianchetti, Tolara di Sopra, 1° Maggio, dello Sport, Gino Grandi e Guglielmo Marconi.

«E” bene chiarire che una volta conclusi i lavori di scavo e posa della fibra, il servizio non sarà direttamente operativo, ma occorrerà poi l”intervento dei singoli operatori commerciali ai quali bisognerà rivolgersi per attivare le singole linee e forniture per la clientela – precisa Luca Lelli, primo cittadino –. Si tratta comunque del primo passo indispensabile per poi poter partire a navigare con la fibra. Un servizio utile sia per i cittadini che per le nostre imprese, reso, oggi, ancora di maggiore importanza e interesse visto lo sviluppo, a seguito della pandemia da Covid-19, della modalità di lavoro in smart working e delle lezioni online alle quali tutti i nostri ragazzi sono costretti, già da febbraio di quest”anno, e che si prevede possa continuare anche nei mesi a venire». (r.cr.)

A Ozzano ripartono i cantieri per la fibra ottica
Cronaca 6 Maggio 2020

Coronavirus ed economia, stagione in salita per la Pinotto Ghiaccioli di Ozzano

Il periodo probabilmente più difficile in oltre 50 anni di storia. La «Pinotto Ghiaccioli», azienda ozzanese a conduzione familiare fondata nel 1967, sta vivendo una fase molto complessa, come tante altre realtà del settore.
Maurizio e Sandra Trevisan, titolari dell’attività dopo averla ereditata dal padre Benito (il quale l’ha fondata assieme al fratello Mario), stanno cercando di far fronte alle difficoltà del momento, speranzosi in una piccola svolta dopo lo sblocco del lockdown previsto dal Governo.

«Vediamo come andranno le cose dopo la ripartenza del 4 maggio – commenta speranzoso Maurizio Trevisan –. Al momento la situazione non è particolarmente buona, la produzione è stata ridotta a 4 ore al giorno. Stiamo lavorando solo per la grande distribuzione, supermercati e ipermercati, ma il 70% del nostro profitto deriva dal canale Horeca, cioè bar e ristorazione, che sono completamente fermi adesso. Speriamo che anche questi locali possano riaprire verso metà maggio, altrimenti per noi si fa davvero dura». (andrea casadio)

L’intervista completa nel numero del Sabato sera del 30 aprile

Coronavirus ed economia, stagione in salita per la Pinotto Ghiaccioli di Ozzano
Cronaca 28 Aprile 2020

Va a ruba il lievito dell’Ar.pa di Ozzano, ora però è disponibile anche su Amazon

Italiani popolo di santi, poeti e panificatori. Pizze, pane, focacce riempiono le nostre giornate. Le loro foto inondano i social. L’epidemia in corso, col conseguente lockdown (confinamento in inglese), ha messo alla prova le abilità culinarie di un’intera nazione. Ma ha fatto emergere anche il lato più irrazionale dei consumi. Tra i prodotti andati a ruba, in cima alla lista, troviamo carta igienica e lievito.

Per tentare di capire che sta succedendo al commercio di quest’ultimo bene, ci siamo rivolti alla ditta Ar.pa di Ozzano Emilia, che dal 1973 produce «lieviti e affini» come recita la ragione sociale per intero. Bicarbonato, amido e difosfato disodico sono le materie da cui trae origine il lievito. «È una forza creatrice umile, piccola, quasi insignificante. Lievitare è creare dal nulla. Molti si sono scoperti potenziali Masterchef», filosofeggia Carla Gherardi, presidente e amministratore delegato di Ar.pa Srl. Si direbbe che gli affari vadano a gonfie vele, vista la scarsità del prodotto e l’esplosione della domanda. Ma ci sono anche lezioni da tenere a mente e risvolti inediti, segno di quanto le filiere produttive siano fragili e interdipendenti fra loro. Basta che un anello salti, seppur minimo, ed è subito crisi per gli altri settori. «Di materia prima per fare il lievito ne abbiamo a sufficienza. Siamo però a corto di carta per imballaggi – afferma al telefono la Gherardi assieme a Cristian Lollini, due dei sei titolari dell’azienda –. In sole tre settimane, a marzo, abbiamo venduto la quantità di lievito che vendiamo in un anno. Da qualche giorno il ciclo procede a rilento, perché sta per esaurirsi la materia prima per avvolgere il prodotto. Cerchiamo altri fornitori, ma non è facile».

Talmente a gonfie vele che ora è possibile acquistare il lievito seduti comodamente sul divano. Ar.pa, infatti, sbarca su Amazon con un proprio shop per garantire una fornitura costante di lieviti, amidi, fecola, zuccheri e preparati per dolci e salati. Si potrà dunque acquistare direttamente al link diretto su Amazon, o visitando il catalogo commerciale sul sito dell’azienda dove, in ciascuna pagina, sarà evidenziato se il prodotto è acquistabile su sul portale online. «La presenza dei nostri prodotti su Amazon rappresenta un ulteriore passo in avanti per l’azienda. Con la possibilità di acquisto online vogliamo essere ancora più vicini ai nostri clienti in un momento così difficile per il Paese. In tanti hanno riscontrato difficoltà nell’approvvigionamento di lieviti e prodotti per preparazioni da forno attraverso i canali della distribuzione tradizionale. Da qui la nostra scelta di fornire anche questa esperienza di acquisto», ha dichiarato Carla Gherardi, presidente di Ar.pa Lieviti.
 

Ulteriori particolari nel numero del Sabato sera del 23 aprile

Va a ruba il lievito dell’Ar.pa di Ozzano, ora però è disponibile anche su Amazon
Cronaca 20 Aprile 2020

A Ozzano obbligo di mascherina in tutti gli spazi chiusi, se in presenza di altre persone

Utilizzo obbligatorio delle mascherine negli spazi chiusi sia pubblici che privati, quando si è in presenza di altre persone. E sanzione di 400 euro per chi non rispetta l”obbligo.
Lo stabilisce un’ordinanza del primo cittadino di Ozzano Luca Lelli, mentre anche il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini chiede al Governo di pronunciarsi in maniera chiara e univoca sullo stesso argomento.

Per “spazi chiusi pubblici e privati” si intendono, fra gli altri, «parti comuni condominiali – precisa il documento -, uffici, negozi, studi professionali, ambulatori, ascensori e sale d”attesa».
Inoltre, «resta l’obbligo del mantenimento delle misure di distanziamento sociale – si legge ancora –. E le disposizioni non si applicano ai bambini di età inferiore ai sei anni e alle persone che non tollerino l’utilizzo delle mascherine a causa di particolari condizioni psicofisiche attestate da certificazione rilasciata sal servizio sanitario».
Infine, «il presente provvedimento potrà essere revocato in caso di ulteriori provvedimenti da parte del Governo nazionale o regionale», precisa l”atto.

Per i cittadini che non fossero in possesso di una mascherina, anche dopo la distribuzione delle 6.250 mascherine che il Comune ha ricevuto dalla Regione, «va bene se bocca e naso sono coperti», rassicura Lelli.
Una sciarpa alzata su naso e bocca, dunque, non verrà sanzionata. (r.cr.)

A Ozzano obbligo di mascherina in tutti gli spazi chiusi, se in presenza di altre persone
Cronaca 7 Aprile 2020

Il coronavirus ha bloccato i cantieri pubblici

Il decreto che ha sancito la chiusura di molte aziende e attività ritenute non essenziali ha sospeso anche tanti cantieri, tra cui quelli pubblici.
Sostanzialmente bloccati, per quanto riguarda Area Blu, i lavori che sarebbero dovuti partire in questo periodo, ad esempio le ciclabili della valle del Santerno e di Castel Guelfo. «Il problema dei cantieri in questo momento è legato soprattutto alla fornitura di materiali» dice Andrea Dal Fiume, responsabile dell’area Tecnica. Continuano invece gli interventi di manutenzione, quali chiusura buche o ripristino cartelli stradali. Per gli immobili, la priorità è per quelli che ospitano le attività che non possono fermarsi. «Abbiamo riparato una porta nella palazzina della polizia locale a Imola», esemplifica Dal Fiume. Per il resto, «il cantiere del centro sociale Giovannini è fermo perché non è possibile fare il trasloco». Prosegue invece l’attività di progettazione.

Anche a Ozzano Emilia si va avanti con progetti e bandi di gara. «È in corso l’aggiudicazione per il miglioramento sismico della scuola Gnudi e stiamo lavorando all’approvazione dei progetti della nuova media Panzacchi, della riqualificazione energetica del nido Fresu e della variante per riaffidare i lavori della materna Rodari – elenca l’assessore ai Lavori pubblici, Mariangela Corrado –. Vogliamo essere pronti per quando i cantieri ripartiranno e continuiamo ad approvare i progetti in Giunta collegandoci online». Bloccati, invece, i lavori già affidati per la ciclovia tra la stazione ferroviaria e Ponte Rizzoli.

A Castel San Pietro, invece, il cantiere del nuovo ponte sul Sillaro in via Mingardona era già stato fermato nei giorni precedenti «perché le lavorazioni non consentivano alla ditta di garantire la distanza di sicurezza di un metro tra gli operai – dice l’assessore Giuliano Giordani –. Riusciamo a fare solo qualche manutenzione stradale urgente. Anche per i sopralluoghi, per garantire la distanza di sicurezza, ci spostiamo con due auto».

A Medicina, il cui capoluogo e la frazione di Ganzanigo sono diventati «zona rossa» da metà marzo, «i cantieri in corso, ad esempio la bus station e la palestra delle medie Simoni, sono bloccati – aggiorna il sindaco, Matteo Montanari –. Abbiamo un cantoniere in servizio, ma in questo momento ci sta dando una mano nell’emergenza Coronavirus, con le persone in isolamento o girando con la macchina con il megafono». (gi.gi./mi.ta.)

Nella fotografia, il cantiere del centro sociale Giovannini

Il coronavirus ha bloccato i cantieri pubblici
Cronaca 24 Marzo 2020

Coronavirus, Vacchi (Ima): «In base agli ordini acquisiti nessun segnale negativo»

Anche Ima, il colosso ozzanese del packaging, rendendo noti i dati del bilancio 2019, ha fatto il punto sulle eventuali ripercussioni che l’emergenza Coronavirus potrebbe avere sul proprio andamento.
«In questa fase di emergenza imprevista – questo il commento di Alberto Vacchi, presidente e amministratore delegato di Ima – ci stiamo impegnando con tutti gli strumenti possibili per rispondere alle richieste dei nostri clienti in tutto il mondo. Le nostre attività produttive e di servizio in Italia proseguono nel pieno rispetto delle normative e prescrizioni che sono state emanate per prevenire il contagio. Le nostre aziende in Europa sono tutte in piena attività: abbiamo applicato, rinforzandole, tutte le raccomandazioni delle autorità sanitarie nazionali ed europee, per ridurre le possibilità di contagio. Al momento, alla luce della piuttosto recente crescita della diffusione in Italia, non è possibile quantificare le eventuali ripercussioni sul business e sui risultati aziendali, anche perché il gruppo Ima ha la capacità di recuperare nel corso dell’anno eventuali rallentamenti nell’acquisizione degli ordini o della prestazione dei servizi che si potrebbero verificare nelle prossime settimane in caso di ulteriori restrizioni imposte dalle autorità che comunque, come più volte manifestato, intendono salvaguardare le attività produttive ed industriali del Paese. Nella situazione attuale, alla luce del portafoglio ordini esistente a fine 2019 e sulla base degli ordini acquisiti nei primi due mesi del corrente anno, non abbiamo segnali negativi da evidenziare o elementi che potrebbero impattare in maniera rilevante sui risultati aziendali, non avendo al momento la piena visibilità sull’anno in corso e sull’evolversi del 2020». (r.cr.)

Coronavirus, Vacchi (Ima): «In base agli ordini acquisiti nessun segnale negativo»
Cronaca 23 Marzo 2020

Coronavirus: CoderDojo Ozzano insegna a programmare videogiochi a distanza

Anche la sezione ozzanese di CoderDojo scende in campo contro il Coronavirus, aiutando i più piccoli a tenersi impegnati nelle giornate a casa lontano da scuola. Il nome può sembrare ostico ma la loro attività è semplice, quanto importante. Coder signif ica programmatore mentre dojo in giapponese palestra. Si tratta di un club di volontari, istituito nel 2003 a Dublino e oggi presente in molti paesi, il cui obiettivo è l’insegnamento della programmazione informatica ai ragazzi dai sette a diciassette anni.

A Ozzano sono attivi dal 2017, una decina di membri in tutto, tra cui i fondatori Luca Benassi e la moglie Maura Sandri, rispettivamente consulente informatico e astrofisica del laboratorio Guglielmo Marconi. Nei loro incontri, gratuiti, va per la maggiore la programmazione di un videogioco, quasi sempre ideato dagli allievi (o ninja, come vengono chiamati), ma stanno riscuotendo un certo interesse anche i modelli statistici sulla diffusione della pandemia in corso. (t.f.)

Ulteriori particolari nel numero del Sabato sera del 19 marzo

Immagine tratta dal sito internet di CoderDojo Ozzano

Coronavirus: CoderDojo Ozzano insegna a programmare videogiochi a distanza
Cronaca 11 Febbraio 2020

Ozzano in crescita: aumentano residenti e nuovi nati

Novanta residenti e quattordici nati in più rispetto al 2018. Nel corso dello scorso anno, Ozzano è cresciuta.
«Sono dati confortanti e positivi – commenta Luca Lelli, primo cittadino –. La costante crescita dei residenti sta a significare che le giovani coppie, al momento di dover scegliere dove andare ad abitare o dove acquistare casa, scelgono Ozzano. Il nostro paese, infatti, si trova in un’ottima posizione geografica, è periferico rispetto alla realtà caotica della grande città come Bologna, seppure Bologna sia facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici. Se si utilizza il treno il centro cittadino è raggiungibile in appena 11 minuti».
Inoltre, «influiscono sicuramente anche altri fattori – aggiunge Lelli – quali i servizi che vengono offerti ai cittadini sia rivolti agli anziani che ai ragazzi in età scolare, gli impianti sportivi vari e di buon livello, il verde pubblico che, in termini di mq per abitante, siamo fra quelli che hanno i valori piu” alti della provincia. Tutti fattori, questi,che sicuramente vengono presi in considerazione dai cittadini, sia presenti che futuri, e che fanno sì che l’andamento anagrafico della popolazione premi il lavoro svolto dall’Amministrazione comunale».

Su una popolazione di 13.907 persone, gli stranieri sono 931 (il 6,6% del torale). La comunità più numerosa è formata dai rumeni (274 persone), seguiti dai cittadini provenienti dal Marocco (93), dagli albanesi (91), dagli ucraini (57), dai pakistani (47), dai moldavi (39), dai polacchi (31) e via via da tutti gli altri.
«Nel nostro piccolo e con le dovute proporzioni, anche Ozzano sta diventando un piccolo paese multietcnico e multiculturale con ben 69 paesi rappresentati – continua il sindaco –. Abbiamo infatti cittadini provenienti dalla Liberia, dal Senegal, dal Cile, Perù, Stati Uniti, Ecuador, Australia, Armenia, Iran, Georgia, uno spaccato di globalizzazione che vede rappresentate, ad Ozzano, ben 69 nazioni diverse». (r.cr.)

Ozzano in crescita: aumentano residenti e nuovi nati

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