Posts by tag: palazzo Liverani

Cronaca 5 Giugno 2018

Palazzo Liverani, la testimonianza di Augusta Mingazzini e i suoi ricordi di bambina

Nei suoi ricordi di bambina i contorni di palazzo Liverani sono nitidi. Augusta Mingazzini tra il 1950 e il 1958 ha abitato con la sua famiglia proprio nell’edificio contiguo alla sede storica del liceo classico, dove oggi ci sono aule ancora in uso, la palestra e altri ambienti non utilizzati. «Si entrava da un portone grande, molto pesante, antico ma non curato come quello del liceo – ci racconta -. L’androne dava su un cortile interno dove c’era un gabinetto alla turca per le famiglie che abitavano al pianterreno. Noi invece stavamo all’ultimo piano, contiguo al liceo. Le due finestre di destra erano due camere da letto e, se non sbaglio, avevano delle ringhiere lavorate che arrivavano fino alla vita. Mentre le finestre dell’entrata e della cucina guardavano il cortile interno. Ricordo che un giorno mio babbo si era messo in solaio a lavorare alla legna. Dalla scuola avevano sentito i rumori dei rametti spezzati e, temendo un incendio, avevano chiamato i vigili del fuoco. Quello è stato l’unico episodio, perché di solito non avevamo contatti né con la scuola né con gli studenti».

Mingazzini descrive anche la grande terrazza, a cui si accedeva dalla scala interna all’appartamento: «C’era una vista meravigliosa e d’estate tenevamo lì il bidone dell’acqua piovana per fare la doccia; eravamo più in alto di tutti e nessuno ci poteva vedere». La signora, che vive a Verona dal 1963, anno in cui si è sposata, descrive anche i vicini. «Al pianoterra viveva una signora che aveva un figlio che faceva l’imbalsamatore e spesso si metteva a lavorare in cortile. Poi c’era una stravagante signora che suonava il pianoforte a tutte le ore e che per vivere faceva la sartina. Si chiamava Valeria. Vicino a noi, invece, abitava la famiglia Zaccherini, con un figlio che ha fatto il taxista. Mia sorella è rimasta ad abitare lì con il marito fino ai primi anni ’60».

Augusta è poi tornata più volte a Imola, «ma non sono più riuscita a entrare in quel cortile» conclude, con un pizzico di nostalgia.

lo.mi.

Su «sabato sera» del 31 maggio, uno «speciale» di tre pagine su palazzo Liverani.

Nella foto: Augusta Mingazzini (a destra) con la sorella Maria nel 1952 sul terrazzo sopra palazzo Liverani. Sullo sfondo la cattedrale di San Cassiano e la torre del palazzo del Fascio

Palazzo Liverani, la testimonianza di Augusta Mingazzini e i suoi ricordi di bambina
Cronaca 5 Giugno 2018

Aule decorate, sala ovale e sotterranei. Alla scoperta di palazzo Liverani, sede del liceo classico Rambaldi di Imola

«Venite a visitare il liceo classico, vi renderete conto che non è una scuola fatiscente». Così il dirigente scolastico Lamberto Montanari, a margine della conferenza stampa di presentazione dei lavori programmati dalla Città metropolitana nelle scuole superiori imolesi, invitava i giornalisti a dare un’occhiata a palazzo Liverani. Fra circa quattro anni la scuola dovrà trasferirsi nei locali dell’ex Andrea Costa in viale D’Agostino, dove è previsto anche un nuovo stabile per il liceo Alessandro da Imola, oggi nel più problematico complesso Carducci, privo anche di ascensore.

Il dirigente non nasconde il dispiacere di dover lasciare una sede ormai storica, che in questo modo tornerà in pieno possesso del Comune di Imola. Oggi, infatti, l’immobile è concesso in comodato gratuito alla Città metropolitana. Abbiamo colto la palla al balzo e lo abbiamo ricontattato affinché ci consentisse di visitare il liceo con fotografo al seguito. «La scuola è stata ristrutturata non tanti anni fa – ci dice Montanari, facendoci strada -. Abbiamo ovunque le porte tagliafuoco e le scale di emergenza. Qui abbiamo una palestra, seppur piccola. Nella nuova sede pare non sia stata nemmeno prevista, ma spero di sbagliarmi».

Sin dall’atrio si notano i richiami al gusto neoclassico di primo Ottocento, come le colonne del vestibolo o, al piano nobile, la sala ovale che ricorda il salotto dell’appartamento Impero a palazzo Tozzoni. Nella biblioteca di istituto al pianoterra e nei corridoi al primo piano le volte sono a crociera. Le aule della scuola, nel 1893 intitolata con regio decreto al letterato Benvenuto Rambaldi, tra i primi commentatori della Divina Commedia di Dante, hanno ancor oggi soffitti finemente decorati. «In realtà – ci spiega poi Matteo Veronesi, ex allievo e oggi docente di Letteratura italiana nello stesso istituto – i colori sono fin troppo squillanti a causa di un maldestro restauro, avvenuto negli anni Sessanta, che ha ispessito i contorni delle figure».

I lavori di restauro si sono svolti infatti dal 1966 al 1978, periodo durante il quale le lezioni si svolgevano nel palazzo del Fascio. Stranamente, palazzo Liverani non è mai stato studiato dal punto di vista storico-artistico. Pochi cenni si trovano nel volume Le ceramiche. Musei civici di Imola (edizioni Analisi), dove un interessante articolo a firma di Claudia Pedrini rileva una corrispondenza tra i bassorilievi in terracotta e stucco che decorano il portale d’ingresso, la facciata e il fronte verso il giardino con quelli di palazzo Milzetti a Faenza, opera dei fratelli Ballanti Graziani. Le figure, a tema zodiacale e mitologico, sono le stesse che si ritrovano in varie dimore faentine, segno che gli stessi stampi sono stati utilizzati più volte. Veronesi, dal canto suo, ricondurrebbe i dipinti al pianoterra e al piano nobile alla mano (o alla scuola) di Felice Giani, pittore e decoratore di interni tra i massimi esponenti del Neoclassicismo, che aveva lavorato proprio a palazzo Milzetti. 

La visita si conclude nei sotterranei e qui rimaniamo stupefatti dall’infilata labirintica di ambienti con volte a botte che terminano su un passaggio murato. Fino ai primi anni Duemila, ricorda il personale della scuola, quel passaggio era aperto. C’è chi sostiene che il palazzo fosse un tempo collegato al centro attraverso quelle vie sotterranee e c’è chi si ricorda di qualcuno che aveva provato ad addentrarvisi, ma l’oscurità aveva costretto il temerario a ritornare sui suoi passi. Non si sa chi abbia provveduto a chiudere il passaggio. In assenza di riscontri oggettivi, il mistero e la leggenda rimangono.

lo.mi.

Su «sabato sera» del 31 maggio, uno «speciale» di tre pagine su palazzo Liverani.

Nella foto (Isolapress): il dettaglio di uno dei soffitti decorati a palazzo Liverani

Aule decorate, sala ovale e sotterranei. Alla scoperta di palazzo Liverani, sede del liceo classico Rambaldi di Imola

Cerca

Seguici su Facebook

ABBONATI AL SABATO SERA

Font Resize
Contrast