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Cultura e Spettacoli 25 Gennaio 2020

Un «Girotondo» con la palla al Magazzino Verde per bambini da uno a cinque anni

Una filastrocca che diventa occasione per dare vita a relazioni di sguardo e di gioco, in uno spettacolo fatto di movimenti circolari, musiche e immagini, per un viaggio a cuore aperto fra occhi stupiti e curiosi. È lo spettacolo consigliato per bambini da 1 a 5 anni che andrà in scena domani, domenica 26 gennaio alle 16.30, al Magazzino Verde di Medicina: «Girotondo» de La Baracca-Testoni Ragazzi.

Nel lavoro teatrale composto per piccole magie, due singolari viaggiatori girano intorno a una grande palla colorata, scoprendo mondi sospesi. Una sfera che girando porta la notte e il giorno, sempre pronta a trasformarsi. Vincitore del premio Michel Indali per la miglior performance all’edizione 2017 del Kolibri Évadnyitó Fesztivál di Budapest, il lavoro torna in scena sul palco dove è stato costruito dopo numerose tournée in Italia e all’estero. (r.c.)

Un «Girotondo» con la palla al Magazzino Verde per bambini da uno a cinque anni
Cultura e Spettacoli 30 Novembre 2019

Al Cassero per l'Erf l'attrice Vanessa Gravina e il pianista Stefano Giavazzi in «Enoch Arden»

Il melologo «Enoch Arden», su testo di Lord Alfred Tennyson e musiche di Richard Strauss, sarà al centro del secondo appuntamento di Erf@CasseroMusica che stasera, sabato 30 novembre alle 21, vedrà sul palco del teatro Cassero di Castel San Pietro l’attrice Vanessa Gravina quale voce recitante e Stefano Giavazzi al pianoforte. Pubblicato nel 1864, «Enoch Arden» è un poema narrativo scritto da Lord Alfred Tennyson, impressionato dalla legge per cui una persona, se scomparsa per un certo numero di anni, può essere dichiarata defunta.

La storia si apre con tre fanciulli, Enoch, Philipp ed Annie, che giocano insieme sulla spiaggia tra i relitti portati dal mare. Divenuti adolescenti, sia Enoch che Philipp s’innamorano di Annie, ma Annie preferisce Enoch a Philipp e ne accetta la proposta di matrimonio. Un giorno, però, Enoch s’imbarca per un lungo viaggio per mare, senza sapere quale sarà il suo destino. «Da questa incertezza, da questo mare e da questa attesa, nacque una bellissima storia che acquisì da subito uno schietto sapore di leggenda – si legge nelle note stampa allo spettacolo -. Sullo sfondo rimane sempre il mare, dal muggito inquietante e ossessivo, lo stesso mare dei relitti e del viaggio, che incarna la natura insondabile e ineluttabile del destino. Il poema di Lord Alfred Tennyson impressionò a sua volta la fantasia di Richard Strauss, che ne fece un melologo sofisticatissimo, in cui la musica accompagna e comment al’intera vicenda.

«Enoch Arden», consegnato ora alla storia sottoforma di musica e non soltanto di poesia, trovò forse proprio nel melologo il maggior merito della propria fama; venne interpretato da artisti quali Glenn Gould e Claude Rains e ora, da un’impressione all’altra, rivivrà nell’interpretazione di Vanessa Gravina e di Stefano Giavazzi». Vanessa Gravina ha lavorato sia al cinema che in televisione, partecipando a serie tv quali «La Piovra», «Incantesimo» e «CentoVetrine». Può vantare anche una vasta esperienza di alto livello nel teatro, dove ha recitato con registi come Giorgio Strehler e Liliana Cavani, interpretando celebri pièces di Ibsen e Pirandello. Negli ultimi anni ha partecipato a «La signorina Giulia» di August Strindberg sotto la regia di Armando Pugliese, «Vestire gli ignudi» di Luigi Pirandello per la regia di Walter Manfrè e «La bisbetica domata» di William Shakespeare.

A occuparsi della parte musicale sarà invece l’illustre pianista Stefano Giavazzi, professionista di chiara fama, che può vantare collaborazioni con alcune delle migliori orchestre. Ha ottenuto numerosi premi in concorsi pianistici. Tra i tanti spiccano il primo premio al Concorso Porrino di Cagliari, il 1° premio al Concorso Internazionale Dasinamov, il secondo premio al Concorso Rendano di Roma, il terzo premioa l Concorso Internazionale AMA Calabria e il terzo premio al Concorso Martha del Vecchio di Genova. (r.c.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 28 novembre

Al Cassero per l'Erf l'attrice Vanessa Gravina e il pianista Stefano Giavazzi in «Enoch Arden»
Cultura e Spettacoli 28 Novembre 2019

La vita in «Una mano», lo spettacolo scritto e interpretato da Paolo Facchini raccontato da lui stesso

Paolo Facchini dice spesso che la sua vita è come un film. Una vita, in effetti, segnata da una rinascita. Prima c’erano solo il lavoro e i tanti viaggi su e giù per l’Italia come manager di un’azienda farmaceutica veterinaria. Poi, nel 1999, l’episodio che gli ha cambiato l’esistenza: un incidente in auto seguito da un coma lungo trentacinque giorni, «che dal 2 novembre si arriva a dicembre» dice. Da quel punto nulla è stato più come prima. Ecco perché ha deciso di mettere in scena la propria vita con uno spettacolo teatrale scritto da lui stesso, dal titolo «Una mano». Uno spettacolo di vita vera con un messaggio di positività nei confronti della stessa.

All’inizio, infatti, Paolo è solo sulla scena. Parla, racconta, a tratti spaventa il pubblico con la durezza delle sue parole, a tratti ci scherza. «Mi sono liberamente ispirato al dramma Sei personaggi in cerca di autore di Pirandello per la pluralità delle voci che pur sembrando diverse fanno parte di una storia unica – racconta Facchini -. Mi è sembrata la storia dell’associazione “Gli Amici di Luca”, che si occupa di risvegli dal coma e con cui ho iniziato le prime esperienze teatrali che mi hanno portato fino all’ambitissimo Leone d’argento per l’innovazione teatrale vinto a Venezia con il Pinocchio della compagnia Babilonia Teatri. Mosso da queste ispirazioni mi sono deciso a scrivere il mio spettacolo, per raccontare come ci si può costruire una vita nuova, sempre».

Lo spettacolo di Facchini è essenzialmente un monologo, ma grazie ai contributi video dei tanti personaggi intervistati diventa anche un album di storie positive di vita vera; protagoniste della scena non sono le disabilità dei personaggi ma la loro capacità di vivere una vita piena. «Mi piacerebbe metterlo in scena a Imola, la mia città, al teatro Ebe Stignani», auspica il regista-attore. (mi.mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 21 novembre

Nella foto da sinistra: Ambra Lenini, don Massimo Martelli e Paolo Facchini

La vita in «Una mano», lo spettacolo scritto e interpretato da Paolo Facchini raccontato da lui stesso
Cultura e Spettacoli 15 Novembre 2019

Maria Pia Timo è «Bionda Zabaione» alla Sala del Suffragio di Medicina

«Un bignè con la crema allo zabaione bionda come i miei capelli». Arriva da qui, da questa frase dello spettacolo, il titolo del lavoro che Maria Pia Timo porta in scena alla Sala del Suffragio di Medicina sabato 16 novembre alle 21.15. La talentuosa attrice faentina propone Bionda Zabaione, da lei scritto con Roberto Pozzi, un viaggio nei suoi personaggi più amati, donne esagerate, esasperate, divertenti, fragili, vere.

«Lo spettacolo è un recital nel quale entrano ed escono personaggi che ho proposto in televisione ed altri che invece in tv non ho mai fatto – racconta -: come la bambina, che ho portato per la prima volta in tv pochi giorni fa in un’emittente siciliana, mentre nei live è con me da tanto tempo. Ci saranno quindi Wanda la carrellista, la tata di Tintoria, la vendicatrice telefonica di Zelig e la tata di Zelig… tutti mescolati e tenuti assieme dal concetto di cabaret».

Uno spettacolo che vedrà, quindi, un ruolo fondamentale da parte del pubblico.

«Il cabaret è una forma ritenuta erroneamente minore ma è prestigiosissima. Nato in Francia a Le chat noir da una rivisitazione linguistica del dadaismo, non poteva prescindere dal pubblico con la quarta parete che viene rotta. Richiede un’alta capacità di improvvisazione perché la presenza del pubblico influenza tutto lo spettacolo».

«Bionda Zabaione» è un titolo molto divertente.

«Il titolo viene dal colore dei miei capelli. Il cabaret ha una connotazione diversa a seconda di dove viene proposto: in Francia, ad esempio, è musicale, in Spagna ha una componente erotica, in Romagna… ha a che fare con i pasticcini – ride -. Che sono diversi, e quindi nel cabaret ci sono il diplomatico raffinato, il bignè con la crema allo zabaione bionda come i miei capelli…». (s.f.)

Biglietto: 15 euro. Prenotazioni al 333/9434148.

Nella foto Maria Pia Timo

Maria Pia Timo è «Bionda Zabaione» alla Sala del Suffragio di Medicina
Cultura e Spettacoli 2 Maggio 2019

Gabriele Cirilli è papà Gomez ne «La famiglia Addams» in scena allo Stignani

Chi non ricorda quella famiglia incredibilmente dark, che negli anni Settanta e Ottanta imperversava sui teleschermi italiani e che anche ora, ogni tanto, viene riproposta da qualche rete in ambito cult? È la Famiglia Addams, geniale esagerazione sui generis di una famiglia americana, nata negli anni Trenta dalla fantasia di Charles Addams e poi esportata in televisione, al cinema, nei fumetti e anche a teatro. Il musical americano, scritto da Marshall Brickman e Rick Elice, è stato adattato in italiano e reinterpretato rendendolo una godevolissima commedia musicale, basata sullo humour nero tipico della saga ma con molte battute e invenzioni spassose in più. Diretta da Claudio Insegno, La Famiglia Addams è ora al teatro Stignani di Imola fino al 5 maggio: in scena un nutrito cast formato da Gabriele Cirilli nei panni di papà Gomez, Pamela Lacerenza in quelli di mamma Morticia, Rosy Messina e Alfredo Simeone nelle vesti dei figli Mercoledì e Pugsley, Umberto Noto quale zio Fester, Claudia Campolongo nell’interpretazione della nonna, e Filippo Musenga in quelli del maggiordomo Lurch. Ci sono poi Andrea Carli, Mary La Targia e Giuseppe Orsilio che danno vita alla famiglia Beineke.

Rispetto alla serie tv che molti ricorderanno, in cui la piccola Mercoledì e il fratello Pugsley combinavano scherzi e pasticci di vario genere a cui i genitori di nero vestiti reagivano con flemma inimmaginabile, la storia portata in scena è spostata un po’ avanti negli anni: Mercoledì è cresciuta e si è innamorata di un ragazzo dolce, carino, gentile, intelligente, rispettabile. Si confida così con il padre, impaurita dalla possibile reazione della madre, e lui cerca di aiutarla mantenendo il segreto. Fino a che…

«Indovina chi viene a cena? – esordisce simpaticamente Gabriele Cirilli, che interpreta appunto Gomez, raggiunto telefonicamente qualche giorno prima dell’arrivo a Imola -. Ad un certo punto, infatti, verrà organizzata una cena di famiglia: la normalità andrà a cena dall’anormalità… anche se poi bisognerà vedere cosa è normale e cosa non lo è». Cirilli, famoso attore salito alla notorietà con il tormentone comico Chi è Tatiana? e poi diventato una colonna di Tale e quale show nonché protagonista in fiction, film e spettacoli teatrali, è il capo di una famiglia particolare, molto dark.

La commedia musicale alterna momenti emozionanti e commoventi ad altri comici, oltre a canti e balli.

«Lavorare con Claudio Insegno è stato molto stimolante: ha dato a noi attori la possibilità di esprimerci, lavorando ognuno sia sul proprio personaggio che sullo spettacolo totale, e inserendo così tanti momenti spontanei, costruendo un musical pieno di risate».

I telespettatori ricordano senz’altro il personaggio di Mano, una specie di factotum della casa che usciva dalle scatole nei momenti più impensati. C’è anche in scena?

«C’è anche Mano – conferma Cirilli – e c’è una scenografia bellissima, con una casa spettrale che si trova dentro un cimitero, e che si scompone a seconda delle esigenze di scena. Ci sono addirittura le piante carnivore!».(s.f.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 2 maggio 2019

Nella foto, di Sebastiano Maccarrone, Gabriele Cirilli con «la moglie» Morticia in scena

Gabriele Cirilli è papà Gomez ne «La famiglia Addams» in scena allo Stignani

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