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Cronaca 22 Febbraio 2019

ConAmi, i sindaci ricorrono al Tar, ma Sangiorgi dà il via al Cda. Forte: “Prese le decisioni per evitare danni erariali”

Questa settimana sarà depositato il ricorso al Tar per chiedere l’annullamento dell’atto di nomina unilaterale del Consiglio di amministrazione del ConAmi compiuto dalla sindaca di Imola, Manuela Sangiorgi, il 17 gennaio scorso. Dopo la diffida e qualche settimana di valutazione, la decisione di passare alle vie legali vere e proprie. «L’avvocato chiederà anche la sospensiva e su ogni altro atto connesso» precisa Onelio Rambaldi, sindaco di Medicina.

Ad appellarsi al Tribunale amministrativo dell’Emilia Romagna per 21 sindaci-soci del Consorzio Ami (Bagnara, Borgo Tossignano, Brisighella, Casalfiumanese, Casola Valsenio, Castel Bolognese, Castel del Rio, Castel Guelfo di Bologna, Castel San Pietro, Conselice, Dozza, Faenza, Fontanelice, Marradi, Massa Lombarda, Medicina, Mordano, Palazzuolo, Riolo Terme, Sant’Agata sul Santerno e Solarolo; solo Firenzuola non ha aderito) sarà l’avvocato Luca Nanni, docente di diritto privato dell’Università di Genova, specializzato in diritto societario e degli appalti.

E’ solo l’ultimo atto, ad oggi, della querelle politica sfociata in vie legali per il governo del ConAmi, al quale fanno capo reti e impianti, di proprietà di 23 Comuni tra imolese, ravennate e provincia di Firenze, di gas, acqua, elettricità e la discarica di Imola, affidati per la gestione ad Hera Spa (nonché 108 milioni di azioni sempre di Hera Spa che producono da soli oltre 10 milioni di entrate ogni anno).  

Dall’altro lato, Sangiorgi, è andata avanti con la firma del verbale che ha reso effettiva la nomina del Cda. E pazienza se anche il collegio dei revisori, arbitri previsti dalle norme, ha sottolineato le «criticità» e «non conformità» tali da far ritenere tanto da richiedere una nuova assemblea per sanare quanto fatto. Dubbi che hanno portato due su quattro dei nuovi consiglieri di amministrazione indicati, cioè Sara Cirone e il pur agguerrito e motivato Luciano Pirazzoli, a rinunciare all’incarico. Ma si va avanti con gli altri due, la presidente Stefania Forte e l’avvocato bolognese, già candidato 5Stelle, Giulio Cristofori. E poi ovviamente c’è Stefano Cassani, l’unico del precedente Cda a guida Stefano Manara a non aver dato le dimissioni in agosto scorso con gli altri.

Forte e Cristofori si sono già incontrati il 13 e il 20 febbraio e hanno «già preso le decisioni più urgenti, che potevano configurare un danno erariale» dice Forte. Quali? Prima di tutto aprire la famosa busta contenente l’offerta per il nuovo gestore del Museo Checco Costa (il ConAmi è concessionario dell’impianto per il Comune) e nominare la commissione per la valutazione tecnica. L’evento in memoria di Senna dell’1 maggio, per il quale sono già stati spesi oltre 70 mila euro per i filmati, è sempre più vicino. «ConAmi ha fatto degli investimenti che sarebbero stati vani, oltre al danno di immagine e il mancato ricavo» precisa la presidente del Cda. A candidarsi è stato un solo soggetto (un”associazione di imprese tra The Best Solution Group ed Ett).

Altra decisione presa dal Cda è il via libera alla convenzione per sbloccare i 900 mila euro della Regione per il Parco della Vena del gesso romagnola. «Non potevamo perdere un contributo» aggiunge la presidente Forte. 

Il braccio di ferro iniziato alla fine della scorsa estate sulle nomine dell’organo di Governo ha posizionato sempre più Sangiorgi su un lato della barricata e tutti gli altri sindaci dall’altro. Bloccando investimenti e progetti (si parla di circa 52 milioni di investimenti fermi o bloccati secondo il piano triennale tuttora vigente, in particolare su acquedotti e impianti per l’implementazione delle fognature). Tutto in nome di una scelta politica rivendicata e infine imposta. A sostenerla il gruppo del M5s imolese: «Grande soddisfazione per l”insediamento del nuovo Cda del ConAmi». 

Altri particolari sul “sabato sera” del 21 febbraio.

I sindaci nella sede del ConAmi in via Mentana a Imola

ConAmi, i sindaci ricorrono al Tar, ma Sangiorgi dà il via al Cda. Forte: “Prese le decisioni per evitare danni erariali”
Cronaca 28 Gennaio 2019

Da oggi parte l'operazione di abbattimento di alcuni alberi all'Osservanza, il parco resterà comunque aperto

Partirà oggi 28 gennaio, nel parco dell”Osservanza, l”operazione di abbattimento di alcuni alberi che, secondo la comunicazione della stessa società Osservanza Srl, «presentano condizioni di criticità tali da non consentirne la conservazione».

Tale operazione durerà circa 10 giorni e arriva a quasi tre anni dalla conclusione dell”intervento generale di restauro del parco, che ha portato all”apertura al pubblico all”inizio di giugno 2016. La decisione di abbattere le piante è il frutto del costante monitoraggio al quale è sottoposto il patrimonio arboreo, portato avanti con analisi sia visive che strumentali. Proprio queste analisi avrebbero evidenziato su diversi esemplari, stando alla comunicazione, «uno stato di degrado tale da non garantirne la stabilità e di conseguenza la sicurezza per i fruitori del parco».

Essendo comunque l”intero complesso dell”Osservanza sottoposto a vincolo storico e quindi a tutela, l”intervento è stato autorizzato dalla Soprintendenza con il provvedimento n. 23416 del 24 ottobre 2018.

La società, guidata dall”amministratore unico Maurizio Canè, assicura tuttavia che al termine della fase di abbattimento sono previsti alcuni reimpianti di nuove alberature. Durante le operazioni di questi giorni, il parco resterà aperto, ma saranno delimitate le zone oggetto di intervento e agli ingressi principali saranno affissi cartelli informativi.  (r.cro.)

Nella foto uno scorcio del parco dell”Osservanza

Da oggi parte l'operazione di abbattimento di alcuni alberi all'Osservanza, il parco resterà comunque aperto
Cronaca 24 Gennaio 2019

Vicenda ConAmi, bloccati 25 milioni per fogne e acquedotti. E la busta del Museo Autodromo è ancora chiusa

I colpi di scena politici non hanno portato altrettanta vivacità sul fronte dell’operatività del ConAmi, dove continuano ad attendere una decisione 52 milioni di investimenti, almeno secondo il piano triennale approvato a suo tempo e tuttora vigente. Ogni fine anno il piano viene rivisto dal Cda e validato dall’assemblea per priorità e stanziamenti, ma questa volta nulla è stato fatto quindi direttore e struttura non vanno oltre l’ordinaria amministrazione.

Tanto per capirci, la busta arrivata con l’offerta per la gestione del Museo Checco Costa dell’autodromo, per il quale sono già stati spesi oltre 70 mila euro per i video dedicati a Senna per l’evento dell’1 maggio, è ancora sigillata in attesa che un Cda o l’assemblea nomini una commissione in grado di valutarla. Venerdì 18 è stato pubblicato il bando per realizzare il nuovo centro medico, sempre dell’autodromo, ma occorrerà poi sempre una commissione per assegnare i lavori. E si tratta di piccolezze, chieste da Imola nei mesi scorsi e accolte dall’assemblea dei soci, cioè dai sindaci, nonostante l’impasse politico.

Bloccato invece tutto il resto, interventi che riguardano i cittadini dei 23 comuni dal momento che fanno capo al Consorzio Ami le reti pubbliche di acqua, gas ed elettricità. Per prima cosa interventi da 8 milioni su acquedotti e impianti di depurazione che interessano Imola, Medicina, Conselice, Massa Lombarda, Brisighella, Riolo Terme; un pacchetto in cui rientra un depuratore e la fogna per Sant’Antonio a Medicina, nonché potenziamenti e nuove estensioni per Imola. Un progetto da 12 milioni per il potenziamento del potabilizzatore di Bubano e nuove condotte per portare l’acqua ai rubinetti delle case di Castel Bolognese, Solarolo e Riolo Terme e nel passaggio alle frazioni di Imola come Chiusura, per ridurre gli emungimenti da falda. Poi c’è l’implementazione dell’acquedotto industriale imolese verso la Bassa romagna, un progetto da 4 milioni e mezzo per proseguire nella logica di non sprecare acqua potabile per usi industriali utilizzando sempre le ex cave di Bubano per lo stoccaggio, l’idea è collegarsi con le aziende che ne hanno fatto richiesta verso il ravennate, oltre Mordano e Massa che sono già allacciati, tra l’altro serve per limitare gli emungimenti dove la subsidenza è un grosso problema. (l.a.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 24 gennaio

Nella foto la sindaca di Imola, Manuela Sangiorgi, durante l”assemblea dei soci semi-deserta nella quale ha nominato in solitaria il Cda di ConAmi

Vicenda ConAmi, bloccati 25 milioni per fogne e acquedotti. E la busta del Museo Autodromo è ancora chiusa
Cronaca 18 Gennaio 2019

Caso ConAmi, parla la presidente incaricata Stefania Forte: “Accetto la nomina, sono un tecnico fuori da giochi politici'

«Ho appreso ieri sera della nomina, non ho ancora visto il sindaco, ma ritengo di accettare. Fare la presidente del Cda del ConAmi è una sfida che mi entusiasma, mi piace  e mi gratifica». Questa la dichiarazione di Stefania Forte, raggiunta telefonicamente oggi dopo la nomina da parte della sindaca di Imola, Manuela Sangiorgi, durante un’assemblea dei soci che definire una forzatura è dir poco. Forte attualmente è la responsabile dell’Area giurido-amministrativa, appalti, contratti  ed economato della Sassuolo Gestioni Patrimoniali Srl, in house che si occupa della manutenzione ordinaria e straordinaria del Comune di Sassuolo, una sorta di Benicomuni più service per tributi e patrimonio.

Salvo sorprese, si tratta di un Cda che durerà appena pochi mesi, dato che la scadenza è fissata a giugno (scadenza naturale di quello dimissionario precedente), come affermato dalla stessa Sangiorgi. Non ci sarà molto tempo…
«Si farà quello che si può fino a quel momento, si darà continuità al lavoro, il Consorzio è già ben inquadrato ma un Cda ci vuole».

Non è preoccupata per una procedura di nomina irrituale e contestata dove la politica c’entra tanto?
«Quando ci sono contestazioni non è mai piacevole ma il Cda deve espletare il suo ruolo in nome della trasparenza e legalità e non può che essere fedele e leale al suo ruolo e lo dimostrerò a tutti i soci. Ritengo di poter essere una garanzia anche per loro. Mi ritengo un tecnico fuori da giochi politici, ho risposto ad un avviso pubblico e il sindaco ha ritenuto di proporre la mia candidatura. Io sono a disposizione, si deve essere fedeli alla carica e non ad un colore politico».

Da un punto di vista giuridico quanto fatto dalla sindaca Sangiorgi ieri è un po’ una scommessa…
«Beh c’è il parere di un illustre avvocato…».

L’ha letto?
«Sì l’ho letto». (l.a.)

Caso ConAmi, parla la presidente incaricata Stefania Forte: “Accetto la nomina, sono un tecnico fuori da giochi politici'
Cronaca 18 Gennaio 2019

Caso ConAmi, la sindaca Sangiorgi nomina da sola il Cda. Gli altri sindaci: “Non c'è il numero legale. Voto non valido'

Martedì è arrivata nuovamente una lettera di «prima convocazione» per mercoledì di una riunione «d’urgenza» dei 23 sindaci soci del ConAmi, da parte della presidente Sangiorgi, alla quale non si è presentata (ed è mancato anche il numero legale). E ieri sera in «seconda convocazione» il blitz, come è stato definito dagli altri sindaci, per la nomina del Cda. La prassi ad avvalorare la teoria del ConAmi uguale ad una partecipata, ovvero a legittimare Imola a far da sé forte del suo 66% ignorando le regole dello statuto che tra pesi e contrappesi obbliga Imola a non decidere da sola e agli altri di non decidere senza Imola.

Ma cos’è successo ieri sera? Questa la sintesi. La sindaca di Imola Manuela Sangiorgi ad un capo del tavolo, accanto a lei il direttore Stefano Mosconi in veste di segretario verbalizzante, poi un’infilata di sedie vuote e all’altro capo del tavolo il sindaco di Castel del Rio Alberto Baldazzi, in audioconferenza quello di Sant’Agata Enea Emiliani. Imbarazzo e incredulità palpabile.

Sangiorgi legge la comunicazione da presidente: «In assenza di norma statutaria specifica che disciplini e risolva lo stallo attuale si procede come da parere acquisito ai sensi dell’art. 2369 del codice civile». E poi procede a nominare presidente del Cda, «proposta da Imola» Stefania Forte. Emiliani che dall’altro capo del telefono dice «per me l’assemblea non ha il numero legale, non è valida e quindi non partecipo al voto». Stessi toni per Baldazzi. Lo stesso Mosconi che dice: «Da statuto non è legalmente costituita la seduta ma il presidente è il sindaco di Imola e io mi limito a verbalizzare….».

Sangiorgi va avanti a leggere passando alla nomina del Cda: La «proposta di Imola è di sostituzione di 3 membri del Cda con Sara Cirone, Luciano Pirazzoli e Giulio Cristofori, che avrà naturale scadenza come da statuto per un Cda già in carica. Dichiaro quindi la sostituzione di 3 membri del Cda votata favorevolmente».Si ripetono le dichiarazioni di Castel del Rio e Sant’Agata che aggiunge «la invito a rispettare lo statuto del ConAmi anche per rispetto dei sindaci rappresentanti le tante comunità del Consorzio». Allibito anche Fausto Tinti di Castel San Pietro arrivato alle 18.22 (l’assemblea era fissata per le 18) «Non partecipo al voto ma non c’è numero legale…». Fine.  

Tutto verbalizzato e soprattutto ripreso dalle telecamere di un blogger-giornalista locale, unico «invitato» dalla sindaca stessa per fare le riprese e rilanciarle in streaming sulla Pagina Facebook del blog stesso, dove è tuttora visibile (non su quella del Comune né sulla pagina ufficiale della sindaca). Forse Sangiorgi era stata punta sul vivo in uno dei temi cari del Movimento (lo streaming) dal sindaco di Dozza Luca Albertazzi durante l’assemblea di lunedì scorso. 

Lunedì 14, infatti, l’assemblea dei 23 soci ConAmi si era vista bocciare per il niet di Imola (voto a favore di tutti gli altri), la seconda cinquina di nomi presentata invece secondo le regole statutarie. Un gioco a somma zero che aveva avuto il risultato di irritare irrimediabilmente tutti gli altri colleghi sindaci, a prescindere dal colore politico. E il civico Albertazzi, che si era fatto promotore della cinquina precedente che aveva al vertice proprio Sara Cirone (inserita poi nella quartina finale del Cda di Imola) aveva concluso deciso: «Dispiace quanto sta accadendo. E auspico che d’ora in avanti si facciano le riprese e lo streaming delle sedute del ConAmi in cui si parla del Cda perché è ora che i cittadini si rendano conto di cosa sta accadendo. Questo è un Consorzio non il Cda di una Spa né un Consiglio comunale, non c’entra la politica, ma occorre avere la capacità di tessere delle relazioni».

Con buona pace di chi sostiene che stia andando in onda l’estremo tentativo dei sindaci del Pd di costringere Imola (a guida 5Stelle) a scelte che non condivide. «Questo timore di guidare le cose e lo dico da civico – aveva aggiunto anche Baldazzi di Castel del Rio – con un risvolto politico di segno totalitario non so se per conto proprio o per conto terzi che porterà questo territorio a sbattere».

Un gioco a somma zero che aveva avuto il solo risultato di irritare irrimediabilmente gli altri colleghi sindaci. La cinquina bocciata lunedì vedeva come presidente l’ex vertice di Sacmi e l’attuale presidente di Alleanza delle coop. italiane Imola Domenico Olivieri. Secondo Sangiorgi «non ha le competenze tecniche necessarie in quanto ha un diploma di perito elettrotecnico» (gli altri nomi erano quelli di Stefania Corrado, Giulio Cristofori, Carlo Baseggio e Mirco Minghini). Non solo, come contraltare Imola aveva proposto, per l’ennesima volta, di votare una quartina di nomi con presidente Luciano Pirazzoli, considerando come quinto il consigliere Stefano Cassani, il solo a non essersi dimesso il 24 agosto dello scorso anno del Cda precedente.

Da notare che, come aveva ricordato per tutti Davide Missiroli, sindaco civico di Brisighella, Cassani in realtà era considerato decaduto e la stessa Sangiorgi l’aveva informato in ottobre con una lettera.

E adesso? Per il momento gli altri sindaci hanno informato il prefetto di Bologna Patrizia Impresa dell”accaduto che dovrà decidere se è nelle sue competenze intervenire e in che modo. Poi stanno valutando come procedere. «Il tempo della mediazione è finito – ragiona Onelio Rambaldi sindaco Pd di Medicina – Sulla testa di Sangiorgi pende una mozione di sfiducia firmata da 17 sindaci su 23 che non ha voluto discutere, era legittimata ieri a fare la presidente dell”assemblea?».(l.a.) 

Nella foto grande due immagini tratte dal video dell”assemblea ConAmi di ieri sera, nell”altra la panoramica dell”assemblea di lunedì 14

Caso ConAmi, la sindaca Sangiorgi nomina da sola il Cda. Gli altri sindaci: “Non c'è il numero legale. Voto non valido'
Cronaca 3 Gennaio 2019

ConAmi, quindici sindaci firmano una mozione di sfiducia contro la Sangiorgi e chiedono una nuova Assemblea

Il circolo vizioso politico del ConAmi ha raggiunto i livelli di guardia. A nulla è valso l”ennesimo accorato appello dei sindaci civici alla collega di Imola, Manuela Sangiorgi, di desistere dalla chiusura totale e trovare una mediazione nominando un nuovo Consiglio di amministrazione.

Venerdì 27 si è replicato quanto già visto almeno un paio di volte nei mesi scorsi: nell”Odg dell”Assemblea, peraltro indetta da Sangiorgi stessa in quanto presidente, il punto dedicato alle nomine del Cda non c”era, inoltre la sindaca di Imola non si è presentata, delegando l”assessore Claudio Frati a rappresentarla. Assessore che, tra l”altro, ha bocciato anche la seconda cinquina di nominativi presentata da un gruppo di sindaci, come prevedono le regole statutarie. Per i sindaci-soci l”ennesimo sgarbo.

E la risposta è stata altrettanto dura: in 15 (sono 23 in tutto) hanno sottoscritto e depositato una mozione di sfiducia nei confronti di Sangiorgi come presidente dell’Assemblea. La carica, infatti, secondo lo statuto del Consorzio (art. 14, comma 3) spetta al Comune con la quota di partecipazione più elevata, quindi a Imola, ma «salvo diversa determinazione dell’Assemblea». Ergo i presenti, ovvero Giovanni Malpezzi (Faenza), Fabio Anconelli (Solarolo), Fausto Tinti (Castel San Pietro Terme), Daniele Bassi (Massa Lombarda), Onelio Rambaldi (Medicina), Paola Pula (Conselice), Daniele Meluzzi (Castel Bolognese), Alfonso Nicolardi (Riolo Terme), Davide Missiroli (Brisighella), Athos Ponti (Fontanelice), Stefano Golini (Mordano), Gisella Rivola (Casalfiumanese), Clorinda Mortero (Borgo Tossignano), Cristina Carpeggiani (Castel Guelfo), Alberto Baldazzi (Castel del Rio) hanno chiesto la rimozione di Sangiorgi dalla carica di presidente, riservandosi anche «ogni determinazione in ordine a profili di responsabilità erariale e civile configurabile nelle condotte ad essa imputabili». 

Secondo i sindaci a motivare tale decisione è lo stallo “determinato dall”indisponibilità della sindaca di Imola ad individuare nominativi condivisi”, uno stallo che hanno raccontato nel dettaglio degli incontri informali e delle ben sette assemblee susseguitasi da metà ottobre. Sangiorgi sarebbe stata inadempiente nei suoi “doveri di garante dell”espletamento da parte dell”assemblea dei compiti statutario e di convenzione, serbando un comportamento ostruzionistico e non collaborativo, in palese contrasto con il dovere di leale collaborazione e buona fede”. Non solo, l”assenza di un Cda non avrebbe permesso di adottare una serie di atti gestionali «con conseguente grave danno economico patrimoniale per il consorzio e per i singoli enti». 

I sindaci hanno anche inviato ieri una richiesta scritta, in conformità a quanto previsto dagli art. 20 e 25 dello Statuto, per la Convocazione di un”Assemblea straordinaria entro il 12 gennaio nella quale intendono presentare la mozione di sfiducia e richiedono nuovamente la nomina del Cda. A questo punto la palla è inequivocabilmente nel campo di Sangiorgi.

Il Comune di Imola a guida pentastellata sembra voler proseguire una strategia che ha come obiettivo spostare in avanti il più possibile la scelta del Consiglio di amministrazione. L”occhio è fisso sulle elezioni amministrative di primavera nelle quali la speranza è trovare nuovi sindaci “amici” nelle urne e quindi nel ConAmi, e magari nell”attesa mettere in difficoltà le amministrazioni attuali, considerate “non amiche”. Questo almeno quanto appare, sempre che si voglia continuare ad avere il ConAmi. VA ricordato che il Consorzio ha permesso finora ai Comuni che ne fanno parte, anche ai più piccoli, di avere voce in capitolo (uguale agli altri proprio in quanto si tratta di un Consorzio e non di una Spa pubblica) su scelte importanti e remunerative, nonché di trattare alla pari con territori ben più “di peso”, come Bologna (ConAmi è il secondo azionista di Hera Spa).

Per chi non lo sapesse, al Consorzio Ami fanno capo reti e impianti, di proprietà di 23 Comuni tra imolese e ravennate, di gas, acqua, elettricità e la discarica di Imola, affidati per la gestione ad Hera Spa (nonché 108 milioni di azioni sempre di Hera Spa che producono da soli oltre 10 milioni di entrate ogni anno). Lo scorso 5 giugno il «forziere» ConAmi ha distribuito 8 milioni e 100 mila euro di utili in quota parte ai Comuni soci, in crescita rispetto all’anno precedente. Le note vicende legate alla discarica Tre Monti hanno fatto scendere in parte i ricavi, nello specifico quanto paga Hera per l’utilizzo dell’impianto, da 2,5 milioni del 2015 a 1,4 milioni nel 2017 per effetto della diminuzione dei conferimenti. (l.a.)

ConAmi, quindici sindaci firmano una mozione di sfiducia contro la Sangiorgi e chiedono una nuova Assemblea
Cronaca 22 Dicembre 2018

ConAmi, bocciata la proposta dei sindaci civici che scrivono a Sangiorgi (Imola): “Manuela troviamo una soluzione…'

Nessuna buona notizia sotto l’albero. Neppure la lista presentata dai sindaci di Brisighella, Castel Bolognese, Castel Guelfo, Dozza, Sant’Agata sul Santerno e Solarolo è riuscita a sbloccare lo stallo e a dare un “governo” al Consorzio Ami. Finalmente si era arrivati ad una convocazione di Assemblea che aveva all’odg le nomine del Cda ma per l’ennesima volta mercoledì sera c’è stata la bocciatura da parte di Imola, che è ritornata pure a presentare l’idea che si debba fare solo un rinnovo di quattro consiglieri dato che uno non ha mai formalmente presentato le dimissioni. Insomma ancora melina a centrocampo, per vederla in termini calcistici. 

A questo punto  i tre sindaci “civici” Luca Albertazzi di Dozza,  Davide Missiroli di Brisighella e Fabio Anconelli di Solarolo hanno deciso di prendere carta e penna e scrivere una lunga lettera alla collega Manuela (Sangiorgi) in cui spiegano così quanto accaduto: “ConAmi costituisce la prova tangibile di come gli enti locali, dando vita a politiche condivise, possano mantenere il controllo dello sviluppo del territorio rispondendo con prontezza alle esigenze di innovazione e modernizzazione e anticipando anche la realizzazione dei programmi regionali, nazionali e comunitari. La proposta messa in campo da noi 6 sindaci dei piccoli comuni resta una grande prova di responsabilità, un tentativo serio e concreto per coniugare la rappresentanza territoriale dei Comuni, le varie sensibilità politiche in campo ed una presidenza giovane ed innovativa che permettesse di mettere tutti d”accordo per un rilancio innovativo del ruolo del ConAmi a favore delle nostre comunità. Il tuo voto contrario non è stato giustificato e non ci è stata data la possibilità in assemblea di provare a discutere nel merito delle questioni. Sappiamo che non è tutta colpa tua: la proposta che ti hanno suggerito di sottoporre all’Assemblea, di mantenere in carica il consigliere Cassani rinnovando solo gli altri 4 consiglieri, era ed è tutt”ora completamente sbagliata dal punto di vista formale”.  

Il timore è soprattutto per una debolezza politica di Imola che rischia di essere un problema per tutto il territorio che attorno ad essa ruota e che fino ad ora ha fatto della compattezza una forza, a prescindere dal “colore” delle Amministrazioni in carica: “I 23 Sindaci del ConAmi – continuano i tre sindaci civici – hanno sempre concordato sul fatto che il consigliere rimasto in carica, il dott. Cassani, non ha più alcun motivo di essere consigliere del Cda in quanto la sua funzione è sostanzialmente decaduta e, se fosse una persona che tiene al suo territorio, dovrebbe lasciare subito il campo per consentire la nomina di un nuovo Cda. Tutto ciò lo abbiamo condiviso all’unanimità nell’Assemblea del 3 ottobre scorso e tu, Manuela, hai giustamente scritto al consigliere Cassani, forte anche di un parere di un grande studio legale bolognese. Oggi su questa partita non puoi cambiare faccia, gli errori si possono fare ma se non vale più nemmeno la parola data facciamo fatica a trovare una soluzione congiunta”.  

E per non lasciare dubbio alcuno hanno aggiunto: “Noi non sappiamo chi siano i tuoi/vostri consulenti, ma di una cosa siamo sicuri: non hanno minimamente capito che il ConAmi non è una società per azioni e soprattutto noi tutti vogliamo lavorare per il territorio e non per lottizzare politicamente il Consiglio di Amministrazione. Se continuerai in una posizione/contrapposizione di chiusura, facendo vostre allo stesso tempo le vecchie logiche di spartizione “partitica”, non si riuscirà mai a trovare una soluzione adeguata per rinnovare i servizi alle nostre comunità. Troviamo tutti assieme una soluzione e lasciamo stare i grandi strateghi e tutti i consulenti che vengono da fuori per commissariare il nostro territorio”.  

E questo è tutto, fino alla prossima puntata che dovrebbe andare in onda subito dopo Natale. La prossima “cinquina” pare abbia come ipotesi di presidente Domenico Olivieri, presidente di Alleanza Coop Imola, già presidente Sacmi. (l.a.)

Nella foto la sede ConAmi

ConAmi, bocciata la proposta dei sindaci civici che scrivono a Sangiorgi (Imola): “Manuela troviamo una soluzione…'
Cronaca 18 Dicembre 2018

Nomine, nel Cda ConAmi sei Comuni vogliono Sara Cirone, una donna presidente. Nel Cda Acer entra l'avvocatessa Salucci

Questa volta forse si riuscirà a superare l’assurdo stallo che si protrae dall’estate scorsa dando un “governo” al ConAmi. I sindaci di Brisighella, Castel Bolognese, Castel Guelfo, Dozza, Sant’Agata sul Santerno e Solarolo hanno presentato ufficialmente una lista di candidati per il CdA che verrà sottoposta, come prevede lo statuto, all’approvazione dell’Assemblea prevista per domani, mercoledì 19 dicembre, dopo la convocazione della sindaca di Imola avvenuta venerdì.La settimana scorsa c’era stato l’ennesimo battibecco dopo la riunione seguita al secondo avviso pubblico per il reperimento di ulteriori candidati finita ancora una volta con un nulla di fatto.

Ora il gruppetto dei sei ha deciso di “vedere” le carte, proponendo una lista con una sola donna ma proposta come presidente, ovvero Sara Cirone, imolese amministratore delegato di un’azienda faentina, definita un “profilo di alta esperienza manageriale” e senza “alcuna appartenenza politica e, proprio per questo, adatta a rappresentare i bisogni dei territori”. Quindi un nome trasversale che dovrebbe superare ogni accusa di “vecchie logiche” .

Poi ci sono due candidati che hanno partecipato alla selezione pubblica del Comune di Imola fatta ancora ad agosto, ovvero il docente universitario Sandro Serenari e l’avvocato bolognese Giulio Cristofori, entrambi ben ascrivibili in “quota 5 Stelle”, ergo teoricamente ben visti da Imola. Gli ultimi due invece a rappresentare da un lato i territori del circondario imolese, della Bassa romagna e del faentino Mirko Minghini (già facente parte del precedente CdA) e l’avvocato Carlo Baseggio, che possono accontentare l”area Pd.

Nella nota che accompagna l’elenco, i sei sindaci soci proponenti concludono confidando “di ottenere una condivisione unanime su un CdA competente e preparato” per quello che ritengono “un elemento fondamentale per tutti i 23 Comuni” soci chiedendo “finalmente di assumersi la responsabilità di dare una guida affidabile al Consorzio”. In sostanza, finito il tempo delle parole, ora sul tavolo c’è un’esplicita proposta, chi ha intenzione di proseguire il rimpallo in nome di una chiusura politica ideologica e contrapposta non ha più alibi. Soprattutto perché al ConAmi occorre una guida competente e tecnica per dare gambe ad un nuovo piano industriale in grado di superare il calo di introiti dovuto alla chiusura della discarica (a prescindere da come finirà l”udienza al Tar attesa per il 20 dicembre).

Nell’attesa da notare che oggi la conferenza degli enti soci di Acer, presieduta dal sindaco Virginio Merola, affiancato dal Consigliere metropolitano delegato alle Politiche abitative Luca Lelli (sindaco di Ozzano), ha nominato il terzo membro del Cda della società regionale che gestisce le case di edilizia popolare anche per quasi tutti i Comuni del circondario di Imola (escluso Castel San Pietro). La scelta è caduta sull’avvocatessa Fabiola Salucci, indicata dal Circondario imolese e scelta tra i curricula arrivati nell’apposita selezione pubblica fatta sempre dal Comune di Imola in estate.

Salucci è forlivese con studio anche a Castel San Pietro e Imola.Anche sul nuovo nome per il CdA di Acer si era arrivati ad una rottura un paio di mesi fa quando alla prevista riunione in Circondario la sindaca Sangiorgi non si era presentata limitandosi ad inviare una mail con il nome da proporre, Sabrina Ujcic. Nome ritenuto irricevibile dal presidente del Circondario Onelio Rambaldi (sindaco di Medicina) in quanto “ex dipendente di Acer uscita dall’Ente sbattendo la porta”. (l.a.)

Nella foto il ConAmi a Imola e Acer Bologna

Nomine, nel Cda ConAmi sei Comuni vogliono Sara Cirone, una donna presidente. Nel Cda Acer entra l'avvocatessa Salucci
Cronaca 21 Novembre 2018

Imola rinuncia alla prelazione sulle quote di Area Blu, via libera a Mordano. «L’obiettivo era cambiare il presidente»

Finalmente si è chiuso almeno uno dei fronti apertisi in tema di partecipate dopo il cambio di colore al vertice della Giunta imolese. Imola ha deciso di ritornare sui suoi passi e non eserciterà il diritto di prelazione sulle azioni di Area Blu Spa messe in vendita dalla provincia di Forlì – Cesena (un pacchetto pari allo 0,2105% cioè 2.895 azioni). Questo permetterà a Mordano di acquistarle, come era già sua intenzione, allo scopo di affidare alla società di via Mentana la gestione del semaforo e degli autovelox sulla Lughese; ogni azione costerà  5,18 euro, per un totale di 14.996,10 euro.

Ieri sera in Consiglio comunale l”assenso definitivo alla delibera, dopo l’annuncio del vicesindaco Patrik Cavina in Commissione Bilancio venerdì scorso. «Il nostro obiettivo era cambiare il presidente di Area Blu, cosa che è stata fatta, per questo avevamo approvato in luglio la delibera per esercitare il diritto di prelazione – ha motivato il vicesindaco che ha la delega alle Partecipate-, ma ora riteniamo che Area Blu possa essere utile anche ad altri Comuni del territorio».

A meno di un mese fa risale la nomina a presidente e amministratore delegato di Alessandro Ambrosini (che ha preso il posto del dimissionario Vanni Bertozzi) su indicazione della sindaca Manuela Sangiorgi, come previsto dallo statuto in virtù della maggioranza in capo agli imolesi (che possiedono 1.221.550 azioni, pari all’88,8090%). Gli altri soci di Area Blu sono ConAmi (37.429 azioni, 2,7212%), Città metropolitana di Bologna (33.418 azioni, 2,4296%), Provincia di Forlì – Cesena (ad oggi 33.418 azioni, 2,4296%), Castel San Pietro (20.051 azioni, 1,4578%), Medicina (13.565 azioni, 0,9860%), Circondario imolese (9.358 azioni, 0,6803%) e Dozza (6.684 azioni, 0,4859%).

In sostanza, la situazione si è sbloccata una volta sistemata la pratica del cambio di poltrone, ma non manca chi ci legge un riflesso della schiarita sul fronte del Consorzio Ami, dove proprio Mordano è stato tra coloro che hanno votato a favore del riparto delle riserve voluto da Imola. (l.a.)

Nella foto Patrik Cavina

Imola rinuncia alla prelazione sulle quote di Area Blu, via libera a Mordano. «L’obiettivo era cambiare il presidente»
Cronaca 21 Novembre 2018

Caso ConAmi, trovata la mediazione: Imola incassa le riserve, «prestito» sui futuri utili

Prove di mediazione in via Mentana. Durante l’ennesima assemblea dei 23 sindaci-soci del Consorzio Ami, Imola ha incassato il voto affermativo dei presenti alla richiesta di procedere al riparto alle riserve. Però, come indicato dai revisori, si procederà solo per quanto presente in cassa, cioè 1,850 milioni di liquidità. Ad Imola, secondo le quote, spetteranno 1,2 milioni, decisamente meno rispetto a quanto chiesto inizialmente da piazza Matteotti. Inoltre, l’accordo prevede che le riserve siano rimpinguate l’anno prossimo almeno con una cifra analoga, grazie ad una minor ripartizione degli utili ConAmi ai soci stessi. In sostanza una specie di prestito.  

Stefano Golini di Mordano è uno di sindaci presenti che ha votato a favore: «Finalmente ha prevalso il buonsenso – commenta -. Anch’io ho sempre detto che ero contrario, in linea di principio, ad utilizzare le riserve per appianare le partite correnti, anche perché Imola chiedeva di andare al riparto di 3,5 milioni su 3,8 complessivi, di fatto prosciugandole. Poi la richiesta iniziale imolese è diminuita. Inoltre i revisori hanno detto che è sostenibile se ci limitiamo alla liquidità, però hanno aggiunto anche che occorre prestare molta attenzione ai prossimi piani industriali dato che abbiamo diversi asset che calano di redditività, a partire dalla discarica. Infine, sono stati fatti dei passi in avanti da parte di Imola per nominare un Consiglio di amministrazione con maggior punti di vicinanza rispetto alle richieste degli altri sindaci».  

La partita del Cda, in realtà, è ancora da chiudere. Per uscire dalle secche delle nomine, la soluzione sembra arrivare dal passato: per il presidente ci sarebbe la convergenza dei soci, Imola compresa, sul nome di Augusto Machirelli, già direttore del ConAmi fino ad un anno fa. Certo occorre capire se Machirelli, che attualmente si occupa di consulenza d’impresa con la società Open G, è interessato all’incarico. (l.a.)

Altri particolari sul “sabato sera” del 22 novembre.

Nella foto la sede del ConAmi in via Mentana a Imola

Caso ConAmi, trovata la mediazione: Imola incassa le riserve, «prestito» sui futuri utili

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