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Cronaca 9 Luglio 2018

Sport e disabilità, la storia di Vincenzo e Daniele e la loro passione per le bocce

Uno degli sport utilizzati dal Cisped per abbattere il muro della disabilità è certamente il gioco delle bocce. Sono molte le persone, infatti, che, nonostante le difficoltà, passano le loro giornate alla Bocciofila di Imola e che hanno trovato in questa disciplina una seconda vita oltre che una nuova giovinezza. E’ il caso, ad esempio, della coppia formata da Daniele Cignani e Vincenzo Spinoccia che di recente a Piacenza, al termine della quinta prova sulle quattro a cui hanno preso parte, si sono laureati campioni regionali di bocce speciali.

Daniele Cignani, sessantenne faentino, ha scoperto di avere il Parkinson circa un anno e mezzo fa e, dopo essersi messo in contatto con l’associazione Attività parkinsoniane imolesi, da qualche mese ha potuto toccare con mano e vedere con i propri occhi un centro organizzato che offre la possibilità agli iscritti di svolgere numerose attività come la ginnastica, il nordic walking o la logopedia. «A Faenza purtroppo un servizio simile non esiste – spiega Cignani –. Lo sport, infatti, è fondamentale per non perdere il tono muscolare e così ho iniziato con le bocce.  Devo dire che mi sono piaciute subito e ora mi diverto da matti». Cignani andrà in pensione a gennaio dopo che la sua azienda, a causa anche della crisi, l’ha messo in mobilità, ma la sua forza d’animo e una volontà invidiabile non è diminuita nemmeno con il presentarsi di questa malattia degenerativa. «Vengo a Imola due volte a settimana per fare esercizi di ginnastica al palaRuggi, mentre in estate ci spostiamo al parco delle Acque Minerali – racconta -. E’ un po’ problematico per me spostarmi perché sono di Faenza, ma il mercoledì e il sabato mattina finita l’ora di lezione, dalle 8 alle 9, passo alla Bocciofila per allenarmi un altro paio d’ore. Di solito io vado a punto e lui boccia. Sicuramente Vincenzo è migliore di me, per adesso…».

Vincenzo Spinoccia, 52enne nativo di Siracusa ma residente a Imola da diciotto anni, infatti, è stato vittima nel 2014 di un infortunio sul lavoro, mentre era in un cantiere edile nel quale lavorava come muratore. «Mi reputo fortunato perché poteva andarmi molto peggio – dice –. Il colpo ricevuto in testa da una lamiera mi ha fatto perdere completamente l’udito nell’orecchio destro, oltre a provocarmi altri seri problemi come un forte disorientamento che, ancora oggi, ogni tanto si ripresenta. Inoltre, avevo smesso di uscire di casa, mi ero chiuso in me stesso e avevo perso il lavoro. L’Inail si è sempre dimostrata premurosa nei miei confronti, ma l’angelo che mi ha aiutato più di tutti è stata l’assistente sociale Mirella Geremia». Grazie a lei ha potuto avvicinarsi allo sport e all’importanza di svolgere attività fisica come terapia per uscire dal tunnel in cui era entrato. «Mi aveva consigliato il nuoto – ricorda -, ma il rumore già a bordo vasca non era compatibile con i miei problemi di udito. Allora ho tentato con il ping pong, ma le difficoltà di rimanere in equilibrio e i movimenti bruschi mi hanno fatto desistere quasi subito. Alla fine ho scoperto le bocce». Quello che all’inizio era un semplice svago ora è divenuta una grande passione che gli ha permesso di trovare alla Bocciofila una vera e propria famiglia. «Qui riesco a sfogare tutto quello che ho dentro trovando la giusta serenità – conclude -. Frequento i campi da quasi due anni e tutti i giorni gioco circa 4-5 ore. Svolgo anche un tirocinio grazie all’Ausl alla Bocciofila che mi ha aiutato a reintegrarmi nella società. Con le bocce, comunque, sono rinato, ho molta più fiducia in me stesso, mi sento qualcuno e sono orgoglioso di ciò che sono diventato».

Vincenzo Spinoccia, intanto, lo scorso 16 giugno ha vinto, in singolo, un torneo di preselezione nazionale a Padova. Il test in terra veneta è stato certamente utile in vista di una sua possibile partecipazione ai Campionati italiani in programma a Perugia a settembre e, perché no, anche ad una futura convocazione in maglia azzurra. Il suo compagno Daniele Cignani, invece, non era presente perché non affiliato né alla Fib (Federazione italiana bocce) né al Cip (Comitato italiano paralimpico), in quanto i parkinsoniani non rientrano nella categoria paralimpica.

d.b.

L”articolo completo su «sabato sera» del 5 luglio.

Nella foto: la premiazione di Vincenzo Spinoccia e Daniele Cignani, campioni regionali di bocce speciali

Sport e disabilità, la storia di Vincenzo e Daniele e la loro passione per le bocce
Sport 27 Aprile 2018

Calcio, ecco la nuova Dozzese targata Leonardo Vanni

Un passato nel futsal, prima da giocatore e poi da allenatore. Un presente da imprenditore e da uomo copertina di una realtà che vuole rilanciarsi alla grande. Leonardo Vanni è il nome nuovo della Dozzese Calcio, che nel 2018/2019 ripartirà con un nuovo progetto di cui farà parte, dopo due anni di stop, la prima squadra. «Per ben 19 anni ho allenato nel calcio a 5, vincendo alcuni campionati di serie D e C2 – commenta Vanni -. Poi mi sono collocato principalmente in C1 e ad Imola ho allenato alla Young Line, con Vanni Pedrini come vice. Lui è bravissimo e giustamente ha fatto carriera, mentre io dall’anno scorso ho dovuto mollare per una questione di tempi. Oggi faccio l’imprenditore a tempo pieno, la mia attività sta crescendo e non potevo più allenare».

Così si è lanciato in questo nuovo progetto a Dozza.

«Ho voluto fare qualcosa per il mio paese. Il calcio ha molto più appeal del futsal, soprattutto nei bambini. La Dozzese deve rappresentare la comunità e vorrei che tornasse a livelli importanti, soprattutto a livello giovanile, con un prodotto professionale da offrire. Sono molto contento di questi primi passi: la Dozzese è molto amata e tante persone si stanno proponendo di aiutarci».

Ha parlato di settore giovanile: quali saranno gli investimenti principali?

«La nostra idea è di fare investimenti importanti, con figure trasversali che si occuperanno dei ragazzi dal punto di vista tecnico e coordinativo. Inoltre vorrei inserire anche la figura dello psicologo nei giovani».

La grande novità però sarà rappresentata dalla prima squadra.

«Si inizierà con la Terza categoria, ma vogliamo essere ambiziosi e arrivare velocemente ai campionati regionali. Non faremo spese folli, la rosa sarà formata principalmente da ragazzi di Dozza che sentiranno il peso della maglia. Ci sarà un forte investimento sui campi, come l’impianto di illuminazione a Monte del Re».

an.cas.

L”articolo completo su «sabato sera» in edicola dal 25 aprile.

Nella foto: Leonardo Vanni, l”uomo nuovo della Dozzese

Calcio, ecco la nuova Dozzese targata Leonardo Vanni
Cultura e Spettacoli 11 Aprile 2018

Circolo «Guido Piani», 60 anni di passione in mostra alla Salannunziata di Imola

Luigi Castelli, Bruno Bergami, Rino Ramenghi, Ennio Rossi, Renato Spadoni, Antonio Maiolani e Emilio Zanardi. Sono loro che, il 24 settembre 1958, si riuniscono a Imola e fondano il Circolo filatelico imolese che poi diventerà Circolo culturale filatelico numismatico «G. Piani». Sessant’anni di storia che vengono festeggiati con una mostra filatelica numismatica in programma dal 12 al 15 aprile alla Salannunziata di Imola, in via Fratelli Bandiera 17/a, e intitolata opportunamente  Città di Imola – I primi 60 anni del Circolo «Guido Piani».

In esposizione ci saranno cartoline, inviti, depliant e tanto altro materiale prodotto dal circolo in questi sessant’anni, per ricordare la storia e l’attività dell’associazione. Si tratta della cinquantaduesima mostra organizzata dal circolo a partire dal 1967 quando inizia l’attività espositiva, legata sempre ad avvenimenti, personaggi, ricorrenze. «Nella mostra che andiamo ad allestire esporremo circa il venti per cento del materiale che abbiamo – spiega Gianfranco Bernardi, presidente del Circolo da ben quarantacinque anni -, contando di farne presto un’altra. Abbiamo sempre operato per mettere in risalto la nostra storia, con grande attenzione alle donne che hanno lasciato segni importanti come Giuseppina Cattani (ricercatrice e medico di fine Ottocento le cui scoperte portano all’individuazione della cura per il tetano, Nda), la pittrice cinquecentesca Lavinia Fontana, la sindacalista Argentina Altobelli, al sociale, alla cooperazione, alla religione». E naturalmente allo sport, con cartoline, annulli, francobolli e medaglie legate al ciclismo, all’automobilismo, al motociclismo. Tra le mostre e le collaborazioni esterne del Circolo Piani si contano oltre cinquecentocinquanta iniziative e una ventina di mostre dedicate alla maximafilia. Alla mostra della Salannunziata saranno ricordati Nildo Breviglieri e Celso Anderlini, «due grandi amici del Circolo che hanno prestato le loro opere gratuitamente per realizzare il materiale promozionale delle iniziative», commenta il presidente.

E il circolo di amici ed estimatori ne ha parecchi: se tantissimi sono stati negli anni i visitatori che hanno ammirato le loro esposizioni, tanti sono anche i soci, un’ottantina al momento. «Stiamo anche lavorando con le scuole – continua Bernardi – per raccontare ed appassionare i giovani. Oggi assistiamo ad un certo “risveglio” di interesse nei ragazzini, che si concentrano su collezioni mirate, su temi che stanno loro a cuore». La mostra, ad ingresso libero, sarà visitabile dal 12 al 15 aprile dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18. Non mancherà l’annullo filatelico che sarà utilizzato dall’ufficio di Poste italiane presso la sede della mostra sabato 14 aprile dalle 8.30 alle 12.30 e che raffigurerà il Grifo imolese.

r.c.

Nella foto: Gianfranco Bernardi, presidente del Circolo

Circolo «Guido Piani», 60 anni di passione in mostra alla Salannunziata di Imola
Cronaca 13 Marzo 2018

I modellini in legno di Gianni Roncarati, da un violino alla Papamobile

La destrezza con la quale il signor Roncarati riesce a dare forma al legno è qualcosa di magico. Entrando nel suo appartamento, a catturare immediatamente lo sguardo sono i dettagliatissimi modellini, dotati di ingranaggi perfettamente funzionanti, che fanno bella mostra di sé sugli scaffali del salotto, testimoni della grande passione per i motori che da sempre accompagna il loro creatore. Dopo una vita passata in officina, infatti, Gianni Roncarati non è riuscito a rassegnarsi alla quiete della pensione e, oltre il restauro di moto d’epoca, ha scoperto una nuova vocazione: la lavorazione del legno, appunto. «Dal 1953 ho sempre lavorato con il ferro, e il legno neppure lo consideravo – racconta -. Poi mi sono trovato con tanto tempo libero da riempire…». Però non ha iniziato subito con i veicoli in scala: «La mia prima creazione – ricorda – fu un violino. Andai a Cremona e comprai diversi libri che spiegavano come costruirli».

E’ così che ha incominciato ad apprezzare le sensazioni che dare una forma al legno di acero e abete gli donava. «Dei primi lavori non ero molto soddisfatto, ma imparavo in fretta – ricorda ancora – e gli strumenti necessari me li costruivo con le mie mani». Con il solo aiuto di un tornio e di questi attrezzi artigianali, il signor Gianni ha iniziato a migliorare e ad affinare la propria tecnica, fino ad ottenere risultati considerabili soddisfacenti dalla sua indole perfezionista. Il passaggio dai violini ai modellini lignei è stato quasi naturale, un cerchio che si chiude per un uomo che vive di motori: «Il primo tentativo lo feci cercando di riprodurre la mia vecchia 500 bianca – racconta, mostrando la macchinina in questione -. Poi ci presi gusto e iniziai ad entrare nei particolari di ogni componente meccanico».

Ogni pezzo, ogni singolo ingranaggio che compone le macchine, è creato dal signor Roncarati sul suo banco di lavoro, con pazienza certosina e straordinaria competenza. Tutti gli sforzi e la pazienza infusi nel suo lavoro, che può assorbirlo anche per otto mesi per un singolo modellino, rendono ogni pezzo assolutamente unico: «Le persone a cui li mostro sembrano apprezzarli, anche se spesso è difficile convincerli del fatto che ogni pezzetto, ogni catena, ogni più piccolo particolare lo costruisco io – spiega, girando la manopola che attiva gli ingranaggi del motore inserito nella sua riproduzione di un trattore Landini -. Per questo tendo a non venderli, anche quando mi viene richiesto». Del resto è comprensibile, visto l’impegno e il tempo occorrenti. «Quando andammo con nostro figlio in visita in Vaticano per l’occasione decisi di costruire quella», racconta, puntando il dito sulla papamobile di legno, anch’essa contenente un motore con tanto di bielle e pistoni. «Ma mi resi presto conto – continua – di come gli addetti vaticani trattavano gli oggetti che la gente affidava loro per il Santo Padre, così scelsi di riportarla a casa». Le rifiniture sono curate nel minimo dettaglio, utilizzando materiali di recupero quali gomma, ritagli di pelle e altro, per dettagliare i sedili, le maniglie, fino ad arrivare ai pedali delle auto, senza lasciare spazio a imprecisioni di sorta. Il segreto di tanta pazienza è semplice: «Faccio solo ciò che davvero mi piace e mi interessa – sottolinea Roncarati – e concentrarmi non mi costa fatica. Anzi, mi aiuta molto e mi mantiene impegnato. Quando ho i miei attrezzi in mano mi sento sereno – spiega Gianni – perché sento sempre il bisogno di lavorare e tenermi occupato. E se posso farlo coniugando la mia passione per la meccanica, sono davvero un uomo felice».

r.r.

L”intervista completa su “sabato sera” dell”8 marzo

Nelle foto: Gianni Roncarati mostra orgoglioso alcuni dei suoi modellini in legno da cui creati come il trattore Landini, la Papamobile e una Moto Guzzi

I modellini in legno di Gianni Roncarati, da un violino alla Papamobile

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