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Un omaggio a Ebe Stignani con il concerto lirico dell'Erf

Saranno i soprani Giulia Montanari e Albina Smajlovic e il mezzosoprano Melisa Bonetti, accompagnate al pianoforte da Francesco Frudua, le protagoniste del concerto «Omaggio a Ebe Stignani» che si terrà questa sera, sabato 2 marzo, alle 21 al teatro Stignani di Imola per la stagione Erf#StignaniMusica. Un omaggio alla celebre cantante lirica nel teatro a lei dedicato, che vedrà le cantanti cimentarsi in un nutrito programma: l’aria di Rosina Dove sono i bei momenti da Le nozze di Figaro di Mozart, l’aria Mon cœur s’ouvre à ta voix da Samson et Dalila di Saint-Saëns, l’aria di Nannetta Sul fil d’un soffio etesio dal Falstaff di Verdi, il duetto di Norma/Adalgisa Mira, o Norma da Norma di Bellini, il recitativo Susanna/Marcellina Via resti servita da Le nozze di Figaro di Mozart, l’aria Où va la jeune Hindoue da Lakmé di Delibes, l’aria di Cio-Cio San Un bel dì vedremo da Madama Butterfly di Puccini, l’aria di Principessa di Bouillon Acerba voluttà…O vagabonda stella d’oriente da Adriana Lecouvreur di Cilea e il duetto di Lakmé/Brahmin Duo des fleurs/Sous le dôme épais da Lakmé di Delibes.

Come detto, il concerto vuole omaggiare Ebe Stignani, una delle cantanti italiane più brave di sempre: mezzosoprano, dotata di un bellissimo timbro, di un’eccellente tecnica e di un’estensione vocale incredibile, in carriera affrontò anche ruoli scritti per contralto e soprano. Grazie alla solida formazione pianistica, fu capace di adattarsi a tutti gli stili. Nata a Napoli all’inizio del Novecento in una famiglia originaria di Bagnacavallo, si esibirà in tutto il mondo con straordinario successo di pubblico e critica. A metà degli anni Trenta stabilisce la sua residenza a Imola, dove muore nel 1974. La città le intitolerà il teatro Comunale nel 1977.

Nel 2018 è nato l’International Voice Masterclass Ebe Stignani, un progetto internazionale il cui obiettivo è quello di sostenere giovani talenti che studiano canto lirico nel loro percorso verso la carriera professionale. La prima edizione ha visto dieci partecipanti provenienti da tutto il mondo studiare e approfondire il repertorio lirico con docenti di fama internazionale: una giuria internazionale presieduta da Elvio Giudici, composta da direttori, sovrintendenti, agenti e altri professionisti del mondo dell’opera, ha premiato nel concerto-concorso finale i migliori allievi, ora in concerto allo Stignani. Anche il pubblico in sala ha potuto esprimere il proprio giudizio sui cantanti e, al termine della competizione, sono saliti sul podio i tre vincitori, che hanno anche ricevuto un premio in denaro: Theodore Browne, primo classificato, dal Regno Unito, Albina Smajlovic, seconda classificata, dalla Bosnia ed Erzegovina, e Giulia Montanari, vincitrice del Premio speciale del Pubblico e terza classificata. Al concerto di sabato 2 marzo il mezzosoprano Melisa Bonetti e i soprani Albina Smajlovic e Giulia Montanari si esibiranno accompagnate al pianoforte da Francesco Frudua, conosciuto per aver inciso i brani originali di Luc Veillerette per i supporti multimediali della Cappella degli Scrovegni di Padova. Frudua tiene regolarmente conferenze e seminari sulla vocalità e sull’interpretazione musicale in campo operistico e liederistico, dedicandosi inoltre  all’organizzazione e all’esecuzione di eventi musicali e all’allestimento di opere liriche al pianoforte. Svolge attività concertistica in collaborazione con numerosi cantanti e strumentisti sia in formazioni cameristiche sia come accompagnatore. È molto attivo e ricercato come insegnante di pianoforte e come vocal coach di cantanti lirici. (r.c.)

Biglietto da 10 a 5 euro, ridotto da 8 a 4, biglietto a 1 euro per gli studenti imolesi di ogni ordine e grado e per gli allievi della Scuola di musica Vassura Baroncini. Info: 0542/25747.

Nella foto il soprano Albina Smajlovic

Un omaggio a Ebe Stignani con il concerto lirico dell'Erf
Cultura e Spettacoli 24 Febbraio 2019

Concerto di violino e piano a favore dei restauri al complesso dell'Osservanza

Un duo d’eccellenza composto dal violinista Oleksandr Semchuk e dal pianista Alessandro Tardino. Saranno loro ad esibirsi giovedì 28 febbraio alle ore 20 nella Sala polivalente–Media center dell’Autodromo Enzo e Dino Ferrari per un concerto a favore del Comitato RestaurOsservanza onlus, offerto dal Gruppo Isaf in collaborazione con l’Accademia pianistica internazionale e con il supporto dell’Autodromo «Enzo e Dino Ferrari», di MarsigliLab, Imola Assicurazioni, Allestimenti e Pubblicità. Il ricavato dell’evento sarà infatti devoluto a sostegno dei lavori i lavori di recupero del complesso conventuale dell’Osservanza di Imola (offerte interamente devolute al progetto Osservanza; informazioni al 347/4220305 o 334/7972978).

Semchuk e Tardino eseguiranno un programma che prevede l’esecuzione  della Sonata in la maggiore n 9, op. 47 di Beethoven, dell’Introduzione e Rondo capriccioso, op. 28 di Saint-Saëns e della Zingaresca, op. 20 di Sarasate.  

Nato nel 1987, Alessandro Tardino nel 2006 si è diplomato in pianoforte al Conservatorio di Frosinone con il massimo dei voti, lode e menzione d’onore e ha ricevuto dall’Associazione Concertistica Romana il premio Regione Lazio come migliore diplomato dell’anno. Si è perfezionato presso l’Accademia pianistica«Incontri col Maestro» di Imola dove, dal 2003, ha studiato con Franco Scala, Michelle Dalberto e Enrico Pace. Ha inoltre frequentato masterclass con Robert Levin, Joaquin Soriano, Vovka Ashkenazy, Zoltan Kocsis, Andrea Lucchesini, Oleg Marshev, Yang Jun e Roberto Cappello. Nel 2013 ha conseguito il diploma accademico. Ha suonato nell’ambito di festival come MiTo Settembre Musica e Maggio Musicale Fiorentino e tenuto recital in importanti sale tra cui il teatro Manzoni, il teatro Litta e la Galleria d’Arte Moderna di Milano, l’Accademia Filarmonica di Verona, il teatro Comunale e il teatro Olimpico di Vicenza, l’Accademia Filarmonica di Bologna, il Piccolo Teatro Comunale di Firenze. Svolge attività cameristica con il pianista Andrè Gallo e con i violinisti Stefano Delle Donne, Oleksandr Semchuk e Ksenia Milyavskaya. Nel 2012 ha vinto il concorso di musica da camera «Giulio Rospigliosi» in duo con Stefano Delle Donne e, come solista, il Concours International de Piano de Lyon. Da diversi anni collabora con il violinista Pierre Amoyal accompagnando i suoi allievi al corso estivo al Mozarteum di Salisburgo. Si è esibito inoltre nella veste di camerista nella Grosse Saal del Mozarteum all’interno del SalzburgerFestspiele.

Oleksandr Semchuk ha cominciato a studiare violino a quattro anni con il maestro Pylatiuk e a otto anni ha tenuto il suo primo concerto come solista con l’orchestra. Fra i suoi insegnanti vi sono violinisti e didatti di fama mondiale, quali Bohodar Kotorovych,  Yehudi Menuhin, Tibor Varga, Viktor Tretiakov e Alberto Lysy. Vincitore già giovanissimo di vari concorsi internazionali, ha collezionato il primo premio assoluto al prestigiosissimo «Youth Assembly of Art» di Mosca, al Mykola Lysenko International Competition in Ucraina e al Premio Città di Gubbio. Nel frattempo ha intrapreso una brillante carriera concertistica che l’ha visto esibirsi con successo in tutto il mondo, sia come solista sia in collaborazione con musicisti di fama internazionale. Ha suonato con la maggior parte delle orchestre dell’ ex-Unione Sovietica. Dal 2002 collabora stabilmente con il pianista Leonardo Zunica, con il quale ha affrontato le pagine più significative del repertorio cameristico, tra cui la prima esecuzione italiana della Fantasie per violino e pianoforte di Olivier Messiaen. È direttore artistico della Strings Concert Academy di San Marino. Semchuk risiede da alcuni anni in Italia, dove svolge anche un’intensa attività didattica: ha insegnato presso la Scuola di Musica di Fiesole e l’Accademia Musicale di Firenze e nel 2011 è stato invitato a coordinare il Dipartimento d’Archi dell’Accademia pianistica internazionale «Incontri col maestro» di Imola, presso la quale insegna tuttora.

La sua classe ad Imola conta trenta alunni provenienti da tutte le regioni d’Italia, molti dei quali si stanno distinguendo ed inserendo nell’organico delle orchestre giovanili italiane. Il Dipartimento d’Archi, che coinvolge una cinquantina di alunni ogni anno, è nato nell’Accademia quindici anni fa con la volontà di affiancare all’intensa attività didattica pianistica altrettanto qualificata attività per musica d’archi affinché i musicisti possano formarsi in modo completo anche per musica cameristica e d’orchestra. Nel Dipartimento d’Archi insegnano anche Ksenia Milas e Maurizio Sciarretta per il violino, Antonello Farulli per viola e quartetto d’archi e Orfeo Mandozzi per il violoncello. Recentemente due eccellenti giovani violinisti, Teo Gertler ed Edward Ted Walton, allievi del maestro Sciarretta, sono stati protagonisti del Ciclo dei concerti invernali dell’Accademia  riscuotendo grande successo di pubblico.

Nella foto il violinista Oleksandr Semchuk

Concerto di violino e piano a favore dei restauri al complesso dell'Osservanza
Cultura e Spettacoli 1 Febbraio 2019

Bruno Canino e Ksenia Dubrovskaya per Erf@Casseromusica, con Brahms per pianoforte e violino

Sonata n. 1 in sol maggiore per violino e pianoforte, op. 78, Sonata n. 2 in la maggiore per violino e pianoforte, op. 100 e Sonata n. 3 in re minore per violino e pianoforte, op. 108. è di livello altissimo il programma del concerto «Brahms: integrale delle sonate per violino e pianoforte» che il pianista Bruno Canino e la violinista Ksenia Dubrovskaya terranno venerdì 1 febbraio al teatro Cassero di Castel San Pietro alle ore 21, per la stagione invernale di Erf@Casseromusica.

Johannes Brahms visse nella stessa epoca di Wagner ma non ne condivise l’esplosivo titanismo. «Brahms fu piuttosto il “campione” di una visione diversa della musica, più intima, più sottilmente sinfonica, improntata a una composizione più meditata, sofferta – si legge nel comunicato stampa del concerto -. Bruno Canino al pianoforte e Ksenia Dubrovskaya al violino ne interpreteranno tutte e tre le Sonate per violino e pianoforte. Anzi, per “pianoforte e violino”, come lo stesso Brahms definì la Sonata n. 2, per sottolineare la pari importanza dei due strumenti che qui si incrociano e si scambiano le melodie senza che l’uno sostenga l’altro con un mero accompagnamento». Interpreti del concerto saranno dunque il pianista Bruno Canino e la stella nascente del violino Ksenia Dubrovskaya, in un mix di esperienza e freschezza tenuto insieme dalla comune maestria per i rispettivi strumenti.

Bruno Canino, nato a Napoli, ha studiato pianoforte e composizione al Conservatorio di Milano, dove poi ha insegnato per ventiquattro anni, e per dieci anni ha tenuto un corso di pianoforte e musica da camera al Conservatorio di Berna. Come solista e pianista da camera ha suonato nelle principali sale da concerto e festival europei, in America, Australia, Giappone e Cina. Suona in duo pianistico con Antonio Ballista e collabora con illustri strumentisti quali Uto Ughi, Salvatore Accardo, Pierre Amoyal, Itzahk Perlman e Sergei Krylov. È stato direttore della Sezione Musica della Biennale di Venezia dal 1999 al 2002 e si è dedicato in modo particolare alla musica contemporanea, lavorando, fra gli altri, con Pierre Boulez, Luciano Berio, Karlheinz Stockhausen, György Ligeti, Bruno Maderna, Luigi Nono, Sylvano Bussotti, di cui spesso ha eseguito opere in prima esecuzione. Ha suonato sotto la direzione di Claudio Abbado, Riccardo Muti, Riccardo Chailly, Wolfgang Sawallisch, Luciano Berio, Pierre Boulez con orchestre quali la Filarmonica della Scala, l’Orchestra di Santa Cecilia, i Berliner Philharmoniker, la New York Philharmonia, la Philadelphia Orchestra e l’Orchestre National de France. Numerose sono le sue registrazioni discografiche: fra le più recenti ricordiamo l’integrale pianistica di Casella e quella di Chabrier. Tiene regolarmente masterclass per pianoforte solista e musica da camera in Italia, Germania, Spagna, Giappone, e partecipa al Marlboro Festival negli Stati Uniti da più di trent’anni.

Ksenia Dubrovskaya è una giovane violinista di eccezionale talento e carisma. Giovanissima ha vinto numerosi concorsi, tra cui il Concorso Tchaikovsky per giovani musicisti. Si è laureata con il massimo dei voti al Conservatorio statale di Mosca e ha conseguito un Master of Music in Performance presso l’High School of Music di Zurigo sotto la guida dei professori Zakhar Bron (violino) e Marc Kissoczy (direttore d’orchestra). Partecipa costantemente a diversi importanti festival, tra cui Meclemburgo-Pomerania Anteriore, Festival delle Nazioni Bad Wörishofen in Germania, Alba Music Festival (Italia), Ost – West Musikfest in Austria, Rencontres Musicales Internationales d’Enghien in Belgio. È uno degli organizzatori e partecipante all’annuale Gran Canaria Finca Festival di Frantz & Friends. Il suo vasto repertorio spazia dal barocco ai periodi moderni.Ha suonato con musicisti famosi come Yury Bashmet, Dmitry Sitkovetsky, Liana Isakadze, Justus Frantz e Phillipp Graffin. Come solista, Ksenia Dubrovskaya si è esibita con orchestre di fama mondiale. Suona un Giovanni Battista Gabrielli del 1770, lo strumento assunto dal Reinhold Würth Musical Fund (Germania) per musicisti eccezionali. Ore 21, teatro Cassero, via Matteotti.

Biglietto 15 euro, ridotto 12; «Musica a 1 euro» per gli studenti delle scuole castellane. Info: 0542/25747.

Nelle foto Bruno Canino e Ksenia Dubrovskaya

Bruno Canino e Ksenia Dubrovskaya per Erf@Casseromusica, con Brahms per pianoforte e violino
Cultura e Spettacoli 16 Gennaio 2019

Piano e marimba per il concerto di sabato a palazzo Sersanti

Un duo originalissimo, formato da un pianista e da un suonatore di marimba. Sono Raffaello Bellavista (pianoforte e voce) e Michele Soglia (marimba), che si esibiranno sabato 19 gennaio alle 21 a palazzo Sersanti a Imola, inaugurando la prima edizione di «Note a Palazzo», iniziativa promossa dal Circolo Sersanti. La serata si aprirà con il pianoforte solo sulle note mozartiane di «Ah! Vous, dirai-je, Maman», brano composto da dodici variazioni sul tema di una celebre canzone popolare francese. Seguirà una composizione per solo marimba di Emanuel Séjourné, brillante percussionista e compositore francese contemporaneo che ha vinto svariati premi di composizione per l’originalità del suo linguaggio. Dopo essersi presentati singolarmente, i due concertisti uniranno gli strumenti «per proporre il primo brano della serata scritto per marimba e pianoforte, il terzo movimento del Concerto per pianoforte e marimba dello stesso Séjourné, caratterizzato da un’atmosfera molto suggestiva e da una ritmica incalzante che innerva l’intera composizione – si legge nelle note al concerto -. Quindi un interessante arrangiamento per marimba e voce baritonale di una celebre aria tratta dalle Nozze di Figaro di Mozart, “Se vuoi ballare, signor Contino”. In questa situazione l’intera sala si trasformerà in una sorta di palcoscenico in divenire, con il maestro Soglia che svolgerà la parte orchestrale mentre il baritono Raffaello Bellavista animerà la platea interpretando quest’aria così coinvolgente. La serata si chiuderà con l’esecuzione del Concerto per pianoforte e marimba di Eric Ewazen».

Posto unico: 20 euro. Info: Circolo Sersanti 0542/22207 (ore 14 -20).

AVVISO: E” ARRIVATA COMUNICAZIONE DAGLI ORGANIZZATORI CHE LO SPETTACOLO E” STATO RINVIATO A DATA DA DESTINARSI.

Nella foto i due protagonisti del concerto del 19 gennaio al Sersanti

Piano e marimba per il concerto di sabato a palazzo Sersanti
Cultura e Spettacoli 24 Novembre 2018

Il pianista Grigory Sokolov in concerto per l'Erf con musiche di Beethoven e Schubert

«Tra gli amanti del pianoforte è ampiamente considerato uno dei massimi pianisti di oggi, un artista ammirato per la sua introspezione visionaria, la sua ipnotica spontaneità e la sua devozione senza compromessi alla musica». Così viene presentato Grigory Sokolov, uno dei più grandi pianisti viventi, che oggi, sabato 24 novembre alle 21, sarà protagonista al teatro Stignani di Imola per la stagione Erf#StignaniMusica. Nato a San Pietroburgo, Sokolov a dodici anni ha tenuto il suo primo recital pubblico e quattro anni dopo, nel 1966, è diventato il più giovane musicista di sempre a vincere il Primo Premio al Concorso internazionale Tchajkovskij di Mosca. Nel corso della sua carriera si è esibito con le più prestigiose orchestre prima di decidere di dedicarsi esclusivamente al recital per pianoforte solo. Sokolov tiene circa settanta concerti ogni stagione, immergendosi completamente in un singolo programma e presentandolo in tutte le principali sale d’Europa. Nel 2014, dopo un silenzio discografico durato quasi un ventennio, ha iniziato una collaborazione con Deutsche Grammophon. A oggi ha pubblicato tre registrazioni, rigorosamente tutte dal vivo.

«La profonda conoscenza della musica gli permette di affrontare un vasto repertorio con arguto e onesto piglio interpretativo. Grigory Sokolov è infatti capace di leggere la partitura rielaborandola in modi imprevedibili e diversi per sempre diverse interpretazioni – si legge nelle note stampa al concerto -. Questa sua misteriosa abilità si incrocia con il rapporto quasi “umano” che Sokolov intrattiene con i pianoforti: prima di ogni esibizione è solito passare molte ore a contatto con lo strumento, per capirne le potenzialità, la personalità, i segreti; a differenza di molti altri pianisti, Sokolov possiede infatti un’approfondita conoscenza tecnica. In grado di elevare il livello dell’esecuzione a un aspetto quasi sacro, per apprezzarne al meglio la bellezza espressiva è fondamentale ascoltare questo artista russo dal vivo: le sue poetiche interpretazioni che prendono vita durante le esecuzioni con un’intensità mistica, scaturiscono dalla profonda conoscenza delle opere stesse e della loro storia».

A Imola Sokolov eseguirà la Sonata n. 3 in do maggiore, op. 2 n. 3 e 11 Nuove Bagatelle op. 119 di Beethoven, e 4 Improvvisi, op. post. 142 D.935 di Schubert. «L’unica, irripetibile natura della musica suonata dal vivo è centrale per la comprensione della bellezza espressiva e dell’irresistibile onestà dell’arte di Grigory Sokolov – fa sapere il comunicato stampa del concerto -. Le poetiche interpretazioni del pianista russo, che prendono vita durante l’esecuzione con un’intensità mistica, scaturiscono dalla profonda conoscenza delle opere che fanno parte del suo vasto repertorio. I programmi dei suoi recital abbracciano ogni cosa, dalle trascrizioni della polifonia sacra medievale e dai lavori per tastiera di Byrd, Couperin, Rameau, Froberger e Bach a tutto il repertorio classico e romantico con particolare attenzione a Beethoven, Schubert, Schumann, Chopin, Brahms e alle composizioni di riferimento del XX secolo di Prokofiev, Ravel, Scriabin, Rachmaninov, Schönberg e Stravinskij». (r.c.)

Biglietto da 25 a 15 euro, ridotto da 21 a 12, biglietto a 1 euro per gli studenti imolesi e per gli allievi della Scuola di musica Vassura Baroncini. Info: 0542/25747.

Nella foto (di Viko Chamla) Grigory Sokolov

Il pianista Grigory Sokolov in concerto per l'Erf con musiche di Beethoven e Schubert
Cultura e Spettacoli 22 Ottobre 2018

Il pianista Roberto Giordano apre domani i concerti dell'Accademia con Schumann e Debussy

Sarà il pianista Roberto Giordano ad aprire la XVI stagione di concerti curata e organizzata dall”Accademia pianistica «Incontri col maestro» di Imola e intitolata quest”anno «Talenti e grandi interpreti». Martedì 23 ottobre alle 20.30, nella sala Mariele Ventre di palazzo Monsignani a Imola, l”attuale vicedirettore dell”Accademia proporrà un recital per pianoforte solo con musiche di Schumann nel primo tempo (Arabesque Op. 18, Blumenstük Op. 19, Carnevale di Vienna Op. 26) e musiche di Debussy nel secondo tempo (Tre Preludi dal Libro I, Estampes, L’Isle Joyeuse).

Roberto Giordano si rivela all’attenzione della critica internazionale e delle maggiori istituzioni concertistiche del mondo nel 2003, a 22 anni, con il suo premio al Concours Musical International Reine Elisabeth de Belgique di Bruxelles. Diplomatosi a diciotto anni all’Ecole Normale de Musique «A. Cortot» di Parigi con l’unanimità e le felicitazioni della giuria e al Conservatorio «G. Rossini» di Pesaro con il massimo dei voti, la lode e la menzione d’onore, consegue poi il diploma all’Accademia pianistica di Imola con il titolo onorifico di «master». L’Accademia di Imola ha un ruolo fondamentale nello sviluppo artistico di Roberto Giordano: qui è allievo di Piero Rattalino e in seguito di Leonid Margarius, che Roberto considera la personalità più influente nella sua formazione musicale. A Imola conosce anche Vladimir Ashkenazy che rimane «impressionato dalle sue abilità virtuosistiche». Dal 2015 è docente all’Accademia e nel 2017 ne assume la vice-direzione.

«Roberto rappresenta il risultato della nostra Accademia per la solidità e l’equilibrio che esprime nelle sue interpretazioni – afferma dil direttore Franco Scala -, le quali corrispondono anche alla struttura del suo carattere. È per questo motivo che l’ho proposto al collegio dei docenti come vicedirettore della scuola».

Per accedere ai concerti della stagione (tutti gratuiti) è necessario registrarsi e prenotarsi, ritirando la tessera. Per maggiori informazioni: 0542/30802 o eventi@accademiapianistica.org

Nella foto Roberto Giordano

Il pianista Roberto Giordano apre domani i concerti dell'Accademia con Schumann e Debussy
Cultura e Spettacoli 3 Settembre 2018

Omaggio a Rossini con Tamburri e De Bernart al pianoforte questa sera al Cassero

Il teatro Cassero di Castel San Pietro ospiterà questa sera alle 21 l’Emilia Romagna Festival con il concerto «Voilà Monsieur Rossini – esemplificazioni in video e dal vivo con musiche di Gioachino Rossini», ad opera di Eugenia Tamburri e Corrado de Bernart al pianoforte a quattro mani, con un’esibizione e una narrazione storico-artistica coadiuvata da immagini e video. Nell’occasione dei 150 anni dalla morte di Rossini, ecco quindi un omaggio al compositore con «un’esibizione che intende mostrare a tutto tondo la vita, le idee e i talenti del grande Maestro – spiegano le note al concerto -. “Voilà Monsieur Rossini” è un’opera multimediale nell’accezione più ampia del termine, un’esibizione musicale di livello assoluto condita dalla narrazione storico e biografica, incentrata anche sugli aspetti meno conosciuti della vita del formidabile genio. Utilizzando trascrizioni al pianoforte d’autore, in particolare quelle di Richard Kleinmichel e di Arnold Schönerg, Tamburri e de Bernart proporranno alcuni dei brani più famosi, da Il Barbiere di Siviglia al Guglielmo Tell, mostrando contemporaneamente il Rossini bon vivant, il cuoco, il buongustaio, coadiuvati da immagini e video che renderanno fluida e precisa l’esibizione».

A condurre il racconto sarà Corrado de Bernart, diplomato pianista e clavicembalista, laureato musicista da camera, fine artista e conoscitore dello strumento. Ha al suo attivo collaborazioni costanti con i migliori ensemble italiani, come I virtuosi di Santa Cecilia, I Solisti Aquilani, l’Accademia Strumentale Romana, I Solisti Veneti, e con solisti quali Felix Ayo, Marco Rogliano, Alfredo Stengel, Massimo Mercelli, Andrea Vettoretti, Federico Romano, con attori quali Paolo Bonacelli, Catherine Spaak, Paola Quattrini. Attualmente è presidente della prestigiosa Associazione Romana Amici della Musica – Aram e della Salento International Musical Academy, e ideatore e direttore artistico del Festival del XVIII Secolo – Premio «Città di Roma», nonché docente di pianoforte al Conservatorio «Tito Schipa» di Lecce.

Eugenia Tamburri, pianista di alto livello, è vincitrice di numerosi premi e concorsi nazionali e internazionali, diplomata in pianoforte con lode al Conservatorio di Campobasso, laureata in Musica da Camera e in Arti e Scienze dello Spettacolo, collaboratrice di Accademia Italiana del Flauto, Nova Amadeus Chamber Orchestra, Orchestra Sinfonica di Roma e Auditorium Parco della Musica.Il programma parte dall”Ouverture da L’italiana in Algeri di Rossini/Kleinmichel, prosegue con due brani di Rossini/Schönberg (Sinfonia e Largo al factotum – cavatina da Il barbiere di Siviglia) per concludersi con Ouverture da La gazza ladra e Ouverture da Guglielmo Tell (Rossini/Kleinmichel). (r.c.)

Ingresso libero.

Nella foto Eugenia Tamburri

Omaggio a Rossini con Tamburri e De Bernart al pianoforte questa sera al Cassero
Cultura e Spettacoli 31 Agosto 2018

Piano e voce recitante per narrare i tormenti di Gershwin… che non voleva essere «solo» un autore jazz

«Maestro sarà lei! Ovvero: I tormenti del giovane Gershwin» è il concerto che si terrà venerdì 31 agosto alle 21 nel cortile di palazzo Tozzoni a Imola, nell”ambito dell”Emilia Romagna Festival. Il pianista Fiorenzo Pascalucci e il critico musicale e giornalista Stefano Valanzuolo, che sarà la voce recitante nonché l”autore del testo, narreranno i tentativi di George Gershwin di entrare nell’Olimpo della musica colta.

«Quando Maurice Ravel compì 53 anni fu organizzata una grande festa a New York per il suo compleanno – si legge nel comunicato stampa del concerto -. Non è dato sapere se spense le candeline, né quali regali ricevette dai suoi amici, ma quello che sappiamo per certo è che rimase affascinato dall’esibizione al pianoforte di un giovane compositore e pianista americano. Il brano interpretato era Rapsodia in blu. Il giovane era George Gershwin, che da quella sera instaurò una proficua collaborazione con Maurice Ravel. Come in ogni buon rapporto tra maestro e allievo, ben presto i ruoli si confusero: e mentre Gershwin introduceva Ravel ai piaceri del Cotton Club e del Savoy Ballroom, Ravel stesso si rifiutava di dare lezioni di composizione al giovane americano, ritenendo che non ne avesse bisogno. Un grande attestato di stima, ma, per Gershwin, volenteroso di uscire dai limiti imposti al jazz come “genere popolare”, una pessima notizia per la sua ambizione. Da quel giorno, per tutta la vita, l’autore di The man I love provò a ricevere quell’investitura di cui aveva bisogno. Qualche anno dopo, anche Schönberg preferì non soddisfare la richiesta del collega americano, che nel frattempo era diventato il compositore più ricco del mondo. Così George Gershwin, tra campi di tennis e voli a Parigi, tentò di raggiungere chiunque potesse dargli quella sacra investitura, quella patente di “Maestro” di cui aveva assolutamente bisogno».

Il programma musicale prevede Pavane pour une infante défunte e Jeux d’eau di Maurice Ravel, Mässige Viertel da Tre pezzi op. 11 di Arnold Schönberg, Piano-Rag-Music di Igor Stravinskij, Golliwogg’s cake-walk da Children’s Corner L.113 di Claude Debussy, e infine i brani di George Gershwin Andante con moto e poco rubato da Three Preludes, Rhapsody in Blue, An American in Paris, The man I love, I got rhythm.

L’autore del testo di questa storia è Stefano Valanzuolo, per l’occasione anche voce recitante, dal 1989 critico musicale sulle pagine del Mattino e collaboratore di Rai Radio3 per i programmi Radio3 Suite e WikiMusic, nonché autore di saggi, note di copertina e di sala per le principali istituzioni musicali italiane, e di libretti teatrali.

Fiorenzo Pascalucci è uno dei rari artisti ad aver ricevuto ricevuto in Quirinale, il 10 marzo 2016, il prestigioso premio «Giuseppe Sinopoli», istituito dalla Presidenza della Repubblica Italiana e consegnato personalmente dal presidente Sergio Mattarella, su segnalazione dell’Accademia di Santa Cecilia di Roma. Vincitore di numerosi premi, ha un’intensa carriera concertistica internazionale, ricca di successi e riconoscimenti, quali la targa d’argento del Senato della Repubblica e la medaglia d’argento del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Ingresso libero.

Nella foto Fiorenzo Pascalucci

Piano e voce recitante per narrare i tormenti di Gershwin… che non voleva essere «solo» un autore jazz
Cultura e Spettacoli 30 Agosto 2018

Beethoven, Chopin e non solo: il pianista Lorenzo Mazzola in concerto a tossignano per l'Erf

Il pianista Lorenzo Mazzola, vincitore nel giugno 2017 del primo premio assoluto del VII concorso internazionale «Andrea Baldi» di Bologna, è il protagonista del concerto che Emilia Romagna Festival organizza nella chiesa di San Girolamo a Tossignano giovedì 30 agosto alle 21 (l”evento rientra nella rassegna Primo Premio!» di Erf che presenta i migliori talenti emersi durante l’anno precedente al festival, premiati a prestigiosi concorsi internazionali). Talento bergamasco laureatosi col massimo dei voti presso il conservatorio «Gaetano Donizetti» della sua città natale nel marzo 2016, vincitore di numerose borse di studio fin dai dodici anni e distintosi in numerosi concorsi pianistici regionali, nazionali e internazionali, Mazzola a Tossignano proporrà il seguente programma: Sonata op. 101 in la maggiore di Ludwig van Beethoven, Selezione dai Bunte Blatter di Robert Schumann, Studio op. 25 n. 11 di Fryderyk Chopin, Rapsodia ungherese n. 9 di Franz Liszt, Studio op. 42 n. 5 di Alexandr Skrjabin, Sonata op. 83 di Sergej Prokof’ev.

Prima del concerto, dalle 19.30 alle 20.15, si potrà partecipare ad una passeggiata eco-filosofica a cura di Gianmaria Beccari che vuole andare al cuore della musica, della danza, del cammino, del respiro e della vita stessa. Concerto con ingresso ad offerta in favore di progetti in memoria di Don Tarcisio. Per partecipare alla passeggiata è obbligatoria la prenotazione telefonica allo 0542/25747.

Nella foto Lorenzo Mazzola

Beethoven, Chopin e non solo: il pianista Lorenzo Mazzola in concerto a tossignano per l'Erf
Cultura e Spettacoli 13 Agosto 2018

Il pianista Andrea Padova dedica una serata a Beethoven nel palazzo vescovile

La Sonata in la maggiore op. 101, dedicata a Dorothea von Ertmann, e la Sonata in si bemolle maggiore op. 106 (Grosse Sonate für das Hammerklavier), dedicata all’arciduca Rodolfo, di Ludwig van Beethoven sono al centro del concerto che Andrea Padova terrà lunedì 20 agosto alle 21 nel chiostro del palazzo vescovile di Imola nell”ambito dell”Emilia Romagna Festival.

Il pianista Andrea Padova si è imposto all’attenzione della critica con la sua vittoria allo «J.S. Bach Internationaler Klavierwettbewerb» nel 1995. Da allora ha tenuto concerti in tutto il mondo, suonando in sale come il Teatro alla Scala di Milano, l’Accademia di Santa Cecilia in Roma, Carnegie Hall di New York, Washington Performing Arts Society, Tokyo Opera City Concert Hall, Gasteig di Monaco di Baviera, Granada Festival. Considerato come uno dei più innovativi interpreti delle opere di Bach, ha recentemente raccolto anche significativi consensi come interprete mozartiano, Padova ha in repertorio oltre sessanta concerti per pianoforte e orchestra, e ha lavorato intensamente come interprete nel campo della musica contemporanea con compositori come Pierre Boulez e Leonard Bernstein.

Come compositore è stato premiato in molti concorsi internazionali. Nel 2009 ha inciso un cd dedicato a Schumann per il quale la critica gli ha riconosciuto una «maestria insuperabile» (MF). Nel gennaio 2016 una sua composizione per soprano e pianoforte, commissionata dall’Associazione Mozart Italia, è stata eseguita nella Wiener Saal del Mozarteum di Salisburgo. Nello stesso anno è uscito il cd/dvd dedicato ai Quartetti con pianoforte di Mozart, inciso per l’etichetta Limen insieme ai solisti del Royal Concertgebouw.

Prima del suo concerto, dalle 19.15 alle 20.15, è prevista una visita guidata al Museo Diocesano del Palazzo Vescovile (prenotazione telefonica obbligatoria allo 0542/25747).

Nella foto Andrea Padova

Il pianista Andrea Padova dedica una serata a Beethoven nel palazzo vescovile

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