Posts by tag: prevenzione

Cronaca 8 Maggio 2019

Prevenzione zanzare, kit gratuiti nel Circondario e Ozzano ma non a Imola

E’ partita nei giorni scorsi nei comuni del circondario e a Ozzano la campagna preventiva contro la diffusione delle zanzare. Ogni Comune ha pubblicato l’ordinanza in linea con le direttive disposte dalla Regione Emilia Romagna, finalizzate a prevenire la diffusione delle malattie infettive trasmesse proprio dalle punture di zanzare. La zanzara tigre, lo ricordiamo, può trasmettere Dengue, Chikungunya e Zika, mentre la zanzara comune può essere vettrice della febbre West Nile. Virus, quest’ultimo, che lo scorso settembre ha causato una vittima e una decina di contagiati anche sul nostro territorio. Le politiche di prevenzione attuate dai comuni sono però diverse.

Alcuni di questi, come ad esempio Castel San Pietro, Castel Guelfo, Medicina e Ozzano, vengono incontro ai cittadini distribuendo kit gratuiti per i trattamenti larvicidi, che in relazione all’andamento climatico devono essere effettuati fino a fine ottobre. A Imola lo si faceva in passato, da qualche anno non più. Gli imolesi dovranno dunque pagare di tasca propria i trattamenti. Chi viola le norme, incorre in una sanzione amministrativa fino a 500 euro, mentre i controlli saranno effettuati da polizia municipale, Ausl, Guardie ambientali metropolitane. «Siamo sicuri che basti un’ordinanza per promuovere le buone pratiche e il senso di responsabilità dei cittadini?» si chiedono Daniela Spadoni e Roberto Visani, consiglieri comunali Pd, membri della commissione Sanità del Comune di Imola. «Alla luce dei casi riscontrati lo scorso anno nel nostro territorio e considerando il potenziale rischio per la salute pubblica ci saremmo aspettati qualcosa di più – affermano -. Chiediamo che venga ripristinata in modo capillare la distribuzione gratuita alla popolazione del kit antizanzare. Lo sforzo per fare tutto questo è modesto e crediamo che ne valga la pena».

A Castel San Pietro, allo Sportello cittadino nella sede municipale, sono già disponibili oltre 500 kit gratuiti di prodotto antilarvale. Per ogni edificio verrà fornita un’unica dotazione di prodotto ed è quindi opportuno che vada a ritirarlo una sola persona, il cui nome e cognome sono registrati su un apposito elenco. Il prodotto può inoltre essere acquistato nelle farmacie, a un prezzo convenzionato con l’Ausl di Imola. Il prodotto va applicato una volta al mese in tombini, caditoie, grondaie e pozzetti sbrecciati. Inoltre, poiché le larve si sviluppano nei contenitori d’acqua, si invitano i cittadini a eliminare o vuotare settimanalmente tutti i recipienti all’aperto, come sottovasi, bidoni, secchi e annaffiatoi. Il Comune di Castel Guelfo si è dotato di un centinaio di kit, che sono già in distribuzione presso l’Urp, mentre a Medicina, da sabato 11 maggio, i cittadini potranno ritirare gratuitamente il prodotto nei seguenti punti del capoluogo e delle frazioni: il sabato al magazzino comunale di via Morara (ore 8-10); il mercoledì alla cartoleria Ciao di Villa Fontana (ore 9-12); dal lunedì al venerdì al centro sociale di Fiorentina (dalle ore 20.30 in poi); il sabato all’ex magazzino del grano Clt a Sant’Antonio (ore 8-11); tutti i giorni nell’orario di apertura nel negozio di alimentari a Portonovo; il venerdì da Rossano Zini in via Nuova 814/d (ore 9-11 e ore 15-17); dal lunedì al venerdì, al centro sociale Nuova Vita a Fossatone (dalle ore 20.30 in poi). A Ozzano, infine, la distribuzione gratuita dei kit con il prodotto antilarvale da inserire nei tombini privati (10-40 gocce) e nei sottovasi (5-10 gocce), è ripresa lo scorso 10 aprile presso il centralino del municipio oppure all’Urp (lunedì pomeriggio ore 12-18, martedì e venerdì, ore 8.30-12.30, sabato ore 8.30-12). (lo.mi.)

Foto d”archivio

Prevenzione zanzare, kit gratuiti nel Circondario e Ozzano ma non a Imola
Cronaca 8 Maggio 2019

Prevenzione zanzare, gli incontri nei centri sociali a Imola

L’Amministrazione comunale di Imola organizzauna serie di incontri pubblici per prevenire la proliferazione della zanzara tigre e della zanzara comune attraverso i trattamenti preventivi. Gli incontri sono svolti in collaborazione con i tecnici dell’Ausl e della ditta incaricata della disinfestazione.

Nel corso degli appuntamenti verranno date indicazioni su biologia delle zanzare e pericoli correlati alla loro diffusione, ma anche consigli utili sulla lotta, con descrizione delle azioni messe in atto dal Comune e di quelle a carico degli imolesi. Dopo il primo appuntamento in programma questa sera, mercoledì 8 maggio, alla Tozzona (ore 18), i prossimi incontri si terranno mercoledì 15 maggio al centro sociale Campanella (ore 18.30), giovedì 16 maggio al centro sociale Zolino (ore 18), martedì 21 maggio al centro civico Palinsesto di Sesto Imolese (ore 18) e mercoledì 22 maggio al centro sociale LaStalla (ore 18). (lo.mi.)

Nella foto: un esemplare di zanzara tigre

Prevenzione zanzare, gli incontri nei centri sociali a Imola
Cronaca 29 Aprile 2019

L'Ausl amplia gli orari per la consegna dei campioni biologici per lo screening del colon retto e citologici

Si amplia a partire da oggi, 29 aprile 2019, l”orario di consegna dei campioni biologici per lo screening del colon retto e citologici. Tali campioni, diretti all”Anatomia patologica, si potranno infatti consegnare al centro prelievi dell”ospedale vecchio di Imola (entrata da via Caterina Sforza 3) tutte le mattine dal lunedì al sabato dalle 7 alle 11. (r.cr.)

L'Ausl amplia gli orari per la consegna dei campioni biologici per lo screening del colon retto e citologici
Cronaca 22 Aprile 2019

Grazie al ricavato di “Never give up' Noi Giovani ha donato un defibrillatore all'istituto scolastico Paolini-Cassiano

L’associazione culturale Noi Giovani ha donato un defibrillatore all’Istituto Paolini-Cassiano, acquistato con il ricavato della quarta edizione di “Never give up”, manifestazione realizzata in memoria di Nicola Ussia e nata nel 2015 con l’obiettivo di sensibilizzare e divulgare la prevenzione verso le malattie cardiovascolari. La consegna dell’apparecchio salvavita è avvenuta davanti a una platea di quasi cento persone fra studenti, professori e personale della scuola, preceduta da un minuto di silenzio.

«Questo evento coincide con un momento molto triste per la nostra scuola – ha spiegato la dirigente dell’istituto, Ernestina Spiotta -. Da poco è venuto a mancare un nostro allievo che frequentava la classe prima, colpito da un infarto dopo un allenamento di calcio». Evento tutt’altro che raro. La morte per arresto cardiaco improvviso rappresenta infatti una delle principali cause di mortalità in paesi evoluti come il nostro. Arresto cardiaco causato da un’aritmia, con il cuore che batte ad un ritmo così elevato da cominciare a vibrare, cessando di pompare il sangue al corpo e al cervello. E creandosi una situazione di arresto cardio-respiratorio il tempo è pochissimo per evitare danni permanenti al cervello.

«Oltre alla prevenzione, basata sul controllo degli stili di vita – ha ricordato il direttore dell’Azienda sanitaria di Imola, Andrea Rossi – un intervento di primo soccorso tempestivo e adeguato può salvare fino al 40 per cento in più di persone colpite». Nella catena del soccorso, il primo intervento è rappresentato dalle manovre di rianimazione cardiopolmonare, seguite dall’intervento di defibrillazione operato da personale anche non sanitario, reso possibile da apparecchi salvavita come quello donato. Il defibrillatore può infatti risolvere l’arresto cardiaco annullando appunto l’aritmia e riportando così il cuore al suo ritmo normale. «La cosa più importante è che il defibrillatore sia posizionato all’interno della palestra al Cassiano, per la sicurezza degli studenti che lì praticano sport», ha aggiunto Antonio Ussia, figlio di Nicola e socio dell’associazione Noi Giovani, ricordando anche gli altri defibrillatori precedentemente donati (alla Ciclistica Santerno, alla squadra di baseball di Imola e alla società Juvenilia Calcio). (r.cr.)

Nella foto la consegna del defibrillatore alla presenza delle autorità

Grazie al ricavato di “Never give up' Noi Giovani ha donato un defibrillatore all'istituto scolastico Paolini-Cassiano
Cronaca 12 Marzo 2019

Dal 12 al 26 marzo stato di attenzione in tutta la regione per gli incendi boschivi a causa del clima secco

Questo anticipo di primavera particolarmente secco ha indotto il direttore dell”Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile, Maurizio Mainetti, a dichiarare lo stato di attenzione per gli incendi nei boschi dal 12 al 26 marzo 2019. Il provvedimento è stato emesso a seguito di un vertice in Regione con i rappresentanti della Direzione regionale dei Vigili del fuoco, del Comando Regione Carabinieri Forestale e di Arpae ER. 

Come detto, la decisione è stata assunta per via delle persistenti condizioni di tempo secco, con temperature superiori alla media del periodo, tenendo conto dei numerosi incendi registrati nei giorni scorsi e del fatto che le condizioni del terreno e le temperature che si manterranno sopra le medie stagionali, associate alla quasi assenza di piogge, potrebbero innescare nuovi focolai, simili agli episodi avvenuti quasi in ogni provincia (Bologna compresa), che hanno richiesto l’intervento di squadre a terra e in qualche caso anche di elicotteri.

La situazione ha fatto scattare anche alcune raccomandazioni dalla Protezione Civile, che invita a «gestire con cautela gli abbruciamenti di stoppie, legname e altri residui vegetali durante i lavori agricoli e forestali». Inoltre, l”Agenzia regionale ricorda di fare attenzione agli «eventuali, locali divieti emanati dai singoli Comuni». Non si tratta però, è bene precisarlo, di un divieto: gli abbruciamenti non sono proibiti, ma severamente disciplinati. Questa stabilisce a riguardo il Regolamento forestale regionale, in vigore dal 1° agosto 2018: «l’abbruciamento controllato del materiale vegetale di risulta dei lavori forestali e agricoli deve terminare entro le quarantotto ore successive al momento in cui viene dato l’avviso, il terreno su cui si effettua l’abbruciamento deve essere circoscritto e isolato con mezzi efficaci ad arrestare il propagarsi del fuoco, si deve procedere in assenza di vento e in giornate particolarmente umide, raggruppando il materiale in piccoli cumuli».

Prima di bruciare legname, stoppie e sfalci, tuttavia, è obbligatorio darne comunicazione ai Vigili del Fuoco, usando il numero verde 800841051.(r.cr.)

La foto è tratta dal sito della Regione Emilia-Romagna

Dal 12 al 26 marzo stato di attenzione in tutta la regione per gli incendi boschivi a causa del clima secco
Economia 29 Gennaio 2019

Cimice asiatica, come comportarsi quando ci si imbatte in questa ospite indesiderata

La cimice asiatica è originaria della Cina e in Italia è stata segnalata per la prima volta nel 2012. Nel periodo primaverile-estivo arreca gravi danni alle produzioni agricole in quanto si nutre della linfa delle piante, mentre dalla fine dell’estate e per tutto l’autunno migra verso le città, creando disagi alla popolazione. Le cimici asiatiche non pungono, quindi non sono pericolose per l’uomo, ma possono creare fastidio. Infatti, se rimangono all’aperto non sopravvivono alle basse temperature invernali, per cui, con l’arrivo dei primi freddi, si rifugiano all’interno degli edifici, infestando abitazioni, magazzini e garage.

Per impedirne l’ingresso occorre installare zanzariere o reti antinsetto alle finestre, attorno ai comignoli dei camini non in uso, sulle prese d’aria e alle finestre dei sottotetti; inoltre sigillare, dove possibile, crepe, fessure e tutti quegli accessi che ne consentono il passaggio, quali tubazioni, canalizzazioni, feritoie, profilati ed altre aperture. Per eliminare le cimici penetrate nelle abitazioni è consigliabile impiegare esclusivamente metodi naturali, senza ricorrere all’uso di insetticidi, che risultano poco efficaci.

Per stanare le cimici annidate in cassonetti, infissi, tubature, eccetera, meglio utilizzare strumenti per la pulizia della casa che emettono vapore, mentre per raccogliere le cimici che si trovano in posti più facilmente raggiungibili, come soffitti e verande, o che sono state stanate col vapore, è sufficiente l’aspirapolvere (le cimici però, com’è noto, se molestate, emettono un odore sgradevole). E’ possibile usare anche bombolette di ghiaccio spray per farle cadere a terra prima di raccoglierle.

Le cimici raccolte non vanno liberate ma eliminate, per impedire che si vadano ad annidare in altri edifici e che la primavera successiva si diffondano nuovamente nei campi a danneggiare le coltivazioni. Per ucciderle la soluzione più semplice è quella di immergerle in una bacinella d’acqua saponata per qualche minuto: l’acqua, se non saponata, non è sufficiente per annegarle, mentre il sapone impedisce loro di galleggiare, causandone così il rapido annegamento. Le cimici morte possono poi essere smaltite nei contenitori dell’organico.

Cimice asiatica, come comportarsi quando ci si imbatte in questa ospite indesiderata
Economia 29 Gennaio 2019

Cimice asiatica, due bandi in Regione da 2,7 milioni di euro a favore delle aziende agricole per azioni a difesa dei frutteti

L’Emilia Romagna intensifica la lotta alla Halyomorpha halys, meglio conosciuta come cimice asiatica (proviene dalla Cina), insetto in grado di provocare gravi danni agli alberi da frutto (in particolare pero, kiwi, melo e pesco), tanto da costituire una grave minaccia per l’intero settore produttivo frutticolo. Attraverso un bando che resterà aperto dal 10 gennaio al 15 marzo, la Regione investe oltre 2,7 milioni di euro per azioni di prevenzione.

«Questo nuovo bando del Programma di sviluppo rurale 2014-2020 è stato predisposto raccogliendo anche i suggerimenti e le esigenze espresse dagli agricoltori e dalle associazioni di categoria, legati alle caratteristiche delle aziende emiliano-romagnole anche per consentire l’accesso a realtà di dimensioni ridotte», spiega l’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli. In particolare si punta ad estendere la protezione degli impianti frutticoli tramite la chiusura laterale, con reti antinsetto, delle coperture antigrandine già esistenti. Modalità che ad oggi risulta essere il mezzo di prevenzione più indicato. «E’ un altro importante tassello che mettiamo in campo per limitare i danni provocati dalla cimice asiatica, cercando di salvaguardare gli equilibri biologici dei diversi agroecosistemi del nostro territorio», aggiunge l’assessore regionale.

I fondi sono destinati alle imprese agricole, che dovranno attuare un piano d’investimenti della durata massima di 12 mesi dalla data dell’atto di concessione del sostegno. Le spese ammesse, da un minimo di 2.500 euro a un massimo di 250 mila euro e finanziate al 50% dai fondi Psr, sono per l’acquisto e messa in opera di reti antinsetto (compresi i dispositivi di apertura/chiusura meccanizzata/automatizzata per l’accesso) esclusivamente a completamento di impianti di copertura esistenti e per l’acquisto e messa in opera di reti antinsetto monofila. Sono inoltre accettate le spese tecniche generali, come onorari di professionisti o consulenti, nel limite del 3% dell’importo ammissibile.

I criteri di priorità delle domande riguardano: il rapporto tra la superficie a frutteto oggetto di investimento e la superficie aziendale totale a frutteto; il grado di rischio di diffusione dell’infestazione, con maggiore punteggio alle aree ad alto rischio (pianura del reggiano, modenese, bolognese, ferrarese, ravennate e di Forlì-Cesena) e alla diversa suscettibilità delle specie frutticole. Ulteriori incrementi di punteggio sono destinati alle domande di superfici frutticole a produzione integrata (incremento del 30%) oppure già a coltivazione biologica o in regime di conversione (incremento del 100%). Le domande – come detto – potranno essere presentate dal 10 gennaio e fino alle ore 13 del 15 marzo, sulla piattaforma Siag di Agrea, l’Agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura (https://agreagestione.regione.emilia-romagna.it/siag/). Entro il 14 giugno i servizi territoriali competenti invieranno le domande al Servizio competitività delle imprese agricole ed agroalimentari, per la graduatoria generale che verrà emanata entro il 20 giugno 2019. (r.eco.)

L”immagine è tratta dal sito della Regione Emilia-Romagna

Cimice asiatica, due bandi in Regione da 2,7 milioni di euro a favore delle aziende agricole per azioni a difesa dei frutteti
Cronaca 17 Gennaio 2019

Conclusi a Castel San Pietro i lavori per rettificare l'alveo del Sillaro e allontanarlo dalla strada comunale

Il corso del torrente Sillaro ha subito una lieve rettifica a ridosso della strada comunale Destra Sillaro, a 1,7 chilometri da San Clemente, nel territorio del comune di Castel San Pietro Terme. Non si è trattato di un evento spontaneo, ma dell”esito di un intervento che la Regione Emilia-Romagna ha compiuto per allontanare il torrente dalla strada.

L”erosione della sponda destra del Sillaro, infatti, aveva determinato un pericoloso avvicinamento del corso d”acqua alla sede stradale, che si trovava a meno di 10 metri. I lavori si sono dunque resi necessari per tutelare la strada comunale. A tal fine l”alveo di magra del torrente (ossia la porzione che resta bagnata anche in condizioni di magra) è stato deviato verso una posizione più centrale rispetto alla sua sede demaniale, con il risultato che il punto più vicino alla strada ora dista 95 metri.

Non è escluso, viste le caratteristiche della zona, che in futuro si rendano necessari altri interventi da parte del Comune. In quel tratto infatti, come scrive l”Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile-Servizio Area Reno e Po di Volano nella comunicazione di conclusione dei lavori, «il torrente Sillaro scorre in un normale e ampio alveo demaniale pedecollinare a morfologia instabile, con predisposizione alla ramificazione e tendenza al deposito del materiale più grossolano e a possibili erosioni spondali, generate dai filoni di corrente dei depositi alluvionali».

Intanto il sindaco di Castel San Pietro, Fausto Tinti, sottolinea l”importanza dell”intervento realizzato dalla Regione «grazie alle puntuali azioni messe in campo dai consiglieri regionali Francesca Marchetti e Roberto Poli». «Il territorio prosegue Tinti – va monitorato e curato con attenzione e noi in questi anni l”abbiamo fatto, utilizzando tutte le risorse e le opportunità disponibili».

Soddisfatta «della positiva sinergia e collaborazione» si definisce anche la consigliera regionale castellana Francesca Marchetti, che aggiunge: «Vista la particolare natura del territorio, sarà importante anche in futuro valutare le necessità e ciò non può prescindere da azioni di prevenzione. Sono certa che si manterrà questa proficua relazione tra Comune e Regione, riducendo i disagi per la popolazione». (r.cro.)

Nella foto il Sillaro prima e dopo l”intervento

Conclusi a Castel San Pietro i lavori per rettificare l'alveo del Sillaro e allontanarlo dalla strada comunale
Cronaca 9 Gennaio 2019

Il picco dell'influenza arriverà tra fine gennaio e inizio febbraio, ma i vaccinati sono in aumento

Tra Natale 2017 e l’Epifania dello scorso anno tantissimi italiani erano finiti ko a causa dell’influenza. Quest’anno invece i casi crescono più gradualmente e il picco della malattia, che ha risparmiato le feste, è atteso tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio. Tale picco avrà però, stando alle previsioni degli esperti, un’incidenza minore rispetto alla scorsa stagione.

Il perché di questo ottimismo si basa sul successo della campagna antinfluenzale di quest’anno, rafforzata dalla corrispondenza tra i virus in circolazione e i vaccini somministrati. I numeri, non ancora consolidati, ma comunque significativi, li fornisce il dottor Roberto Rangoni, responsabile prevenzione malattie infettive del Dipartimento di Sanità pubblica dell’Ausl di Imola: «Le dosi acquistate dall’Ausl di Imola quest’anno, che in buona approssimazione sono quelle somministrate, sono state 27.200 (13.500 di vaccino split tetravalente e 13.700 di vaccino adiuvato trivalente, raccomandato per gli ultrasettancinquenni) – spiega -. Lo scorso anno le dosi somministrate furono 23.587, un numero sensibilmente inferiore pur determinando un tasso tra i migliori in regione. Un ulteriore elemento che fa ben sperare è che i virus influenzali circolanti quest’anno sono in gran parte A (H1N1 e H3N2) e quindi sono ben correlati con i ceppi vaccinali somministrati». 

Pare insomma avere funzionato la maxi campagna a favore del vaccino svolta dai Comitati aziendali degli utenti (Comitato consultivo misto e Comitato utenti e familiari) con alcuni medici di medicina generale, che tra ottobre e dicembre 2018 hanno effettuato 20 «incursioni» nei centri sociali, tra tombole, pranzi, cene e incontri associativi. «Visti i buoni risultati dello scorso anno, abbiamo scelto di proseguire con questa formula smart, che ci ha permesso di incontrare le persone durante i tanti eventi ricreativi già previsti, per spiegare loro l’importanza di aderire alla campagna vaccinale», racconta il direttore di distretto Alberto Minardi. 

Grazie a queste incursioni, è stato possibile dare a circa 2.700 persone, con particolare riguardo per gli ultrasessantacinquenni e per quelli affetti da patologie croniche, informazioni su come e dove effettuare la vaccinazione. «Una sorta di “educazione tra pari e di comunità” – conclude Minardi – che ci pare il modo migliore per stare davvero accanto ai nostri cittadini per informarli correttamente e con grande semplicità su come prendersi cura della propria salute. Per questa azione di comunità, vorrei davvero ringraziare tutti i volontari dei Comitati aziendali, i medici di famiglia, le comunità parrocchiali, gli organizzatori degli eventi ed i cittadini che ci hanno sempre accolto benissimo».  

Nelle foto alcuni momenti delle incursioni svolte nei centri sociali per sensibilizzare i presenti alla vaccinazione antinfluenzale

Il picco dell'influenza arriverà tra fine gennaio e inizio febbraio, ma i vaccinati sono in aumento
Cronaca 1 Dicembre 2018

Giornata mondiale contro l'Aids, in regione sempre meno sieropositivi ma vietato abbassare la guardia

In Emilia Romagna sono sempre meno le persone che contraggono l’infezione da Hiv, in dieci anni, dal 2008 al 2017, le nuove diagnosi tra i residenti sono diminuite quasi del 40%. I nuovi casi di sieropositività sono stati 262 (193 uomini e 69 donne) lo scorso anno, con un’incidenza del 5,9% ogni 100 mila abitanti. Una buona notizia nella Giornata mondiale contro l”Aids, oggi 1° dicembre, che arriva dall”assessorato regionale alle Politiche per la salute. Questo non significa che si può abbassare la guardia, gli esperti della sanità dicono che occorre continuare a sensibilizzare e informare affinché il numero dei malati si abbassi ulteriormente.

Non solo, oggi grazie alle terapie antiretrovirali il numero di persone che sopravvive nonostante la malattia è aumentato ma potrebbe essere ancora migliore se le persone arrivassero in tempi più rapidi a scoprire di avere contratto l’infezione, “poiché la diagnosi precoce consente di attivare tempestivamente cure efficaci” dicono dalla Regione. Invece, un malato su due ancora oggi scopre di essere positivo nella fase avanzata dell’infezione o quando è già in Aids conclamato (nei nuovi casi il 38%).

I dati regionali ci dicono che tra le persone sieropositive il 74% è maschio, il 32% ha dai 30 ai 39 anni, il 69% è italiano. La classe di età più colpita è quella tra i 20 e i 49 anni (79%). Le persone straniere con Hiv sono sensibilmente più giovani rispetto agli italiani e prevalentemente di sesso femminile. La modalità di trasmissione principale (91% nel 2017) è quella sessuale, nel 51% dei casi eterosessuale. 

“È anche grazie a giornate come questa- afferma l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi- che si riesce a spiegare e ad avvicinare i cittadini, giovani in primis, a un tema così importante, di cui negli ultimi anni si tende purtroppo a parlare meno. Invece la soglia di attenzione deve rimanere alta, perché la prevenzione e la diagnosi precoce sono fondamentali”. 

Per la lotta all”Aids, in Emilia-Romagna è attiva una rete di servizi di prevenzione e assistenza. Un telefono verde permette la prenotazione, in forma anonima e gratuita, del test Hiv in tutta la regione: 800 856080 la telefonata è gratuita per chi chiama dai cellulari e dai telefoni fissi dell”Emilia Romagna. Gli operatori rispondono dal lunedì al venerdì dalle 14 alle 18 e il lunedì anche dalle 9 alle 12. Inoltre, 24 ore su 24 è attivo un sistema automatico di risposta, che dà informazioni di carattere generale su Aids, Hiv e Centri di riferimento nei quali è possibile effettuare il test.

Il sito regionale www.helpaids.it, gestito dall’Azienda Usl di Modena, offre informazioni, approfondimenti e consulenze personali in anonimato.

Per quanto riguarda i servizi per la consulenza e la prevenzione, i punti di riferimento sono gli Spazi giovani e Spazi per le donne immigrate e loro bambini dei Consultori familiari, Dipartimenti di sanità pubblica, Servizi per le tossicodipendenze (Sert), Centri prelievo Hiv, Blq Checkpoint per l’effettuazione del test in convenzione con l’Ausl di Bologna, Ambulatori per le malattie a trasmissione sessuale.

Nella foto l”immagine della campagna regionale di sensibilizzazione contro l”Aids

Giornata mondiale contro l'Aids, in regione sempre meno sieropositivi ma vietato abbassare la guardia

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