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Cronaca 13 Luglio 2018

Illeciti sulla libera professione, quattro anni per l'ex primario di Radiologia Guido Ferrari

Il tribunale di Bologna ha condannato Guido Ferrari, ex primario di Radiologia dell’Ausl di Imola, a quattro anni di carcere per aver utilizzato mezzi e risorse dell’Azienda sanitaria di Imola per finalità private traendone un ingiusto guadagno e provocando un relativo danno erariale alla pubblica amministrazione. E’ giunto così al termine il processo di primo grado nei confronti di Ferrari iniziato oltre un anno fa.

In estrema sintesi, i giudici hanno accolto la tesi dell’accusa: Ferrai ha commesso vari illeciti sul fronte della libera professione esercitando in altre cliniche quando avrebbe dovuto lavorare in via esclusiva per Imola, violando anche le norme che vietano di utilizzare mezzi e risorse appartenenti alla pubblica amministrazione per finalità private.Ferrari era a processo insieme ad altre sei persone, medici o responsabili di case di cura, e le case di cura stesse.

Di questi, i giudici hanno condannato Fabio Ferrari a due anni e sei mesi e Gianluca Mantovani ad un anno e otto mesi. Assolti altri due, mentre per gli ultimi due è stata dichiarata la prescrizione dei reati contestati. La Angioteam e la Casa di Cura Salus srl sono state ritenute responsabili di illecito amministrativo e condannate, rispettivamente, a pene pecuniarie di 150 mila e 120 mila euro.

I giudici hanno disposto anche il risarcimento in sede civile a favore dell”Ausl di Imola, alla quale sono stati assegnati anche in via provvisionale 90 mila euro, mentre altri 40 mila euro sono andati alla Regione, sempre a risarcimento del danno.  Il giudice aveva ammesso la costituzione di parte civile di entrambi gli enti all”avvio del processo.

Per l”accusa Ferrari avrebbe in sostanza svolto un”attività parallela di refertazione esami avvalendosi di alcune impiegate amministrative e degli strumenti dell”Ausl di Imola. Inoltre avrebbe simulato lo svolgimento dei compiti istituzionali di primario di Radiologia mentre invece impiegava la giornata lavorativa per altre attività di refertazione. 

I fatti contestati andavano dal 2003 al 2012 me sono stati dichiarati prescritti, con non luogo a procedere, quelli fino al luglio del 2009.   Inizialmente i capi d’accusa erano, a vario titolo, truffa, falso e abuso d”ufficio, poi il tribunale, all”avvio del procedimento, li aveva riqualificati, al momento del rinvio a giudizio, in falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale e da privato in atti pubblici. Fra 90 giorni, le motivazioni della sentenza.

Ferrari non lavora più per l’Ausl di Imola. Si è infatti dimesso nell’estate 2015, poche settimane dopo l’intervento della magistratura, che ne dispose l’interdizione dal servizio per dodici mesi dopo la sospensione decretata dall’Azienda sanitaria stessa. Già al momento della notifica dell’avviso di garanzia, tre anni prima, l’ex primario era stato sospeso, sempre dall”Ausl, dall”incarico di direttore del Dipartimento servizi intermedi e l’Ausl nei suoi confronti avviò anche un procedimento disciplinare. Contestualmente Ferrari lasciò anche la vita politica (all’epoca era consigliere comunale eletto nelle liste della maggioranza della prima Giunta Manca). (l.a.)

Illeciti sulla libera professione, quattro anni per l'ex primario di Radiologia Guido Ferrari
Cronaca 15 Giugno 2018

La mostra dedicata a Nicky Hayden prorogata fino a luglio. Il 10 ottobre il processo per la morte del pilota americano

La mostra fotografica «A million dollar smile», allestita negli spazi dell’hub turistico dell’autodromo Enzo e Dino Ferrari, dedicata al pilota americano Nicky Hayden, ha attirato molti visitatori e si è deciso di farla proseguire fino a domenica 8 luglio, week-end della Superbike a Misano. La decisione è stata presa da «If Imola Faenza Tourism Company», in accordo con il fotografo Mirco Lazzari, autore degli scatti. La mostra propone immagini del campione scomparso non solo in pista, ma anche nella vita di tutti i giorni. L’obiettivo è quello di raccontare la carriera del pilota, esaltandone la personalità e il lato umano. 

Nel frattempo, come si legge nella nota dell”Ansa, «sarà celebrato il 10 ottobre con rito abbreviato il processo per la morte del motociclista americano, avvenuta in un incidente stradale il 22 maggio 2017 a Misano Adriatico (Rimini). Hayden morì all”ospedale Bufalini di Cesena quattro giorni dopo aver impattato con la sua bici contro una Peugeot 206 guidata da un 30enne di Morciano. Davanti al giudice di Rimini la scelta del rito abbreviato da parte degli avv.Francesco Pisciotti e Pier Luigi Autunno, difensori dell”automobilista per il quale il pubblico ministero Paolo Gengarelli ha chiesto il rinvio a giudizio per omicidio stradale. Un processo che è già tutto agli atti come le tre perizie depositate, quella della Procura, quella dei difensori e quella della parte civile, la famiglia del pilota Usa che non sarò presente in giudizio. La difesa infatti della parte civile, per cui si è costituita sola la sorella di Hayden, non ha accettato il rito abbreviato ed è quindi uscita dal processo probabilmente riservandosi un”azione civile».

r.s.

Nella foto: Mirco Lazzari

La mostra dedicata a Nicky Hayden prorogata fino a luglio. Il 10 ottobre il processo per la morte del pilota americano

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