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Cronaca 15 Maggio 2019

Quattro storie di dipendenti dell'ospedale di Montecatone: «Siamo innamorati di questo lavoro»

«Io sono di Imola ma mi sono laureata a Ferrara, poi ho fatto un corso al Sant’Orsola come case manager, che è quello che sono attualmente. Ricordo il mio primo giorno a Montecatone, nel 2001. In questo posto non ci sono le vie di mezzo o lo ami o lo odi. Per me è molto appagante, se dovessero dirmi vai a lavorare altrove risponderei no». Simona Caselli è un’infermiera, ha 42 anni, un marito e un figlio. E’ una dei circa 400 dipendenti del Montecatone Rehabilitation Institute Spa. Medici, infermieri, oss e amministrativi, psicologi, tecnici, il 77 per cento sono donne, per la maggior parte si tratta di persone del territorio.

Pamela Salucci medico fisiatra, 43 anni, sposata, due figli, anche lei è imolese. «Io sono arrivata a Montecatone nel 2003 all’ultimo anno di specializzazione, nel 2004 mi hanno assunta». La sua area di lavoro è quella neurologica delle gravi cerebrolesioni, «che possono essere traumatiche, emorragiche o anossiche, ad esempio a seguito di un infarto. Diversamente dalle lesioni midollari – spiega -, dove si interrompono i segnali dal cervello alla periferia e il paziente non muove gambe o braccia ma l’attività collaborativa e cognitiva solitamente rimane integra, seppur con diverse problematiche, nel “mio” paziente quest’ultima parte viene compromessa».

Anche la fisioterapista Danira Golinelli è di Imola, ha 32 anni, è sposata, ha un figlio. «Mi sono laureata nella sede di Imola e ho frequentato Montecatone nei tirocini. Poi, appena uscita dalla facoltà, a novembre, mandai il curriculum e a febbraio già lavoravo, ora sono nove anni. Il fisioterapista si occupa di recuperare le autonomie, in un caso l’obiettivo è formare i familiari e in un altro addestrare il paziente a ritornare al proprio domicilio con l’uso della carrozzina, in altri ancora andrà a casa camminando. Ogni trattamento è individualizzato e contano sempre tantissimo motivazione e sostegno della famiglia. L’obiettivo è portare il paziente il più vicino possibile alla sua vita di prima in una nuova condizione».

Gianni Cacucciolo, 54 anni, faentino, oggi è un ross, cioè un operatore socio sanitario riabilitativo, figura organizzativa introdotta a Montecatone tra i primi Istituti in Italia, che ne indica l’ulteriore specificità nell’attività in palestra. Alle spalle una storia curiosa, iniziata quattordici anni fa, quando non era più un ragazzo. «Venivo da 25 anni nel campo della ristorazione e gestivo un’enoteca, ma ho deciso di cambiare vita, mi sono licenziato e iscritto al corso per oss, credo l’ultimo gratuito di riqualificazione professionale organizzato dalla Regione. Non sapevo cosa fosse, in realtà volevo fare volontariato. Al termine mandarono il mio curriculum a Montecatone dove non volevo venire perchè da fuori mi sembrava un posto troppo triste. Poi feci il colloquio e mi dissi: provo. Mi sono follemente innamorato di questo lavoro». (l.a.)

L”articolo completo è pubblicato su «sabato sera» del 9 maggio

Nella foto Pamela Salucci, Danira Golinelli, Simona Caselli e Gianni Cacucciolo

Quattro storie di dipendenti dell'ospedale di Montecatone: «Siamo innamorati di questo lavoro»
Economia 10 Dicembre 2018

Crescono in Emilia Romagna le offerte di lavoro, oltre 10.500 sono state quelle online nel mese di ottobre

Le figure professionali più richieste in Emilia Romagna sono gli assistenti alle vendite, seguiti da addetti alla logistica e alla gestione delle merci. E’ quanto emerge dall’Osservatorio professioni di InfoJobs, la prima piattaforma in Italia per la ricerca di lavoro online con oltre 4 milioni di utenti registrati.

Il primo dato da sottolineare è che nella nostra regione le offerte di lavoro crescono e nel solo mese di ottobre sono state oltre 10.500 solo quelle sul web. E le due tipologie di professioni sopra menzionate sono ai primi due posti per quanto riguarda le richieste delle aziende, in vantaggio su agenti commerciali, saldatori esperti per il settore manifatturiero di qualità e personale d’ufficio. 

Proseguendo nel tracciare l’identikit dei lavoratori più ricercati, si scoprono le attitudine e conoscenze più gradite da chi offre impiego capacità relazionali (con clienti e colleghi) e conoscenza dell’inglese (e possibilmente del cinese) per gli assistenti alle vendite, capacità di gestione e di relazione, oltre al solito inglese, per gli agenti commerciali, mentre chi andrà ad occuparsi di logistica deve saper condurre un carrello elevatore e saper lavorare in team. Scontato, per chi vuole trovare occupazione in un ufficio, sapere usare il computer, conoscere la contabilità e, nemmeno a dirlo, parlare in inglese. Non è invece un problema la mancanza di esperienza: la media di esperienza richiesta è da zero a due anni. 

Ogni città capoluogo di provincia, infine, ha le sue peculiarità quanto a ricerca di personale. A Bologna, in particolare, gli addetti alla logistica sono le figure più richieste, mentre a Ravenna, Modena e Forlì-Cesena prevalgono gli assistenti alle vendite.

Crescono in Emilia Romagna le offerte di lavoro, oltre 10.500 sono state quelle online nel mese di ottobre

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