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Cronaca 30 Marzo 2018

Quarta corsia A14, nuove rotonde e strade più larghe miglioreranno la viabilità nei Comuni

Rotonde, strade e, più in generale, nuova viabilità di scorrimento. La realizzazione della quarta corsia dell’A14 per i comuni interessati dal tracciato significa la possibilità di incassare quanto previsto per le opere accessorie o di adduzione che, inevitabilmente, coincidono con interventi molto importanti ma costosi, ergo rimasti nel libro dei sogni degli enti locali.

Per Castel San Pietro, ad esempio, significherà vedere la realizzazione di due (o forse tre) rotonde davvero attese da anni. Autostrade Spa, infatti, progetterà e realizzerà la rotatoria sulla San Carlo all’uscita dal casello. Inoltre, girerà all’ente locale 2 milioni di euro con i quali verrà realizzata la rotonda all’incrocio tra le vie Emilia-Roma-Cova, un’opera davvero importante per un incrocio molto trafficato e nel quale le fasi dei semafori sono, inevitabilmente, molto lente. Se, come sperano sul Sillaro, avanzerà qualche spicciolo, l’idea è quella di realizzare un’altra rotatoria tra via Cova e via Flavio Gioia (dove c’è, tra gli altri, lo stabilimento Comellini).

A Toscanella di Dozza, invece, l’apertura di un nuovo casello accanto a via Di Mezzo porterà in dote la creazione del collegamento con la via Emilia. Nell’accordo iniziale, era previsto che Autostrade finanziasse la nuova viabilità verso ovest mentre quella in direzione dell’incrocio con via Scossabrillo, dove è prevista una rotonda, rientrava nelle opere di urbanizzazione di una lottizzazione privata. I capannoni però non sono mai stati costruiti, così l’Amministrazione dozzese ha proposto ad Autostrade di rivedere il progetto, utilizzando la viabilità esistente (allargando però le strade) verso Castel San Pietro e sfruttando il cavalcaferrovia già realizzato in via Corlo, strada attraverso la quale si sbucherebbe sulla via Emilia con una nuova rotatoria già alle porte di Castello. Così facendo, la speranza è che avanzino i soldi necessari per realizzare anche la nuova viabilità dal lato opposto, verso Imola.

A Imola, infatti, i 18 milioni previsti per realizzare un secondo ponte sul fiume Santerno sono stati dirottati su altre opere. Di questi, 11 (su 14 complessivi del progetto) serviranno per completare la bretella da dove si interrompe oggi, all’incrocio con via Salvo D’Acquisto, fino alla rotonda di via Punta. I restanti 7 milioni legati all’accordo con Autostrade, invece, serviranno per realizzare tre rotonde tra via Lughese e via Lasie (2 milioni e 450 mila euro, che comprendono anche l’allargamento di via Lasie), tra le vie Lughese- San Prospero- Valverda (900 mila euro) e tra la via Emilia e via Zello (2 milioni e 100 mila euro). Inoltre, verranno riqualificate viale D’Agostino e via Montanara nel tratto compreso tra l’incrocio con via Pirandello e quello con via Punta (1 milione e 450 mila euro). Infine, è previsto uno studio di fattibilità (100 mila euro) per trovare una nuova collocazione più a nord al ponte sul Santerno.

Infine Ozzano Emilia. Qui sono previsti interventi di compensazione pari a 2 milioni di euro, con i quali si farà la rotonda tra via Tolara di Sotto e Stradelli Guelfi e si allargherà il ponte sul Quaderna a Ponte Rizzoli.

Per quanto riguarda i tempi, i lavori sulla quarta corsia dovrebbero partire nella primavera del 2019 e si concluderanno nel giro di tre anni. Sarà quindi fondamentale che, arrivati al 2022, anche i comuni abbiano completato la viabilità all’esterno, altrimenti si rischia di congestionare il traffico cittadino. Per questo motivo, la speranza degli enti locali è che le risorse necessarie per progettare e realizzare le opere arrivino il prima possibile.

gi.gi.

L”articolo completo su sabato sera del 29 marzo

Nella foto: il trafficato incrocio tra le vie Emilia, Roma e Cova a Castel San Pietro dove dovrà essere realizzata una rotonda finanziata da Autostrade Spa

Quarta corsia A14, nuove rotonde e strade più larghe miglioreranno la viabilità nei Comuni
Cronaca 30 Marzo 2018

Quarta corsia A14, tra demolizioni e indennizzi. I timori di chi dovrà traslocare

Una certa rassegnazione per non poter evitare l’abbattimento, ma anche qualche malumore e una grande volontà di voler conoscere al più presto quale sarà l’indennizzo previsto. E’ questo lo stato d’animo delle 14 famiglie, tutte imolesi, che nei prossimi anni dovranno abbandonare la loro casa perché verrà demolita in seguito alla realizzazione della quarta corsia dell’autostrada A14.

Autostrade Spa, infatti, il 7 marzo ha reso noto il progetto esecutivo che porterà alla realizzazione della quarta corsia dell’A14 nel tratto tra Ponte Rizzoli e lo svincolo con Ravenna (come è noto, invece, tra Ponte Rizzoli e San Lazzaro verrà realizzata la tanto attesa Complanare nord al posto della quarta corsia dinamica prevista inizialmente). Assieme al progetto, sono stati resi noti gli espropri (di case e terreni, sia temporanei per la durata del cantiere che definitivi). Gli interessati hanno 40 giorni di tempo per eventuali osservazioni, come già accaduto nel 2015 quando venne presentato il progetto definitivo. Complessivamente, nel nostro territorio, si tratta di 221 proprietari tra enti pubblici, aziende e cittadini di Imola (127 nominativi in tutto), Dozza (20), Castel San Pietro (62) e Ozzano Emilia (12). Le case da demolire perché troppo vicine al nuovo tracciato sono rimaste le stesse, tutte a Imola, spalmate tra le vie Sellustra, del Condotto e San Prospero.

Per interfacciarsi con Autostrade Spa il gruppo ha scelto di affidarsi all’architetto Moreno Daini, dirigente in pensione del Comune di Imola e del Circondario, oggi libero professionista e docente presso l’Università di Bologna. L’abitazione più antica tra quelle da abbattere risale alla fine dell’Ottocento, ben prima quindi della costruzione dell’autostrada, e si trova al civico 6/a di via del Condotto. Ma l’esproprio che interesserà il maggior numero di persone è quello al civico 135 di via San Prospero, un vecchio casolare ristrutturato nel 2001, dove abitano nove famiglie. «Le procedure per la realizzazione della quarta corsia sono partite nel 2009 – ricorda Daini -. Per questo, i proprietari negli ultimi dieci anni non hanno fatto migliorie ben sapendo che, prima o poi, quei fabbricati gli sarebbero stati espropriati».

Una situazione di stallo che si trascina da anni e che, finora, non ha consentito a queste persone di guardarsi attorno per cercare una nuova abitazione. Finora, però, Autostrade Spa non ha ancora reso noti gli importi degli indennizzi. E questo sebbene il cantiere della quarta corsia dovrebbe partire nella primavera del 2019 e concludersi nel giro di tre anni. Ergo, i residenti delle vie Sellustra, del Condotto e San Prospero dovranno «sloggiare» entro il 2022, ma possibilmente anche prima, visto che avere il cantiere sotto casa è poco piacevole, specie se, come sembra, alcune lavorazioni verranno effettuate in orario notturno. «Faremo presente che non è stata ancora indicata alcuna cifra e, arrivati a questo punto, è importante conoscerla – aggiunge Daini -. Sono punti fermi che abbiamo intenzione di rimarcare». Una volta conosciuto l’indennizzo, infatti, si può decidere di accettare l’offerta oppure, se non la si ritiene congrua, fare ricorso. Ma i tempi si allungherebbero e, a quel punto, le famiglie si vedrebbero costrette a comprare una nuova casa prima di aver incassato l’indennizzo.

gi.gi.

L”articolo completo su sabato sera del 29 marzo

Nella foto: i fabbricati da abbattere in via San Prospero

Quarta corsia A14, tra demolizioni e indennizzi. I timori di chi dovrà traslocare

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