Posts by tag: radiotelescopio

Cronaca 16 Agosto 2021

Le antenne di Medicina faranno conoscere i segreti dell’Universo

Era il 2017 quando il team di tecnici della stazione radioastronomica di Medicina, guidati dall’ingegner Jader Monari, mise piede per la prima volta in Australia per testare e mettere a punto i prototipi dei sistemi riceventi che sarebbero andati a costituire il più grande radiotelescopio mai costruito dall’uomo, la più grande struttura scientifica del pianeta.

Un sogno che finalmente diventa realtà ora che l’Osservatorio Ska ha dato il via libera ufficiale alla costruzione delle due array di radiotelescopi in Australia, per l’appunto, e in Sudafrica. Ma andiamo con ordine. Ska (acronimo di Square kilometre array) è un progetto internazionale che si prefigge di costruire una struttura, mai realizzata prima, di radiotelescopi a bassa frequenza (Ska low) in Australia e ad alta frequenza (Ska mid) in Sudafrica, in grado di elaborare, ad una velocità mai raggiunta fino ad ora, la miriade di informazioni che raccoglieranno ascoltando l’universo, mettendo poi tutto questo sapere a disposizione della scienza mondiale.

L’Osservatorio Ska (Skao), nato ufficialmente come organizzazione intergovernativa a gennaio scorso, comprende 20 Paesi, tra cui l’Italia, che hanno compreso l’utilità e la fattibilità del progetto tanto da dare il via ufficiale ai lavori mettendo a disposizione due miliardi di euro per il periodo 2021–2030.

Approfondimenti su «sabato sera» del 5 agosto.

Nella foto: suggestiva immagine del prototipo delle antenne nel deserto australiano

Le antenne di Medicina faranno conoscere i segreti dell’Universo
Cronaca 27 Dicembre 2020

Una Lamborghini… spaziale al Radiotelescopio di Medicina

Lamborghini e il Radiotelescopio di Medicina. Due eccellenze della bassa bolognese famose nel mondo nei rispettivi ambiti, si sono incontrate per valorizzarsi a vicenda.

Il radiotelescopio è diventato uno dei set fotografici per il lancio della Sc20, ultimo modello della Lamborghini Squadra Corse, esemplare unico da pista omologata per l’utilizzo stradale. La Sc20 è la prima one-off aperta progettata dal dipartimento motorsport e disegnata dal Centro stile di Sant’Agata Bolognese seguendo i desideri del cliente, coinvolto nel progetto fin dai primi disegni degli stilisti Lamborghini.

Una vettura unica, estrema nel design e nelle prestazioni, capace di unire soluzioni aerodinamiche derivate dalle Lamborghini da competizione a linee inedite e dettagli esclusivi come carrozzeria in fibra di carbonio progettata dagli aerodinamici Lamborghini e lisciata a mano per convogliare i flussi d’aria in modo ottimale, consentendo una guida confortevole anche alle alte velocità. Una vettura pronta a viaggiare nello spazio, partendo proprio da un luogo che lo spazio profondo lo conosce bene.

Nella foto: la Lamborghini Sc20 nello scatto realizzato al Radiotelescopio

Una Lamborghini… spaziale al Radiotelescopio di Medicina
Cronaca 23 Dicembre 2020

La seconda Luna di Natale, ovvero il razzo che ritornò verso la Terra

“Fino a febbraio 2021, la Terra avrà come Luna temporanea un razzo degli anni ”60″. A raccontarlo è Germano Bianchi, ricercatore dell”Inaf presso il Radiotelescopio di Medicina, l”impianto che fa parte dei progetti internazionali per la ricerca e il monitoraggio dei detriti spaziali, quei resti di satelliti o altri oggetti del profondo del cosmo che alle volte possono essere un pericolo anche per noi.

“Lo scorso 17 settembre è stato scoperto sui nostri cieli un oggetto che ha poi cominciato a ruotare attorno al nostro pianeta. Forse un asteroide catturato dalla gravità terrestre? Il giorno successivo alla scoperta, l’oggetto fu denominato ufficialmente 2020 SO dal Minor Planet Center. Un oggetto stimato avere dimensioni attorno ai 12 metri di diametro, quindi abbastanza modesto e visibile solo con un telescopio. Per verificarne la natura, telescopi di tutto il mondo, compreso quello Cassini dell’osservatorio di Loiano, hanno cominciato a studiarlo.

Dalle analisi delle posizioni in cielo risulta che non solo 2020 SO è soggetto alla forza di gravità sia del Sole sia della Terra, ma è anche sensibile alla pressione esercitata dalla radiazione solare. Si tratta di una forza di tipo non-gravitazionale che agisce su tempi scala brevi solo sugli oggetti più leggeri. Questo indica che 2020 SO è un oggetto presumibilmente cavo al suo interno. Si è quindi cominciato a pensare ad un relitto lasciato in orbita al termine di qualche missione spaziale, ma proprio pochi giorni fa la scoperta.

Si tratta del secondo stadio del razzo Atlas-Centaur che la Nasa lanciò nello spazio nel settembre 1966, e portava a bordo la sonda Surveyor 2, una delle tante sonde che avevano lo scopo di esplorare la superficie lunare in preparazione delle missioni Apollo, che portarono per la prima volta l’uomo sulla Luna nel 1969.

Ora quel razzo, che gira nello spazio da 54 anni, è tornato verso la Terra e ne diventerà un satellite temporaneo per un periodo di alcuni mesi fra il 2020 e il 2021. Per quanto riguarda invece la sonda Surveyor 2 che trasportava, questa fallì l’atterraggio e si schiantò sulla superficie lunare, in un punto tuttora sconosciuto. Durante la sua traiettoria attorno alla Terra, 2020 SO effettuerà due passaggi ravvicinati. Uno è stato fatto il 1 dicembre a una distanza di soli 55mila km dalla superficie terrestre, ne farà poi un secondo intorno al 2 febbraio 2021 ad una distanza di circa 220mila km e poi si allontanerà definitivamente”.

Nella foto il razzo Atlas-Centaur spedito nello spazio dalla Nasa

Medicina

La seconda Luna di Natale, ovvero il razzo che ritornò verso la Terra
Cronaca 27 Luglio 2018

Stasera l'eclissi lunare da record, 103 minuti con lo sguardo rivolto al cielo

Stanotte la Luna si colorerà di rosso. Non si tratta di una profezia di sangue versato o da versare, come nell’antichità è stato per molti popoli a partire dai cristiani, per i quali una Luna rossa come il sangue sarebbe apparsa in cielo dopo la crocifissione di Gesù. Si tratta invece dell’eclissi totale di Luna che si verificherà, nel suo clou, fra le ore 21.30 e le 23.13. Un fenomeno astronomico dovuto al passaggio del satellite nel cono d’ombra della Terra. Per oltre cento minuti la Luna in cielo sarà completamente rossa.

La Luna non splende di luce propria ma di quella riflessa dal sole. «Quando il nostro satellite, nel percorrere la sua orbita attorno alla Terra, finisce nel cono d’ombra da essa proiettato nello spazio, avviene un’eclissi di Luna – spiega Simona Righini, astronoma presso il radiotelescopio di Medicina e presidente dell’Associazione astrofili imolesi -. Se il buio fosse totale vedremmo la luna sparire completamente alla nostra vista (come accade con l’eclissi di sole, quando è la Luna a coprire l’astro, Ndr). Invece, poiché un po’ di luce solare filtra attraverso l’atmosfera terrestre e viene deviata, per rifrazione, dentro il cono d’ombra, la superficie lunare resta visibile anche se perde moltissima luminosità. Inoltre assume un colore rossastro poiché la luce solare la raggiunge attraversando l’atmosfera terrestre in modo radente e si perdono le lunghezze d’onda del blu, come avviene al tramonto del sole».

In dettaglio, la Luna sorgerà nel cielo italiano alle ore 20.40 già in parziale eclissi. «Questo permetterà di fare delle bellissime foto», continua Righini, che con l’associazione si occuperà dell’apertura, per l’occasione, dell’osservatorio astronomico «Alfio Betti» di via Comezzano 21. Purtroppo i posti disponibili per il pubblico sono già esauriti, ma per vedere più da vicino la Luna si può approfittare delle altre serate di apertura, il cui calendario è consultabile sul sito web astrofiliimolesi.it. «La Luna è un astro spettacolare, di una bellezza che emoziona – commenta la presidente -. L’osservazione al telescopio è ottimale nel primo e nell’ultimo quarto, quando cioè è mezza piuttosto che piena, perché – spiega – senza troppa luce si vedono meglio le sue valli e i suoi crateri». In pratica, due occasioni ogni 29 giorni circa.

Tornando a oggi, per godere meglio della più lunga eclissi del secolo (per un’eclissi simile bisognerà aspettare 82 anni) a occhio nudo o con un binocolo sarebbe bene allontanarsi dalla città, preferendo il buio della collina o della campagna. Consiglio utile anche per meglio godere di un altro fenomeno astronomico alquanto raro, l’opposizione di Marte. Mentre la Luna si trova al suo apogeo, ovvero il punto della sua orbita più distante rispetto alla Terra (per questo lo spettacolo dell’eclissi dura di più, perché necessita di più tempo per attraversare il cono d’ombra), Marte si troverà esattamente sulla retta che congiunge il Sole e la Terra, ovvero quasi alla sua massima vicinanza, apparendo dunque ben visibile ad occhio nudo come un astro notevolmente luminoso e tendente all’arancio.

Marte è facilmente individuabile nel cielo già da qualche sera e il momento preciso della minima distanza sarà il 31 luglio, quando il pianeta sarà a «soli» 57.6 milioni di chilometri da noi. «Ad occhio nudo avrà comunque l’aspetto di una luce puntiforme simile alle stelle – precisa la Righini -. Significa che la notizia che circola nel web della sua grandezza apparente paragonabile a quella della luna è una bufala».

Oltre a Marte, stanotte e per tutto il mese saranno visibili in cielo anche Venere (ad ovest subito dopo il tramonto), Giove (più a sud) e Saturno (verso est). Poi ad agosto sarà la volta dello sciame meteorico delle Perseidi, le cosiddette stelle cadenti di San Lorenzo. Ma Righini precisa: «Il picco delle Perseidi non cade la notte di San Lorenzo ma nella notte fra l’11 e il 12 agosto. Ancora più belle delle Perseidi sono poi le Leonidi e le Geminidi, sciami meteorici che attraversano il cielo con maggiore intensità fra novembre e dicembre». (mi.mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 26 luglio

Stasera l'eclissi lunare da record, 103 minuti con lo sguardo rivolto al cielo
Cronaca 30 Marzo 2018

Spazio, gli echi radar della Tiangong-1 raccolti dalla Croce del Nord

Continua il monitoraggio quotidiano della Tiangong-1 da parte dei ricercatori della Stazione radioastronomica di Medicina. Il radiotelescopio Croce del Nord viene utilizzato come parte ricevente di un radar bi-statico, che rileva e rielabora gli echi radar riflessi dalla stazione spaziale cinese che sta ricadendo sulla Terra. 

Per riuscire a catturare la riflessione delle onde radio sulla Tiangong-1 (i cosiddetti echi radar), questa viene irradiata da un trasmettitore che è stato appositamente costruito dalla ditta Essat di Bagnara di Romagna, a dimostrazione che una buona sinergia tra ricerca ed industria riesce a portare buoni risultati.

I dati di Medicina sono poi condivisi con quelli degli altri sensori nazionali ed europei, ottici e radar, che partecipano al progetto Space sourveillance and tracking, per la sorveglianza e il tracciamento dei detriti spaziali. La fusione dei dati ottenuti da questa sofisticata rete di sensori, migliora considerevolmente la conoscenza della traiettoria e l’accuratezza delle stime dell’area di rientro della stazione spaziale cinese.

La Tiangong-1 infatti sta procedendo nella sua caduta incontrollata, talvolta attraversando la nostra penisola sotto i 44 gradi di latitudine, cioè rimanendo sempre a sud dell”Emilia romagna. Le ultime stime prevedono come momento del rientro domenica 1 aprile alle 2.12 della notte, ma con una variabilità ancora alta. Solo domani pomeriggio si saprà con certezza ora e luogo. In questo momento la Tiangong-1 sta letteralmente rotolando, cioè ruotando su se stessa nel rapido avvicinamento con l”atmosfera.

r.c.

Nella foto l”immagine dell”area interessata dalla caduta della Tiangong-1 pubblicata sul sito della Protezione civile

Spazio, gli echi radar della Tiangong-1 raccolti dalla Croce del Nord

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