Posts by tag: razzismo

Sport 23 Novembre 2020

La Nba in visita da Papa Francesco per dire no al razzismo, tra loro anche il fotografo imolese Matteo Marchi

Oggi una delegazione di giocatori Nba hanno fatto visita a Roma a Papa Francesco per discutere, nella biblioteca del Palazzo Apostolico, di temi molto attuali come razzismo, ingiustizie sociali ed economiche e delle iniziative adottate in tal senso dall’importante campionato americano.

Presenti Sterling Brown (Houston Rockets), Kyle Korver (Milwaukee Bucks), Anthony Tolliver (Memphis Grizzlies) e Jonathan Isaac e Marco Belinelli (San Antonio Spurs), oltre a Michele Roberts, direttore esecutivo dell”Associazione, Sherrie Deans, direttore esecutivo della Fondazione Nbpa, e Matteo Zuretti, responsabile delle relazioni internazionali. Tra loro anche il fotografo imolese Matteo Marchi che, ormai da anni, immortala con la sua macchina i grandi campioni del basket d’oltreoceano. Gli ospiti, durante l’incontro, hanno consegnato al Pontefice un pallone, magliette ed anche un libro. (da.be.)

Nella foto: primo da destra, Matteo Marchi oggi durante l’incontro con il Papa a Roma

La Nba in visita da Papa Francesco per dire no al razzismo, tra loro anche il fotografo imolese Matteo Marchi
Cronaca 21 Agosto 2020

Razzismo e apologia di fascismo a Rimini, la vittima imolese denuncia l'accaduto: «Tutti dovrebbero indignarsi per episodi come questi»

“Non ci volevo credere: dopo avere preso la nostra ordinazione, il titolare della pizzeria di Rimini nella quale avevamo scelto di festeggiare il compleanno della mia nipotina, ha chiesto scusa a Benito Mussolini rivolgendosi a parole e con tanto di saluto romano all”immagine del Duce al muro perchè ci stava servendo”.

A parlare è Adji Mbengue, cittadina imolese vittima di un episodio di razzismo che ha già fatto il giro di tutti i media. Il motivo? “Il colore della mia pelle”, spiega la trentacinquenne.

Un episodio che ha destato scalpore a livello nazionale dopo che Mbengue ha deciso di denunciare. “Mia sorella vive a Bergamo, si trovava in riviera per le vacanze e abbiamo scelto di festeggiare il compleanno di mia nipote in una pizzeria di Rimini, prenotando e presentandoci puntualmente – racconta -. Presa l”ordinazione, il titolare si è scusato con l”effige del Duce ad alta voce, alzando il braccio. Quando abbiamo chiesto spiegazioni ha cercato di tergiversare, poi sentendo che parlavamo bene italiano si è anche scusato. Sul momento abbiamo lasciato perdere la questione per non rovinare la festa alla bimba, ma io vivo in Italia da trent”anni, ho studiato la storia, il razzismo, il fascismo. Sono una mamma attivista, mi batto ogni giorno contro il razzismo e l”indifferenza e non potevo lasciare che un atto ignobile come quello rimanesse impunito, lo dovevo a me, ai miei figli, a tutti gli italiani per bene, per questo ho scelto di denunciare l”accaduto al comando dei Carabinieri di Imola”.

“Tutti dovrebbero indignarsi per episodi come questi”, continua Mbengue, che nel frattempo ha ricevuto manifestazioni di solidarietà da tutta la penisola. “Mi sono rivolta ad un avvocato affinché giustizia sia fatta, sarà un insegnamento di vita anche per i miei figli”.

(mi.mo)

Nella foto: il post pubblicato su Facebook da Adji Mbengue

Imola

Razzismo e apologia di fascismo a Rimini, la vittima imolese denuncia l'accaduto: «Tutti dovrebbero indignarsi per episodi come questi»
Cronaca 9 Agosto 2020

Episodio di razzismo a Imola, la denuncia di Fatiha: «Niente casa in affitto perché straniera»

Grave episodio di razzismo a Imola. A raccontare l’accaduto Fatiha Sakhri, giovane infermiera campana di origini magrebine, sulla sua pagina Facebook. Una vicenda che vede protagonisti una affittacamere imolese insieme al marito che nonostante le prenotazione della ragazza hanno fatto dietrofront quando hanno visto che gli ospiti non erano italiani. 

Tutto è iniziato quando Fatiha ha contattato la donna per chiedere la disponibilità di una camera per i genitori che sarebbero saliti in Emilia-Romagna per stare vicini al figlio, e fratello della giovane, ricoverato all’Istituto Montecatone a causa di un brutto incidente avvenuto prima del lockdown. Trovando la disponibilità dell’affittacamere, il cui numero è presente nel sito dell’Istituto insieme a quello di altre strutture di privati che accolgono i parenti dei ricoverati, Fatiha e la sua famiglia, i due genitori ed il fratellino più piccolo, dopo un lungo viaggio in macchina da Caserta, venerdì scorso sono arrivati a Imola e si sono presentati all’indirizzo in via Montecatone. Davanti a loro l’affittacamere ed il marito che sospettosi non ci hanno messo molto a sollevare il problema. «Lei non mi ha detto al telefono che non siete italiani». Fatiha ha così spiegato loro che non pensava fosse così importante e che nessuno le aveva chiesto niente, ma la coppia è  stata irremovibile e ha deciso che l’appartamento non sarebbe più stato dato in affitto. «Anche perché c’è il bambino» si legge nello sfogo della giovane su Facebook.

Il triste episodio è stato ripreso anche da Repubblica che scrive come la famiglia Sakhri sia così rimasta in mezzo alla strada, sotto il sole dopo un viaggio in macchina durato ore. Fatiha inoltre ha deciso di sporgere denuncia alla polizia. «Ancora non ci posso credere che mi sia capitata una cosa del genere – si legge sul post social -. E’ assurdo, triste, incredibile davvero. Sono molto dispiaciuta. Queste cose non possono succedere. Non devono succedere. #questoèrazzismopuro». Fortunatamente la storia si è conclusa a lieto siete grazie ad un altra persona di Imola che gli ha messo a disposizione una casa in affitto. «Un abbraccio affettuoso al fratello siciliano – conclude il post su Facebook – che ho chiamato subito dopo e che ci ha aiutato senza che gli dicessi nulla della discussione accaduta prima. Grazie a te che hai lasciato sicuramente una bellissima impronta nei nostri cuori».

Non è tardata ad arrivare al risposta dell’Istituto Montecatone che su Facebook si è «dissociato da qualsiasi comportamento discriminatorio. In rifermento all’articolo pubblicato quest’oggi dai giornali e ripreso in alcuni post su Facebook, in cui una famiglia di un paziente ricoverato all’Istituto non è stata accettata in una struttura affittacamere del territorio, l’Istituto di riabilitazione precisa che, nonostante sul proprio sito è presente un elenco di strutture di privati che accolgono i parenti dei ricoverati, non ha nessun tipo di rapporto con esse e prende le distanze da qualsiasi comportamento discriminatorio che può verificarsi». (r.cr.)

Episodio di razzismo a Imola, la denuncia di Fatiha: «Niente casa in affitto perché straniera»

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