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Cronaca 21 Novembre 2019

Il sindaco di Bologna ha consegnato il «Nettuno d'Oro» ad Adriana Lodi, la «mamma» degli asili nido

«A Bologna cinquant’anni fa apriva il primo asilo nido comunale. Era il nido Patini alla Bolognina. Lo rese possibile la lungimiranza dell’assessore Adriana Lodi che, mettendo il bambino al centro, attuò una rivoluzione educativa che tutti ci invidiano grazie alla qualità dei nostri servizi e alla competenza del nostro personale» con queste parole il sindaco Virginio Merola ha motivato la consegna del prestigioso Nettuno d’Oro avvenuta sabato 9 novembre.

Adriana Lodi, 86 anni, e da tempo residente a Ozzano Emilia, fu prima sindacalista della Cgil, poi assessore nelle giunte dei sindaci bolognesi Dozza e Fanti. Nel 1969 entrò in Parlamento tra le fila del Pci e, tra le altre cose, si impegnò per la costruzione di una rete di asili nido comunali, che porterà ad inaugurare il primo nido bolognese nel 1969, in anticipo rispetto alla legge nazionale del 1971, di cui lei stessa sarà fautrice. La sua attività come onorevole si concluse nel 1992. (gi.gi.)

Nella foto il sindaco di Bologna Virginio Merola consegna il Nettuno d”Oro ad Adriana Lodi

Il sindaco di Bologna ha consegnato il «Nettuno d'Oro» ad Adriana Lodi, la «mamma» degli asili nido
Cronaca 31 Ottobre 2019

La delegazione imolese dell'Accademia italiana della cucina ha premiato il Pastificio Bettini

«Il segreto della buona pasta fatta a mano? L’amore, tanto amore, e passione. La pasta la devi accarezzare come si accarezza una donna». Parola di Maria Camaggi, che nel 1990 ha aperto, insieme al marito Graziano Bettini, il laboratorio di pasta fresca Pastificio Bettini. A loro, giovedì della settimana scorsa, la delegazione di Imola dell’Accademia italiana della cucina ha consegnato il premio «Massimo Alberini». Istituito nel 2014 ed intitolato al cofondatore dell’Accademia nonché vicepresidente onorario della stessa, tale riconoscimento viene assegnato a quegli esercizi commerciali estranei all’Accademia che da lungo tempo, con qualità costante, offrono al pubblico alimenti di produzione propria, lavorati artigianalmente con ingredienti di qualità eccellente e tecniche rispettose della tradizione del territorio.

E l’occasione della consegna è stata la «cena ecumenica» svoltasi all’agriturismo ristorante Frascineti, in cima alle colline dei Tre Monti, ad Imola. Ogni terzo giovedì del mese di ottobre, infatti, l’Accademia della cucina propone questa iniziativa, che vede tutte le 220 delegazioni italiane e le 80 situate all’estero ritrovarsi per una riunione conviviale dedicata allo stesso argomento. «La “cena ecumenica” rappresenta un’occasione per sviluppare attraverso la convivialità, i valori della cucina italiana, con la valorizzazione degli elementi identitari del cibo, non solo con la sua genuinità ed originalità, ma anche attraverso un menu rappresentativo delle caratteristiche delle cosiddette “tre T” che caratterizzano la cucina italiana: tradizione, territorio e tecniche originali», ha spiegato Antonio Gaddoni, il delegato di Imola dell’Accademia della cucina. E in quest’ultima occasione, il tema scelto era «la pasta fresca, ripiena e gli gnocchi nella cucina della tradizione regionale». Un tema ben posto al centro del menu della serata proposto dall’agriturismo Frascineti, in un trionfo di formati e sapori, dai tortelli di ricotta burro e salvia ai garganelli pancetta e scalogno, dalle tagliatelle al ragù di prosciutto agli strozzapreti al ragù, unitamente al coniglio al forno, altro cavallo di battaglia della cucina del ristorante dell’agriturismo, ai cui titolari, a fine serata, Antonio Gaddoni ha consegnato il gagliardetto dell’Accademia e la vetrofania.

L’occasione giusta, quindi, per consegnare anche il meritato riconoscimento ai fondatori del Pastificio Bettini. Già gestori di un negozio di alimentari, Maria Camaggi ed il marito Grazian oBettini hanno avviato l’attività di produzione di pasta fresca al dettaglio poco meno di trent’anni fa, prima in via  Selice, ed ora invia Cavour, riuscendo nel tempo a crescere e farsi conoscere eapprezzare anche da rinomati ristoranti del territorio, come il San Domenico, ed anche da una società di catering fornitrice dei Gran premi di Formula Uno nel mondo e degli Internazionali dit ennis di Roma. Tanto da ricevere encomi da chef del calibro di Valentino Marcattilii e Massimo Bottura, tanto per fare qualche nome. (r.cr.)

L”articolo è su «sabato sera» del 24 ottobre

La delegazione imolese dell'Accademia italiana  della cucina ha premiato il Pastificio Bettini
Cronaca 13 Giugno 2019

Premiato a Roma il comandante della Stazione dei carabinieri di Castel San Pietro Antonio Rossi

A Roma, durante le cerimonie per il 205° anno di fondazione dell’Arma dei carabinieri, il luogotenente carica speciale Antonio Rossi è stato insignito del «Premio Annuale» riservato ai comandanti che si sono particolarmente distinti nell’attività d’istituto. Rossi, 54 anni, è oramai castellano d’adozione dato che da due decadi comanda la Stazione dei carabinieri sul Sillaro, che fa capo alla Compagnia di Imola. I carabinieri celebrano la propria festa il 5 giugno, giorno in cui, nel 1920, la Bandiera dell’Arma fu insignita della prima Medaglia d’Oro al Valor Militare per la partecipazione dei Carabinieri alla Prima Guerra Mondiale. 

Sergio Mattarella, presidente della Repubblica e Capo dello Stato, ha ringraziato personalmente tutti i carabinieri premiati, compreso Rossi, ricordando come i carabinieri dispieghino «una elevata professionalità, accompagnata da spiccata umanità, dal rispetto per culture e tradizioni diverse, suscitando sentimenti di stima e riconoscenza», con i comandanti di Stazione primi riferimenti dei cittadini. Il riconoscimento è stato consegnato a Rossi dal ministro della Difesa Elisabetta Trenta e dal comandante generale dell’Arma Giovanni Nistri.

Su «sabato sera» a ripercorrere la vita e soprattutto l”esperienza professionale di Rossi è il figlio Vincenzo, consulente legale per il Mare Termale Bolognese e presidente dell’associazione Noi Giovani, che da diversi anni promuove a Imola RestArt, eventi di riqualificazione urbana e promozione sociale tramite graffiti e street art. Un testo che ha affidato al suo profilo Facebook e che comincia così: «Non ho mai parlato di mio padre e del suo lavoro fino ad ora… Dopo la scuola a Firenze, si è trovato al nucleo Radio Mobile a Roma, fine anni ’70, durante gli anni di piombo. Un giorno dalla radio tutte le macchine di pattuglia dovevano convergere in zona Monte Mario, cinque morti e il rapimento di Aldo Moro. Una scena tragico-teatrale con morti a terra e il sequestro del politico». 

L”intera testimonianza di Vincenzo Rossi è pubblicata su «sabato sera» del 13 giugno

Nella foto Antonio Rossi con il comandante generale dell”Arma Giovanni Nistri

Premiato a Roma il comandante della Stazione dei carabinieri di Castel San Pietro Antonio Rossi
Cronaca 18 Aprile 2019

Il premio “La Torre' del Comune di Ozzano alla campionessa Paola Tattini e al volontario Santolo Marzulli

Il premio “La torre” è il riconoscimento che l’Amministrazione comunale ozzanese conferisce a coloro che si distinguono per meriti letterari, storici, artistici, sportivi, economici, scientifici o per l’impegno civile e nel volontariato. Istituito con delibera consiliare nel febbraio del 2004, il premio consiste in una formella in argento raffigurante la torre di San Pietro, simbolo del Comune di Ozzano dell’Emilia, opera d’arte realizzata dalla ditta ozzanese «A.Artistico» di Cristina Righi.

La 6ª edizione si è svolta lo scorso 27 marzo. Di fronte al Consiglio comunale riunito, il premio è stato conferito a Paola Tattini per meriti sportivi e a Santolo Marzulli per il suo impegno nel volontariato. «Paola Tattini – ha motivato il sindaco Luca Lelli – è una super campionessa nel tiro a volo, disciplina nella quale ha vinto, negli anni, titoli mondiali ed europei».

Santolo Marzulli (conosciuto come Sandro), invece, è un ex dipendente comunale ora in pensione che è diventato un pilastro del volontariato e un prezioso punto di riferimento per l’Amministrazione comunale e per la collettività. Assistente civico dal 2015, affianca la Polizia municipale nel controllo della sicurezza nelle manifestazioni esterne, nel controllo del ter-ritorio e negli attraversamenti stradali davanti alle scuole. «La sua grande disponibilità e il suo spiccato senso civico – ha tenuto a rimarcare il sindaco Lelli – li ha dimostrati anche in occasione dell’apertura temporanea del centro di prima accoglienza di via Liguria dove quotidianamente ha affiancato l’Amministrazione comunale nella gestione e coinvolgi-mento dei migranti in lavori socialmente utili. Il Comune di Ozzano dell’Emilia lo ringrazia per la sua impagabile attività di volontariato». (r.cr.)

Nella foto la consegna del premio a Marzulli e Tattini

Il premio “La Torre' del Comune di Ozzano alla campionessa Paola Tattini e al volontario Santolo Marzulli
Economia 10 Aprile 2019

Premiato al Vinitaly come “Benemerito della viticoltura' il presidente dell'Enoteca regionale di Dozza

Pierluigi Sciolette, presidente dell”Enoteca regionale dell”Emilia Romagna, che ha sede nella Rocca di Dozza, è stato insignito al Vinitaly di Verona del premio “Angelo Betti – Benemerito della viticoltura 2019″. A consegnarglielo era presente l”assessore all”Agricoltura, Caccia e Pesca della Regione Emilia-Romagna, Simona Caselli. «Quello che viene consegnato a Sciolette – ha dichiarato Caselli – è un premio alla carriera e ai grandi meriti di un uomo del vino in Emilia Romagna. Attualmente è presidente di Enoteca Regionale, ma la sua è una straordinaria storia di promozione del Lambrusco nel mondo. Sciolette, infatti, è stato il primo che oltre trent”anni fa è andato all”estero a vendere i nostri vini, diffondendo quel connubio tra cibo e vino di cui oggi tutti parlano. Uno degli importanti impegni che sta portando avanti negli ultimi anni è quello per far ottenere la certificazione di sostenibilità del territorio».

Il premio, intitolato ad Angelo Betti, ideatore di Vinitaly, si assegna dal 1973 ai grandi interpreti del mondo enologico italiano, su segnalazione degli assessorati regionali all’agricoltura, che hanno il compito di indicare coloro che, con la propria attività professionale, hanno contribuito al progresso qualitativo della produzione viticola ed enologica della propria regione e del proprio Paese. Al Vinitaly, nel corso della prima giornata che si è svolta domenica 7 aprile, è stato anche presentato il progetto sul Turismo del vino, nel corso di un incontro  al quale hanno partecipato lo stesso Sciolette, il direttore di Enoteca regionale Emilia Romagna Ambrogio Manzi, il direttore di Qualivita Mauro Rosati e l”assessore Caselli.

«Con questa progettualità – ha affermato il presidente dell”Enoteca regionale – abbiamo voluto mettere un focus sull”identità enologica di un territorio che si sviluppa lungo l”intera via Emilia, da Piacenza a Rimini. Un valore aggiunto straordinario fatto di prodotti, paesaggi, storie tutte da raccontare per aumentare l”appeal turistico sia a livello nazionale sia internazionale». «L”Emilia Romagna – ha aggiunto Caselli – sa offrire un ventaglio di opportunità turistiche differenti e differenzianti. L”eno-turismo e la gastronomia sono comparti e ambiti in forte espansione in ambito turistico. Abbiamo tanti progetti per permettere un”esperienza che sappia integrare il bello e il buono di ciò che l”agroalimentare e il turismo della regione sa offrire. Un progetto slow che vogliamo promuovere e incentivare anche perché lo scopo è far scoprire il bello e il buono che la regione sa offrire». (r.cr.)  

Nella foto l”assessore regionale Simona Caselli con il presidente dell”Enoteca regionale dell”Emilia Romagna Pierluigi Sciolette

Premiato al Vinitaly come “Benemerito della viticoltura' il presidente dell'Enoteca regionale di Dozza
Cronaca 9 Aprile 2019

La sindaca Sangiorgi ha consegnato il Grifo “Città di Imola' al procuratore Fausto Cardella per l'attività contro la mafia

La sindaca di Imola, Manuela Sangiorgi, ha consegnato oggi in municipio il Grifo “Città di Imola” al procuratore generale presso la Corte d’Appello di Perugia, Fausto Cardella, in occasione dell’incontro conclusivo del progetto “Educare alla Legalità”, organizzato da Luisa Rago per la seconda volta consecutiva nelle scuole imolesi. Al progetto, patrocinato dal Comune e dalla Regione e che ha ricevuto un contributo dalle aziende Cefla e Weleda, ha partecipato attivamente la Compagnia di Imola della Guardia di Finanza.

Oggi il dottor Cardella ha incontrato gli studenti dell’istituto superiore “Paolini Cassiano” di Imola, in un faccia a faccia moderato dal giornalista Valerio Baroncini, redattore capo del Resto del Carlino di Bologna. La consegna del Grifo è avvenuta in apertura, con questa motivazione: “Al Procuratore Generale Dottor Fausto Cardella il nostro ampio riconoscimento unito ai sentimenti di stima e profonda ammirazione e gratitudine per il lavoro e la dedizione di una vita nella lotta alla criminalità organizzata e al perseguimento dei valori della legalità. Che il Suo esempio possa essere il modello per tanti”.

«È un piacere per me e per l’intera Amministrazione comunale della città di Imola ospitare nella sala del Consiglio del nostro municipio il dottor Fausto Cardella e le tante autorità presenti. La salvaguardia e la promozione dei valori di democrazia, legalità e libertà hanno contraddistinto ed accompagnato l’intera carriera del dottor Cardella che, applicato alla Direzione distrettuale Antimafia di Caltanissetta, ha partecipato alle indagini sulle stragi in cui persero la vita Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e le rispettive scorte».

Nel ricevere il riconoscimento, Cardella ha detto «sono felice ed è per me un onore ricevere il Grifo Città di Imola. Ringrazio la sindaca Manuela Sangiorgi per avermelo consegnato. Conoscevo già Imola, una città che può essere considerata un esempio di buona amministrazione e da oggi avrò un motivo in più per amarla e per ritornarci». Parlando dell’attività di magistrato, il procuratore ha proseguito: «L’Italia ha un primato che nessun altro Paese del libero Occidente possiede: è quello di avere 28 magistrati uccisi dalla mafia, dal terrorismo o da altre forme di criminalità. A questo triste elenco si aggiungono anche gli uomini e le donne delle forze dell’ordine, Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza ed anche giornalisti e politici uccisi nell’espletare il proprio lavoro. Per questo il mio ringraziamento va alle forze dell’ordine, che accompagnano quotidianamente il lavoro della Magistratura”. Il procuratore Cardella ha evidenziato come fra i 28 magistrati uccisi ce ne siano alcuni che sono meno noti alla ribalta delle cronache nazionali. Fra questi Giangiacomo Ciaccio Montalto, ucciso dalla mafia a Trapani e Alberto Giacomelli, anch’egli ucciso a Trapani, il cui figlio don Giuseppe, è parroco ad Imola. A questo proposito ha ricordato la recente iniziativa dello Stato di Israele che, insieme ad una delegazione di magistrati italiani, ha messo a dimora, nel bosco sacro alle porte di Gerusalemme, 28 piante in memoria dei 28 magistrati italiani uccisi dal mafie e dalla criminalità.  

Nel corso della cerimonia sono intervenuti anche l’assessore alla Sicurezza e alla Legalità, Andrea Longhi («Oggi la mafia, le mafie e tutte le forme di criminalità organizzata si sono evolute ed hanno cambiato strategia, cercano di entrare nei salotti buoni grazie a professionisti, imprenditori, politici e burocrati. La mafia è interessata a condizionare la pubblica amministrazione, e la gestione del denaro pubblico. Questo implica che la lotta alla mafia e alla corruzione sono aspetti da affrontare di pari passo facendo essi parte, della stessa condotta criminale») e l’assessore alla Scuola, Claudia Resta («il tema dell’educazione alla legalità rappresenta da sempre un fondamento nella costruzione dell’identità di ogni studente nella sua veste di cittadino; proprio per questo “legalità e cittadinanza”»). L’ideatrice di “Educare alla legalità”, Luisa Rago, ha infine sottolineato che il progetto « è rivolto a tutti gli studenti, dai bambini delle scuole primarie fino ai ragazzi delle scuole medie e superiori, con l’obiettivo di avvicinarli al concetto di regole, legalità e convivenza civile». (r.cr.)

Nella foto il momento della consegna del Grifo “Città di Imola”

La sindaca Sangiorgi ha consegnato il Grifo “Città di Imola' al procuratore Fausto Cardella per l'attività contro la mafia

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