Posts by tag: ripartenza

Cronaca 5 Agosto 2020

I licei imolesi pronti alla ripartenza del 14 settembre, le parole del dirigente Paolo Nardiello

L’Emilia Romagna ha deciso di anticipare di un giorno il ritorno sui banchi, previsto, ormai è ufficiale, per lunedì 14 settembre. La «ripartenza» dei licei imolesi coinvolgerà complessivamente 1.462 studenti di 60 classi, distribuite su tre differenti sedi: il liceo classico Rambaldi, il liceo scientifico Valeriani e il liceo linguistico, delle scienze umane ed economico sociale Alessandro da Imola. «Le limitazioni imposte dal lockdown – fa il punto Paolo Nardiello, dirigente del polo liceale imolese da settembre dello scorso anno – hanno obbligato le istituzioni scolastiche a sperimentare inedite formule di flessibilità organizzativa e didattica, che rappresentano attualmente un patrimonio di soluzioni su cui investire per progettare la ripartenza».

Come affrontate il ritorno a scuola di settembre?
«In queste settimane, con il team Innovazione del polo liceale, abbiamo avviato una profonda riflessione sulle soluzioni didattiche adottate in regime di didattica a distanza per valorizzare le buone prassi e intervenire sugli aspetti di criticità impliciti nella formulazione didattica da remoto. Stiamo lavorando a nuovi protocolli didattici costruiti sulle cifre della flessibilità e della diversificazione per offrire, a regime, una didattica digitale integrata di qualità e pienamente sostenibile per tutti gli studenti. Stiamo inoltre investendo importanti risorse nella formazione del personale, nella prospettiva di guadagnare tutti gli elementi utili per affrontare l’importante sfida che ci attende». (mi.mo.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 30 luglio

Nella foto il dirigente Paolo Nardiello

I licei imolesi pronti alla ripartenza del 14 settembre, le parole del dirigente Paolo Nardiello
Cronaca 25 Maggio 2020

Diciannove realtà emiliano-romagnole sottoscrivono il patto per la ripartenza #Giustaitalia

Diciannove realtà emiliano-romagnole hanno deciso di sottoscrivere #Giustaitalia, il “patto per la ripartenza” fondato sull”etica della responsabilità lanciato a livello nazionale e contenente diciotto proposte concrete rivolte al Governo e al Parlamento.
Si tratta di Libera Emilia-Romagna, Avviso pubblico Emilia-Romagna, Cgil Emilia-Romagna, Cisl Emilia-Romagna, Uil Emilia-Romagna e Bologna, Legambiente Emilia-Romagna, Arci Emilia-Romagna, Cooperare con Libera Terra, Istituto Alcide Cervi, Uisp Emilia-Romagna, Acli Emilia-Romagna, Civibo-Cucine popolari, Rete della conoscenza Emilia-Romagna, Rete degli studenti medi Emilia-Romagna, Rete degli universitari Emilia-Romagna, Auser Emilia-Romagna, Aics Emilia-Romagna, Ada Emilia-Romagna ed Azione cattolica Emilia-Romagna.

Le diciotto proposte rivolte al Governo e al Parlamento sono suddivise in tre aree strategiche per mettere al centro i diritti sociali, assicurare la trasparenza nella gestione degli appalti, prevedere la tracciabilità del sostegno alle imprese, applicando bene e senza scorciatoie le norme che già esistono; garantendo diritti fondamentali, come il lavoro, la casa, il reddito, l’istruzione e la salute; lottando contro tutte le forme di povertà, a cominciare da quella educativa che colpisce le giovani generazioni; recuperando gli oltre 100 miliardi di euro sottratti annualmente alla collettività dall’evasione fiscale, per sostenere la nostra economia e ridurre il carico fiscale alle famiglie italiane. (r.cr.)

Diciannove realtà emiliano-romagnole sottoscrivono il patto per la ripartenza #Giustaitalia
Economia 14 Maggio 2020

Sacmi lancia il programma “LetsMoveForwardTogether” per affrontare la «fase 2»

La «fase 2» per Sacmi si chiama “LetsMoveForwardTogether” (tradotto: andiamo insieme avanti), dal nome del programma messo a punto dal gruppo imolese per affrontare il post-emergenza attraverso una nuova organizzazione e gestione dell”ambiente di lavoro, norme e comportamenti da osservare per affrontare la ripartenza. In particolare, Sacmi ha deciso di accelerare sulla «fase 2» avviando la formazione online per i dipendenti italiani del gruppo, 2.000 persone distribuite in dieci stabilimenti produttivi. A gestire il percorso è il team Hr, coordinato dal nuovo direttore Risorse umane Gianluca Nardone, in collaborazione con il servizio Prevenzione protezione e ambiente e il  servizio Qualità, sicurezza e gestione processi.

L”avvio di “LetsMoveForwardTogether” è stato preceduto, nei giorni prima della piena riapertura delle attività, dall’elaborazione e condivisione dei nuovi protocolli di sicurezza, in linea con le indicazioni di Governo, Regione ed autorità sanitarie, ad integrazione delle misure già applicate in azienda fin dall”inizio della pandemia. Nel dettaglio, già la scorsa settimana si è tenuto il primo ciclo di “webinar”, seminari interattivi che hanno introdotto, con il contributo della task force aziendale dedicata, il personale delle sedi italiane a comprendere il percorso i cui punti chiave sono smart working e digitale, turnazioni, trasferte, gestione degli ambienti comuni, cartellonistica dedicata, dispositivi di protezione individuale, accesso in azienda, gestione di eventuali casi di contagio.

«Puntiamo sull’efficacia e sulla rapidità della ripartenza – sottolinea il presidente Paolo Mongardi – e per farlo abbiamo bisogno della partecipazione di tutti, la stessa dimostrata sin qui per consentire la continuità delle nostre attività anche nelle fasi più critiche. L”obiettivo dell”iniziativa è offrire risposta ad ogni domanda, attraverso linee guida chiare e condivise sui comportamenti da tenere in azienda, sui nuovi modelli organizzativi necessari, sulla gestione degli ambienti di lavoro e in particolare degli spazi comuni è l’obiettivo dell’iniziativa». Oltre all”hashtag #LetsMoveForwardTogether, il programma è contraddistinto anche da un logo che riproduce «le persone insieme stilizzate – spiega la nota aziendale -, con le braccia alzate, a simboleggiare la vittoria di squadra, in linea anche con il messaggio che abbiamo voluto trasmettere sin dalle prime fasi a tutte le nostre persone, dipendenti, clienti, partner: andiamo avanti, insieme». (r.cr.)

Sacmi lancia il programma “LetsMoveForwardTogether” per affrontare la «fase 2»
Cronaca 7 Maggio 2020

Quali spostamenti sono possibili nella «fase 2» e quali no, le spiegazioni della polizia locale

Da lunedì 4 maggio siamo nella «fase 2» dell’emergenza Coronavirus e, seppur con ancora tante restrizioni, fino al 17 maggio è possibile qualche spostamento in più. Oltre ai movimenti per salute, lavoro o necessità, è possibile ad esempio far visita ai propri congiunti in tutta la Regione o andare nelle seconde case per effettuare manutenzioni a patto però di far ritorno in giornata.

Tra le novità più rilevanti, segnaliamo la possibilità di fare la spesa e di praticare attività motoria e sportiva all’aperto in tutta la provincia (in tutta la Regione con la nuova ordinanza di Bonaccini e non solo «in prossimità» di casa), la riapertura di biblioteche (solo per il prestito e previa prenotazione, anche se ci sono comuni che proseguono con la sola consegna a domicilio), cimiteri (a Imola lunedì 4 l’apertura ritardata di qualche ora ha creato un capannello di persone in attesa), parchi e giardini pubblici. Il Giardino degli Angeli di Castel San Pietro, tuttavia, è ancora chiuso «per l’impossibilità di assicurare le misure di sicurezza e distanziamento necessarie» spiegano dal Comune. Sempre a Castello, dal 4 maggio è però di nuovo possibile prelevare l’acqua alla fonte Fegatella dal lato del parco Lungo Sillaro.

Al di là di decreti e ordinanze, abbiamo chiesto al comando della polizia locale di Imola di rispondere ad alcune domande per chiarire, usando situazioni concrete, cosa è possibile fare e cosa no. (gi.gi.)

Scoprite il contenuto completo dell”articolo su «sabato sera» del 7 maggio

Quali spostamenti sono possibili nella «fase 2» e quali no, le spiegazioni della polizia locale
Cronaca 2 Maggio 2020

Coronavirus, di nuovo accessibili gli orti comunali: la situazione a Imola e a Castel San Pietro

«Sono contenta di potervi dare una buona notizia: è consentita la cura e manutenzione di orti e terreni privati, ed è consentito spostarsi per raggiungerli, anche nel caso in cui siano in comuni diversi da quello di residenza, certificando la proprietà o il possesso, la produzione per autoconsumo e indicando il percorso». Ha sollevato un polverone il post che il ministro delle Politiche agricole e alimentari Teresa Bellanova ha pubblicato sulla propria pagina Facebook sabato 18 aprile. A stabilire una regola univoca per il nostro territorio ha provveduto il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini, attraverso un’ordinanza di mercoledì 22 aprile: «È consentita l’attività diretta alla produzione per autoconsumo anche all’interno di orti urbani e comunali – si legge nel documento –. Tali attività potranno avvenire esclusivamente all’interno del proprio comune di residenza».

L’ordinanza regionale autorizza anche la vendita di prodotti florovivaistici, semi e fertilizzanti in primis. E per i campi con destinazione agricola/produttiva rimangono in vigore le disposizioni precedenti. A seguito del pronunciamento di Bonaccini, il Commissario straordinario del Comune di Imola Nicola Izzo ha disposto la riapertura sia delle aree che l’Associazione orti anziani gestisce fra via Banfi nel quartiere Campanella (130 lotti), via Tinti nel quartiere Zolino (124 lotti), via Serraglio nella zona industriale (33 lotti) e via Grilli nella frazione di Ponticelli (24 lotti), sia dell’area che fa capo al centro sociale Orti Bel Poggio (260 lotti), chiuse da venerdì 13 marzo. Mai chiusi completamente, invece, gli orti comunali sulle rive del fiume Sillaro a Castel San Pietro (131 lotti) e lungo il torrente Quaderna nella frazione di Osteria Grande (63 lotti). (lu.ba.)

L”articolo completo e approfondimenti sugli altri comuni sono disponibili su «sabato sera» del 30 aprile

Coronavirus, di nuovo accessibili gli orti comunali: la situazione a Imola e a Castel San Pietro
Cronaca 24 Aprile 2020

Coronavirus, Regione e Città metropolitana pensano alla «Fase 2»: ripartenza da manifattura, cantieri e trasporti

Si avvicina la «fase 2» dell’emergenza Covid-19 e i fari sono puntati sulla ripartenza delle attività economiche. Il Dpcm del 10 aprile scorso ha prorogato fino al 3 maggio le misure restrittive mirate al contenimento dei contagi, ma da settimane la Regione Emilia Romagna si è attivata, partendo dal Tavolo regionale del Patto per il lavoro, con l’obiettivo di costruire un «governo della ripartenza», come è stato definito dal presidente Stefano Bonaccini e dall’assessore allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla. Un governo che prevede la costituzione di Tavoli per la sicurezza nei luoghi di lavoro in tutte le province, ai quali la Regione mette a disposizione una dotazione di 1,5 milioni di euro, oltre a 5 milioni per la messa in sicurezza sanitaria e la sanificazione degli ambienti di lavoro.

Il primo a partire è stato il Tavolo promosso dalla Città metropolitana e dal Comune di Bologna, presieduto dal vicesindaco metropolitano e sindaco di Castel San Pietro, Fausto Tinti, con la partecipazione di rappresentanti di Governo, Regione, Ausl, parlamentari locali, autorità di controllo del lavoro e organizzazioni imprenditoriali e sindacali. Tra i compiti, la stesura di protocolli operativi di sicurezza per le principali filiere produttive, un argomento del quale si è discusso nella riunione in videoconferenza di lunedì 20, preceduta da un incontro con i parlamentari locali. Ma appare difficile, anche alla luce delle ultime dichiarazioni del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ipotizzare ripartenze anticipate. «Le riaperture –ragiona Tinti – sono legate alla riduzione delle restrizioni personali, finché la gente non può uscire e non si riattivano i servizi dell’ecosistema, come si fa a pensare di aprire le aziende? Non ho mai messo in dubbio il 4 maggio come orizzonte unico. Questo però non vuol dire che non si debba correre, perché ce lo chiedono le imprese: non ci preoccupiamo se i primi protocolli dovremo tenerli chiusi in una scatola fino a quella data».

Tornando al Tavolo, quattro sono le filiere giudicate prioritarie in base ai criteri dell’internazionalizzazione, della competitività e della disponibilità di protocolli già implementati (è il caso dell’edilizia, nella quale l’Ance ha già fatto un notevole lavoro): manifattura e industria (in particolar modo i segmenti dell’automotive, dell’automazione e della moda), edilizia e cantieri, trasporto merci e logistica, mobilità delle persone, con l’inclusione degli hub funzionali (aeroporto, autostazione, Interporto eCentergross). (mi.ta.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 23 aprile

Coronavirus, Regione e Città metropolitana pensano alla «Fase 2»: ripartenza da manifattura, cantieri e trasporti
Cronaca 24 Aprile 2020

Allestimenti&Pubblicità si reinventa, gel e fumo secco sostituiscono le forniture per le fiere

La fase 2 dell’emergenza da Covid-19 sta per iniziare e molte aziende dal 4 maggio, se non prima, torneranno a lavorare. Nel frattempo, c’è chi non è stato con le mani in mano, come l’azienda imolese Allestimenti&Pubblicità, che da oltre 25 anni si occupa di progettazione e realizzazione di allestimenti in fiere ed eventi in Italia e nel mondo, che ha dato una svolta alla propria attività per andare incontro alle esigenze dei clienti. «Purtroppo il nostro settore è stato il primo ad essere penalizzato da questa epidemia e credo sarà anche l’ultimo a ripartire – afferma il direttore generale, Claudio Visani -. Questa situazione ci ha costretto a reinventarci per essere operativi nonostante le limitazioni imposte dai decreti governativi».

Com’è cambiata la vostra attività?
«Abbiamo pensato di reinventarci, fornendo ai nostri clienti dispositivi di sicurezza come colonnine dispenser con gel igienizzanti, mascherine, visiere, pannelli divisori – spiega Visani -. Abbiamo anche pensato a tornelli con rilevatori di temperatura corporea, che permettano dunque l’accesso o meno alle aziende, ai negozi o alle pubbliche amministrazioni. Le ultime idee sono relative all’igienizzazione degli ambienti, ragionando su sistemi alternativi a “fumo secco” non fastidiosi per le persone, e a filtri per piccoli ambienti, come gli ascensori, dove possiamo abbattere sensibilmente la carica batterica». (an.ca.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 23 aprile

Nella foto Claudio Visani indossa una visiera

Allestimenti&Pubblicità si reinventa, gel e fumo secco sostituiscono le forniture per le fiere

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