Posts by tag: riqualificazione

Cronaca 2 Maggio 2019

Osservanza, sorto un nuovo Comitato per valorizzare l'area e sollecitare a portare avanti l'opera di riqualificazione

Portare a casa la realizzazione del campus universitario nell’Osservanza è uno degli obiettivi anche del neonato comitato Bella Osservanza. Per la precisione, «non ci interessa la contabilità o la politica ma sollecitare tutti gli attori in campo (Amministrazione comunale, Osservanza Srl, ConAmi, Regione Emilia Romagna, Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, Università di Bologna) per la riqualificazione e riuso dei padiglioni. Non si può perdere tempo e rischiare di perdere i fondi».

In generale il comitato si presenta come un gruppo di cittadini, «che vuole promuovere la valorizzazione di un bene patrimonio della città» come ha sottolineato la portavoce, Arianna Sabbatani. Da qui l’organizzazione di alcuni eventi (il 4 e il 18 maggio passeggiate a tema e pio una serata danzante) a partecipazione gratuita per far conoscere e vivere il più possibile il parco. «Solo così si potrà dare un importante impulso alla rinascita di questo luogo storico e pieno di memoria».

Il comitato è aperto a tutti per riuscire a tutelare, curare e conservare l’intero complesso storico-architettonico dell’ex manicomio, di cui molti hanno scoperto e apprezzato il parco con l’apertura al pubblico voluta da Comune e ConAmi tre anni fa. Oltre alla portavoce Arianna Sabbatani nel direttivo del comitato ci sono Maurizio Barelli, Corrado Bufi, Angelo Ciuffreda, Annamarialucia Larotonda, Mario Lauriola, Antonello Mele e Andrea Pelliconi. Per contattarli c’è la pagina Facebook omonima oppure la mail bellaosservanza@gmail.com. (l.a.)

Nella foto: il Comitato Bella Osservanza si presenta

Osservanza, sorto un nuovo Comitato per valorizzare l'area e sollecitare a portare avanti l'opera di riqualificazione
Cronaca 13 Marzo 2019

Si completa in questi giorni la messa a dimora di 17 alberi tra piazzale Ragazzi del '99 e viale Dante

Quei ceppi degli alberi tagliati da tempo facevano brutta mostra di sé. Nei mesi scorsi, infatti, erano stati abbattuti (per motivi di sicurezza) otto ippocastani posti lungo viale Dante e nove tigli posti all’interno del piazzale Ragazzi del ’99. Orbene, nelle settimane scorse sono intervenute squadre di Area Blu per estrarre ceppi e radici (fra cui quello posto all’incrocio fra viale Rivalta e via Mazzini, poco prima del semaforo di viale Dante) e fare posto così a nuovi esemplari delle medesime specie.

La settimana scorsa sono stati messi a dimora i nove tigli in piazzale Ragazzi del ”99. Le piante collocate hanno una circonferenza di circa 25-30 centimetri (misurati a un metro da terra) e un”altezza sufficiente ad evitare che i rami più bassi vengano danneggiati dal passaggio delle auto. In questi giorni, infine, si sta completando il secondo intervento per collocare anche gli otto ippocastani destinati ad essere piantati in viale Dante.

Con la messa a dimora delle nuove piante, si porta a compimento la riqualificazione sia di piazzale Ragazzi del ’99 sia di viale Dante, quest’ultimo, sottolinea il vicesindaco di Imola, Patrik Cavina, «vero e proprio biglietto da visita per la città, con il suo unire il centro storico con l’autodromo».

Nella foto l”intervento di messa a dimora dei tigli in piazzale Ragazzi del ”99

Si completa in questi giorni la messa a dimora di 17 alberi tra piazzale Ragazzi del '99 e viale Dante
Cronaca 27 Gennaio 2019

La cauta versione dei proprietari dell'ex macello dopo l'annuncio della sindaca in merito alla riqualificazione dell'edificio

«Oggi, insieme al Sig. Poletti proprietario dell’immobile ex Macello, alla squadra di Giunta ed al nostro ufficio tecnico comunale, abbiamo avviato l’operatività progettuale che porterà in tempi brevi ad una completa riqualificazione di un’area cittadina che rappresenta un patrimonio architettonico protetto dalla Soprintendenza». Così lo scorso 17 gennaio dalla propria pagina Facebook la sindaca Manuela Sangiorgi preannunciava novità riguardanti la struttura ormai fatiscente all’angolo tra via Selice e viale De Amicis, da decenni in attesa di ristrutturazione. E, a corredo, ha postato la foto in cui lei e Poletti esaminano un progetto dispiegato sul tavolo. Segue una serie di commenti entusiastici.

Non più tardi di un paio di mesi fa, un nostro lettore ci ha scritto chiedendo se esisteva un progetto di risanamento e riutilizzo dell’ex macello. Sul numero dell’8 novembre scorso, l’assessorato all’Urbanistica rispose spiegando che solo il proprietario può intervenire, tenendo conto delle condizioni poste dal Comune stesso e dalla Soprintendenza, ma senza fare menzione dell’esistenza o meno di un effettivo progetto. Come la lettera del nostro lettore testimonia, c’è attesa, interesse e curiosità a Imola per il destino di questa antica costruzione, non a caso vincolata dalla Soprintendenza come bene storico-artistico.

Come più volte scritto, sorge infatti là dove nella seconda metà del Settecento c’era il Teatro dei cavalieri associati, progettato da Cosimo Morelli. Inaugurato nel 1782, fu distrutto da un incendio nel 1797 e utilizzato in seguito come scuderia. Il Comune acquistò l’edificio nel 1864, lo ampliò e adattò all’uso di macello pubblico e pelatoio, considerata la vicinanza con il foro boario. La struttura riaprì nel 1867 e fino al 1978 rimase macello cittadino. Nel 2011 è stato tra i primi immobili del patrimonio pubblico a essere alienati all’asta da Sicim, la Società immobiliare del Comune. Ad aggiudicarselo è stata la famiglia Poletti, titolare dell’omonima cantina vinicola imolese. Ora che i lavori sembrano imminenti, come affermato dalla sindaca, abbiamo cercato di saperne di più dai diretti interessati, anche noi curiosi di sapere cosa ne sarà dell’ex macello.

Interpellata in merito, però, la proprietà fornisce una versione diversa. «Al momento non abbiamo informazioni concrete da dare – ci spiega Elena Poletti, senza precisare quando effettivamente inizieranno i lavori -. La Soprintendenza ha dato il via libera al progetto generale, ma ora siamo noi che stiamo attendendo risposte dall’ufficio tecnico comunale». Nessun dettaglio nemmeno sulle idee per la futura destinazione degli spazi, che in teoria potrebbero ospitare residenze, uffici, esercizi commerciali. E conclude: «Noi ci stiamo interessando da sempre all’immobile. Quello che ci ferma è la burocrazia». (lo.mi.)

La foto postata dalla sindaca il 17 gennaio scorso sulla propria pagina Facebook

La cauta versione dei proprietari dell'ex macello dopo l'annuncio della sindaca in merito alla riqualificazione dell'edificio
Cronaca 4 Giugno 2018

Pronta la riqualificazione di piazza Borgo General Vitali a Mordano

Sono passati un paio di mesi dalla fine dei lavori per il miglioramento della rete idrica e fognaria in piazza Borgo General Vitali e da allora, ai più attenti, non sarà certo passato inosservato come la riqualificazione dell’area sia ancora ferma. Questo semplicemente perché l’Amministrazione comunale, fino a poche settimane fa, non aveva ancora ricevuto il parere della Soprintendenza riguardo l’abbattimento dei platani malati posti nelle aiuole ai bordi della piazza stessa. «La Soprintendenza, dopo il parere favorevole sull’Archeologia e le Belle Arti, doveva pronunciarsi sul tema del Paesaggio, ovvero sugli ormai famosi alberi – spiega il sindaco, Stefano Golini –. In pratica è stato autorizzato l’abbattimento solo degli esemplari pericolanti, previa attestazione però di una perizia agronomica che ha fatto emergere come quattro platani, ovvero le due coppie ai lati del monumento, siano cavi all’interno. Per questo motivo saranno eliminati, mentre gli altri undici, seppur in buona parte malati, per ora rimarranno al loro posto».

Il progetto quindi dovrebbe partire a breve, anche se ci sono ancora dei dettagli da chiarire. «Dalla Soprintendenza ci è arrivata anche una richiesta di modifica al progetto originale – prosegue il primo cittadino –. I marciapiedi, infatti, non saranno in colorbit (resina chiara), bensì in asfalto. Per i cordoli, invece, ci è stato chiesto di utilizzare una pietra naturale come l’arenaria, ma è molto fragile e pensiamo sia meglio utilizzare il granito o l’alberese».

La palla, quindi, ora passa di nuovo nelle mani della Soprintendenza che dovrà decidere in merito alle controproposte del Comune di Mordano e queste modifiche dovrebbero far lievitare i costi di 30 mila euro circa. «Dipenderà dai materiali usati – conferma Golini -, ma quella è la cifra che abbiamo destinato dal fondo riserve. In tutto, quindi, il progetto verrà a costare circa 200 mila euro. Speriamo non subisca ulteriori rallentamenti. I lavori, che verranno eseguiti dalla ditta Zini Elio, dovrebbero partire nel mese di giugno per concludersi entro l’estate, con l’ultima asfaltatura prevista a settembre».

d.b.

L”articolo completo su «sabato sera» del 30 maggio.

Nella foto: piazza Borgo General Vitali

Pronta la riqualificazione di piazza Borgo General Vitali a Mordano
Cronaca 9 Aprile 2018

Il Comune di Medicina cerca professionisti per riqualificare l'area vicina al canale

I medicinesi hanno voglia di riconvertire l’area a ridosso del canale di Medicina e l’Amministrazione comunale vuole mettere assieme un pool di professionisti per imbastire una riqualificazione complessiva dei fabbricati di quella zona. Si può leggere così la decisione della Giunta di approvare l’elaborazione di uno studio di fattibilità cercando nel contempo dei professionisti (architetti, ingegneri, esperti in rilievi topografici con drone, ecc…) che possano dare una mano ai dipendenti comunali con la progettazione.

Complessivamente, il costo dello studio è stimato in 25 mila euro a carico dell’ente locale. «Stiamo per pubblicare la manifestazione di interesse per raccogliere le disponibilità di vari professionisti esperti ad esempio di mobilità, opere idrauliche, spazi pubblici e riqualificazione – dice il vicesindaco Matteo Montanari -. La proposta di valorizzare l’area del canale di Medicina è emersa con forza durante la stesura del Piano strategico locale e, anche per questo, vogliamo dargli seguito». Il primo passo concreto in questa direzione è stata la stesura ad opera degli uffici comunali della relazione illustrativa «Il canale di Medicina. Trasformazioni possibili». L’area presa in considerazione è in particolare quella tra il lavatoio di via San Paolo e via Licurgo Fava, dove il canale, dopo il tratto tombato che coincide con il centro storico di Medicina, torna a vista in corrispondenza del mulino Gordini. Uno degli obiettivi del progetto è il riequilibrio ecologico del canale di Medicina «attraverso l’eliminazione di sovrastrutture sul sedime del canale, degli scarichi fognari verso il canale e consolidare le strutture del tombamento» si legge nella relazione illustrativa. «Non abbiamo situazioni “drammatiche” – mette le mani avanti Montanari -. Tuttavia, in collaborazione con il Consorzio della Bonifica Renana che gestisce il canale, vogliamo analizzare la situazione ed evidenziare eventuali criticità che possono essersi create nel tratto non visibile a cielo aperto».

Oltre a questo, l’intento principale è però quello di rigenerare i «vecchi contenitori» oggi poco utilizzati e bisognosi di un restyling complessivo.  L”ex mulino Gordini, all’angolo tra via Fava e via Melega, ha origini antiche ed è della famiglia Gordini, gli ultimi proprietari, che ha cessato l’attività negli anni Ottanta. E nell’immobile ci vive ancora uno dei figli dell’ultimo mugnaio. «Si intende orientare la proposta progettuale verso funzioni pubblico-private di riutilizzo della struttura (pubblici esercizi, laboratori di artigianato, uffici)» si legge nella relazione. All’Amministrazione comunale, però, non spiacerebbe poter ricavare un’area verde. Passando al Borgo della Paglia, il caseggiato compreso tra il mulino Gordini e l’incrocio con via Mazzini, Montanari propone una riqualificazione complessiva. «Sono vecchie case popolari oggi riscattate dai proprietari – dice -. E’ una zona che deve essere resa più gradevole e la viabilità è da rivedere».

Poi ci sono i capannoni sottoutilizzati lungo via Licurgo Fava. Per quanto riguarda il Consorzio agrario, «vorrebbe mantenere un presidio sul territorio, quindi bisognerà ragionare con loro per una sistemazione» dice Montanari. Diverso il caso dei capannoni della Cooperativa lavoratori della terra per i quali «si ipotizza la ristrutturazione dell’immobile da parte della pubblica amministrazione a fronte di un accordo pubblico-privato per l’uso del bene per funzioni innovative di tipo sociale e culturale». L’ipotesi nell’aria da tempo è trasformarlo in un polo culturale e per i giovani. «La biblioteca nella sua collocazione attuale è sacrificata e potremmo unificare nei capannoni della Clt anche gli archivi, in particolare il deposito che ora è presso le ex scuole di Ganzanigo – va avanti Montanari -. In questo modo, si libererebbero degli spazi in via Pillio per ampliare il museo e la pinacoteca». I contatti tra la coop e l’ente locale vanno avanti da tempo e, una volta chiarite le idee e messa sul piatto la cifra necessaria, la direzione sembra tracciata. Il problema, non da poco, è sempre quello delle risorse. Non certo esigue per la tanta carne al fuoco. «Lavorare in questo modo, muovendoci passo dopo passo, ci consente di avere pronti nel cassetto dei progetti per poterli presentare quando ci saranno delle linee di finanziamento» risponde il vicesindaco.

gi.gi.

L”articolo completo su «sabato sera» del 5 aprile.

Nella foto: il mulino Gordini a Medicina

Il Comune di Medicina cerca professionisti per riqualificare l'area vicina al canale

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