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Cronaca 15 Maggio 2020

«Un salto in edicola» va a Castel del Rio dove Luca e Iliana vendono giornali sognando la Spagna

Castel del Rio è un comune di circa 1.200 abitanti, con i suoi riferimenti ben precisi. Per mangiare ci sono il ristorante Il Gallo e l’osteria Il Palazzaccio; per un buon caffè ci si può fermare al bar H, al B 57 o al bar Fantasy; per i quotidiani e le sigarette, invece, non si può sbagliare. L’indirizzo è piazza della Repubblica 10, dove è situata l’edicola e tabaccheria di Luca Ravaglia. Luca, 57enne nato e cresciuto a Castel del Rio, è sposato dal 2011 con Iliana Bogdan e con lei gestisce l’attività. È lo stesso Ravaglia a raccontarci come è iniziata la sua vita da giornalaio. «Prima di acquistare l’edicola nel 2006, facevo l’elettricista. Ho lavorato in una cooperativa imolese, poi ho cambiato un paio di volte, tra Imola e Borgo Tossignano. In quel periodo, purtroppo, è venuto a mancare mio padre e ho ereditato un po’ di soldi; nel frattempo sono venuto a conoscenza che l’edicola/tabaccheria di Castel del Rio era stata messa in vendita e ho deciso di cogliere l’opportunità al volo, assieme al mio socio di allora, Christian Bertozzi».

Fare questo mestiere comporta grossi sacrifici e pochi giorni di ferie.
«In realtà non abbiamo mai chiuso per ferie. Siamo l’unica edicola/tabaccheria di Castel del Rio, non possiamo permettercelo. Se proprio io e mia moglie vogliamo prenderci 10 giorni per rilassarci, dobbiamo farli in maniera separata, in modo che l’altro possa mandare avanti l’attività. In tutto l’anno ci sono 5 giorni in cui i giornali non escono: in quelle occasioni, riusciamo a dormire un po’ di più. Le racconto un aneddoto: persino il giorno del mio matrimonio sono stato in negozio fino alle 12, poi mi sono sposato e alle 15.30 ero di nuovo a vendere giornali e sigarette. Non abbiamo nemmeno potuto fare il viaggio di nozze»

Prima elettricista, poi giornalaio e tabaccaio. Dove vede la sua terza vita?
«Nel sud della Spagna. Io e mia moglie culliamo questo sogno da un po’, vogliamo trasferirci in un posto più caldo, magari con meno umidità rispetto a Castel del Rio. Entrambi abbiamo buone capacità manuali, potremmo trovarci un lavoretto là». (an.ca.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 14 maggio

«Un salto in edicola» va a Castel del Rio dove Luca e Iliana vendono giornali sognando la Spagna
Economia 1 Maggio 2020

«Un salto in edicola» con Elena e il suo negozio di Bubano che vende anche cartoleria e articoli da regalo

Per chi arriva a Bubano percorrendo via Lume da via Pagnina, la prima insegna che si incontra lungo il viale alberato, di fronte alla Cittadella che ben si può definire come il luogo simbolo del paese, è quella de «L’edicola di Elena». È sufficiente, però, dare un’occhiata alle due vetrine – ben visibili anche dalla centralissima piazza Dante Cassani – per rendersi conto che il negozio offre molto di più di quello che l’insegna anticipa. E se la curiosità vi spinge a varcare la soglia, dietro al bancone vi accoglie Elena Tassinari. Elena ha 27 anni ed è di Mordano.

Da quanto tempo gestisce l’edicola di Bubano?
«Ho preso in gestione l’edicola poco più di un anno fa. Con l’aiuto della mia famiglia».

Come si è avvicinata a questo lavoro?
«Mah… diciamo per caso. Volevo provare a fare qualche cosa di nuovo e diverso».

Posso immaginare che abbia contribuito anche il desiderio di stare in mezzo alla gente? In un lavoro di questo genere, incontrare nuove persone, chiacchierare e conoscersi è all’ordine del giorno.
«A stare a contatto con le persone sono già abituata. Oltre che in edicola, lavoro in una mensa da nove anni. E questo mi ha aiutato molto caratterialmente. Perché ero molto timida, anche se non sembra».

Come riesce a conciliare gli orari di lavoro all’edicola con quelli del servizio in mensa?
«Per fortuna – o per sfortuna- ho poche ore in mensa. Al massimo viene mia mamma, quando mi devo assentare per forza. E per darle “supporto tecnologico”, quando ci sono problemi che non riesce a risolvere da sola, viene il mio compagno». (lu.ba.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 30 aprile

«Un salto in edicola» con Elena e il suo negozio di Bubano che vende anche cartoleria e articoli da regalo
Economia 24 Aprile 2020

«Un salto in edicola», la scommessa di Marco da cliente a gestore nel chiosco della piazzetta di Tolara a Ozzano

Scommettere su un’edicola è ancora possibile. Marco Manzali, 32 anni, ci ha creduto cinque anni fa. Nella piazzetta di Tolara, oggi è una delle due edicole con chiosco rimaste attive tra Ozzano e la frazione sulla via Emilia. «Le vendite non vanno poi così male. Credevo peggio, all’inizio», ci racconta. La sua formula? «Quella di un’edicola classica, con un piccolo spazio per i libri». Non vende solo giornali, certo. Ma neanche si è dovuto inventare chissà quale escamotage. Giornali, giocattoli, biglietti autobus, il grosso della sua attività. «Però un’edicola la considero un luogo elastico, dove è possibile sperimentare. Se mi accorgo che i clienti sono più inclini a un certo prodotto, mi adatto», spiega il giovane titolare.

Marco Manzali ha rilevato l’intera attività nel 2015. L’«edicola Tolara» esisteva già dai primi anni ’80. Ha avuto sempre un unico proprietario, Daniele Sosio, ma negli ultimi vent’anni era stata ceduta due volte in gestione. Ora Manzali è l’unico proprietario e ci lavora assieme ai genitori, che gli danno il cambio durante la giornata. Probabilmente siamo di fronte al più giovane edicolante intervistato dal nostro giornale finora. Come ti è venuta l’idea? «Venivo in quest’edicola da ragazzo. Ero un cliente abituale e assiduo, con la passione per le collane. Ne avevo diverse, dalle banconote ai modellini. Un giorno, nel 2015, Giuliano Serra l’ex gestore mi disse che l’edicola era in vendita e se volevo subentrare. Ho detto, perché no. Avevo un lavoro traballante all’epoca. Ero alla reception di un hotel alla frazione Campana. C’era aria di crisi, stipendi non pagati, infatti di lì a poco chiuse. Il momento buono per cambiare vita». (ti.fu.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 23 aprile

Nella foto Marco Manzali nella sua edicola

«Un salto in edicola», la scommessa di Marco da cliente a gestore nel chiosco della piazzetta di Tolara a Ozzano
Cronaca 10 Aprile 2020

«Un salto in edicola» fa tappa sotto il Cassero, per conoscere il chiosco che porta il nome del simbolo di Castello

Da oltre sessant’anni all’ingresso del centro storico di Castel San Pietro si trova l’edicola nota come edicola Cassero. Un chiosco piccolo, ma ricco di giornali e riviste che ancora oggi esiste e resiste come una vera e propria edicola. L’attuale gestione, come già le precedenti, ha scelto di puntare sulla più ampia offerta di giornali, riviste e altri prodotti editoriali e non, forniti dal distributore, piuttosto che su servizi di ogni tipo. In poche parole l’edicola del Cassero è un’edicola tradizionale, così come del resto è tradizionale la sua forma a chiosco, pur incastonato sotto l’edificio simbolo di Castello. A gestirla, dal 2016, sono Simone Molinari e la moglie Luisa Marchesini, che hanno investito nella nuova attività i Tfr maturati come operai in un’azienda metalmeccanica. Prima di loro, per ben 37 anni fino al 2016, in quel chiosco c’erano stati Marino Bersanie  Giustina Franceschelli.

Oggi resistete aperti come una delle poche attività fondamentali anche durante l’emergenza sanitaria, ma più in generale che lavoro è quello dell’edicolante oggigiorno?
«Oggi è dura – ammette Molinari-: siamo considerati indispensabili e ci siamo nonostante la paura del contagio e la drastica riduzione nelle vendite. La gente, giustamente, si muove di meno e compra di meno; la vendita dei giornali si è dimezzata, insomma, il gioco non vale la candela ma resistiamo comunque come servizio utile alla popolazione. Prima di questa emergenza quello dell’edicolante, qui, era un bel lavoro, e speriamo che tutto torni alla normalità. Un lavoro fatto di clienti di ogni tipo e di tutte le età: famiglie, anziani, bambini che vanno a scuola; tantissimi passanti vista la vicinanza con l’autostazione, ma anche tanti clienti abituali che è sempre un piacere vedere, chi compra sempre il solito e chi, con un rapporto di fiducia reciproco, si fa tenere da parte le uscite e passa quando può».

Un servizio culturale, il vostro, più che improntato sul disbrigo delle commissioni…
«Nella nostra edicola, piccolissima ma ottimamente organizzata, si può trovare di tutto: i giornali locali e nazionali; riviste per tutti i gusti; libri da colorare o con gli adesivi per i bambini, ma anche figurine da collezionare e giochi vari; fumetti; libri rosa, che vanno ancora tanto, così come piacciono sempre molto le raccolte a puntate da costruire». (mi.mo.)

L”intervista completa e la storia dell”edicola sono su «sabato sera» del 9 aprile

Nella foto Luisa Marchesini davanti al suo chiosco sotto il voltone del Cassero con in mano una copia del nostro giornale

«Un salto in edicola» fa tappa sotto il Cassero, per conoscere il chiosco che porta il nome del simbolo di Castello

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