Posts by tag: sabato sera

Cronaca 23 Gennaio 2020

Morte sotto la valanga ad Aosta, a maggio inizia il processo per sei istruttori Cai, tra cui tre imolesi

Comincerà il prossimo 15 maggio il processo nel quale sei istruttori del Club alpino italiano (Cai) dovranno rispondere di disastro e omicidio colposo per la valanga che il 7 aprile del 2018, sul Colle di Chamolé, vicino a Pila, provocò due vittime, l’imolese Carlo Dall’Osso, a sua volta istruttore Cai, e il faentino Roberto Bucci. Così ha deciso ieri il gup Marco Tornatore su richiesta del pubblico ministero di Aosta, Eugenia Menichetti. A processo andranno tre imolesi, ossia il coordinatore del corso Vittorio Lega, 48 anni, il suo vice Leopoldo Grilli, 44 anni, e Matteo Manuelli, 43 anni,  poi Alberto Assirelli, 50 anni di Ravenna, Paola Marabini, 57 anni, di Faenza, e Giacomo Lippera 46 anni marchigiano. 

L’escursione faceva parte del corso avanzato di scialpinismo della scuola Cai Pietramora formata dalle sezioni di Cesena, Faenza, Forlì, Imola, Ravenna e Rimini. Il gruppo era diretto al rifugio Arbolle, ma non vi sono mai arrivati per l’imponente valanga con un fronte di oltre 200 metri che si era staccata dal pendio. Bucci fu travolto, mentre Dall’Osso perse la vita precipitando nel lago Chamolè, la cui superficie ghiacciata aveva ceduto sotto il peso della neve. Anche due degli indagati, Manuelli e Lippera, erano rimasti feriti, ma si erano salvati.

Per la Procura i sei istruttori hanno agito con “negligenza, imprudenza ed imperizia” a causa della “presenza di pendii esposti al rischio valanghe”. Di diverso parere l”avvocato Fabio Azzaroli, legale di Vittorio Lega. “Abbiamo necessità di andare in dibattimento per introdurre delle prove e far parlare i nostri consulenti per chiarire la vicenda – afferma -. Per noi non sono stati commessi errori da parte degli istruttori del Cai, bensì si è trattata di una fatalità”. (gi.gi.)

Nella foto un’escursione del Cai Pietramora (foto d’archivio)

Morte sotto la valanga ad Aosta, a maggio inizia il processo per sei istruttori Cai, tra cui tre imolesi
Cronaca 23 Gennaio 2020

Bufera sulla citofonata di Salvini, il ragazzo coinvolto era nell'Imolese. L'avvocato: “Non spaccia, studia e gioca a calcio”

«Lei è uno spacciatore?». Sono queste le parole che, due sere fa, hanno fatto finire nella bufera il leader del Carroccio Matteo Salvini, pronunciate suonando ad un citofono di un edificio nel quartiere Pilastro di Bologna e pubblicate in diretta sulla sua pagina Facebook. Bufera che è arrivata anche a Imola. Il motivo? Il ragazzo a cui Salvini si riferiva si chiama Yassin, Iaia per gli amici, ha 17 anni, è uno studente figlio di padre tunisino e madre italiana, con la passione del calcio nelle giovanili dell’Imolese.

Avvocato del ragazzo sarà l”agguerrita avvocato bolognese Cathy La Torre (nel luglio scorso ha difeso un giovane gay aggredito ad Ozzano). Sulla sua pagina Facebook, ha pubblicato un video-testimonianza al suo assistito ripreso di spalle, in quanto minorenne, non dimentichiamolo, ed ha poi affidato il suo pensiero ad un lungo post. «Posso dire il nome perché qualcun altro, in diretta sulla sua pagina, seguita da milioni di persone e ripreso da tutti gli organi di informazione, lo ha detto a microfoni unificati – sottolinea -. Nome, cognome, persino il cognome della madre e il piano dove vive. Lo ha detto citofonando a casa sua e chiedendo “Lei è uno spacciatore?”. Così. Perché una signora glielo ha detto. E lui, a favor di telecamera, non ha perso l’occasione per gettare un altro po’ di odio contro gli stranieri. Perché questo è il punto: far passare lo straniero, in questo caso un “tunisino”, per uno spacciatore».

Ma Yassin «è italiano, figlio di un matrimonio misto – continua l”avvocato -. Nella vita gioca a calcio e lo fa pure discretamente bene (convocato tre volte dalla nazionale giovanile a Coverciano, ha giocato nel Sassuolo, nel Modena) e no non spaccia. Non ha precedenti penali, di nessun tipo. Vuole solo vivere la sua vita, giocare a calcio, studiare per ottenere la stessa patente del padre (che è un autista della Bartolini) e fare lo stesso lavoro. Perché tra 5 mesi diventa papà anche lui. Ma ora, per tanti, è solo “Yassin lo spacciatore”. Perché serviva dare in pasto ai suoi fan l’immigrato delinquente». Proprio il fatto che sta per diventare padre avrebbe spinto  mesi fa Yassin ad abbandonare gli allenamenti della Beretti dell‘Imolese. 

La Torre, sempre con un post su Facebook, ha commentato l’intervista alla radio della donna che, l’altra sera, ha invitato Salvini a citofonare proprio in quell’appartamento, accusando Yassin di spacciare: «Alla domanda, signora, ma lei che prove ha? Sapete cosa ha risposto? Che si veste troppo bene e quindi di sicuro spaccia. Perciò se hai delle adidas e uno zaino alla moda sei uno spacciatore» conclude l”avvocata. (da.be.)

Nella foto: a sinistra il leader della Lega Salvini davanti al citofono, a destra l’avvocato Cathy La Torre intervista il ragazzo 17enne apparso di spalle in quanto minorenne 

Bufera sulla citofonata di Salvini, il ragazzo coinvolto era nell'Imolese. L'avvocato: “Non spaccia, studia e gioca a calcio”
Cronaca 23 Gennaio 2020

Sabato Sera, questa settimana in Prima Pagina

Oggi esce in edicola il nuovo numero di “sabato sera”: ecco un breve riassunto di ciò che troverete in prima pagina.   

POLITICA. Emilia Romagna, votiamo il nostro futuro

SALUTE. Intervista a Daniele Mandrioli dell”Istituto Ramazzini

SANITA”. Nipt test gratuito per le donne in gravidanza

ASILO NIDO. A Medicina aperto e gratis al sabato mattina

EDITORIA. Premiazione del concorso letterario «Turno di Notte»

LAVORO. Aprono i laboratori per l”occupabilità all‘interno delle scuole. Il ministro Gualtieri «intervista» la Robocap

STORIA. Incontri ed attività per il «Giorno della Memoria»

SPORT. Lo sponsor Aruba colorerà la torre dell”autodromo. Andrea Vallisi torna al volante del Club Carrera

Nella foto: le prime pagine di «sabato sera»

Sabato Sera, questa settimana in Prima Pagina
Cronaca 20 Gennaio 2020

Ubriaco al volante esce di strada e finisce contro un muretto sugli Stradelli Guelfi

Prima ha sbandato, poi è finito fuori strada terminando la sua corsa contro un muretto di accesso ad un”abitazione. Il tutto mentre era alla guida ubriaco. E” successo verso le 23.30 di sabato 18 gennaio in via Stradelli Guelfi, nella parte interna alla frazione di Poggio Grande. Stando a quanto ricostruito dalla polizia locale di Castel San Pietro, un castellano di 41 anni era alla guida di una Fiat Punto quando, come detto, ha perso il controllo dell”auto finendo contro un muretto a lato della carreggiata.

Arrivati sul posto, gli agenti hanno effettuato l”alcoltest e il 41enne è risultato avere un tasso pari a 2,8 grammi per litro di sangue, oltre cinque volte il limite consentito (0,5). L”uomo è stato quindi denunciato per guida in stato di ebbrezza e gli è stata ritirata la patente (spetterà al giudice decidere la durata della sospensione), dalla quale gli verranno comunque tolti 10 punti. L”auto, ammaccata dall”urto, non è stata invece sequestrata ai fini della confisca in quanto risultata di proprietà di un”altra persona.

Nell”incidente non sono rimasti coinvolti altri veicoli. Il 41enne si è recato al pronto soccorso autonomamente ed ha riportato lesioni giudicate guaribili in 15 giorni. (gi.gi.)

Nella foto: il luogo in cui è avvenuto l”incidente (foto fornita dalla polizia locale di Castel San Pietro)

Ubriaco al volante esce di strada e finisce contro un muretto sugli Stradelli Guelfi
Cronaca 20 Gennaio 2020

Perde il controllo dell’auto sull‘asse attrezzato e urta lo spartitraffico, ferito 52enne imolese

Incidente stradale ieri, pochi minuti dopo mezzogiorno, a Imola nei pressi di un sottopasso lungo l’asse attrezzato di via della Cooperazione.

Secondo la ricostruzione dei vigili del fuoco, giunti sul posto con una squadra, una Fiat Panda, per cause ancora da accertare, mentre procedeva in direzione Pedagna ha sbandato girandosi su se stessa e urtando lo spartitraffico. I pompieri hanno dovuto estrarre dalle lamiere il conducente, un 52enne residente a Imola, che è stato affidato alle cure del 118. Sul luogo dell’incidente anche la polizia che ha regolato il traffico durante le operazioni di soccorso. (da.be.)

Foto (Isolapress): l’incidente sull”asse attrezzato

Perde il controllo dell’auto sull‘asse attrezzato e urta lo spartitraffico, ferito 52enne imolese
Cronaca 17 Gennaio 2020

Esce di strada con l’auto sulla Montanara e si ribalta, 58enne ricoverato al Maggiore

Incidente, ieri sera, intorno alle 22.30 sulla Montanara, a Borgo Tossignano.

Secondo la ricostruzione dei vigili del fuoco una vettura, mentre procedeva da Fontanelice verso Borgo Tossignano, per cause ancora da accertare, è uscita di strada finendo nel fosso a lato della carreggiata, per poi ribaltarsi.

Alla guida un uomo di mezza età che è stato estratto dalle squadra di pompieri provenienti di Imola e Fontanelice. Sul posto, oltre ai carabinieri di Castel del Rio, anche i sanitari del 118 che hanno prestato i primi soccorsi e poi trasportato l’uomo, in codice 2, all’ospedale Maggiore di Bologna. (da.be.)

AUTO

ETA”

RESIDENTE

PROGNOSI

Nella foto (concessa dai vigili del fuoco): il luogo dell’incidente

Esce di strada con l’auto sulla Montanara e si ribalta, 58enne ricoverato al Maggiore
Cronaca 17 Gennaio 2020

Dalle Marche fino ad Imola per perseguitare la ex, 26enne arrestato per stalking

Un 26enne, già noto alle forze dell”ordine, è stato arrestato dai carabinieri per atti persecutori e violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa. L’espisodio è avvenuto ieri pomeriggio a Imola.

L’uomo, residente a Fermo, è andato a trovare la sua ex compagna che stava lavorando come commessa all’interno di un negozio in città, nonostante gli fosse stato vietato da una misura cautelare che aveva ricevuto di recente dall’Autorità Giudiziaria di Ancona, come conseguenza di atti persecutori commessi con la ragazza, dopo che lei lo aveva lasciato lo scorso luglio, al termine di una breve relazione sentimentale. All’epoca dei fatti, il 26enne, non accettando la scelta della ragazza, aveva iniziato a tormentarla di telefonate e messaggi, poi, visto che lei continuava a ignorarlo, aveva tentato di entrarle in casa sfondando la tapparella di una finestra, venendo arrestato il 28 luglio 2019 dalla polizia mentre si trovava ancora nel balcone dell’appartamento.

Così, ieri pomeriggio, la giovane, temendo per la sua incolumità, ha chiesto aiuto ai carabinieri che hanno arrestato l’uomo prima di portarlo in carcere. (da.be.)

Foto concessa dai carabinieri

Dalle Marche fino ad Imola per perseguitare la ex, 26enne arrestato per stalking
Cronaca 17 Gennaio 2020

Incidenti in A14, rallentamenti e code anche sulla via Emilia

Rallentamenti e code questa mattina, intorno alle 8.40, lungo l’Autostrada A14 in direzione sud, causa incidenti all’altezza di Imola e Castel San Pietro che hanno provocato disagi e traffico intenso anche sulla via Emilia, soprattutto nel tratto che separa le due città.

Come comunicato dai vigili del fuoco, in prossimità del casello della città termale si è verificato un tamponamento tra due mezzi pesanti e uno dei due autisti è rimasto incastrato nell”abitacolo. Sul posto i pompieri, con due squadre ed un’autogru, che hanno messo in sicurezza il luogo dell’incidente e, coadiuvati dal personale del distaccamento di Medicina, hanno poi aiutato il conducente del mezzo ad uscire dalla cabina del camion. L”uomo, in buone condizioni fisiche, è stato affidato al 118 presente insieme a Polstrada e personale tecnico dell”Aspi terzo tronco. (da.be.)

Incidenti in A14, rallentamenti e code anche sulla via Emilia
Cronaca 16 Gennaio 2020

Attacco hacker alla Cefla, informatici al lavoro per il ripristino ma dipendenti ancora a casa da lunedì

Gli hacker hanno preso di mira la Cefla. Da ormai cinque giorni l’attività della cooperativa è stata quantomeno drasticamente rallentata da un ransomware «un virus informatico che ha reso inaccessibili i dati dei sistemi aziendali – spiegano in una nota diramata oggi dall’azienda, ma rassicurano -. Sono ancora in corso le procedure di sicurezza, attivate tempestivamente nel rispetto dei protocolli da tempo operativi, grazie ai quali Cefla può assicurare la capacità di ripristino dei backup al 100%. A scopo precauzionale sono stati spenti tutti i server e sono state avviate approfondite verifiche sistematiche di ogni apparecchiatura, al fine di verificare eventuali effetti del virus e di eliminare in modo radicale la minaccia».

Gran parte dei dipendenti della cooperativa è a casa dal lavoro da lunedì e, a turno, stanno tornando al lavoro per fare dei test sui singoli computer. Ad oggi, però, non si sa ancora con esattezza quando la situazione tornerà alla normalità. «Stiamo analizzando e monitorando attentamente e costantemente la situazione – afferma il presidente di Cefla, Gianmaria Balducci -. Una volta terminati gli accertamenti e messi in sicurezza i singoli pc e i server, procederemo a riattivare i sistemi. Al momento non ci sono le condizioni per indicare quando sarà completato il riavvio di tutti i servizi».

La Cefla non è l’unica azienda finita nel mirino degli hacker. La scorsa estate, ad esempio, diversi stabilimenti della multinazionale Bonfiglioli Riduttori erano stati intaccati da un virus che aveva cifrato, rendendo quindi non utilizzabili, molti dati aziendali. In parallelo, era arrivata una richiesta di riscatto (340 Bitcoin pari a circa 2,4 milioni di euro), che l’azienda aveva deciso di non pagare, lavorando con un pool di informatici per ripristinare il tutto. (gi.gi.)

Nella foto: l’esterno della Cefla sulla Selice

Attacco hacker alla Cefla, informatici al lavoro per il ripristino ma dipendenti ancora a casa da lunedì
Cronaca 16 Gennaio 2020

Si aggira per il parco con giubbetto mimetico e fucile, minorenne semina il panico a Imola

Caccia all’uomo ieri pomeriggio, a Imola. Intorno alle 14.30, infatti, sei pattuglie tra carabinieri, polizia e municipale sono state impegnate nella ricerca di un ragazzo vestito con un giubbotto mimetico e armato di un fucile d’assalto che era stato visto aggirarsi con fare sospetto all’interno di un parco pubblico della città, frequentato per lo più da famiglie e bambini.

Fortunatamente, poco dopo, i carabinieri di Imola, coadiuvati dai colleghi di Casalfiumanese, hanno individuato l’autore del gesto, un minorenne, all’interno di un appartamento situato nelle vicinanze del parco da dove era scattato l’allarme. Lo studente, comunque incensurato, ha ammesso le proprie responsabilità e si è scusato con i Carabinieri per aver procurato il panico affermando che il suo era solo un passatempo.

L’indumento mimetico, simile a un giubbotto antiproiettile, e il fucile d’assalto sono stati sequestrati. Quest’ultimo, utilizzato per l”attività del softair e perciò finto, spara colpi in plastica ma è la riproduzione fedele di un modello in uso alle Forze Armate. (da.be.)

Nella foto: l’indumento mimetico ed il fucile sequestrati

Si aggira per il parco con giubbetto mimetico e fucile, minorenne semina il panico a Imola

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