Posts by tag: salute mentale

Cronaca 23 Ottobre 2019

Nell'ambito del progetto “Oltre la siepe' alla sala Bcc un seminario per riflettere sull'idea di povertà

Anche quest’anno si svolge la rassegna di eventi animata dai numerosi soggetti che compongono il tavolo del progetto “Oltre La Siepe”, che vede l’associazione “E pas e temp – Insieme per la salute mentale”, capofila del progetto. Attraverso un nutrito calendario di eventi che comprende seminari e convegni, laboratori teatrali e musicali, eventi artistici, sportivi e altre iniziative di carattere sociale e culturale, le azioni di Oltre la Siepe promuovono l’idea di un’attenzione partecipata dei cittadini al tema della qualità della vita e del benessere mentale. La rassegna, che quest’anno ha come tema “#restiamo umani. Riprendiamoci il diritto di essere fragili” si avvia alla seconda parte, fino alla fine dell’anno, con 10 giornate di eventi, oltre a diversi laboratori teatrali e musicali, iniziative sportive con frequenza settimanale.

Tra le iniziative non teatrali in programma domani, giovedì 24 ottobre, dalle ore 8.45, presso la sala Bcc Città e Cultura, in via Emilia, 210/a, il seminario pubblico “Poveri di cosa?”, una riflessione sull’idea di povertà che abbiamo generato: veicolo di sentimenti di paura e vergogna. Nella nostra società, in cui spesso la costruzione dell’identità personale si fonda sulla capacità di consumare, chi ne è ostacolato rischia di rimanere ai margini e, vivendosi come scarto e rifiuto, può sperimentare una condizione di disagio psico – sociale. Intervengono Giuseppe Scandurra, professore di antropologia culturale e della comunicazione dell’Università di Ferrara; Michele Ribolsi e Alberto Siracusano, autori di “La povertà vitale. Disuguaglianze e salute mentale”; Giampiero Griffo, cooordinatore nazionale Osservatorio disabili. In una tavola rotonda, moderata da Valerio Zanotti, interviene chi, attraverso pratiche e saperi, ha trasformato «lo scarto» e «il fallimento» in opportunità e valori: le attiviste e gli attivisti dello Sportello antisfratto, Wladimir Fezza di Scacco Matto di Ferrara, Roberto Guglielmi insegnante del liceo Laura Bassi di Bologna, gli esperti per esperienza di Montecatone Rehabilitation Institute Spa, i piccoli produttori del progetto CambiaVento. (r.cr.)

Nell'ambito del progetto “Oltre la siepe' alla sala Bcc un seminario per riflettere sull'idea di povertà
Cultura e Spettacoli 30 Novembre 2018

Inaugura il 1° dicembre in biblioteca «Follia di guerra», una mostra sui militari in manicomio nel primo conflitto

Sarà inaugurata sabato 1 dicembre alle ore 17, presso la Biblioteca comunale (via Emilia 80) la mostra documentaria “Follia di guerra. Militari in manicomio nel primo conflitto mondiale”, alla presenza dell’assessora al welfare del Comune, Ina Dhimgjini, e della direttrice del Dipartimento di salute mentale dell’Ausl, Alba Natali. All’iniziativa inaugurale interviene Elisa Montanari, studiosa di storia della psicologia e consulente scientifica della mostra insieme a Valeria Paola Babini, già docente di Storia della psicologia all’Università di Bologna.

La mostra, promossa dalla Biblioteca comunale e dall’Archivio storico comunale, è organizzata in occasione del centenario della fine della Grande guerra (1918-2018) e del quarantennale della legge Basaglia (1978-2018) che ha riorganizzato l’assistenza psichiatrica con la chiusura dei manicomi. L’esposizione è realizzata anche grazie ai contributi del Ministero dei beni e delle attività culturali, dell’Istituto per i beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna e della Fondazione della Cassa di Risparmio di Imola.

La mostra, dopo un’introduzione sui manicomi imolesi nell’Ottocento, affronta il dibattito della psichiatria italiana a contatto per la prima volta con i disturbi psichici accusati dai soldati di fronte a una guerra con nuovi e sconvolgenti armamenti e nuove strategie belliche, descrive poi gli ospedali militari di riserva istituiti a Imola, come in molte città italiana nella zona delle retrovie e anche più lontano dal fronte. Le vicende dei soldati nei manicomi imolesi sono illustrate nel percorso espositivo al momento dell’ingresso nella struttura, durante la degenza e la dimissione per il ritorno al fronte, o per la riforma con il rientro in famiglia, o per il ricovero in altri ospedali psichiatrici.

Una parte è dedicata alle donne che, durante la Grande guerra, devono affrontare una quotidianità che stravolge la loro vita, devono prendere il posto degli uomini al lavoro, curando da sole famiglie numerose sotto l’incubo continuo della perdita dei loro familiari. A Imola, tra il 1915 e il 1918, sono oltre 600 i militari italiani ricoverati; l’esperienza di guerra e la degenza in manicomio sono narrate nel percorso espositivo attraverso le storie racchiuse nei documenti sanitari, nelle cartelle cliniche e nella corrispondenza che sono conservati negli archivi dei manicomi imolesi.

Il servizio completo è su «sabato sera» del 29 novembre

Nella foto una cartolina d”epoca raffigurante l”entrata del manicomio provinciale (l”ospedale Lolli)

Inaugura il 1° dicembre in biblioteca «Follia di guerra», una mostra sui militari in manicomio nel primo conflitto

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