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Cronaca 16 Febbraio 2019

Domenica l'Avis di Castel San Pietro Terme celebra la festa sociale e premia 117 donatori benemeriti

L’Avis di Castel San Pietro Terme si prepara a presentare le proprie attività e a premiare i donatori di sangue benemeriti nel corso della festa sociale in programma domenica 17 febbraio, il consueto appuntamento annuale aperto a tutta la cittadinanza. «La festa sociale dell’Avis è un’importante occasione di incontro, per ringraziare della disponibilità i tanti donatori di sangue e i cittadini che condividono il valore del dono, della solidarietà e dell’altruismo» afferma il sindaco Fausto Tinti che sarà presente insieme ad altri rappresentanti dell’Amministrazione comunale.

La giornata avrà inizio con la Santa Messa alle ore 8.30 nella chiesa parrocchiale Santa Maria Maggiore, per poi proseguire nei locali della sala Sassi, in via Fratelli Cervi, dove è in programma l’assemblea generale alle ore 10.15, durante la quale verranno illustrati il bilancio delle attività svolte nel 2018, e i progetti da sviluppare nel 2019. L’assemblea generale sarà anche l’occasione per premiare i donatori che si sono contraddistinti per numero di donazioni o per anni di iscrizione all’associazione. Quest’anno il totale delle medaglie distribuite sarà pari a 117. Tra queste spiccano in particolare tre benemerenze in oro con diamante (che vengono conferite alla cessazione della attività di donazione per raggiunti limiti di età o per motivi di salute e l’effettuazione di almeno 120 donazioni), tre benemerenze in oro con smeraldo (dopo 40 anni di iscrizione e la effettuazione di almeno 80 donazioni oppure al compimento di 100 donazioni) e otto benemerenze in oro con rubino (dopo 30 anni di iscrizione all’Avis e la effettuazione di almeno 60 donazioni oppure al compimento di 75 donazioni).

L’associazione con questa festa vuole rendere omaggio ai donatori che con fini altruistici si impegnano ad aiutare gli altri ed ai volontari che organizzano con grande passione gli eventi. La festa dell’Avis si concluderà con il pranzo sociale alle ore 13 al ristorante Terantiga di Varignana (via de Jani, 11). Per informazioni ed iscrizioni contattare la sede Avis in via Matteotti 79, tel. 051 944756, e-mail castelsanpietroterme.comunale@avis.it

Domenica l'Avis di Castel San Pietro Terme celebra la festa sociale e premia 117 donatori benemeriti
Economia 11 Febbraio 2019

Eurovo presenta il progetto “Abbiamo la ricerca nel Dna' e dona 300.000 euro a tre istituti della regione

Eurovo continua a investire sul territorio. Dopo la scelta di sponsorizzare l’Andrea Costa Basket, lo scorso 30 gennaio il gruppo padovano delle uova, con sede e allevamenti anche a Imola e Mordano, ha presentato il nuovo progetto “Abbiamo la ricerca nel Dna”, per sostenere con 300 mila euro la ricerca scientifica condotta da tre realtà di spicco della nostra regione: l’Istituto ortopedico Rizzoli, l’Ail di Ferrara e l’Istituto oncologico romagnolo.

Per annunciare il progetto Eurovo ha scelto proprio Imola, «non solo perché questo è il territorio che ha permesso a Eurovo di svilupparsi – ha sottolineato Silvia Lionello, direttrice Servizi del gruppo – ma anche perché al centro del triangolo Bologna, Ferrara e Forlì, in cui operano le tre eccellenze che il gruppo ha deciso di supportare». E’ proprio Silvia, nipote dei fondatori, Rainieri e Anita, ad aver fortemente voluto questa iniziativa. «Per Eurovo – ha motivato – essere un’impresa che guarda al futuro significa sostenere quei progetti che concretamente aspirano al miglioramento della salute. Crediamo che le aziende debbano dimostrare con fatti concreti, anche con un orizzonte più ampio del ristretto ambito aziendale specifico, l’attenzione alle persone».

Ricerca scientifica e ricerca aziendale. Dal 2012 gli investimenti fatti da Eurovo in innovazione sono aumentati a ritmo esponenziale. «Nell’arco temporale 2012-2018 – conferma il direttore generale di Eurovo, Ireno Lionello – gli investimenti sono cresciuti di circa due terzi. Nel 2019 la crescita continua rispetto all’anno precedente di un più 8 per cento e, nel 2020, è previsto un ulteriore 10 per cento. Possiamo dire che la ricerca è nel Dna della nostra azienda, perché fa parte da sempre del nostro modo di fare impresa, per questo abbiamo deciso di dare questo titolo all’iniziativa. Siamo nati sessant’anni fa da un’idea imprenditoriale di mio padre e sin da allora abbiamo investito in ricerca. La ricerca è ciò che ha favorito lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi e così in tre generazioni, sia la passione, ma anche l’innovazione e l’automazione dei processi, hanno reso una piccola impresa basata sulla sgusciatura manuale di uova il grande gruppo che siamo adesso». Eurovo, infatti, è presente non solo in Italia ma anche in Europa con 17 stabilimenti produttivi, 1.500 dipendenti e un fatturato che nel 2018 ha raggiunto i 650 milioni di euro. (lo.mi.)

Il servizio completo è su «sabato sera» del 7 febbraio    

Nella foto la presentazione del progetto di Eurovo al Sersanti il 30 gennaio

Eurovo presenta il progetto “Abbiamo la ricerca nel Dna' e dona 300.000 euro a tre istituti della regione
Cronaca 5 Febbraio 2019

Dai centri diurni agli assegni di cura, i servizi per sostenere le famiglie nell'assistenza di anziani e disabili

Accanto all’assistenza domiciliare ci sono altri strumenti pensati per aiutare le famiglie nell’assistenza di un congiunto anziano, disabile o con problemi di salute: i centri diurni, che offrono attività sociali e assistenziali durante il giorno, con ritorno la sera a casa; gli assegni di cura, cioè contributi economici erogati proprio al fine di aiutare a mantenere anziani e disabili al proprio domicilio; i ricoveri di sollievo, brevi periodi (da 10-15 fino a 30 giorni) pensati per consentire alle famiglie un periodo di pausa nell’attività di assistenza del proprio congiunto. Infine, quando la domiciliarità non è più possibile, ci sono le strutture residenziali, case di riposo per gli anziani e residenze per disabili gravi e gravissimi.

Per attivare questi servizi occorre una valutazione da parte dell’equipe specializzata, ma, per prima cosa, che la persona o la famiglia lo richieda. Sembra banale, ma non sempre chi ha bisogno lo fa o sa esattamente a chi rivolgersi. «La prima “porta di accesso” è il proprio medico di base – spiega Cristina Bortolotti, responsabile infermieristico di Imola e Vallata -, è il medico che conosce le problematiche del paziente o della famiglia ed è anche il primo professionista abilitato ad attivare l’assistenza domiciliare». Poi ci sono gli Sportelli sociali, presenti in tutti i comuni. «A seconda del bisogno si potrà trovare già una prima risposta oppure essere indirizzati verso il servizio più adatto».

«Tre Sportelli sono aperti cinque giorni a settimana e sono a Imola presso il “Silvio Alvisi” (dove c’è la sede Asp), a Castel San Pietro nella Casa della Salute e a Medicina in via Saffi, sempre a Medicina un operatore sociale è presente anche ogni giovedì presso la Casa della salute – informa il direttore dell’Asp, Stefania Dazzani -. Presso la Casa della salute di Borgo Tossignano, invece, lo Sportello è aperto due volte a settimana, il martedì e il giovedì mattina. Negli altri comuni l’operatore è presente una volta a settimana: a Castel Guelfo e Mordano il lunedì mattina, a Dozza il martedì. Ci si può comunque recare in qualsiasi Sportello per fissare un appuntamento».

Discorso a parte meritano le dimissioni protette, ovvero il caso in cui, durante un ricovero ospedaliero, si manifesti la necessità da parte del paziente di essere assistito al ritorno a casa. La segnalazione viene inviata dal reparto al Punto unico di accesso (Pua) del nosocomio di via Montericco e sono gli infermieri e gli assistenti sociali che si attivano mentre la persona è ancora in ospedale, effettuando colloqui con il paziente e i familiari e organizzando i servizi necessari. (mi.ta.)

Nella foto la Casa della Salute di Borgo Tossignano

Dai centri diurni agli assegni di cura, i servizi per sostenere le famiglie nell'assistenza di anziani e disabili
Cronaca 27 Gennaio 2019

Riaperta dopo pochi giorni la fonte Fegatella, per la passerella sul Sillaro serve invece un intervento da 31.000 euro

E” stata riaperta giovedì 24 gennaio dopo alcuni giorni di chiusura, la fonte Fegatella di Castel San Pietro Terme. L”acqua così apprezzata anche oltre i confini comunali è infatti risultata perfettamente potabile. La fonte era stata chiusa il 18 gennaio su «segnalazione dell’azienda Ausl di Imola attestante problematiche dell’acqua che potrebbero pregiudicare la potabilità della stessa», secondo il contenuto dell’ordinanza emanata dal sindaco Fausto Tinti. Il problema riscontrato non era tanto nell’acqua, quanto nel «malfunzionamento della lampada ad ultravioletti per il controllo e l’abbattimento delle colonie batteriche», come spiegato dai tecnici dell’Ausl interpellati in merito. Problema peraltro presto risolto, che ha comunque determinato la chiusura della fonte per precauzione.

Martedì poi l’Azienda sanitaria ha effettuato i prelievi, poi spediti ad Arpae per le analisi sulla potabilità dell’acqua e nel giro di qualche giorno, in linea con le anticipazioni fornite dall”Ausl, la fonte ha regolarmente riaperto. Secondo Giovanni Bellosi del Comitato Fegatella, il vero problema sarebbe nella «scarsa pulizia della cisterna principale, come dimostra la presenza di alghe. Quando ad occuparsi della pulizia erano i manutentori comunali – racconta – la fonte si presentava meglio. Oggi invece ci risulta che gli interventi di pulizia siano in capo ad una ditta specializzata da chiamare ogni volta che serve e, quindi, di fatto i costi per la manutenzione della Fegatella sono aumentati. Ma si tratta di una realtà importante per Castello e non solo, che va mantenuta e curata». Già 18 mesi fa il Comitato aveva presentato una raccolta firme per la manutenzione della fonte, «ancora inascoltata da parte dell’Amministrazione», conclude Bellosi.

Sempre nell’area del parco Lungosillaro, non lontano dalla fonte Fegatella, anche la passerella per l’attraversamento del torrente è chiusa dallo scorso ottobre. Appena qualche mese prima, era giugno, i volontari del gruppo alpini che avevano partecipato all’esercitazione antisismica si erano occupati della manutenzione del ponticello pedonale e l’avevano ritinteggiato. A interrogare l’Amministrazione comunale sui problemi dell’infrastruttura pedonale è stato il gruppo consiliare dei 5Stelle castellani lo scorso dicembre.

«Ci era stata segnalata una criticità riguardante alcune tavole traballanti lo scorso ottobre – è la risposta dell’assessore ai Lavori pubblici, Giuliano Giordani – . A seguito di controlli abbiamo appurato che i sostegni sotto le travi calpestabili si sono eccessivamente usurati a causa del tempo e delle condizioni atmosferiche, dunque non vi erano più le condizioni di sicurezza ed abbiamo chiuso il ponticello. Abbiamo chiesto alcuni preventivi, la spesa necessaria per la risistemazione completa è di 31 mila euro, oltre all’Iva. Importo che destineremo all’opera all’interno del prossimo bilancio, a febbraio. L’area del parco Lungosillaro è molto frequentata, la nostra intenzione è quella di intervenire quanto prima».

Riaperta dopo pochi giorni la fonte Fegatella, per la passerella sul Sillaro serve invece un intervento da 31.000 euro
Cronaca 9 Gennaio 2019

Il picco dell'influenza arriverà tra fine gennaio e inizio febbraio, ma i vaccinati sono in aumento

Tra Natale 2017 e l’Epifania dello scorso anno tantissimi italiani erano finiti ko a causa dell’influenza. Quest’anno invece i casi crescono più gradualmente e il picco della malattia, che ha risparmiato le feste, è atteso tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio. Tale picco avrà però, stando alle previsioni degli esperti, un’incidenza minore rispetto alla scorsa stagione.

Il perché di questo ottimismo si basa sul successo della campagna antinfluenzale di quest’anno, rafforzata dalla corrispondenza tra i virus in circolazione e i vaccini somministrati. I numeri, non ancora consolidati, ma comunque significativi, li fornisce il dottor Roberto Rangoni, responsabile prevenzione malattie infettive del Dipartimento di Sanità pubblica dell’Ausl di Imola: «Le dosi acquistate dall’Ausl di Imola quest’anno, che in buona approssimazione sono quelle somministrate, sono state 27.200 (13.500 di vaccino split tetravalente e 13.700 di vaccino adiuvato trivalente, raccomandato per gli ultrasettancinquenni) – spiega -. Lo scorso anno le dosi somministrate furono 23.587, un numero sensibilmente inferiore pur determinando un tasso tra i migliori in regione. Un ulteriore elemento che fa ben sperare è che i virus influenzali circolanti quest’anno sono in gran parte A (H1N1 e H3N2) e quindi sono ben correlati con i ceppi vaccinali somministrati». 

Pare insomma avere funzionato la maxi campagna a favore del vaccino svolta dai Comitati aziendali degli utenti (Comitato consultivo misto e Comitato utenti e familiari) con alcuni medici di medicina generale, che tra ottobre e dicembre 2018 hanno effettuato 20 «incursioni» nei centri sociali, tra tombole, pranzi, cene e incontri associativi. «Visti i buoni risultati dello scorso anno, abbiamo scelto di proseguire con questa formula smart, che ci ha permesso di incontrare le persone durante i tanti eventi ricreativi già previsti, per spiegare loro l’importanza di aderire alla campagna vaccinale», racconta il direttore di distretto Alberto Minardi. 

Grazie a queste incursioni, è stato possibile dare a circa 2.700 persone, con particolare riguardo per gli ultrasessantacinquenni e per quelli affetti da patologie croniche, informazioni su come e dove effettuare la vaccinazione. «Una sorta di “educazione tra pari e di comunità” – conclude Minardi – che ci pare il modo migliore per stare davvero accanto ai nostri cittadini per informarli correttamente e con grande semplicità su come prendersi cura della propria salute. Per questa azione di comunità, vorrei davvero ringraziare tutti i volontari dei Comitati aziendali, i medici di famiglia, le comunità parrocchiali, gli organizzatori degli eventi ed i cittadini che ci hanno sempre accolto benissimo».  

Nelle foto alcuni momenti delle incursioni svolte nei centri sociali per sensibilizzare i presenti alla vaccinazione antinfluenzale

Il picco dell'influenza arriverà tra fine gennaio e inizio febbraio, ma i vaccinati sono in aumento
Cronaca 3 Gennaio 2019

Sono due maschietti l’ultimo nato del 2018 e il primo del 2019 a Imola

L’ultimo arrivato del 2018 è nato alle ore 19.22 del 31 dicembre, il primo del 2019 è nato alle ore 7.56 dell’1 gennaio. Impossibile sapere i nomi, dato che le famiglie hanno preferito mantenere la riservatezza, possiamo solo dire che in entrambi i casi si tratta di maschietti, confermando così il trend dell’ultimo anno che ha visto una predominanza di fiocchi azzurri (507 contro 430 femmine). Inoltre i genitori non sono di origine straniera.

Complessivamente sono stati 938 i nati l’anno scorso nel reparto di Ostetricia dell’ospedale di Imola, diretto da Stefano Zucchini, un numero in crescita (erano 916 del 2017). I bambini con almeno un genitore extracomunitario sono stati 422 e 85 i figli di stranieri comunitari. Il totale dei parti è stato di 923 (di cui 14 gemellari), 317 quelli cesarei. I parti svolti in analgesia epidurale sono stati 56. 

Molte (ben 213) le donne che hanno scelto di partorire ad Imola pur provenendo da comuni fuori dal territorio dell’Ausl. Se il parto è portato a termine senza complicazioni ed il neonato è sano, madre e figlio vengono dimessi al terzo giorno di vita del bambino e, entro una settimana dalla nascita, il pediatra scelto dalla famiglia incontrerà il piccolo, con un appuntamento già fissato in ospedale. Al momento della nascita viene anche distribuito il libretto pediatrico: un documento sanitario che accompagna il bambino fin dai primi giorni di vita, un diario clinico che sarà di volta in volta compilato dal pediatra, dagli specialisti e dai genitori, in modo da avere un quadro integrato di tutte le fasi di crescita e salute. Una sezione del libretto è anche dedicata ai consigli utili ai genitori (posizione del neonato durante il sonno, alimentazione ed allattamento, cura dei denti, uso dei farmaci, prevenzione degli incidenti, gioco e tempo libero) e alle informazioni fondamentali su come affrontare le malattie più comuni. (l.a.)

Nella foto gruppo con l”équipe dell”Ostetricia

Sono due maschietti l’ultimo nato del 2018 e il primo del 2019 a Imola
Cronaca 28 Dicembre 2018

Un medico in più al sabato mattina per l'Ambulatorio di continuità assistenziale di Imola

Un medico in più al sabato mattina per l’Ambulatorio di continuità assistenziale di Imola in via Caterina Sforza 3 (ospedale vecchio – palazzina di fronte al centro prelievi) da domani fino al 23 febbraio. L’Ambulatorio di continuità assistenziale di Imola è gestito a rotazione dai medici di medicina generale e di continuità assistenziale (ex guardia medica) e possono recarvisi i residenti dell’imolese e di Mordano.

Il servizio è attivo e ad accesso diretto nei giorni feriali dalle ore 12 alle 17, nei prefestivi e nei festivi dalle ore 8 alle 20. In generale, nei giorni feriali e al sabato mattina ci sono i medici di medicina generale, nei prefestivi al pomeriggio e nelle giornate festive quelli di continuità assistenziale. La novità, come detto, è che al sabato dalle ore 8 alle 12 i medici a disposizione saranno tre e non due come al solito.

“Un rafforzamento particolarmente importante nel periodo influenzale, quando l’afflusso dei cittadini all’Ambulatorio si prevede più intenso, e che permetterà di ridurre i tempi di accesso alla visita” motivano dall’Azienda usl di Imola. Un’attività aggiuntiva che si accompagna alle aperture straordinarie dei pediatri dedicate ai problemi di salute dei più piccoli.

Come funzionano gli Ambulatori di continuità assistenziale? Dovremmo utilizzarli per eventuali problemi di salute quando il nostro medico di famiglia non è disponibile o comunque in caso di necessità per visite, ricette o certificati indifferibili ma non urgenti. Cioè per tutto quello che può fare un medico di medicina generale. L’obiettivo è fornire un servizio aggiuntivo e più sensato disincentivando l’utilizzo improprio del pronto soccorso che crea sovraffollamento soprattutto nei periodi più complicati per le malattie da raffreddamento o l’influenza. Tra l’altro, non si paga nulla mentre per i codici bianchi e verdi al pronto soccorso c’è il ticket.

“Utilizzare in modo appropriato questi servizi, potenziati per far fronte alle aumentate necessità della popolazione nel periodo epidemico, contribuisce ad evitare il sovraffollamento del Pronto Soccorso, che va utilizzato per le emergenze sanitarie e che nella stagione influenzale presenta spesso tempi di attesa lunghi per i pazienti non critici (codici bianchi e verdi), oltre a prevedere quando dovuto il pagamento di un ticket” confermano dall”Ausl.

Un servizio analogo è attivo anche a Medicina (nella Casa della Salute di via Saffi1 al quale possono rivolgersi anche gli assistiti di Castel Guelfo) e a Castel San Pietro (nella Casa della Salute in viale Oriani 1 e vale anche per Dozza), gestito sempre tra medici di famiglia e medici di continuità assistenziale, con operatività e accesso diretto nei giorni feriali dalle ore 12 alle 17 e nei prefestivi e nei festivi dalle ore 8 alle 20.

Per i residenti della vallata del Santerno, invece, il riferimento è a Borgo Tossignano presso la sede distrettuale in via dell’8°Centenario, il funzionamento è leggermente diverso: dal lunedì al venerdì l’ambulatorio è aperto dalle ore 8 alle 13 e dalle ore 14.30 alle 19.30, nei prefestivi dalle ore 10 alle 20 e nei festivi dalle ore 8 alle 20.

Infine, da ricordare che per tutti i residenti nei comuni seguiti dall’Ausl di Imola è sempre operativo anche il servizio di continuità assistenziale notturna (ex guardia medica) dalle ore 20 alle 8 e nei prefestivi e festivi anche dalle ore 8 alle 20 chiamando il Numero verde gratuito 800040050. I medici in questo caso garantiscono la consulenza telefonica e valutano se procedere con una visita a domicilio.

Un medico in più al sabato mattina per l'Ambulatorio di continuità assistenziale di Imola
Cronaca 26 Dicembre 2018

Una neonatologia più bella e più attrezzata per l'ospedale di Imola grazie al contributo di App&Down e ILab

Una neonatologia nuova, più allegra e attrezzata, grazie al contributo delle associazioni App&Down e ILab-Laboratorio imolese. L’inaugurazione avvenuta nei giorni scorsi, in perfetto clima festivo con la presenza di Babbo Natale, è stata l’occasione per vedere realizzato il progetto di riammodernamento del settore neonatale del reparto di Pediatria dell’Ausl di Imola, lo spazio in cui vengono ricoverati i neonati che dopo la nascita hanno bisogno di qualche cura e le loro mamme.

«Rallegriamo i nostri neonati!» è il titolo del progetto, illustrato dalla dottoressa Sandra Brusa, direttore della Pediatria, che a fine anno lascerà l’incarico per pensionamento. «Quando App&Down ci ha contattato per chiederci a quale progetto per il nostro reparto avrebbero potuto contribuire, abbiamo pensato subito che avremmo finalmente potuto “rallegrare i nostri neonati” – ha spiegato la Brusa – Il nostro settore neonatale infatti, a differenza del resto del reparto che è da anni molto bello e colorato, aveva un aspetto tipicamente ospedaliero e noi tutti ritenevamo importante renderlo più allegro e luminoso, visto che accoglie neonati e neo-mamme che devono ritardare il loro ritorno a casa per risolvere un problema di salute, frangenti in cui l’aspetto psicologico è molto importante».

I fondi per l’intervento App&Down li ha raccolti durante la festa estiva «La Centrale 2018», di cui è organizzatrice. I volontari dell’associazione poi si sono impegnati in prima persona a supporto di Pietro Grandi «Piotr» e ad Andrea Pelliconi «Fungo» (che oltre 10 anni fa ha decorato il resto del reparto di Pediatria), vale a dire gli artisti ai quali è stato affidato il compito di decorare la neonatologia. Alla donazione in natura di App&Down, del valore complessivo di circa 5.000 euro, si è poi unita quella dell’Associazione ILab-Laboratorio Imolese che ha permesso di completare il progetto acquistando 3 fasciatoi professionali del valore di oltre 4.400 euro, che l’associazione di imprenditori imolesi ha raccolto durante il torneo tenutosi tra giugno e luglio scorso, per il terzo anno consecutivo, al Centro Sportivo Bacchilega. L’Azienda Usl ha a sua volta investito circa 12 mila euro per la ristrutturazione dei locali e degli impianti. I lavori si sono svolti nell’ottobre scorso.

All’inaugurazione hanno partecipato, oltre alla dottoressa Brusa, l’assessora al Welfare del Comune di Imola Ina Dhimgjini, il direttore generale dell’Ausl di Imola Andrea Rossi, i rappresentanti delle associazioni donatrici. Erano inoltre presenti il professor Giacomo Faldella, direttore della neonatologia del Sant’Orsola, centro regionale di III livello per l”assistenza al neonato e il professor Marcello Lanari, direttore della Pediatria dell’Azienda ospedaliera di Bologna, che fino a tre anni fa era primario della Pediatria di Imola.

Nella foto un momento dell”inaugurazione avvenuta la scorsa settimana

Una neonatologia più bella e più attrezzata per l'ospedale di Imola grazie al contributo di App&Down e ILab
Cronaca 21 Dicembre 2018

Anche quest'anno aperture straordinarie degli ambulatori dei pediatri durante le feste di Natale e Capodanno

La sperimentazione dell”anno scorso è piaciuta molto, così quest”anno si replica e con una partecipazione ancora maggiore da parte dei medici. Stiamo parlando delle aperture straordinarie degli ambulatori dei pediatri di libera scelta, che fanno capo all”Azienda usl di Imola, per potenziare l”assistenza sul territorio nel corso dei lunghi ponti di Natale, fine anno e dell”Epifania. 

L”anno scorso furono coinvolte sostanzialmente quattro pediatrie di gruppo, mentre ora l”elenco è molto più ampio, seppur concentrato su Imola, e prevede aperture che dal 22 dicembre non si fermeranno a gennaio ma arriveranno a coprire tutti i fine settimana fino al 24 febbraio. Ci si potrà recare negli ambulatori in turno a prescindere da qual è il proprio pediatra di riferimento o il paese di residenza, purché siano all’interno del territorio dell’Ausl.  

L”accesso è libero e gratuito. Sarà possibile recarvisi per chiedere un consiglio o fare visitare il bambino in presenza di problemi urgenti ma non di emergenza, ad esempio per l”influenza stagionale, febbre alta e mal di testa, raffreddore, tosse, mal di gola, dolori muscolari. In questo modo, si eviterà di utilizzare il Pronto soccorso, servizio dedicato alle situazioni più gravi e di emergenza e decisamente affollato soprattutto in questo periodo durante il picco dell”influenza.

Per il dettaglio dei turni:
IL CALENDARIO DELLE APERTURE STRAORDINARIE DEI PEDIATRI (DALLA PAGINA WEB DELL”AZIENDA USL DI IMOLA)

Nelle foto l”ospedale vecchio di Imola (foto d”archivio) e il calendario delle aperture straordinarie sul sito dell”Ausl di Imola

Anche quest'anno aperture straordinarie degli ambulatori dei pediatri durante le feste di Natale e Capodanno
Cronaca 14 Dicembre 2018

La farmacista Elena Penazzi: “Attenzione ai farmaci usati dai ragazzi come droga' – VIDEO

“Il cantante Sfera Ebbasta viene accusato per i testi delle sue canzoni perché parlano di droghe, ma credo occorra fare attenzione anche ad altro. Una droga molto diffusa tra i giovani è uno sciroppo venduto in farmacia contenente codeina. Noi pensiamo che la droga sia venduta dagli spacciatori, ma invece dobbiamo monitorare cosa fanno i nostri figli perché anche l”armadietto dei medicinali che abbiamo in casa può diventare un problema”. Elena Penazzi, farmacista imolese, lo dice in un video che ha già raggiunto quasi un migliaio di condivisioni e oltre 50.600 visualizzazioni.

Tra i mille commenti seguiti alla tragedia nella discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo, la morte di una mamma e cinque giovanissimi travolti e schiacciati nel caos scatenato da un gas urticante, prima del dj set del rapper Sfera Ebbasta, si tratta forse di un punto di vista diverso, oltre luoghi comuni e facili condanne.

Perché questo video?
“Il mio obiettivo era solo dire: attenzione genitori non cercate solo il pacchettino con la maijuana perché la droga si può nascondere in altre vesti. L”idea del video mi è venuta mentre accompagnavo i miei figli di 10 anni a scuola, parlavamo di Sfera Ebbasta e del video di Fedez e loro mi hanno detto ”certo mamma c”è una frase che dice mi calo giù lo sciroppo come fosse md”… Sono rimasta basita perché a loro non piace Sfera Ebbasta ma le notizie girano. Non mi interessa demonizzare il cantante dannato, è sempre esistito, anch”io amo alla follia Vasco Rossi, ma c”è differenza tra ascoltare una canzone ed emulare e soprattutto noi genitori dobbiamo parlare con i ragazzi e per farlo dobbiamo riconoscere e sapere che esistono queste cose e non far finta di non vedere”. 

Quali sono le cose che i genitori devono conoscere? Nel video parla in particolare di sciroppi alla codeina e antinfiammatori
“Ci sono delle motivazioni per cui noi farmacisti non diamo medicinali senza ricetta, le ricette servono. C”è la pseudomoda di sniffare un antinfiammatorio di uso comune, e anche se ci sono studi che dicono che non fa effetto droga questo non significa i ragazzi non lo facciano, ed è comunque un farmaco. 

Però sono strumenti di automedicazione…
“Sì, gli sciroppi alla codeina sono superabusati negli Stati Uniti, e anche in Italia dove si vendono con ricetta non ripetibile. Stessa cosa per gli antinfiammatori”.

Vengono in tanti a chiedere farmaci senza ricetta?
“Sì, però un conto è se si tratta di un cliente che conosciamo o che sta già seguendo una cura, ma quando viene un ragazzino a chiedere un antinfiammatorio…”

Senza ricetta non si possono consegnare farmaci che la prevedono?
“Possiamo farlo per estrema urgenza o se la persona dimostra che è in continuazione di cura, se ha scatola, una ricetta scaduta, il referto del pronto soccorso. Oggi c”è comunque un abuso di farmaci in genere, vogliamo tutti guarire subito, un mal di testa oppure un bambino con la febbre”.

Cӏ un problema di ragazzi che abusano di farmaci a Imola?
“Sappiamo che potenzialmente esiste e far finta che non sia possibile non serve, su Internet, se vogliono, i ragazzini trovano tutto. L”obiettivo del mio video era solo questo: lanciare un messaggio, senza allarmismi, alzare un po” l”asticella dell”attenzione da parte dei genitori”. (l.a.)

TESTO CORRETTO

La farmacista Elena Penazzi: “Attenzione ai farmaci usati dai ragazzi come droga' – VIDEO

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