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Cronaca 24 Maggio 2019

«Rubrica salute», cos’è la menopausa? Imparare a conoscerla aiuta a non temerla

La menopausa consiste, dal punto di vista biologico, nella cessazione dell’attività dell’ovaio, cioè della mancata produzione degli estrogeni, gli ormoni che caratterizzano il genere femminile. «Termina dunque – precisa Maria Grazia Saccotelli, psicologa e responsabile del Consultorio familiare dell’Ausl di Imola – il periodo di fertilità femminile che si verifica con la progressiva scomparsa delle mestruazioni e questo avviene, in media, attorno ai 50-60 anni». Menopausa non è sinonimo di malattia ma semplicemente un cambiamento naturale dell’assetto ormonale che non porta necessariamente a problemi. «La menopausa – dice ancora la Saccotelli – è un evento naturale per ogni donna. Essere informate sulle caratteristiche dei cambiamenti ormonali, corporei e psicologici che caratterizzano questo periodo, permette alle donne di mettere da parte stereotipi e fantasie e di porre nella giusta dimensione questo normale momento della vita».

In Italia, secondo i dati diffusi dalla regione Emilia Romagna, le donne in menopausa sono oltre 13 milioni, 5 su 100 entrano in questa fase prima dei 40 anni (precoce), 15 su 100 prima dei 45. Nel circondario di Imola le donne nella fascia di età dai 50 ai 60 anni sono circa 11.600. Mentre l’età di ingresso nella menopausa si è mantenuta costante intorno ai 50 anni, l’aspettativa di vita nel corso dei secoli si è però progressivamente allungata fino a superare gli 80 anni, ampliando il tempo trascorso in questa fase, che può durare anche più di 30 anni. E’ importante, quindi, condividere questa stagione piena di tanti stimoli e significati, per viverla con una nuova sensibilità, maggiore serenità e un pizzico di ironia. «Fino agli anni Sessanta – spiega la Saccotelli – la menopausa era considerata una vera e propria malattia ed era frequente che la donna si sentisse malata di menopausa. Oggi invece questa fase del ciclo vitale femminile non è più sinonimo di declino, ma di momento ricco di cambiamenti e significati, come tanti altri normali passaggi che intervengono nel corso della nostra esistenza, che però provocano spesso una situazione di spaesamento e che necessitano di adattamento». Il passaggio alla menopausa potrebbe essere correlato a disturbi più o meno importanti. Esistono disturbi non correlati con certezza scientifica come, ad esempio, la variazione di tono dell’umore, irritabilità e depressione, i dolori osteoarticolari, l’aumento di peso, l’ipertensione, le cosiddette vampate. «E poi – aggiunge la Saccotelli – questo momento della vita coincide con quello in cui la confortante coincidenza tra la nostra persona e la nostra identità corporea si fa problematica ed incerta: ad un tratto ci si rende conto di non avere più un corpo giovane, viene a cadere uno dei pilastri fondamentali su cui si è costruita l’identità sessuale, la fertilità, e ci si interroga per la prima volta sul tempo che è passato. Inoltre, cambiano tante piccole e grandi cose nel nostro quotidiano: le relazioni coi figli, che spesso entrano nell’adolescenza, coi genitori che invecchiano, con il partner».

Se però da una parte questo periodo è temuto perché portatore di disturbi fisici, di isolamento, con angosce di perdita dei valori di una vita intera, appunto la gioventù, la fertilità, la femminilità, dall’altro invece se ne nega l’esistenza e la complessità. «L’angoscia dei 50 anni – aggiunge la Saccotelli – in una società che esaspera l’essere sempre giovane a qualunque prezzo e che rifugge ogni disagio psichico, è giustificata ed inevitabile come quella dell’adolescenza, della gravidanza, del parto, con l’aggravante che per ognuna di quelle età vi erano remunerazioni più precise, che nella menopausa sono forse meno evidenti e celebrate, ma non meno importanti e gratificanti. Il piacere del vivere bene con se stessi e del continuare, o spesso imparare, a vivere gioiosamente». Insomma, occorre riconoscere e trovare tutte le situazioni positive che questa fase della nostra vita ci può regalare continuando ad incuriosirsi e entusiasmarsi. «E’ per questo – conclude la Saccotelli – che anche quest’anno abbiamo pensato di aiutare le donne a cercare tutte le positività organizzando nel periodo invernale una serie di iniziative per farle incontrare con dei professionisti esperti, a cui le donne possono liberamente porre domande ed approfondire le tematiche più frequenti». Importante la conoscenza e se impariamo il piacere di vivere bene con noi stessi e, ancora meglio, se gioiosamente. (Alessandra Giovannini)

Nella foto: la psicologa Maria Grazia Saccotelli, responsabile del Consultorio familiare dell”Azienda Usl di Imola

«Rubrica salute», cos’è la menopausa? Imparare a conoscerla aiuta a non temerla
Cronaca 22 Maggio 2019

Allarme epatite per alcuni integratori alla curcuma, i prodotti ritirati dal ministero della Salute

L’Istituto superiore di Sanità ha segnalato ad oggi 10 casi di epatite riconducibili al consumo di curcuma. Tutti casi avvenuti in Italia. Sono in corso delle verifiche ma secondo l”avviso pubblicato dal ministero della Salute sarebbero legati ad alcuni integratori alimentari derivati dal famoso rizoma. Oggi l”utilizzo della curcuma è molto in voga, non solo per via del colore giallo che conferisce ai piatti, quanto per i suoi effetti benefici, ad esempio proprio sul fegato. Da qui l”allarme, il ritiro dei lotti coinvolti e soprattutto l”invito, a titolo precauzionale, a sospendere temporaneamente il consumo e l”acquisto dei prodotti. 

“Se qualcuno ha già consumato questi prodotti può rivolgersi al proprio medico di famiglia per ricevere tutte le informazioni e far partire la segnalazione” dicono dall”Azienda usl di Imola. Ovviamente senza allarmismi dato che al momento non c”è ancora chiarezza, una delle ipotesi è quella di una contaminazione dei materiali o nella lavorazione dei prodotti. 

Questo l”elenco dei lotti indicato dal Ministero (LINK AL SITO)  :
Curcuma 95% Maximum lotto 18L264 scadenza 10/2021 prodotto da Ekappa  Laboratori srl per conto di Naturando S.r.l.
Curcuma complex B.A.I. aromatici per conto di Vitamin shop
Tumercur Sanandrea
Movart Scharper SpA stabilimento a Nichelino
Curcuma Meriva 95% 520mg Piperina 5 mg Farmacia dr. Ragazzi, Malcontenta
Curcuma “Buoni di natura” Colfiorito
Curcumina Plus 95%, lotto 18L823 NI.VA prodotto da Frama
Curcumina 95% Kline lotto 18M861 NI.VA prodotto da Frama
Curcumina Plus 95% piperina linea@ lotto 2077-LOT 19B914 NI.VA prodotto da Frama
Curcumina Plus 95% piperina linea@ 18c590 NI.VA prodotto da Frama

Si tratta di integratori alimentari, un prodotto da banco a libera vendita, sia in negozi di alimentari che parafarmacie e pure via Internet. Come detto, attualmente sono in fase di ritiro dalla vendita. (l.a.)

Allarme epatite per alcuni integratori alla curcuma, i prodotti ritirati dal ministero della Salute
Cronaca 8 Maggio 2019

Prevenzione zanzare, kit gratuiti nel Circondario e Ozzano ma non a Imola

E’ partita nei giorni scorsi nei comuni del circondario e a Ozzano la campagna preventiva contro la diffusione delle zanzare. Ogni Comune ha pubblicato l’ordinanza in linea con le direttive disposte dalla Regione Emilia Romagna, finalizzate a prevenire la diffusione delle malattie infettive trasmesse proprio dalle punture di zanzare. La zanzara tigre, lo ricordiamo, può trasmettere Dengue, Chikungunya e Zika, mentre la zanzara comune può essere vettrice della febbre West Nile. Virus, quest’ultimo, che lo scorso settembre ha causato una vittima e una decina di contagiati anche sul nostro territorio. Le politiche di prevenzione attuate dai comuni sono però diverse.

Alcuni di questi, come ad esempio Castel San Pietro, Castel Guelfo, Medicina e Ozzano, vengono incontro ai cittadini distribuendo kit gratuiti per i trattamenti larvicidi, che in relazione all’andamento climatico devono essere effettuati fino a fine ottobre. A Imola lo si faceva in passato, da qualche anno non più. Gli imolesi dovranno dunque pagare di tasca propria i trattamenti. Chi viola le norme, incorre in una sanzione amministrativa fino a 500 euro, mentre i controlli saranno effettuati da polizia municipale, Ausl, Guardie ambientali metropolitane. «Siamo sicuri che basti un’ordinanza per promuovere le buone pratiche e il senso di responsabilità dei cittadini?» si chiedono Daniela Spadoni e Roberto Visani, consiglieri comunali Pd, membri della commissione Sanità del Comune di Imola. «Alla luce dei casi riscontrati lo scorso anno nel nostro territorio e considerando il potenziale rischio per la salute pubblica ci saremmo aspettati qualcosa di più – affermano -. Chiediamo che venga ripristinata in modo capillare la distribuzione gratuita alla popolazione del kit antizanzare. Lo sforzo per fare tutto questo è modesto e crediamo che ne valga la pena».

A Castel San Pietro, allo Sportello cittadino nella sede municipale, sono già disponibili oltre 500 kit gratuiti di prodotto antilarvale. Per ogni edificio verrà fornita un’unica dotazione di prodotto ed è quindi opportuno che vada a ritirarlo una sola persona, il cui nome e cognome sono registrati su un apposito elenco. Il prodotto può inoltre essere acquistato nelle farmacie, a un prezzo convenzionato con l’Ausl di Imola. Il prodotto va applicato una volta al mese in tombini, caditoie, grondaie e pozzetti sbrecciati. Inoltre, poiché le larve si sviluppano nei contenitori d’acqua, si invitano i cittadini a eliminare o vuotare settimanalmente tutti i recipienti all’aperto, come sottovasi, bidoni, secchi e annaffiatoi. Il Comune di Castel Guelfo si è dotato di un centinaio di kit, che sono già in distribuzione presso l’Urp, mentre a Medicina, da sabato 11 maggio, i cittadini potranno ritirare gratuitamente il prodotto nei seguenti punti del capoluogo e delle frazioni: il sabato al magazzino comunale di via Morara (ore 8-10); il mercoledì alla cartoleria Ciao di Villa Fontana (ore 9-12); dal lunedì al venerdì al centro sociale di Fiorentina (dalle ore 20.30 in poi); il sabato all’ex magazzino del grano Clt a Sant’Antonio (ore 8-11); tutti i giorni nell’orario di apertura nel negozio di alimentari a Portonovo; il venerdì da Rossano Zini in via Nuova 814/d (ore 9-11 e ore 15-17); dal lunedì al venerdì, al centro sociale Nuova Vita a Fossatone (dalle ore 20.30 in poi). A Ozzano, infine, la distribuzione gratuita dei kit con il prodotto antilarvale da inserire nei tombini privati (10-40 gocce) e nei sottovasi (5-10 gocce), è ripresa lo scorso 10 aprile presso il centralino del municipio oppure all’Urp (lunedì pomeriggio ore 12-18, martedì e venerdì, ore 8.30-12.30, sabato ore 8.30-12). (lo.mi.)

Foto d”archivio

Prevenzione zanzare, kit gratuiti nel Circondario e Ozzano ma non a Imola
Cronaca 8 Maggio 2019

Prevenzione zanzare, gli incontri nei centri sociali a Imola

L’Amministrazione comunale di Imola organizzauna serie di incontri pubblici per prevenire la proliferazione della zanzara tigre e della zanzara comune attraverso i trattamenti preventivi. Gli incontri sono svolti in collaborazione con i tecnici dell’Ausl e della ditta incaricata della disinfestazione.

Nel corso degli appuntamenti verranno date indicazioni su biologia delle zanzare e pericoli correlati alla loro diffusione, ma anche consigli utili sulla lotta, con descrizione delle azioni messe in atto dal Comune e di quelle a carico degli imolesi. Dopo il primo appuntamento in programma questa sera, mercoledì 8 maggio, alla Tozzona (ore 18), i prossimi incontri si terranno mercoledì 15 maggio al centro sociale Campanella (ore 18.30), giovedì 16 maggio al centro sociale Zolino (ore 18), martedì 21 maggio al centro civico Palinsesto di Sesto Imolese (ore 18) e mercoledì 22 maggio al centro sociale LaStalla (ore 18). (lo.mi.)

Nella foto: un esemplare di zanzara tigre

Prevenzione zanzare, gli incontri nei centri sociali a Imola
Cronaca 7 Maggio 2019

«Rubrica salute», l'igiene delle mani è prima misura contro le infezioni

«Lavarsi le mani è la regola più semplice per difendere la nostra salute». Affermazione che può apparire persino banale quella di Catia Bedosti, coordinatrice assistenziale area rischio clinico dell’Azienda Usl di Imola, ma forse non tanto scontata se l’Organizzazione mondiale della sanità ha dedicato proprio all’igiene delle mani una giornata, il 5 maggio. Giornata alla quale aderisce anche l’Ausl di Imola con una serie di iniziative di promozione all’interno dell’ospedale dedicate ai pazienti ma anche agli utenti. «Lavare le mani – spiega la Bedosti – serve ad allontanare dalla cute i germi patogeni che possono essere causa di malattia. Batteri e virus, infatti, si annidano facilmente tra le dita e sotto le unghie e se molti di questi non sono nocivi per la nostra salute, alcuni possono invece scatenare malattie più o meno gravi». Ecco allora, e solo per citarne alcune, infezioni intestinali e congiuntiviti. Ed ecco perché è necessario lavarsi le mani, soprattutto in certe circostanze. «Quando usciamo dalla toilette, quando tocchiamo degli alimenti o dopo aver utilizzato i mezzi pubblici», elenca la Bedosti.

Ma la lista potrebbe essere molto più lunga perché ogni giorno siamo esposti a rischi e contaminazione attraverso le mani. Sarebbe utile, infatti, lavarsi le mani dopo aver tossito, starnutito od essersi soffiati il naso, essere stati a contatto con gli animali, maneggiato denaro. Ma anche prima di mangiare, somministrare dei farmaci, medicare o toccare una ferita. Ma questo non basta perché è necessario seguire una corretta tecnica di lavaggio utilizzando sapone e acqua corrente, preferibilmente tiepida. «Un’attenzione particolare la dobbiamo dedicare alle superfici – precisa la Bedosti -, dunque ai palmi, al dorso e poi alle dita e allo spazio intorno alle unghie strofinando per almeno trenta secondi. Segue il risciacquo abbondante e un’asciugatura con carta usa e getta, un asciugamano personale pulito o un dispositivo ad aria calda». Quando ci laviamo nei bagni pubblici, poi, i rubinetti andrebbero chiusi con carta usa e getta. E’ egualmente importante anche non esagerare coi lavaggi per evitare di eliminare il manto protettivo che avvolge la pelle. E’ bene, quindi, applicare periodicamente una crema o lozione idratante per prevenire le irritazioni, in caso di detergenti troppo aggressivi o dopo lavaggi prolungati. I batteri, infatti, prolificano più facilmente sulla pelle secca e screpolata.

Altro elemento importante è il sapone che si utilizza. «Il detergente da preferire è quello privo di sostanze alcaline e con ph 5,5 – tiene a chiarire la Bedosti -. Ma meglio ancora sarebbe utilizzare prodotti liquidi erogati da un dispenser perché le saponette diventano terreno di coltura per i germi, specialmente se mantenute in un ambiente umido». Ricordiamoci, inoltre, che se riutilizziamo il dispenser è bene non rabboccarlo ma, terminato il sapone, procedere alla pulizia e poi riempirlo. Il sapone solido, invece, va risciacquato dopo l’uso e messo ad asciugare su una griglia. E se manca l’acqua? «Possiamo utilizzare le soluzioni a base alcoliche che si possono acquistare facilmente nei supermercati per igienizzare le mani a secco – risponde la Bedosti -. Dobbiamo ricordarci, però, che l’utilizzo di questi prodotti senza l’uso di acqua è indicato solo se le mani non sono visibilmente sporche perché l’alcool fissa le impurità e quindi si peggiora la situazione». Piccoli gesti per grandi effetti. (Alessandra Giovannini)

Nella foto: Catia Bedosti, coordinatrice assistenziale area rischio clinico dell”azienda Usl di Imola

«Rubrica salute», l'igiene delle mani è prima misura contro le infezioni
Cronaca 7 Maggio 2019

«Rubrica salute», l'igiene delle mani è la prima misura contro le infezioni

«Lavarsi le mani è la regola più semplice per difendere la nostra salute». Affermazione che può apparire persino banale quella di Catia Bedosti, coordinatrice assistenziale area rischio clinico dell’Azienda Usl di Imola, ma forse non tanto scontata se l’Organizzazione mondiale della sanità ha dedicato proprio all’igiene delle mani una giornata, il 5 maggio. Giornata alla quale aderisce anche l’Ausl di Imola con una serie di iniziative di promozione all’interno dell’ospedale dedicate ai pazienti ma anche agli utenti. «Lavare le mani – spiega la Bedosti – serve ad allontanare dalla cute i germi patogeni che possono essere causa di malattia. Batteri e virus, infatti, si annidano facilmente tra le dita e sotto le unghie e se molti di questi non sono nocivi per la nostra salute, alcuni possono invece scatenare malattie più o meno gravi». Ecco allora, e solo per citarne alcune, infezioni intestinali e congiuntiviti. Ed ecco perché è necessario lavarsi le mani, soprattutto in certe circostanze. «Quando usciamo dalla toilette, quando tocchiamo degli alimenti o dopo aver utilizzato i mezzi pubblici», elenca la Bedosti.

Ma la lista potrebbe essere molto più lunga perché ogni giorno siamo esposti a rischi e contaminazione attraverso le mani. Sarebbe utile, infatti, lavarsi le mani dopo aver tossito, starnutito od essersi soffiati il naso, essere stati a contatto con gli animali, maneggiato denaro. Ma anche prima di mangiare, somministrare dei farmaci, medicare o toccare una ferita. Ma questo non basta perché è necessario seguire una corretta tecnica di lavaggio utilizzando sapone e acqua corrente, preferibilmente tiepida. «Un’attenzione particolare la dobbiamo dedicare alle superfici – precisa la Bedosti -, dunque ai palmi, al dorso e poi alle dita e allo spazio intorno alle unghie strofinando per almeno trenta secondi. Segue il risciacquo abbondante e un’asciugatura con carta usa e getta, un asciugamano personale pulito o un dispositivo ad aria calda». Quando ci laviamo nei bagni pubblici, poi, i rubinetti andrebbero chiusi con carta usa e getta. E’ egualmente importante anche non esagerare coi lavaggi per evitare di eliminare il manto protettivo che avvolge la pelle. E’ bene, quindi, applicare periodicamente una crema o lozione idratante per prevenire le irritazioni, in caso di detergenti troppo aggressivi o dopo lavaggi prolungati. I batteri, infatti, prolificano più facilmente sulla pelle secca e screpolata.

Altro elemento importante è il sapone che si utilizza. «Il detergente da preferire è quello privo di sostanze alcaline e con ph 5,5 – tiene a chiarire la Bedosti -. Ma meglio ancora sarebbe utilizzare prodotti liquidi erogati da un dispenser perché le saponette diventano terreno di coltura per i germi, specialmente se mantenute in un ambiente umido». Ricordiamoci, inoltre, che se riutilizziamo il dispenser è bene non rabboccarlo ma, terminato il sapone, procedere alla pulizia e poi riempirlo. Il sapone solido, invece, va risciacquato dopo l’uso e messo ad asciugare su una griglia. E se manca l’acqua? «Possiamo utilizzare le soluzioni a base alcoliche che si possono acquistare facilmente nei supermercati per igienizzare le mani a secco – risponde la Bedosti -. Dobbiamo ricordarci, però, che l’utilizzo di questi prodotti senza l’uso di acqua è indicato solo se le mani non sono visibilmente sporche perché l’alcool fissa le impurità e quindi si peggiora la situazione». Piccoli gesti per grandi effetti. (Alessandra Giovannini)

Nella foto: Catia Bedosti, coordinatrice assistenziale area rischio clinico dell”azienda Usl di Imola

«Rubrica salute», l'igiene delle mani è la prima misura contro le infezioni
Cronaca 7 Maggio 2019

«Rubrica salute», l'igiene delle mani è la prima misura contro le infezioni

«Lavarsi le mani è la regola più semplice per difendere la nostra salute». Affermazione che può apparire persino banale quella di Catia Bedosti, coordinatrice assistenziale area rischio clinico dell’Azienda Usl di Imola, ma forse non tanto scontata se l’Organizzazione mondiale della sanità ha dedicato proprio all’igiene delle mani una giornata, il 5 maggio. Giornata alla quale aderisce anche l’Ausl di Imola con una serie di iniziative di promozione all’interno dell’ospedale dedicate ai pazienti ma anche agli utenti. «Lavare le mani – spiega la Bedosti – serve ad allontanare dalla cute i germi patogeni che possono essere causa di malattia. Batteri e virus, infatti, si annidano facilmente tra le dita e sotto le unghie e se molti di questi non sono nocivi per la nostra salute, alcuni possono invece scatenare malattie più o meno gravi». Ecco allora, e solo per citarne alcune, infezioni intestinali e congiuntiviti. Ed ecco perché è necessario lavarsi le mani, soprattutto in certe circostanze. «Quando usciamo dalla toilette, quando tocchiamo degli alimenti o dopo aver utilizzato i mezzi pubblici», elenca la Bedosti.

Ma la lista potrebbe essere molto più lunga perché ogni giorno siamo esposti a rischi e contaminazione attraverso le mani. Sarebbe utile, infatti, lavarsi le mani dopo aver tossito, starnutito od essersi soffiati il naso, essere stati a contatto con gli animali, maneggiato denaro. Ma anche prima di mangiare, somministrare dei farmaci, medicare o toccare una ferita. Ma questo non basta perché è necessario seguire una corretta tecnica di lavaggio utilizzando sapone e acqua corrente, preferibilmente tiepida. «Un’attenzione particolare la dobbiamo dedicare alle superfici – precisa la Bedosti -, dunque ai palmi, al dorso e poi alle dita e allo spazio intorno alle unghie strofinando per almeno trenta secondi. Segue il risciacquo abbondante e un’asciugatura con carta usa e getta, un asciugamano personale pulito o un dispositivo ad aria calda». Quando ci laviamo nei bagni pubblici, poi, i rubinetti andrebbero chiusi con carta usa e getta. E’ egualmente importante anche non esagerare coi lavaggi per evitare di eliminare il manto protettivo che avvolge la pelle. E’ bene, quindi, applicare periodicamente una crema o lozione idratante per prevenire le irritazioni, in caso di detergenti troppo aggressivi o dopo lavaggi prolungati. I batteri, infatti, prolificano più facilmente sulla pelle secca e screpolata.

Altro elemento importante è il sapone che si utilizza. «Il detergente da preferire è quello privo di sostanze alcaline e con ph 5,5 – tiene a chiarire la Bedosti -. Ma meglio ancora sarebbe utilizzare prodotti liquidi erogati da un dispenser perché le saponette diventano terreno di coltura per i germi, specialmente se mantenute in un ambiente umido». Ricordiamoci, inoltre, che se riutilizziamo il dispenser è bene non rabboccarlo ma, terminato il sapone, procedere alla pulizia e poi riempirlo. Il sapone solido, invece, va risciacquato dopo l’uso e messo ad asciugare su una griglia. E se manca l’acqua? «Possiamo utilizzare le soluzioni a base alcoliche che si possono acquistare facilmente nei supermercati per igienizzare le mani a secco – risponde la Bedosti -. Dobbiamo ricordarci, però, che l’utilizzo di questi prodotti senza l’uso di acqua è indicato solo se le mani non sono visibilmente sporche perché l’alcool fissa le impurità e quindi si peggiora la situazione». Piccoli gesti per grandi effetti. (Alessandra Giovannini)

Nella foto: Catia Bedosti, coordinatrice assistenziale area rischio clinico dell”azienda Usl di Imola

«Rubrica salute», l'igiene delle mani è la prima misura contro le infezioni
Cronaca 7 Maggio 2019

«Rubrica salute», l'igiene delle mani è la prima misura contro le infezioni

«Lavarsi le mani è la regola più semplice per difendere la nostra salute». Affermazione che può apparire persino banale quella di Catia Bedosti, coordinatrice assistenziale area rischio clinico dell’Azienda Usl di Imola, ma forse non tanto scontata se l’Organizzazione mondiale della sanità ha dedicato proprio all’igiene delle mani una giornata, il 5 maggio. Giornata alla quale aderisce anche l’Ausl di Imola con una serie di iniziative di promozione all’interno dell’ospedale dedicate ai pazienti ma anche agli utenti. «Lavare le mani – spiega la Bedosti – serve ad allontanare dalla cute i germi patogeni che possono essere causa di malattia. Batteri e virus, infatti, si annidano facilmente tra le dita e sotto le unghie e se molti di questi non sono nocivi per la nostra salute, alcuni possono invece scatenare malattie più o meno gravi». Ecco allora, e solo per citarne alcune, infezioni intestinali e congiuntiviti. Ed ecco perché è necessario lavarsi le mani, soprattutto in certe circostanze. «Quando usciamo dalla toilette, quando tocchiamo degli alimenti o dopo aver utilizzato i mezzi pubblici», elenca la Bedosti.

Ma la lista potrebbe essere molto più lunga perché ogni giorno siamo esposti a rischi e contaminazione attraverso le mani. Sarebbe utile, infatti, lavarsi le mani dopo aver tossito, starnutito od essersi soffiati il naso, essere stati a contatto con gli animali, maneggiato denaro. Ma anche prima di mangiare, somministrare dei farmaci, medicare o toccare una ferita. Ma questo non basta perché è necessario seguire una corretta tecnica di lavaggio utilizzando sapone e acqua corrente, preferibilmente tiepida. «Un’attenzione particolare la dobbiamo dedicare alle superfici – precisa la Bedosti -, dunque ai palmi, al dorso e poi alle dita e allo spazio intorno alle unghie strofinando per almeno trenta secondi. Segue il risciacquo abbondante e un’asciugatura con carta usa e getta, un asciugamano personale pulito o un dispositivo ad aria calda». Quando ci laviamo nei bagni pubblici, poi, i rubinetti andrebbero chiusi con carta usa e getta. E’ egualmente importante anche non esagerare coi lavaggi per evitare di eliminare il manto protettivo che avvolge la pelle. E’ bene, quindi, applicare periodicamente una crema o lozione idratante per prevenire le irritazioni, in caso di detergenti troppo aggressivi o dopo lavaggi prolungati. I batteri, infatti, prolificano più facilmente sulla pelle secca e screpolata.

Altro elemento importante è il sapone che si utilizza. «Il detergente da preferire è quello privo di sostanze alcaline e con ph 5,5 – tiene a chiarire la Bedosti -. Ma meglio ancora sarebbe utilizzare prodotti liquidi erogati da un dispenser perché le saponette diventano terreno di coltura per i germi, specialmente se mantenute in un ambiente umido». Ricordiamoci, inoltre, che se riutilizziamo il dispenser è bene non rabboccarlo ma, terminato il sapone, procedere alla pulizia e poi riempirlo. Il sapone solido, invece, va risciacquato dopo l’uso e messo ad asciugare su una griglia. E se manca l’acqua? «Possiamo utilizzare le soluzioni a base alcoliche che si possono acquistare facilmente nei supermercati per igienizzare le mani a secco – risponde la Bedosti -. Dobbiamo ricordarci, però, che l’utilizzo di questi prodotti senza l’uso di acqua è indicato solo se le mani non sono visibilmente sporche perché l’alcool fissa le impurità e quindi si peggiora la situazione». Piccoli gesti per grandi effetti. (Alessandra Giovannini)

Nella foto: Catia Bedosti, coordinatrice assistenziale area rischio clinico dell”azienda Usl di Imola

«Rubrica salute», l'igiene delle mani è la prima misura contro le infezioni
Cronaca 29 Aprile 2019

«Rubrica salute», tanti buoni motivi per camminare un po’ tutti i giorni

E’ un’attività alla portata di tutti, non vi è persona sana che non possa praticarla, gratifica, aiuta a rimanere in forma, non costa niente e non richiede troppo tempo. «Camminare – dice Andrea Pizzoli, responsabile della Medicina dello sport dell’Ausl di Imola – è indispensabile per un corretto stile di vita perché la sedentarietà è un fattore di rischio che non va trascurato». Possiamo considerarlo uno strumento di prevenzione. «Praticare questa attività vuol dire rendere più efficiente l’apparato cardiocircolatorio, migliorare la respirazione e il metabolismo dei grassi e degli zuccheri, prevenire l’obesità, l’ipertensione arteriosa, rinforzare l’apparato osteomuscolare combattendo l’osteoporosi». Camminare, poi, allevia l’ansietà, la tensione e contribuisce a curare la depressione. Un beneficio che si ottiene perché l’attività fisica stimola il rilascio di endorfine, delle sostanze chimiche presenti nel cervello che riducono il dolore e ci fanno rilassare generando una sorta di benessere.

Ma quanto dovremmo camminare per avere dei risultati? E’ l’Oms, l’Organizzazione mondiale della sanità, a fornirci alcune indicazioni. Per rimanere in buona salute dovremmo fare un’attività fisica aerobica, che richiede quindi uno sforzo moderato per un periodo di tempo prolungato: per esempio, la marcia, la corsa di resistenza, il nuoto, andare in bicicletta, per almeno 30 minuti per 5 volte alla settimana o per 20-25 minuti 3 volte alla settimana se effettuata con intensità vigorosa. «La persona pigra, o meglio non attiva, dovrebbe fissarsi un obiettivo minimo di 150 minuti settimanali di attività moderata iniziando, magari, con 10 minuti continuativi al giorno. Tempi ai quali, dunque, possiamo arrivare per gradi personalizzando il nostro ritmo». Iniziare lentamente per poi aumentare l’andatura, la distanza, il tempo, l’intensità. «Sfruttiamo tutte le occasioni in cui possiamo fare del movimento. E’ importante capire che l’attività fisica non è sinonimo di sport ma comprende anche tutte quelle comuni azioni della vita quotidiana che comportano un dispendio energetico», tiene sottolineare Pizzoli.

Insomma, muoversi, camminare fa bene a tutti. «Non servono particolari controlli medici ma possiamo chiedere un consiglio o un parere al nostro medico di fiducia se soffriamo di qualche malattia particolare. Teniamo presente, infatti, che l’attività fisica costituisce una vera e propria terapia per molte patologie e può essere prescritta in questi casi come un farmaco».E comunque un’attenzione la dobbiamo avere anche se non abbiamo problemi. «Impariamo ad ascoltare il nostro corpo – esorta Pizzoli – e agiamo di conseguenza. Possiamo anche fare quello che viene definito il test della conversazione: cioè, se riusciamo a conversare agevolmente o con poca difficoltà quando il respiro comincia a farsi sentire». Camminare è un’attività fisica che fa bene pure ai bambini. «Anche così si può combattere l’obesità infantile e si impara fin da piccoli ad usare le scale invece dell’ascensore o a fare due passi, quando si può, invece di raggiungere la scuola in automobile».

Tante oggi le opportunità per camminare, anche in gruppo. Sono diverse, infatti, le associazioni e gli enti che promuovono e organizzano camminate, anche in città. «Certo sarebbe bene studiare percorsi in ambienti naturali e lontano dal traffico per evitare possibili incidenti e inquinamento». Importanti altri accorgimenti. «Vestirsi in modo adeguato e consono alla stagione, usare calzature adatte e quindi comode e magari sportive, non iniziare una camminata subito dopo un pasto abbondante, portarsi una bottiglietta d’acqua e fare qualche piccolo esercizio di allungamento muscolare e riscaldamento prima di iniziare il percorso». Molti fanno uso di bastoni, appositamente studiati, simili a quelli utilizzati nello sci di fondo. «La camminata nordica, il nordic walking, è un’attività che può dare ulteriori benefici di rafforzamento degli arti superiori, scarico della colonna vertebrale e coordinazione, ma per essere efficace deve essere utilizzata con la tecnica corretta». (Alessandra Giovannini)

Nella foto: Andrea Pizzoli, responsabile della Medicina dello Sport dell”Azienda Usl di Imola

«Rubrica salute», tanti buoni motivi per camminare un po’ tutti i giorni
Cronaca 22 Aprile 2019

Grazie al ricavato di “Never give up' Noi Giovani ha donato un defibrillatore all'istituto scolastico Paolini-Cassiano

L’associazione culturale Noi Giovani ha donato un defibrillatore all’Istituto Paolini-Cassiano, acquistato con il ricavato della quarta edizione di “Never give up”, manifestazione realizzata in memoria di Nicola Ussia e nata nel 2015 con l’obiettivo di sensibilizzare e divulgare la prevenzione verso le malattie cardiovascolari. La consegna dell’apparecchio salvavita è avvenuta davanti a una platea di quasi cento persone fra studenti, professori e personale della scuola, preceduta da un minuto di silenzio.

«Questo evento coincide con un momento molto triste per la nostra scuola – ha spiegato la dirigente dell’istituto, Ernestina Spiotta -. Da poco è venuto a mancare un nostro allievo che frequentava la classe prima, colpito da un infarto dopo un allenamento di calcio». Evento tutt’altro che raro. La morte per arresto cardiaco improvviso rappresenta infatti una delle principali cause di mortalità in paesi evoluti come il nostro. Arresto cardiaco causato da un’aritmia, con il cuore che batte ad un ritmo così elevato da cominciare a vibrare, cessando di pompare il sangue al corpo e al cervello. E creandosi una situazione di arresto cardio-respiratorio il tempo è pochissimo per evitare danni permanenti al cervello.

«Oltre alla prevenzione, basata sul controllo degli stili di vita – ha ricordato il direttore dell’Azienda sanitaria di Imola, Andrea Rossi – un intervento di primo soccorso tempestivo e adeguato può salvare fino al 40 per cento in più di persone colpite». Nella catena del soccorso, il primo intervento è rappresentato dalle manovre di rianimazione cardiopolmonare, seguite dall’intervento di defibrillazione operato da personale anche non sanitario, reso possibile da apparecchi salvavita come quello donato. Il defibrillatore può infatti risolvere l’arresto cardiaco annullando appunto l’aritmia e riportando così il cuore al suo ritmo normale. «La cosa più importante è che il defibrillatore sia posizionato all’interno della palestra al Cassiano, per la sicurezza degli studenti che lì praticano sport», ha aggiunto Antonio Ussia, figlio di Nicola e socio dell’associazione Noi Giovani, ricordando anche gli altri defibrillatori precedentemente donati (alla Ciclistica Santerno, alla squadra di baseball di Imola e alla società Juvenilia Calcio). (r.cr.)

Nella foto la consegna del defibrillatore alla presenza delle autorità

Grazie al ricavato di “Never give up' Noi Giovani ha donato un defibrillatore all'istituto scolastico Paolini-Cassiano

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