Posts by tag: salute

Cronaca 3 Settembre 2019

«Rubrica salute», la posizione migliore dove riporre il cibo in frigorifero

Lo spreco alimentare, cioè la perdita di cibo ancora buono per essere consumato dagli esseri umani, continua a registrare numeri importanti. Eppure basterebbe un po’ di buona volontà e qualche semplice accorgimento per conservare correttamente gli alimenti e ottimizzare così le scorte. L’invenzione del frigorifero ha modificato radicalmente le nostre abitudini alimentari. Tuttavia molte persone non sanno come suddividere correttamente il cibo al suo interno e questo porta ad una sua più rapida degradazione. Ogni prodotto infatti, onde poter conservare le proprie caratteristiche ed evitare che vada a male troppo presto, dovrebbe essere riposto nel giusto scompartimento ad una precisa temperatura. Invece, per la fretta o per mancanza di informazione, tendiamo a ammassare tutto nel frigorifero, soprattutto in estate, ritenendo erroneamente che tutti i prodotti si conservino al meglio alle basse temperature. Ma non è sempre così. Anzitutto, alcuni degli alimenti che acquistiamo possiamo tranquillamente metterli negli scaffali o riporli nella nostra dispensa. Un esempio è il pane, che in frigo diventa raffermo molto rapidamente, o alcuni tipi di frutta, ad esempio gli agrumi, che si conservano meglio a temperatura ambiente perché nel frigo diventano amari. «Tutti vogliamo un prodotto sicuro e che mantenga il più possibile caratteristiche nutrizionali adeguate – spiega Gabriele Peroni, direttore del Dipartimento di Sanità pubblica dell’Azienda Usl di Imola -. E lo scopo principale della refrigerazione è proprio quello di prevenire o ritardare danni microbiologici, fisiologici e chimici negli alimenti, in quanto alle basse temperature è minore sia la crescita microbica, sia la velocità delle reazioni chimiche ed enzimatiche».

Arrivati a casa con le nostre buste della spesa e con le nostre borse termiche, dove abbiamo riposto i cibi surgelati o di rapido deperimento, è importante mettere velocemente gli alimenti alle giuste temperature di conservazione, in frigorifero o in freezer. «Una regola generale – continua Peroni – è di non riempirlo eccessivamente, per consentire l’aerazione necessaria al mantenimento delle temperature. Va poi controllata periodicamente l’efficienza, con una attenzione particolare alla sbrinatura, per i modelli che ne necessitano, e alle guarnizioni, che devono garantire la chiusura ermetica». Ricordiamoci anche di non tenere aperta a lungo la porta per evitare un rialzo termico indesiderato, che può essere causa di formazione di brina, e di mantenerlo pulito. E’ conveniente vuotarlo completamente e lavarlo con acqua calda e aceto e asciugarlo prima di rimetterlo in funzione. Andrebbe poi tenuto lontano dalle fonti di calore. «Per conservare al meglio l’aroma, la qualità igienica e la freschezza – continua Peroni -, gli alimenti acquistati sfusi o semplicemente incartati vanno protetti con fogli di alluminio o pellicola, o disposti negli appositi contenitori con coperchio». (Alessandra Giovannini)

L”articolo completo su «sabato sera» del 29 agosto.

Nella foto: Gabriele Peroni, direttore del dipartimento di Sanità pubblica dell”Azienda Usl di Imola

«Rubrica salute», la posizione migliore dove riporre il cibo in frigorifero
Cronaca 2 Agosto 2019

Leishmaniosi, un anziano colpito dalla malattia, ricoverato in ospedale

Un uomo anziano residente nella zona delle prime colline dove è stato identificatoil focolaio, è stato colpito da leishmaniosi viscerale. Il medico, per fortuna, è riuscito a diagnosticare immediatamente la malattia e il pensionato è stato sottoposto alle cure del caso. Ora la leishmaniosi è stata debellata ma le sue condizioni sono comunque di attenzione per pregressi problemi di salute.

Questo caso che ha colpito l”uomo, aggiunto agli altri individuati nei cani poche settimane fa, ha portato l”Ausl di Imola, per l”appunto, a chiedere al Comune la disposizione dell”apposita ordinanza con le prescrizioni per prevenire il diffondersi della malattia. Rafforzata, nelle prossime settimane, con il fatto che i proprietari di cani residenti nella zona considerata a rischio saranno espressamente contattati dal Servizio veterinario per lo uno screening gratuito sul loro animale.

La leishmaniosi è una malattia provocata da un protozoo. «Il suo ciclo prevede un serbatoio e un vettore – spiega Gabriele Peroni, direttore del dipartimento di Sanità pubblica dell’Ausl di Imola -. Il serbatoio è l’animale, il cane ma potenzialmente tutte le bestie a sangue caldo, in particolare i mammiferi; il vettore è la femmina di due tipi di pappataci (flebotomi) che preleva il sangue attraverso la puntura necessaria per far maturare le sue uova e, pungendo anche l’uomo, può iniettargli il protozoo. E’ una malattia molto seria, soprattutto quella viscerale, con un esordio subdolo, lento, e una diagnosi difficile, perché il quadro clinico è simile a quello di altre malattie del sangue o del sistema linfatico, come leucemia o linfomi». I parassiti attaccano fegato e milza, il quadro ematologico presenta forti anomalie, ci può essere deperimento, calo di peso, febbre. «E’ chiamata anche kala azar, febbre nera, perché la pelle di chi ne è affetto assume un colore grigiastro». I tempi di incubazione possono andare da poche settimane anche a sei mesi.

Altri particolari sul “sabato sera” dell”1 agosto

Nella foto grande l”ospedale di Imola, nel riquadro il ciclo di vita del protozoo e trasmissione della malattia

Leishmaniosi, un anziano colpito dalla malattia, ricoverato in ospedale
Cronaca 31 Luglio 2019

«Rubrica salute», informazioni e consigli perché il viaggio sia veramente… salutare

Viaggiamo in salute adottando le dovute cautele, soprattutto se andiamo in Paesi dell’area tropicale, equatoriale o di alta quota. Per questo è importante informarsi in tempo e prendere le relative precauzioni prima, durante e dopo il viaggio. Le informazioni sul tipo di viaggio che intendiamo intraprendere ci possono garantire una più precisa valutazione del rischio. Bisogna infatti conoscere i rischi sanitari del Paese che intendiamo visitare e praticare negli ambulatori dell’Azienda Usl le vaccinazioni obbligatorie e consigliate. Al riguardo, abbiamo chiesto qualche consiglio al dottor Roberto Rangoni, responsabile per la prevenzione delle malattie infettive dell’Ausl di Imola. I suoi consigli valgono per Paesi lontani, ma qualche suggerimento sarà utile anche se le nostre vacanze sono previste a pochi chilometri da casa. Intanto, prima della partenza non dobbiamo dimenticare di preparare una scorta sufficiente dei farmaci usati abitualmente e di quelli che possono essere utili per il viaggio, come il materiale da medicazione per piccole ferite e punture di insetti, disinfettante intestinale, antifebbrili, analgesici.

Un’attenzione particolare, poi, ai piccoli turisti in erba. «Prima di iniziare il viaggio – consiglia Rangoni – rivolgiamoci al nostro pediatra e chiediamo consigli per far trascorrere giornate serene e divertenti anche ai nostri bambini». I rischi sanitari più frequenti quando si viaggia sono quelli legati all’assunzione di cibi e acqua contaminati. «La diarrea del viaggiatore è la patologia più frequente – spiega Rangoni -. Pertanto è consigliato bere solo bevande imbottigliate, senza aggiungere ghiaccio perché potrebbe essere stato preparato con acqua non sicura, oppure bevande bollite come il tè o il caffè. Per scongiurare disturbi gastrointestinali o altre malattie infettive mangiamo solo cibi ben cotti e appena cucinati, soprattutto quando si tratta di carne, uova, pesce, ed evitiamo i frutti di mare, le verdure crude, i dolci a base di crema o panna, i latticini freschi, i cibi preparati e venduti per la strada e sbucciamo personalmente la frutta». Nella maggior parte dei casi i disturbi regrediscono nel giro di pochi giorni, ma vivere un’esperienza sgradevole può rovinare il ricordo di un bel viaggio. Curiamo l’igiene personale lavandoci sempre le mani con il sapone, meglio se erogato da un dispenser, prima di mangiare e dopo l’uso dei servizi igienici; facciamo attenzione al rischio di contrarre malattie trasmesse mediante rapporti sessuali occasionali non protetti e non sottoponiamoci a tatuaggi, applicazioni di orecchini, cure dentarie o agopuntura se non sono garantite le condizioni igieniche ottimali. Indossiamo sempre vestiti adatti al clima del Paese visitato e portiamo calzature comode, protettive e traspiranti.

Nelle zone balneari usiamo sempre sandali in gomma sulla spiaggia o in piscina e non tocchiamo organismi marini che possono essere urticanti e pericolosi; nei Paesi extraeuropei evitiamo di bagnarci nelle acque dolci, soprattutto se stagnanti. Ai tropici o ad alte quote usiamo copricapo, occhiali da sole, creme solari ad alta protezione e prendiamo il sole gradualmente. Nei Paesi tropicali molte malattie, ad esempio la malaria, sono trasmesse all’uomo da insetti, soprattutto zanzare, e la protezione personale contro le punture rappresenta il primo mezzo di difesa che va sempre attuata. «E’ bene quindi indossare abiti che coprano anche braccia e gambe, di tessuto a trama fitta – consiglia Rangoni -, evitare i colori scuri e profumi che, in qualche modo, possano attrarre gli insetti». Fondamentali i prodotti repellenti efficaci sulla pelle scoperta, insieme a zampironi e fornelletti mentre nelle stanze da letto sarebbe importante che le finestre fossero munite di zanzariere. L’aria condizionata, ove presente, previene l’ingresso delle zanzare nei locali. In vacanza, come a casa, rispettiamo l’uso del casco se viaggiamo in moto, della cintura di sicurezza in auto, le norme che regolano l’uso del cellulare alla guida; verifichiamo le condizioni del mezzo in caso di noleggio sul posto e asteniamoci dal metterci su strada dopo il consumo di alcolici. Ogni meta, vicina o lontana, ha insomma le sue precauzioni, senza esagerazioni ma anche senza troppa superficialità. (a.g.)

Nella foto: il dottor Roberto Rangoni, responsabile per la prevenzione delle malattie infettive dell”Azienda Usl di Imola

«Rubrica salute», informazioni e consigli perché il viaggio sia veramente… salutare
Cronaca 30 Luglio 2019

Segnali incoraggianti dall'Ambulatorio di continuità, meno codici bianchi e verdi in Pronto soccorso

Andrea Rossi, direttore generale dell’Ausl, definisce «incoraggianti» i risultati di questo primo anno di attività dell’Ambulatorio di continuità assistenziale diurna di Imola estesa anche ai residenti di Mordano. Si trova nella palazzina di fronte alla sala prelievi dell’ospedale vecchio; è operativo dalle ore 12 alle 17 nei giorni feriali e dalle ore 8 alle 20 nei prefestivi e nei festivi, i medici di famiglia del territorio garantiscono l’attività a rotazione nei feriali e nelle mattine del sabato e prefestivi, negli altri orari ci sono i medici di continuità assistenziale (le ex guardie mediche). «Non c’è stato uno svuotamento del Pronto soccorso ma abbiamo invertito il trend di costante crescita dei codici bianchi e verdi che, anzi, tendono un po’ a diminuire: 36.862 nel 2017 e 36.804 nel 2018 – dettaglia Rossi -, mentre nel 2019, secondo i dati del primo quadrimestre, dovremmo attestarci sui 36.000». L’Ambulatorio rappresenta l’embrione della Casa della salute di Imola della quale si parla oramai da qualche anno e che, nei piani dell’Ausl, affiancherà quelle di Castel San Pietro, Medicina e della Vallata a Borgo.

«Oggi abbiamo una media di quindici accessi giornalieri e più del doppio il sabato e nei prefestivi, nel periodo influenzale sono anche di più – dice Danilo Pasotti, medico di famiglia e uno dei due coordinatori dell’Ambulatorio –. Il problema è che l”Ambulatorio è nato in sostituzione di un normale ambulatorio di medicina generale. Le persone di solito vengono per certificazioni di malattia, tonsilliti, dolori per i quali non vogliono aspettare l’apertura dell’ambulatorio del proprio medico. Ma se vogliamo davvero ridurre i codici bianchi e verdi in Pronto soccorso occorre prevedere la diagnostica, dobbiamo trovarci a metà strada». (l.a.)

Altri particolari sul “sabato sera” del 25 luglio.

Nella foto Danilo Pasotti e Andrea Rossi

Segnali incoraggianti dall'Ambulatorio di continuità, meno codici bianchi e verdi in Pronto soccorso
Cronaca 23 Luglio 2019

«Rubrica salute», poche e semplici regole per praticare gli sport estivi

Estate. Giornate più lunghe, vestiti più leggeri, la sera si può cenare o godersi uno spettacolo all’aperto e il cibo, come frutta e verdura, è più saporito e salutare che mai. Inoltre, che si scelga il mare o la montagna, la stagione calda mette a disposizione un’opportunità unica anche per i più pigri: ovvero abbandonare palestre e spazi chiusi per dedicarsi alle tipiche attività all’aria aperta, approfittando del contatto con la natura per mantenersi in forma. Anche perché fare un giro sul lungomare di prima mattina dà molta più soddisfazione rispetto al tapis roulant o alla camminata nel parco nelle fredde e grigie mattine invernali. «Gli sport estivi – spiega Andrea Pizzoli, responsabile della Medicina dello sport dell’Ausl di Imola – sono un’ottima occasione anche per i più sedentari, che devono riprendere un corretto stile di vita per mantenersi in salute. E’ importante, soprattutto per chi è stato sedentario, aumentare gradualmente la durata e l’intensità dell’attività fisica praticata e non improvvisarsi, senza un adeguato apprendimento, in sport che comportano gesti atletici tecnicamente complessi, al fine di evitare malesseri e infortuni».

Ma quali sono gli sport tipicamente estivi? Cominciamo dal più semplice al quale, tra l’altro, abbiamo dedicato uno spazio apposito sulla nostra rubrica. «Camminare o correre – ricorda Pizzoli – sono ottimi strumenti di prevenzione per tante malattie e i loro effetti benefici riguardano anche l’umore e le capacità cognitive. Praticare questa attività permette di rendere più efficiente l’apparato cardiocircolatorio e respiratorio, migliorare il metabolismo dei grassi e degli zuccheri, prevenendo così obesità, diabete, ipertensione arteriosa, malattie cardiovascolari e alcuni tumori come, ad esempio, quello della mammella e del colon. Inoltre, si rinforza l’apparato osteomuscolare prevenendo l’osteoporosi. Camminare o correre allevia inoltre l’ansietà, la tensione e contribuisce a curare la depressione». Se andiamo al mare il primo sport che ci viene in mente è, naturalmente, il nuoto. «E’ uno sport completo – precisa Pizzoli – che mette in movimento tutto il corpo, favorendo la tonicità muscolare senza sovraccaricare in maniera eccessiva le articolazioni degli arti inferiori e impegnando in maniera significativa l’apparato cardiocircolatorio e respiratorio. Anche nel nuoto raccomando di procedere sempre per gradi, aumentando lo sforzo poco a poco, e di nuotare sempre in sicurezza, non allontanandosi troppo dalla riva e, possibilmente, di nuotare in compagnia, in particolare se non si è nuotatori esperti».

Dal mare alla spiaggia. «Per gli amanti del pallone – aggiunge Pizzoli – quasi tutte le spiagge italiane sono attrezzate con reti e campetti che ospitano partite di beach soccer, beach volley e beach tennis. Questi sport diventano l’occasione per svolgere un buon allenamento fisico, stimolando gli apparati cardiocircolatorio e respiratorio e migliorando anche la forza, la coordinazione e l’equilibrio del corpo. Attenzione anche qui a non esagerare se non si è allenati, effettuando prima di giocare riscaldamento ed esercizi di allungamento muscolare ed evitando di giocare sotto il sole nelle ore più calde per evitare disidratazione e colpi di calore. E – aggiunge Pizzoli – proteggere la pelle dalle scottature con creme solari ad alta protezione». Lasciamo il mare e trasferiamoci in montagna. «Andare in bicicletta – continua Pizzoli – è un’attività fisica a impatto zero, nel rispetto della natura e a stretto contatto con le sue meraviglie. Senza dimenticare i vantaggi per la salute perché anche pedalare, in particolare in montagna, migliora la funzionalità cardiocircolatoria e respiratoria, e produce i benefici effetti sul metabolismo che abbiamo già menzionato per la camminata e la corsa». Naturalmente il ciclismo in montagna non è uno sport per tutti. «La fatica è tanta e, anche in questo caso, bisogna fare molta attenzione a non esagerare, anche se, grazie alle moderne tecnologie presenti sulle biciclette (bici elettriche, rapporti leggeri), pure le salite impegnative possono essere affrontate con un dispendio energetico non eccessivo».

Piacevoli alternative alle due-ruote possono essere il trekking, il nordic walking o l’equitazione, attraverso i quali potremo scoprire tanti luoghi diversi, in tutta tranquillità e seguendo l’andatura che più preferiamo. Qualunque sia la nostra scelta sportiva estiva, ecco qualche consiglio sull’alimentazione. «E’ importante – prosegue Pizzoli – arrivare al momento dell’attività con un adeguato apporto energetico e ben idratati, ma senza avere processi digestivi in corso. L’attività dovrebbe essere svolta a non meno di 3 ore di distanza dal pasto principale e ad 1-2 ore da uno spuntino. E se l’attività supera le 2 ore, occorre alimentarsi e idratarsi adeguatamente anche nel corso dello sforzo utilizzando alimenti facilmente digeribili prevalentemente a base di carboidrati come biscotti, pane, frutti». Summa finale: «Anche per praticare gli sport estivi è bene osservare poche e semplici regole. L’attività libera e all’aria aperta, infatti, ha lati positivi e piacevoli, ma occorre allenarsi gradualmente e non esagerare mai. Ascoltiamo bene quello che ci dice il nostro corpo. E’ inoltre importante sapere che, anche se soffriamo di qualche malattia cronica e facciamo terapie, l’attività fisica ha spesso effetti positivi sul nostro stato di salute ed effetti curativi per molte patologie, purché venga effettuata seguendo i consigli del proprio medico curante e degli specialisti che ci seguono». (r.s.)

Nella foto: Andrea Pezzoli, responsabile della Medicina dello Sport dell”azienda Usl di Imola

«Rubrica salute», poche e semplici regole per praticare gli sport estivi
Cronaca 17 Luglio 2019

Vaccinazione antinfluenzale, l'Ausl di Imola prima in regione per la copertura sui cittadini oltre i 65 anni

L’Ausl di Imola in testa alla classifica regionale in tema di vaccinazione antinfluenzale sui cittadini oltre i 65 anni di età. La percentuale raggiunta nella stagione invernale 2018-2019 è infatti del 58,5%, ben 3,5 punti oltre la media registrata in Emilia Romagna. Un risultato al quale ha certamente contribuito la campagna di sensibilizzazione che ha coinvolto l’azienda insieme ai Comitati consultivi misti (Ccm e Cuf, vale a dire Comitato consultivo misto e Comitato utenti e familiari della salute mentale), attraverso un’opera di promozione nei centri sociali in occasione di tombole, pranzi e cene, per far capire agli anziani quanto sia importante proteggersi dall’epidemia e dalle sue possibili complicanze. 

Tale progetto, avviato da alcuni anni, ha consentito di migliorare costantemente la copertura vaccinale degli ultrasessantancinquenni del circondario imolese, passata dal 52,9% del 2016-2017 al 56% del 2017-18 e, appunto, all’attuale 58,5%. «Non è solo un’opera di maquillage – commenta il direttore di distretto sanitario, Alberto Minardi -. E’ anche grazie a questi risultati che non ci sono stati casi gravi o morti imputabili all’influenza tra gli assistiti dell’Ausl di Imola negli ultimi due anni. Inoltre, l’ospedale di Imola non è andato in affanno ma ha anzi superato l’inverno senza la necessità di ridurre gli interventi chirurgici programmati, in quanto costretto a impegnare posti letto da dedicare alle complicanze legate all’epidemia influenzale». 

Soddisfatto per la performance anche il Ccm, che è costituito da membri delle associazioni ed organizzazioni di volontariato, tutela dei diritti e promozione sociale, da rappresentanti dell’Ausl e dei medici di medicina generale. La presidente Carla Govoni sottolinea così l’attività svolta e in particolare le “incursioni” nei centri sociali mirate a sensibilizzare i cittadini: «Visti i buoni risultati della prima iniziativa, lo scorso anno abbiamo riproposto e rinforzato la formula delle incursioni, effettuandone oltre 20 durante i tanti eventi ricreativi già previsti dai calendari dei centri sociali e delle associazioni. Pochi minuti sottratti al divertimento, in cui un medico di famiglia, noi volontari ed il direttore del distretto invitavano i presenti, in particolare gli ultrasessantacinquenni o con patologie croniche, a presentarsi dal loro medico per effettuare la vaccinazione, spiegandone l’importanza e consegnando materiale informativo. Considerando le presenze a ciascun appuntamento, sono stati circa 2.700 i cittadini che hanno ricevuto questo messaggio di sensibilizzazione, in una sorta di “educazione tra pari e di comunità” per informare correttamente e con grande semplicità su come prendersi cura della propria salute».  

E per il 2019-2020 ci si prepara a continuare su questa strada, coinvolgendo sempre più persone nella campagna di promozione della vaccinazione antinfluenzale anche attraverso nuove iniziative che il Ccm sta studiando per aumentare l’efficacia dell’azione di prevenzione. (c.cr.)

Nella foto i dati di tutte le Ausl della regione

Vaccinazione antinfluenzale, l'Ausl di Imola prima in regione per la copertura sui cittadini oltre i 65 anni
Cronaca 17 Luglio 2019

Arriva «Glucasia Run by Night», l'evento che mette in luce l'importanza dello sport per gestire il diabete

«Glucasia Run by Night», ci siamo: è alle porte l”evento ludico-sportivo che Atletica Imola Sacmi Avis e Glucasia (associazione diabetici del comprensorio
imolese) organizzano a Imola, tra l”autodromo Enzo e Dino Ferrari e il parco delle Acque minerali. L”appuntamento è per domani, giovedì 18 luglio, con inizio alle 21.30 (ritrovo alle 19.30 allo stadio Romeo Galli).

La manifestazione vale anche come Memorial Vittorio Lenzi, oltre che 3ª prova di «Imola Corre 2019». Accanto alla gara competitiva, lungo un percorso di 5,5 chilometri, ci sarà anche la camminata ludico-motoria (sempre di 5,5 chilometri), aperta a tutti con un contributo di iscrizione di 5 euro, comprensivo di pacco gara: t-shirt, succo di frutta, prodotti alimentari a basso indice glicemico e altro.

Per informazioni, rivolgersi a Glucasia, tel. 347-0743948. Un ampio servizio sull”argomento è su «sabato sera» dell”11 luglio e sul nostro sito. (r.cr.)

L”immagine è tratta dal volantino ufficiale dell”iniziativa 

Arriva «Glucasia Run by Night», l'evento che mette in luce l'importanza dello sport per gestire il diabete
Economia 16 Luglio 2019

In Vallata si cercano colture alternative, a cominciare dall'aronia e dalle sue straordinarie proprietà nutrizionali e salutari

Non solo mirtilli, more, lamponi, ribes, fragoline, uva spina ma anche alkekengi, aronia, mora di gelso, kaskap, bacche di goji. Sono i superfood, prodotti considerati super-ricchi di nutrienti e super-benefici per la salute. Ma anche nuove opportunità per gli agricoltori che vogliono provare produzioni alternative. Un settore tutto in crescita. E ad esempio di ciò, la produzione di aronia sta crescendo anche nelle colline della vallata del Santerno. Un argomento che abbiamo trattato sulle pagine del «sabato sera» già l’anno scorso, ma, nel frattempo, l’attività è cresciuta, anzi, si è moltiplicata.

«Sono stato il primo a piantare aronia in Emilia Romagna – racconta Marco Martelli di Fontanelice -. Per decenni la coltura dell’albicocco è stata la più redditizia anche in una zona collinare come la nostra. Purtroppo, con l’ingresso di nuove varietà sempre più adatte alla pianura e coltivabili anche al sud d’Italia, le nostre produzioni sono passate in secondo piano. Oggi rendono meno, a fronte di costi più elevati e ad una produttività inferiore. Così, dopo aver vagliato tante ipotesi, mi sono deciso a mettere a dimora le prime piante di aronia». Il primo mezzo ettaro Martelli lo ha piantato nel maggio del 2017 e nell’estate dell’anno scorso ha raccolto 4 quintali di prodotto. «A marzo di quest’anno ne ho piantati altri sette ettari e i risultati li vedrò il prossimo anno. Ma prevedo una raccolta di frutti dai 20 ai 30 quintali».

Una coltura rustica, quindi meno condizionabile dai cambiamenti meteoclimatici. «L’aronia – conferma Martelli – è un arbusto che cresce in qualsiasi terreno e clima e non necessita di irrigazione. Non è intaccata da patogeni, quindi è adatta alla coltivazione biologica. Fiorisce ad aprile e ad agosto inizia a produrre il frutto, che comincia a maturare fra metà agosto e metà settembre. La raccolta è manuale». Dalle bacche, che si presentano a grappolo, simili al mirtillo, si ottiene un succo dalle ottime peculiarità nutraceutiche. Infatti è ricco di antiossidanti, polifenoli, flavonoidi, antociani e vitamina K. Quindi è utile per formare e mantenere robuste le nostre ossa, favorisce la circolazione del sangue e rinforza i vasi sanguigni, prevenendo le principali cause di problemi cardiovascolari. Previene la formazione di coaguli di sangue, riducendo così le possibilità di arteriosclerosi o indurimento delle arterie. Le bacche sono anche un’ottima fonte di fibre che aiutano la regolarità intestinale, promuovendo, allo stesso tempo, la perdita di peso naturale negli individui in sovrappeso. E molto altro. (al.gi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» dell”11 luglio

Nelle foto le bacche di aronia e la pianta in fiore

In Vallata si cercano colture alternative, a cominciare dall'aronia e dalle sue straordinarie proprietà nutrizionali e salutari
Cronaca 15 Luglio 2019

Torna “Glucasia Runbynight', con la gara podistica e tanti altri eventi per richiamare l'attenzione sul diabete

Tutto pronto per il terzo appuntamento con «Glucasia Runbynight», evento sportivo che ha un aspetto sociale e vuole richiamare attenzione su una malattia difficile come il diabete. La manifestazione, cui lo scorso anno hanno partecipato circa 600 persone, è organizzata dall’Atletica Imola Sacmi Avis in collaborazione con Glucasia, associazione diabetici comprensorio imolese.

Si tratta di una suggestiva gara podistica competitiva e di una camminata ludico motoria di 5,5 km aperta a tutti (grandi e piccoli) che si svolgerà giovedì 18 luglio in notturna dalle 21.30 all’interno del parco delle Acque Minerali e del circuito Enzo e Dino Ferrari. L’evento principale sarà preceduto, sin dalle ore 18, da attività per bimbi e adulti all’interno della pista di atletica dello stadio «Romeo Galli». L’iniziativa è a scopo benefico e vuole mettere in evidenza l’importanza dello sport nella gestione del diabete; i fondi raccolti serviranno per attività dedicate ai bambini e adulti diabetici del nostro territorio.

Novità di questa edizione l’importante appuntamento che si terrà il pomeriggio dalle ore 18 alle 19 presso i locali del campo sportivo, dove verranno illustrate le impor-tanti differenze di forme di diabete nell’adulto e nei bambini, quando e come fare prevenzione, l’importanza di riconoscerne i sintomi precocemente in età pediatrica, le ultime tecnologie per la cura. C’è bisogno di chiarire tanti aspetti del diabete e di ribadire quanto sia importante diagnosticare la malattia tempestivamente, soprattutto in età pediatrica, al fine di salvare vite e questa diventa una buona occasione per diffondere la sintomatologia e distribuire i poster illustrativi realizzati dalla Regione in collaborazione con Feder (Federazione Diabete Emilia Romagna) con l’intento di ridurre la disinformazione e dare coraggio a tutti coloro che si approcciano in qualche modo a questa malattia.Dalle 18 ci saranno anche truccabimbi, varie attività sportive per i bimbi grazie alla collaborazione degli istruttori del Csi, poi la consueta «baby dance» del gruppo di ballo Club the Stars alle ore 19.30. Dalle 20.30 il riscaldamento e stretching a ritmo di musica con gli istruttori della Uisp.

Durante l’evento sarà allestito un buffet per tutti i partecipanti. Possibilità di effettuare la prova glicemica pre e post gara/camminata da parte di personale infermieristico del Servizio Diabetologico Asl di Imola. (r.cr.)

L”articolo completo è su «sabato sera» dell”11 luglio

Nella foto l”edizione 2018 di «Glucasia Runbynight»

Torna “Glucasia Runbynight', con la gara podistica e tanti altri eventi per richiamare l'attenzione sul diabete
Cronaca 3 Luglio 2019

«Rubrica salute»: estate rovente, caldo e umidità creano condizioni di rischio

E’ possibile vivere bene l’estate, ma è necessario proteggersi dalle temperature elevate e dall’umidità. Se questa è una raccomandazione valida per tutti, sono in particolare gli anziani e i malati cronici i più esposti ai disturbi provocati dal caldo eccessivo che devono seguire alcune regole importanti. «L’elevata temperatura esterna, dai 30 gradi – precisa Gabriele Peroni, direttore del Dipartimento di Sanità pubblica dell’Ausl di Imola -, ma anche la ridotta ventilazione e soprattutto l’umidità maggiore del 60-70 per cento, non consentono all’organismo un’adeguata dispersione del calore corporeo tramite la sudorazione e creano condizioni di rischio per colpi o collassi di calore, sindromi non legate necessariamente all’esposizione al sole e che possono manifestarsi anche in ambienti chiusi». Ci sono alcuni fattori, poi, che in caso di caldo molto intenso possono aumentare il rischio di incorrere in problemi di salute. Ecco allora alcuni consigli che possiamo mettere in atto. «Intanto bere molto – dice ancora Peroni -. Per contrastare la perdita di liquidi sarebbe importante bere spesso durante la giornata: almeno 2 litri di acqua al giorno, corrispondenti a circa 8 grandi bicchieri. Un’azione che dovrebbero seguire soprattutto le persone anziane perché percepiscono meno di altri la sensazione di sete e quindi bevono poco e quasi mai fuori pasto. Mangiare poi cibi ricchi di liquidi come frutta e verdura per recuperare anche i sali minerali e le vitamine. Il refrigerio si può ottenere anche gustando un buon gelato alla frutta».

Può essere utile osservare la cute per valutare se si sta bevendo a sufficienza: una cute rosea, fresca e non marcatamente secca suggerisce una buona idratazione dell’organismo. Preferire poi tre pasti leggeri, da integrare con due piccole merende. In tavola andrebbero bene alimenti come pasta e riso conditi con verdure, pesce e carni bianche, evitando salse troppo elaborate, fritture e insaccati. Vicino al piatto sarebbe bene avere acqua fresca e non bibite gassate, zuccherate e ghiacciate; meglio limitare al massimo il consumo di vino, birra, bevande a base di caffeina e rinunciare ai super alcolici. Anche il vestiario ci può aiutare. «Mettiamoci abiti leggeri – continua Peroni -, di colore chiaro e in fibre naturali, come cotone e lino, per favorire la traspirazione e indossiamo cappello ed occhiali da sole quando usciamo. Cambiamo spesso la biancheria intima dal momento che aumenta la frequentazione dei bagni». Facciamo docce con acqua tiepida, laviamo viso e braccia con acqua fresca per abbassare la temperatura corporea e idratiamo la pelle con prodotti adeguati come, ad esempio, crema all’amido di riso. Evitiamo di uscire nelle ore più calde della giornata e rinunciamo, nelle stesse ore, anche agli esercizi fisici all’aperto. Evitiamo di lasciare i bambini soli in macchina, anche per brevi soste, dal momento che la temperatura in automobile può aumentare molto rapidamente. «Ed evitiamo anche le esposizioni al sole – aggiunge Peroni -. Sfruttiamo al massimo, invece, le ore fresche del primo mattino e della sera, anche per arieggiare la nostra casa».

Nelle ore più calde chiudiamo finestre, tapparelle e tende (molto utili quelle esterne), cercando di stare nei locali meno esposti al sole e più freschi. Rinfreschiamo gli ambienti con condizionatori. Attenzione però perché la temperatura dentro casa non deve mai essere più bassa di 6-7 gradi rispetto all’esterno e questo per evitare sbalzi termici pericolosi per la salute. Ancora meglio se usiamo i condizionatori solo in funzione deumidificazione. Se si utilizzano condizionatori mobili, fare attenzione anche agli sbalzi tra le stanze rinfrescate e quelle più calde. «Il getto d’aria di condizionatori e ventilatori – consiglia ancora Peroni – non deve essere troppo forte e mai orientato verso le persone. Attenzione, poi, alla manutenzione dei condizionatori: è necessario svuotare spesso la vasca della condensa e pulire i filtri». Un’altra raccomandazione è per chi ha qualche problema di salute. «Chi ha in corso terapie farmacologiche per la pressione arteriosa o per il cuore è opportuno – consiglia Peroni – che si confronti con il medico curante per adeguare o meno la posologia delle medicine». A questo punto non ci rimane che augurare a tutti i lettori vacanze serene e in salute. (Alessandra Giovannini)

Nella foto: Gabriele Peroni, direttore del dipartimento di sanità pubblica dell”azienda Usl di Imola

«Rubrica salute»: estate rovente, caldo e umidità creano condizioni di rischio

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