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Cronaca 20 Gennaio 2020

Arriva il Nipt test gratuito per tutte le donne in gravidanza, il territorio imolese inserito nella fase pilota

Si chiama Nipt test (Non invasive prenatal test) l’esame prenatale di screening, non invasivo che, tramite un semplice prelievo di sangue materno (l’analisi è svolta sul Dna del feto presente nel plasma materno), eseguito nelle fasi iniziali della gravidanza, consente una valutazione del rischio di trisomia 21 (la cosiddetta Sindrome di Down) e di altre alterazioni cromosomiche come la trisomia 13 e la trisomia 18. Dal 27 gennaio il Nipt test sarà introdotto inizialmente con una fase pilota che coinvolgerà le donne in gravidanza della provincia di Bologna, Imola compresa, per poi estendere gradualmente l’esame in tutte le strutture sanitarie pubbliche del territorio regionale.

La decisione della Regione è quella di offrirlo gratuitamente a tutte le donne interessate, indipendentemente dall’età della gestante e dalla presenza di particolari fattori di rischio, affiancandolo nell’esecuzione al test combinato, effettuando in questo modo un unico prelievo di sangue. Il Nipt consente di ridurre la scelta delle future madri di sottoporsi ad amniocentesi e villocentesi, che sono esami invasivi e quindi più rischiosi per le donne. Inoltre, la gratuità rende accessibile la prestazione a tutte, mentre finora non era rimborsato dal Servizio sanitario nazionale e si poteva pertanto eseguire soltanto in laboratori privati, al costo medio di 700 euro.

Dal punto di vista operativo, le donne interessate devono partecipare agli incontri formativi organizzati nei Consultori familiari o nei Punti nascita, ovviamente, per quanto riguarda la fase pilota, in provincia di Bologna. A Imola in particolare gli incontri informativi prenderanno il via il 4 febbraio e si terranno ogni martedì dalle 13 alle 14 presso il Consultorio famigliare dell’Ausl di Imola in viale Amendola 8, primo piano. Conclusi gli incontri, si potrà esprimere il consenso all’esecuzione del test firmando il modulo da presentare al momento della prenotazione dell’esame, che deve avvenire obbligatoriamente entro l’11° settimana dall’ultima mestruazione e che all’Ausl di Imola si effettua al numero telefonico 0542-604190 dal lunedì al venerdì dalle ore 8 alle ore 9 e dalle ore 12 alle ore 13.30.

Per le donne che seguono il percorso nascita del Consultorio sarà invece possibile fissare l’appuntamento con le modalità di accesso previste per la gravidanza. La prenotazione del Nipt sarà in questo caso effettuata dall’ostetrica contestualmente a quella del test combinato. L’esito dell’esame la donna lo riceverà direttamente dal suo ginecologo quando si recherà ad eseguire l’ecografia della translucenza nucale previsto dal test combinato, in programma a distanza di una o due settimane dal prelievo. (mi.ta.) 

Nella foto l”ingresso dell”ospedale vecchio di Imola, dove si trova il Consultorio familiare dell”Ausl di Imola

Arriva il Nipt test gratuito per tutte le donne in gravidanza, il territorio imolese inserito nella fase pilota
Cronaca 15 Gennaio 2020

L'Istituto Ramazzini, che ha un poliambulatorio anche a Ozzano, si avvia a diventare un Irccs

C”è un motivo di interesse in più per l”incontro  che si svolgerà domani a Imola nell”ambito della rassegna CooperAttivaMente ambiente e salute e per i prossimi due in programma il 30 gennaio e il 13 febbraio. L”Istituto Ramazzini, dal quale provengono i ricercatori che relazionano il pubblico sulle tematiche oggetto della rassegna, si è visto infatti accogliere la proposta formalizzata ieri alla Regione Emilia-Romagna di essere riconosciuto come Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (Irccs). Non solo: la Regione ha deciso di avviare immediatamente l”attività istruttoria per arrivare al riconoscimento.

Si tratta di un importante traguardo per l”Istituto, fondato 40 anni fa dal professor Cesare Maltoni e che, dal 2015, ha aperto un poliambulatorio anche a Ozzano Emilia dopo quello già in funzione a Bologna, mentre i laboratori del Centro di ricerca intitolato proprio al fondatore si trovano dagli anni Settanta nel Castello di Bentivoglio. Il Centro di ricerca sul cancro «Cesare Maltoni» è diventato negli anni una realtà d’eccellenza indipendente e riconosciuta a livello internazionale, che ha ottenuto dalle sue ricerche risultati fondamentali nel campo della medicina ambientale e del lavoro, portando al lancio di programmi di prevenzione e di protezione della salute pubblica.

Per quanto riguarda i prossimi passi del percorso di costituzione e riconoscimento in Irccs, occorrerà innanzitutto il pronunciamento favorevole dell’Assemblea legislativa che sarà elettra il 26 gennaio, poi l’Istituto “Ramazzini” dovrà presentare una nuova formale domanda di riconoscimento alla Giunta, che dovrà verificare i requisiti necessari e inviare poi la documentazione al Ministero della Salute, competente sul riconoscimento.  Gli Irccs hanno una grande importanza, sottolinea la Regione in una nota, «per lo sviluppo della programmazione sanitaria regionale, in quanto coniugano attività di ricerca, clinica e sperimentale favorendo l’erogazione di prestazioni assistenziali di grande qualità e innovazione». In tutto in Emilia-Romagna queste realtà sono quattro: l”Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna, l”Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna, l”Istituto in tecnologie avanzate e modelli assistenziali in oncologia di Reggio Emilia l”e Istituto Scientifico Romagnolo per lo studio e la cura dei tumori di Meldola. (r.cr.)

Nella foto tratta dal sito dell”Istituto Ramazzini il professor Cesare Maltoni

L'Istituto Ramazzini, che ha un poliambulatorio anche a Ozzano, si avvia a diventare un Irccs
Cronaca 15 Gennaio 2020

«Siamo l'aria che respiriamo», ai “raggi x' con CooperAttivaMente il binomio inquinamento atmosferico-salute

E” in programma domani, giovedì 16 gennaio, il terzo appuntamento con la rassegna di CooperAttivaMente dedicata ad ambiente e salute, in collaborazione con i ricercatori dell’Istituto Ramazzini. Il dottor Daniele Mandrioli, a partire dalle 18.30, alla sala delle Stagioni della Casa della Cooperazione in via Emilia 25, approfondirà il tema della qualità dell’aria nell”appuntamento dal titolo «Siamo l”aria che respiriamo», dedicato al tema della qualità dell”aria e degli effetti dell”inquinamento atmosferico sulla salute umana.

Come per tutti gli altri incontri del ciclo, a tutti i partecipanti verrà offerto uno sconto del 20% su prestazioni sanitarie (eccetto i prelievi) e un “coupon prevenzione” valido per una visita gratuita over 65 anni utilizzabile al Poliambulatorio di via Libia a Bologna e al Centro clinico di Ozzano Emilia. 

CooperAttivaMente è un progetto ideato e promosso dal Consiglio di zona soci del Circondario imolese di Coop Alleanza 3.0 e Coop. Bacchilega in collaborazione con varie realtà cooperative e associative del circondario imolese. Gli obiettivi, promuovere la cooperazione, la legalità e i corretti stili di vita e di consumo, sono ambiziosi e vengono di volta in volta declinati in una serie di eventi per grandi e bambini: presentazioni di libri, laboratori ed altri appuntamenti. (r.cr.)

La foto è tratta dalla locandina dell”evento

«Siamo l'aria che respiriamo», ai “raggi x' con CooperAttivaMente il binomio inquinamento atmosferico-salute
Cronaca 10 Gennaio 2020

CooperAttivaMente e Istituto Ramazzini insieme per parlare di qualità dell'aria e rischi per la salute

Quanto è importante la qualità dell’aria ai fini della salute delle persone? Ne parlerà giovedì 16 gennaio, nel terzo incontro della rassegna CooperAttivaMente dedicata ad ambiente e salute, il dottor Daniele Mandrioli, ricercatore dell’Istituto Ramazzini. «Siamo l’aria che respiriamo» è il titolo dell’evento, che avrà luogo a partire dalle 18.30 nella sala delle Stagioni della Casa della Cooperazione di Imola, in via Emilia 25. All’inquinamento e alle conseguenze sul benessere di ogni individuo l’Istituto Ramazzini dedica una parte della sua attività di ricerca, anche in qualità di partner tecnico del Laboratorio Aria, nato dalla collaborazione tra Comune di Bologna e Università di Bologna, Arpae, Ausl Bologna e Città metropolitana.

Si tratta, come si legge sul sito della stessa Fondazione, di un «percorso sperimentale di confronto e collaborazione tra soggetti diversi per creare attenzione e azione intorno al tema della qualità dell’aria. Attraverso il Laboratorio Aria, si intende accrescere la consapevolezza del problema in città, creando un flusso informativo costante, facendo dialogare i diversi sistemi e le tecnologie di misurazione e monitoraggio della qualità dell’aria già attivi e stimolando comportamenti che riducano l’impatto e i rischi perla salute». Uno degli strumenti messi a punto dal Laboratorio è un Decalogo che raccoglie consigli e buone pratiche, compilato su dieci domande rivolte ad esperti sul tema e sulle risposte date in un lavoro di redazione che ha coinvolto Ausl di Bologna, Arpae e Ramazzini. Tra le domande selezionate ci sono, ad esempio: «Respiro un’aria peggiore andando a piedi, in bicicletta o in auto?» oppure «La mascherina antismog è una misura per proteggermi dall’inquinamento?». E ancora: «È vero che se porto il mio bambino in passeggino respira un’aria peggiore rispetto al portarlo in braccio?» e così via.

Lo scopo è, come si può intuire, fornire maggiori conoscenze sul tema dell’inquinamentoe sulla sua relazione con la salute, dando anche suggerimenti su quali comportamenti tenere per ridurre i rischi. Una tematica, insomma, molto in linea con le motivazioni che hanno portato alla rassegna di CooperAttivaMente dedicata all’ambiente e alla salute e in generale con i principi del progetto CooperAttivaMente, promosso dal Consiglio di zona soci del Circondario imolese di Coop Alleanza 3.0 e dalla cooperativa Bacchilega, in collaborazione con varie realtà cooperative e associative del circondario imolese, con l’intento di promuovere e sviluppare la cultura e la crescita civile, civica e cooperativa del territorio, ma anche corretti stili di vita e di consumo. (mi.ta.)

CooperAttivaMente e Istituto Ramazzini insieme per parlare di qualità dell'aria e rischi per la salute
Cronaca 9 Gennaio 2020

Il commissario Izzo in visita a Montecatone: “Giusto puntare sulla ricerca'. Imola è azionista dell'ospedale insieme all'Ausl

Visita ufficiale questa mattina all”ospedale di Montecatone per il commissario prefettizio del Comune di Imola, Nicola Izzo. La città è azionista di minoranza nella Spa pubblica a cui fa capo la struttura, eccellenza specializzata nella cura e riabilitazione delle mielolesioni e cerebrolesioni, l”altro socio è l”Azienda usl. Ad accogliere Izzo il direttore del Montecatone rehabilitation institute, Mario Tubertini e Marco Gasparri, componente del Cda e presidente della Fondazione Montecatone Onlus. Presente anche il direttore sanitario, Virna Valmori.

Il direttore Tubertini ha raccontato le attività di ricerca in itinere (13 progetti) e le molteplici collaborazioni in ambito nazionale, ponendo l”accento su aspetti non direttamente legati alla sfera terapeutico-assistenziale dell”ospedale, ma altrettanto importanti ed apprezzati, come La scuola in ospedale, attiva dal 2004 grazie alle collaborazioni con l’Istituto alberghiero Scappi di Castel San Pietro e dell’Istituto Comprensivo 6 di Imola.

«Le traiettorie di sviluppo dell’Istituto – ha detto Tubertini – si basano anche sulla costante valorizzazione delle quote di investimento destinate alla ricerca le cui ricadute potranno positivamente impattare sulla comunità locale (già oggi Montecatone restituisce al territorio, in termini di servizi e forniture acquisite circa 10 milioni di euro). A Montecatone – ha aggiunto il direttore – ci occupiamo anche di biomeccanica, dettaglio tecnologico che si interseca perfettamente con competenze distintive di un’area che comprende il triangolo Modena, Imola e Bologna».  

Il commissario Izzo ha convenuto sull’orientamento strategico che si è data la partecipata sostenendo che «la strada di migliore caratterizzazione perseguibile passa proprio attraverso la realizzazione di programmi di ricerca di respiro internazionale realizzabili poiché – ha sottolineato – l’Istituto ha competenze e potenzialità numeriche per farlo». 

«Idee e progetti per crescere, che è pratica normale a questo punto della nostra storia – ha detto Gasparri – ne abbiamo. E la piattaforma triennale di sviluppo che il Cda ha approvato si muove in questa direzione. Fare tutto restando in questa sorta di limbo tra pubblico e privato, quindi col solo proprio bilancio, però, non lo è». (r.cr.)

Nella foto il direttore di Montecatone Mario Tubertini, il commissario del Comune di Imola Nicola Izzo e il presidente della Fondazione Montecatone onlus Marco Gasparri

Il commissario Izzo in visita a Montecatone: “Giusto puntare sulla ricerca'. Imola è azionista dell'ospedale insieme all'Ausl
Cronaca 7 Gennaio 2020

L'attività motoria per alcune malattie ora la prescrive il medico. Come funziona l'Ama

Anche l”attività motoria può diventare una terapia per alcuni tipi di malattie. In particolare l”Attività motoria adattata (Ama), che è un”attività studiata proprio per alcune patologie e che può essere utile al termine di un percorso riabilitativo per mantenere le funzionalità recuperate. Insomma, non una terapia in senso stretto, ma comunque un”attività che deve essere prescritta dal medico di base oppure dal medico specialista e somministrata, se così si può dire, da personale formato e certificato.

La prescrizione dell”Ama da parte dei medici, anche di quelli sportivi, è stata promossa dalla Regione Emilia-Romagna e nel territorio imolese sono nati alcuni progetti in tal senso, a cominciare dall”adesione al programma regionale «Trapianto, attività fisica e sport», coordinato dal Centro trapianti dell”Emilia Romagna, in base al quale è stata avviata la prescrizione di questo tipo di attività. Il progetto prevede che sia il nefrologo del reparto di Nefrologia e dialisi dell”ospedale di Imola a selezionare le persone sottoposte a trapianto di rene o in attesa di riceverlo per inviarle al medico dello sport cui tocca il compito di fare la valutazione funzionale e prescrivere l”attività motoria, in considerazione del fatto che è provata scientificamente la possibilità di migliorare, attraverso un”attività fisica personalizzata, diverse malattie che possono colpire questi pazienti, dalle patologie cardiovascolari all”obesità, dal diabete all”osteoporosi e alla sindrome metabolica. Inoltre, in generale chi svolge un”attività motoria spesso assume meno farmaci.

Venendo ad un”applicazione specifica, da un anno circa l”Ausl di Imola ha avviato un progetto pilota di Ama destinato a persone che soffrono di lombalgia cronica. Lo racconta il responsabile della Medicina sportiva dell”Ausl, Andrea Pezzoli, partendo dal presupposto che il mal di schiena è una patologia molto invalidante, ma l”esercizio fisico adatto può rappresentare un giovamento per chi ne soffre: «Grazie alla collaborazione del Csi Imola – spiega – abbiamo prima avviato alcuni corsi proposti direttamente dal fisiatra ai pazienti che, per le caratteristiche della loro patologia, potevano trarne beneficio. Da alcune settimane anche i medici di famiglia potranno prescriverla ai loro assistiti che soffrono di mal di schiena».

Chi somministra gli esercizi adeguati, poi, è personale specializzato laureato in Scienze e Tecniche dell’Attività Motoria Preventiva e Adattata il quale, come anticipato, deve essere formato e certificato. Le attività poi si svolgono non in strutture sanitarie, bensì nelle palestre riconosciute come «Palestre che promuovono salute per l’Attività Motoria Adattata», in linea con la delibera della Giunta Regionale 2127/2016 e l”attività praticata viene pagata direttamente dall”assistito. In sostanza, le palestre che intendono proporre l”Ama devono accreditarsi. «Le palestre che promuovono salute e attività motoria adattata, aderenti alla Rete Regionale dell’Emilia Romagna, hanno sottoscritto un codice etico e vi operano laureati in scienze motorie qualificati che si impegnano ad operare seguendo protocolli regionali specifici per patologia con programmi supervisionati dalla Medicina Riabilitativa e dalla Medicina dello sport della Ausl Imola, conclude infatti Pezzoli. 

Attualmente nel territorio dell”AUSL di Imola la palestre che aderiscono alla Rete regionale sono due entrambe a Imola: Csi Centro Sportivo Montericco (via Montericco, 5/A) e  Imola Palestra Free Time (via Turati, 2). Chi desidera sapere qual è la palestra accreditata più vicina può poi consultare il sito http://www.mappadellasalute.it/. (r.cr.)

La foto è tratta dal sito www.mappadellasalute.it

L'attività motoria per alcune malattie ora la prescrive il medico. Come funziona l'Ama
Cronaca 27 Dicembre 2019

La Fondazione Cassa di Risparmio di Imola ha donato all'Ausl attrezzature per 700 mila euro negli ultimi 4 anni

L’8 per cento dei contributi erogati nel 2019 dalla Fondazione Cassa di risparmio di Imola è stato destinato alla salute pubblica. Si tratta di un tesoretto da circa 300 mila euro annui erogati per lo più sotto forma di attrezzature biomedicali acquistate in accordo con la direzione generale e il settore di ingegneria clinica dell’Ausl di Imola allo scopo di ammodernare il parco di macchine utili per diagnosi e chirurgia.

Basti pensare alla lista delle apparecchiature acquistate negli ultimi quattro anni, per un valore complessivo che supera i 700 mila euro:si tratta di nove ecotomografi per le diagnosi mediche cardiologiche,ginecologiche e pediatriche; un elettromiografo portatile per la diagnosi delle malattie che colpiscono il sistema neuromuscolare; un microscopio operatorio oculistico; due sistemi per interventi chirurgici endoscopici e laparoscopici, meno invasivi degli interventi tradizionali; due sistemi per indagini cardiocircolatorie mediante prove da sforzo.

A questi contributi si aggiunge poi quello erogato annualmente (e fin dal 1996) per la consegna dei referti medici a domicilio. Per questo servizio la Fondazione ha erogato 85 mila euro nel 2019 e la stessa cifra nel 2018, mentre nei due anni precedenti ammontava a 100 mila euro annui. (mi.mo.)

Il servizio completo è su «sabato sera» del 19 dicembre

Nella foto il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, Fabio Bacchilega, durante la conferenza stampa di fine anno

La Fondazione Cassa di Risparmio di Imola ha donato all'Ausl attrezzature per 700 mila euro negli ultimi 4 anni
Cronaca 16 Dicembre 2019

Sanità, visite ed esami, via libera alla «circolarità» metropolitana delle prenotazioni

Dall’inizio dell’anno attraverso il Cup dell’Ausl di Imola sarà possibile prenotare esami e visite negli ospedali e nelle strutture sanitarie di Bologna e viceversa. «Inizieremo per prima cosa con le prestazioni non erogate presso la nostra Azienda – anticipa il direttore generale Andrea Rossi -. La modalità sarà esattamente la stessa di cui usufruiscono i cittadini residenti a Bologna». Quindi i Cup aziendali oppure il servizio telefonico o contattando direttamente il reparto, a seconda dei casi.

Una piccola rivoluzione attesa da molti, soprattutto nelle zone di «confine» come Medicina e Osteria Grande, paesi dai quali è più comodo, alle volte, recarsi sotto le Due Torri piuttosto che spostarsi verso Imola. Ma il problema riguarda anche chi necessita di attività specialistiche particolari non disponibili presso l’Azienda usl di Imola, ed è costretto ad andare fino a Ozzano per prenotare. «Per quanto ci riguarda sono almeno due anni che chiedevamo fosse introdotta questa possibilità» rivendica Rossi. Ora i servizi imolesi saranno integrati totalmente con quelli dell’area metropolitana, Ausl di Bologna e azienda ospedaliera Sant’Orsola, Rizzoli e Bellaria.

Si comincerà per gradi. Le prestazioni coinvolte da gennaio nel primo via libera, ad oggi, sono le visite pediatriche chirurgiche e oncoematologiche, la visita per la radioterapia e quella per la chirurgia maxillo facciale, per la chirurgia plastica, la chirurgia vascolare, quella toracica, la visita ematologica, quella cardiochirurgica e della medicina nucleare. Successivamente si passerà alla diagnostica. «L’intenzione è completare nel 2020 “l’apertura” reciproca o circolarità delle prenotazioni» conclude Rossi. (l.a.)

L”articolo completo sul “sabato sera” del 12 dicembre.

Nella foto l”ingresso del Cup di Imola presso l”ospedale vecchio (foto d”archivio)

Sanità, visite ed esami, via libera alla «circolarità» metropolitana delle prenotazioni
Cronaca 14 Dicembre 2019

Una donazione di oltre 1.300 euro in materiale per l'assistenza infermieristica alla Casa della Salute di Borgo

Una donazione per oltre 1.300 euro al servizio di assistenza domiciliare della Casa della Salute della vallata del Santerno, che ha sede a Borgo Tossignano. La donazione, sottoforma di materiale (due carrelli, quattro borse infermieristiche, sette saturimetri portatili), è frutto di quanto raccolto durante la Stravallata 2019 più una somma elargita da Donatella Donnoli in ricordo dello zio Giorgio Turrini. La cerimonia di consegna, che si è svolta in questi giorni, ha visto la presenza dei sindaci Beatrice Poli (Casalfiumanese), Mauro Ghini (Borgo Tossignano) e Gabriele Meluzzi (Fontanelice), del direttore del Distretto dell’Ausl di Imola Alberto Minardi e delle coordinatrici infermieristiche di Nucleo cure primarie e assistenza infermieristica domiciliare di Imola e Vallata, Cristina Bortolotti e Patrizia Lanzoni.

Gli organizzatori della Stravallata (la camminata di 12 chilometri, da Casale a Borgo e ritorno, che quest”anno si è svolta il 2 giugno) ricordano che l”iniziativa è nata 2 anni fa per mettere insieme la socializzazione, il divertimento, la salute e il sostegno alla Casa della Salute. «Lo scorso anno abbiamo raccolto i fondi per una carrozzina e per le bacheche informative – sottolinea la portavoce degli organizzatori, Gigliola Poli -. Quest’anno siamo riusciti, anche grazie a Donatella Donnoli che ha aggiunto ai 724 euro raccolti durante la nostra camminata del 2 giugno, ulteriori 620 euro in ricordo di Giorgio Turrini, a soddisfare l’esigenza dell’équipe infermieristica domiciliare del nostro territorio».

Del gruppo fanno parte diverse associazioni: Auser Imola sezione di Casalfiumanese, Ass. Federica Negri, Ass. Campeggiatori dell’Imolese, Avis sez. Casafliumanese, Agrimola, ASD Bocciofila Valsanterno, ProLoco Casalfiumanese, Valsanterno 2009 APD, Sporting Valsanterno, Ass. Turistica ProLoco Sassoleone, Polisportiva San Martino, Sassoleone 2015 APD e Proloco San Martino. Dopo gli interventi dei sindaci, che hanno ringraziato tutti i donatori, è intervenuto Minardi che ha portato i ringraziamenti dell”Ausl di Imola. (r.cr.) 

Nella foto un momento della consegna del materiale

Una donazione di oltre 1.300 euro in materiale per l'assistenza infermieristica alla Casa della Salute di Borgo
Cronaca 11 Dicembre 2019

Per la rassegna CooperAttivaMente «Ambiente e salute» un incontro per parlare di «Dieta artificiale»

Secondo appuntamento, domani sera, 12 dicembre 2019, con la rassegna CooperAttivaMente dedicata ai temi dell”ambiente e della salute. Dopo la serata introduttiva del 28 novembre, con protagonista la direttrice dell”istituto Ramazzini Fiorella Belpoggi, il secondo incontro, in programma domani alle 18.30 a Imola, nella sala delle Stagioni della Casa della Cooperazione in via Emilia 25, sarà incentrato sul tema «Dieta artificiale». Relatrice dell”incontro la dottoressa Fabiana Manservisi, coordinatore Ricerca e Innovazione del Centro di Ricerca sul Cancro “Cesare Maltoni” dell”Istituto Ramazzini.

Il significato del titolo scelto è così spiegato dalla stessa dottoressa Manservisi: «Si stima che l’alimentazione sia responsabile del 30-40% di tutti i tumori negli uomini e fino al 60% nelle donne. In particolare, può giocare un ruolo importante nel 70% dei tumori del colon retto, nel 50% dei tumori della mammella nelle donne (soprattutto in post-menopausa) e del pancreas. Gli attuali stili di vita sempre più frenetici, la grande disponibilità di cibo e la sempre più diffusa sedentarietà, hanno determinato importanti modificazioni alla nostra alimentazione. Ciò ha comportato la nascita di nuove proposte alimentari, ricche di cibi lavorati e processati (dieta artificiale) oltre che uno squilibrio del bilanciamento energetico con conseguente obesità e/o carenze nutrizionali. Un corretta e sana alimentazione dal punto di vista qualitativo e quantitativo è il primo importante investimento che possiamo fare per la nostra salute».

La rassegna dedicata all”ambiente e alla salute prevede, inoltre, che a tutti i partecipanti venga offerto uno sconto del 20% su prestazioni sanitarie (eccetto i prelievi) e un “coupon prevenzione” valido per una visita gratuita over 65 anni utilizzabile al Poliambulatorio di via Libia a Bologna e Centro clinico di Ozzano Emilia. CooperAttivaMente è il progetto, ideato e promosso dal Consiglio di zona soci del circondario imolese di Coop Alleanza 3.0 e da Coop Bacchilega, in collaborazione di volta in volta con varie associazioni e realtà locali e non solo, con l”intento di promuovere e sviluppare la cultura e la crescita civile, civica e cooperativa del territorio, ma anche corretti stili di vita e di consumo. (r.cr.)

Nella foto la ricercatrice dell”Istituto Ramazzini Fabiana Manservisi

Per la rassegna CooperAttivaMente «Ambiente e salute» un incontro per parlare di «Dieta artificiale»

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