Posts by tag: salute

Cronaca 14 dicembre 2018

La farmacista Elena Penazzi: “Attenzione ai farmaci usati dai ragazzi come droga' – VIDEO

“Il cantante Sfera Ebbasta viene accusato per i testi delle sue canzoni perché parlano di droghe, ma credo occorra fare attenzione anche ad altro. Una droga molto diffusa tra i giovani è uno sciroppo venduto in farmacia contenente codeina. Noi pensiamo che la droga sia venduta dagli spacciatori, ma invece dobbiamo monitorare cosa fanno i nostri figli perché anche l”armadietto dei medicinali che abbiamo in casa può diventare un problema”. Elena Penazzi, farmacista imolese, lo dice in un video che ha già raggiunto quasi un migliaio di condivisioni e oltre 50.600 visualizzazioni.

Tra i mille commenti seguiti alla tragedia nella discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo, la morte di una mamma e cinque giovanissimi travolti e schiacciati nel caos scatenato da un gas urticante, prima del dj set del rapper Sfera Ebbasta, si tratta forse di un punto di vista diverso, oltre luoghi comuni e facili condanne.

Perché questo video?
“Il mio obiettivo era solo dire: attenzione genitori non cercate solo il pacchettino con la maijuana perché la droga si può nascondere in altre vesti. L”idea del video mi è venuta mentre accompagnavo i miei figli di 10 anni a scuola, parlavamo di Sfera Ebbasta e del video di Fedez e loro mi hanno detto ”certo mamma c”è una frase che dice mi calo giù lo sciroppo come fosse md”… Sono rimasta basita perché a loro non piace Sfera Ebbasta ma le notizie girano. Non mi interessa demonizzare il cantante dannato, è sempre esistito, anch”io amo alla follia Vasco Rossi, ma c”è differenza tra ascoltare una canzone ed emulare e soprattutto noi genitori dobbiamo parlare con i ragazzi e per farlo dobbiamo riconoscere e sapere che esistono queste cose e non far finta di non vedere”. 

Quali sono le cose che i genitori devono conoscere? Nel video parla in particolare di sciroppi alla codeina e antinfiammatori
“Ci sono delle motivazioni per cui noi farmacisti non diamo medicinali senza ricetta, le ricette servono. C”è la pseudomoda di sniffare un antinfiammatorio di uso comune, e anche se ci sono studi che dicono che non fa effetto droga questo non significa i ragazzi non lo facciano, ed è comunque un farmaco. 

Però sono strumenti di automedicazione…
“Sì, gli sciroppi alla codeina sono superabusati negli Stati Uniti, e anche in Italia dove si vendono con ricetta non ripetibile. Stessa cosa per gli antinfiammatori”.

Vengono in tanti a chiedere farmaci senza ricetta?
“Sì, però un conto è se si tratta di un cliente che conosciamo o che sta già seguendo una cura, ma quando viene un ragazzino a chiedere un antinfiammatorio…”

Senza ricetta non si possono consegnare farmaci che la prevedono?
“Possiamo farlo per estrema urgenza o se la persona dimostra che è in continuazione di cura, se ha scatola, una ricetta scaduta, il referto del pronto soccorso. Oggi c”è comunque un abuso di farmaci in genere, vogliamo tutti guarire subito, un mal di testa oppure un bambino con la febbre”.

Cӏ un problema di ragazzi che abusano di farmaci a Imola?
“Sappiamo che potenzialmente esiste e far finta che non sia possibile non serve, su Internet, se vogliono, i ragazzini trovano tutto. L”obiettivo del mio video era solo questo: lanciare un messaggio, senza allarmismi, alzare un po” l”asticella dell”attenzione da parte dei genitori”. (l.a.)

TESTO CORRETTO

La farmacista Elena Penazzi: “Attenzione ai farmaci usati dai ragazzi come droga' – VIDEO
Cronaca 14 dicembre 2018

L'assistenza domiciliare, un ospedale sul territorio che assiste oltre 1.100 pazienti nel circondario imolese

Sono oltre 1.100 i pazienti assistiti al proprio domicilio nel territorio dell”Azienda usl di Imola. A tutti loro ha voluto inviare gli auguri di Natale il vescovo di Imola, monsignor Tommaso Ghirelli, recandosi personalmente a casa di uno degli assistiti, Tonino Brunori, classe 1938, accompagnato dal direttore del Distretto, Alberto Minardi, dal medico di medicina generale Roberto Merli e da Paola Cavini, una delle infermiere del servizio di assistenza domiciliare che lo seguono.

L”iniziativa è stata assunta dalla direzione del Distretto, che ha voluto sottolineare l”esistenza di questo «grande ospedale sul territorio» accanto all”ospedale vero e proprio, dove comunque il vescovo si è recato come ogni anno per porgere i tradizionali auguri e impartire la benedizione alle persone ricoverate. «Grazie al nostro vescovo – aggiunge il direttore Minardi – per questa visita a Tonino attraverso il quale, simbolicamente, inviamo a tutti gli assistiti i più sinceri auguri di un Natale sereno».

Per tornare ai numeri delle persone assistite al proprio domicilio, Minardi precisa che sul totale dei pazienti seguiti «236 fruiscono dell”assistenza domiciliare integrata dei loro medici di famiglia e delle infermiere territoriali, 517 sono seguiti in assistenza domiciliare programmata, una o due volte al mese, dal loro medico di base e 413 sono stabilmente in carico all”assistenza infermieristica domiciliare».

Nella foto la visita del vescovo Ghirelli a casa del signor Tonino Brunori

L'assistenza domiciliare, un ospedale sul territorio che assiste oltre 1.100 pazienti nel circondario imolese
Cronaca 12 dicembre 2018

Permanenza massima 6 ore in pronto soccorso, indicazioni regionali e novità a Imola

«La Regione ci sta chiedendo un tempo di permanenza complessivo in pronto soccorso che tenda a non superare le 6 ore, noi ci riusciamo nell’81 per cento dei casi ma dobbiamo migliorare un po’ per arrivare al 90 per cento». Andrea Neri, direttore del presidio ospedaliero dell’Ausl di Imola, conferma l’indicazione sulla quale sta lavorando la Regione. Le lamentele per le lunghe attese in pronto soccorso si rincorrono da sempre. Ora l’assessorato alla Salute dell’Emilia Romagna ha chiesto un impegno specifico anche su questo, dopo l”attenzione degli ultimi anni sulle liste d”attesa di visite, esami e interventi chirurgici programmati.

Se consideriamo che i codici rossi devono essere visti immediatamente, i problemi arrivano con gli altri. «Da un punto di vista sanitario è importante quanto si aspetta prima della visita del medico – precisa Neri -, su questo, per quanto ci riguarda, abbiamo dei tempi buoni che vanno dai 33 minuti per i codici gialli, che sono il 35 per cento degli accessi, ai 116 dei verdi, ovvero il 49 per cento degli accessi, poco meno per i bianchi. Il nostro obiettivo non è essere velocissimi con chi non doveva venire in pronto soccorso – chiarisce Neri – ma essere bravi con le patologie che possono essere subdole, come i codici gialli, questa è la nostra prima missione».

Per il pronto soccorso di Imola, che lotta da sempre con le persone che, un po’ per «tradizione» e un po’ per comodità, vi si rivolgono impropriamente invece di andare dal medico di famiglia o alla guardia medica, una complicazione in più da gestire. I codici bianchi attualmente sono l’11,5 per cento. Numeri non da poco se consideriamo che «ogni giorno accedono al triage complessivamente 150 persone per un totale di 53.222 all’anno» dettaglia Patrizia Cenni, direttrice del dipartimento di Emergenza, «più o meno le stesse degli anni scorsi».

Neri e Cenni hanno ben chiaro il problema e ci stanno lavorando da più punti di vista. «Per prima cosa dall’1 ottobre è stato inserito un infermiere in più al triage per 12 ore al giorno» dettaglia Neri. Ora sono tre, più due solo per l’anagrafica fino alle 20. «L’infermiere in più è utile per i pazienti in attesa di rivalutazione dopo la visita medica e per gestire i piccoli sovraffollamenti». Inoltre, in previsione dei picchi influenzali «il bed manager sarà presente anche il sabato pomeriggio, la domenica e i festivi». Si tratta dell’infermiere incaricato di gestire i ricoveri, che tiene i rapporti con i reparti, nonché i pazienti e i famigliari dell’Obi, cioè i letti per le osservazioni brevi intensive della Medicina d’urgenza. Attivare rapidamente un ricovero significa ridurre la permanenza in pronto soccorso. (l.a.)

Altri particolari nell”articolo completo su «sabato sera» del 6 dicembre 

Nella foto il coordinatore infermieristico dell”emergenza Simone Cavini e il primario Patrizia Cenni

Permanenza massima 6 ore in pronto soccorso, indicazioni regionali e novità a Imola
Ciucci (ri)belli 7 dicembre 2018

Soluzione fisiologica, la ricetta fai da te

Uno dei nostri post storici (e più di successo) è quello con la ricetta della soluzione fisiologica fai da te. Come sapete il nostro archivio non è purtroppo accessibile per motivi tecnici e abbiamo deciso di riaggiornare le informazioni di servizio più importanti.

Vi riproponiamo qui i consigli che a suo tempo ci diede il pediatra Lamberto Reggiani. ” I lavaggi nasali con soluzione fisiologica – spiega il pediatra – sono sempre indicati, dal lattante, al bambino grande, all’adulto, in quanto la rimozione del muco in eccesso favorisce una respirazione migliore. Purtroppo, non sono sempre molto graditi dai bambini, ma con un po’ di pazienza e perseveranza ci si riesce”.

La ricetta

Lo sapevate che la soluzione fisiologica si può preparare? Bastano 2 cucchiaini rasi di sale da cucina sciolti in mezzo litro d’acqua.

Per la soluzione ipertonica invece (quella che in commercio si vende a caro prezzo) è sufficiente raddoppiare la dose di sale, mantenendo invariata la quantità d’acqua. Dunque, 4 cucchiaini rasi di sale da cucina sciolti in mezzo litro d’acqua.

Consigli

  • Per fare lavaggi nasali l’acqua va bollita solo se non è acqua controllata, ma in genere tutta l’acqua potabile (del rubinetto o minerale) può essere utilizzata, anche non bollita. Se tiepida, però, il sale si scioglie prima e può essere meno fastidiosa.
  • La soluzione fisiologica per i lavaggi nasali si può preparare tranquillamente in casa, mentre se si deve fare l’areosol (la soluzione arriva ai bronchi) è necessario usare le fiale in commercio di soluzione ipertonica al 3% per una questione di sterilità e sicurezza della diluizione.
  • La soluzione fisiologica preparata in casa deve essere usata nell’arco delle 24 massimo 48 ore.
Soluzione fisiologica, la ricetta fai da te
Cronaca 6 dicembre 2018

Ridotte le liste d'attesa degli Interventi programmati in tutta la Regione. I dati dell'Ausl di Imola

Poco più di un anno fa la Giunta dell’Emilia Romagna ha messo a punto un Piano per ridurre le liste d’attesa e i tempi relativi agli interventi chirurgici programmati chiedendo alle Aziende usl di adeguarsi, e ora mostra i risultati che sembrano decisamente positivi: l”85% delle operazioni sono garantite entro i tempi previsti con un aumento del +10% in appena un anno. Per molte patologie tumorali, quelle sulle quali l’attenzione è massima, il dato supera il 90%. Inoltre risulta essere stato smaltito anche l”80% delle liste d”attesa pregresse.

Anche l’Azienda usl di Imola è allineata al trend regionale e con una nota  precisa: “Il 98% delle patologie neoplastiche è operato entro 30gg (standard 90%). Nel dettaglio: tumore della mammella 100%; tumore del colon retto 100%; tumore utero 100%; tumore della prostata 91,2% entro la classe di priorità indicata”. Ad ogni intervento chirurgico, infatti, è assegnata una classe di priorità che esprime il limite temporale entro il quale è consigliabile effettuare l’intervento stesso: A entro 30 giorni; B entro 60 giorni; C entro 180 giorni; D entro 365 giorni. Da notare che durante tale periodo di tempo il paziente può anche chiedere delle sospensioni per motivi personali che, se opportunamente registrate, gli consentono di mantenere la prenotazione spostando magari più avanti l’intervento. 

“Il 96% degli interventi per protesi d’anca – continuano a dettagliare dall’Ausl – è effettuato entro 180 giorni”. In generale l’84% degli altri interventi monitorati (ovvero le casistiche previste dalla verifica regionale) sono effettuati entro la classe di priorità assegnata, cioè “angioplastica 84%; tonsillectomia 97,1%; biopsia del fegato 100%; emorroidectomia 81,6 %; riparazione di ernia inguinale 76,5%”. Questi i dati aggiornati ad ottobre.

L’obiettivo generale è del 90% degli interventi eseguiti entro i tempi assegnati e non il 100% perché occorre tener conto di una quota di pazienti che – per caratteristiche particolari legate alla loro patologia – necessitano, prima dell’intervento, di trattamenti o approfondimenti specifici che allungano il tempo d’attesa per il ricovero vero e proprio.

I dati sono stati resi noti martedì in Regione, durante la Commissione assembleare Politiche per la salute, dove l’assessorato ha fatto il punto con le Aziende sanitarie sui risultati raggiunti e su quanto rimane ancora da fare per migliorare ulteriormente. L”assessore Sergio Venturi ha commentato: “Abbiamo imboccato un percorso estremamente complesso e con obiettivi ambizioni consapevoli che è uno dei punti che qualificano maggioramente il servizio sanitario pubblico. Sicuramente c”è ancora da lavorare, ma la strada imboccata è quella giusta”.

Tra l’altro, entro il 2019 tramite il Fascicolo sanitario elettronico, chi è in attesa di un intervento potrà verificare la propria posizione. Una novità molto utile per chi si trova in lista per diverso tempo ed è l’unica Regione ad aver attivato il monitoraggio informatizzato delle liste d’attesa dei ricoveri tramite il Sigla (Sistema integrato di gestione delle liste di attesa).

Per riuscire nello scopo sono stati fatti anche consistenti investimenti mirati al reclutamento di professionisti (oltre 5.000, nell’ultimo biennio, le persone assunte in sanità a tempo indeterminato, di cui 1.450 precari stabilizzati, per un costo complessivo di 24 milioni di euro), la creazione, da parte di ogni Azienda sanitaria, del Responsabile unico aziendale, garante della corretta gestione delle liste di attesa; l’utilizzo delle sale operatorie, tramite l’integrazione delle procedure di prenotazione con quelle di programmazione delle attività chirurgiche; la gestione delle prenotazioni totalmente informatizzata con criteri di priorità per l’accesso definiti in modo chiaro e coerente; il ricorso anche a strutture private convenzionate.Un ulteriore sforzo dovrà essere compiuto, a livello nazionale, per rispondere alla persistente difficoltà di reperire figure chiave, a partire dagli anestesisti: esigenza che rende ancora più importante la richiesta da parte delle Regioni, Emilia-Romagna in testa, di aumentare il numero di posti nelle scuole di specializzazione.

I miglioramenti ottenuti seguono l’analogo intervento sui tempi di attesa per le visite specialistiche e gli esami (a fine novembre 2018 oltre il 98% è assicurato entro i termini previsti mentre era al 58% nel 2015). 

Ridotte le liste d'attesa degli Interventi programmati in tutta la Regione. I dati dell'Ausl di Imola
Cronaca 1 dicembre 2018

Giornata mondiale contro l'Aids, in regione sempre meno sieropositivi ma vietato abbassare la guardia

In Emilia Romagna sono sempre meno le persone che contraggono l’infezione da Hiv, in dieci anni, dal 2008 al 2017, le nuove diagnosi tra i residenti sono diminuite quasi del 40%. I nuovi casi di sieropositività sono stati 262 (193 uomini e 69 donne) lo scorso anno, con un’incidenza del 5,9% ogni 100 mila abitanti. Una buona notizia nella Giornata mondiale contro l”Aids, oggi 1° dicembre, che arriva dall”assessorato regionale alle Politiche per la salute. Questo non significa che si può abbassare la guardia, gli esperti della sanità dicono che occorre continuare a sensibilizzare e informare affinché il numero dei malati si abbassi ulteriormente.

Non solo, oggi grazie alle terapie antiretrovirali il numero di persone che sopravvive nonostante la malattia è aumentato ma potrebbe essere ancora migliore se le persone arrivassero in tempi più rapidi a scoprire di avere contratto l’infezione, “poiché la diagnosi precoce consente di attivare tempestivamente cure efficaci” dicono dalla Regione. Invece, un malato su due ancora oggi scopre di essere positivo nella fase avanzata dell’infezione o quando è già in Aids conclamato (nei nuovi casi il 38%).

I dati regionali ci dicono che tra le persone sieropositive il 74% è maschio, il 32% ha dai 30 ai 39 anni, il 69% è italiano. La classe di età più colpita è quella tra i 20 e i 49 anni (79%). Le persone straniere con Hiv sono sensibilmente più giovani rispetto agli italiani e prevalentemente di sesso femminile. La modalità di trasmissione principale (91% nel 2017) è quella sessuale, nel 51% dei casi eterosessuale. 

“È anche grazie a giornate come questa- afferma l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi- che si riesce a spiegare e ad avvicinare i cittadini, giovani in primis, a un tema così importante, di cui negli ultimi anni si tende purtroppo a parlare meno. Invece la soglia di attenzione deve rimanere alta, perché la prevenzione e la diagnosi precoce sono fondamentali”. 

Per la lotta all”Aids, in Emilia-Romagna è attiva una rete di servizi di prevenzione e assistenza. Un telefono verde permette la prenotazione, in forma anonima e gratuita, del test Hiv in tutta la regione: 800 856080 la telefonata è gratuita per chi chiama dai cellulari e dai telefoni fissi dell”Emilia Romagna. Gli operatori rispondono dal lunedì al venerdì dalle 14 alle 18 e il lunedì anche dalle 9 alle 12. Inoltre, 24 ore su 24 è attivo un sistema automatico di risposta, che dà informazioni di carattere generale su Aids, Hiv e Centri di riferimento nei quali è possibile effettuare il test.

Il sito regionale www.helpaids.it, gestito dall’Azienda Usl di Modena, offre informazioni, approfondimenti e consulenze personali in anonimato.

Per quanto riguarda i servizi per la consulenza e la prevenzione, i punti di riferimento sono gli Spazi giovani e Spazi per le donne immigrate e loro bambini dei Consultori familiari, Dipartimenti di sanità pubblica, Servizi per le tossicodipendenze (Sert), Centri prelievo Hiv, Blq Checkpoint per l’effettuazione del test in convenzione con l’Ausl di Bologna, Ambulatori per le malattie a trasmissione sessuale.

Nella foto l”immagine della campagna regionale di sensibilizzazione contro l”Aids

Giornata mondiale contro l'Aids, in regione sempre meno sieropositivi ma vietato abbassare la guardia
Cronaca 23 novembre 2018

Oggi a Imola un convegno sulla stimolazione cerebrale profonda nel trattamento della Malattia di Parkinson

II 24 novembre si celebra la giornata nazionale della Malattia di Parkinson. L’evento è promosso dall’Accademia Limpe-Dismov, che si pone come punto di riferimento scientifico nazionale per promuovere e divulgare le conoscenze nel campo della Malattia di Parkinson e dei disordini del movimento, promuovere e sostenere la ricerca scientifica e contribuire all’aggiornamento continuo degli operatori sanitari.

Come consuetudine in tale ricorrenza, la Ssd di Neurologia dell’Ausl aderisce all’iniziativa, organizzando, nella giornata di venerdì 23 novembre, alle ore 15 alla Sala De Maurizi (V piano Dea, ospedale Santa Maria della Scaletta di Imola in via Montericco 4) un incontro scientifico dal titolo: «La stimolazione cerebrale profonda nel trattamento della Malattia di Parkinson». L’argomento del seminario è legato al fatto che, nelle fasi iniziali della Malattia di Parkinson, il beneficio clinico apportato dalla terapia farmacologica dura solitamente tutto il giorno.

Tuttavia, con il peggioramento della malattia, il paziente percepisce una progressiva perdita d’efficacia del farmaco, che non riesce più a coprire pienamente l’intervallo fra una dose e la successiva, fenomeno noto come «deterioramento di fine dose». Quando l’effetto del farmaco tende a scemare, i sintomi della malattia quali il tremore, la lentezza nei movimenti e la difficoltà nel camminare si accentuano. Questa fase viene definita fase «Off». Quando il paziente assume la dose successiva di farmaco, i sintomi migliorano nuovamente e questa fase viene denominata fase «On». Però, con il passare del tempo, i pazienti tendono a sviluppare movimenti involontari (torsionali e rotatori) chiamati discinesie, che possono essere molto fastidiosi ed invalidanti.

Per risolvere questi problemi, il medico di riferimento può variare le dosi e la frequenza di assunzione dei farmaci per provare a ridurre la durata della fase Off  le discinesie. In alcuni pazienti la Stimolazione cerebrale profonda (Deep Brain Stimulation – Dbs) può essere terapia efficace nel trattamento delle fasi Off e/o delle discinesie non controllabili efficacemente dalla terapia medica. Il seminario è aperto a tutti e la cittadinanza è invitata a partecipare.

L”articolo completo è su «sabato sera» del 22 novembre

Nella foto una parte del volantino ufficiale con l”immagine di Yuri Chechi, già campione olimpico agli anelli e testimonial della Giornata nazionale della Malattia di Parkinson

Oggi a Imola un convegno sulla stimolazione cerebrale profonda nel trattamento della Malattia di Parkinson
Cronaca 16 novembre 2018

Come affrontare il diabete a scuola: il 17 novembre a Imola un convegno promosso dall'associazione Glucasia

Si celebra il 14 novembre, in oltre 150 Paesi, la Giornata mondiale del Diabete. Questo giorno corrisponde alla data di nascita di Frederick Banting (il co-scopritore dell’insulina con Charles Best nel 1922). La campagna per la prevenzione e la sensibilizzazione al diabete, istituita nel 1991 dalla International diabetes federation e dall’Organizzazione mondiale della sanità, nel nostro Paese è promossa da Diabete Italia, in collaborazione con le associazioni di pazienti e con la partecipazione volontaria di centinaia di medici, infermieri, operatori sanitari e farmacisti.

Quest’anno il tema «Famiglia e Diabete» si concentra sull’importanza di una gestione partecipata e consapevole che coinvolge tutta la famiglia, la società in cui viviamo fino all’ambito scolastico. A Imola è la presidentessa dell’associazione Glucasia, Silvia Penazzi, a spiegare l’impegno dei volontari. «Dopo le due giornate di sabato 10 e domenica 11 novembre in cui Glucasia si è impegnata in collaborazione con gli operatori sanitari del Servizio diabetologico dell’Ausl di Imola ad effettuare gratuitamente più di 150 test glicemici e altrettanti screening di prevenzione del rischio insorgenza del diabete di tipo 2, vi invitiamo al prossimo appuntamento di sabato 17 novembre con un convegno in cui i vari relatori contribuiranno a chiarire gli aspetti legati al bambino con diabete a scuola. Sono argomenti importanti che riguardano da vicino il nostro territorio pertanto invitiamo tutti a partecipare e a portare domande, riflessioni a cui risponderemo alla fine del convegno».

Il titolo del convegno per esteso è «Diabete a scuola: come affrontarlo?» e si terrà dalle 9.45 alle 12 alla Sala delle Stagioni, via Emilia 25. Il diabete di tipo 1 (Dmt1) è una delle malattie croniche più frequenti dell’età scolare e prescolare. Nel convegno di sabato 17 novembre si approfondirà la tematica della gestione del bambino diabetico a scuola, precisando i compiti di tutte le figure coinvolte nella presa in carico, dal pediatra ospedaliero diabetologo al dirigente e al personale scolastico, oltre al tipo di assistenza sanitaria da attivare dopo la segnalazione del caso.

L’obiettivo è quello di mettere a fuoco la situazione attuale territoriale e le criticità presenti. A tal fine si presenterà un progetto sulla diagnosi precoce del diabete in età pediatrica, in collaborazione con la Regione, il cui obiettivo principale è sensibilizzare coloro che sono più a contatto coi bambini e giovani sui sintomi del diabete al fine di diagnosticarlo tempestivamente ed evitare gravi danni causati da complicanze anche mortali. La campagna si basa su poster multilingua, realizzati dalla Regione in collaborazione con Feder (Federazione diabete Emilia Romagna), che saranno distribuiti in tutte le scuole del territorio, poi nelle sale di attesa delle pediatrie, degli studi dei medici di medicina generale e in altri luoghi pubblici.

Silvia Penazzi inquadra la situazione sul nostro territorio e le sue criticità.«L’Ausl di Imola sta lavorando intensamente per la formazione nelle scuole – risponde Penazzi -, in particolar modo la dottoressa Laura Serra, dell’unità operativa Pediatria e Nido, sta spendendo molto tempo su questo versante. Dopo l’eliminazione della Pediatria di comunità, molti servizi, come le vaccinazioni e la formazione appunto, sono svolti direttamente dalle dottoresse dell’ospedale, in primis la dottoressa Serra, che deve far fronte a una mole di lavoro enorme, considerando il fabbisogno formativo crescente su questa malattia. Ora stiamo riorganizzando e strutturando un percorso formativo con le poche risorse a nostra disposizione, ma è giusto farlo, perché il bisogno di formazione è alto, dato l’aumento degli esordi di diabete nelle scuole e non possiamo pensare di utilizzare unicamente risorse sanitarie».

La presidentessa di Glucasia immagina altre figure da coinvolgere in questo percorso. «L’esperienza finora prodotta ci insegna che un’assistenza qualificata per alcune malattie croniche come il diabete di tipo 1 passa anche attraverso il coinvolgimento di altre figure professionali non sanitarie come quelle degli insegnanti i quali, attraverso un buon lavoro di rete, favoriscono un ruolo attivo della scuola nella gestione del diabete e l’autonomia del bambino stesso. Utilizzare solo figure sanitarie, oltre che non sostenibile, a nostro avviso non è neppure efficace ai fini dell’autonomia e della serenità dei bambini diabetici».

L”articolo completo è su «sabato sera» del 15 novembre

Come affrontare il diabete a scuola: il 17 novembre a Imola un convegno promosso dall'associazione Glucasia
Cronaca 13 novembre 2018

Vaccino antinfluenzale: i consigli del dottor Rangoni, responsabile prevenzione malattie infettive dell'Ausl di Imola

Il 5 novembre l”Azienda Usl di Imola ha dato il via alla campagna di vaccinazione antinfluenzale. Per saperne di più sulle caratteristiche dell”influenza di quest”anno e sul relativo vaccino, abbiamo ascoltato il parere di un esperto, il responsabile prevenzione delle malattie infettive dell”Ausl, Roberto Rangoni.

Quali sono i ceppi quest’anno e quali i vaccini disponibili?
«Nell’emisfero sud ha girato molto il ceppo A, ma non c’è mai certezza – risponde Rangoni -. Da quattro anni, ad esempio, da noi abbiamo soprattutto influenze di tipo B, a differenza del passato. Ed è per questo che dall’anno scorso abbiamo iniziato ad utilizzare il vaccino quadrivalente (due ceppi di A e due ceppi di B) invece del trivalente (due di A e uno di B). Sopra i 75 anni, però, occorre utilizzare un vaccino coadiuvato per il quale non esiste ancora un quadrivalente».

Ho fatto il vaccino, ma mi sono ammalato ugualmente.
«Il vaccino non è efficace al 100 per cento ma previene le conseguenze più gravi, in pratica prendiamo la malattia in una forma attenuata. Detto ciò, non bisogna confondere l’influenza vera e propria (esordio improvviso, febbre alta, 6/7 giorni poi si comincia a stare meglio, periodo di epidemia circoscritto) con le altre forme da raffreddamento o gastrointestinali comuni d’inverno».

I bambini devono vaccinarsi?
«I bambini sono tra i più colpiti dall’influenza ma i soggetti sani e in buona salute la superano molto bene, pertanto la vaccinazione è raccomandata solo per quelli a rischio (chiamati direttamente dall’Ausl). Piuttosto è impor-tante che chi li accudisce si vaccini per evitare di prenderla perché si trasmette con estrema facilità». ( l .a .)

Vaccino antinfluenzale: i consigli del dottor Rangoni, responsabile prevenzione malattie infettive dell'Ausl di Imola
Cronaca 12 novembre 2018

Partita a Imola la campagna antinfluenzale, tra le prime a vaccinarsi l'assessora Ina Dhimgjini

Vaccinazione antinfluenzale sotto il flash del fotografo per l’assessora al Welfare del Comune di Imola, Ina Dhimgjini. In verità un po’ giovane rispetto al target prioritario, cioè gli over 65, ma l’antinfluenzale è utile anche agli adulti e l’obiettivo è più che lodevole: sensibilizzare le persone al tema della vaccinazione.

«Siamo ad una copertura di un anziano su due, dovremmo raggiungere almeno il 75%» dicono in coro il responsabile prevenzione delle malattie infettive Roberto Rangoni («io mi vaccino da molti anni») e il direttore del distretto Alberto Minardi dell’Ausl.

Per cercare di promuovere la campagna in maniera mirata, come l’anno scorso è sceso in campo il Comitato consultivo misto degli utenti, che da un lato ha già ripreso le «incursioni» nei centri sociali in occasione di tombole ed altri eventi, dall’altro ha coinvolto le parrocchie, in particolare l’interparrocchiale di San Giacomo, in pratica i sacerdoti segnaleranno la presenza dei volantini informativi durante la messa.

Tra l’altro non c’è molto tempo: la campagna è partita il 5 novembre, la malattia nella nostra regione arriva normalmente tra fine dicembre e febbraio (a Parma è stato già identificato il primo caso in una ragazza di 27 anni), quindi vaccinarsi nelle prossime settimane, secondo i tecnici, è l’ideale per consentire all’organismo di sviluppare un’adeguata risposta ed essere protetti al momento del culmine dell’epidemia. (l.a.)

L”articolo completo è su «sabato sera» dell”8 novembre

Nella foto l”assessora Ina Dhimgjini si sottopone al vaccino antinfluenzale

Partita a Imola la campagna antinfluenzale, tra le prime a vaccinarsi l'assessora Ina Dhimgjini

Cerca

Seguici su Facebook

ABBONATI AL SABATO SERA

Font Resize
Contrast