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Cronaca 24 Giugno 2018

Dopo di noi, vita indipendente per i disabili negli appartamenti protetti in via Saffi

Creare uno spazio nel quale persone con gravi disabilità, rimaste sole, possano continuare a vivere in maniera indipendente e dignitosa. E’ quello che oggi viene definito «Dopo di noi» ed è l’ambizioso progetto che ha nel cassetto il comune di Medicina per completare la palazzina degli appartamenti protetti di via Saffi, a fianco del polo sanitario.Di recente, infatti, il Consiglio comunale ha inserito nel piano triennale delle opere 2018-2020, nell’annualità 2018, un intervento da oltre 300 mila euro per «l’ampliamento di un edificio per appartamenti a locazione permanente per anziani e categorie sociali deboli mediante recupero abitativo del sottotetto» e ha partecipato a un bando della Regione Emilia Romagna per ottenere un contributo derivato dal Fondo per l’assistenza alle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare.

«In quel fabbricato – dettaglia l’assessore alle Politiche sociali, Dilva Fava – sono già presenti sedici appartamenti protetti destinati all’accoglienza di anziani e disabili e spazi condominiali che ospitano progetti di animazione e sostegno». In aggiunta, lo scorso autunno sono stati inaugurati due appartamenti che vengono utilizzati per il progetto «Vita In», per la vita indipendente, ossia che nei fine settimana accolgono dei ragazzi disabili che, trascorrendo qualche ora lontano dalla propria famiglia, un modo per contribuire a far sviluppare la propria autonomia alle persone con disabilità psico-fisiche.

L’obiettivo, adesso, è quello di ristrutturare e riadattare il sottotetto, finora utilizzato prevalentemente come ricovero di materiali, per ricavarne dei mini-appartamenti. Un intervento possibile in virtù del fatto che questo piano è già servito da ascensore. Ad oggi la Giunta medicinese ha approvato un progetto preliminare.

«Il sottotetto è molto ampio e alto e l’idea è quella di realizzare tre bilocali ciascuno dotato di una zona soggiorno con angolo cucina, camera da letto e servizi igienici, tutti ovviamente accessibili a disabili in carrozzina – dettaglia la Fava -. Complessivamente, potranno ospitare sei persone, due per ogni appartamento. Inoltre, è prevista la realizzazione di un’ampia sala per le attività collettive. Pensiamo a una struttura sovracomunale, quindi che può accogliere sia persone residenti a Medicina, sia fuori territorio, come già avviene per altre strutture a carattere sociale».

Complessivamente, per realizzare l’intervento occorrono 331 mila euro che serviranno per realizzare demolizioni e murature, intonaco, controsoffitto, pavimentazioni, infissi, tinteggiatura e impianti elettrico, idrico e di riscaldamento. «Tra le altre cose – prosegue l’assessore -, c’è la necessità di realizzare qualche finestra aggiuntiva perché nel sottotetto oggi sono presenti dei lucernai. Una volta fatti i lavori, sarà vincolata all’utilizzo per il Dopo di noi per vent’anni».

Come detto, il Comune ha messo sul piatto 33 mila euro e ha chiesto un cofinanziamento alla Regione di 298 mila euro. «Siamo in attesa di una risposta e speriamo di aver accesso ai fondi regionali perché realizzare l’opera solo con le nostre risorse sarebbe molto complesso». Si tratta dello stesso bando al quale ha partecipato, ad esempio, anche il Comune di Borgo Tossignano, che sta aspettando che gli venga assegnato ufficialmente un appartamento di via Roma, appartenuto alla ‘ndrina calabrese dei Maesano e poi confiscato, per poterlo riutilizzare per attività a matrice sociale, tra cui l’esperienza di vita indipendente Dopo di noi.«Crediamo molto in questo progetto perché consenterebbe di riorganizzare gli spazi e rendere ancora più completo il nostro polo sanitario, radicandolo ancora di più sul sociale per dare supporto a persone con gravi disabilità e fragilità» conclude la Fava. (gi.gi.) 

Nella foto la palazzina di via Saffi che ospita gli appartamenti protetti

Dopo di noi, vita indipendente per i disabili negli appartamenti protetti in via Saffi
Cronaca 20 Giugno 2018

Medicina in rosa con i Pink Days, prevenzione, burlesque e camminata contro i tumori

La città si colora di rosa da domani 21 giugno fino a domenica 24 con i “Medicina Pink Days”, quattro giorni dedicati alla prevenzione contro i tumori, al benessere e allo sport a cura dell’associazione Donne in Rosa. Il nucleo del programma è basato sulla presenza della Carovana della prevenzione, unità mobile dedicata alla prevenzione senologica primaria.

Si comincia giovedì 21 giugno, alle ore 20.15, presso la sala di Consiglio del Comune di Medicina, quando, con la conferenza Prevenzione 2.0, si parlerà di prevenzione senologica con medici, rappresentanti dell’Associazione Susan G. Komen e Istituzioni Comunali. La Banda municipale accompagnerà la serata con la sua musica. Per l’occasione il Palazzo comunale si colorerà di rosa.

Venerdì 22 giugno sarà il giorno clou dell’evento con la presenza della Carovana della Salute, dalle ore 12 alle 19, presso gli spazi esterni del centro sociale Medicivitas (via Oberdan2); per la visita di prevenzione occorre prenotare, telefonando al numero 347 4810188. Per tutta la giornata, dalle ore 8.30 alle 19.30, i professionisti forniranno prestazioni gratuite.

Sabato 23 giugno, presso villa Pasi (via dell’Osservanza 84) dalle ore 20.30, serata di festa dal titolo Le Donne si raccontano… Arte, musica, racconti,teatro, danza e lo spettacolo di Burlesque Molly May e le Mollette. Accompagnerà questo viaggio fra le emozioni la psicologa Margherita Galli.

Infine, domenica 24 giugno,sarà la volta della passeggiata della salute Quattro passi in Rosa, camminata di 6 chilometri con partenza alle ore 8.30 dal Medicivitas (ritrovo alle ore 8), in collaborazione con Alessandra Graldi dell’Associazione Iyr e Marta Baldazzi.

Medicina in rosa con i Pink Days, prevenzione, burlesque e camminata contro i tumori
Cronaca 18 Giugno 2018

A Castel Guelfo l’antizanzare nebulizzato protegge bar, bocce e parco giochi

Alzi la mano chi non è mai stato infastidito dal ronzio di una zanzara o, peggio ancora, dal prurito dopo essere stato punto. A Castel Guelfo la caffetteria Settecento e il circolo Arci, in collaborazione con la ditta Edera ambiente, hanno cercato una soluzione alternativa per i clienti del bar e i giocatori dei vicini campi da bocce e nei giorni scorsi hanno posizionato un sistema automatico antizanzare (Freezanz) che utilizza una miscela di oli essenziali naturali antizanzara.

In pratica, il liquido corre lungo un tubicino quasi invisibile e, tramite 29 ugelli, viene nebulizzato negli orari ritenuti più critici. «Non uccide le zanzare, bensì è un “disabituante”, ossia serve per farle allontare perché emana un odore sgradevole per questi insetti, ma non per l’uomo» spiega Danilo Brintazzoli di Edera ambiente, che ha installato l’impianto.

«L’idea è venuta a Luca Righini della caffetteria Settecento e come Arci abbiamo deciso di collaborare – spiega il presidente di Arci Castel Guelfo, Ruggero Morini -. In pratica, l’impianto è stato installato sia a protezione dell’area esterna del bar, sia lungo il perimetro della recinzione dei due campi da bocce a due metri d’altezza. In questo modo, riesce a proteggere anche il vicino parco giochi dove spesso ci sono anche famiglie e bambini».

Impianti di questo genere stanno prendendo piede soprattutto negli ultimi anni. «Vengono installati ad esempio in ristoranti e campeggi, ma anche in giardini privati – dice Brintazzoli -. L’impianto può essere portatile, e si parte da un costo di 400 euro, mentre per macchinari fissi dai 1.500 euro in su». (gi.gi.) 

Nella foto un particolare del tubo e uno degli ugelli che nebulizzano il prodotto antizanzare

A Castel Guelfo l’antizanzare nebulizzato protegge bar, bocce e parco giochi
Cronaca 8 Giugno 2018

Lungo il Sillaro, tra San Martino e Piancaldoli, nasce la Fitness Valley

Mentre la Romagna si identifica come Wellness Valley, nel corso medio-alto del Sillaro, tra San Martino in Pedriolo e Piancaldoli, nasce la Fitness Valley. Se la prima è un ormai consolidato brand turistico del benessere ma anche un consorzio tra imprese del settore, la Fitness Valley del Sillaro si presenta come una striscia tra l’Emilia Romagna e la Toscana con caratteristiche storiche, ambientali, culturali ed enogastronomiche utili a potenziare la salute e combattere lo stress.

Ma la Fitness Valley è anche, dal punto di vista giuridico, un’associazione per la promozione del territorio in questione formata, nel suo nucleo originario, da una ventina di attività economiche fra cui agriturismi, ristoranti, aziende agricole biologiche e botteghe storiche, con alla presidenza Graziano Prantoni, general manager del Gruppo Monti Salute Più, all’interno del quale rientra anche il Villaggio della salute più lungo via Sillaro.

Fra i promotori dell’iniziativa dedicata alla salute e alla forma fisica non poteva mancare il patron Antonio Monti. «La carenza di agglomerati urbani e produttivi che era una sfortuna nel secondo dopoguerra – racconta Monti – risulta essere oggi il punto di forza di questa valle caratterizzata da una forte e benefica presenza del mondo della natura».

Ma quali sono gli ingredienti della Fitness Valley, che nella zona compresa fra il Villaggio della salute, Monterenzio e Sassonero è stata dichiarata sito di interesse comunitario (sic) dall’Unione Europea? «Bassi livelli di inquinamento, smog e polveri sottili, grande biodiversità, elevati livelli di ossigeno nell’aria, presenza di acque termali ed una cucina tradizionale sana e salubre grazie alle numerose attività agroalimentari biologiche della zona» elenca Prantoni.

A questi si aggiungono le numerose possibilità di praticare sport all’aria aperta fra cui golf, pesca, equitazione, canottaggio e i molteplici sentieri ed itinerari fra Emilia, Romagna e Toscana raccontati da Emilio Prantoni nel volume Percorsi nella valle del fitness pubblicato da Bacchilega editore.

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Nella foto: il Villaggio della salute più, dal sito dell”aquapark

Lungo il Sillaro, tra San Martino e Piancaldoli, nasce la Fitness Valley
Cronaca 5 Giugno 2018

Paesaggi salutari: a Imola il convegno internazionale su salute, sicurezza e sistemi del verde, anche in streaming

Per la prima volta nel corso della storia dell”umanità più della metà della popolazione mondiale vive concentrata nelle città, un numero già alto ma destinato a crescere fino al 66 per cento entro il 2050. Per questo motivo la necessità di verde pubblico sta costantemente aumentando, come anche raccomandato dall”Organizzazione mondiale della sanità che punta a promuovere azioni mirate alla qualità del paesaggio e alla rigererazione urbana. Secondo l”Oms, le aree verdi giocano un ruolo cruciale per la salute delle aree urbane.

Sono questi gli argomenti di cui si parlerà giovedì 7 giugno ad Imola, all”interno del convegno internazionale su salute, sicurezza e sistemi del verde promosso dall”Università di Bologna e dalla rete europea Uniscape, di cui fa parte in qualità di membro costituente il corso di studi in Verde ornamentale e tutela del paesaggio con sede a Imola.

Oltre 80 relatori provenienti da 20 Paesi europei ed extraeuropei parteciperanno al ricco programma di presentazioni previste a Palazzo Sersanti dalle 9,30. Per partecipare è necessario iscriversi attravero il sito internet dell”evento Landscapes 2018.

“Verranno ad Imola numerosi esperti nei diversi settori legati all’ambiente e al paesaggio, alla sicurezza e salubrità, ai sistemi del verde, alla rigenerazione e alla sostenibilità, alla prevenzione e al monitoraggio ambientale, alle politiche urbane e territoriale – spiega Patrizia Tassinari, rappresentante di Uniscape per Unibo e responsabile del corso di studi imolese in Verde ornamentale e tutela del paesaggio -. Sarà un”occasione per parlare in maniera trasversale del verde e della sua importanza per ogni sistema umano ed urbano ma anche per raccontare l”impegno di Imola sui temi ambientali“.

Sarà possibile seguire il convegno, patrocinato da ministero dell”Ambiente, ministero dell”Agricotura e Oms fra gli altri, anche in diretta streaming sempre al sito https://events.unibo.it/healthy-landscapes-2018.

Sugli stessi temi del convegno la sede di Imola dell’Alma Mater ha quest”anno avviato un progetto di dottorato internazionale che dal prossimo anno scolastico, anche al sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, porterà a Imola giovani ricercatori impegnati a studiare il nesso salute-sicurezza-sistemi del verde in chiave interdisciplinare. Alla commissione giucante sono già pervenute 32 domande, 25 delle quali saranno valutate nelle fasi finali di ammissione al corso di studi.

mi.mo

Nella foto: Patrizia Tassinari

Paesaggi salutari: a Imola il convegno internazionale su salute, sicurezza e sistemi del verde, anche in streaming
Cronaca 14 Maggio 2018

Il direttore dell'ospedale Neri: “Il reparto Post Acuti funziona, ora il geriatra a domicilio'

Andrea Neri, il direttore del presidio ospedaliero, non ha dubbi: «I primi dati sono positivi. Siamo contenti degli indicatori di soddisfazione del personale medico, infermieristico e dei pazienti». La piccola rivoluzione del dipartimento medico dell’ospedale di via Montericco, è diventata realtà. In particolare, il superamento della Lungodegenza e l’attivazione del Post Acuti, reparto a gestione infermieristica dove la responsabilità clinica rimane in capo al medico ospedaliero che invia il paziente e quella complessiva è del capo del Dipartimento medico-oncologico (Antonio Maestri). I timori iniziali «sono stati fugati – precisa Neri -, abbiamo avuto diversi encomi dai pazienti, che hanno apprezzato il fatto di essere seguiti fino al termine del loro percorso. L’équipe infermieristica fornisce anche informazioni, alle persone o a chi deve seguirle, sull’uso di eventuali ausili da utilizzare una volta rientrati a casa. Un’attenzione di cui molti, soprattutto gli anziani, hanno bisogno». Ufficialmente il Post Acuti del Santa Maria della Scaletta è aperto dal 2 ottobre, i letti sono ventidue, di cui quattro dedicati alla riabilitazione intensiva, ad esempio per un post ictus.

«I dati a fine marzo ci danno un’occupazione piena dei posti letto e una degenza media di 13 giorni, che è quanto ci aspettavamo – continua Neri -. Inizialmente i medici che hanno inviato i pazienti sono stati quelli di Medicine e Geriatria, ma da un paio di settimane l’attività si è allargata anche alla Chirurgia generale».

Nel nostro territorio la gestione infermieristica trova già applicazione nell’Ospedale di comunità (Osco) presso l’ospedale di Castel San Pietro, annesso alla Casa della salute, 21 posti letto in tutto. Anche qui e nella Struttura residenziale di cure intermedie (Srci) ci sono stati cambiamenti. Per Neri rappresentano l’ulteriore anello di un sistema sempre più integrato tra ospedale e territorio. «Da novembre abbiamo in Osco un geriatra che garantisce la continuità clinica. Questo modello ci ha permesso di curare più malati» rivendica, dati alla mano. A chi teme che tutto questo voglia dire semplicemente che le persone vengono tenute sempre meno in ospedale, Neri ribatte che «non significa dimetterle prima del necessario. A livello regionale la degenza media negli Osco è 20 giorni, da noi 19,8 giorni. Abbiamo ottimizzato le risorse. Poter trasferire all’Osco più malati ci ha permesso di reggere il sovraffollamento del pronto soccorso. Abbiamo un sistema e dobbiamo usarlo in modo continuo e integrato» conclude.

Il tentativo è offrire la miglior assistenza possibile ottimizzando i costi, in particolare per i pazienti fragili, gli anziani, riducendo al minimo indispensabile i tempi di ricovero e il numero degli accessi ripetuti al pronto soccorso. Considerata l’età media della popolazione del nostro territorio, un elemento da non sottovalutare. Non a caso un altro tassello della riorganizzazione è stata l’introduzione del geriatra territoriale, un progetto partito un anno fa nelle case di riposo (cra) del circondario, che fa capo alla Geriatria. «Ora vorremmo estendere l’attività del geriatra territoriale a tutte le altre cra e in futuro al domicilio dei pazienti. Significherebbe visitare e inviare le persone, se occorre, direttamente dal domicilio all’hospice o dalla cra all’Osco oppure alla Srci per qualche giorno e poi dimetterle, senza dover passare dal pronto soccorso e dall’ospedale». (l.a.)

Altri particolari nell”articolo nel “sabato sera” del 10 maggio.

Nelle foto il reparto post acuti del terzo piano e Andrea Neri

Il direttore dell'ospedale Neri: “Il reparto Post Acuti funziona, ora il geriatra a domicilio'
Cronaca 14 Maggio 2018

La Medicina B a Pasquali, la Geriatria a Menetti, si completa il riordino nell'ospedale di Imola

Stefano Pasquali è il nuovo direttore della struttura complessa Medicina B mentre la Geriatria è diventata una struttura semplice dipartimentale ospedaliera e territoriale, con al vertice, confermato, Massimo Menetti. Due novità divenute operative ad inizio maggio dopo la firma delle delibere ufficiali di nomina da parte del direttore generale dell’Ausl di Imola, Andrea Rossi. Si è completata così la riorganizzazione della medicina internistica, partita gradualmente oltre un anno fa e che si collega anche all’attivazione dell’area Post Acuti del terzo piano.

Stefano Pasquali, ha 60 anni, abita a Budrio «ma professionalmente è imolese doc», sottolineano dell’Ausl, dato che lavora al «Santa Maria della Scaletta» da ben ventotto anni, prima in Medicina, poi in Lungodegenza; nel 2010, con la riorganizzazione per gradualità di cura dell’area, è stato nominato responsabile della struttura semplice di Medicina a media-bassa intensità, denominata poi Medicina B e trasformata ora in struttura complessa.

Anche Massimo Menetti, 59 anni, imolese, geriatra, lavora dal 1993 presso l’ospedale di Imola e dal 2016 è il responsabile della Geriatria. «Il nuovo assetto – conferma Pasquali – ci mette nelle condizioni di garantire un’assistenza medica ed infermieristica di grande qualità, al passo con i nuovi bisogni emergenti della popolazione, soprattutto di quella fragile, che i nostri reparti trattano principalmente». «Sono lieto che la Geriatria – aggiunge Menetti -, già apprezzata anche per la diagnostica strumentale (ecografica e doppleristica), le valutazioni multidimensionali e dei disturbi cognitivi, sia diventata una struttura trasversale sia al Dipartimento medico-oncologico che alle attività sul territorio».

Il prossimo incarico di vertice che l’Ausl dovrà assegnare (l”avviso di selezione è appena scaduto) è quello di direttore o direttrice del Distretto sanitario. Il piano di nomine anticipato da Rossi per ora è confermato, sebbene si siano allungati un po’ i tempi. Per quanto riguarda Oculistica e Pediatria, l’intenzione era chiedere alla Regione l’autorizzazione per i primariati entro il 2018. Si vedrà. (l.a.) 

Altri particolari nell”articolo su “sabato sera” del 10 maggio

Nella foto: Stefano Pasquali e Massimo Menetti

La Medicina B a Pasquali, la Geriatria a Menetti, si completa il riordino nell'ospedale di Imola
Cronaca 10 Maggio 2018

Pronto e operativo il nuovo centro inalazioni delle Terme di Castel San Pietro

Spazi colorati per identificare le varie terapie e attenzione per l’illuminazione: calda nelle sale d’aspetto, più fredda e tecnica negli spazi di cura. Sono solo alcuni particolari che completano la ristrutturazione dell’area inalazioni dello storico stabilimento termale castellano. Un investimento da circa 2 milioni di euro messo in atto durante la chiusura invernale delle Terme e che venerdì scorso è stato presentato ufficialmente con il tradizionale taglio del nastro con le autorità. Da lunedì 7 i nuovi spazi al primo piano sono operativi con le nuove cento postazioni polivalenti in grado di utilizzare sia l’acqua sulfurea che quella salsobromoiodica, entrambe provenienti dai pozzi ad uso esclusivo delle Terme. Una trentina di postazioni sono riservate alle terapie dei più piccoli, unitamente alle cure per i problemi di sordità rinogena, un «reparto bimbi» dedicato solo a loro.

«Ora saremo aperti anche al pomeriggio e non solo al mattino – aggiunge l’amministratore delegato Stefano Iseppi -. Inoltre le nuove macchine permettono una micronizzazione dell’acqua maggiore che raggiunge così anche le alte vie aeree, quindi viene migliorata l’efficacia dei trattamenti. L’impiantistica utilizzata è particolarmente costosa perché occorrono acciai particolari per resistere all’idrogeno solforato contenuto nell’acqua solforosa, una sostanza che fa benissimo per la nostra salute ma corrode i metalli».

Soddisfatto il sindaco Fausto Tinti (il Comune è da sempre azionista di minoranza della Terme di Castel San Pietro Spa proprietaria della struttura dove oggi azionista di maggioranza è l”Anusca): «Il miglioramento strutturale segna un percorso per uno stabilimento fiore all’occhiello della nostra comunità ed esempio di positiva imprenditoriale. Il presidente nazionale di Federteme, Costanzo Jannotti Pecci ha ricordato un tema caro ad Attilio Menconi Orsini (direttore sanitario e fino all’estate scorsa anche azionista di maggioranza di Terme Spa): «Questo rinnovamento qualificherà ulteriormente lo stabilimento castellano vocato ad un termalismo terapeutico».

L’assessore regionale Andrea Corsini, dal canto suo, ha puntualizzato come il termalismo, nonostante alcune difficoltà nel recente passato, sia una delle eccellenze dell’Emilia Romagna e come tali anche un elemento dell’offerta turistica: «Lo stabilimento castellano può sicuramente farne parte, in un territorio di cerniera come quello castellano sul quale stiamo lavorando per renderlo sempre più attrattivo».

In conclusione, il direttore generale dell’Ausl di Imola, Andrea Rossi ha anticipato l’intenzione di un sempre più stretto rapporto tra Terme castellane e Azienda sanitaria: «Lavoreremo insieme su percorsi e formazione in una logica moderna di termalismo che guarda a tutti gli attori del territorio». (l.a.) 

Nelle foto il nuovo reparto inalazioni; un momento dell”inagurazione con Stefano Iseppi, Paride Gullini presidente Anusca, Costanzo Jannotti Pecci presidente Federterme, Corrado Zaccaria, presidente delle Terme di Castel San Pietro Spa, Fausto Tinti, sindaco di Castello 

Pronto e operativo il nuovo centro inalazioni delle Terme di Castel San Pietro
Cronaca 26 Aprile 2018

Imola e Unibo, legame sempre più stretto con il nuovo dottorato

Dopo oltre vent’anni di corsi universitari (il via fu nel 1997), Imola fa il salto di qualità nella formazione con l’avvio dall’autunno 2018 di un dottorato di ricerca in «Salute, sicurezza e sistemi del verde», completando così la proposta formativa con il più alto livello possibile.

Si tratta di un corso multidisciplinare, «e per questo molto innovativo – sostengono i promotori – nel panorama italiano», che coinvolge i Dipartimenti di Scienze biomediche e neuromotorie, di Scienze e tecnologie agro-alimentari, di Farmacia e biotecnologie, di Scienze mediche e chirurgiche e di Architettura.
Tra gli obiettivi c’è quello di formare ricercatori e una classe dirigente capaci di integrare la pianificazione di progetti urbani sostenibili con la programmazione di attività per la promozione della salute e la qualità della vita.

Il percorso triennale è sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola con 130mila euro l’anno e altrettanti ce ne metterà l’Alma Mater. «Dopo un anno di lavoro, possiamo annunciare il corso di dottorato in ‘Salute, sicurezza e sistemi del verde’ che ha una natura interdisciplinare – commenta il presidente della Fondazione, Fabio Bacchilega -. E’ un fatto estremamente significativo per la città e per il nostro ente».

Inserendosi nella sede imolese di Unibo, il corso si propone di promuovere lo sviluppo e il radicamento di attività formative e di ricerca anche grazie all’utilizzo dei laboratori universitari presenti sul territorio: bio-tossicologico, di microscopia, di microbiologia, tecnologico farmaceutico, chimico analitico del complesso ex Lolli e le serre didattico-sperimentali del plesso universitario imolese. Inoltre, altri laboratori potranno essere resi disponibili attraverso convenzioni con enti e organizzazioni del territorio che già collaborano attivamente con l’Alma Mater.

Tra le collaborazioni che rendono possibile il corso ci sono anche quelle del territorio con l”Ausl di Imola e la Fondazione Montecatone Onlus che metteranno a disposizione le proprie infrastrutture, banche dati, know-how e personale. «In ambito medico è sempre più importante mettere in atto politiche interdisciplinari – spiega Andrea Rossi, direttore generale dell’Ausl di Imola -. Un’iniziativa come questa è utile per implementare la prevenzione di varie malattie cronico-degenerative che possono essere combattute anche attraverso corretti stili di vita».

Il bando si è aperto il 10 aprile e resterà aperto fino al 14 maggio per partire da inizio novembre, dopo aver scelto i vincitori delle borse di studio entro l’estate. (c.f.)

Il servizio completo sul “sabato sera” in edicola.

Nella foto da sinistra: Angelo Varni, Fabio Bacchilega, Elisabetta Baldazzi, Evaristo Campomori (Presidente e consiglieri della Fondazione) Maria Pia Fantini,  Prof. Antonino Rotolo, Patrizia Tassinari, Maurizio Recanatini, Giovanni Molari e Andrea Rossi. 

Imola

Imola e Unibo, legame sempre più stretto con il nuovo dottorato
Sport 15 Aprile 2018

«Camminate per la salute», cinque lunedì a Casalfiumanese in vista della StraVallata

Domani partono le «camminate per la salute» in preparazione della «StraVallata» del 20 maggio. Ogni lunedì alle ore 20, per 5 settimane (con ripresa il 21 maggio), quindi, un nuovo gruppo di cammino promosso da alcuni cittadini e supportato dalle associazioni di volontariato di Casalfiumanese, prenderà il via da Parco Manusardi. Domani, per l”occasione, si percorrerà via Croara fino ai due rii e ritorno. 

Per informazioni, tel. 333-9893607. 

r.s.

Nella foto (tratta da facebook): il Parco Manusardi a Casalfiumanese

«Camminate per la salute», cinque lunedì a Casalfiumanese in vista della StraVallata

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