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Cronaca 17 Luglio 2019

Vaccinazione antinfluenzale, l'Ausl di Imola prima in regione per la copertura sui cittadini oltre i 65 anni

L’Ausl di Imola in testa alla classifica regionale in tema di vaccinazione antinfluenzale sui cittadini oltre i 65 anni di età. La percentuale raggiunta nella stagione invernale 2018-2019 è infatti del 58,5%, ben 3,5 punti oltre la media registrata in Emilia Romagna. Un risultato al quale ha certamente contribuito la campagna di sensibilizzazione che ha coinvolto l’azienda insieme ai Comitati consultivi misti (Ccm e Cuf, vale a dire Comitato consultivo misto e Comitato utenti e familiari della salute mentale), attraverso un’opera di promozione nei centri sociali in occasione di tombole, pranzi e cene, per far capire agli anziani quanto sia importante proteggersi dall’epidemia e dalle sue possibili complicanze. 

Tale progetto, avviato da alcuni anni, ha consentito di migliorare costantemente la copertura vaccinale degli ultrasessantancinquenni del circondario imolese, passata dal 52,9% del 2016-2017 al 56% del 2017-18 e, appunto, all’attuale 58,5%. «Non è solo un’opera di maquillage – commenta il direttore di distretto sanitario, Alberto Minardi -. E’ anche grazie a questi risultati che non ci sono stati casi gravi o morti imputabili all’influenza tra gli assistiti dell’Ausl di Imola negli ultimi due anni. Inoltre, l’ospedale di Imola non è andato in affanno ma ha anzi superato l’inverno senza la necessità di ridurre gli interventi chirurgici programmati, in quanto costretto a impegnare posti letto da dedicare alle complicanze legate all’epidemia influenzale». 

Soddisfatto per la performance anche il Ccm, che è costituito da membri delle associazioni ed organizzazioni di volontariato, tutela dei diritti e promozione sociale, da rappresentanti dell’Ausl e dei medici di medicina generale. La presidente Carla Govoni sottolinea così l’attività svolta e in particolare le “incursioni” nei centri sociali mirate a sensibilizzare i cittadini: «Visti i buoni risultati della prima iniziativa, lo scorso anno abbiamo riproposto e rinforzato la formula delle incursioni, effettuandone oltre 20 durante i tanti eventi ricreativi già previsti dai calendari dei centri sociali e delle associazioni. Pochi minuti sottratti al divertimento, in cui un medico di famiglia, noi volontari ed il direttore del distretto invitavano i presenti, in particolare gli ultrasessantacinquenni o con patologie croniche, a presentarsi dal loro medico per effettuare la vaccinazione, spiegandone l’importanza e consegnando materiale informativo. Considerando le presenze a ciascun appuntamento, sono stati circa 2.700 i cittadini che hanno ricevuto questo messaggio di sensibilizzazione, in una sorta di “educazione tra pari e di comunità” per informare correttamente e con grande semplicità su come prendersi cura della propria salute».  

E per il 2019-2020 ci si prepara a continuare su questa strada, coinvolgendo sempre più persone nella campagna di promozione della vaccinazione antinfluenzale anche attraverso nuove iniziative che il Ccm sta studiando per aumentare l’efficacia dell’azione di prevenzione. (c.cr.)

Nella foto i dati di tutte le Ausl della regione

Vaccinazione antinfluenzale, l'Ausl di Imola prima in regione per la copertura sui cittadini oltre i 65 anni
Cronaca 24 Giugno 2019

Riorganizzazione estiva in ospedale, riduzioni di posti letto e ristrutturazioni in corso

Come di consueto, con l’arrivo dell’estate, l’Azienda Usl di Imola ha programmato una serie di riduzioni delle attività negli ospedali di Imola e Castel San Pietro. «Riduzioni – precisa la direzione aziendale – molto limitate», ma necessarie per garantire al personale il godimento delle ferie e previste approfittando del concomitante «calo fisiologico dei cittadini che accedono ai servizi ospedalieri».

Nel dettaglio, in via Montericco la piattaforma medica del terzo piano (Geriatria) perde 14 posti letto complessivi dal 10 giugno al 29 settembre. La Pediatria scende da 15 a 11 posti letto dal 17 giugno al 29 settembre, con chiusura in agosto del day hospital pediatrico. Il day hospital dell’ambulatorio di Gastroenterologia, invece, chiuderà dal 22 luglio all’1 settembre (verrà garantita comunque una sala endoscopica per le urgenze). Post acuti e Lungodegenza vedono i posti ridotti da 22 a 18 dall’11 giugno al 29 settembre. Nel Dipartimento chirurgico, al pari dell’anno scorso, le riduzioni riguardano l’Otorinolaringoiatria, che chiuderà dal 29 luglio al 2 settembre, e l’Oculistica, che opera a Castel San Pietro, e chiuderà dal 22 luglio al 2 settembre, ma le cui urgenze verranno comunque accolte presso i reparti di Ortopedia e Ginecologia, i cui posti resteranno invariati. Urologia riduce 4 posti, Chirurgia generale 6 e la Breast unit (chirurgia senologica) 2.

Rimarranno invariati i posti letto di Medicina A, Nefrologia, Medicina B, Oncologia, Gastroenterologia, Day service internistico, Day service oncologico, Ortopedia, Ostetricia e Ginecologia, Area degenze e Area critica Dea, Servizio diagnosi e cura e Residenza trattamenti intensivi.

A Castel San Pietro, com’è consuetudine, la Day surgery polispecialistica sospenderà le attività dal 22 luglio al 2 settembre, mentre l’ospedale garantisce dal 7 giugno al 8 settembre 21 posti letto al primo piano, di cui 14 di Cure intermedie e 7 di Hospice.

Nel frattempo a Imola prosegue anche la revisione del Pronto soccorso e durante l’estate si procederà all’avvio dei lavori di ristrutturazione del quinto piano (degenza post Inoltre, dal 15 al 29 luglio la Centrale di sterilizzazione verrà completamente sostituita con un rinnovo totale della struttura e delle attrezzature. (r.cr.)

Riorganizzazione estiva in ospedale, riduzioni di posti letto e ristrutturazioni in corso
Cronaca 23 Giugno 2019

Spesa più facile per i celiaci dal 1° luglio: via i buoni cartacei, gli alimenti gluten free si acquistano con la tessera sanitaria

Spesa più semplice dal 1° luglio per le 18.000 persone in Emilia Romagna affette da celiachia. A partire da quella data, infatti, nella nostra regione per acquistare gli alimenti privi di glutine necessari alla dieta di chi è affetto da questa malattia basterà rivolgersi a qualsiasi farmacia o negozio convenzionato sul territorio regionale muniti di tessera sanitaria-Cns (Carta nazionale dei servizi) e dello specifico codice pin celiachia e si potrà così consumare il credito in maniera graduale in base alle proprie esigenze. In sostanza, sarà sostituita l”attuale modalità di erogazione dei buoni cartacei con lo stesso valore mensile (compreso tra 56 e 124 euro a seconda del sesso e dell”età) in formato elettronico finalizzato dai prodotti gluten free (pane, pasta, farina, pizza, snack, biscotti) a carico del Servizio sanitario regionale. La novità sarà comunicata con una lettera a firma dell”assessorato regionale alle Politiche per la Salute che le singole Ausl invieranno ai loro assistiti celiaci. 

La nuova modalità è destinata a semplificare la vita degli interessati, perché non sarà più necessario per essi recarsi periodicamente all’Azienda sanitaria per ritirare i buoni cartacei da utilizzare per la spesa. Tutta l”operazione potrà infatti essere gestita per via informatica, con risparmio di tempo per le persone e di denaro per la pubblica amministrazione. Il risultato è frutto della collaborazione tra servizi regionali, Lepida Spa, Aziende sanitarie e Aic, Associazione italiana celiachia. Per avere una procedura ancora più snella, basterà poi attivare il fascicolo sanitario elettronico (Fse), che permette di visualizzare il credito disponibile aggiornato all”ultima operazione svolta, vedere in tempo reale lo storico delle spese effettuate, ricevere e visualizzare il codice pin celiachia e, all’occorrenza, crearne uno nuovo, oltre a tutti i vantaggi previsti dal fascicolo: prenotazioni, pagamenti e altre operazioni tutte gestibili tramite pc. A chi non ha attivato il fascicolo, il codice pin celiachia sarà comunicato con un”altra modalità dalla sua Azienda sanitaria.

Come possono i cittadini celiaci sapere quali sono i punti vendita convenzionati? Semplice: collegandosi con il sito internet della propria Azienda sanitaria o della Regione, dove troveranno l’elenco aggiornato, escluse le farmacie che sono già autorizzate a erogare gli alimenti senza glutine a carico del Servizio sanitario regionale e che per questo motivo non compaiono in elenco. Quanto al credito mensile, sarà caricato automaticamente nel sistema regionale il primo giorno di ogni mese e l’eventuale importo residuo si annullerà entro il primo giorno del mese successivo.

Come già detto, sono circa 18.000 le persone affette da celiachia in Emilia Romagna. A carico dell”Ausl di Imola parliamo di 566 pazienti, di cui 370 donne e 196 uomini. La celiachia è un’infiammazione cronica dell’intestino tenue per la quale la dieta senza glutine è l’unica terapia disponibile, da seguire con rigore per tutta la vita. Dal 2017 sia la celiachia che la sua variante clinica, la dermatite erpetiforme, sono inserite nell’elenco delle malattie croniche invalidanti, cosa che  prevede il regime di esenzione per tutte le prestazioni sanitarie successive alla diagnosi. La spesa a carico del Servizio sanitario regionale per la fornitura degli alimenti gluten free è di 19,7 milioni in Emilia Romagna nel 2018, in netto aumento rispetto ai 17,9 milioni del 2014. (r.cr.)

La foto è tratta dal sito della Regione Emilia-Romagna

Spesa più facile per i celiaci dal 1° luglio: via i buoni cartacei, gli alimenti gluten free si acquistano con la tessera sanitaria
Cronaca 29 Maggio 2019

Il 30 maggio a Imola spettacolo e donazione alla Neurologia dell'associazione “Io vivrò' in memoria di Gian Luca Fantelli

L’associazione di volontariato “Io vivrò”, attiva nella raccolta fondi e nel supporto di persone affette da sclerosi laterale amiotrofica (Sla), ha donato due pulsossimetrie e un pc portatile, del valore complessivo di 2.700 euro, alla struttura di Neurologia dell’Azienda Usl di Imola, che attualmente ha in carico 8 persone affette da questa grave malattia. La consegna ufficiale della donazione avverrà nel corso dell’iniziativa che si terrà al teatro Lolli (in via Caterina Sforza 3) giovedì 30 maggio, alle ore 21. Uno spettacolo basato sul racconto “Se avessi la tua voce”, in ricordo di Gian Luca Fantelli, soprannominato «il Fante», cantautore, scrittore e giornalista medicinese a cui nel 2007 era stata diagnosticata la Sla e scomparso nel 2016 a soli 52 anni.

La sclerosi laterale amiotrofica è una malattia degenerativa del sistema nervoso centrale caratterizzata dalla progressiva perdita di forza dei muscoli volontari, con atrofia e spasticità. L’età media di insorgenza è di 58-63 anni nelle forme sporadiche e più bassa, 47-52 anni,nelle forme familiari. Non esiste al momento una terapia specifica di sicura efficacia. E’ una malattia ad elevato impatto psicologico, sociale ed economico, vista la sua lenta e inesorabile evoluzione verso la progressiva invalidità e la morte. 

Non è la prima volta che l’associazione presieduta da Paolo Sartiani sostiene con donazioni i servizi dell’Ausl di Imola che seguono i pazienti affetti da Sla. Nel 2016, con una donazione di oltre 4 mila euro, erano stati acquistati ausili per il miglioramento della vita dei pazienti al proprio domicilio. Quest’anno la scelta è stata di donare alla Neurologia un pc portatile, utile alla tenuta informativa del registro Sla, e due pulsossimetri, attrezzature che permettono di controllare lo stato di ossigenazione del sangue. La perdita di forza non interessa infatti soltanto i muscoli degli arti, ma riguarda anche i muscoli della parola, della deglutizione e della respirazione. Spesso il primo segno si manifesta solo durante uno sforzo fisico intenso o durante il sonno, quando il paziente a letto può accusare una mancanza d’aria in posizione sdraiata e può aver bisogno di dormire con due o più cuscini, o addirittura seduto.

Questi sintomi sono un importante segnale di difficoltà respiratoria e,se non si interviene in tempo, in questa fase possono presentarsi delle gravi complicanze. Ebbene i pulsossimetri consentiranno agli pneumologi di eseguire diagnosi precoci di coinvolgimento dei muscoli respiratori mediante delle registrazioni notturne della saturazione ossiemoglobinica, cioè di Imola. (r.cr.)

L”articolo completo è su «sabato sera» in edicola da domani, giovedì 30 maggio

Nella foto un momento della presentazione dell”iniziativa

Il 30 maggio a Imola spettacolo e donazione alla Neurologia dell'associazione “Io vivrò' in memoria di Gian Luca Fantelli
Cronaca 22 Maggio 2019

Allarme epatite per alcuni integratori alla curcuma, i prodotti ritirati dal ministero della Salute

L’Istituto superiore di Sanità ha segnalato ad oggi 10 casi di epatite riconducibili al consumo di curcuma. Tutti casi avvenuti in Italia. Sono in corso delle verifiche ma secondo l”avviso pubblicato dal ministero della Salute sarebbero legati ad alcuni integratori alimentari derivati dal famoso rizoma. Oggi l”utilizzo della curcuma è molto in voga, non solo per via del colore giallo che conferisce ai piatti, quanto per i suoi effetti benefici, ad esempio proprio sul fegato. Da qui l”allarme, il ritiro dei lotti coinvolti e soprattutto l”invito, a titolo precauzionale, a sospendere temporaneamente il consumo e l”acquisto dei prodotti. 

“Se qualcuno ha già consumato questi prodotti può rivolgersi al proprio medico di famiglia per ricevere tutte le informazioni e far partire la segnalazione” dicono dall”Azienda usl di Imola. Ovviamente senza allarmismi dato che al momento non c”è ancora chiarezza, una delle ipotesi è quella di una contaminazione dei materiali o nella lavorazione dei prodotti. 

Questo l”elenco dei lotti indicato dal Ministero (LINK AL SITO)  :
Curcuma 95% Maximum lotto 18L264 scadenza 10/2021 prodotto da Ekappa  Laboratori srl per conto di Naturando S.r.l.
Curcuma complex B.A.I. aromatici per conto di Vitamin shop
Tumercur Sanandrea
Movart Scharper SpA stabilimento a Nichelino
Curcuma Meriva 95% 520mg Piperina 5 mg Farmacia dr. Ragazzi, Malcontenta
Curcuma “Buoni di natura” Colfiorito
Curcumina Plus 95%, lotto 18L823 NI.VA prodotto da Frama
Curcumina 95% Kline lotto 18M861 NI.VA prodotto da Frama
Curcumina Plus 95% piperina linea@ lotto 2077-LOT 19B914 NI.VA prodotto da Frama
Curcumina Plus 95% piperina linea@ 18c590 NI.VA prodotto da Frama

Si tratta di integratori alimentari, un prodotto da banco a libera vendita, sia in negozi di alimentari che parafarmacie e pure via Internet. Come detto, attualmente sono in fase di ritiro dalla vendita. (l.a.)

Allarme epatite per alcuni integratori alla curcuma, i prodotti ritirati dal ministero della Salute
Cronaca 15 Maggio 2019

Quattro storie di dipendenti dell'ospedale di Montecatone: «Siamo innamorati di questo lavoro»

«Io sono di Imola ma mi sono laureata a Ferrara, poi ho fatto un corso al Sant’Orsola come case manager, che è quello che sono attualmente. Ricordo il mio primo giorno a Montecatone, nel 2001. In questo posto non ci sono le vie di mezzo o lo ami o lo odi. Per me è molto appagante, se dovessero dirmi vai a lavorare altrove risponderei no». Simona Caselli è un’infermiera, ha 42 anni, un marito e un figlio. E’ una dei circa 400 dipendenti del Montecatone Rehabilitation Institute Spa. Medici, infermieri, oss e amministrativi, psicologi, tecnici, il 77 per cento sono donne, per la maggior parte si tratta di persone del territorio.

Pamela Salucci medico fisiatra, 43 anni, sposata, due figli, anche lei è imolese. «Io sono arrivata a Montecatone nel 2003 all’ultimo anno di specializzazione, nel 2004 mi hanno assunta». La sua area di lavoro è quella neurologica delle gravi cerebrolesioni, «che possono essere traumatiche, emorragiche o anossiche, ad esempio a seguito di un infarto. Diversamente dalle lesioni midollari – spiega -, dove si interrompono i segnali dal cervello alla periferia e il paziente non muove gambe o braccia ma l’attività collaborativa e cognitiva solitamente rimane integra, seppur con diverse problematiche, nel “mio” paziente quest’ultima parte viene compromessa».

Anche la fisioterapista Danira Golinelli è di Imola, ha 32 anni, è sposata, ha un figlio. «Mi sono laureata nella sede di Imola e ho frequentato Montecatone nei tirocini. Poi, appena uscita dalla facoltà, a novembre, mandai il curriculum e a febbraio già lavoravo, ora sono nove anni. Il fisioterapista si occupa di recuperare le autonomie, in un caso l’obiettivo è formare i familiari e in un altro addestrare il paziente a ritornare al proprio domicilio con l’uso della carrozzina, in altri ancora andrà a casa camminando. Ogni trattamento è individualizzato e contano sempre tantissimo motivazione e sostegno della famiglia. L’obiettivo è portare il paziente il più vicino possibile alla sua vita di prima in una nuova condizione».

Gianni Cacucciolo, 54 anni, faentino, oggi è un ross, cioè un operatore socio sanitario riabilitativo, figura organizzativa introdotta a Montecatone tra i primi Istituti in Italia, che ne indica l’ulteriore specificità nell’attività in palestra. Alle spalle una storia curiosa, iniziata quattordici anni fa, quando non era più un ragazzo. «Venivo da 25 anni nel campo della ristorazione e gestivo un’enoteca, ma ho deciso di cambiare vita, mi sono licenziato e iscritto al corso per oss, credo l’ultimo gratuito di riqualificazione professionale organizzato dalla Regione. Non sapevo cosa fosse, in realtà volevo fare volontariato. Al termine mandarono il mio curriculum a Montecatone dove non volevo venire perchè da fuori mi sembrava un posto troppo triste. Poi feci il colloquio e mi dissi: provo. Mi sono follemente innamorato di questo lavoro». (l.a.)

L”articolo completo è pubblicato su «sabato sera» del 9 maggio

Nella foto Pamela Salucci, Danira Golinelli, Simona Caselli e Gianni Cacucciolo

Quattro storie di dipendenti dell'ospedale di Montecatone: «Siamo innamorati di questo lavoro»
Cronaca 14 Maggio 2019

Chiusa la sperimentazione sull'Urologia metropolitana, il dottor Emilio Emili torna direttore del solo reparto di Imola

L’1 maggio si è conclusa la sperimentazione interaziendale metropolitana in ambito urologico. Emilio Emili è ritornato ad essere il direttore del «solo» Dipartimento di Chirurgia dell’Ausl di Imola e del relativo reparto di Urologia. La notizia ufficiale è arrivata dall’Azienda sanitaria, ma già a metà marzo il direttore generale Andrea Rossi l’aveva anticipato davanti ai consiglieri comunali imolesi e ai cittadini in occasione della Commissione sulla situazione socio-sanitaria e gli scenari futuri. Sul tema non era mancato neppure il pressing della politica (la sindaca Sangiorgi aveva chiesto esplicitamente di «lasciare le soluzioni interaziendali» proprio in occasione della Commissione di marzo).

La sperimentazione dell’unità operativa complessa interaziendale di Urologia tra l’Ausl di Bologna e quella di Imola è nata l’1 luglio 2017, venne attivata come convenzione triennale per sperimentare il nuovo progetto riorganizzativo che prevedeva la conduzione unificata in forma interaziendale delle attività di Urologia dell’ospedale Santa Maria della Scaletta di Imola, dell’ospedale Maggiore di Bologna e dell’ospedale di San Giovanni in Persiceto, Porretta Terme e Bazzano.

Rossi dettaglia così le motivazioni che hanno portato a ritornare alla situazione iniziale senza neppure aspettare la fine del triennio: «In questi due anni il dottor Emili ha garantito positivamente la funzione direzionale sui cinque reparti. Sono stati raggiunti alcuni degli obiettivi che ci si era prefissati e che restano importanti punti fermi; tra gli altri: la valutazione multidisciplinare dei casi complessi di urologia oncologica, la mappatura delle competenze dei professionisti e l’avvio di programmi formativi mirati, la riorganizzazione del lavoro dei reparti di degenza ed il governo delle prestazioni ambulatoriali. D’altro lato non sono mancate criticità, dovute soprattutto alla complessità organizzativa e a vincoli tecnico-giuridici, che hanno determinato un insufficiente controllo dei tempi di attesa per ricoveri programmati sul versante bolognese, un importante obietti-o che la Regione Emilia Romagna ha dato a tutte le Aziende». Da qui la decisione presa dalle direzioni generali e della Conferenza territoriale socio-sanitaria metropolitana (dove siede come vicepresidente la sindaca di Imola Manuela Sangiorgi) di «ridefinire consensualmente la sperimentazione – ragguaglia Rossi – e riportare sia i risultati positivi che le criticità, rilevate all’interno dei lavori programmatori di area metropolitana avviati in queste settimane». (l.a.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 9 maggio

Nelle foto il direttore dell”Urologia di Imola Emilio Emili e il direttore generale dell”Ausl di Imola Andrea Rossi

Chiusa la sperimentazione sull'Urologia metropolitana, il dottor Emilio Emili torna direttore del solo reparto di Imola
Cronaca 13 Maggio 2019

Montecatone, il direttore Tubertini presenta il bilancio e svela: «Dedicheremo 250 mila euro per tre anni alla ricerca»

Bastano un paio di numeri per inquadrare il Montecatone Rehabilitation Institute Spa in un’azienda di medie dimensioni, realtà economica seppur impegnata in sanità. Per prima cosa il numero dei dipendenti, 390 di cui 352 a tempo indeterminato, che devono occuparsi di 158 posti letto sempre pieni (tasso di occupazione media del 102 per cento), l’anno scorso sono stati trattati 773 pazienti (e va ricordato che mediamente i ricoveri durano sei-sette mesi). Un’eccellenza che vanta l’unità spinale più grande d’Italia, polo di riferimento regionale per la riabilitazione intensiva delle persone colpite da lesioni midollari e uno dei tre per le lesioni cerebrali, senza dimenticare che più della metà dei pazienti provengono da altre regioni a dimostrazione della valenza nazionale.

Ritornando al paragone iniziale, il direttore generale Mario Tubertini conferma: «Oggi Montecatone è una grande opportunità lavorativa a cui si accompagnano ricadute economiche importanti per il territorio». Per dimostrarlo ricorda che «nel solo 2018, dei 10 milioni e 400 mila euro che abbiamo speso per l’acquisto di beni e servizi ne sono andati circa 600 mila euro all’Ausl di Imola e altri 800 mila a fornitori esterni sempre di Imola, circa 4,7 milioni, cioè il 45 per cento del fatturato, sono rimasti in provincia di Bologna, circondario imolese compreso». Soldi che significano lavoro per altre aziende, ad esempio i circa 8 milioni investiti negli ultimi cinque anni per ristrutturare e ampliare l’ospedale.

Tubertini è arrivato nell’autunno scorso e presenta ai soci il primo bilancio consuntivo: «Chiudiamo in linea con gli altri anni, con 3-400 mila euro di utile su un valore della produzione di circa 30 milioni. E stiamo pensando insieme all’Azienda Usl di presentare alla Regione la richiesta per acquistare una macchina per risonanza magnetica e tac, un’apparecchiatura che non abbiamo a Montecatone, farebbe sempre capo alla Radiologia imolese, e sarebbe utile sia per evitare spostamenti ai nostri pazienti sia per le esigenze dell’Ausl, ad esempio per le liste d’attesa. Il costo stimato è 1,5 milioni».

Si parla spesso di Irccs, l’acronimo indica gli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico. «E’ una scelta possibile che va condivisa con la Regione – abbozza il direttore generale -, caratteristiche Montecatone ne ha». Ovviamente la ricerca ha un peso notevole nel valutare un Ircss. «Abbiamo previsto – conclude Tubertini – di dedicare 250 mila euro del nostro bilancio ogni anno per i prossimi tre anni per stimolare progetti e attività di ricerca con professionisti interni e non solo». (l.a.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 9 maggio

Nella foto Mario Tubertini

Montecatone, il direttore Tubertini presenta il bilancio e svela: «Dedicheremo 250 mila euro per tre anni alla ricerca»
Cronaca 9 Maggio 2019

Alessandra, Lulù e la pet therapy di Montecatone protagoniste in Campidoglio a Roma

Il progetto di pet therapy «Abili a 4 zampe» protagonista a Roma in Campidoglio all’evento organizzato da Roma Capitale, nella persona di Daniele Diaco, presidente della IV Commissione capitolina Ambiente. Ormai da cinque anni l’ospedale di Montecatone propone ai propri pazienti interventi di assistenza con animali in collaborazione con l’associazione ChiaraMilla riesce a coinvolgere come istruttori ex pazienti dell’ospedale.

Alessandra Santandrea, ex paziente di Montecatone, ha raccontato la sua storia e ha terminato con una dimostrazione «dal vivo» con Lulù, che lei stessa ha addestrato sotto la guida delle istruttrici di ChiaraMilla. Presenti anche Lisa Costa, Silvia Bolognesi e Brandon Ladson, altri ex pazienti di Montecatone, ora istruttori di Pet Therapy. Santandrea, insieme a Marina Casciani, è autrice del libro “La sedia di Lulù” (Itaca Edizioni) con oltre 20.000 copie vendute e un’attività di promozione che ha visto centinaia di incontri su tutto il territorio nazionale, ha contributo a sensibilizzare sul tema della disabilità e dell’aiuto che i cani da supporto forniscono a persone con difficoltà motorie.

A portare la testimonianza di Montecatone è stato il Presidente della Fondazione Montecatone onlus Marco Gasparri. L’evento si è chiuso con una dimostrazione di Alessandra e Lulù, che ha mostrato dal vivo il supporto concreto che un’animale da assistenza può fornire alle persone con disabilità. (r.cr.)

Nella foto Alessandra Santandrea con Lulù in Campidoglio

Alessandra, Lulù e la pet therapy di Montecatone protagoniste in Campidoglio a Roma
Cronaca 8 Maggio 2019

Prevenzione zanzare, kit gratuiti nel Circondario e Ozzano ma non a Imola

E’ partita nei giorni scorsi nei comuni del circondario e a Ozzano la campagna preventiva contro la diffusione delle zanzare. Ogni Comune ha pubblicato l’ordinanza in linea con le direttive disposte dalla Regione Emilia Romagna, finalizzate a prevenire la diffusione delle malattie infettive trasmesse proprio dalle punture di zanzare. La zanzara tigre, lo ricordiamo, può trasmettere Dengue, Chikungunya e Zika, mentre la zanzara comune può essere vettrice della febbre West Nile. Virus, quest’ultimo, che lo scorso settembre ha causato una vittima e una decina di contagiati anche sul nostro territorio. Le politiche di prevenzione attuate dai comuni sono però diverse.

Alcuni di questi, come ad esempio Castel San Pietro, Castel Guelfo, Medicina e Ozzano, vengono incontro ai cittadini distribuendo kit gratuiti per i trattamenti larvicidi, che in relazione all’andamento climatico devono essere effettuati fino a fine ottobre. A Imola lo si faceva in passato, da qualche anno non più. Gli imolesi dovranno dunque pagare di tasca propria i trattamenti. Chi viola le norme, incorre in una sanzione amministrativa fino a 500 euro, mentre i controlli saranno effettuati da polizia municipale, Ausl, Guardie ambientali metropolitane. «Siamo sicuri che basti un’ordinanza per promuovere le buone pratiche e il senso di responsabilità dei cittadini?» si chiedono Daniela Spadoni e Roberto Visani, consiglieri comunali Pd, membri della commissione Sanità del Comune di Imola. «Alla luce dei casi riscontrati lo scorso anno nel nostro territorio e considerando il potenziale rischio per la salute pubblica ci saremmo aspettati qualcosa di più – affermano -. Chiediamo che venga ripristinata in modo capillare la distribuzione gratuita alla popolazione del kit antizanzare. Lo sforzo per fare tutto questo è modesto e crediamo che ne valga la pena».

A Castel San Pietro, allo Sportello cittadino nella sede municipale, sono già disponibili oltre 500 kit gratuiti di prodotto antilarvale. Per ogni edificio verrà fornita un’unica dotazione di prodotto ed è quindi opportuno che vada a ritirarlo una sola persona, il cui nome e cognome sono registrati su un apposito elenco. Il prodotto può inoltre essere acquistato nelle farmacie, a un prezzo convenzionato con l’Ausl di Imola. Il prodotto va applicato una volta al mese in tombini, caditoie, grondaie e pozzetti sbrecciati. Inoltre, poiché le larve si sviluppano nei contenitori d’acqua, si invitano i cittadini a eliminare o vuotare settimanalmente tutti i recipienti all’aperto, come sottovasi, bidoni, secchi e annaffiatoi. Il Comune di Castel Guelfo si è dotato di un centinaio di kit, che sono già in distribuzione presso l’Urp, mentre a Medicina, da sabato 11 maggio, i cittadini potranno ritirare gratuitamente il prodotto nei seguenti punti del capoluogo e delle frazioni: il sabato al magazzino comunale di via Morara (ore 8-10); il mercoledì alla cartoleria Ciao di Villa Fontana (ore 9-12); dal lunedì al venerdì al centro sociale di Fiorentina (dalle ore 20.30 in poi); il sabato all’ex magazzino del grano Clt a Sant’Antonio (ore 8-11); tutti i giorni nell’orario di apertura nel negozio di alimentari a Portonovo; il venerdì da Rossano Zini in via Nuova 814/d (ore 9-11 e ore 15-17); dal lunedì al venerdì, al centro sociale Nuova Vita a Fossatone (dalle ore 20.30 in poi). A Ozzano, infine, la distribuzione gratuita dei kit con il prodotto antilarvale da inserire nei tombini privati (10-40 gocce) e nei sottovasi (5-10 gocce), è ripresa lo scorso 10 aprile presso il centralino del municipio oppure all’Urp (lunedì pomeriggio ore 12-18, martedì e venerdì, ore 8.30-12.30, sabato ore 8.30-12). (lo.mi.)

Foto d”archivio

Prevenzione zanzare, kit gratuiti nel Circondario e Ozzano ma non a Imola

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