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Cronaca 9 Luglio 2020

Coronavirus, a Imola solo 2 casi attivi. L’Ausl “chiude per ferie” la tenda del pre-triage del Pronto soccorso

Nel circondario di Imola oramai dalla fine di giugno (per la precisione dal 27 giugno) non si registrano nuovi positivi. Rimangono solo due casi attivi (cioè ancora positivi), si tratta di persone residenti a Imola (una è ricoverata in ospedale ma solo perché deve fare delle cure che esulano dalla Covid-19 e la sua abitazione non è confacente all’isolamento). In totale, dall’inizio dell’epidemia, nei dieci comuni del circondario di Imola abbiamo avuto 404 casi, 39 i morti.  

Diversa, come si sa, la situazione nel resto della regione: oggi i nuovi positivi sono 29 di cui 12 con manifestazioni cliniche dovute all’infezione. Vari focolai nei giorni scorsi hanno fatto risalire il numero dei contagi e dei malati, oltre ai positivi asintomatici individuati tramite gli screening sierologici. Così anche i ricoverati in terapia intensiva e quelli dei reparti Covid sono aumentati, ma solo di poche unità e hanno già ricominciato a scendere alla luce di guarigioni e “negativizzazioni”. I ricoverati in terapia intensiva in tutta la regione oggi sono 10 e 96 quelli nei reparti Covid.  

Secondo la Regione i focolai sono tracciati e sotto controllo, in particolare a Bologna (con i positivi in tripla cifra legati allo spedizioniere Brt Bartolini) e nel ravennate (una dozzina di persone rientrate dal Bangladesh poste in isolamento fiduciario). 

La situazione tranquilla sul fronte virus dell’imolese, unita all’esigenza di razionalizzare il personale a fronte delle ferie estive, ha portato l’Ausl di Imola a “chiudere” la tenda esterna del pre-triage del Pronto soccorso.

Questo non toglie che l’attività verrà comunque svolta da un infermiere all’interno della struttura ospedaliera: nell”area tra la rampa d”accesso pedonale al Pronto soccorso e quella di triage. Poi si proseguirà seguendo specifici percorsi in base ai differenti livelli di sospetto di infezione da Sars-Cov 2  

“La tenda però resta al suo posto – precisa la nota dell’Azienda sanitaria – e riprenderà a funzionare a fine settembre, quando le temperature ne permetteranno nuovamente l’utilizzo e in vista dell’esigenza di garantire un filtro esterno adeguato nel periodo autunnale”. 

La rampa pedonale di via Belpoggio rimane quindi dedicata esclusivamente a chi si reca in Pronto soccorso (pazienti e operatori del servizio), mentre resta interdetta a tutti gli altri, compresi i dipendenti (che devono accedere all’ospedale dall’atrio centrale e sottoporsi alle verifiche del check point che rimane in funzione come sempre). (l.a.)

Coronavirus, a Imola solo 2 casi attivi. L’Ausl “chiude per ferie” la tenda del pre-triage del Pronto soccorso
Cronaca 7 Luglio 2020

Accordo tra Montecatone e Inail, reinserimento sociale per le persone con disabilità da lavoro

Importante accordo triennale tra il Montecatone Rehabilitation Institute e l’Inali per il tempestivo reinserimento delle persone con disabilità da lavoro. Un accordo che dovrebbe coinvolgere circa 150 pazienti all’anno e consentirà ad entrambi i partner di mettere a disposizione strutture, ambienti e attrezzature e proprie risorse professionali. Obiettivo una costante attività di ricerca per l’individuazione di soluzioni tecnologiche effettivamente applicabili ed approccio multidisciplinare alla riabilitazione e al reintegro sociale per i lavoratori gravemente infortunati. «L’accordo con Inail, del quale siamo particolarmente lieti – dichiara Mario Tubertini direttore generale Montecatone Rehabilitation Institute – rafforza ed arricchisce il positivo e proficuo rapporto di collaborazione che esiste da tempo tra i due Enti. La nostra priorità, sottolineata nel Piano Strategico approvato dal Consiglio di Amministrazione, è quella di intensificare rapporti con strutture prestigiose e all”avanguardia come il Centro Protesi».

Collaborazione, come detto, che il Montecatone Rehabilitation Institute ha stretto con le strutture facenti capo alla Direzione centrale assistenza protesica e riabilitazione Inail, tra cui il Centro Protesi di Vigorso di Budrio e che si intensifica dopo la positiva esperienza di Twin, l’esoscheletro per arti inferiori modulare sviluppato nell’ambito del progetto di ricerca Inail-IIT (Istituto Italiano di Tecnologia) che proseguirà con il coinvolgimento del Montecatone Rehabilitation Institute. 

L’azione sinergica tra professionisti tecnici e sanitari su cui si basa la partnership è finalizzata alla creazione di un servizio che affronterà in modo completo le problematiche derivanti da una disabilità acquisita: accanto al percorso terapeutico-riabilitativo, gli infortunati sul lavoro ricoverati a Montecatone potranno infatti accedere a percorsi diagnostico-terapeutici integrati, finalizzati al reinserimento sociale e lavorativo e a un servizio d consulenza, fornitura, adattamento e personalizzazione di ausili che, nel processo di inclusione socio professionale rivestono un ruolo determinante poiché contribuiscono ad aumentare l’autonomia funzionale e la qualità della vita. Per Laura Calzà, direttore dell’Attività Scientifica a Montecatone, «la partnership Inail-Montecatone offre l’opportunità unica di accelerare lo sviluppo di ausili “intelligenti”, fondando questa prospettiva non solo sulle capacità dei professionisti coinvolti ma, soprattutto, sulla volontà e sulla determinazione dei pazienti di Montecatone. Essi saranno il motore di questa attività congiunta. Contiamo infatti di sviluppare progetti centrati su di loro che sappiano spaziare da migliorie tecnologiche apparentemente piccole ma che risolvono problemi della quotidianità, alle frontiere della neurorobotica, particolarmente significative per i nostri pazienti, che garantiscano a Inail e Montecatone un contatto stabile con i migliori centri nazionali e internazionali del settore». (da.be.)

Foto presa dal sito del Montecatone Rehabilitation Institute
 

  

Accordo tra Montecatone e Inail, reinserimento sociale per le persone con disabilità da lavoro
Cronaca 4 Luglio 2020

Coronavirus, l'Ausl di Imola riattiva la programmazione del parto senza dolore (epidurale)

A Imola riparte la possibilità, per le donne in gravidanza, di programmare la partoanalgesia, ovvero l”epidurale che permette di somministrare farmaci analgesici che riducono il dolore durante il parto. Durante il periodo dell’emergenza Coronavirus poteva essere richiesta solo al momento del travaglio, qualora le condizioni di salute della donna e quelle organizzative dell”Azienda usl lo permettessero.

Invece dal prossimo 9 luglio, e successivamente per ogni giovedì dalle ore 10 alle 11, si potrà recarsi direttamente all’ambulatorio operandi dell’ospedale di Imola (Poliambulatori chirurgici, piano terra) per fissare gli appuntamenti per gli esami (ematici, ecg e visita anestesiologica), in base all’età gestazionale.

“In questa fase di ripartenza chiediamo alle donne interessate di prendere questi appuntamenti anche prima della 34-36esima settimana – spiega Michela Poli, medico anestesista rianimatore e responsabile del Programma blocco operatorio dell’Ausl di Imola –. Questo ci permetterà di programmare con più tranquillità le visite e gli esami necessari”.

Dal 3 di settembre riprenderanno anche i corsi con la presenza di medico anestesista, ginecologo e ostetrica, che  venivano organizzati anche prima del Covid; per le misure di prevenzione del contagio, però, saranno organizzati on line. “Non abbiamo modificato il calendario, ma abbiamo cambiato la modalità  – continua Poli – mantenendo la possibilità di interagire con loro grazie alla tecnologia”. Dalla prossima settimana sarà possibile iscriversi ai corsi sul sito istituzionale dell’Azienda Usl di Imola alla pagina https://www.ausl.imola.bo.it/partoanalgesia 

Inoltre, da domani, 6 luglio, sarà attivato il numero unico 0542662619 per la prenotazione delle attività ambulatoriali ostetriche dell”Ambulatorio prenatale (amnio e villocentesi) e dell”Ambulatorio di presa in carico gravidanza a termine; il numero sarà attivo dal lunedì al giovedì dalle 14.15 alle 15.15. (r.cr.)

Coronavirus, l'Ausl di Imola riattiva la programmazione del parto senza dolore (epidurale)
Cronaca 3 Luglio 2020

L'assessore regionale Raffaele Donini in visita al Montecatone Rehabilitation Institute

In mattinata l’assessore alle Politiche per la Salute della Regione Emilia-Romagna, Raffaele Donini ha fatto visita al Montecatone Rehabilitation Institute dove ha incontrato il personale e i vertici della struttura. «Per meglio conoscere le criticità e le opportunità delle nostre eccellenti strutture sanitarie, la miglior cosa è sempre quella di recarsi sul posto – ha detto Donini – per ascoltare i medici, gli infermieri, i dirigenti, i sanitari, incrociare lo sguardo dei degenti e dei familiari a loro seguito, percorrere fisicamente i reparti. Montecatone oggi è un’eccellenza nel campo della neuroriabilitazione, un centro di riferimento non solo regionale: basti pensare che il 65% dei pazienti proviene da fuori regione». 

L’assessore, che era accompagnato dalla consigliera Francesca Marchetti, ha detto di voler «contribuire a valorizzare questa esperienza come patrimonio pubblico del servizio sanitario regionale e collegarla stabilmente ai poli di eccellenza metropolitana delle neuroscienze. Ancora una volta sono rimasto molto colpito da quel sentimento di umanità e comunità che lega profondamente il personale clinico e sanitario ai pazienti». Il direttore generale di Montecatone, Mario Tubertini, dopo aver ringraziato l’assessore per la sua presenza, ha evidenziato l’attuale situazione dell’istituto, com’è stata affrontata l’emergenza Covid-19 e le priorità da affrontare nel prossimo futuro. Tra queste, quella della modifica della veste giuridica della struttura considerato che «qui, dove ha sede la più grande unità spinale italiana, molti fattori tra cui l’elevata risposta terapeutica riabilitativa, la qualità espressa e l’elevata competenza – ha detto – rendono possibile per Montecatone un ruolo importante nel servizio sanitario pubblico come istituto di ricerca. Questo ci permetterà di creare e potenziare ancora di più legami di collaborazione con altri soggetti del Sistema Sanitario Regionale la cui qualità è un fattore di attrattività importante, cosi come mantenere elevata la reputazione di Montecatone attraverso miglioramenti strutturali e attivazione di percorsi specialistici di eccellenza».

Giovanni Pieroni, presidente del CdA di Montecatone ha ribadito come «la necessità di consolidare questo ruolo di riferimento è segnato da due tappe: transitare in un territorio pubblico e, insieme all’IRCCS delle Neuroscienze, costituire uno dei soggetti più autorevoli in Italia in tema di Neuroscienze e di Neuroriabilitazione». Laura Calzà, componente il CdA e direttore dell’Attività Scientifica, ha spiegato che «l’elevato numero di pazienti ricoverati in Istituto ha permesso, in questi anni, di costruire una banca dati sulle lesioni midollari molto importante e questo può permetterci di mettere in campo diversi studi di ricerca; ciò che ci penalizza è la natura giuridica dell’Istituto che, come società privata, non ci permette di partecipare ai bandi regionali e nazionali come principal investigator». (da.be.)

Nella foto: la visita dell’assessore Donini oggi a Montecatone

L'assessore regionale Raffaele Donini in visita al Montecatone Rehabilitation Institute
Cronaca 30 Giugno 2020

Coronavirus, scendono a 3 i casi per Imola. A Bologna 6 nuovi positivi. In regione 5 morti. Prorogata l’esenzione ticket per disoccupati e lavoratori colpiti dalla crisi

Nessun nuovo positivo ed 1 guarito a Imola. Scendono quindi a 3 i casi ancora attivi nel circondario imolese: 2 residenti a Imola e 1 a Dozza. Il totale sono 404 dall’inizio dell’epidemia.

Nel resto della regione continuano a crescere i nuovi casi: 20 oggi, di cui 16 asintomatici individuate attraverso l’attività di screening regionale. Ma si tratta di numeri che non cambiano il risultato: continuano a calare i casi attivi, cioè il numero di malati effettivi, che sono oggi 1.010 (22 in meno rispetto a ieri). I pazienti in terapia intensiva sono stabilmente 12, mentre calano quelli ricoverati negli altri reparti Covid sono 108 (-3). Purtroppo, continuano anche i decessi, 5 oggi; complessivamente, in Emilia Romagna i morti sono arrivati a quota 4.260. In totale sono saliti a 28.492 i positivi refertati in regione dall’inizio dell’epidemia.

La situazione più complicata rimane a Bologna dove oggi i nuovi positivi sono 6, di cui 4 asintomatici, e dove nelle scorse settimane si sono evidenziati alcuni focolai. Il più impegnativo è quello individuato presso l’azienda di logistica Bartolini, dove i casi di positività individuati dalle autorità sanitarie  – tra lavoratori del gruppo e loro familiari o conoscenti  – ad oggi sono 113, di cui 87 asintomatici. Sono invece 10 gli ospiti dell’hub per immigrati di via Mattei risultati positivi, tutti asintomatici. Infine, dopo che un’educatrice del centro estivo dell”Istituto Collegio San Luigi di via D’Azeglio, è risultata positiva al virus, è stata sospesa temporaneamente l’attività.

Da annotare che l’assessorato alla Sanità della Regione Emilia Romagna ha deciso l’ulteriore proroga per quattro mesi delle esenzioni al pagamento dei ticket per prestazioni e farmaci, per i disoccupati (E02) e i lavoratori colpiti dalla crisi (E99). Le esenzioni in scadenza oggi, 30 giugno, sono valide fino al 31 ottobre. Il rinnovo avviene automaticamente, chi ha già presentato l”autocertificazione per ottenere l”esonero non deve presentarsi allo Sportello anagrafe sanitaria dell’Ausl. (r.cr.)

Coronavirus, scendono a 3 i casi per Imola. A Bologna 6 nuovi positivi. In regione 5 morti. Prorogata l’esenzione ticket per disoccupati e lavoratori colpiti dalla crisi
Cronaca 29 Giugno 2020

Coronavirus, Medicina scende finalmente a zero casi, solo 4 ancora positivi per Imola. Il punto sui focolai a Bologna

Nessun nuovo caso ed 1 guarito a Medicina. Restano così 404 i casi totali refertati dall”Azienda usl di Imola e solo 4 quelli attivi (3 ad Imola ed 1 a Dozza). Una giornata davvero positiva per il circondario e in particolare per Medicina che è, in questo momento, per la prima volta libera dal virus dal 2 marzo scorso. Una notizia che non può che rallegrare questa comunità così pesantemente colpita dal Coronavirus, che ha mietuto qui 28 vittime.

I medicinesi, tra l”altro, saranno presto protagonisti dello studio di sieroprevalenza voluto dalla Regione Emilia Romagna nei territori più colpiti. Dopo Piacenza e Rimini, dal 1 luglio partiranno le chiamate da parte dell”Ausl di Imola alle persone individuate.

Nel resto dell”Emilia Romagna continuano a crescere i nuovi casi: 16 oggi, di cui 11 asintomatici individuate attraverso l’attività di screening regionale. Ma si tratta di numeri che non cambiano il risultato: continuano a scendere i casi attivi, cioè il numero di malati effettivi, che sono 1.032 (10 in meno rispetto a ieri). I pazienti in terapia intensiva sono 12, come ieri, quelli ricoverati negli altri reparti Covid sono 111 (+3). Purtroppo, continuano anche i decessi, 2 in tutto oggi; complessivamente, in Emilia Romagna i morti sono arrivati a quota 4.255. In totale sono saliti a 28.472 i positivi refertati in regione dall’inizio dell’epidemia.

La situazione più complicata rimane a Bologna dove oggi i nuovi positivi sono 7, di cui solo 3 asintomatici, e dove nelle scorse settimane si sono evidenziati ben tre focolai.

Il più numeroso è quello tra i lavoratori dell’azienda di logistica Brt (Bartolini), e riguarda 77 magazzinieri e 2 autisti. Il contagio si è poi diffuso in alcuni casi a livello del nucleo familiare o tra i contatti amicali. In totale tra familiari e conoscenti sono state individuate altre 28 persone positive.

“Complessivamente risultano 107 persone positive a Sars-Cov2 correlabili a questo focolaio” precisa una nota dell”Azienda usl di Bologna. Di queste 95 sono asintomatiche  e 12 persentano sintomi (9 operai e 3 familiari/conoscenti), di questi 2 sono ricoverati in ospedale mentre gli altri sono stati posti in isolamento fiduciario domiciliare come di prassi. Anche un imolese si trova in questa situazione in quanto del tutto asintomatico. Per tracciare i contatti sono stati fatti ben 328 tamponi e le persone complessivamente in quarantena sono 185. Questa settimana l”Ausl di Bologna prosegue l’attività di contact tracing tra eventuali nuovi contatti stretti.

Degli altri due focolai attualmente presenti a Bologna, uno, legato ad una attività commerciale non ha più espresso casi di positività, l’altro osservato in un Centro residenziale per anziani, ha visto ben 7 casi positivi, di cui 5 tra gli ospiti e 2 tra gli operatori, tutti asintomatici. “I casi sono stati individuati attraverso una campagna di screening per categorie di appartenenza – precisano dall”Ausl di Bologna – e confermano l’efficacia di tale attività preventiva”. (l.a.)

Coronavirus, Medicina scende finalmente a zero casi, solo 4 ancora positivi per Imola. Il punto sui focolai a Bologna
Cronaca 29 Giugno 2020

Coronavirus, a Medicina mercoledì 1 luglio al via i test sierologici voluti dalla Regione, coinvolte circa 700 persone

Mercoledì 1 luglio cominceranno anche a Medicina i test sierologici voluti dalla Regione su un campione di popolazione dei territori più colpiti dal Coronavirus. Dopo Piacenza e Rimini ora tocca alla città del Barbarossa.

Complessivamente si parla di quasi 700 persone; a partire da tutti i residenti refertati dall’Azienda usl come malati di Covid-19 o positivi sin dall’inizio dell’epidemia (148), a cui si sommano le persone individuate come contatti stretti di un caso (285 persone), nonché circa 180 persone impiegate per lavori essenziali o attività a rischio che non sono rientrati nelle categorie già sottoposte ad uno degli screening regionali attivati nelle settimane scorse (ad esempio i vigili del fuoco volontari).

E” una notizia che molti medicinesi attendevano da tempo. La cittadina di circa 17 mila abitanti ha pagato un tributo particolarmente alto al Coronavirus con ben 28 morti sui 39 di tutto il circondario di Imola e poco meno della metà dei 400 casi totali. La particolare virulenza del virus indusse la Regione a dichiarare il capoluogo e la frazione di Ganzanigo “zona rossa” chiudendole all”esterno dal 16 marzo al 4 aprile. (l.a.) 

Nella foto della Regione l”effettuazione di un test sierologico

Coronavirus, a Medicina mercoledì 1 luglio al via i test sierologici voluti dalla Regione, coinvolte circa 700 persone
Cronaca 29 Giugno 2020

Medicina ringrazia medici e infermieri della Casa della salute e delle Unità speciali di continuità assistenziale

Serata di ringraziamento per i medici e infermieri delle Unità speciali di continuità assistenziale (Usca) e della Casa della salute di Medicina al ristorante San Vitale di Fossatone.
Durante l’emergenza coronavirus, la Casa della salute di Medicina, già punto di riferimento per i cittadini per gli ambultatori dei medici di base, è stato il punto base più vicino al territorio anche per le Usca. (r.cr.)

Medicina ringrazia medici e infermieri della Casa della salute e delle Unità speciali di continuità assistenziale
Cronaca 25 Giugno 2020

Coronavirus, solo 6 casi a Imola. A Bologna focolaio presso il corriere Bartolini, tampone per oltre 300 persone

Proseguono le buone notizie per il circondario di Imola: rimangono solo 6 positivi ancora attivi nei dieci comuni. Emergenza oggi sotto controllo anche se in Emilia-Romagna da qualche giorno continuano a crescere i nuovi casi. In totale sono 28.351 dall’inizio dell’epidemia e oggi sono 47 in più, la maggior parte (39 persone), sono asintomatici individuati attraverso l’attività di screening regionale.

Purtroppo, continuano anche i decessi, 4 in tutto oggi di cui 3 residenti in provincia di Bologna. Complessivamente, in Emilia Romagna i decessi sono arrivati a quota 4.249. 

E si conferma la presenza di almeno un paio di focolai a Bologna: ben 30 dei nuovi casi di oggi riguardano il focolaio evidenziatosi presso la Bartolini Corriere Espresso. Secondo la nota regionale il focolaio è stato già confinato e ha “visto coinvolti al momento solo i lavoratori del reparto stesso”. Si tratta “in larghissima maggioranza di asintomatici ora in isolamento domiciliare”.

Il tracciamento della rete dei contatti ha portato all’esecuzione di 138 tamponi, mentre altri 190 sono in esecuzione. Allo stesso tempo sono stati disposti gli isolamenti domiciliari tra i contatti stretti evidenziati nel corso delle inchieste epidemiologiche”.  L’azienda stessa con un comunicato ha precisato con un comunicato che il cluster fa capo al magazzino di Bologna Roveri “ed è  stato originato da lavoratori di servizi logistici gestiti da una società esterna”.

Il totale dei casi raggiunto su Bologna dall’inizio dell’epidemia è di 4.832. 

Nella foto Andrea Rossi

Coronavirus, solo 6 casi a Imola. A Bologna focolaio presso il corriere Bartolini, tampone per oltre 300 persone
Cronaca 24 Giugno 2020

Il racconto di Elorand Idrizay, capocantiere Cims a Imola: «Nel reparto Covid tra dolore e coraggio»

Sostituire la serratura di una porta è un lavoretto facile per un serramentista esperto, ma con i guanti di lattice sopra quelli da lavoro, mascherina, visiera, tuta e calzari sigillati è un’altra faccenda. Alle volte gli addetti della Cims, muratori o manutentori, si sono trovati a dover lavorare proprio all’interno delle aree Covid degli ospedali, nei punti più pericolosi sul fronte del contagio.
Una situazione non semplice, sia psicologicamente che operativamente, che ha richiesto un lavoro costante.

Elorand Idrizay è capocantiere, originario dell’Albania, abita a Imola da quindici anni ed è appena diventato nonno di una bambina. «Non mi sono fermato neanche un giorno da quando è stata montata la tenda del triage del pronto soccorso dell’ospedale di Imola fino a quando abbiamo smontato le protezioni della terapia intensiva e semintensiva. Quando Conte ci ha dato il permesso di vederci sono andato da mia figlia, che abita a Conselice, non vedevo la mia nipotina da due mesi e mezzo e volevo godermela un po’, invece ci sono riuscito solo per due giorni perché adesso sono ripartiti i cantieri. È stata una grande fatica ma anche una soddisfazione». (l.a.)

Il racconto completo nel numero del Sabato sera del 18 giugno

Nella fotografia, Elorand Idrizay

Il racconto di Elorand Idrizay, capocantiere Cims a Imola: «Nel reparto Covid tra dolore e coraggio»

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