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Cronaca 20 Gennaio 2020

Arriva il Nipt test gratuito per tutte le donne in gravidanza, il territorio imolese inserito nella fase pilota

Si chiama Nipt test (Non invasive prenatal test) l’esame prenatale di screening, non invasivo che, tramite un semplice prelievo di sangue materno (l’analisi è svolta sul Dna del feto presente nel plasma materno), eseguito nelle fasi iniziali della gravidanza, consente una valutazione del rischio di trisomia 21 (la cosiddetta Sindrome di Down) e di altre alterazioni cromosomiche come la trisomia 13 e la trisomia 18. Dal 27 gennaio il Nipt test sarà introdotto inizialmente con una fase pilota che coinvolgerà le donne in gravidanza della provincia di Bologna, Imola compresa, per poi estendere gradualmente l’esame in tutte le strutture sanitarie pubbliche del territorio regionale.

La decisione della Regione è quella di offrirlo gratuitamente a tutte le donne interessate, indipendentemente dall’età della gestante e dalla presenza di particolari fattori di rischio, affiancandolo nell’esecuzione al test combinato, effettuando in questo modo un unico prelievo di sangue. Il Nipt consente di ridurre la scelta delle future madri di sottoporsi ad amniocentesi e villocentesi, che sono esami invasivi e quindi più rischiosi per le donne. Inoltre, la gratuità rende accessibile la prestazione a tutte, mentre finora non era rimborsato dal Servizio sanitario nazionale e si poteva pertanto eseguire soltanto in laboratori privati, al costo medio di 700 euro.

Dal punto di vista operativo, le donne interessate devono partecipare agli incontri formativi organizzati nei Consultori familiari o nei Punti nascita, ovviamente, per quanto riguarda la fase pilota, in provincia di Bologna. A Imola in particolare gli incontri informativi prenderanno il via il 4 febbraio e si terranno ogni martedì dalle 13 alle 14 presso il Consultorio famigliare dell’Ausl di Imola in viale Amendola 8, primo piano. Conclusi gli incontri, si potrà esprimere il consenso all’esecuzione del test firmando il modulo da presentare al momento della prenotazione dell’esame, che deve avvenire obbligatoriamente entro l’11° settimana dall’ultima mestruazione e che all’Ausl di Imola si effettua al numero telefonico 0542-604190 dal lunedì al venerdì dalle ore 8 alle ore 9 e dalle ore 12 alle ore 13.30.

Per le donne che seguono il percorso nascita del Consultorio sarà invece possibile fissare l’appuntamento con le modalità di accesso previste per la gravidanza. La prenotazione del Nipt sarà in questo caso effettuata dall’ostetrica contestualmente a quella del test combinato. L’esito dell’esame la donna lo riceverà direttamente dal suo ginecologo quando si recherà ad eseguire l’ecografia della translucenza nucale previsto dal test combinato, in programma a distanza di una o due settimane dal prelievo. (mi.ta.) 

Nella foto l”ingresso dell”ospedale vecchio di Imola, dove si trova il Consultorio familiare dell”Ausl di Imola

Arriva il Nipt test gratuito per tutte le donne in gravidanza, il territorio imolese inserito nella fase pilota
Cronaca 9 Gennaio 2020

Il commissario Izzo in visita a Montecatone: “Giusto puntare sulla ricerca'. Imola è azionista dell'ospedale insieme all'Ausl

Visita ufficiale questa mattina all”ospedale di Montecatone per il commissario prefettizio del Comune di Imola, Nicola Izzo. La città è azionista di minoranza nella Spa pubblica a cui fa capo la struttura, eccellenza specializzata nella cura e riabilitazione delle mielolesioni e cerebrolesioni, l”altro socio è l”Azienda usl. Ad accogliere Izzo il direttore del Montecatone rehabilitation institute, Mario Tubertini e Marco Gasparri, componente del Cda e presidente della Fondazione Montecatone Onlus. Presente anche il direttore sanitario, Virna Valmori.

Il direttore Tubertini ha raccontato le attività di ricerca in itinere (13 progetti) e le molteplici collaborazioni in ambito nazionale, ponendo l”accento su aspetti non direttamente legati alla sfera terapeutico-assistenziale dell”ospedale, ma altrettanto importanti ed apprezzati, come La scuola in ospedale, attiva dal 2004 grazie alle collaborazioni con l’Istituto alberghiero Scappi di Castel San Pietro e dell’Istituto Comprensivo 6 di Imola.

«Le traiettorie di sviluppo dell’Istituto – ha detto Tubertini – si basano anche sulla costante valorizzazione delle quote di investimento destinate alla ricerca le cui ricadute potranno positivamente impattare sulla comunità locale (già oggi Montecatone restituisce al territorio, in termini di servizi e forniture acquisite circa 10 milioni di euro). A Montecatone – ha aggiunto il direttore – ci occupiamo anche di biomeccanica, dettaglio tecnologico che si interseca perfettamente con competenze distintive di un’area che comprende il triangolo Modena, Imola e Bologna».  

Il commissario Izzo ha convenuto sull’orientamento strategico che si è data la partecipata sostenendo che «la strada di migliore caratterizzazione perseguibile passa proprio attraverso la realizzazione di programmi di ricerca di respiro internazionale realizzabili poiché – ha sottolineato – l’Istituto ha competenze e potenzialità numeriche per farlo». 

«Idee e progetti per crescere, che è pratica normale a questo punto della nostra storia – ha detto Gasparri – ne abbiamo. E la piattaforma triennale di sviluppo che il Cda ha approvato si muove in questa direzione. Fare tutto restando in questa sorta di limbo tra pubblico e privato, quindi col solo proprio bilancio, però, non lo è». (r.cr.)

Nella foto il direttore di Montecatone Mario Tubertini, il commissario del Comune di Imola Nicola Izzo e il presidente della Fondazione Montecatone onlus Marco Gasparri

Il commissario Izzo in visita a Montecatone: “Giusto puntare sulla ricerca'. Imola è azionista dell'ospedale insieme all'Ausl
Cronaca 7 Gennaio 2020

L'attività motoria per alcune malattie ora la prescrive il medico. Come funziona l'Ama

Anche l”attività motoria può diventare una terapia per alcuni tipi di malattie. In particolare l”Attività motoria adattata (Ama), che è un”attività studiata proprio per alcune patologie e che può essere utile al termine di un percorso riabilitativo per mantenere le funzionalità recuperate. Insomma, non una terapia in senso stretto, ma comunque un”attività che deve essere prescritta dal medico di base oppure dal medico specialista e somministrata, se così si può dire, da personale formato e certificato.

La prescrizione dell”Ama da parte dei medici, anche di quelli sportivi, è stata promossa dalla Regione Emilia-Romagna e nel territorio imolese sono nati alcuni progetti in tal senso, a cominciare dall”adesione al programma regionale «Trapianto, attività fisica e sport», coordinato dal Centro trapianti dell”Emilia Romagna, in base al quale è stata avviata la prescrizione di questo tipo di attività. Il progetto prevede che sia il nefrologo del reparto di Nefrologia e dialisi dell”ospedale di Imola a selezionare le persone sottoposte a trapianto di rene o in attesa di riceverlo per inviarle al medico dello sport cui tocca il compito di fare la valutazione funzionale e prescrivere l”attività motoria, in considerazione del fatto che è provata scientificamente la possibilità di migliorare, attraverso un”attività fisica personalizzata, diverse malattie che possono colpire questi pazienti, dalle patologie cardiovascolari all”obesità, dal diabete all”osteoporosi e alla sindrome metabolica. Inoltre, in generale chi svolge un”attività motoria spesso assume meno farmaci.

Venendo ad un”applicazione specifica, da un anno circa l”Ausl di Imola ha avviato un progetto pilota di Ama destinato a persone che soffrono di lombalgia cronica. Lo racconta il responsabile della Medicina sportiva dell”Ausl, Andrea Pezzoli, partendo dal presupposto che il mal di schiena è una patologia molto invalidante, ma l”esercizio fisico adatto può rappresentare un giovamento per chi ne soffre: «Grazie alla collaborazione del Csi Imola – spiega – abbiamo prima avviato alcuni corsi proposti direttamente dal fisiatra ai pazienti che, per le caratteristiche della loro patologia, potevano trarne beneficio. Da alcune settimane anche i medici di famiglia potranno prescriverla ai loro assistiti che soffrono di mal di schiena».

Chi somministra gli esercizi adeguati, poi, è personale specializzato laureato in Scienze e Tecniche dell’Attività Motoria Preventiva e Adattata il quale, come anticipato, deve essere formato e certificato. Le attività poi si svolgono non in strutture sanitarie, bensì nelle palestre riconosciute come «Palestre che promuovono salute per l’Attività Motoria Adattata», in linea con la delibera della Giunta Regionale 2127/2016 e l”attività praticata viene pagata direttamente dall”assistito. In sostanza, le palestre che intendono proporre l”Ama devono accreditarsi. «Le palestre che promuovono salute e attività motoria adattata, aderenti alla Rete Regionale dell’Emilia Romagna, hanno sottoscritto un codice etico e vi operano laureati in scienze motorie qualificati che si impegnano ad operare seguendo protocolli regionali specifici per patologia con programmi supervisionati dalla Medicina Riabilitativa e dalla Medicina dello sport della Ausl Imola, conclude infatti Pezzoli. 

Attualmente nel territorio dell”AUSL di Imola la palestre che aderiscono alla Rete regionale sono due entrambe a Imola: Csi Centro Sportivo Montericco (via Montericco, 5/A) e  Imola Palestra Free Time (via Turati, 2). Chi desidera sapere qual è la palestra accreditata più vicina può poi consultare il sito http://www.mappadellasalute.it/. (r.cr.)

La foto è tratta dal sito www.mappadellasalute.it

L'attività motoria per alcune malattie ora la prescrive il medico. Come funziona l'Ama
Cronaca 1 Gennaio 2020

Quasi 900 i nati nel 2019 nel reparto di Ostetricia dell'ospedale di Imola, le femmine superano di poco i maschietti

Le femmine hanno superato di pochissimo i maschietti, mentre circa la metà dei nati ha almeno un genitore extracomunitario. Questo il bilancio delle nascite (aggiornate alle 14 del 31 dicembre) nel reparto di Ostetricia e Ginecologia dell”ospedale Santa Maria della Scaletta di Imola, diretto dal dottor Stefano Zucchini. Le femminucce che hanno visto la luce sono state in tutto 449, contro i 440 maschi. Ben 447 i piccoli nati da almeno un genitore extra Ue, mentre 69 sono stati i neonati figli di stranieri comunitari.

Continuando con i numeri forniti dall”Azienda usl, si scopre che il numero totale dei parti è stato di 884, di cui cinque gemellari. I cesarei sono stati 242 contro i 642 naturali, con 88 casi di parto avvenuto con l”ausilio dell”analgesia epidurale. Per quanto riguarda le partorienti provenienti da fuori territorio Ausl, sono state in tutto 236, un dato che conferma la positiva fama dei reparti di Ostetricia e Ginecologia, così come della Pediatria e Neonatologia.

L”Ausl di Imola ricorda tuttavia che l”attività ospedaliera è una parte di un settore, quello materno infantile, costituito di servizi che accompagnano madre e bimbo dalla gravidanza fino a dopo la nascita del piccolo. Tra le attività proposte ci sono i corsi di preparazione alla nascita organizzati dal Consultorio familiare, i progetti di assistenza prestata dalle ostetriche alle neomamme sia ambulatorialmente che a domicilio e il progetto di dimissione di madre e neonato sano che permette l”immediata presa in carico del bimbo da parte del pediatra di libera scelta, grazie alle informazioni fornite già durante la degenza. Le dimissioni della mamma e del piccolo, se non ci sono state complicazioni nel parto ed entrambi sono in salute, avviene al terzo giorno di vita del neonato ed entro una settimana dalla nascita avverrà il primo incontro con il pediatra grazie all”appuntamento fissato già in ospedale. 

L”Ausl aggiunge infine, quale ulteriore informazione, che fin dai primi giorni di vita la famiglia riceve il libretto pediatrico, un documento sanitario che accompagna il bambino fin dai suoi primi giorni e che il pediatra, eventuali specialisti o anche i genitori stessi provvederanno a compilare inserendo tutte le notizie utili relative alla crescita e alla salute del bimbo. Nel libretto è inoltre contenuta una sezione con consigli utili su argomenti quali la posizione del neonato durante il sonno, alimentazione e allattamento, cura dei denti, uso dei farmaci e così via. (r.cr.)

Quasi 900 i nati nel 2019 nel reparto di Ostetricia dell'ospedale di Imola, le femmine superano di poco i maschietti
Cronaca 27 Dicembre 2019

La Fondazione Cassa di Risparmio di Imola ha donato all'Ausl attrezzature per 700 mila euro negli ultimi 4 anni

L’8 per cento dei contributi erogati nel 2019 dalla Fondazione Cassa di risparmio di Imola è stato destinato alla salute pubblica. Si tratta di un tesoretto da circa 300 mila euro annui erogati per lo più sotto forma di attrezzature biomedicali acquistate in accordo con la direzione generale e il settore di ingegneria clinica dell’Ausl di Imola allo scopo di ammodernare il parco di macchine utili per diagnosi e chirurgia.

Basti pensare alla lista delle apparecchiature acquistate negli ultimi quattro anni, per un valore complessivo che supera i 700 mila euro:si tratta di nove ecotomografi per le diagnosi mediche cardiologiche,ginecologiche e pediatriche; un elettromiografo portatile per la diagnosi delle malattie che colpiscono il sistema neuromuscolare; un microscopio operatorio oculistico; due sistemi per interventi chirurgici endoscopici e laparoscopici, meno invasivi degli interventi tradizionali; due sistemi per indagini cardiocircolatorie mediante prove da sforzo.

A questi contributi si aggiunge poi quello erogato annualmente (e fin dal 1996) per la consegna dei referti medici a domicilio. Per questo servizio la Fondazione ha erogato 85 mila euro nel 2019 e la stessa cifra nel 2018, mentre nei due anni precedenti ammontava a 100 mila euro annui. (mi.mo.)

Il servizio completo è su «sabato sera» del 19 dicembre

Nella foto il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, Fabio Bacchilega, durante la conferenza stampa di fine anno

La Fondazione Cassa di Risparmio di Imola ha donato all'Ausl attrezzature per 700 mila euro negli ultimi 4 anni
Cronaca 20 Dicembre 2019

In occasione del centenario dalla sua fondazione la Sacmi dona una nuova risonanza magnetica all'Ausl di Imola

La Sacmi, in occasione delle celebrazioni del centenario della sua costituzione, avvenuta il 2 dicembre 1919, ha donato una risonanza magnetica all’ospedale Santa Maria della Scaletta di Imola. Ancora una volta la più grande cooperativa imolese ha voluto celebrare una ricorrenza con un atto di grande generosità nei confronti della comunità locale. Sono state infatti molteplici, nel tempo, le sue donazioni. «Ogni anno la nostra cooperativa investe risorse importanti sul territorio a sostegno di interventi e progetti nel settore della sanità e dell’istruzione», ha tenuto a ricordare il presidente di Sacmi Imola, Paolo Mongardi, annunciando la nuova donazione.

E ancora una volta la generosità di Sacmi, che fin dalle sue origini ha sempre mostrato grande attenzione verso la sanità, si è diretta concretamente a favore della salute dei cittadini del territorio. «Quello che lega la Sacmi all’Azienda sanitaria locale imolese – ha infatti spiegato Mongardi – è un rapporto di lungo corso e che ha visto negli anni la donazione da parte di Sacmi di attrezzature scientifiche e infrastrutture: dalle nuove sale operatorie agli ecografi per la diagnosi di neoplasie e patologie cardiache». Il reparto Radiologia dell’ospedal edi via Montericco si arricchisce ora di una risonanza magnetica tecnologicamente di ultima generazione, che va a sostituire la macchina che la Sacmi aveva donato precedentemente, nel 2009, in occasione delle celebrazioni del 90º anniversario della sua fondazione. (r.cr.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 19 dicembre

Nella foto il presidente di Sacmi Paolo Mongardi e il direttore generale dell”Ausl di Imola Andrea Rossi in occasione della donazione di un mammografo nel 2016

In occasione del centenario dalla sua fondazione la Sacmi dona una nuova risonanza magnetica all'Ausl di Imola
Cronaca 18 Dicembre 2019

Azienda usl, la mappa dei servizi in funzione durante le festività natalizie a Imola e nelle altre sedi del circondario

Si riorganizzano i servizi dell”Ausl di Imola in vista delle festività di fine anno. Per le giornate prefestive e festive, dalle 8 alle 20, così come normalmente accade durante la notte anche nei giorni feriali (dalle 20 alle 8 del mattino dopo), è attivo il servizio della Continuità assistenziale contattabile al numero 800 040 050, con questi punti di accesso diretto: Imola, ospedale vecchio (via Caterina Sforza 3), Castel San Pietro Terme, Casa della Salute (viale Oriani 1), Medicina, Casa della Salute – ambulatorio di continuità assistenziale (via Saffi), Borgo Tossignano, Casa della Salute (via dell”8° Centenario 4).

Questo servizio è a disposizione per casi di bassa-media  gravità ed è gestita da medici di base e di continuità assistenziale, che offrono consulenza medica ed eventualmente visite a domicilio in modo gratuito e più rapido rispetto al pronto soccorso che è il servizio attivo per le emergenze e che quindi dà priorità, nella visita, ai casi più gravi.Per i minori durante il periodo natalizio sono attivi a Imola gli ambulatori straordinari dei pediatri di libera scelta, con il seguente calendario: 21 dicembre dalle 14 alle 18 – Pediatria di Gruppo Imola Centro , ospedale vecchio (viale Amendola 8); 22 dicembre dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18 – Pediatria di Gruppo della Pedagna (via Turibio Baruzzi 5/f); 26 dicembre dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18 – Pediatria di Gruppo Imola Centro; 28 dicembre dalle 14 alle 18 – Pediatria di Gruppo Serraglio (via Serraglio 18); 29 dicembre dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18 – Ambulatorio Pedagna, dr.ssa Tellarini (via Zaccherini 19/o); 1 gennaio dalle 9 alle 13 – Ambulatorio dr.ssa Cavallazzi Laura (via Manfredi 4); dalle 14 alle 18 – Pediatria di Gruppo Imola Centro; 4 gennaio dalle 14 alle 18 – Pediatria di Gruppo Imola Centro; 05 gennaio dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18 – Ambulatorio dr.ssa Cavallazzi Laura (via Manfredi 4).

Passando invece agli altri servizi, il 24 e il 31 dicembre sono aperti solo al mattino Cup-Cassa, Anagrafe assistiti, Ufficio Protesi, Accettazione ricoveri, Cartelle cliniche, Sportello libera professione, Segreteria Dipartimento Sanità Pubblica (front office), Direzione medica di Presidio. Anche la Direzione del Distretto sarà aperta solo al mattino nelle giornate della vigilia di Natale e di San Silvestro, con chiusura totale il 27 dicembre. Apertura mattutina dalle 8.30 alle 13.30 il 24, 27, 30 e 31 dicembre per il servizio di call center del Cup (prenotazione telefonica), mentre la sede di Imola del Consultorio familiare resta chiusa dal 24 al 29 dicembre e il 31 dicembre.

Chiusura dal 25 al 29 dicembre per il Centro Ausili aziendale, la Medicina riabilitativa (c/o Silvio Alvisi), la Medicina dello sport, l”Urp e l”ufficio stampa, dal 25 dicembre al primo gennaio compresi per la Medicina legale, dal 23 dicembre al primo gennaio per il Centro disturbi cognitivi. Dal 24 dicembre al 6 gennaio è invece il periodo di chiusura per lo Staff formazione ed il Centro coordinamento screening (pap-test, mammografia e colon retto).Per quanto riguarda gli ambulatori per le vaccinazioni, quello della Casa della Salute di Castel San Pietro Terme sarà chiuso il 24 dicembre, quello della Vallata il 27 dicembre. Chiusi dal 23 dicembre al primo gennaio gli ambulatori di vaccinazione pediatrica. Infine, nei due giorni di vigilia (24 e 31 dicembre) l”erogazione diretta dei farmaci (sia all”ospedale nuovo che al Lolli-padiglione 4) è in funzione dalle 8.30 alle 13, mentre il 27 e il 28 dicembre entrambe le sedi resteranno chiuse. (r.cr.)

Azienda usl, la mappa dei servizi in funzione durante le festività natalizie a Imola e nelle altre sedi del circondario
Cronaca 16 Dicembre 2019

Sanità, visite ed esami, via libera alla «circolarità» metropolitana delle prenotazioni

Dall’inizio dell’anno attraverso il Cup dell’Ausl di Imola sarà possibile prenotare esami e visite negli ospedali e nelle strutture sanitarie di Bologna e viceversa. «Inizieremo per prima cosa con le prestazioni non erogate presso la nostra Azienda – anticipa il direttore generale Andrea Rossi -. La modalità sarà esattamente la stessa di cui usufruiscono i cittadini residenti a Bologna». Quindi i Cup aziendali oppure il servizio telefonico o contattando direttamente il reparto, a seconda dei casi.

Una piccola rivoluzione attesa da molti, soprattutto nelle zone di «confine» come Medicina e Osteria Grande, paesi dai quali è più comodo, alle volte, recarsi sotto le Due Torri piuttosto che spostarsi verso Imola. Ma il problema riguarda anche chi necessita di attività specialistiche particolari non disponibili presso l’Azienda usl di Imola, ed è costretto ad andare fino a Ozzano per prenotare. «Per quanto ci riguarda sono almeno due anni che chiedevamo fosse introdotta questa possibilità» rivendica Rossi. Ora i servizi imolesi saranno integrati totalmente con quelli dell’area metropolitana, Ausl di Bologna e azienda ospedaliera Sant’Orsola, Rizzoli e Bellaria.

Si comincerà per gradi. Le prestazioni coinvolte da gennaio nel primo via libera, ad oggi, sono le visite pediatriche chirurgiche e oncoematologiche, la visita per la radioterapia e quella per la chirurgia maxillo facciale, per la chirurgia plastica, la chirurgia vascolare, quella toracica, la visita ematologica, quella cardiochirurgica e della medicina nucleare. Successivamente si passerà alla diagnostica. «L’intenzione è completare nel 2020 “l’apertura” reciproca o circolarità delle prenotazioni» conclude Rossi. (l.a.)

L”articolo completo sul “sabato sera” del 12 dicembre.

Nella foto l”ingresso del Cup di Imola presso l”ospedale vecchio (foto d”archivio)

Sanità, visite ed esami, via libera alla «circolarità» metropolitana delle prenotazioni
Cronaca 14 Dicembre 2019

Una donazione di oltre 1.300 euro in materiale per l'assistenza infermieristica alla Casa della Salute di Borgo

Una donazione per oltre 1.300 euro al servizio di assistenza domiciliare della Casa della Salute della vallata del Santerno, che ha sede a Borgo Tossignano. La donazione, sottoforma di materiale (due carrelli, quattro borse infermieristiche, sette saturimetri portatili), è frutto di quanto raccolto durante la Stravallata 2019 più una somma elargita da Donatella Donnoli in ricordo dello zio Giorgio Turrini. La cerimonia di consegna, che si è svolta in questi giorni, ha visto la presenza dei sindaci Beatrice Poli (Casalfiumanese), Mauro Ghini (Borgo Tossignano) e Gabriele Meluzzi (Fontanelice), del direttore del Distretto dell’Ausl di Imola Alberto Minardi e delle coordinatrici infermieristiche di Nucleo cure primarie e assistenza infermieristica domiciliare di Imola e Vallata, Cristina Bortolotti e Patrizia Lanzoni.

Gli organizzatori della Stravallata (la camminata di 12 chilometri, da Casale a Borgo e ritorno, che quest”anno si è svolta il 2 giugno) ricordano che l”iniziativa è nata 2 anni fa per mettere insieme la socializzazione, il divertimento, la salute e il sostegno alla Casa della Salute. «Lo scorso anno abbiamo raccolto i fondi per una carrozzina e per le bacheche informative – sottolinea la portavoce degli organizzatori, Gigliola Poli -. Quest’anno siamo riusciti, anche grazie a Donatella Donnoli che ha aggiunto ai 724 euro raccolti durante la nostra camminata del 2 giugno, ulteriori 620 euro in ricordo di Giorgio Turrini, a soddisfare l’esigenza dell’équipe infermieristica domiciliare del nostro territorio».

Del gruppo fanno parte diverse associazioni: Auser Imola sezione di Casalfiumanese, Ass. Federica Negri, Ass. Campeggiatori dell’Imolese, Avis sez. Casafliumanese, Agrimola, ASD Bocciofila Valsanterno, ProLoco Casalfiumanese, Valsanterno 2009 APD, Sporting Valsanterno, Ass. Turistica ProLoco Sassoleone, Polisportiva San Martino, Sassoleone 2015 APD e Proloco San Martino. Dopo gli interventi dei sindaci, che hanno ringraziato tutti i donatori, è intervenuto Minardi che ha portato i ringraziamenti dell”Ausl di Imola. (r.cr.) 

Nella foto un momento della consegna del materiale

Una donazione di oltre 1.300 euro in materiale per l'assistenza infermieristica alla Casa della Salute di Borgo
Cronaca 7 Dicembre 2019

La belga Carlotte Kiekens è il nuovo direttore dell'Unità spinale dell'ospedale di Montecatone

Carlotte Kiekens, belga di 56 anni, è il nuovo direttore dell”Unità spinale del Montecatone Rehabilitation Institute, la più grande d”Italia con i suoi 120 posti letto. La nomina, arrivata a seguito di un concorso che ha visto la partecipazione di 7 professionisti, è di prestigio: Kiekens, infatti, è attualmente fisiatra capo della clinica di riabilitazione Pellenberg dell”ospedale universitario di Leuven e membro di diverse organizzazioni scientifiche nazionali ed internazionali. Il suo è un nome noto nel panorama europeo della riabilitazione e si punta pertanto su di lei per avere possibilità di crescita non solo a beneficio della sua unità operativa, ma per tutto l”istituto.

Soddisfatto si è detto il direttore generale del Montecatone Rehabilitation Institute, Mario Tubertini, che sottolinea: «La nomina della dottoressa Kiekens, che saluto con estrema soddisfazione, coincide quasi perfettamente con le richieste descritte nell’avviso pubblico, ov’era posta particolare attenzione a esperienza nella gestione del percorso del paziente mieloleso e delle principali complicanze, la conoscenza, capacità ed esperienza nella valutazione dell’intervento riabilitativo e del ricorso a tecnologie innovative e la capacità ed esperienza per l’individuazione e sviluppo di nuovi percorsi di diagnosi e cura per il paziente mieloleso».

Da parte sua Carlotte Kiekens, membro di organismi nazionali e internazionali tra cui International Spinal Cord Society, Dutch-Flemish Spinal Cord Society, Association Francophone Internationale des Groupes d”Animation de la Paraplégie, oltre che accademica europea della Rehabilitation Medicine, membro della European Society of Physical and Rehabilitaiton Medicine (di cui è stata anche segretaria generale), Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa, Royal Belgian Physical and Rehabilitation Medicine Society, cofondatrice e coordinatore di Cochrane Rehabilitation e responsabile del Comitato per i rapporti tra la Società Internazionale di Medicina Fisica e Riabilitativa  e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), dichiara: «Ho di fronte a me questa nuova affascinante avventura in una struttura di riferimento in Italia che vogliamo far diventare tale anche in Europa. Sono sicura che imparerò tanto sia dal punto di vista professionale che umano, a contatto con persone che arrivano da tutto il Paese. Avrò molto da imparare sul Sistema Sanitario Nazionale ma le mie diverse esperienze internazionali potranno diventare una ricchezza una volta superato il primo adattamento. Conto molto sull’aiuto dei professionisti e sul supporto della direzione e della Fondazione di Montecatone. Ne ho già conosciuti alcuni e ho avuto modo di apprezzarne le qualità professionali e umane».

La neo responsabile dell”Unità spinale di Montecatone ha proseguito confessando il dispiacere di lasciare un centro di alto livello scientifico come l’ospedale universitario di Leuven, compensato tuttavia dall”entusiasmo per il nuovo incarico. «Due anni fa – rivela – ho avuto l’occasione di visitare l’Istituto accompagnata dal mio predecessore, il dottor Jacopo Bonavita, che ho conosciuto in occasione di un congresso sulla mielolesione. Ero rimasta favorevolmente impressionata dal numero di posti letto, dalla specializzazione del team e dal coinvolgimento dei Pazienti. Ovviamente anche la bella collocazione e l’ambiente accogliente mi erano piaciuti molto. Mi sono resa conto di essere in una struttura come poche altre in Europa: Nottwil in Svizzera, Stoke Mandeville in Inghilterra, Guttmann in Spagna». (r.cr.)

La belga Carlotte Kiekens è il nuovo direttore dell'Unità spinale dell'ospedale di Montecatone

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