Posts by tag: sanità

Cronaca 11 Settembre 2019

Una serata sulla sanità alla sala Bcc di Imola con proiezione del film «La città che cura» e dibattito

In quale direzione andare per progettare la futura Casa della Salute di Imola e Mordano? Per approfondire questo tema l’Azienda usl di Imola ha organizzato una serata, nell’ambito del percorso partecipativo sviluppato nei mesi scorsi con il progetto “ImolainSalute. Una casa per il benessere e benestare della comunità”, che vede la collaborazione dell’ASP Circondario Imolese e il contributo della Regione Emilia-Romagna (legge regionale 15/2018 – bando 2018). L”appuntamento è per stasera alla sala Bcc Cinema Centrale di Imola, a partire dalle 20.

Il programma prevede la proiezione del film documentario “La città che cura”, nel quale si raccontano la nascita e lo sviluppo del modello terapeutico e socio assistenziale, unico in Europa, nato alla fine degli anni ’90 a Trieste e ancora oggi applicato nel quartiere periferico di Ponziana. Il progetto si basa sulle cosiddette “microaree” e si propone di migliorare la qualità della vita degli abitanti di alcuni rioni “a rischio”, caratterizzati dalla rilevante presenza di case popolari e nei quali si registrava una forte concentrazione di disagio sociale, puntando sul coinvolgimento attivo della cittadinanza e del settore non profit (associazioni, volontariato, cooperazione sociale). Il film è diretto dalla regista triestina Erika Rossi e ha ricevuto numerosi riconoscimenti: è infatti vincitore della Borsa di Sviluppo Premio Solinas Documentario per il Cinema 2017 ed è stato inserito nella sezione Documentari fuori concorso della 30° edizione del Trieste Film Festival.

Dopo la proiezione, spazio al dibattito al quale parteciperanno la regista e alcuni operatori dell’Azienda sanitaria triestina coinvolti nel progetto, come Carlo Rotelli, medico responsabile del servizio di Cure ambulatoriali e domiciliari e Federica Sardiello, infermiera referente della microarea di “Cittavecchia” e “San Vito/Salus”. Si farà inoltre il punto su “ImolainSalute”, prima fase del percorso che dovrà portare alla costituzione della Casa della Salute di Imola e Mordano. (r.cr.)

L”immagine è tratta dalla locandina ufficiale del film «La città che cura»

Una serata sulla sanità alla sala Bcc di Imola con proiezione del film «La città che cura» e dibattito
Cronaca 2 Settembre 2019

Un nuovo elettrocardiografo portatile alla Casa della Salute di Castel San Pietro in memoria di Sandro Zaniboni

Un nuovo elettrocardiografo portatile a disposizione della Casa della Salute di Castel San Pietro Terme. Il prezioso apparecchio, che sarà impiegato per l”assistenza domiciliare, è stato donato dalla famiglia di Sandro Zaniboni in memoria del proprio congiunto, scomparso dopo una lunga malattia nell”estate del 2018.

La consegna dell”elettrocardiografo all”équipe infermieristica dell”assistenza domiciliare di Castel San Pietro è avvenuta nei giorni scorsi. Come il nuovo macchinario sarà impiegato lo spiega Sabrina Gabrielli, responsabile della Casa della Salute: «Con questa attrezzatura è possibile effettuare elettrocardiogrammi al letto del paziente, e quindi anche al domicilio. Grazie alle competenze degli infermieri e a queste tecnologie, una volta eseguito l’esame e rientrato in sede, l’infermiere domiciliare trasmette per via telematica l’Ecg alla Cardiologia. Molto spesso questa presa in carico del paziente cronico evita il ricorso al pronto soccorso e con l’attivazione di un’assistenza specifica al paziente fragile».

Sabrina Gabrielli ha poi espresso la riconoscenza per la «generosità e la sensibilità» di Carla e Giacomo Zaniboni che con questa donazione a favore di tutta la comunità castellana «hanno anche dimostrato che le infermiere della domiciliare di Castel San Pietro Terme hanno saputo essere vicine al paziente e alla famiglia, guadagnando la loro fiducia e riconoscenza. Per noi – ha concluso Gabrielli – un’importante motivazione a fare sempre del nostro meglio!». (r.cr.)

Nella foto la consegna dell”elettrocardiografo

Un nuovo elettrocardiografo portatile alla Casa della Salute di Castel San Pietro in memoria di Sandro Zaniboni
Cronaca 12 Agosto 2019

Settimana di Ferragosto – Riduzioni orarie e chiusure dell'Ausl di Imola

Come consuetudine, nelle giornate centrali del mese di agosto alcuni servizi dell’Azienda usl di Imola effettueranno riduzioni orarie o chiusure.

Rimangono chiusi fino a domenica 18 l”Ambulatorio tisiatrico, l”Area vaccinale pediatrica, il Consultorio familiare, la Medicina legale e lo Staff formazione.Chiuso anche il punto di distribuzione diretta dei farmaci dell’ospedale Santa Maria della Scaletta, ma lunedì 12, mercoledì 14 e venerdì 16 sarà aperto il Servizio di distribuzione medicinali presso l”Ospedale vecchio.

Restano chiusi fra domani e Ferragosto l”Ambulatorio trasfusionale, il Centro ausili, il Centro raccolta sangue, la Medicina riabilitativa e gli Sportelli unici distrettuali (Cup, Casse, Anagrafi assistiti), compreso l’Ufficio accettazione ricoveri.
Il Cup telefonico -numero verde gratuito 800040606- per prenotazioni di visite ed esami in regime pubblico istituzionale sarà attivo con orario ridotto (dalle 8.30 alle 13.30) fino a venerdì 16.

Chiusi da domani a Ferragosto anche gli studi di medici e pediatri di famiglia, ma l’assistenza sanitaria di base sarà garantita dal Servizio di continuità assistenziale. In particolare:
– per consulenze mediche telefoniche o richieste di eventuali visite domiciliari è attivo il numero verde  gratuito 800040050, ogni notte dalle 20 alle 8, e i prefestivi e i festivi dalle 8 alle 20
– accesso diretto (senza appuntamento) e gratuito agli Ambulatori di continuità assistenziale territoriale nelle giornate prefestive e festive, dalle 8 alle 20
«Per bisogni sanitari indifferibili di bassa-media gravità, questi ambulatori medici garantiscono una risposta qualificata, gratuita e più rapida di quella offerta dal Pronto soccorso, servizio deputato alle emergenze sanitarie, che effettua le visite non per ordine di arrivo, ma in base alla gravità della situazione clinica – sottolinea l’Ausl cittadina –. Si invitano pertanto i cittadini ad un uso appropriato di questo servizio di emergenza».

Chiusi da Ferragosto a domenica 18 la Segreteria del dipartimento di salute mentale e l’Ufficio relazioni con il pubblico. (r.cr.)

Fotografia di repertorio

Settimana di Ferragosto – Riduzioni orarie e chiusure dell'Ausl di Imola
Cronaca 7 Agosto 2019

Millequattrocento pazienti del 2018, Montecatone eccellenza nazionale

Circa millequattrocento pazienti assistiti nel corso dello scorso anno, sia in ricovero ordinario sia in day hospital, provenienti da tutto il territorio nazionale (il 65% da fuori Emilia-Romagna).
Numeri e percentuali riportate nel Bilancio di missione 2018 del Montecatone Rehabilitation Institute e che lo confermano come il polo riabilitativo di riferimento in Italia per Pazienti con lesione midollare o cerebrolesione acquisita.

I ricoveri in Degenza ordinaria sono stati 673 (566 con lesione midollare, 92 con grave cerebrolesione acquisita oltre a 15 ricoveri in Riabilitazione intensiva). Il 60% dei pazienti ricoverati per lesione midollare era di origine traumatica, (incidenti stradali, tuffi, cadute), il 40% restante distribuito in oncologico, degenerativo o vascolare.

La presenza di un’Area critica, esperienza unica nel panorama nazionale, permette una presa in carico riabilitativa precoce da parte di una equipe multiprofessionale e mutidisciplinare e di lavorare contemporaneamente sulla stabilizzazione del quadro clinico e sul percorso riabilitativo.
Tra i vari percorsi specialistici l’Unità assistenziale degenze specialistiche ha registrato 199 ricoveri, di cui 84 per lesioni da pressione con 51 interventi chirurgici, 14 per la Chirurgia funzionale dell’arto superiore, 25 per il percorso neuro-urologico, 22 di Bowel Management (problematiche gastrointestinali neurogene), 33 per la spasticità con 30 interventi di chirurgia per impianto/sostituzione infusore intratecale e 21 di Follow-up.

Una leadership raggiunta grazie a un meticoloso lavoro di squadra che «coinvolge governance, medici, operatori della fondazione Onlus e volontari delle associazioni – sottolinea Mario Tubertini, direttore generale del Montecatone Rehabilitation Institute –, che  quotidianamente, con professionalità e umanità mettono cuore e impegno nel loro lavoro per raggiungere quel valore in più che molti ci invidiano dando sempre più a questa struttura la fisionomia di una casa piuttosto che di un ospedale». (r.cr.)

Nella fotografia, il direttore generale Mario Tubertini

Millequattrocento pazienti del 2018, Montecatone eccellenza nazionale
Cronaca 2 Agosto 2019

Leishmaniosi, un anziano colpito dalla malattia, ricoverato in ospedale

Un uomo anziano residente nella zona delle prime colline dove è stato identificatoil focolaio, è stato colpito da leishmaniosi viscerale. Il medico, per fortuna, è riuscito a diagnosticare immediatamente la malattia e il pensionato è stato sottoposto alle cure del caso. Ora la leishmaniosi è stata debellata ma le sue condizioni sono comunque di attenzione per pregressi problemi di salute.

Questo caso che ha colpito l”uomo, aggiunto agli altri individuati nei cani poche settimane fa, ha portato l”Ausl di Imola, per l”appunto, a chiedere al Comune la disposizione dell”apposita ordinanza con le prescrizioni per prevenire il diffondersi della malattia. Rafforzata, nelle prossime settimane, con il fatto che i proprietari di cani residenti nella zona considerata a rischio saranno espressamente contattati dal Servizio veterinario per lo uno screening gratuito sul loro animale.

La leishmaniosi è una malattia provocata da un protozoo. «Il suo ciclo prevede un serbatoio e un vettore – spiega Gabriele Peroni, direttore del dipartimento di Sanità pubblica dell’Ausl di Imola -. Il serbatoio è l’animale, il cane ma potenzialmente tutte le bestie a sangue caldo, in particolare i mammiferi; il vettore è la femmina di due tipi di pappataci (flebotomi) che preleva il sangue attraverso la puntura necessaria per far maturare le sue uova e, pungendo anche l’uomo, può iniettargli il protozoo. E’ una malattia molto seria, soprattutto quella viscerale, con un esordio subdolo, lento, e una diagnosi difficile, perché il quadro clinico è simile a quello di altre malattie del sangue o del sistema linfatico, come leucemia o linfomi». I parassiti attaccano fegato e milza, il quadro ematologico presenta forti anomalie, ci può essere deperimento, calo di peso, febbre. «E’ chiamata anche kala azar, febbre nera, perché la pelle di chi ne è affetto assume un colore grigiastro». I tempi di incubazione possono andare da poche settimane anche a sei mesi.

Altri particolari sul “sabato sera” dell”1 agosto

Nella foto grande l”ospedale di Imola, nel riquadro il ciclo di vita del protozoo e trasmissione della malattia

Leishmaniosi, un anziano colpito dalla malattia, ricoverato in ospedale
Cronaca 30 Luglio 2019

Segnali incoraggianti dall'Ambulatorio di continuità, meno codici bianchi e verdi in Pronto soccorso

Andrea Rossi, direttore generale dell’Ausl, definisce «incoraggianti» i risultati di questo primo anno di attività dell’Ambulatorio di continuità assistenziale diurna di Imola estesa anche ai residenti di Mordano. Si trova nella palazzina di fronte alla sala prelievi dell’ospedale vecchio; è operativo dalle ore 12 alle 17 nei giorni feriali e dalle ore 8 alle 20 nei prefestivi e nei festivi, i medici di famiglia del territorio garantiscono l’attività a rotazione nei feriali e nelle mattine del sabato e prefestivi, negli altri orari ci sono i medici di continuità assistenziale (le ex guardie mediche). «Non c’è stato uno svuotamento del Pronto soccorso ma abbiamo invertito il trend di costante crescita dei codici bianchi e verdi che, anzi, tendono un po’ a diminuire: 36.862 nel 2017 e 36.804 nel 2018 – dettaglia Rossi -, mentre nel 2019, secondo i dati del primo quadrimestre, dovremmo attestarci sui 36.000». L’Ambulatorio rappresenta l’embrione della Casa della salute di Imola della quale si parla oramai da qualche anno e che, nei piani dell’Ausl, affiancherà quelle di Castel San Pietro, Medicina e della Vallata a Borgo.

«Oggi abbiamo una media di quindici accessi giornalieri e più del doppio il sabato e nei prefestivi, nel periodo influenzale sono anche di più – dice Danilo Pasotti, medico di famiglia e uno dei due coordinatori dell’Ambulatorio –. Il problema è che l”Ambulatorio è nato in sostituzione di un normale ambulatorio di medicina generale. Le persone di solito vengono per certificazioni di malattia, tonsilliti, dolori per i quali non vogliono aspettare l’apertura dell’ambulatorio del proprio medico. Ma se vogliamo davvero ridurre i codici bianchi e verdi in Pronto soccorso occorre prevedere la diagnostica, dobbiamo trovarci a metà strada». (l.a.)

Altri particolari sul “sabato sera” del 25 luglio.

Nella foto Danilo Pasotti e Andrea Rossi

Segnali incoraggianti dall'Ambulatorio di continuità, meno codici bianchi e verdi in Pronto soccorso
Cronaca 30 Luglio 2019

Tre milioni di euro per la Casa della salute di Imola, le priorità individuate con un progetto partecipato

Comincia a prendere consistenza il progetto della Casa della salute di Imola di cui si parla oramai da qualche anno. La Regione ha recentemente reso noto di aver assegnato alla nostra città 3 milioni di euro all’interno del piano straordinario da 302 milioni per nuovi ospedali, riqualificazione delle strutture e Case della salute, grazie a 4 miliardi di euro, anch’essi straordinari, arrivati dallo Stato per la sanità.

«I fondi arriveranno nel 2020 – conferma Andrea Rossi, direttore generale dell’Azienda usl di Imola – ma per mettere a norma tutti gli spazi necessari dell’Ospedale vecchio occorrono dai 7 ai 10 milioni – mette le mani avanti -. Con questi fondi potremo avviare un primo stralcio: il riordino dell’area dell’accoglienza, portinerie, Urp, sportello sociale e della prevenzione. Abbiamo già individuato un’area al piano terra. Non c’è ancora un progetto esecutivo – aggiunge Rossi –, ma stiamo definendo cosa si riesce a fare con quanto a disposizione. La seconda area della Casa della salute che ci piacerebbe implementare è quella della prevenzione, con igiene pubblica, screening, centro antifumo, aree oggi molto frammentate. Infine ci sono i servizi sociali dell’Asp, quelli che oggi sono nel “Silvio Alvisi”».

L’Ausl nei mesi scorsi ha avviato un progetto partecipato coinvolgendo professionisti della sanità e delle associazioni dei cittadini per definire le priorità su cui intervenire. (l.a.)

Altri particolari nel numero del “Sabato sera” del 25 luglio.

Nella foto d”archivio l”ingresso dell”Ambulatorio di continuità assistenziale diurna presso l”ospedale vecchio

Tre milioni di euro per la Casa della salute di Imola, le priorità individuate con un progetto partecipato
Cronaca 26 Luglio 2019

Focolaio di leishmaniosi in via Calunga Buore e via Strascina, ordinanza del Comune per prevenire l'epidemia

Prevenire la leishmaniosi viscerale nel territorio comunale. E” l”obiettivo che ha portato la sindaca di Imola, Manuela Sangiorgi, a firmare un”ordinanza a seguito di una segnalazione del Dipartimento di Sanità pubblica dell”Ausl nella quale si comunica la presenza di un focolaio della malattia nelle vie Calunga Buore e Strascina. Nella nota che l”Azienda sanitaria ha inviato al Comune, si sottolinea infatti che la leishmaniosi «costituisce una malattia grave, potenzialmente mortale ad esordio lento e di difficile diagnosi, trasmessa da flebotomi Spp (pappataci) e riconosce un serbatoio animale fonte di infezione costituito in principalmente dai canidi, in primis dal cane domestico».

Ecco allora la decisione di disporre, attraverso lo strumento dell”ordinanza, una serie di misure di sorveglianza e controllo a sostegno dell’attività dell”Unità di Igiene Veterinaria dell”Ausl, impegnata nella ricerca dei cani infetti e a tutela della salute dei residenti nell’ambito territoriale di diffusione della malattia». In particolare, il provvedimento, per evitare che la patologia si diffonda nella popolazione canina, impone ai cittadini della zona interessata dal focolaio queste misure indicate dall”Azienda sanitaria: l”immediata registrazione di tutti i cani di proprietà mediante applicazione del microchip e iscrizione nell’anagrafe regionale animali d’affezione (Araa) alla pubblicazione all’Albo Pretorio dell”ordinanza (obbligo peraltro già previsto dalla normativa vigente e sanzionabile se non si ottempera entro 30 giorni dall”entrata in possesso di un cane); obbligo di informare l”Igiene Veterinaria della presenza di cani di proprietà, ma registrati in altri Comuni (Dipartimento di Sanità Pubblica – Front Office, telefono 0542-604950 dal lunedì al sabato 8.30-12.30 e al martedì dalle 14.30 alle 17 – mail: frontoffice@ausl.imola.bo.it); obbligo di sottoporre i cani ai controlli di laboratorio prescritti o eseguiti dall’Igiene Veterinaria; obbligo di aderire alle prescrizioni (terapeutiche/di approfondimento diagnostico) impartite dalla stessa Unità di Igiene Veterinaria per i cani rivelatisi infetti/sospetti; obbligo di applicare ai cani un collare impregnato di antiparassitario ad effetto repellente fino alla fine del mese di ottobre. (r.cr.)

Nella foto l”area di attenzione nella quale è stato segnalato il focolaio della malattia

Focolaio di leishmaniosi in via Calunga Buore e via Strascina, ordinanza del Comune per prevenire l'epidemia
Cronaca 22 Luglio 2019

Caso Avastin-Lucentis: il Consiglio di Stato dà ragione alla Regione

Utilizzare il farmaco oftalmico Avastin della Roche, dal costo quaranta volte inferiore a quello del farmaco Lucentis della Novartis, nella cura della maculopatia retinica nelle strutture sanitarie della nostra regione è pienamente legittimo. Lo ha stabilito il Consiglio di Stato, a seguito del pronunciamento della Corte di giustizia europea del 2018, condannando le due case farmaceutiche e chiudendo la battaglia leale che la Regione Emilia-Romagna aveva cominciato nove anni fa.

Secondo l’Antitrust, infatti, Roche non avrebbe mai chiesto l’estensione delle indicazioni terapeutiche anche per la maculopatia in virtù di un accordo con la Novalis. Insomma, un vero e proprio “cartello del farmaco”.

«Cala il sipario su una vicenda che in tutte le tappe giudiziarie ha visto confermata la nostra tesi – commenta Sergio Venturi, assessore alle Politiche per la salute della Regione Emilia Romagna –. Era ed è giusto erogare nelle strutture pubbliche, come abbiamo fatto noi, questo medicinale efficace nella cura della maculopatia retinica e dal costo di quaranta volte inferiore a quello di altri farmaci».«Una battaglia lunga e complicata, che finalmente giunge al termine con la conferma che era non solo giusta, ma anche doverosa – aggiunge Venturi –. Per primi in Italia ci siamo battuti per arrivare a questo risultato, non possiamo che essere soddisfatti e orgogliosi della nostra scelta. E viene ancora una volta ribadito quanto da sempre abbiamo sostenuto: un farmaco è sì un prodotto dell’industria, ma ancor prima un bene essenziale per la salute».

Le disposizioni attuate dall’Emilia-Romagna hanno consentito, dal 2009 ad oggi, un risparmio per il Servizio sanitario regionale di circa 4,2 milioni l’anno, evitando alla Regione di dover avviare oggi, a seguito delle sentenze, delle onerose e complesse procedure di risarcimento. Operazioni che altre tre Regioni, Veneto, Toscana e Lazio, ora sono comunque già pronte ad avviare con l”intenzione di chiedere danni per milioni di euro a Roche e a Novalis. (r.cr.)

Nella fotografia d”archivio, l”assessore regionale Venturi

Caso Avastin-Lucentis: il Consiglio di Stato dà ragione alla Regione
Cronaca 17 Luglio 2019

Vaccinazione antinfluenzale, l'Ausl di Imola prima in regione per la copertura sui cittadini oltre i 65 anni

L’Ausl di Imola in testa alla classifica regionale in tema di vaccinazione antinfluenzale sui cittadini oltre i 65 anni di età. La percentuale raggiunta nella stagione invernale 2018-2019 è infatti del 58,5%, ben 3,5 punti oltre la media registrata in Emilia Romagna. Un risultato al quale ha certamente contribuito la campagna di sensibilizzazione che ha coinvolto l’azienda insieme ai Comitati consultivi misti (Ccm e Cuf, vale a dire Comitato consultivo misto e Comitato utenti e familiari della salute mentale), attraverso un’opera di promozione nei centri sociali in occasione di tombole, pranzi e cene, per far capire agli anziani quanto sia importante proteggersi dall’epidemia e dalle sue possibili complicanze. 

Tale progetto, avviato da alcuni anni, ha consentito di migliorare costantemente la copertura vaccinale degli ultrasessantancinquenni del circondario imolese, passata dal 52,9% del 2016-2017 al 56% del 2017-18 e, appunto, all’attuale 58,5%. «Non è solo un’opera di maquillage – commenta il direttore di distretto sanitario, Alberto Minardi -. E’ anche grazie a questi risultati che non ci sono stati casi gravi o morti imputabili all’influenza tra gli assistiti dell’Ausl di Imola negli ultimi due anni. Inoltre, l’ospedale di Imola non è andato in affanno ma ha anzi superato l’inverno senza la necessità di ridurre gli interventi chirurgici programmati, in quanto costretto a impegnare posti letto da dedicare alle complicanze legate all’epidemia influenzale». 

Soddisfatto per la performance anche il Ccm, che è costituito da membri delle associazioni ed organizzazioni di volontariato, tutela dei diritti e promozione sociale, da rappresentanti dell’Ausl e dei medici di medicina generale. La presidente Carla Govoni sottolinea così l’attività svolta e in particolare le “incursioni” nei centri sociali mirate a sensibilizzare i cittadini: «Visti i buoni risultati della prima iniziativa, lo scorso anno abbiamo riproposto e rinforzato la formula delle incursioni, effettuandone oltre 20 durante i tanti eventi ricreativi già previsti dai calendari dei centri sociali e delle associazioni. Pochi minuti sottratti al divertimento, in cui un medico di famiglia, noi volontari ed il direttore del distretto invitavano i presenti, in particolare gli ultrasessantacinquenni o con patologie croniche, a presentarsi dal loro medico per effettuare la vaccinazione, spiegandone l’importanza e consegnando materiale informativo. Considerando le presenze a ciascun appuntamento, sono stati circa 2.700 i cittadini che hanno ricevuto questo messaggio di sensibilizzazione, in una sorta di “educazione tra pari e di comunità” per informare correttamente e con grande semplicità su come prendersi cura della propria salute».  

E per il 2019-2020 ci si prepara a continuare su questa strada, coinvolgendo sempre più persone nella campagna di promozione della vaccinazione antinfluenzale anche attraverso nuove iniziative che il Ccm sta studiando per aumentare l’efficacia dell’azione di prevenzione. (c.cr.)

Nella foto i dati di tutte le Ausl della regione

Vaccinazione antinfluenzale, l'Ausl di Imola prima in regione per la copertura sui cittadini oltre i 65 anni

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