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Cronaca 22 Maggio 2019

Allarme epatite per alcuni integratori alla curcuma, i prodotti ritirati dal ministero della Salute

L’Istituto superiore di Sanità ha segnalato ad oggi 10 casi di epatite riconducibili al consumo di curcuma. Tutti casi avvenuti in Italia. Sono in corso delle verifiche ma secondo l”avviso pubblicato dal ministero della Salute sarebbero legati ad alcuni integratori alimentari derivati dal famoso rizoma. Oggi l”utilizzo della curcuma è molto in voga, non solo per via del colore giallo che conferisce ai piatti, quanto per i suoi effetti benefici, ad esempio proprio sul fegato. Da qui l”allarme, il ritiro dei lotti coinvolti e soprattutto l”invito, a titolo precauzionale, a sospendere temporaneamente il consumo e l”acquisto dei prodotti. 

“Se qualcuno ha già consumato questi prodotti può rivolgersi al proprio medico di famiglia per ricevere tutte le informazioni e far partire la segnalazione” dicono dall”Azienda usl di Imola. Ovviamente senza allarmismi dato che al momento non c”è ancora chiarezza, una delle ipotesi è quella di una contaminazione dei materiali o nella lavorazione dei prodotti. 

Questo l”elenco dei lotti indicato dal Ministero (LINK AL SITO)  :
Curcuma 95% Maximum lotto 18L264 scadenza 10/2021 prodotto da Ekappa  Laboratori srl per conto di Naturando S.r.l.
Curcuma complex B.A.I. aromatici per conto di Vitamin shop
Tumercur Sanandrea
Movart Scharper SpA stabilimento a Nichelino
Curcuma Meriva 95% 520mg Piperina 5 mg Farmacia dr. Ragazzi, Malcontenta
Curcuma “Buoni di natura” Colfiorito
Curcumina Plus 95%, lotto 18L823 NI.VA prodotto da Frama
Curcumina 95% Kline lotto 18M861 NI.VA prodotto da Frama
Curcumina Plus 95% piperina linea@ lotto 2077-LOT 19B914 NI.VA prodotto da Frama
Curcumina Plus 95% piperina linea@ 18c590 NI.VA prodotto da Frama

Si tratta di integratori alimentari, un prodotto da banco a libera vendita, sia in negozi di alimentari che parafarmacie e pure via Internet. Come detto, attualmente sono in fase di ritiro dalla vendita. (l.a.)

Allarme epatite per alcuni integratori alla curcuma, i prodotti ritirati dal ministero della Salute
Cronaca 15 Maggio 2019

Quattro storie di dipendenti dell'ospedale di Montecatone: «Siamo innamorati di questo lavoro»

«Io sono di Imola ma mi sono laureata a Ferrara, poi ho fatto un corso al Sant’Orsola come case manager, che è quello che sono attualmente. Ricordo il mio primo giorno a Montecatone, nel 2001. In questo posto non ci sono le vie di mezzo o lo ami o lo odi. Per me è molto appagante, se dovessero dirmi vai a lavorare altrove risponderei no». Simona Caselli è un’infermiera, ha 42 anni, un marito e un figlio. E’ una dei circa 400 dipendenti del Montecatone Rehabilitation Institute Spa. Medici, infermieri, oss e amministrativi, psicologi, tecnici, il 77 per cento sono donne, per la maggior parte si tratta di persone del territorio.

Pamela Salucci medico fisiatra, 43 anni, sposata, due figli, anche lei è imolese. «Io sono arrivata a Montecatone nel 2003 all’ultimo anno di specializzazione, nel 2004 mi hanno assunta». La sua area di lavoro è quella neurologica delle gravi cerebrolesioni, «che possono essere traumatiche, emorragiche o anossiche, ad esempio a seguito di un infarto. Diversamente dalle lesioni midollari – spiega -, dove si interrompono i segnali dal cervello alla periferia e il paziente non muove gambe o braccia ma l’attività collaborativa e cognitiva solitamente rimane integra, seppur con diverse problematiche, nel “mio” paziente quest’ultima parte viene compromessa».

Anche la fisioterapista Danira Golinelli è di Imola, ha 32 anni, è sposata, ha un figlio. «Mi sono laureata nella sede di Imola e ho frequentato Montecatone nei tirocini. Poi, appena uscita dalla facoltà, a novembre, mandai il curriculum e a febbraio già lavoravo, ora sono nove anni. Il fisioterapista si occupa di recuperare le autonomie, in un caso l’obiettivo è formare i familiari e in un altro addestrare il paziente a ritornare al proprio domicilio con l’uso della carrozzina, in altri ancora andrà a casa camminando. Ogni trattamento è individualizzato e contano sempre tantissimo motivazione e sostegno della famiglia. L’obiettivo è portare il paziente il più vicino possibile alla sua vita di prima in una nuova condizione».

Gianni Cacucciolo, 54 anni, faentino, oggi è un ross, cioè un operatore socio sanitario riabilitativo, figura organizzativa introdotta a Montecatone tra i primi Istituti in Italia, che ne indica l’ulteriore specificità nell’attività in palestra. Alle spalle una storia curiosa, iniziata quattordici anni fa, quando non era più un ragazzo. «Venivo da 25 anni nel campo della ristorazione e gestivo un’enoteca, ma ho deciso di cambiare vita, mi sono licenziato e iscritto al corso per oss, credo l’ultimo gratuito di riqualificazione professionale organizzato dalla Regione. Non sapevo cosa fosse, in realtà volevo fare volontariato. Al termine mandarono il mio curriculum a Montecatone dove non volevo venire perchè da fuori mi sembrava un posto troppo triste. Poi feci il colloquio e mi dissi: provo. Mi sono follemente innamorato di questo lavoro». (l.a.)

L”articolo completo è pubblicato su «sabato sera» del 9 maggio

Nella foto Pamela Salucci, Danira Golinelli, Simona Caselli e Gianni Cacucciolo

Quattro storie di dipendenti dell'ospedale di Montecatone: «Siamo innamorati di questo lavoro»
Cronaca 14 Maggio 2019

Chiusa la sperimentazione sull'Urologia metropolitana, il dottor Emilio Emili torna direttore del solo reparto di Imola

L’1 maggio si è conclusa la sperimentazione interaziendale metropolitana in ambito urologico. Emilio Emili è ritornato ad essere il direttore del «solo» Dipartimento di Chirurgia dell’Ausl di Imola e del relativo reparto di Urologia. La notizia ufficiale è arrivata dall’Azienda sanitaria, ma già a metà marzo il direttore generale Andrea Rossi l’aveva anticipato davanti ai consiglieri comunali imolesi e ai cittadini in occasione della Commissione sulla situazione socio-sanitaria e gli scenari futuri. Sul tema non era mancato neppure il pressing della politica (la sindaca Sangiorgi aveva chiesto esplicitamente di «lasciare le soluzioni interaziendali» proprio in occasione della Commissione di marzo).

La sperimentazione dell’unità operativa complessa interaziendale di Urologia tra l’Ausl di Bologna e quella di Imola è nata l’1 luglio 2017, venne attivata come convenzione triennale per sperimentare il nuovo progetto riorganizzativo che prevedeva la conduzione unificata in forma interaziendale delle attività di Urologia dell’ospedale Santa Maria della Scaletta di Imola, dell’ospedale Maggiore di Bologna e dell’ospedale di San Giovanni in Persiceto, Porretta Terme e Bazzano.

Rossi dettaglia così le motivazioni che hanno portato a ritornare alla situazione iniziale senza neppure aspettare la fine del triennio: «In questi due anni il dottor Emili ha garantito positivamente la funzione direzionale sui cinque reparti. Sono stati raggiunti alcuni degli obiettivi che ci si era prefissati e che restano importanti punti fermi; tra gli altri: la valutazione multidisciplinare dei casi complessi di urologia oncologica, la mappatura delle competenze dei professionisti e l’avvio di programmi formativi mirati, la riorganizzazione del lavoro dei reparti di degenza ed il governo delle prestazioni ambulatoriali. D’altro lato non sono mancate criticità, dovute soprattutto alla complessità organizzativa e a vincoli tecnico-giuridici, che hanno determinato un insufficiente controllo dei tempi di attesa per ricoveri programmati sul versante bolognese, un importante obietti-o che la Regione Emilia Romagna ha dato a tutte le Aziende». Da qui la decisione presa dalle direzioni generali e della Conferenza territoriale socio-sanitaria metropolitana (dove siede come vicepresidente la sindaca di Imola Manuela Sangiorgi) di «ridefinire consensualmente la sperimentazione – ragguaglia Rossi – e riportare sia i risultati positivi che le criticità, rilevate all’interno dei lavori programmatori di area metropolitana avviati in queste settimane». (l.a.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 9 maggio

Nelle foto il direttore dell”Urologia di Imola Emilio Emili e il direttore generale dell”Ausl di Imola Andrea Rossi

Chiusa la sperimentazione sull'Urologia metropolitana, il dottor Emilio Emili torna direttore del solo reparto di Imola
Cronaca 13 Maggio 2019

Montecatone, il direttore Tubertini presenta il bilancio e svela: «Dedicheremo 250 mila euro per tre anni alla ricerca»

Bastano un paio di numeri per inquadrare il Montecatone Rehabilitation Institute Spa in un’azienda di medie dimensioni, realtà economica seppur impegnata in sanità. Per prima cosa il numero dei dipendenti, 390 di cui 352 a tempo indeterminato, che devono occuparsi di 158 posti letto sempre pieni (tasso di occupazione media del 102 per cento), l’anno scorso sono stati trattati 773 pazienti (e va ricordato che mediamente i ricoveri durano sei-sette mesi). Un’eccellenza che vanta l’unità spinale più grande d’Italia, polo di riferimento regionale per la riabilitazione intensiva delle persone colpite da lesioni midollari e uno dei tre per le lesioni cerebrali, senza dimenticare che più della metà dei pazienti provengono da altre regioni a dimostrazione della valenza nazionale.

Ritornando al paragone iniziale, il direttore generale Mario Tubertini conferma: «Oggi Montecatone è una grande opportunità lavorativa a cui si accompagnano ricadute economiche importanti per il territorio». Per dimostrarlo ricorda che «nel solo 2018, dei 10 milioni e 400 mila euro che abbiamo speso per l’acquisto di beni e servizi ne sono andati circa 600 mila euro all’Ausl di Imola e altri 800 mila a fornitori esterni sempre di Imola, circa 4,7 milioni, cioè il 45 per cento del fatturato, sono rimasti in provincia di Bologna, circondario imolese compreso». Soldi che significano lavoro per altre aziende, ad esempio i circa 8 milioni investiti negli ultimi cinque anni per ristrutturare e ampliare l’ospedale.

Tubertini è arrivato nell’autunno scorso e presenta ai soci il primo bilancio consuntivo: «Chiudiamo in linea con gli altri anni, con 3-400 mila euro di utile su un valore della produzione di circa 30 milioni. E stiamo pensando insieme all’Azienda Usl di presentare alla Regione la richiesta per acquistare una macchina per risonanza magnetica e tac, un’apparecchiatura che non abbiamo a Montecatone, farebbe sempre capo alla Radiologia imolese, e sarebbe utile sia per evitare spostamenti ai nostri pazienti sia per le esigenze dell’Ausl, ad esempio per le liste d’attesa. Il costo stimato è 1,5 milioni».

Si parla spesso di Irccs, l’acronimo indica gli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico. «E’ una scelta possibile che va condivisa con la Regione – abbozza il direttore generale -, caratteristiche Montecatone ne ha». Ovviamente la ricerca ha un peso notevole nel valutare un Ircss. «Abbiamo previsto – conclude Tubertini – di dedicare 250 mila euro del nostro bilancio ogni anno per i prossimi tre anni per stimolare progetti e attività di ricerca con professionisti interni e non solo». (l.a.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 9 maggio

Nella foto Mario Tubertini

Montecatone, il direttore Tubertini presenta il bilancio e svela: «Dedicheremo 250 mila euro per tre anni alla ricerca»
Cronaca 9 Maggio 2019

Alessandra, Lulù e la pet therapy di Montecatone protagoniste in Campidoglio a Roma

Il progetto di pet therapy «Abili a 4 zampe» protagonista a Roma in Campidoglio all’evento organizzato da Roma Capitale, nella persona di Daniele Diaco, presidente della IV Commissione capitolina Ambiente. Ormai da cinque anni l’ospedale di Montecatone propone ai propri pazienti interventi di assistenza con animali in collaborazione con l’associazione ChiaraMilla riesce a coinvolgere come istruttori ex pazienti dell’ospedale.

Alessandra Santandrea, ex paziente di Montecatone, ha raccontato la sua storia e ha terminato con una dimostrazione «dal vivo» con Lulù, che lei stessa ha addestrato sotto la guida delle istruttrici di ChiaraMilla. Presenti anche Lisa Costa, Silvia Bolognesi e Brandon Ladson, altri ex pazienti di Montecatone, ora istruttori di Pet Therapy. Santandrea, insieme a Marina Casciani, è autrice del libro “La sedia di Lulù” (Itaca Edizioni) con oltre 20.000 copie vendute e un’attività di promozione che ha visto centinaia di incontri su tutto il territorio nazionale, ha contributo a sensibilizzare sul tema della disabilità e dell’aiuto che i cani da supporto forniscono a persone con difficoltà motorie.

A portare la testimonianza di Montecatone è stato il Presidente della Fondazione Montecatone onlus Marco Gasparri. L’evento si è chiuso con una dimostrazione di Alessandra e Lulù, che ha mostrato dal vivo il supporto concreto che un’animale da assistenza può fornire alle persone con disabilità. (r.cr.)

Nella foto Alessandra Santandrea con Lulù in Campidoglio

Alessandra, Lulù e la pet therapy di Montecatone protagoniste in Campidoglio a Roma
Cronaca 8 Maggio 2019

Prevenzione zanzare, kit gratuiti nel Circondario e Ozzano ma non a Imola

E’ partita nei giorni scorsi nei comuni del circondario e a Ozzano la campagna preventiva contro la diffusione delle zanzare. Ogni Comune ha pubblicato l’ordinanza in linea con le direttive disposte dalla Regione Emilia Romagna, finalizzate a prevenire la diffusione delle malattie infettive trasmesse proprio dalle punture di zanzare. La zanzara tigre, lo ricordiamo, può trasmettere Dengue, Chikungunya e Zika, mentre la zanzara comune può essere vettrice della febbre West Nile. Virus, quest’ultimo, che lo scorso settembre ha causato una vittima e una decina di contagiati anche sul nostro territorio. Le politiche di prevenzione attuate dai comuni sono però diverse.

Alcuni di questi, come ad esempio Castel San Pietro, Castel Guelfo, Medicina e Ozzano, vengono incontro ai cittadini distribuendo kit gratuiti per i trattamenti larvicidi, che in relazione all’andamento climatico devono essere effettuati fino a fine ottobre. A Imola lo si faceva in passato, da qualche anno non più. Gli imolesi dovranno dunque pagare di tasca propria i trattamenti. Chi viola le norme, incorre in una sanzione amministrativa fino a 500 euro, mentre i controlli saranno effettuati da polizia municipale, Ausl, Guardie ambientali metropolitane. «Siamo sicuri che basti un’ordinanza per promuovere le buone pratiche e il senso di responsabilità dei cittadini?» si chiedono Daniela Spadoni e Roberto Visani, consiglieri comunali Pd, membri della commissione Sanità del Comune di Imola. «Alla luce dei casi riscontrati lo scorso anno nel nostro territorio e considerando il potenziale rischio per la salute pubblica ci saremmo aspettati qualcosa di più – affermano -. Chiediamo che venga ripristinata in modo capillare la distribuzione gratuita alla popolazione del kit antizanzare. Lo sforzo per fare tutto questo è modesto e crediamo che ne valga la pena».

A Castel San Pietro, allo Sportello cittadino nella sede municipale, sono già disponibili oltre 500 kit gratuiti di prodotto antilarvale. Per ogni edificio verrà fornita un’unica dotazione di prodotto ed è quindi opportuno che vada a ritirarlo una sola persona, il cui nome e cognome sono registrati su un apposito elenco. Il prodotto può inoltre essere acquistato nelle farmacie, a un prezzo convenzionato con l’Ausl di Imola. Il prodotto va applicato una volta al mese in tombini, caditoie, grondaie e pozzetti sbrecciati. Inoltre, poiché le larve si sviluppano nei contenitori d’acqua, si invitano i cittadini a eliminare o vuotare settimanalmente tutti i recipienti all’aperto, come sottovasi, bidoni, secchi e annaffiatoi. Il Comune di Castel Guelfo si è dotato di un centinaio di kit, che sono già in distribuzione presso l’Urp, mentre a Medicina, da sabato 11 maggio, i cittadini potranno ritirare gratuitamente il prodotto nei seguenti punti del capoluogo e delle frazioni: il sabato al magazzino comunale di via Morara (ore 8-10); il mercoledì alla cartoleria Ciao di Villa Fontana (ore 9-12); dal lunedì al venerdì al centro sociale di Fiorentina (dalle ore 20.30 in poi); il sabato all’ex magazzino del grano Clt a Sant’Antonio (ore 8-11); tutti i giorni nell’orario di apertura nel negozio di alimentari a Portonovo; il venerdì da Rossano Zini in via Nuova 814/d (ore 9-11 e ore 15-17); dal lunedì al venerdì, al centro sociale Nuova Vita a Fossatone (dalle ore 20.30 in poi). A Ozzano, infine, la distribuzione gratuita dei kit con il prodotto antilarvale da inserire nei tombini privati (10-40 gocce) e nei sottovasi (5-10 gocce), è ripresa lo scorso 10 aprile presso il centralino del municipio oppure all’Urp (lunedì pomeriggio ore 12-18, martedì e venerdì, ore 8.30-12.30, sabato ore 8.30-12). (lo.mi.)

Foto d”archivio

Prevenzione zanzare, kit gratuiti nel Circondario e Ozzano ma non a Imola
Cronaca 8 Maggio 2019

Prevenzione zanzare, gli incontri nei centri sociali a Imola

L’Amministrazione comunale di Imola organizzauna serie di incontri pubblici per prevenire la proliferazione della zanzara tigre e della zanzara comune attraverso i trattamenti preventivi. Gli incontri sono svolti in collaborazione con i tecnici dell’Ausl e della ditta incaricata della disinfestazione.

Nel corso degli appuntamenti verranno date indicazioni su biologia delle zanzare e pericoli correlati alla loro diffusione, ma anche consigli utili sulla lotta, con descrizione delle azioni messe in atto dal Comune e di quelle a carico degli imolesi. Dopo il primo appuntamento in programma questa sera, mercoledì 8 maggio, alla Tozzona (ore 18), i prossimi incontri si terranno mercoledì 15 maggio al centro sociale Campanella (ore 18.30), giovedì 16 maggio al centro sociale Zolino (ore 18), martedì 21 maggio al centro civico Palinsesto di Sesto Imolese (ore 18) e mercoledì 22 maggio al centro sociale LaStalla (ore 18). (lo.mi.)

Nella foto: un esemplare di zanzara tigre

Prevenzione zanzare, gli incontri nei centri sociali a Imola
Cronaca 29 Aprile 2019

L'Ausl amplia gli orari per la consegna dei campioni biologici per lo screening del colon retto e citologici

Si amplia a partire da oggi, 29 aprile 2019, l”orario di consegna dei campioni biologici per lo screening del colon retto e citologici. Tali campioni, diretti all”Anatomia patologica, si potranno infatti consegnare al centro prelievi dell”ospedale vecchio di Imola (entrata da via Caterina Sforza 3) tutte le mattine dal lunedì al sabato dalle 7 alle 11. (r.cr.)

L'Ausl amplia gli orari per la consegna dei campioni biologici per lo screening del colon retto e citologici
Cronaca 23 Aprile 2019

Tutto sul Fascicolo sanitario elettronico, l’innovazione che semplifica la vita

Sono quasi 36.000, su un totale di 133.000, i cittadini dell’Azienda sanitaria di Imola che hanno attivato fino ad ora il proprio Fascicolo sanitario elettronico. «Uno strumento – precisa Michelle Suzzi, dello staff Informazione e Comunicazione dell’Ausl di Imola – che sta entrando sempre di più nelle abitudini delle persone e questo grazie al lavoro quotidiano degli Sportelli unici distrettuali, unitamente alle giornate che dedichiamo come Azienda alla sua attivazione e ai tanti volontari che periodicamente ci aiutano in queste occasioni».

Il Fascicolo sanitario elettronico (Fse) è una «carta d’identità della salute» che racchiude la storia clinica e sanitaria di una persona: i referti delle visite specialistiche, le lettere di dimissione dall’ospedale, i verbali del Pronto soccorso, le prescrizioni farmaceutiche, le immagini radiografiche e persino i certificati vaccinali. «Non solo – aggiunge la Suzzi -, perché allo stesso tempo è uno strumento che permette di accedere online a tanti servizi, come il cambio del medico di famiglia, il pagamento, ma anche la prenotazione, lo spostamento e la disdetta di una visita e di un esame». Insomma, niente più file agli sportelli e la possibilità di consultare la propria documentazione sanitaria o il risultato dei propri esami direttamente sul computer di casa o sullo smartphone in qualsiasi momento e in qualsiasi posto ci troviamo. «Tutto questo – precisa la Suzzi – nel pieno rispetto della privacy perché, per accedere al proprio Fascicolo, occorre utilizzare le credenziali personali che sono rilasciate dopo un riconoscimento diretto effettuato da personale Ausl abilitato e, recentemente, da una one time password da richiedere ad ogni accesso».

Una serie di servizi e opportunità che col tempo stanno aumentando. «Come Azienda – spiega la Suzzi – siamo state tra le prime nel 2010 ad aderire al progetto e i cittadini allora registrati erano 19. A quel tempo i servizi attivi erano più limitati, ma negli anni c’è stato un continuo miglioramento e per il futuro si prevedono ulteriori agevolazioni per tutti i cittadini». Dalle disponibilità offerte dal Fascicolo restano esclusi i risultati degli screening o di altri esami ritenuti più sensibili o le prenotazioni di alcuni esami che richiedono una preparazione particolare. «La maggior parte dei servizi, però – precisa ancora la Suzzi – è assicurato. Come ad esempio la prenotazione, il pagamento o la disdetta degli esami che, comunque deve sempre avvenire nei termini stabiliti dalla legge e cioè i due giorni lavorativi antecedenti la visita. In ogni caso, l’appuntamento viene ricordato grazie al recall telefonico».

Ma come si fa per attivare il proprio Fascicolo sanitario? «Tramite le credenziali personali e cioè un username e una password – spiega la Suzzi -. Per ottenerle occorre collegarsi al sito www.fascicolosanitario.it, cliccare su “crea il tuo account” e seguire le istruzioni di registrazione che richiedono codice fiscale, Ausl di appartenenza, indirizzo di posta elettronica personale e quindi permettono di scegliere username e password personali. A questo punto è inviata una mail che richiede la validazione dell’indirizzo di posta elettronica e fornisce le istruzioni per il completamento della procedura, indicando la necessità di recarsi ad un punto Cup dell’Ausl di Imola muniti di documento di identità e di una fotocopia che sarà ritirata allo sportello, di codice fiscale e dell’ID di registrazione trasmessi via mail».

Il riconoscimento de visu agli sportelli Cup è necessario per garantire che solo l’interessato possa accedere al proprio Fascicolo e solo dopo averlo effettuato si otterrà l’attivazione del Fascicolo sanitario elettronico. E’ però possibile delegare una terza persona, compilando e firmando un apposito modulo scaricabile dallo stesso sito www.fascicolo-sanitario.it e consegnandolo al Cup insieme a copia del documento di identità di delegato e delegante. Per ulteriori informazioni è possibile consultare lo stesso sito mentre per problemi tecnici o di accesso, ci si può rivolgere al numero verde regionale 800033033. «Non fatevi scoraggiare dalla tecnologia – esorta Michelle -, l’utilità di questo strumento per noi e per la nostra famiglia renderà la nostra vita un po’ più facile». 

Foto d”archivio

Tutto sul Fascicolo sanitario elettronico, l’innovazione che semplifica la vita
Cronaca 11 Aprile 2019

Anatomia patologica trasloca in via Montericco, novità per la consegna di esami e referti

Nei giorni scorsi il servizio di Anatomia patologica dell’Azienda usl ha traslocato dalla vecchia sede in quella del laboratorio dell’ospedale nuovo di via Montericco. Un trasferimento previsto da tempo come ricordato dal direttore generale Andrea Rossi durante la commissione consigliare sulla sanità del marzo scorso. «Sta nascendo un dipartimento interazionedale di anatomia patologica metropolitano – aveva spiegato – con unità operative specializzate che rimarranno nelle singole aziende». La scelta di spostare il servizio nell’ospedale nuovo era dovuta al fatto di che l’attività è funzionale «anche per le esigenze della chirurgia» e si sfruttavano spazi adatti lasciati liberi con la creazione del Laboratorio analisi unico metropolitano.

Da lunedì l’Anatomia patologica è attiva nella nuova sede. Non si tratta solo di una novità per addetti ai lavori. Contestualmente sono cambiate anche le modalità per i cittadini di consegna dei materiali citologici e dei referti. In particolare, gli esami citologici prenotati al Cup (citologico urine ed espettorato) saranno accettati presso il punto prelievi dell’ospedale vecchio (entrata da Caterina Sforza) solo in due fasce orarie: dalle ore 7.45 alle 8.15 e dalle ore 9.30 alle 10.30, dal lunedì al venerdì. Invece, per gli esami urgenti non programmati e non prenotati Cup l’accettazione e consegna dovrà avvenire direttamente presso la segreteria dell’Anatomia patologica nell’area laboratorio analisi dell’ospedale nuovo (1° piano), dalle ore 8 alle 11, dal lunedì al venerdì e dalle ore 8.30 alle 10.30 il sabato.

Inoltre, non verranno più spediti a domicilio i referti, ma occorrerà ritirarli presso la portineria dell’ospedale nuovo dalle ore 9 alle 19 dal lunedì al venerdì. Non solo. Gli esami citologici prenotati Cup eseguiti su campioni consegnati presso i punti prelievo di Castel San Pietro e Medicina dovranno essere ritirati presso la portineria della Casa della salute di Castel San Pietro in viale Oriani, sempre dalle ore 9 alle 19 dal lunedì al venerdì.Anche chi ha il Fascicolo elettronico dovrà recarsi di persona a ritirare questo tipo di esami. (l.a.)

Foto d”archivio

Anatomia patologica trasloca in via Montericco, novità per la consegna di esami e referti

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