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Cronaca 13 Novembre 2019

«Rubrica salute»: è arrivata la brutta stagione, alcuni consigli pratici per mantenersi in salute

L’autunno è arrivato e con le intemperie, spesso, arrivano anche i malanni di stagione. Ecco allora che Rosa Cilio, medico di Medicina generale presso la sede del Nucleo cure primarie, in via Caterina Sforza ad Imola, ci dà alcuni consigli pratici da adottare per ridurre il rischio di raffreddori, tosse, mal di gola e influenza. «Con i primi freddi e le giornate più corte – precisa – aumenta il tempo trascorso al chiuso in presenza di altre persone e quindi, di conseguenza, aumenta il rischio di contagio». Feste, ambienti chiusi come cinema e teatri, ma anche aerei e treni sono ricettacoli di batteri e germi che vengono facilmente veicolati da una persona all’altra e, in mancanza di sufficienti fonti di aerazione, trovano terreno fertile su cui attecchire. Tenersi alla larga da luoghi iperaffollati potrebbe quindi essere il primo suggerimento per non ammalarsi, anche se, a ben vedere, non è «sano» neanche rinunciare a una vita sociale. Comunque – aggiunge la Cilio – «ammalarsi non è inevitabile. Importante è seguire alcune semplici regole». Intanto dormire a sufficienza. «Almeno sette ore a notte per gli adulti. La carenza di sonno, specie se cronica, porta con sé il serio abbassamento delle difese immunitarie». E poi seguire un’alimentazione sana e varia. «Bisogna arricchire la dieta con tutti quei nutrienti in grado di potenziare il sistema immunitario e proteggere dalle infezioni».

Spazio nelle nostre tavole, dunque, a frutta e verdura, legumi, cereali, riso, frutta secca, pesce. E’ bene scegliere cibi più leggeri, cucinati alla griglia o al forno, senza condimenti troppo elaborati e inserire nella dieta una dose maggiore di fibre per mantenere attivo e sano l’intestino. E poi non saltare mai la colazione, fare tre pasti completi, evitare bibite e cibi con troppo zucchero che rallentano la funzione immunitaria. Una corretta alimentazione che, inoltre, ci aiuta anche a non prendere peso, tipico di questo periodo. Una medicina naturale per prevenire e curare i malanni di stagione è la vitamina C, che permette all’organismo di difendersi al meglio. Possiamo bere spremute di arancia o mangiare tanti kiwi, un frutto che ne contiene in gran quantità. «Importare anche l’attività fisica – continua la Cilio -. Basta anche una camminata tutti i giorni. L’esercizio riattiva la circolazione del sangue, potenziando la funzione immunitaria». Per evitare contagi, poi, diventa rilevante il lavaggio delle mani. «Mai mangiare, mai toccarsi naso, occhi e bocca con le mani sporche. La prima azione al rientro a casa è senz’altro lavarsele». Potrà sembrare strano ma anche tenere a bada lo stress potrebbe aiutarci. «Se la vita è troppo piena di impegni e frenetica – prosegue la Cilio -, bisogna darsi un tempo per recuperare, in modo da evitare che lo stress vada fuori controllo». Infine, «non prendere freddo, perché un corpo ben riscaldato può prevenire il contagio di virus, quindi non girare sprovvisti di foulard e golfino in caso di temperature ballerine». Per quanto riguarda il riscaldamento casalingo è bene evitare di tenerlo troppo alto, in termini di gradi. La temperatura ideale è di 21-23°. Una temperatura eccessiva, infatti, rischia di disidratare le vie respiratorie, rendendole più sensibili a germi e batteri. Il tasso di umidità dovrebbe essere mantenuto intorno al 40-60%. E’ poi necessario arieggiare gli ambienti almeno due volte al giorno perché il ricambio d’aria allontana gli agenti infettivi. Per prevenire la diffusione dell’influenza, poi, è importante la vaccinazione antinfluenzale, che ci potrà essere consigliata dal nostro medico di famiglia. E, in ultimo, il suggerimento che forse ci piace di più e che non costa niente. «Tenere alto lo spirito, ridere e frequentare persone piacevoli. La socialità, infatti, aumenta le difese immunitarie». (al.gi.)

Nella foto: Rosa Cilio, medico di medicina generale presso la sede del nucleo cure primarie

«Rubrica salute»: è arrivata la brutta stagione, alcuni consigli pratici per mantenersi in salute
Cronaca 7 Novembre 2019

Un ambulatorio dell'Ausl per i lavoratori esposti all'amianto, come contattarlo per un appuntamento

Da poco più di un anno all’Ausl di Imola è operativo un ambulatorio dedicato all’assistenza informativa e sanitaria per chi ha lavorato in passato a contatto con l’amianto. Si tratta di un servizio istituito sulla base di una specifica delibera della Giunta regionale e previsto per tutte le aziende sanitarie emiliano romagnole. L’assistenza offerta è gratuita, su richiesta diretta dell’interessato e rivolta a tutti i residenti in Emilia Romagna che dichiarino una pregressa attività professionale con esposizione ad amianto, sia essa avvenuta nel territorio imolese o meno. Il programma consiste in una visita specialistica, mirata a definire il livello di esposizione pregressa all’amianto e ad avviare un adeguato percorso di sorveglianza sanitaria, condiviso su base regionale,che preveda un accesso facilitato a eventuali accertamenti diagnostici e controlli periodici.

Vengono fornite inoltre informazioni sui rischi per la salute derivanti dall’esposizione all’amianto e sull’importanza di adottare stili di vita salutari per prevenire complicanze, nonché informazione sugli aspetti assicurativi e previdenziali. «Ad oggi – fanno sapere dall’Ausl di Imola – si sono rivolti all’ambulatorio un totale di 6 persone e non sono emerse patologie amianto-correlate». L’amianto può determinare insorgenza di patologie, neoplastiche e non, tutte caratterizzate da lunghi periodi di latenza (fra l’esposizione lavorativa e il loro sviluppo possono trascorrere molti anni). «Fra le malattie non neoplastiche – precisano dall’Ausl – ricordiamo l’asbestosi, le placche pleuriche o gli ispessimenti pleurici diffusi, mentre fra quelle neoplastiche il mesotelioma (tumore raro in termini di incidenza, ma dalla elevata correlazione con l’esposizione ad asbesto) e altri fra cui il tumore del polmone, della laringe e dell’ovaio.

Proprio perla lunga latenza che caratterizzale patologie amianto-correlate è importante che i lavoratori che hanno svolto in passato attività a contatto con amianto ricevano informazioni e assistenza sulla opportunità di sottoporsi a controlli sanitari anche dopo la cessazione della esposizione professionale». Per richiedere un appuntamento è necessario chiamare il front office del dipartimento di Sanità pubblica dell’Ausl di Imola al numero 0542/604950, dal lunedì al venerdì, dalle ore 8.30 alle 12.30 e il martedì pomeriggio, dalle ore 14.30 alle 17. (r.cr.)

Un ambulatorio dell'Ausl per i lavoratori esposti all'amianto, come contattarlo per un appuntamento
Cronaca 6 Novembre 2019

Centenario Sacmi, donata alla Croce Rossa di Imola un'ambulanza di ultima generazione

Continuano le iniziative della Sacmi in occasione del centenario della sua fondazione. La cooperativa imolese ha donato in questi giorni, nel corso di una cerimonia alla quale era presente anche il vescovo di Imola, Giovanni Mosciatti, una nuova ambulanza alla Croce Rossa di Imola. La donazione, sottolinea una nota dell”azienda, «suggella un rapporto di lungo corso che, ultimo in ordine di tempo, ha visto fra l’altro la donazione di supporti alla mobilità per la non autosufficienza.

«Offrire un supporto concreto alle diverse fragilità che sempre di più coinvolgono anche il nostro territorio è l’obiettivo di questa iniziativa, che abbiamo scelto di promuovere in coincidenza con il traguardo così importante del primo secolo di vita dell’azienda» ha affermato il presidente della Sacmi, Paolo Mongardi. A ricevere le chiavi del nuovo mezzo è stata Fabrizia Fiumi, presidente del Comitato di Imola della Croce Rossa, che ha ben 130 anni di storia. Fiumi ha voluto mettere in evidenza che l”ambulanza è «di ultima generazione, conforme a tutte le normative europee. Grazie ad essa potremo essere ancora più vicini ai cittadini ed adempiere ancora meglio ai servizi che ci sono affidati in convenzione, dalla Ausl di Imola e  dal Montecatone Rehabilitation Institute».

La presidente ha poi aggiunto: «Trasportiamo  pazienti molto difficili. Per noi è un orgoglio ed un onore essere in grado di fornire loro il miglior servizio possibile. E non vanno dimenticate le centinaia di ore erogate dai nostri circa 290 volontari in termini di servizi di supporto in corsia, come quelli dei clown o degli assistenti ai pasti. Ai volontari, personale altamente formato che deve seguire corsi specifici, si affiancano poi i Soci sostenitori di Croce Rossa. Non a caso uno dei bacini più importanti di riferimento per la sottoscrizione di nuove quote associative è rappresentato dai dipendenti Sacmi, segno della vicinanza dell’azienda a questa città». (r.cr.)

Nella foto un momento della cerimonia di consegna

Centenario Sacmi, donata alla Croce Rossa di Imola un'ambulanza di ultima generazione
Cronaca 5 Novembre 2019

La Corte costituzionale dà ragione alla Regione, la radiazione di Sergio Venturi è illegittima

La radiazione del medico-assessore Sergio Venturi è illegittima. L’ha stabilito la Corte costituzionale accogliendo il ricorso della Regione Emilia Romagna secondo la quale la commissione disciplinare dell’Ordine provinciale dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Bologna di fatto sindacava le scelte politico-amministrative in materia di organizzazione dei servizi sanitari sulle quali non aveva competenza.

Finisce così la vicenda iniziata un anno fa quando l’Ordine guidato da Giancarlo Pizza sancì la radiazione a causa della famosa delibera della Giunta regionale dell’11 aprile 2016 che in sostanza apre alla possibilità di impiegare infermieri specializzati a bordo dei mezzi del 118 anche in assenza dei medici. La radiazione di Venturi, che è gastroenterologo e in passato è stato direttore dell’Ausl di Imola, ha sancito il culmine di un’opposizione da parte dell’Ordine bolognese che aveva visto comminare pesanti sospensioni a diversi camici bianchi che applicavano i nuovi protocolli.

Venturi aveva proposto e contribuito a far approvare quella delibera in qualità di amministratore pubblico non di medico, quindi la sua azione non poteva essere condizionata dal pronunciamento dall’Ordine professionale. La Consulta ha ritenuto corretta questa impostazione.

Fin qui la complessa vicenda procedurale, ma i risvolti sono anche politici. L’Emilia Romagna, infatti, si è trovata per un anno con un assessore alle Politiche per la salute radiato dal suo stesso Ordine, seppur sostenuto immediatamente dal presidente Stefano Bonaccini. Un”ombra che ora la Corte ha eliminato confermando la correttezza dell”operato amministrativo.

Val la pena ricordare che all’epoca altri Ordini, società scientifiche e sindacati dei medici presero posizione a favore di Venturi.(r.cr.)

Nella foto Sergio Venturi e Stefano Bonaccini

La Corte costituzionale dà ragione alla Regione, la radiazione di Sergio Venturi è illegittima
Cronaca 4 Novembre 2019

Rodolfo Ferrari è il nuovo primario del Pronto soccorso e della Medicina d'urgenza dell'Ausl di Imola

Rodolfo Ferrari, 48 anni, è il nuovo primario della Unità operativa di Pronto soccorso e Medicina d’urgenza dell’Ausl di Imola. Si è conclusa così la procedura interna attivata il 29 marzo scorso per individuare il dirigente medico a cui attribuire l’incarico. Il direttore generale dell’Ausl di Imola, Andrea Rossi, ha  firmato la delibera di nomina, che sancisce l’avvio dell’incarico a partire dal oggi.

“Sono molto onorato e felice dell’incarico che mi viene affidato – ha dichiarato Ferrari – . Sono perfettamente consapevole dell’eredità di cui mi faccio carico e che intendo portare avanti nel segno della continuità. Metterò a disposizione tutte le mie conoscenze  maturate in questi anni per dirigere il Servizio nel migliore dei modi”. “Ringraziamo il dottor Ferrari per avere accettato questo incarico, sposando appieno gli obiettivi della nostra Ausl – aggiunge Rossi – Siamo certi che saprà portare avanti eccellentemente il difficile compito assegnatogli. Le sue competenze e la sua consolidata esperienza nel campo dell’emergenza – urgenza, nonostante la giovane età, rappresentano per noi un vero e proprio arricchimento, in un settore particolarmente strategico per l’intera organizzazione. A lui gli auguri di buon lavoro di tutta l’azienda”.

Ferrari, reggiano di nascita bolognese di adozione e nonno imolese, si è laureato nel 1998 in Medicina e chirurgia col massimo dei voti all”Università di Bologna, ha vinto una borsa di studio alla Scuola di specializzazione in Medicina interna sempre all’Alma Mater e la sua prima esperienza lavorativa è stata a Reggio Emilia presso l’Unità Operativa di Geriatria dell’Arcispedale Santa Maria Nuova. Solo pochi mesi poi è entrato a far parte del’Unità operativa Pronto Soccorso e Medicina d’urgenza dell’ospedale di Faenza, con attività anche nell’ambito del servizio di emergenza territoriale 118 dell’Ausl di Ravenna. Esperienza che si è conclusa nel settembre del 2007 quando si trasferisce alla Medicina d’urgenza e Pronto soccorso del Sant’Orsola e vi rimane per dodici anni, dove ha assunto anche l’incarico professionale di alta specializzazione Organizzazione e gestione di eventi di massa e delle catastrofi.

Nella foto Andrea Rossi e Rodolfo Ferrari

Rodolfo Ferrari è il nuovo primario del Pronto soccorso e della Medicina d'urgenza dell'Ausl di Imola
Cronaca 28 Ottobre 2019

Vaccini obbligatori, copertura al 97% in Emilia Romagna per i bambini che frequentano l'asilo nido

L”Emilia-Romagna sempre più virtuosa per quanto riguarda la copertura sui vaccini obbligatori nei bambini che frequentano l”asilo nido. Al 30 giugno 2019 la percentuale dei piccoli vaccinati contro difterite, tetano, poliomelite ed epatite B (le malattie per le quali l”obbligo è dettato dalla legge regionale) è arrivata al 97% e continua a salire in tutte le province della regione anche per i vaccini introdotti successivamente dalla normativa nazionale, vale a dire per pertosse ed emofilo di tipo B, morbillo, parotite e rosolia, patologie per le quali nel 2015 si era scesi all”87%, mentre oggi ci si attesta sul 96,5%, con un recupero di quasi 10 punti.

Il primo risultato importante è avere già superato, al 31 dicembre 2018, il muro del 95%, vale a dire la soglia raccomandata dall’Organizzazione mondiale della sanità per garantire la cosiddetta “immunità di gregge”. Con l’aggiornamento al 30 giugno, tuttavia, le percentuali delle coperture vaccinali nei bambini nati nel 2016 risultano ulteriormente migliorate. Questi i dati vaccino per vaccino riferiti al primo semestre del 2019: poliomielite 97,4% (era al 95,7%); difterite 97,3% (era al 95,7%); tetano 97,4% (era al 95,7%); pertosse 97,3% (era al 95,7%); epatite B 97,2% (era al 95,5%), emofilo B 96,6% (era al 95,2%); morbillo-parotite-rosolia (MPR) 96,5% (era al 93,5%). Per questi bambini, lo ricordiamo, non era prevista ancora l”obbligatorietà del vaccino contro la varicella, introdotta per i nati nel 1997. 

Passando alle coperture relative ai vaccini non obbligatori, ma raccomandati, le percentuali superano il 90% e si avvicinano al 95%. il discorso vale per il meningococco C (dal 92,1% del 31 dicembre 2018 al 94,5% del 30 giugno 2019) e per lo pneumococco (dal 93,8% al 94,9%). In alcune province il risultato è superiore al 98% (vedi Ravenna) per tutte le vaccinazioni obbligatorie o anche superiore. E” il caso di Parma, che per i vaccini obbligatori per la legge regionale sfiora una copertura del 100%. Superiori alla media regionale anche le coperture registrate nel territorio dell”Ausl di Imola: le percentuali al 30 giugno sono infatti superiori al 98% per tutti i vaccini previsti dalla legge regionale, sopra al 96% per quelli introdotti dalla legge nazionale e al 95% per i vaccini raccomandati.

«Questi numeri – hanno commentato il presidente della Regione, Stefano Bonaccini e l”assessore regionale alle Politiche per la Salute, Sergio Venturi – dimostrano come nella stragrande maggioranza dei casi i genitori abbiano capito il senso della nostra battaglia, che l’Emilia-Romagna ha condotto per prima con uno solo scopo, quello di tutelare la salute pubblica e soprattutto dei bambini più deboli. È indubbio infatti che la legge con cui, a novembre 2016, rendemmo obbligatorie le vaccinazioni per l’iscrizione ai nidi, abbia fatto da traino, dandoci la possibilità di avere più tempo per organizzare, spiegare, fare sì che tutto funzionasse. Partendo in netto anticipo rispetto alle altre regioni, abbiamo avuto modo di sensibilizzare i cittadini, con i risultati che oggi vediamo e di cui la nostra comunità, a partire dai più piccoli, può beneficiare. Questo era il senso della nostra legge, che come abbiamo sempre detto non era fatta per escludere, ma per includere e proteggere i più fragili».

E per il futuro, si è deciso di introdurre la vaccinazione gratuita per l”antimeningococco B (non obbligatoria, ma raccomandata) anche per i bambini in età da scuola materna, nati cioè nel 2014, 2015 e 2016, mentre per i nati dal 2017 in avanti la Regione aveva già disposto la gratuità, così da incentivare la vaccinazione nella fascia d”età (0-6) più esposta. Per le famiglie si tratta di un bel risparmio, dal momento che questa vaccinazione prevede la somministrazione di due dosi dal costo di 50 euro l’una. Per eseguire il vaccino le famiglie interessate devono semplicemente chiamare l’Azienda sanitaria di competenza, che fisserà l’appuntamento. (r.cr.)

La foto è tratta dal sito della Regione Emilia-Romagna

Vaccini obbligatori, copertura al 97% in Emilia Romagna per i bambini che frequentano l'asilo nido
Cronaca 24 Ottobre 2019

La visita del presidente della Regione Stefano Bonaccini al Montecatone Rehabilitation Institute

Visita di riguardo ieri, 23 ottobre, al Montecatone Rehabilitation Institute. Il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, ha infatti incontrato nel pomeriggio i vertici della struttura sanitaria imolese, i pazienti e il personale medico-infermieristico, nell”ambito di un appuntamento che era stato programmato a ridosso dell”approvazione del Piano strategico triennale da parte del Consiglio di amministrazione dell”istituto. Il Piano, messo a punto dalla direzione generale, è stato presentato a Bonaccini alla fine della giornata, in particolare per quanto riguarda le principali linee di indirizzo attualmente in fase di attuazione. 

Nel suo discorso, il direttore generale del Montecatone Rehabilitation Institute, Mario Tubertini, ha indicato tra le priorità da fronteggiare la modifica della veste giuridica dell’Istituto. «Qui, dove ha sede la più grande unità spinale italiana – ha detto Tubertini – molti fattori tra cui l’elevata risposta terapeutica riabilitativa, la qualità espressa e l’elevata competenza riconosciuta dai pari rendono possibile per Mri un futuro riconoscimento a Irccs. Lo status di Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico può certamente essere conseguito con il raggiungimento di standard qualitativi ma, su altro versante, con il fattivo contributo della comunità politico-istituzionale che dialoga con noi». Una sollecitazione che non ha lasciato indifferente Bonaccini, il quale ha assicurato l”attenzione e l”approfondimento della Regione, impegnandosi ad un nuovo incontro da mettere in calendario nell’arco di poche settimane.

Il presidente ha poi sottolineato: «Abbiamo la responsabilità di un sistema sanitario che deve continuare a essere eccellenza sia nel pubblico sia nel rapporto col privato poiché la qualità erogata ai cittadini va mantenuta alta. Anche perché le previsioni sull’andamento demografico, anche in Emilia-Romagna, impongono un innalzamento dell’asticella». Il presidente ha poi affermato l’importanza delle nuove tecnologie, in grado di favorire il proliferare di nuovi mestieri in sostituzione di quelli tradizionali e di ampliare lo spettro della ricerca in medicina e scienza a vantaggio dei pazienti. 

Ad augurarsi un”ampia intesa con la Regione è stato in particolare Marco Gasparri, vicepresidente del Cda e presidente della Fondazione Montecatone, che ha definito il Piano strategico triennale «un documento flessibile, una cornice dentro cui tratteggiare le migliori intese con le prerogative di sviluppo del sistema sanitario in Emilia-Romagna e le possibili, migliori integrazioni con le strutture bolognesi, realtà di assoluta eccellenza». Tra i presenti all”incontro c”era, infine, Fausto Tinti, sindaco di Castel San Pietro Terme, con delega alla Sanità per il circondario Imolese e vicesindaco della Città Metropolitana di Bologna, che ha voluto rimarcare il ruolo fondamentale di Montecatone sia a livello locale che nel sistema metropolitano bolognese, dove «per proprie competenze e professionalità riconosciute, potrà contribuire ad un arricchimento quanti-qualitativo della proposta assistenziale per i cittadini grazie alla progressiva integrazione con le altre strutture d’eccellenza esistenti». (r.cr.)

Nella foto il presidente della Regione Stefano Bonaccini in mezzo tra Marco Gasparri (a sinistra) e Mario Tubertini (a destra)

La visita del presidente della Regione Stefano Bonaccini al Montecatone Rehabilitation Institute
Cronaca 28 Settembre 2019

Allerta sui farmaci antiacidi con ranitidina. I lotti ritirati e i prodotti vietati dall'Aifa. I consigli dell’Azienda usl

“Se sei in trattamento con un medicinale a base di ranitidina che ti è stato prescritto dal tuo medico non sospendere il trattamento, ma consulta il medico il prima possibile. Potrai concordare con lui un trattamento alternativo (un altro medicinale). Se sei in trattamento con un medicinale di automedicazione a base di ranitidina, consulta sempre il tuo medico o il tuo farmacista che ti potranno consigliare un farmaco alternativo con le stesse indicazioni terapeutiche”. Questo il consiglio dell’Azienda usl di Imola dopo la notizia arrivata nei giorni scorsi dall’Agenzia italiana del farmaco.

L”Aifa ha disposto il ritiro dalle farmacie e dalla catena distributiva dei medicinali contenenti ranitidina prodotti presso l’officina farmaceutica Saraca Laboratories Ltd – India e il divieto di utilizzo di tutti gli altri medicinali contenenti ranitidina. Il provvedimento ha preoccupato non poco dato che la ranitidina è un principio attivo che caratterizza molti medicinali, anche di automedicazione, utilizzati per il trattamento dell”ulcera, del reflusso gastroesofageo, del banale bruciore di stomaco e di altre condizioni associate a ipersecrezione acida, solitamente commercializzati sotto forma di semplici compresse effervescenti o sciroppi.

Per evitare che circolino informazioni errate, l’Aifa ha reso noto l’elenco dei lotti dei farmaci contenenti ranitidina interessati dal ritiro e dal divieto di utilizzo alla pagina: https://www.aifa.gov.it/revisione-ranitidina. “Ogni altro elenco non è da considerarsi attendibile” hanno precisato dall’Agenzia. Nell”elenco compaiono, tra gli altri, Buscopan e Zantac.

L’Aifa ha disposto il ritiro dei prodotti perché in alcuni lotti prodotti presso la Saraca Laboratories Ltd – India è stato ritrovato del N-nitrosodimetilammina (Ndma), sostanza classificata come probabilmente cancerogena per l’uomo dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc). Da qui la decisione, a scopo precauzionale, di ritirare tutti i lotti prodotti e soprattutto il divieto di utilizzo degli altri medicinali contenenti ranitidina in attesa che di ulteriori analisi. “Provvedimenti analoghi sono stati assunti o sono in corso di adozione negli altri Paesi dell’Unione Europea e in diversi paesi extraeuropei” dicono dall’Azienda usl di Imola. “In questi casi le autorità sanitarie operano secondo il principio di precauzione, che prevede di ridurre al minimo i rischi per il paziente, limitando l’esposizione alla sostanza potenzialmente dannosa – ricordano ancora dall’Ausl -. L’Aifa sta lavorando insieme all’Agenzia europea per i medicinali (Ema) e alle altre agenzie europee per valutare il grado di contaminazione nei prodotti coinvolti e adottare misure correttive”. 

Da notare che la Ndma è “una sostanza chimica organica che si genera come sottoprodotto di numerosi processi industriali – spiegano dall’Ausl -. Ed è presente a livelli molto bassi nelle forniture d’acqua e in alcuni alimenti, in particolare quelli cotti, affumicati o stagionati. Ma non sono attesi danni, quando ingerita in quantità molto basse”. Quindi nessun allarmismo dato che “non si attende un rischio acuto per il paziente che abbia già assunto medicinali contenenti ranitidina” concludono dall’Ausl. (l.a.)

Allerta sui farmaci antiacidi con ranitidina. I lotti ritirati e i prodotti vietati dall'Aifa. I consigli dell’Azienda usl
Cronaca 20 Settembre 2019

Open Day di Montecatone, un giorno di festa nel parco interno dell'ospedale tra musica, sport e testimonianze

L’Istituto di riabilitazione di Montecatone apre le sue porte alla città, sabato 21 settembre dalle ore 12 alle 17, per il consueto Open Day annuale, giunto quest’anno alla sua settima edizione. Nel programma dell’iniziativa non mancheranno musica, sport, testimonianze di vita e una sfilata di moda, che si svolgeranno nel parco interno dell’ospedale, dove il pomeriggio trascorrerà tra dimostrazioni con animali  da assistenza dell’associazione «Chiaramilla», esibizioni di danza in carrozzina con l’associazione «Indaco» e la sfilata di«Vanity Wheels», che presenta una speciale cover copriruota per fare della carrozzina anche un accessorio di moda.

La giornata sarà allietata dalla musica dal vivo dei «Nodimora», con una speciale esibizione della«Montecatone Band», composta da pazienti, parenti e operatori di Montecatone. Tra le testimonianze da citare quella di due ex pazienti: Carlo Veri, ora ingegnere elettronico presso l’Istituto nazionale di Fisica nucleare di Bologna, e Angelo Fontana, atleta della squadra di rugby in carrozzina H81 di Vicenza. L’animazione sarà garantita dal gruppo clown Compagnia delle Spugne della Croce Rossa di Imola e dai prestigiatori del gruppo The Shapers. Per tutto il giorno ci si potrà sfidare a bocce e tennis tavolo. Sul posto sarà allestito uno stand gastronomico curato dal bar di Montecatone. (r.cr.)

Nella foto il gruppo clown «La compagnia delle spugne» nell”edizione dello scorso anno

Open Day di Montecatone, un giorno di festa nel parco interno dell'ospedale tra musica, sport e testimonianze
Cronaca 11 Settembre 2019

Una serata sulla sanità alla sala Bcc di Imola con proiezione del film «La città che cura» e dibattito

In quale direzione andare per progettare la futura Casa della Salute di Imola e Mordano? Per approfondire questo tema l’Azienda usl di Imola ha organizzato una serata, nell’ambito del percorso partecipativo sviluppato nei mesi scorsi con il progetto “ImolainSalute. Una casa per il benessere e benestare della comunità”, che vede la collaborazione dell’ASP Circondario Imolese e il contributo della Regione Emilia-Romagna (legge regionale 15/2018 – bando 2018). L”appuntamento è per stasera alla sala Bcc Cinema Centrale di Imola, a partire dalle 20.

Il programma prevede la proiezione del film documentario “La città che cura”, nel quale si raccontano la nascita e lo sviluppo del modello terapeutico e socio assistenziale, unico in Europa, nato alla fine degli anni ’90 a Trieste e ancora oggi applicato nel quartiere periferico di Ponziana. Il progetto si basa sulle cosiddette “microaree” e si propone di migliorare la qualità della vita degli abitanti di alcuni rioni “a rischio”, caratterizzati dalla rilevante presenza di case popolari e nei quali si registrava una forte concentrazione di disagio sociale, puntando sul coinvolgimento attivo della cittadinanza e del settore non profit (associazioni, volontariato, cooperazione sociale). Il film è diretto dalla regista triestina Erika Rossi e ha ricevuto numerosi riconoscimenti: è infatti vincitore della Borsa di Sviluppo Premio Solinas Documentario per il Cinema 2017 ed è stato inserito nella sezione Documentari fuori concorso della 30° edizione del Trieste Film Festival.

Dopo la proiezione, spazio al dibattito al quale parteciperanno la regista e alcuni operatori dell’Azienda sanitaria triestina coinvolti nel progetto, come Carlo Rotelli, medico responsabile del servizio di Cure ambulatoriali e domiciliari e Federica Sardiello, infermiera referente della microarea di “Cittavecchia” e “San Vito/Salus”. Si farà inoltre il punto su “ImolainSalute”, prima fase del percorso che dovrà portare alla costituzione della Casa della Salute di Imola e Mordano. (r.cr.)

L”immagine è tratta dalla locandina ufficiale del film «La città che cura»

Una serata sulla sanità alla sala Bcc di Imola con proiezione del film «La città che cura» e dibattito

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