Posts by tag: sanità

Cronaca 6 Marzo 2020

Coronavirus, primo caso a Imola, a Medicina sono 16. L'invito agli anziani: “Soprassedere ai momenti di socialità'. Allo studio restrizioni per piscine, palestre e corsi di ballo

Ad oggi parliamo di 17 casi complessivi di Coronavirus nel territorio del circondario imolese (15 uomini e 2 donne). A dirlo è stato in conferenza stampa da Bologna Sergio Venturi, l’ex assessore regionale alle Politiche per la salute richiamato come commissario ad hoc dal presidente Stefano Bonaccini dopo che l’assessore Raffaele Donini è risultato positivo al virus. Dei positivi ben 16 sono residenti a Medicina ed uno a Imola. 10 sono ultrasettancinquenni, 4 hanno tra i 66 ed i 75 anni e 3 tra i 54 e i 65 anni. Le persone ricoverate a Bologna sono 6, di cui una in Terapia intensiva, ma in condizioni stabili, le altre sono casa.

Le persone asintomatiche, in isolamento domiciliare fiduciario e precauzionale, per aver avuto contatti con soggetti risultati positivi, sono 70 (ad oggi). “Un numero che è chiaramente destinato a crescere con l’avanzare delle indagini epidemiologiche che l”Igiene e Sanità pubblica svolge su ciascun caso positivo” precisano dall’Ausl di Imola. I tecnici dell”Azienda sanitaria sono impegnati in particolare a Medicina dove tutti i casi di malati (a parte uno) sono frequentatori di un centro sociale che già da lunedì, come altri della cittadina, aveva preferito chiudere autonomamente dopo che erano uscite le indicazioni del decreto dell’1 marzo, quindi prima che si sapesse dei casi di positività.  

“E’ la seconda bocciofila o centro sociale dopo quella della Lombardia dove si sono infettate molte persone – ha dichiarato con forza il commissario Venturi -, raccomando fortemente agli anziani di soprassedere per alcune settimane ai momenti di socialità. Stiamo valutando con attenzione insieme al Governo – ha aggiunto – provvedimenti più restrittivi anche per palestre, piscine e corsi di ballo. Ma rinnovo l’invito: questa malattia ha un tasso di letalità diversissimo a seconda dell’età, non ci possiamo permettere che delle persone si infettino giocando a bocce perché non sono persone che si possono poi curare a casa”. (l.a.)

Coronavirus, primo caso a Imola, a Medicina sono 16.  L'invito agli anziani: “Soprassedere ai momenti di socialità'. Allo studio restrizioni per piscine, palestre e corsi di ballo
Cronaca 6 Marzo 2020

In Pronto soccorso si colpisce con una spranga e rompe un vetro, poi si fa ricoverare in Diagnosi e cura

Fuori programma ieri mattina in Pronto soccorso. Un uomo si è presentato in struttura intorno alle 11 visibilmente agitato, improvvisamente ha rotto con una spranga un vetro e poi ha iniciato a colpirsi da solo. Il personale ha chiamato le forze dell”ordine e, alla vista delle divise l”uomo si è calmato e successivamente si è volontariamente fatto ricoverare nel reparto di Diagnosi e cura del servizio psichiatrico dell”Ausl. “Attualmente – precisano dall”Azienda sanitaria – risulta in fase diagnostica”. (r.cr.)

Nella foto l”ospedale di Imola

In Pronto soccorso si colpisce con una spranga e rompe un vetro, poi si fa ricoverare in Diagnosi e cura
Cronaca 4 Marzo 2020

Coronavirus, trenta persone in isolamento domiciliare nel medicinese. In Emilia Romagna positivi anche due assessori regionali. Un'azienda di Modena dona delle mascherine

Una trentina di persone in isolamento domiciliare, tutti contatti del medicinese di 80 anni risultato positivo al Covid-19 e trasferito nella notte al reparto di Malattie infettive del policlinico Sant”Orsola di Bologna. Un altro medicinese ancora in attesa del test di laboratorio, anch”esso probabile contagio riconducibile all”80enne. Questa la situazione in serata dopo la notizia del primo caso di positività nel circondario imolese. Anche il secondo medicinese, che presenta sintomi e diagnostica radiologica compatibile con l’infezione da Coronavirus, è stato trasferito al Sant”Orsola.

Per la trentina di possibili contatti individuati dell’80enne, la procedura prevede che solo nel caso mostrino sintomi simil influenzali e respiratori (tosse, mal di gola, dispnea) sarà eseguito il tampone per il test. Da quando è iniziata l’emergenza Coronavirus ad oggi sul territorio dell’Ausl sono stati eseguiti complessivamente 30 tamponi e sono una cinquantina le persone in isolamento domiciliare. 

Questa la situazione al termine del giorno che ha visto il primo caso di contagio nell’imolese e la notizia della positività di ben due assessori regionali: l’assessora alla Montagna, la parmense Barbara Lori, e l’assessore alle Politiche per la salute Raffaele Donini. Entrambi sono in buone condizioni e si trovano presso le loro abitazioni, dove rispetteranno il periodo di isolamento. In entrambi i casi è in corso di definizione la lista dei contatti avuti nei giorni passati e, così come previsto dai protocolli, verranno svolti gli accertamenti sulle persone interessate, contattate direttamente dalle strutture sanitarie competenti territorialmente. E’ già risultato negativo il presidente Bonaccini.

In Italia sono quasi 3.000 i contagiati da Coronavirus, in Emilia Romagna 543, ben 124 in più rispetto all’aggiornamento di ieri pomeriggio, a fronte di 2.385 test refertati. Tutti presentano un quadro clinico non grave o addirittura asintomatico.I pazienti in cura a casa sono 234, mentre 26 sono quelli ricoverati in terapia intensiva (due in più rispetto a ieri) e 22 i decessi (più 4 a ieri). Sale anche il numero delle persone “clinicamente guarite”, che non presentano cioè più alcuna manifestazione clinica dovuta al virus, 6 in tutto, ma anche quello dei pazienti ricoverati in terapia intensiva che diventano 26, due in più di ieri. 

Una nota della Regione segnala anche un gesto di generosità: la Canovi Coperture Srl, azienda di Modena, ha deciso di donare 500 mascherine ‘ffp3’, cioè quelle con protezione massima. I dispositivi, disponibili già domani, saranno distribuiti dalla Regione nelle strutture sanitarie in cui si riscontra maggiore necessità e utilizzati dagli operatori sanitari. (l.a.)

Nella foto il pronto soccorso di Imola

Coronavirus, trenta persone in isolamento domiciliare nel medicinese. In Emilia Romagna positivi anche due assessori regionali. Un'azienda di Modena dona delle mascherine
Cronaca 3 Marzo 2020

Coronavirus, da oggi per accedere al Pronto soccorso si passa dalla tenda del pre-triage esterno – VIDEO

Tutti coloro che si recano da questa mattina al Pronto soccorso di Imola dovranno passare prima dalla tenda del pre-triage. La tensostruttura esterna è stata installata ieri pomeriggio nell’area del parcheggio, davanti alla rampa di accesso, in linea con quanto sta già avvenendo nei maggiori ospedali della nostra regione e d’Italia per garantire maggior sicurezza e ridurre i rischi durante l’emergenza Coronavirus sia per i cittadini che per medici e infermieri.

L’obiettivo è applicare precocemente procedure di protezione per chi presenta sintomi respiratori e percorsi protetti per i soggetti più a rischio e fragili. In pratica una tenda attrezzata che sostituisce l’accesso al pronto soccorso dalle ore 8 alle 20 per tutti coloro che non arrivano in ambulanza. All’interno due infermieri addetti al triage: chi presenta sintomi simil influenzali e respiratori, dopo aver igienizzato le mani ed indossato i dispositivi di protezione verrà dirottati in uno spazio interno chiuso e svolgerà il triage infermieristico nella tenda stessa per poi essere preso in carico a seconda della gravità del suo problema; quelli con altri problemi di salute, invece, transiteranno e verranno indirizzati all’interno del Pronto soccorso per il triage.

Nelle ore notturne, dalle 20 alle 8, si è valutato che il numero di accessi è tale da poter essere gestito direttamente dal Pronto soccorso. 

La tenda, messa a disposizione dalla Protezione Civile, con la collaborazione di Croce Rossa e Comune di Imola, è della tipologia a 4 archi e misura 7,55 m x 5.60 m, con riscaldatore a gasolio e torre-faro elettrica. 

Nel video ieri pomeriggio la presentazione alla stampa della tensostruttura. Il direttore dell’Ausl Andrea Rossi e il primario del Pronto soccorso e Medicina d’urgenza Rodolfo Ferrari spiegano come funziona il pre-triage esterno:

Nella foto il coordinatore infermieristico dell’emergenza Simone Cavini, il direttore generale dell’Ausl Andrea Rossi e il primario del Pronto soccorso e Medicina d’urgenza Rodolfo Ferrari

Coronavirus, da oggi per accedere al Pronto soccorso si passa dalla tenda del pre-triage esterno – VIDEO
Cronaca 2 Marzo 2020

Coronavirus, uno dei casi di Bologna era stato in discoteca a Le Grotte, l'invito delle Ausl. Altri 50 positivi in più in Emilia Romagna

Sono saliti a 335, in Emilia Romagna, i casi di positività al Coronavirus: 212 a Piacenza, 61 a Parma, 8 a Reggio Emilia, 29 a Modena, 3 a Bologna, 1 a Forlì-Cesena, 2 a Ravenna e 19 a Rimini. Questo il conteggio reso noto nel tardo pomeriggio dall’assessore alla Salute Raffaele Donini.

Uno dei tre casi di Bologna, attualmente in quarantena presso il proprio domicilio (isolamento volontario) aveva trascorso la serata del 22 febbraio alla discoteca “Vivi-Le Grotte” di San Pietro in Casale.

Per questo motivo l’Azienda usl di Bologna e quella di Ferrara hanno diramato un comunicato, con la collaborazione della discoteca stessa, nel quale invitano le persone che presentano sintomi come febbre, tosse o difficoltà respiratorie e che si trovavano in discoteca quella sera, in particolare tra le 23 e le 3 di notte, a telefonare allo 051 6224165 (se residenti nel bolognese) oppure allo 800 550 355 (se residenti nel ferrarese). In caso di sintomi gravi, come sempre, il numero di riferimento è il 118. E la raccomandazione è non andare direttamente in ospedale o al pronto soccorso. La verifica fa parte dell’indagine epidemiologica di prassi per ricostruire i possibili contatti e circoscrivere potenziali nuovi contagi. 

Rispetto al tardo pomeriggio di ieri, sono dunque 50 in più i casi di positività in Emilia Romagna (con un trend che sembra però diminuire negli ultimi tre giorni). In generale, comunque, di conferma che i nuovi pazienti, come la maggior parte delle persone risultate ad oggi positive, si trovano in condizioni non gravi. Molti i casi asintomatici o con sintomi modesti. Sono 160 le persone in cura a casa, in isolamento. I ricoveri in terapia intensiva sono 16.

Da registrare purtroppo anche 3 nuovi decessi, che portano a 11 il numero complessivo di quelli avvenuti in regione. Si tratta di un paziente di 89 anni, di San Marino, deceduto all’ospedale di Rimini, dove era ricoverato, che presentava gravi patologie preesistenti; una signora di 95 anni deceduta all’ospedale di Piacenza, per la quale sono in corso accertamenti sul quadro clinico pregresso; e un bergamasco di 62 anni, deceduto all’ospedale di Parma, già ricoverato in medicina d’urgenza. Anche per quest’ultimo paziente sono in corso gli accertamenti su possibili patologie preesistenti. (l.a.)

Nella foto l”avviso diramato dalle Aziende usl

Coronavirus, uno dei casi di Bologna era stato in discoteca a Le Grotte, l'invito delle Ausl. Altri 50 positivi in più in Emilia Romagna
Cronaca 1 Marzo 2020

Coronavirus, 285 casi in Emilia Romagna, due a Bologna, uno a Forlì-Cesena e due a Ravenna. Quasi la metà in isolamento a casa

Salgono a 285 i casi di positività al Coronavirus in Emilia-Romagna, su 1.795 test refertati. Rimane Piacenza la provincia più colpita, con 174 casi; 59 sono a Parma e 2 a Ravenna, mentre non ci sono nuovi casi a Modena (24), a Rimini (16), a Reggio Emilia (7), a Bologna (2) e a Forlì-Cesena (1).

Ai 5 decessi già avvenuti se ne aggiungono 3: due uomini rispettivamente di 79 e 76 anni, già affetti da diverse patologie, residenti nel parmense e ricoverati in ospedale e un uomo di 74 anni affetto da gravi patologie, residente in provincia di Piacenza e ricoverato in ospedale.

Ma va sottolineato che la maggioranza delle persone continua a presentare sintomi modesti, 24 non hanno alcun sintomo e 137 – quasi la metà – stanno seguendo il previsto periodo di isolamento a casa, perché non hanno bisogno di cure ospedaliere. Sono invece 13 i pazienti ricoverati in terapia intensiva. Da notare che i dati si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi.

Questo l”aggiornamento ufficiale della Regione Emilia Romagna al termine di questa domenica che ha visto crescere ad oltre 1.500 complessivamente i casi di positività al Covid-19 in Italia.

Domani pomeriggio, come annunciato, verrà allestito anche davanti al pronto soccorso di via Montericco a Imola uno dei moduli provvisori per il triage, dove verranno sottoposte le persone alle prime valutazioni delle condizioni generali e di esposizione prima di accoglierle all’interno dei servizi ospedalieri. E sono in corso sopralluoghi per la verifica del posizionamento di ulteriori punti di pre-triage in tutte le rimanenti strutture della regione, per alcune delle quali – nel ferrarese, bolognese e in Romagna – si sta prevedendo una modalità di installazione rapida al crescere del numero dei casi. (r.cr.)

Nella foto triage con la mascherina nel pronto soccorso di Imola

Coronavirus, 285 casi in Emilia Romagna, due a Bologna, uno a Forlì-Cesena e due a Ravenna. Quasi la metà in isolamento a casa
Cronaca 1 Marzo 2020

Coronavirus, il decreto del Governo per l'Emilia Romagna. Scuole sospese, sport a porte chiuse. Riaprono i musei ma distanza di un metro tra i visitatori

E’ stato pubblicato il decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che avrà valore da domani fino all’8 marzo. Massima cautela rispetto all’obiettivo di contenere la diffusione del Coronavirus anche per la prossima settimana, sentito il Comitato tecnico scientifico (Cts) nazionale, e visto l’evolversi della situazione epidemiologica.  

Per quanto riguarda l’Emilia Romagna (articolo 2 del decreto) si conferma la chiusura di scuole, università e servizi per l’infanzia, nidi e materne, così come prosegue la sospensione di tutte le manifestazioni di carattere non ordinario, nonché degli eventi (in luogo pubblico o privato) di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, “anche se svolti in luoghi chiusi ma aperti al pubblico, quali, a titolo d’esempio, grandi eventi, cinema, teatri, discoteche, cerimonie religiose”. In questo senso il decreto replica sostanzialmente i contenuti della precedente ordinanza.

Unica concessione alla richiesta dei territori di allentare un po’ la presa sulla cultura è la possibilità di riaprire musei, biblioteche e parchi archeologici ma a condizione che “vengano assicurate modalità di fruizione contingentata o comunque tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali aperti al pubblico”. In sintesi i visitatori dovranno rispettare la distanza di almeno un metro. Anche per messe o altre cerimonie religiose occorre rispettare questa prescrizione. 

Sono esclusi dallo stop i corsi universitari o specialistici per i medici, nonché le attività dei tirocinanti delle professioni sanitarie. Inoltre, rispetto all’ordinanza precedente, il decreto parla ora di sospensione per quanto riguarda l’attività didattica e non più di chiusura, quindi si potrà accedere alle scuole per organizzare lezioni a distanza o gestire l’amministrazione. 

Altra novità riguarda la ristorazione, come bar o pub, che può essere svolta solo “a condizione che il servizio sia espletato per i soli posti a sedere e che, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali, gli avventori siano messi nelle condizioni di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro”. Stessa prescrizione dei musei per le altre attività commerciali.

Per quanto riguarda lo sport, eventi e competizioni sportive, sia in luoghi pubblici che privati, si potranno svolgere solo a porte chiuse, così come gli allenamenti. A questo si aggiunge il divieto per i tifosi, ovvero le persone residenti nella nostra regione, in Lombardia, Veneto e nelle province di Pesaro-Urbino e Savona, di seguire le proprie squadre in trasferta o per assistere a competizioni sportive che si svolgono in altre regioni e province. 

Prosegue la sospensione dei concorsi (a meno che non venga effettuata la valutazione dei candidati esclusivamente su basi curriculari o in maniera telematica). Sono esclusi i concorsi per il personale sanitario e della Protezione civile (su richiesta degli Atenei e delle Regioni).

E continua la limitazioni per l’accesso dei visitatori nelle aree di degenza negli ospedali e nelle residenze sanitarie o case di riposo per non autosufficienti . Sono sospesi i congedi ordinari del personale sanitario e tecnico, nonché del personale le cui attività siano necessarie a gestire le attività richieste dalle unità di crisi costituite a livello regionale. 

Nella provincia di Piacenza sono previste restrizioni maggiori (sospesa l”attività di palestre, piscine, centri termali).

Il Decreto prevede poi misure valide sull’intero territorio nazionale, quindi, ovviamente, anche in Emilia-Romagna, dove in ogni caso erano già in vigore. Fra queste, il favorire il più possibile la modalità di lavoro agile e la sospensione dei viaggi d’istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche comunque denominate, programmate dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado (almeno fino al 15 marzo). 

“Si persegue l’obiettivo di dare un’applicazione omogenea delle misure sull’intero territorio nazionale, tenendo presente il grado di diffusione del virus nelle singole aree, con il contributo decisivo di tutta la comunità scientifica – afferma il presidente della Regione, Stefano Bonaccini -. Misure necessarie per gestire la situazione sanitaria e poterlo fare con senso di responsabilità, lucidità e sobrietà. Perché adesso servono anche misure economiche per tutelare imprese e lavoro nei diversi comparti più colpiti ed esposti, a partire da turismo, cultura e servizi. Ne parleremo mercoledì a Roma col presidente Conte insieme alle altre Regioni e con tutte le parti sociali: non possiamo permettere che i nostri imprenditori e i nostri lavoratori paghino il prezzo di questa vicenda senza adeguati ammortizzatori. E su questo l’Europa ci deve ascoltare, perché, sia chiaro, il problema è comune e servono fondi straordinari. Su questo, il Paese sia unito e la politica non si divida”. (r.cr.)

IL TESTO INTEGRALE DEL DECRETO

Foto dalla pagina Facebook della Regione Emilia Romagna

Coronavirus, il decreto del Governo per l'Emilia Romagna. Scuole sospese, sport a porte chiuse. Riaprono i musei ma distanza di un metro tra i visitatori
Cronaca 28 Febbraio 2020

Coronavirus, sarà a Imola uno dei presidi di medicina avanzata per filtrare l'accesso al Ps. Rinviata a domattina la decisione sulle scuole

C’è anche Imola tra gli ospedali presso i quali verrà realizzato un presidio di medicina avanzata per coloro che manifestassero sintomi compatibili con il Coronavirus.

L’ha annunciato il neo assessore alla Sanità della Regione Raffaele Donini durante la conferenza stampa terminata poco fa. Si tratta delle strutture per filtrare l’accesso al Pronto soccorso, in totale in Emilia Romagna saranno otto. «Raccomandiamo ancora una volta ai cittadini con questa sintomatologia di non recarsi al pronto soccorso per chiedere aiuto o informazioni ma chiamare il 118 oppure il numero verde regionale 800033033, che ha già ricevuto 20 mila telefonate». Gli altri presidi di medicina avanzata sono stati allestiti: tre davanti ai pronto soccorso di Piacenza, tre nel modenese a Mirandola, Vignola e Pavullo e uno a Fidenza.

Per capire se le scuole saranno riaperte, però, occorrerà aspettare domani mattina. «E’ in corso a Roma una riunione presso il ministero della Salute – ha detto Donini -. Domattina avremo delle indicazioni dal Consiglio dei Ministri alle quali ci atterremo. Auspichiamo un mantenimento di uniformità tra le regioni interessate». Bollata come fake news, sulla quale la Regione intende  far partire una denuncia, il documento che annunciava la chiusura fino al 7 delle scuole messo in circolo nel pomeriggio in vari social e chat online.

Altro tema caldo quello di musei ed eventi culturali ma anche per questo si dovrà aspettare domani mattina. «Abbiamo ricevuto la richiesta molto forte dai territori di allentare la presa delle restrizioni su musei, cinema e attività culturali. Valuteremo sulla base di ciò che ci sarà detto domani. L’intenzione è continuare ad adottare tutte le misure precauzionali che servono per contenere la diffusione del virus ma anche dare anche il segno che pian piano si può ripartire e ritornare alla vita normale» ha precisato Donini.

Ad oggi i positivi sono 145 in Emilia Romagna, 89 a Piacenza, 18 a Modena, 27 a Parma, 1 a Reggio Emilia, 1 a Ravenna e 9 a Rimini. E passano da 1.033 di ieri a 1.224 i tamponi refertati. Due i morti, il secondo è un 85enne originario della lombardia. «Non ci risultano problemi di posti letto anche perchè dei 145 più della metà sono al loro domicilio e asintomatici (non ammalati) e solo 6 in terapia intensiva, gli stessi di ieri. Gli altri sono ospedalizzati ma in condizioni non gravi» ha concluso Donini, che ha raccolto oggi ufficialmente il testimone lasciato ieri dal suo predecessore Venturi.

«La situazione che il contenimento è assicurato ci viene dal fatto che ad oggi non ci sono le condizioni per dire che ci sono focolai autoctoni in Emilia Romagna, anche quello di Rimini è riconducibile al focolaio del lodigiano. (l.a.)

L”assessore alla Sanità Raffaele Donini

Coronavirus, sarà a Imola uno dei presidi di medicina avanzata per filtrare l'accesso al Ps. Rinviata a domattina la decisione sulle scuole
Cronaca 26 Febbraio 2020

Coronavirus, l’appello dell’Avis Imola: «Andiamo a donare senza alcun timore»

«Il coronavirus non è un pericolo per chi decide di donare sangue o riceverlo. Andiamo a donare senza alcun timore». Sono queste le raccomandazioni del presidente Avis di Imola, Fabrizio Mambelli che invita i donatori a non sospendere le donazioni ma di continuare a rivolgersi alla struttura imolese con la massima diligenza, responsabilità e senso civico. 

Il sistema sangue italiano, infatti, è sicuro e non teme il Coronavirus. «I donatori – rassicura Mambelli – devono comportarsi come sempre, seguendo il fondamentale criterio dell”autosospensione in caso di sintomi da raffreddamento e febbre o altri sintomi simili. Si dona il sangue solo quando si è in buona salute, quindi è opportuno avere la sensibilità di comunicare alla struttura trasfusionale se tali sintomi sono comparsi nei 15 giorni dopo la donazione. A tutti i donatori raccomando di informare il servizio trasfusionale di riferimento in caso di comparsa di sintomi compatibili con l”infezione da Coronavirus o in caso di diagnosi, nei 14 giorni successivi ad una donazione. Vige il principio di massima precauzione, ma è importante ribadire che il nostro sistema trasfusionale è sicuro e di qualità». 

I criteri di esclusione dalla donazione sono: soggiorno in area interessata nei 28 giorni precedenti, soprattutto se vi sono stati contatti personali con soggetti confermati o potenzialmente infetti, specie se con sintomi simil influenzali, ma anche in fase ancora asintomatica; presenza di sintomatologia simil influenzale. «Provvederemo ad Aggiornare in tempo reale i donatori – conclude Mambelli -, qualora dovessero arrivare indicazioni differenti dalle istituzioni nazionali, regionali e comunali». (da.be.)

Coronavirus, l’appello dell’Avis Imola: «Andiamo a donare senza alcun timore»
Cronaca 23 Febbraio 2020

Coronavirus, piscine comunali chiuse a Imola, Castel San Pietro e Ozzano fino all'1 marzo

L”ordinanza regionale emanata oggi pomeriggio per contenere la diffusione del Coronavirus sta fermando anche l”attività sportiva. In particolare, le piscine comunali stanno informando tramite pagine Facebook e siti web che rimarranno chiuse, sia per i corsi che per il nuoto libero e in generale tutti gli impianti, fino all”1 marzo, data indicata dalla direttiva firmata dal presidente dell”Emilia Romagna Bonaccini insieme al ministro della Salute Speranza.

Al momento l”indicazione è ufficiale per il palaRuggi gestito da Geims e il complesso sportivo Gualandi (Ortignola) gestito da Deai a Imola, così come per la piscina di viale Terme a Castel San Pietro e quella di Ozzano gestite da Sogese. (l.a.)

Nella foto particolare della piscina di Castel San Pietro

Coronavirus, piscine comunali chiuse a Imola, Castel San Pietro e Ozzano fino all'1 marzo

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