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Cronaca 18 Dicembre 2019

Azienda usl, la mappa dei servizi in funzione durante le festività natalizie a Imola e nelle altre sedi del circondario

Si riorganizzano i servizi dell”Ausl di Imola in vista delle festività di fine anno. Per le giornate prefestive e festive, dalle 8 alle 20, così come normalmente accade durante la notte anche nei giorni feriali (dalle 20 alle 8 del mattino dopo), è attivo il servizio della Continuità assistenziale contattabile al numero 800 040 050, con questi punti di accesso diretto: Imola, ospedale vecchio (via Caterina Sforza 3), Castel San Pietro Terme, Casa della Salute (viale Oriani 1), Medicina, Casa della Salute – ambulatorio di continuità assistenziale (via Saffi), Borgo Tossignano, Casa della Salute (via dell”8° Centenario 4).

Questo servizio è a disposizione per casi di bassa-media  gravità ed è gestita da medici di base e di continuità assistenziale, che offrono consulenza medica ed eventualmente visite a domicilio in modo gratuito e più rapido rispetto al pronto soccorso che è il servizio attivo per le emergenze e che quindi dà priorità, nella visita, ai casi più gravi.Per i minori durante il periodo natalizio sono attivi a Imola gli ambulatori straordinari dei pediatri di libera scelta, con il seguente calendario: 21 dicembre dalle 14 alle 18 – Pediatria di Gruppo Imola Centro , ospedale vecchio (viale Amendola 8); 22 dicembre dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18 – Pediatria di Gruppo della Pedagna (via Turibio Baruzzi 5/f); 26 dicembre dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18 – Pediatria di Gruppo Imola Centro; 28 dicembre dalle 14 alle 18 – Pediatria di Gruppo Serraglio (via Serraglio 18); 29 dicembre dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18 – Ambulatorio Pedagna, dr.ssa Tellarini (via Zaccherini 19/o); 1 gennaio dalle 9 alle 13 – Ambulatorio dr.ssa Cavallazzi Laura (via Manfredi 4); dalle 14 alle 18 – Pediatria di Gruppo Imola Centro; 4 gennaio dalle 14 alle 18 – Pediatria di Gruppo Imola Centro; 05 gennaio dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18 – Ambulatorio dr.ssa Cavallazzi Laura (via Manfredi 4).

Passando invece agli altri servizi, il 24 e il 31 dicembre sono aperti solo al mattino Cup-Cassa, Anagrafe assistiti, Ufficio Protesi, Accettazione ricoveri, Cartelle cliniche, Sportello libera professione, Segreteria Dipartimento Sanità Pubblica (front office), Direzione medica di Presidio. Anche la Direzione del Distretto sarà aperta solo al mattino nelle giornate della vigilia di Natale e di San Silvestro, con chiusura totale il 27 dicembre. Apertura mattutina dalle 8.30 alle 13.30 il 24, 27, 30 e 31 dicembre per il servizio di call center del Cup (prenotazione telefonica), mentre la sede di Imola del Consultorio familiare resta chiusa dal 24 al 29 dicembre e il 31 dicembre.

Chiusura dal 25 al 29 dicembre per il Centro Ausili aziendale, la Medicina riabilitativa (c/o Silvio Alvisi), la Medicina dello sport, l”Urp e l”ufficio stampa, dal 25 dicembre al primo gennaio compresi per la Medicina legale, dal 23 dicembre al primo gennaio per il Centro disturbi cognitivi. Dal 24 dicembre al 6 gennaio è invece il periodo di chiusura per lo Staff formazione ed il Centro coordinamento screening (pap-test, mammografia e colon retto).Per quanto riguarda gli ambulatori per le vaccinazioni, quello della Casa della Salute di Castel San Pietro Terme sarà chiuso il 24 dicembre, quello della Vallata il 27 dicembre. Chiusi dal 23 dicembre al primo gennaio gli ambulatori di vaccinazione pediatrica. Infine, nei due giorni di vigilia (24 e 31 dicembre) l”erogazione diretta dei farmaci (sia all”ospedale nuovo che al Lolli-padiglione 4) è in funzione dalle 8.30 alle 13, mentre il 27 e il 28 dicembre entrambe le sedi resteranno chiuse. (r.cr.)

Azienda usl, la mappa dei servizi in funzione durante le festività natalizie a Imola e nelle altre sedi del circondario
Cronaca 16 Dicembre 2019

Sanità, visite ed esami, via libera alla «circolarità» metropolitana delle prenotazioni

Dall’inizio dell’anno attraverso il Cup dell’Ausl di Imola sarà possibile prenotare esami e visite negli ospedali e nelle strutture sanitarie di Bologna e viceversa. «Inizieremo per prima cosa con le prestazioni non erogate presso la nostra Azienda – anticipa il direttore generale Andrea Rossi -. La modalità sarà esattamente la stessa di cui usufruiscono i cittadini residenti a Bologna». Quindi i Cup aziendali oppure il servizio telefonico o contattando direttamente il reparto, a seconda dei casi.

Una piccola rivoluzione attesa da molti, soprattutto nelle zone di «confine» come Medicina e Osteria Grande, paesi dai quali è più comodo, alle volte, recarsi sotto le Due Torri piuttosto che spostarsi verso Imola. Ma il problema riguarda anche chi necessita di attività specialistiche particolari non disponibili presso l’Azienda usl di Imola, ed è costretto ad andare fino a Ozzano per prenotare. «Per quanto ci riguarda sono almeno due anni che chiedevamo fosse introdotta questa possibilità» rivendica Rossi. Ora i servizi imolesi saranno integrati totalmente con quelli dell’area metropolitana, Ausl di Bologna e azienda ospedaliera Sant’Orsola, Rizzoli e Bellaria.

Si comincerà per gradi. Le prestazioni coinvolte da gennaio nel primo via libera, ad oggi, sono le visite pediatriche chirurgiche e oncoematologiche, la visita per la radioterapia e quella per la chirurgia maxillo facciale, per la chirurgia plastica, la chirurgia vascolare, quella toracica, la visita ematologica, quella cardiochirurgica e della medicina nucleare. Successivamente si passerà alla diagnostica. «L’intenzione è completare nel 2020 “l’apertura” reciproca o circolarità delle prenotazioni» conclude Rossi. (l.a.)

L”articolo completo sul “sabato sera” del 12 dicembre.

Nella foto l”ingresso del Cup di Imola presso l”ospedale vecchio (foto d”archivio)

Sanità, visite ed esami, via libera alla «circolarità» metropolitana delle prenotazioni
Cronaca 14 Dicembre 2019

Una donazione di oltre 1.300 euro in materiale per l'assistenza infermieristica alla Casa della Salute di Borgo

Una donazione per oltre 1.300 euro al servizio di assistenza domiciliare della Casa della Salute della vallata del Santerno, che ha sede a Borgo Tossignano. La donazione, sottoforma di materiale (due carrelli, quattro borse infermieristiche, sette saturimetri portatili), è frutto di quanto raccolto durante la Stravallata 2019 più una somma elargita da Donatella Donnoli in ricordo dello zio Giorgio Turrini. La cerimonia di consegna, che si è svolta in questi giorni, ha visto la presenza dei sindaci Beatrice Poli (Casalfiumanese), Mauro Ghini (Borgo Tossignano) e Gabriele Meluzzi (Fontanelice), del direttore del Distretto dell’Ausl di Imola Alberto Minardi e delle coordinatrici infermieristiche di Nucleo cure primarie e assistenza infermieristica domiciliare di Imola e Vallata, Cristina Bortolotti e Patrizia Lanzoni.

Gli organizzatori della Stravallata (la camminata di 12 chilometri, da Casale a Borgo e ritorno, che quest”anno si è svolta il 2 giugno) ricordano che l”iniziativa è nata 2 anni fa per mettere insieme la socializzazione, il divertimento, la salute e il sostegno alla Casa della Salute. «Lo scorso anno abbiamo raccolto i fondi per una carrozzina e per le bacheche informative – sottolinea la portavoce degli organizzatori, Gigliola Poli -. Quest’anno siamo riusciti, anche grazie a Donatella Donnoli che ha aggiunto ai 724 euro raccolti durante la nostra camminata del 2 giugno, ulteriori 620 euro in ricordo di Giorgio Turrini, a soddisfare l’esigenza dell’équipe infermieristica domiciliare del nostro territorio».

Del gruppo fanno parte diverse associazioni: Auser Imola sezione di Casalfiumanese, Ass. Federica Negri, Ass. Campeggiatori dell’Imolese, Avis sez. Casafliumanese, Agrimola, ASD Bocciofila Valsanterno, ProLoco Casalfiumanese, Valsanterno 2009 APD, Sporting Valsanterno, Ass. Turistica ProLoco Sassoleone, Polisportiva San Martino, Sassoleone 2015 APD e Proloco San Martino. Dopo gli interventi dei sindaci, che hanno ringraziato tutti i donatori, è intervenuto Minardi che ha portato i ringraziamenti dell”Ausl di Imola. (r.cr.) 

Nella foto un momento della consegna del materiale

Una donazione di oltre 1.300 euro in materiale per l'assistenza infermieristica alla Casa della Salute di Borgo
Cronaca 7 Dicembre 2019

La belga Carlotte Kiekens è il nuovo direttore dell'Unità spinale dell'ospedale di Montecatone

Carlotte Kiekens, belga di 56 anni, è il nuovo direttore dell”Unità spinale del Montecatone Rehabilitation Institute, la più grande d”Italia con i suoi 120 posti letto. La nomina, arrivata a seguito di un concorso che ha visto la partecipazione di 7 professionisti, è di prestigio: Kiekens, infatti, è attualmente fisiatra capo della clinica di riabilitazione Pellenberg dell”ospedale universitario di Leuven e membro di diverse organizzazioni scientifiche nazionali ed internazionali. Il suo è un nome noto nel panorama europeo della riabilitazione e si punta pertanto su di lei per avere possibilità di crescita non solo a beneficio della sua unità operativa, ma per tutto l”istituto.

Soddisfatto si è detto il direttore generale del Montecatone Rehabilitation Institute, Mario Tubertini, che sottolinea: «La nomina della dottoressa Kiekens, che saluto con estrema soddisfazione, coincide quasi perfettamente con le richieste descritte nell’avviso pubblico, ov’era posta particolare attenzione a esperienza nella gestione del percorso del paziente mieloleso e delle principali complicanze, la conoscenza, capacità ed esperienza nella valutazione dell’intervento riabilitativo e del ricorso a tecnologie innovative e la capacità ed esperienza per l’individuazione e sviluppo di nuovi percorsi di diagnosi e cura per il paziente mieloleso».

Da parte sua Carlotte Kiekens, membro di organismi nazionali e internazionali tra cui International Spinal Cord Society, Dutch-Flemish Spinal Cord Society, Association Francophone Internationale des Groupes d”Animation de la Paraplégie, oltre che accademica europea della Rehabilitation Medicine, membro della European Society of Physical and Rehabilitaiton Medicine (di cui è stata anche segretaria generale), Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa, Royal Belgian Physical and Rehabilitation Medicine Society, cofondatrice e coordinatore di Cochrane Rehabilitation e responsabile del Comitato per i rapporti tra la Società Internazionale di Medicina Fisica e Riabilitativa  e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), dichiara: «Ho di fronte a me questa nuova affascinante avventura in una struttura di riferimento in Italia che vogliamo far diventare tale anche in Europa. Sono sicura che imparerò tanto sia dal punto di vista professionale che umano, a contatto con persone che arrivano da tutto il Paese. Avrò molto da imparare sul Sistema Sanitario Nazionale ma le mie diverse esperienze internazionali potranno diventare una ricchezza una volta superato il primo adattamento. Conto molto sull’aiuto dei professionisti e sul supporto della direzione e della Fondazione di Montecatone. Ne ho già conosciuti alcuni e ho avuto modo di apprezzarne le qualità professionali e umane».

La neo responsabile dell”Unità spinale di Montecatone ha proseguito confessando il dispiacere di lasciare un centro di alto livello scientifico come l’ospedale universitario di Leuven, compensato tuttavia dall”entusiasmo per il nuovo incarico. «Due anni fa – rivela – ho avuto l’occasione di visitare l’Istituto accompagnata dal mio predecessore, il dottor Jacopo Bonavita, che ho conosciuto in occasione di un congresso sulla mielolesione. Ero rimasta favorevolmente impressionata dal numero di posti letto, dalla specializzazione del team e dal coinvolgimento dei Pazienti. Ovviamente anche la bella collocazione e l’ambiente accogliente mi erano piaciuti molto. Mi sono resa conto di essere in una struttura come poche altre in Europa: Nottwil in Svizzera, Stoke Mandeville in Inghilterra, Guttmann in Spagna». (r.cr.)

La belga Carlotte Kiekens è il nuovo direttore dell'Unità spinale dell'ospedale di Montecatone
Cronaca 28 Novembre 2019

L'ospedale di Montecatone apre la piscina agli utenti esterni per eseguire sedute di terapia in acqua

Piscina aperta anche agli esterni a Montecatone dal 2 dicembre. E” la novità comunicata in questi giorni dal Montecatone Rehabilitation Institute, che da lunedì prossimo consentirà lo svolgimento delle terapie di riabilitazione in acqua (idroterapia), eseguite dal proprio personale qualificato, anche agli utenti esterni. In questo modo anche chi non è paziente della struttura potrà utilizzare i più moderni criteri riabilitativi per patologie diverse da quelle neurologiche, vale a dire ortopediche e reumatologiche.

Agli utenti esterni saranno messi a disposizione i tre diversi livelli di profondità della vasca, che permettono di diversificare e personalizzare i trattamenti a seconda delle tipologie di terapie da eseguire e le attività in acqua, tenuta a 33°, si potranno svolgere con attrezzature e ausili galleggianti che garantiscono il massimo della sicurezza. Sarà possibile scegliere singole sedute oppure prenotare cicli da 9 o da 12, per trattamenti della durata di 45 minuti l”uno, durante i quali ogni utente sarà seguito da un fisioterapista competente ed esperto. 

«L’esercizio riabilitativo in acqua – sottolinea Nicoletta Cava, dirigente dell”Area assistenziale infermieristica e riabilitativa di Montecatone – presenta molteplici benefici e vantaggi rispetto all’esercizio svolto a secco.  Uno dei principali vantaggi è dato dalla possibilità di eseguire esercizi in assenza di carico e questo consente la riduzione delle contratture muscolari, con notevole beneficio sulla possibilità di mobilizzazione delle articolazioni». «In acqua – aggiunge il fisiatra Davide Villa, responsabile dell”Area ambulatoriale e del Day hospital di Montecatone – è possibile eseguire esercizi di rinforzo muscolare, sfruttando la resistenza, adatta anche a una muscolatura molto debole, come può capitare dopo un’immobilizzazione, un trauma o un intervento ortopedico.  La ripresa del cammino in acqua, dopo un trauma che ne ha compromesso lo schema, è più facile sia a causa della riduzione del peso corporeo sia perché l’acqua facilita il controllo del tronco.  La riabilitazione in acqua è rivolto anche alle patologie conservative o post chirurgiche della spalla, così come per la riduzione di edemi e gonfiori degli arti e delle articolazioni».

Il servizio è prenotabile telefonicamente chiamando il numero 0542-632811 e si potrà così accedere alle attività di idroterapia dal lunedì al venerdì dalle 17 alle 20, purché muniti di prescrizione del medico specialista esterno (ortopedico o fisiatra) e con il consenso del medico di Montecatone. Qualora l”utente non disponesse della prescrizione del medico esterno, potrà comunque richiedere la prestazione ma dovrà sottoporsi ad una visita fisiatrica all”interno dell”istituto. (r.cr.)

L'ospedale di Montecatone apre la piscina agli utenti esterni per eseguire sedute di terapia in acqua
Cronaca 27 Novembre 2019

Ambiente e salute, Fiorella Belpoggi del Ramazzini a Imola per CooperAttivaMente

La rassegna CooperAttivaMente organizza un ciclo di cinque incontri con i ricercatori dell’Istituto Ramazzini, che si soffermeranno ciascuno su un diverso aspetto legato alle tematiche della salute e dell’ambiente. «L’articolo 32 della Costituzione italiana – è la premessa degli organizzatori – tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo. Il Consiglio di zona circondario imolese promuove con l’Istituto Ramazzini questi incontri per informare e divulgare tra i cittadini la cultura del benessere, dei corretti stili di vita, delle abitudini ai consumi e della tutela dell’ambiente».

Si comincia domani, 28 novembre, con la dottoressa Fiorella Belpoggi del Ramazzini, l”istituto fondato da Cesare Maltoni in particolare per la ricerca sulle cause dei tumori, racconterà la preziosa attività dell’ente, ma soprattutto di come ambiente e salute siano due facce della stessa medaglia. L”incontro si farà nella sala delle Stagioni in via Emilia 25 (Imola).

Su “sabato sera” del 14 novembre Belpoggi era intervenuta con una lunga intervista su un tema oggi tra i più dibattuti e controversi, la tecnologia 5G e relative emissioni.

Una sintesi la potete leggere qui  (r.cr.)

Nella foto Fiorella Belpoggi

Ambiente e salute, Fiorella Belpoggi del Ramazzini a Imola per CooperAttivaMente
Cronaca 22 Novembre 2019

Il ragazzino punto da un trigone in Costa Rica è ricoverato a Montecatone per la riabilitazione

Il dodicenne ligure ferito da un trigone in Costa Rica è stato trasferito dal Maggiore al Montecatone Rehabilitation Institute. Il ragazzino, colpito al collo mentre si trovava in vacanza con la famiglia, ha subìto un trauma all”altezza della sesta vertebra cervicale che l”ha lasciato pressoché paralizzato. Il trigone è un pesce simile alle razze, dotato di un aculeo velenoso nella zona della coda le cui tossine provocano contrazioni e paralisi muscolari.

I chirurghi vertebrali dell’ospedale Maggiore di Bologna, il reparto del dottor Federico De Iure che, dopo la valutazione del complicato caso, hanno deciso per il momento di non intervenire. Lo sfortunato teenager inizierà subito, invece, il percorso riabilitativo a Montecatone. A renderlo noto è la struttura imolese stessa. «Il caso è molto particolare per la modalità dell’evento traumatico – spiega Virna Valmori, la direttrice sanitaria – ma la nostra esperienza, in ambito riabilitativo, ci mette nelle condizioni di affrontare questo nuovo caso e mettere in campo migliori professionalità per ottenere il maggior tasso possibile di recupero». La struttura imolese è tra quelle italiane leader nella riabilitazione dei pazienti con lesione midollare o con grave cerebrolesione.

«Il giovane è stato accolto nell’Unità Spinale – ha aggiunto Rita Capirossi, responsabile facente funzione dell’Unità Spinale – dove, da subito, dopo tutti gli accertamenti clinici per prevenire eventuali complicanze secondarie, inizierà l’attività riabilitativa. Al momento presenta un quadro di tetraplegia incompleta con prevalente interessamento degli arti inferiori; nonostante tutto appare fortemente motivato ad iniziare il percorso riabilitativo». I medici sono apparsi abbastanza ottimisti sulle sue condizioni e sul fatto che possa recuperare l”uso delle gambe anche se occorrerà un lungo percorso (su parla di almeno un anno).

Il ragazzino è rientrato in Italia tra domenica e lunedì con un volo dell”Aeronautica Militare, dopo circa un mese ricoverato all”ospedale di San Josè, finché l”ambasciata Italiana in Costa Rica non è riuscita, insieme alla Farnesina, ad organizzare il volo di Stato per il rimpatrio, autorizzato dal premier Conte. L”aero è atterrato nel cuore della notte all”aeroporto Marconi; a bordo anche i genitori, il fratello maggiore e una dottoressa rianimatrice dell”ospedale Maggiore di Bologna, mentre ad attenderlo in pista c”erano la nonna, con gli zii ed altri famigliari, arrivati da Genova.  (l.a.)

Nella foto l”ospedale di Montecatone e l”immagine di un trigone

Il ragazzino punto da un trigone in Costa Rica è ricoverato a Montecatone per la riabilitazione
Cronaca 13 Novembre 2019

«Rubrica salute»: è arrivata la brutta stagione, alcuni consigli pratici per mantenersi in salute

L’autunno è arrivato e con le intemperie, spesso, arrivano anche i malanni di stagione. Ecco allora che Rosa Cilio, medico di Medicina generale presso la sede del Nucleo cure primarie, in via Caterina Sforza ad Imola, ci dà alcuni consigli pratici da adottare per ridurre il rischio di raffreddori, tosse, mal di gola e influenza. «Con i primi freddi e le giornate più corte – precisa – aumenta il tempo trascorso al chiuso in presenza di altre persone e quindi, di conseguenza, aumenta il rischio di contagio». Feste, ambienti chiusi come cinema e teatri, ma anche aerei e treni sono ricettacoli di batteri e germi che vengono facilmente veicolati da una persona all’altra e, in mancanza di sufficienti fonti di aerazione, trovano terreno fertile su cui attecchire. Tenersi alla larga da luoghi iperaffollati potrebbe quindi essere il primo suggerimento per non ammalarsi, anche se, a ben vedere, non è «sano» neanche rinunciare a una vita sociale. Comunque – aggiunge la Cilio – «ammalarsi non è inevitabile. Importante è seguire alcune semplici regole». Intanto dormire a sufficienza. «Almeno sette ore a notte per gli adulti. La carenza di sonno, specie se cronica, porta con sé il serio abbassamento delle difese immunitarie». E poi seguire un’alimentazione sana e varia. «Bisogna arricchire la dieta con tutti quei nutrienti in grado di potenziare il sistema immunitario e proteggere dalle infezioni».

Spazio nelle nostre tavole, dunque, a frutta e verdura, legumi, cereali, riso, frutta secca, pesce. E’ bene scegliere cibi più leggeri, cucinati alla griglia o al forno, senza condimenti troppo elaborati e inserire nella dieta una dose maggiore di fibre per mantenere attivo e sano l’intestino. E poi non saltare mai la colazione, fare tre pasti completi, evitare bibite e cibi con troppo zucchero che rallentano la funzione immunitaria. Una corretta alimentazione che, inoltre, ci aiuta anche a non prendere peso, tipico di questo periodo. Una medicina naturale per prevenire e curare i malanni di stagione è la vitamina C, che permette all’organismo di difendersi al meglio. Possiamo bere spremute di arancia o mangiare tanti kiwi, un frutto che ne contiene in gran quantità. «Importare anche l’attività fisica – continua la Cilio -. Basta anche una camminata tutti i giorni. L’esercizio riattiva la circolazione del sangue, potenziando la funzione immunitaria». Per evitare contagi, poi, diventa rilevante il lavaggio delle mani. «Mai mangiare, mai toccarsi naso, occhi e bocca con le mani sporche. La prima azione al rientro a casa è senz’altro lavarsele». Potrà sembrare strano ma anche tenere a bada lo stress potrebbe aiutarci. «Se la vita è troppo piena di impegni e frenetica – prosegue la Cilio -, bisogna darsi un tempo per recuperare, in modo da evitare che lo stress vada fuori controllo». Infine, «non prendere freddo, perché un corpo ben riscaldato può prevenire il contagio di virus, quindi non girare sprovvisti di foulard e golfino in caso di temperature ballerine». Per quanto riguarda il riscaldamento casalingo è bene evitare di tenerlo troppo alto, in termini di gradi. La temperatura ideale è di 21-23°. Una temperatura eccessiva, infatti, rischia di disidratare le vie respiratorie, rendendole più sensibili a germi e batteri. Il tasso di umidità dovrebbe essere mantenuto intorno al 40-60%. E’ poi necessario arieggiare gli ambienti almeno due volte al giorno perché il ricambio d’aria allontana gli agenti infettivi. Per prevenire la diffusione dell’influenza, poi, è importante la vaccinazione antinfluenzale, che ci potrà essere consigliata dal nostro medico di famiglia. E, in ultimo, il suggerimento che forse ci piace di più e che non costa niente. «Tenere alto lo spirito, ridere e frequentare persone piacevoli. La socialità, infatti, aumenta le difese immunitarie». (al.gi.)

Nella foto: Rosa Cilio, medico di medicina generale presso la sede del nucleo cure primarie

«Rubrica salute»: è arrivata la brutta stagione, alcuni consigli pratici per mantenersi in salute
Cronaca 7 Novembre 2019

Un ambulatorio dell'Ausl per i lavoratori esposti all'amianto, come contattarlo per un appuntamento

Da poco più di un anno all’Ausl di Imola è operativo un ambulatorio dedicato all’assistenza informativa e sanitaria per chi ha lavorato in passato a contatto con l’amianto. Si tratta di un servizio istituito sulla base di una specifica delibera della Giunta regionale e previsto per tutte le aziende sanitarie emiliano romagnole. L’assistenza offerta è gratuita, su richiesta diretta dell’interessato e rivolta a tutti i residenti in Emilia Romagna che dichiarino una pregressa attività professionale con esposizione ad amianto, sia essa avvenuta nel territorio imolese o meno. Il programma consiste in una visita specialistica, mirata a definire il livello di esposizione pregressa all’amianto e ad avviare un adeguato percorso di sorveglianza sanitaria, condiviso su base regionale,che preveda un accesso facilitato a eventuali accertamenti diagnostici e controlli periodici.

Vengono fornite inoltre informazioni sui rischi per la salute derivanti dall’esposizione all’amianto e sull’importanza di adottare stili di vita salutari per prevenire complicanze, nonché informazione sugli aspetti assicurativi e previdenziali. «Ad oggi – fanno sapere dall’Ausl di Imola – si sono rivolti all’ambulatorio un totale di 6 persone e non sono emerse patologie amianto-correlate». L’amianto può determinare insorgenza di patologie, neoplastiche e non, tutte caratterizzate da lunghi periodi di latenza (fra l’esposizione lavorativa e il loro sviluppo possono trascorrere molti anni). «Fra le malattie non neoplastiche – precisano dall’Ausl – ricordiamo l’asbestosi, le placche pleuriche o gli ispessimenti pleurici diffusi, mentre fra quelle neoplastiche il mesotelioma (tumore raro in termini di incidenza, ma dalla elevata correlazione con l’esposizione ad asbesto) e altri fra cui il tumore del polmone, della laringe e dell’ovaio.

Proprio perla lunga latenza che caratterizzale patologie amianto-correlate è importante che i lavoratori che hanno svolto in passato attività a contatto con amianto ricevano informazioni e assistenza sulla opportunità di sottoporsi a controlli sanitari anche dopo la cessazione della esposizione professionale». Per richiedere un appuntamento è necessario chiamare il front office del dipartimento di Sanità pubblica dell’Ausl di Imola al numero 0542/604950, dal lunedì al venerdì, dalle ore 8.30 alle 12.30 e il martedì pomeriggio, dalle ore 14.30 alle 17. (r.cr.)

Un ambulatorio dell'Ausl per i lavoratori esposti all'amianto, come contattarlo per un appuntamento
Cronaca 6 Novembre 2019

Centenario Sacmi, donata alla Croce Rossa di Imola un'ambulanza di ultima generazione

Continuano le iniziative della Sacmi in occasione del centenario della sua fondazione. La cooperativa imolese ha donato in questi giorni, nel corso di una cerimonia alla quale era presente anche il vescovo di Imola, Giovanni Mosciatti, una nuova ambulanza alla Croce Rossa di Imola. La donazione, sottolinea una nota dell”azienda, «suggella un rapporto di lungo corso che, ultimo in ordine di tempo, ha visto fra l’altro la donazione di supporti alla mobilità per la non autosufficienza.

«Offrire un supporto concreto alle diverse fragilità che sempre di più coinvolgono anche il nostro territorio è l’obiettivo di questa iniziativa, che abbiamo scelto di promuovere in coincidenza con il traguardo così importante del primo secolo di vita dell’azienda» ha affermato il presidente della Sacmi, Paolo Mongardi. A ricevere le chiavi del nuovo mezzo è stata Fabrizia Fiumi, presidente del Comitato di Imola della Croce Rossa, che ha ben 130 anni di storia. Fiumi ha voluto mettere in evidenza che l”ambulanza è «di ultima generazione, conforme a tutte le normative europee. Grazie ad essa potremo essere ancora più vicini ai cittadini ed adempiere ancora meglio ai servizi che ci sono affidati in convenzione, dalla Ausl di Imola e  dal Montecatone Rehabilitation Institute».

La presidente ha poi aggiunto: «Trasportiamo  pazienti molto difficili. Per noi è un orgoglio ed un onore essere in grado di fornire loro il miglior servizio possibile. E non vanno dimenticate le centinaia di ore erogate dai nostri circa 290 volontari in termini di servizi di supporto in corsia, come quelli dei clown o degli assistenti ai pasti. Ai volontari, personale altamente formato che deve seguire corsi specifici, si affiancano poi i Soci sostenitori di Croce Rossa. Non a caso uno dei bacini più importanti di riferimento per la sottoscrizione di nuove quote associative è rappresentato dai dipendenti Sacmi, segno della vicinanza dell’azienda a questa città». (r.cr.)

Nella foto un momento della cerimonia di consegna

Centenario Sacmi, donata alla Croce Rossa di Imola un'ambulanza di ultima generazione

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