Posts by tag: sanità

Cronaca 29 Aprile 2019

L'Ausl amplia gli orari per la consegna dei campioni biologici per lo screening del colon retto e citologici

Si amplia a partire da oggi, 29 aprile 2019, l”orario di consegna dei campioni biologici per lo screening del colon retto e citologici. Tali campioni, diretti all”Anatomia patologica, si potranno infatti consegnare al centro prelievi dell”ospedale vecchio di Imola (entrata da via Caterina Sforza 3) tutte le mattine dal lunedì al sabato dalle 7 alle 11. (r.cr.)

L'Ausl amplia gli orari per la consegna dei campioni biologici per lo screening del colon retto e citologici
Cronaca 23 Aprile 2019

Tutto sul Fascicolo sanitario elettronico, l’innovazione che semplifica la vita

Sono quasi 36.000, su un totale di 133.000, i cittadini dell’Azienda sanitaria di Imola che hanno attivato fino ad ora il proprio Fascicolo sanitario elettronico. «Uno strumento – precisa Michelle Suzzi, dello staff Informazione e Comunicazione dell’Ausl di Imola – che sta entrando sempre di più nelle abitudini delle persone e questo grazie al lavoro quotidiano degli Sportelli unici distrettuali, unitamente alle giornate che dedichiamo come Azienda alla sua attivazione e ai tanti volontari che periodicamente ci aiutano in queste occasioni».

Il Fascicolo sanitario elettronico (Fse) è una «carta d’identità della salute» che racchiude la storia clinica e sanitaria di una persona: i referti delle visite specialistiche, le lettere di dimissione dall’ospedale, i verbali del Pronto soccorso, le prescrizioni farmaceutiche, le immagini radiografiche e persino i certificati vaccinali. «Non solo – aggiunge la Suzzi -, perché allo stesso tempo è uno strumento che permette di accedere online a tanti servizi, come il cambio del medico di famiglia, il pagamento, ma anche la prenotazione, lo spostamento e la disdetta di una visita e di un esame». Insomma, niente più file agli sportelli e la possibilità di consultare la propria documentazione sanitaria o il risultato dei propri esami direttamente sul computer di casa o sullo smartphone in qualsiasi momento e in qualsiasi posto ci troviamo. «Tutto questo – precisa la Suzzi – nel pieno rispetto della privacy perché, per accedere al proprio Fascicolo, occorre utilizzare le credenziali personali che sono rilasciate dopo un riconoscimento diretto effettuato da personale Ausl abilitato e, recentemente, da una one time password da richiedere ad ogni accesso».

Una serie di servizi e opportunità che col tempo stanno aumentando. «Come Azienda – spiega la Suzzi – siamo state tra le prime nel 2010 ad aderire al progetto e i cittadini allora registrati erano 19. A quel tempo i servizi attivi erano più limitati, ma negli anni c’è stato un continuo miglioramento e per il futuro si prevedono ulteriori agevolazioni per tutti i cittadini». Dalle disponibilità offerte dal Fascicolo restano esclusi i risultati degli screening o di altri esami ritenuti più sensibili o le prenotazioni di alcuni esami che richiedono una preparazione particolare. «La maggior parte dei servizi, però – precisa ancora la Suzzi – è assicurato. Come ad esempio la prenotazione, il pagamento o la disdetta degli esami che, comunque deve sempre avvenire nei termini stabiliti dalla legge e cioè i due giorni lavorativi antecedenti la visita. In ogni caso, l’appuntamento viene ricordato grazie al recall telefonico».

Ma come si fa per attivare il proprio Fascicolo sanitario? «Tramite le credenziali personali e cioè un username e una password – spiega la Suzzi -. Per ottenerle occorre collegarsi al sito www.fascicolosanitario.it, cliccare su “crea il tuo account” e seguire le istruzioni di registrazione che richiedono codice fiscale, Ausl di appartenenza, indirizzo di posta elettronica personale e quindi permettono di scegliere username e password personali. A questo punto è inviata una mail che richiede la validazione dell’indirizzo di posta elettronica e fornisce le istruzioni per il completamento della procedura, indicando la necessità di recarsi ad un punto Cup dell’Ausl di Imola muniti di documento di identità e di una fotocopia che sarà ritirata allo sportello, di codice fiscale e dell’ID di registrazione trasmessi via mail».

Il riconoscimento de visu agli sportelli Cup è necessario per garantire che solo l’interessato possa accedere al proprio Fascicolo e solo dopo averlo effettuato si otterrà l’attivazione del Fascicolo sanitario elettronico. E’ però possibile delegare una terza persona, compilando e firmando un apposito modulo scaricabile dallo stesso sito www.fascicolo-sanitario.it e consegnandolo al Cup insieme a copia del documento di identità di delegato e delegante. Per ulteriori informazioni è possibile consultare lo stesso sito mentre per problemi tecnici o di accesso, ci si può rivolgere al numero verde regionale 800033033. «Non fatevi scoraggiare dalla tecnologia – esorta Michelle -, l’utilità di questo strumento per noi e per la nostra famiglia renderà la nostra vita un po’ più facile». 

Foto d”archivio

Tutto sul Fascicolo sanitario elettronico, l’innovazione che semplifica la vita
Cronaca 11 Aprile 2019

Anatomia patologica trasloca in via Montericco, novità per la consegna di esami e referti

Nei giorni scorsi il servizio di Anatomia patologica dell’Azienda usl ha traslocato dalla vecchia sede in quella del laboratorio dell’ospedale nuovo di via Montericco. Un trasferimento previsto da tempo come ricordato dal direttore generale Andrea Rossi durante la commissione consigliare sulla sanità del marzo scorso. «Sta nascendo un dipartimento interazionedale di anatomia patologica metropolitano – aveva spiegato – con unità operative specializzate che rimarranno nelle singole aziende». La scelta di spostare il servizio nell’ospedale nuovo era dovuta al fatto di che l’attività è funzionale «anche per le esigenze della chirurgia» e si sfruttavano spazi adatti lasciati liberi con la creazione del Laboratorio analisi unico metropolitano.

Da lunedì l’Anatomia patologica è attiva nella nuova sede. Non si tratta solo di una novità per addetti ai lavori. Contestualmente sono cambiate anche le modalità per i cittadini di consegna dei materiali citologici e dei referti. In particolare, gli esami citologici prenotati al Cup (citologico urine ed espettorato) saranno accettati presso il punto prelievi dell’ospedale vecchio (entrata da Caterina Sforza) solo in due fasce orarie: dalle ore 7.45 alle 8.15 e dalle ore 9.30 alle 10.30, dal lunedì al venerdì. Invece, per gli esami urgenti non programmati e non prenotati Cup l’accettazione e consegna dovrà avvenire direttamente presso la segreteria dell’Anatomia patologica nell’area laboratorio analisi dell’ospedale nuovo (1° piano), dalle ore 8 alle 11, dal lunedì al venerdì e dalle ore 8.30 alle 10.30 il sabato.

Inoltre, non verranno più spediti a domicilio i referti, ma occorrerà ritirarli presso la portineria dell’ospedale nuovo dalle ore 9 alle 19 dal lunedì al venerdì. Non solo. Gli esami citologici prenotati Cup eseguiti su campioni consegnati presso i punti prelievo di Castel San Pietro e Medicina dovranno essere ritirati presso la portineria della Casa della salute di Castel San Pietro in viale Oriani, sempre dalle ore 9 alle 19 dal lunedì al venerdì.Anche chi ha il Fascicolo elettronico dovrà recarsi di persona a ritirare questo tipo di esami. (l.a.)

Foto d”archivio

Anatomia patologica trasloca in via Montericco, novità per la consegna di esami e referti
Cronaca 5 Aprile 2019

Nasce il Comitato sanità pubblica, medici in campo per migliorare il settore a beneficio di lavoratori e cittadini

I professionisti della sanità pubblica scendono in prima linea per migliorare il proprio settore, a beneficio dei lavoratori ma anche dei cittadini. Così, a febbraio è nato il Comitato sanità pubblica di Imola promosso da Alessandro Di Silverio (urologo e consigliere comunale a Castello delegato al progetto della Casa della salute), Massimo Menetti (responsabile della Geriatria), Roberto Bertelli (ortopedico), Anna Vacirca (endocrinologa), Rita Margotti (medico di pronto soccorso), Angelina Cerullo (medico di base) e Francesca Manara (medico Avis e guardia medica).

«Il nostro obiettivo è quello di raccogliere le criticità ascoltando le voci dei lavoratori del settore e sottoporle poi alle istituzioni – spiega Di Silverio -, dal direttore generale dell’Ausl Andrea Rossi, che si è detto felice di questa iniziativa, alle Amministrazioni comunali, alle forze politiche». Il comitato si è dato uno statuto e si pone come strumento consultivo, composto da operatori della sanità imolese, per raccogliere opinioni e dare suggerimenti.

Perché la necessità di un comitato del genere quando ci sono altri soggetti, come i sindacati e altre realtà? «Il valore aggiunto è che è formato in prima persona da operatori della sanità pubblica imolese – continua Di Silverio -. La nostra voce è complementare. Non c’è solo il disagio dell’utente per le lunghe attese, ma anche lo stress del lavoratore di un sistema di welfare sotto scacco per via dell’aumento delle richieste, un trend in cui Imola non fa eccezione». «Ogni anno il Pronto soccorso registra un numero molto alto di accessi – contestualizza Menetti -. Il dato indica la necessità stringente di costruire una migliore integrazione fra la medicina di base e quella ospedaliera. Ecco un primo tema su cui lavorare».(mi.mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 4 aprile

Nella foto: Alessandro di Silverio, Rita Margotti e Massimo Menetti

Nasce il Comitato sanità pubblica, medici in campo per migliorare il settore a beneficio di lavoratori e cittadini
Cronaca 3 Aprile 2019

Dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola una donazione di 330.000 euro all'Azienda usl

Una donazione da 330 mila euro dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola all”Azienda usl per l’acquisto di attrezzature destinate al reparto di Oculistica, alle sale operatorie di Chirurgia e Ortopedia, per l”invio dei referti a domicilio e per il progetto autismo. Il ricco contributo e la sua destinazione è stato presentato nei giorni scorsi in una conferenza stampa alla quale hanno partecipato il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola Fabio Bacchilega, il direttore generale dell’Ausl di Imola Andrea Rossi, i direttori delle unità operative che hanno ricevuto le donazioni Rocco De Fazio (direttore facente funzioni di Oculistica) e Romano Linguerri (responsabile Chirurgia di urgenza – Unità operativa Chirurgia generale).  

I sistemi completi per interventi endoscopici/laparoscopici sono già in uso nel blocco operatorio dell’ospedale Santa Maria della Scaletta di Imola già dalla seconda metà del 2018. Hanno un valore complessivo di 104 mila euro e sono composti da telecamera Image 1 e processore di immagini. La telecamera permette un impiego multidisciplinare e modulare, progettato per soddisfare le esigenze di una moderna chirurgia endoscopica e laparoscopica avanzata, garantendo altissimi standard video. Si tratta dunque di una tecnologia che apre a molteplici possibilità di visualizzazione dell’immagine, fornendo un prezioso ausilio al chirurgo sia in ambito diagnostico che operatorio.

Per quanto riguarda invece il microscopio operatorio per la chirurgia dell’occhio Proveo 8, rappresenta il massimo della tecnologia dedicata al settore, grazie all’illuminazione tramite quattro led coassiali. E” impiegato dall’inizio del 2019 nelle sale operatorie di Castel San Pietro Terme per gli interventi di chirurgia anteriore e posteriore dell’occhio (chirurgia vitroretinica, glaucoma, trapianto di cornea, ecc). Il valore totale del microscopio operatorio è di circa 133 mila euro. 

Come ogni anno il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola all”Azienda usl non si è fermato alla tecnologia. Sono stati confermati, ad esempio, i fondi necessari per la copertura del costo di spedizione dei referti al domicilio, servizio attivo sul territorio fin dal 1997. Nel 2018 grazie alla donazione proveniente da palazzo Sersanti sono stati inviati al domicilio dei cittadini del circondario imolese 129.704 referti, di cui 90.356 di laboratorio analisi, 34.587 di anatomia patologica, 191 di genetica medica, 3883 di centro trasfusionale/Avis, 677 di neurologia, per un totale di 85 mila euro. Il numero dei referti e la relativa spesa sono tuttavia in progressivo calo grazie all’attivazione da parte di sempre più cittadini del fascicolo sanitario elettronico. Nel 2018 sono stati 9.624 i cittadini che hanno attivato questo strumento, per un totale di oltre 31 mila fascicoli attivi al 31 dicembre, oltre il 25% degli assistiti, la percentuale più alta nel panorama regionale. 

Infine, la Fondazione Cassa di Risparmio di Imola contribuisce al finanziamento del “Progetto di consulenza/supervisione tecnica sugli aspetti di analisi del comportamento nel trattamento dei minori con disturbi dello spettro autistico”, che nell’anno scolastico 2018-2019 vede coinvolti 23 ragazzi, per un totale di oltre 160 workshop individuali e con una spesa complessiva di circa 30.000 euro, di cui 7.000 devoluti dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola e la restante parte finanziata dall’Ausl. (r.cr.)

Dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola una donazione di 330.000 euro all'Azienda usl
Cronaca 26 Marzo 2019

Non autosufficienza, più che raddoppiati in dieci anni i disabili assistiti a domicilio e nelle strutture del territorio

Quando si parla di non autosufficienza, si pensa in genere agli anziani. In realtà, tra i beneficiari dei servizi vanno annoverati anche i disabili e i pazienti psichiatrici, che incidono non poco sulla tenuta del sistema. Per quanto riguarda i soli casi di disabilità grave ricoverati nelle strutture del circondario imolese, in dieci anni sono più che raddoppiati, passando da 43 a 93, di età compresa tra i 18 e i 64 anni. Il motivo lo spiega il direttore del Distretto dell’Ausl, Alberto Minardi: «Oggi i portatori di handicap hanno una speranza di vita superiore. La stessa cosa accade per i malati psichiatrici. Questo grazie alla qualità dell’assistenza erogata».

Alessandra Cenni, fisioterapista del dipartimento cure primarie dell’Ausl, racconta che ci sono situazioni anche molto complesse che, grazie alla forte motivazione dei familiari, sono comunque seguite a domicilio. «Abbiamo 17 persone che vivono in famiglia. Con livelli di gravità molto simile ai ricoverati in struttura, ma con parenti che hanno una forte propensione a tenere il proprio caro a casa. I caregiver sono preziosi alleati, ma devono essere anch’essi monitorati, perché alcune situazioni sono davvero pesanti e il rischio è che i familiari divengano anch’essi degli utenti».

A Imola la struttura residenziale per disabili è la Don Leo Commissari, che offre 15 posti più due di sollievo. Molti casi gravi (per gravi si intendono persone non autonome nelle funzioni vitali o con seri problemi comportamentali) sono ricoverati anche nella Fiorella Baroncini e nella casa di riposo di via Venturini sempre a Imola oppure in quella di Castel San Pietro, che garantiscono un’assistenza infermieristica giorno e notte in caso di necessità. Le famiglie pagano solo trasporti e pasti, mentre la retta è coperta in parte dal Fondo regionale per la non autosufficienza (nel 2018 per il circondario imolese sono arrivati 12,8 milioni e altri verranno da 4,3 milioni stanziati dalla Giunta prima di Natale, in tutto 6 milioni in più rispetto al 2017), e in parte da risorse dei Comuni, per un totale di 420.000 euro l’anno.

Passando invece ai pazienti psichiatrici, parlare di domiciliarità significa in un certo senso ripercorrere la storia del superamento dei manicomi. «Noi siamo stati i primi a ribaltare il paradigma ospedale-territorio, dal 1978 – interviene la direttrice del Dipartimento di salute mentale, Alba Natali -. Il nostro modello di riferimento è la psichiatria di comunità: la malattia mentale è specifica, ma ci sono sempre aspetti sociali e psicologici accanto a quelli medici. Chi entra dalla nostra porta è seguito con un progetto individuale: c’è chi è visto solo dallo psichiatra, ma casi più complessi possono richiedere il coinvolgimento del servizio sociale o altro».«Nel 2017- prosegue Natali – gli operatori (prevalentemente infermieri) hanno fatto oltre 7.500 interventi domiciliari, ai quali vanno aggiunti i circa 4.000 degli educatori del privato sociale. I pazienti con terapia psichiatrica traggono un grande beneficio dal rimanere a casa, non è buonismo ma scientificamente una delle migliori “medicine”. Ma questo significa sviluppare supporti per le famiglie, perché c’è una complessità che richiede interventi psico-educativi, consultazioni e terapie familiari». (mi.ta.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 21 marzo

La foto è tratta dal sito della Regione Emilia-Romagna

Non autosufficienza, più che raddoppiati in dieci anni i disabili assistiti a domicilio e nelle strutture del territorio
Cronaca 21 Marzo 2019

Cinque nuovi primari e oltre 100 assunzioni, l'Azienda usl ha fatto il punto in Commissione consiliare a Imola

I bandi per i primari del Pronto soccorso e della Cardiologia saranno pubblicati «entro la primavera», quelli per Pediatria, Gastroenterologia ed Oculistica entro fine anno. Confermata la tabella di marcia nota da tempo per il reintegro dei vertici delle unità operative dell’ospedale nel 2019. A questi si aggiungeranno 109 medici, infermieri e oss per coprire ricambio pensionistico e qualche aggiunta in più su un complessivo che oggi è di 1.726 operatori. Questi alcuni degli elementi concreti emersi dalla Commissione consiliare sul tema della situazione socio-sanitaria e degli scenari futuri. Presenti i vertici dell’Ausl, Andrea Rossi, direttore generale, Andrea Neri, direttore sanitario, e Alberto Minardi, direttore del Distretto.

«Per le assunzioni occorre considerare i tempi tecnici, ma non lo “scarichiamo” sui dipendenti perché abbiamo utilizzato contratti in somministrazione o prorogato degli esistenti» ha detto Neri a smorzare le accuse sul fronte sindacale in tema di carichi di lavoro. Per il resto si sono riepilogati e confermati riorganizzazioni e progetti già in atto, come l’attenzione al Pronto soccorso oppure l’obiettivo di realizzare una Casa della salute di Imola e Mordano tra ospedale vecchio e Lolli.

Tanta carne al fuoco e solo un paio d’ore per dare qualche risposta, tra quesiti puntuali dei consiglieri e altri più complessi e di prospettiva. E non sono mancati i temi strettamente politici. Rossi ha ribadito che a livello metropolitano oramai è assodato che le quattro Aziende usl rimarranno autonome, Imola compresa, «ma dovranno incrementare le collaborazioni nelle attività dove questo comporta un valore aggiunto – ha ricordato – ma dobbiamo essere in grado di reggere il confronto con Bologna». E su questo occorre il sostegno della politica, magari di un nuovo assessore alla Sanità, perché la programmazione del distretto-Circondario «non può non integrarsi con quella metropolitana». La sindaca Manuela Sangiorgi ha detto che «a brevissimo arriverà un’altra figura» senza specificare troppo.

Detto ciò, una nota arrivata poi dal Comune ha chiarito meglio il suo pensiero: «Vi sono ancora alcune presenze di posizioni interaziendali che crediamo dettate dall’esigenza dell’immediatezza e non da una volontà direzionale e perciò ci auguriamo che vengano al più presto trasformate in Unità operative complesse aziendali (Struttura semplice interaziendale di Chirurgia generale – Struttura semplice interaziendale Breast unit – Unità complessa interaziendale di Urologia). Per noi è importante sapere che l’autonomia della nostra Azienda è un obiettivo comune con la direzione aziendale e ci auguriamo perciò che vengano al più presto nominati anche i primari di Anatomia patologica e Medicina riabilitativa ovviamente sempre nella logica aziendale e non interaziendale». Rossi per l’Anatomia patologica aveva già precisato che si sta creando «un dipartimento interaziendale con unità operative specializzate nelle singole aziende»; entro un mese quella imolese traslocherà negli spazi dell’ospedale nuovo lasciati liberi dal Laboratorio «anche per le esigenze della chirurgia». (l.a.)

Per saperne di più l”articolo completo è su «sabato sera» del 21 marzo

Nella foto il direttore generale Andrea Rossi 

Cinque nuovi primari e oltre 100 assunzioni, l'Azienda usl ha fatto il punto in Commissione consiliare a Imola
Cronaca 20 Marzo 2019

Quattro pc donati dai dipendenti Cefla e dalle loro famiglie alla Medicina d'urgenza e alla Cardiologia dell'ospedale di Imola

Quattro personal computer per la gestione delle cartelle infermieristiche e mediche donati dai dipendenti della Cefla e dalle loro famiglie ai reparti di Medicina d”urgenza e Cardiologia dell’Ausl di Imola. Gli apparecchi, del valore complessivo di 2.600 euro, sono il frutto dei fondi raccolti nel corso dell’annuale festa sociale e sono stati consegnati il 13 marzo scorso alle equipe medica e infermieristica dei reparti dal consigliere Cefla Nevio Pelliconi e dalla rappresentante della Commissione Sociale della cooperativa imolese Simonetta Manara.  

Ogni anno viene organizzata una serata speciale per i dipendenti Cefla e le loro famiglie, con uno spazio per i bambini e la tombola a premi, il cui ricavato è tradizionalmente devoluto in beneficenza, di preferenza a vantaggio di enti operanti sul territorio, che utilizzino i fondi per l’acquisto di beni materiali. Già le donazioni raccolte nel 2015 e 2016 erano stati impiegate per il completo riammodernamento della sala di attesa della Neuropsichiatria infantile e per uno strumento biomedicale (Cpap) per la Medicina d”urgenza, mentre i quattro pc di quest”anno provengono dalla raccolta 2017 e vanno a sostituire le attrezzature informatiche oramai obsolete di cui erano dotati i reparti. 

Il direttore del dipartimento di Emergenza Accettazione, del reparto di Medicina d”urgenza e del pronto soccorso Patrizia Cenni, il cardiologo Mauro Metalli e il coordinatore infermieristico dei due reparti Matteo Brunacci hanno spiegato ai donatori l’importanza di queste attrezzature informatiche già dotate dei software necessari per il loro quotidiano utilizzo al letto del paziente, per l’aggiornamento della cartella clinica ed infermieristica, perché sostituiscono completamente le cartelle scritte a mano e permettono un più rapido passaggio delle informazioni tra un reparto e l’altro, così come automatizzando le richieste di consulenza tra i professionisti. Da qui i ringraziamenti a tutti i dipendenti Cefla, ai loro familiari e al Cda della cooperativa per «averci voluto fare un regalo così importante per la nostra attività quotidiana. Per noi operatori sono gesti importanti di riconoscimento da parte della comunità del nostro lavoro, oltre che di attenzione verso tutti i cittadini che ospitiamo nei nostri reparti». (r.cr.)

Nella foto: Nevio Pelliconi e Simonetta Manara insieme all”equipe ospedaliera

Quattro pc donati dai dipendenti Cefla e dalle loro famiglie alla Medicina d'urgenza e alla Cardiologia dell'ospedale di Imola
Cronaca 13 Marzo 2019

Vaccinazioni per nidi e materne, nel circondario 295 bambini non in regola. A Imola 20 a rischio sospensione

In tutto il circondario secondo l’Azienda usl di Imola ci sono 295 bambini non in regola con le vaccinazioni obbligatorie per la fascia da 0 a 6 anni, quella che prevede la non ammissione a scuola (nidi e materne). Dopo l”autocertificazione, non è stata consegnata alcuna documentazione aggiuntiva sui vaccini da parte dei genitori quindi risultano non in regola. Per quanto riguarda il Comune di Imola lunedì 11 sono partite venti raccomandate, sette per bambini frequentati i nidi e tredici le scuole d’infanzia comunali, con le quali si chiede ai genitori di presentare il certificato vaccinale aggiornato. Questo su un numero complessivo di 1.190 bambini frequentanti nidi e materne.

La procedura richiederà qualche settimana e avvicinerà di fatto al termine dell’anno scolastico, cosa che renderà la cosa meno traumatica per i bambini. Ma se le famiglie non potranno giustificare in maniera plausibile il ritardo o la non vaccinazione, il Comune procederà poi con la sospensione della frequenza come prevede la legge. Va ricordato che questo non fa decadere l’iscrizione, cioè viene tenuto il posto per il bambino, un gesto per venire incontro alle famiglie e per favorire la regolarizzazione che rischia, nel contempo di danneggiare altri che, magari, avrebbero voluto frequentare e non trovano posto.

Per quanto riguarda i più ragazzi grandi dai 7 a 16 anni, ovvero chi frequenta la scuola dell’obbligo fino alla seconda superiore, la legge prevede solo una sanzione pecuniaria che va da 100 a 500 euro, in base al numero di vaccinazioni omesse. La situazione è quindi più variegata e i numeri possibili sono solo quelli degli inadempienti complessivi a livello di circondario in base all’anagrafe vaccinale dell’Ausl, cioè 384.

Nessuna ulteriore proroga quindi alla scadenza prevista dal decreto Lorenzin dopo quella dell’anno scorso. Questo nonostante il pressing del fronte no vax e nei giorni scorsi anche del ministro dell’Interno Salvini. La ministra della Salute Giulia Grillo ha però intenzione di rivedere la legge con una normativa-quadro “basata sui dati epidemiologici del Piano nazionale di prevenzione vaccinale”, intervistata da la Repubblica l”11 marzo ha ricordato che il decreto Lorenzin «è stata una misura emergenziale, nata dalla necessità di colmare un gap di coperture creatosi in diversi anni precedenti e da quella di rispondere all”epidemia di morbillo” che “è in atto” e per la quale bisogna tenere misure obbligatorie”.(l.a.)

Vaccinazioni per nidi e materne, nel circondario 295 bambini non in regola. A Imola 20 a rischio sospensione
Cronaca 4 Marzo 2019

Dal 4 marzo anticipato alle 21 l'accesso regolato all'ospedale. Per entrare occorre identificarsi al citofono a lato dell'ingresso

A partire da oggi, lunedì 4 marzo, all”ospedale di Imola verrà anticipato dalle 24 alle 21 l”orario di accesso regolato dal personale di portineria. In pratica, chi si recherà all”ospedale nella fascia oraria dalle 21 alle 6 del mattino, in linea con quanto avviene in gran parte degli ospedali, dovrà utilizzare il citofono che si trova a lato dell”ingresso principale, identificarsi e comunicare il reparto al quale è autorizzato a accedere.

I reparti infatti ormai da tempo stilano la lista di chi (un amico, un familiare, un badante) è autorizzato a trascorrere la notte con un paziente ricoverato, al fine di garantire il controllo delle presenze in reparto e le verifiche periodiche della direzione infermieristica. Da questa sera la verifica dell’autorizzazione all’accesso sarà effettuata direttamente all’ingresso centrale dell”ospedale anziché alla porta del reparto. Gli elenchi degli autorizzati saranno pertanto consegnati agli operatori di portineria ogni sera, così come si accederà per urgenze o altre necessità.  

«Ci teniamo a chiarire che non si intende blindare l’ospedale, ma solo regolare l’afflusso notturno in modo da renderlo più sicuro e meno impattante per l’organizzazione dei reparti– spiega la direzione medica di Presidio –. Chi cerca un rifugio sarà invitato a restare in atrio, dove la sicurezza interna, le Forze dell’Ordine o i servizi competenti potranno procedere al riconoscimento e a tentare di instaurare relazioni di aiuto e di supporto».

Per quanto riguarda invece i dipendenti che devono prendere servizio di notte, sarà loro riservato l’ingresso sul retro della portineria centrale, che a breve sarà provvisto di apertura tramite il cartellino marcatempo, mentre i cittadini che devono rivolgersi al Pronto soccorso sono invitati a entrare direttamente dall’ingresso di Via Belpoggio. 

La novità mira a garantire una miglior sicurezza per operatori, pazienti e visitatori e si inserisce in un piano più ampio, partito ad ottobre 2018, con il rafforzamento della vigilanza privata all’interno della struttura ospedaliera.  

Dal 4 marzo anticipato alle 21 l'accesso regolato all'ospedale. Per entrare occorre identificarsi al citofono a lato dell'ingresso

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