Posts by tag: sanità

Cronaca 17 Settembre 2018

Open Safety Day, l'Ausl di Imola aderisce alla campagna regionale: due sportelli a Imola e Castel San Pietro

Due sportelli informativi, all”ospedale Santa Maria della Scaletta di Imola e alla Casa della Salute di Castel San Pietro Terme. Così l”Ausl di Imola aderisce oggi alla campagna regionale “Sicurinsieme” e allo slogan “Una sanità più sicura comincia da noi”, in occasione della giornata mondiale per la sicurezza dei pazienti, in inglese Open Safety Day, del 17 settembre. 

Dalle 10 alle 13 nell”atrio dell”ospedale nuovo e dalle 10 alle 12 al punto Accoglienza del presidio castellano, operatori sanitari e volontari dell”accoglienza saranno a disposizione dei cittadini per fornire informazioni e consigli per ridurre i rischi legati all”assistenza sanitaria e per distribuire il materiale informativo della campagna regionale.

L”obiettivo dell”iniziativa è rafforzare il rapporto di fiducia tra i pazienti e il personale sanitario, attraverso una collaborazione in grado di migliorare la sicurezza delle cure. Cosa può fare un cittadino per aiutare medici e infermieri a curarlo in modo più efficace? Ecco qualche esempio: mostrare sempre tessera sanitaria e documento d”identità, portare alle visite la propria documentazione sanitaria pregressa, comunicare con precisione agli operatori le terapie in corso, informarli di eventuali allergie, non togliere mai in caso di ricovero il braccialetto identificativo.

Piccole cose, insomma, che possono però essere di grande aiuto in caso di necessità. Ne è convinta la Regione, che con la campagna “Sicurinsieme” e il relativo slogan “”Una sanità più sicura comincia da noi”, stampato su poster e cartoline, ma declinato anche in uno spot video, punta decisa a guadagnare la collaborazione dei pazienti.

“La Regione Emilia-Romagna – spiega l’assessore alle Politiche per la salute, Sergio Venturi – è impegnata da anni a promuovere la sicurezza delle cure e a prevenire, evitare o mitigare i potenziali eventi indesiderati, che sono sempre possibili nei percorsi assistenziali; tanto è vero che l’area rischio clinico della commissione nazionale Salute è coordinata proprio dalla nostra Regione. Per questo tutte le strutture pubbliche e private che erogano prestazioni sanitarie devono possedere un’adeguata funzione di monitoraggio, prevenzione e gestione del rischio sanitario. Al tempo stesso è importante coinvolgere i cittadini: il paziente può infatti ridurre notevolmente i rischi collegati all’assistenza, adottando alcuni semplici comportamenti. Essere informati è il primo passo per aiutare e farsi aiutare”.

Per informazioni o per scaricare il materiale della campagna basta collegarsi al portale Salute della Regione, alla pagina http://salute.regione.emilia-romagna.it/sicurinsieme

Nella foto il logo della campagna regionale

Open Safety Day, l'Ausl di Imola aderisce alla campagna regionale: due sportelli a Imola e Castel San Pietro
Cronaca 14 Settembre 2018

Sanità, storia a lieto fine per un anziano tennista

La solita partitella a tennis con un amico poteva finire molto male per Franco Manzoni, un 80enne dimesso dall”ospedale di Imola dopo il ricovero a seguito di un arresto cardiaco che lo ha colpito il 24 agosto scorso. Subito la chiamata al 118 e l’arrivo tempestivo di ambulanza ed automedica guidate da Paolo Mercatali e Romana Galeri Liverani con l’intervento di rianimazione cardiopolmonare svolto dal medico Marco Mambelli e dall”infermiera Romina Galeotti, poi la corsa al pronto soccorso di via Montericco e la stabilizzazione prima del ricovero in Rianimazione, dove è stato assistito dall’équipe diretta da Igor Bacchilega, infine il trasferimento in Terapia intensiva coronarica e in Cardiologia. “Ogni fase è stata importante per arrivare al lieto fine di questa storia iniziata drammaticamente” sottolineano dall”Azienda usl di Imola che ha reso nota la vicenda.

Una vicenda che possiamo definire una storia a lieto fine di quella buona routine sanitaria in cui tutti speriamo e ci aspettiamo. Prima di salutare e tornare a casa, però, Manzoni ha voluto ringraziare gli operatori sanitari che ha incontrato durante il suo percorso, lasciando la sua foto ricordo con la direttrice del Dea, Patrizia Cenni e il direttore della Cardiologia, Cesare Antenucci. (r.c.)

Sanità, storia a lieto fine per un anziano tennista
Cronaca 13 Settembre 2018

Virus West Nile, prima vittima a Imola, un 77enne di Castel San Pietro, era ricoverato da agosto

Non ce l”ha fatta. E” deceduto stamane per complicanze il 77enne di Castel San Pietro ricoverato nell”ospedale di Imola dall”inizio di agosto a causa del virus West Nile. E” la prima vittima nella nostra zona provocata dalla malattia che viene trasmessa all’uomo dalla zanzara comune (Culex pipiens), e può portare febbre, cefalea e rigidità nucale, in alcuni casi fino alla morte, come successo ad altre persone, in tutta l”Emilia Romagna soprattutto anziane e già debilitate da altre patologie. Sempre oggi, ad esempio, è morto anche un 62enne, con pregresse patologie, che era ricoverato dall”inizio di agosto nella terapia intensiva dell”ospedale Civile di Baggiovara a Modena.

Tornando allo sfortunato castellano, nelle scorse settimane sembrava non in pericolo di vita. Oggi pomeriggio invece è arrivata la comunicazione dell”Ausl che informava sul decesso avvenuto alle 7.45. Il 77enne era ricoverato dal 5 agosto nell”ospedale imolese. “Le condizioni del paziente si sono aggravate – precisano dall”Ausl -, negli ultimi giorni si è reso necessario il trasferimento in Area critica dove la morte è sopraggiunta per complicanze neurologiche e cardiache“. “Le altre 9 persone segnalate al Dipartimento di Sanità pubblica che hanno subito un ricovero sono già state dimesse in buone condizioni” aggiungono dall”Azienda sanitaria. Tra i vari casi c”è stato anche un paziente asintomatico individuato grazie alla positività riscontrata su una donazione di sangue.

L”assessorato alla Sanità della Regione proprio due giorni fa aveva fatto il punto sulla situazione precisando che risultavano 87 i casi di malattia neuro-invasiva da virus West Nile (cioè con forme cliniche, anche sospette, di meningiti, encefaliti, paralisi) con 14 decessi (a cui vanno aggiunti oggi quelli del castellano e del modenese), con un”età media dei deceduti pari a 80 anni (range da 69 a 87 anni), poi andavano aggiunti 65 casi di forme febbrili (non oggetto di sorveglianza attiva, ma registrate se segnalate e quindi risentono della sensibilità dei medici che è diversa nei diversi territori) e 22 casi di infezione senza sintomi in donatori di sangue. Il picco di rilevamenti è stato registrato tra il 27 luglio e il 10 agosto, e la localizzazione ha riguardato soprattutto le province di Bologna, Modena, Ferrara e Ravenna. In tutta Italia i casi segnalati sono stati 365 di cui 148 si sono manifestati nella forma neuro-invasiva. Quasi tutti sono stati nel bacino padano. La sorveglianza sanitaria sulla West Nile in Emilia Romagna è partita al 15 giugno e rimarrà attiva fino al 31 ottobre. 

La stagione 2018 è “anomala – ha detto in occasione del bilancio di due giorni fa l”assessore regionale Sergio Venturi – non tanto per la quantità di zanzare-vettore (nella media), ma per precocità nella circolazione virale (in anticipo di circa un mese) e per l”intensità della circolazione del virus in zanzare e uccelli (con particolare aggressività) e molte forme neuro-invasive ed elevata mortalità nell”uomo. Al Piano di sorveglianza consolidato da anni, inviato a giugno a sindaci e Ausl, la Regione ha aggiunto ad agosto azioni straordinarie, fino al 30 settembre. Un Piano “modello di riferimento – ha precisato – dal 2014 siamo capofila delle Regioni più coinvolte con Veneto, Lombardia, Piemonte e Friuli“.

Da notare che i trattamenti larvicidi consigliati contro la zanzara tigre sono già efficaci anche contro la culex. A disposizione dei cittadini anche il numero verde gratuito del Servizio sanitario regionale: 800033033. La Regione ha inoltre predisposto materiali cartacei disponibili in tutti gli ambulatori di Sanità Pubblica e consultabili alle pagine dedicate sul sito della Regione Emilia-Romagna e su www.zanzaratigreonline.it. (l.a.)

L”ordinanza urgente del Comune di Imola del 28 agosto

Foto d”archivio

Virus West Nile, prima vittima a Imola, un 77enne di Castel San Pietro, era ricoverato da agosto
Cronaca 11 Settembre 2018

Montecatone, i soci e il Cda hanno scelto all'unanimità Mario Tubertini per l'incarico di direttore generale

Sembra arrivato al termine il lungo e travagliato iter per designare il nuovo direttore generale del Montecatone Rehabilitation Institute Spa. Ieri pomeriggio, come previsto, si è svolta la riunione congiunta dell”assemblea dei soci (Ausl di Imola e Comune di Imola) e del Cda. “Insieme hanno identificato all”unanimità Mario Tubertini come il più idoneo a svolgere la funzione” hanno comunicato con una nota. Il mandato sarà di durata quinquennale. “Entro 48 ore Tubertini dovrà sciogliere le eventuali riserve ed entro due mesi prendere servizio dall”avvenuta accettazione dell”incarico” continua la nota.

“L””ingegner Tubertini rappresenta una scelta di altissimo profilo, tale da garantire a questa struttura una continuità come punto di riconosciuta eccellenza a livello nazionale e internazionale” ha commentato Giovanni Pieroni, presidente del Cda di Montecatone. “Non posso che esprimere soddisfazione per il lavoro svolto dalla commissione di valutazione e per la scelta di Tubertini, persona di alto profilo umano e professionale, che è soprattutto una occasione preziosa per continuare a portare avanti i progetti intrapresi” ha aggiunto Andrea Rossi, direttore generale dell’Azienda Usl di Imola.  

Come detto, siamo arrivati al termine di un percorso acciedentato. I candidati i lizza, che avevano presentato domanda per la selezione pubblica conclusasi ieri, erano tre, tra questi, per l”appunto, Tubertini, già direttore generale dell’Ausl di Imola, poi dell’Irsst di Meldola e ad oggi dell’analogo Irsst oncologico friulano. La sua designazione sin dall’autunno scorso come direttore generale a Montecatone si è in seguito trasformata in un percorso accidentato. Prima difficoltà previdenziali e contrattuali, poi la richiesta a sorpresa a fine luglio del Comune di Imola (socio di minoranza con lo 0,56%) di procedere con un avviso di selezione pubblico. Una richiesta pro forma (non è prevista tale necessità per l’affidamento dell’incarico) che l’Ausl (socio di maggioranza con il 99,44%) ha accolto. Il ruolo di direttore generale finora è stato ricoperto da Roberto Pederzini, direttore sanitario di Montecatone, tra l’altro vicino al pensionamento. 

Montecatone è oggi un ospedale e struttura di eccellenza riconosciuta nella riabilitazione delle mielolesioni e cerebrolesioni e unità spinale per tutta la Romagna e l’Emilia Est. Il direttore generale gestisce i processi di produzione di servizi assistenziali, amministrazione e gestione del personale, governo economico e finanziario della società, sicurezza aziendale e gestione del contenzioso, gestione delle strutture tecnico, amministrative e logistiche nelle strutture della società, sviluppo e ricerca nel campo della riabilitazione delle mielolesioni e delle gravi cerebrolesioni acquisite in conformità alle direttive strategiche stabilite dagli organi di governo dell’Istituto. (l.a.)

Nella foto Mario Tubertini (a sinistra) con Gian Piero Belloni, direttore dall”Area critica di Montecatone

Montecatone, i soci e il Cda hanno scelto all'unanimità Mario Tubertini per l'incarico di direttore generale
Cronaca 10 Settembre 2018

Parte la vaccinazione gratuita contro l'Herpes Zoster, spedite 1650 lettere a chi compie 65 anni nel 2018

Per chi compie 65 anni quest’anno è in arrivo in questi giorni una lettera spedita dall’Ausl di Imola. Contiene un invito a sottoporsi alla vaccinazione contro l’Herpes Zoster, più comunemente conosciuto come fuoco di Sant’Antonio.

Come anticipato nel 2017 al «sabato sera» dal dottor Roberto Rangoni, dirigente medico responsabile del servizio Prevenzione delle malattie infettive ed Epidemiologia dell’Ausl di Imola, l’azienda sanitaria ha ampliato infatti quest’anno l’offerta di vaccini gratuiti, in linea con quanto previsto dal Piano nazionale vaccinale 2017-2019.

Il vaccino contro l’Herpes Zoster è riservato ai nati nel 1953 e circa 1650 sono state le lettere spedite alle persone interessate. L’Herpes Zoster, che colpisce soprattutto gli anziani, è una patologia frequente e debilitante, legata alla riattivazione del virus della varicella. Chi ha contratto infatti questa malattia non si libera del virus, il quale resta presente nel sistema nervoso e può riattivarsi con il passare degli anni e in presenza di situazioni di patologie o stress, provocando la comparsa di vescicole in una parte localizzata del corpo.

Oltre a dolore, bruciore e prurito, spesso la malattia porta febbre, debolezza, mal di testa e malessere generale. Non solo: nella fase acuta possono anche esserci complicanze gravi. La vaccinazione, costituita da un’unica iniezione (con rari effetti collaterali e di breve durata), è dunque lo strumento più efficace e sicuro per prevenire questo fastidioso e pericoloso disturbo. 

Chi ha ricevuto l’invito e desidera sottoporsi alla vaccinazione potrà presentarsi agli ambulatori del Servizio Igiene e Sanità Pubblica situati all’Ospedale Vecchio di Imola, in via Amendola 8, tutti i lunedì dal 3 settembre al 29 ottobre. Per informazioni è disponibile il numero di telefono 0542 604916 dalle 12 alle 13.30. Chi preferisce un appuntamento personalizzato può rivolgersi al Cup Sportello Unico distrettuale, senza bisogno di richiesta del medico curante.

Oltre che per i nati nel 1953, il vaccino gratuito è offerto anche alle persone di qualunque età, ma con più di 50 anni, che abbiano patologie a rischio (diabete mellito, cardiopatie croniche esclusa l’ipertensione isolata, Bpco, pazienti candidati a terapia immunosoppressiva). (r.c.)

Nella foto le tipiche vescicole dell”Herpes Zoster

Parte la vaccinazione gratuita contro l'Herpes Zoster, spedite 1650 lettere a chi compie 65 anni nel 2018
Cronaca 4 Settembre 2018

Vaccini e scuole, nell'imolese tra nidi e materne solo un centinaio i bimbi non in regola. Primi in regione per la copertura

Ieri mattina primo giorno di attività per i nidi e le scuole d’infanzia comunali dopo la pausa estiva (le materne statali inizieranno con tutte le altre scuole il 17). L”Azienda usl di Imola ha colto così l’occasione per fare il punto su vaccinazioni e obblighi in vigore nella nostra regione, dopo le circolari ministeriali estive che hanno creato qualche dubbio.  

In generale, la Delibera 1391 emessa il 27 agosto dalla Giunta dell’Emilia Romagna ha chiarito che i bambini (fascia 0-6 anni) non in regola con gli obblighi vaccinali non possono frequentare nidi e materne. L’Azienda usl imolese ora segnala che “dai controlli svolti sui registri degli iscritti alle scuole di infanzia e materne del nostro territorio (minori da 0 a 6 anni) sono solo 58 i bambini residenti non in regola e poco meno di 50 i non residenti che dovranno portare a scuola il certificato vaccinale, non essendo presenti nella nostra Anagrafe”.  

Il nostro circondario è tra quelli che ha ottenuto il miglior risultato di copertura vaccinale complessiva contro difterite, tetano, poliomielite ed epatite B tra i nati nel 2016, 2015 e 2014. A comunicarlo soddisfatta è la stessa Azienda usl: “Meglio di Imola soltanto Ferrara e Parma”. “Siamo molto contenti – spiega Roberto Rangoni, responsabile prevenzione malattie infettive -. Volendo fare un paragone sportivo, abbiamo vinto molte medaglie nelle varie categorie vaccinali raggiungendo percentuali al di sopra della soglia di sicurezza stabilita dall”Organizzazione mondiale della sanità (95%). Il miglior risultato regionale lo abbiamo ottenuto con il vaccino morbillo-parotite-rosolia per i nati 2014 (quota 98,2%) e i nati 2015 (quota 97%)”. 

Come detto, i bambini che non presentano alcuna documentazione vaccinale non vengono ammessi ai nido o alle materne. Per quanto riguarda i bambini in attesa di vaccinazione, la delibera precisa che coloro per i quali risulta essere stato prenotato un appuntamento prima dell’avvio dell’anno scolastico non possono frequentare finché non portano la documentazione e risultano sospesi. I bimbi che, invece, hanno un appuntamento già fissato per una data successiva all’inizio dell’anno scolastico (l’Ausl di Imola segnala che in questi giorni “sta fornendo appuntamenti per le vaccinazioni a libero accesso con termine il 30 settembre”) possono essere ammessi ma solo fino alla data dell’appuntamento; al rientro a scuola dovranno presentare la documentazione, altrimenti saranno anch’essi sospesi.

In entrambi i casi i bambini possono mantenere l’iscrizione e per quanto riguarda il relativo pagamento della retta scolastica la decisione è affidata «ai singoli enti gestori delle strutture» dice la delibera regionale.   

“I risultati raggiunti premiano l’intenso impegno dei nostri professionisti, medici igienisti e pediatri, infermieri e assistenti sanitarie – ha detto il direttore generale Andrea Rossi – , nonché la sensibilità e ricettività dei nostri cittadini verso questo importante tema”. Lo scorso anno l’Ausl ha effettuato circa 20.000 vaccinazioni a minori da 0 a 18 anni e fino ad oggi 322 colloqui informativi su richiesta esplicita dei genitori.

Vaccini e scuole, nell'imolese tra nidi e materne solo un centinaio i bimbi non in regola. Primi in regione per la copertura
Cronaca 4 Settembre 2018

Inaugura giovedì 7 settembre a Imola la comunità diurna per la salute mentale “Franca Ongaro Basaglia'

Sarà inaugurata ufficialmente venerdì 7 settembre la comunità diurna «Franca Ongaro Basaglia», funzionante da aprile nei locali del complesso «Lolli». Il bando per l’affidamento del vecchio centro diurno sanitario gestito dall’Ausl è stato fatto nel 2017 e l’aggiudicazione è andata alla Cooperativa sociale Tragitti. La comunità dispone di un massimo di 20 posti, è aperta di norma dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 17.30, ma osserva aperture straordinarie il sabato, la domenica o nelle ore serali in base a progetti e attività specifiche. Vi lavorano quattro operatori e un coordinatore, che si alternano in base ai turni: uno più dello standard stabilito dalla Regione.

Patrizia Turci, presidente della cooperativa Tragitti, riconosce un merito all’Ausl, quello di non avere fatto un’aggiudicazione al massimo ribasso. «La nostra ottica e la nostra filosofia – spiega la Turci – si riassumono con questa espressione: autodeterminazione della persona. Tutte le attività che svolgiamo, quelle in continuità con il periodo precedente e quelle che abbiamo avviato noi, si programmano ragionandole con le persone che frequentano la comunità. Si tratta dunque di condivisioni, sulla base degli interessi e dei bisogni, non di organizzazione a priori».

Ciascun ospite è inserito dal centro di Salute mentale ed è titolare di un progetto riabilitativo individuale calibrato su di lui. A questo punto, continua la presidente, «la comunità, al suo interno e dopo un periodo di osservazione e conoscenza, elabora un ulteriore progetto che contiene analisi dei bisogni, obiettivi specifici, interventi. Il progetto, in un’ottica di empowerment, è condiviso con la persona ma anche con il Dsm, l’utente e i suoi familiari, insomma con tutte le persone coinvolte nel percorso di cura. Formalmente la condivisione si sostanzia con la firma di tutte le parti».

Le attività svolte, è opportuno sottolinearlo, non sono l’obiettivo, bensì altrettanti strumenti per per-seguire il fine che è l’autonomia, la risocializzazione della persona. «Esiste un concetto nella lingua inglese che non è traducibile perfettamente in italiano: la parola è recovery – dice ancora Patrizia Turci -. Possiamo spiegarlo così: non si tratta tanto di un percorso di guarigione clinica, ma di un percorso dinamico e individuale attraverso cui la persona si prende la responsabilità della propria vita, attivando tutte le risorse che le permettono di viverla pienamente. La persona sviluppa cioè quelle strategie che permettono non solo di tenere sotto controllo i sintomi ma anche di combattere l’esclusione sociale. Qui sta un altro punto qualificante del nostro modo di lavorare, che è l’integrazione con il territorio. In un momento difficile, in cui si intensificano gli attacchi alla legge 180, è importante riaffermare questa volontà. La comunità non si chiude, non fa tutto all’interno, ma usa strumenti e infrastrutture del territorio».

Questa filosofia viene applicata interagendo con quanto accade in città. Durante Imola in Musica, ad esempio, è stato organizzato un concerto all’interno della comunità, per permettere alla comunità di essere attraversata dalla città, ma accade anche il contrario. Con l’attività artistica, una di quelle svolte in continuità perché era praticata anche all’epoca del centro diurno e si avvale dell’apporto di un maestro d’arte, ci sono sbocchi esterni, attraverso le mostre e la vendita dei quadri.

«Abbiamo già organizzato una mostra alla Casa della salute di Castel San Pietro, inaugurata dal sindaco Fausto Tinti e stiamo lavorando a un’altra mostra a Medicina, nella Casa della salute locale – elenca la Turci -. Stiamo prendendo contatto con associazioni del territorio, con la “Van Gogh” già collaboriamo, perché garantisce la commercializzazione dei quadri e permette di dare ulteriore senso al lavoro svolto nel laboratorio di pittura. Con la vendita dei quadri le persone possono avere anche un’entrata. Io c’ero quando ancora esisteva l’ospedale dell’Osservanza: anche allora i pazienti dipingevano, ma i disegni venivano buttati. Oggi si mettono in mostra, si portano fuori e se qualcuno è interessato se ne ricava qualcosa. Non stiamo parlando di redditi alti, ma di dignità. Un quadro è finito addirittura in Inghilterra». (r.c.)

Il servizio completo è su «sabato sera» del 30 agosto

Nella foto alcuni dipinti realizzati dagli ospiti della comunità diurna

Inaugura giovedì 7 settembre a Imola la comunità diurna per la salute mentale “Franca Ongaro Basaglia'
Cronaca 30 Agosto 2018

Vaccini, i chiarimenti della Regione per l'iscrizione dei bambini agli asili nido e scuole dell'infanzia

Vaccini, la Regione conferma l’obbligo per i bambini che frequentano nidi e scuole per l’infanzia nel territorio emiliano romagnolo e chiarisce cosa deve fare chi ha presentato l’autodichiarazione per accedere alle strutture. «La nostra posizione è sempre stata molto chiara: tutelare la salute pubblica e in particolate quella dei bambini, in ogni caso, soprattutto i più deboli – dichiara l’assessore alla Salute, Sergio Venturi -. Per questo, prima Regione in Italia, abbiamo introdotto l’obbligo vaccinale per l’iscrizione ai nidi, approvando una legge ormai due anni fa e i dati ci danno ragione: la copertura vaccinale complessiva contro le quattro malattie per le quali introducemmo l’obbligo (difterite, tetano, poliomielite ed epatite B) ha superato il 97% tra i nati nel 2016, ben oltre la soglia di sicurezza del 95% indicata dall’Organizzazione mondiale della sanità, superata anche dai bimbi nati nel 2014 e 2015. Allo stesso tempo, come istituzione prendiamo atto delle decisioni prese in sede nazionale, rispettandole e dando indicazioni che possano aiutare genitori e famiglie, senza rinunciare a far valere la nostra posizione negli ambiti che ci competono, perché la tutela della salute non deve diventare terreno di scontro politico».

Il documento con le indicazioni per essere ammessi agli asili nido e alle scuole per l’Infanzia, approvato dalla Giunta regionale, affronta in particolare il tema delle autodichiarazioni attestanti le avvenute vaccinazioni o la richiesta di prenotazione delle vaccinazioni stesse, presentate in base alle direttive contenute in una circolare dei ministeri della Salute e dell’Istruzione dell’Università e Ricerca del 6 luglio scorso. A questo proposito si specifica che non ci saranno problemi nel caso in cui la famiglia presenti successivamente il certificato dell’avvenuta vaccinazione oppure la prenotazione per effettuarla, né se la prenotazione è stata fatta prima dell’inizio della frequenza a scuola, purché sia successivamente consegnato l’attestato di avvenuta vaccinazione e sempre prima che il bambino cominci a frequentare. Nessuna difficoltà anche per chi ha la prenotazione per una data successiva all’inizio della scuola, a condizione che poi alla scuola sia consegnata la certificazione.

Tra le cose messe in chiaro dalla Giunta regionale, ci sono ancora il mantenimento dell’iscrizione nei casi in cui la frequenza venga sospesa per la mancata vaccinazione in caso di prenotazione (il pagamento delle rette è invece questione affidata ai gestori).

Quanto ai controlli sulle autodichiarazioni, l’assessore Venturi assicura che la Regione è a disposizione per i controlli, grazie a un’anagrafe vaccinale aggiornata che permette verifiche puntuali e l’eventuale accertamento della falsità delle stesse. «Nel qual caso – aggiunge Venturi – la denuncia diventerà un atto dovuto».Tutte le indicazioni sono aggiornate allo stato attuale della legislazione, ovvero con il decreto Milleproroghe per ora approvato al Senato, che prevede il rinvio di un anno dell’obbligo di vaccinazione. Se lo stesso testo venisse infatti confermato dalla Camera con lo stesso testo, in Emilia-Romagna varrebbe comunque la legge regionale e ai nidi potranno avere accesso solo i bambini vaccinati.

«Non possiamo infatti permetterci di vanificare gli straordinari risultati raggiunti dopo aver approvato una legge che, lo ribadisco, garantisce la salute dei più piccoli, soprattutto di quelli più indifesi», spiega l’assessore.

A supportare la posizione della Regione Emilia-Romagna, come anticipato dall”assessore, ci sono i dati, che attestano una copertura vaccinale in aumento. A meno di due anni dall’approvazione della legge regionale (novembre 2016), la copertura complessiva contro difterite, tetano, poliomelite ed epatite B ha infatti raggiunto il 97,1% tra i nati del 2016 (l’aggiornamento si farà al 31 dicembre 2018). Per i nati nel 2014 e 2015 le coperture, calcolate al 31 dicembre 2017 e rivalutate al 30 giugno 2018, registra il superamento della soglia di sicurezza del 95% fissata dall’Oms, a partire dalle quattro già inserite nella legge regionale: difterite (96,1% per i nati nel 2015 e 96% per quelli nel 2014); polio (96,2% per entrambe le classi d’età); tetano (96,3% e96.6%), epatite b (95,9% e 95.6%). Poi le altre: pertosse (96,1% e 96%), emofilo b (95,1% e 94,2% per i nati nel 2014, i soli a non arrivare ancora al 95%), e MPR – morbillo-parotite-rosolia (95% e 95,2%).

La foto è tratta dal sito della Regione Emilia-Romagna

Vaccini, i chiarimenti della Regione per l'iscrizione dei bambini agli asili nido e scuole dell'infanzia
Cronaca 22 Agosto 2018

Virus West Nile, tre casi nel circondario imolese

Salgono a tre le persone residenti nel circondario imolese che hanno contratto il virus West Nile, la malattia trasmessa all’uomo dalla zanzara Culex pipiens (quella comune, non la tigre, che può causare invece Chikungunya, Dengue e Zika), che può provocare febbre, cefalea e rigidità nucale, portando in alcuni casi fino alla morte, come successo nel ferrarese e nel faentino a persone anziane, già debilitate da altre patologie. Per quanto ci riguarda da vicino, fanno sapere dall”Ausl di Imola, nessuno è in pericolo di vita.

L”ultimo in ordine di tempo è un medicinese di 78 anni tuttora ricoverato a Bologna, per il quale la conferma della contrazione del virus è arrivata nello scorso fine settimana, dopo che erano stati effettuati gli accertamenti di prassi sui campioni di sangue al Crrem (Centro di riferimento regionale per le emergenze microbiologiche). In precedenza, invece, altre due persone avevano contratto il virus. La prima è un’anziana residente a Medicina, già dimessa venerdì 17 agosto dall’ospedale di Budrio. A lei si aggiunge un 77enne di Castel San Pietro, ricoverato all’ospedale di Imola il 7 agosto e nei giorni scorsi trasferito a Castello, dove dovrà fare un percorso riabilitativo in quanto non ha ancora ripreso la normale attività motoria.

«Riteniamo che l”attività di precauzione sia fondamentale soprattutto in questi casi e sin da subito il Comune di Imola si è attivato per fornire ai cittadini imolesi tutte le indicazioni, già precedentemente divulgate dall”Azienda USL, da adottare nonché per intensificare la rete di sorveglianza che già opera con impegno su questo fronte – spiega l”assessore alla Sanità Ina Dhimgjini -. Ringrazio ovviamente per l”impegno quotidiano profuso l”Azienda USL di Imola e tutti i professionisti della stessa».

gi.gi.

Virus West Nile, tre casi nel circondario imolese
Cronaca 22 Agosto 2018

E' entrato in servizio il nuovo elisoccorso con visori speciali per rafforzare il sistema di intervento sul territorio

E” entrato in servizio il giorno di ferragosto un nuovo elicottero dotato di tecnologia Nvg (Night Vision Goggles), ovvero visori a intensificazione di luce posizionati sui caschi dei piloti, che permetterà di utilizzare anche le basi di decollo e atterraggio non illuminate con modalità operative analoghe a quelle diurne e in piena sicurezza. In pratica questa innovazione mette a disposizione sistemi di ausilio alla visione notturna in grado di «amplificare» i segnali luminosi attraverso l’effetto fotoelettrico.

La corsa per salvare una vita, o rendere meno negativa una prognosi, può contare dunque su una risorsa in più, all’interno del piano di potenziamento dell’elisoccorso in Emilia-Romagna, servizio che nel 2017 ha effettuato 3.213 missioni e 1.960 ore di volo. «Non solo disponiamo di una tecnologia in più- spiega l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi – ma siamo anche in anticipo con il nostro programma di ampliamento del numero delle piazzole di atterraggio. Delle 142 nuove aree, individuate insieme alle Ausl e alle Conferenze territoriali socio-sanitarie,destinate a diventareoperative nel periodo 2018-2019,120 lo sono già a tutti gli effetti. E dunque non solo partiremo con un numero assai più rilevante rispetto ai programmi, ma a fine biennio arriveremo a 180 circa: almeno venti in più rispetto al previsto».

r.c.

Nella foto: un”immagine aerea di atterraggio 

E' entrato in servizio il nuovo elisoccorso con visori speciali per rafforzare il sistema di intervento sul territorio

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