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Cronaca 16 Luglio 2018

Controlli a tappeto dell’Ausl nelle strutture per anziani, in accordo con i Comuni e la Regione

L’Ausl di Imola sta visitando a tappeto tutte le strutture residenziali autorizzate al funzionamento che ospitano anziani, le famose cra. Siano esse pubbliche, private o accreditate. Sono controlli per valutare i requisiti e la qualità dell’assistenza. Analoghi controlli, ma per censire la situazione e riscontrare eventuali criticità, stanno coinvolgendo le case-famiglia con capienza fino a sei posti letto. Complessivamente si tratta di 29 case di riposo e 8 case-famiglia.

«L’attività sulle strutture autorizzate è iniziata ad aprile e si completerà in un triennio, come previsto dal progetto proposto in accordo con i dieci Comuni del Circondario imolese» spiega Gabriella Martini, direttrice del dipartimento di Sanità pubblica dell’Ausl. La Regione ha stanziato circa 12.300 euro euro per il primo anno, «mentre i due anni successivi saranno finanziati in base al programma delle attività da svolgere». Per quanto riguarda le case-famiglia, invece, la verifica è stata avviata l’anno scorso su richiesta della Regione stessa, e dovrà essere completata entro il 2018.  

«Dopo l’autorizzazione o l’accreditamento di fatto non vediamo più queste strutture, a meno che non vi siano segnalazioni di problematicità da parte del Comune, di un parente o delle forze dell’ordine. Però si tratta di un servizio potenzialmente a rischio vista l’utenza fragile – motiva Martini -, secondo noi occorreva coprire questo “buco”, da qui la nostra proposta che è piaciuta alla Regione tanto da erogare le risorse aggiuntive per metterla in atto». Le visite dei tecnici, tra l’altro, avvengono in «orari non convenzionali, cioè di sera oppure la domenica» chiarisce Martini. «Ad oggi ne abbiamo controllate quattro e non abbiamo trovato difformità tali da pregiudicare il funzionamento della struttura – sottolinea Martini -, solo qualche problema di pulizia oppure ritardi nella manutenzione straordinaria per una porta rotta oppure il rivestimento di un bagno da sistemare. Si tratta di violazioni sanabili, per cui abbiamo chiesto delle prescrizioni di adeguamento ma nessuna sanzione o richieste di chiusura».

Situazione tranquilla anche sul fronte delle case-famiglia. «L’anno scorso ne abbiamo visitata una a Castel del Rio e tre a Imola, quest’anno stiamo procedendo con le rimanenti – spiega Martini -. Fino ad ora non abbiamo riscontrato non conformità tali da dover sospendere l’attività. Abbiamo, però, segnalato alla Regione alcuni elementi che noi riteniamo siano da considerare con attenzione per le prossime stesure normative. Tra questi c’è la qualifica degli operatori, perché in alcune realtà il gestore è un infermiere mentre in altre cono persone che hanno sempre fatto altro nella vita. Tutto questo ad oggi non è vietato, vedremo come si orienterà in futuro la Regione…». Per queste strutture, infatti, non esistono parametri di riferimento se non quello del numero massimo degli ospiti (6 posti) e i requisiti minimi di igiene e conformità (come l’impianto elettrico e termico) ma la Regione ha intenzione di metterci mano a breve. (l.a. ) 

Altri particolari negli articoli sul “sabato sera” in edicola dal 21 luglio. 

Nella foto Gabriella Martini

Controlli a tappeto dell’Ausl nelle strutture per anziani, in accordo con i Comuni e la Regione
Cronaca 13 Luglio 2018

Illeciti sulla libera professione, quattro anni per l'ex primario di Radiologia Guido Ferrari

Il tribunale di Bologna ha condannato Guido Ferrari, ex primario di Radiologia dell’Ausl di Imola, a quattro anni di carcere per aver utilizzato mezzi e risorse dell’Azienda sanitaria di Imola per finalità private traendone un ingiusto guadagno e provocando un relativo danno erariale alla pubblica amministrazione. E’ giunto così al termine il processo di primo grado nei confronti di Ferrari iniziato oltre un anno fa.

In estrema sintesi, i giudici hanno accolto la tesi dell’accusa: Ferrari ha commesso vari illeciti sul fronte della libera professione esercitando in altre cliniche quando avrebbe dovuto lavorare in via esclusiva per Imola, violando anche le norme che vietano di utilizzare mezzi e risorse appartenenti alla pubblica amministrazione per finalità private. Ferrari era a processo insieme ad altre sei persone, medici o responsabili di case di cura, e le case di cura stesse.

Di questi, i giudici hanno condannato Fabio Ferrari a due anni e sei mesi e G.M. ad un anno e otto mesi. Assolti altri due, mentre per gli ultimi due è stata dichiarata la prescrizione dei reati contestati. La Angioteam e la Casa di Cura Salus srl sono state ritenute responsabili di illecito amministrativo e condannate, rispettivamente, a pene pecuniarie di 150 mila e 120 mila euro.

I giudici hanno disposto anche il risarcimento in sede civile a favore dell”Ausl di Imola, alla quale sono stati assegnati anche in via provvisionale 90 mila euro, mentre altri 40 mila euro sono andati alla Regione, sempre a risarcimento del danno.  Il giudice aveva ammesso la costituzione di parte civile di entrambi gli enti all”avvio del processo.

Per l”accusa Ferrari avrebbe in sostanza svolto un”attività parallela di refertazione esami avvalendosi di alcune impiegate amministrative e degli strumenti dell”Ausl di Imola. Inoltre avrebbe simulato lo svolgimento dei compiti istituzionali di primario di Radiologia mentre invece impiegava la giornata lavorativa per altre attività di refertazione. 

I fatti contestati andavano dal 2003 al 2012 me sono stati dichiarati prescritti, con non luogo a procedere, quelli fino al luglio del 2009.   Inizialmente i capi d’accusa erano, a vario titolo, truffa, falso e abuso d”ufficio, poi il tribunale, all”avvio del procedimento, li aveva riqualificati, al momento del rinvio a giudizio, in falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale e da privato in atti pubblici. Fra 90 giorni, le motivazioni della sentenza.

Ferrari non lavora più per l’Ausl di Imola. Si è infatti dimesso nell’estate 2015, poche settimane dopo l’intervento della magistratura, che ne dispose l’interdizione dal servizio per dodici mesi dopo la sospensione decretata dall’Azienda sanitaria stessa. Già al momento della notifica dell’avviso di garanzia, tre anni prima, l’ex primario era stato sospeso, sempre dall”Ausl, dall”incarico di direttore del Dipartimento servizi intermedi e l’Ausl nei suoi confronti avviò anche un procedimento disciplinare. Contestualmente Ferrari lasciò anche la vita politica (all’epoca era consigliere comunale eletto nelle liste della maggioranza della prima Giunta Manca). (l.a.)

Illeciti sulla libera professione, quattro anni per l'ex primario di Radiologia Guido Ferrari
Cronaca 13 Luglio 2018

La Regione eliminerà i superticket su farmaci ed esami per i redditi fino a 100 mila euro

La Giunta regionale, guidata dal presidente Stefano Bonaccini, ha deciso di eliminare la tassa aggiuntiva sui farmaci e le prestazioni specialistiche, dagli esami di laboratorio a quelli radiologici, introdotta a seguito della manovra estiva del Governo Berlusconi nel 2011. Va sottolineato, per prima cosa, che la nuova misura non entrerà in vigore immediatamente bensì dal prossimo 1 gennaio, ma si tratta comunque di una buona notizia per le tasche della gran parte dei cittadini emiliano-romagnoli. La manovra annunciata prevede che i cosiddetti superticket rimangano in vigore solo per i redditi oltre i 100 mila euro (ora la quota aggiuntiva di ticket non si paga al di sotto dei redditi fino a 36 mila euro annui).

Inoltre, con quanto incamerato da questi ultimi, la Regione intende coprire anche l”azzeramento del ticket base sulle prime visite (23 euro) per i nuclei familiari numerosi con due o più figli. Dai calcoli fatti, in questo caso si tratta di 330 mila famiglie potenzialmente interessate per un totale di 1 milione e mezzo di persone (tra genitori e figli). «E’ il primo provvedimento di questo tipo in Italia» rivendicano dalla Regione.

Fatti due conti, per coprire l’operazione occorreranno quasi 33 milioni di euro che verranno interamente da fondi regionali (dal superticket che rimane sui redditi superiori ai 100 mila euro si ipotizza entreranno 8 milioni annui).

«Siamo particolarmente orgogliosi per una decisione che va incontro ai cittadini e alle famiglie abbassando il loro carico fiscale» ha dichiarato il presidente Bonaccini. «Vuol dire che la strada intrapresa è quella giusta – ha spiegato -. Una strada passata prima per la razionalizzazione della spesa, senza che si siano intaccati efficienza ed efficacia, con 445 milioni di euro risparmiati grazie alla centrale unica per gli acquisti nella pubblica amministrazione nell’ultimo triennio, di cui oltre 370 proprio nella sanità, poi per gli investimenti in edilizia sanitaria, per rinnovare gli spazi e costruirne di nuovi, e nel potenziamento degli organici e la lotta al precariato, con oltre 5 mila assunzioni e stabilizzazioni negli ultimi due anni di medici, infermieri e operatori sanitari. Una Regione virtuosa e con i conti in ordine che ora può permettersi di guardare ai bisogni dei propri cittadini e di trovare, per quei bisogni, risposte concrete» ha concluso Bonaccini.

Come detto, ora occorre rendere concretamente operativo il tutto. Da qui alla fine dell’anno la Regione dovrà completare il percorso necessario per rendere concreta questa scelta, compreso l’allineamento con la legge di bilancio 2019 dello Stato e la messa a punto del regolamento applicativo. (l.a.)

Link al sito della Regione

La Regione eliminerà i superticket su farmaci ed esami per i redditi fino a 100 mila euro
Cronaca 27 Giugno 2018

Tumore allo stomaco, intervento rivoluzionario presso la Gastroenterologia di Imola. La testimonianza

“Desidero ringraziare i medici e gli infermieri dell’ospedale che hanno fatto un lavoro eccezionale e mi hanno rimesso in piedi in un tempo record” inizia così il racconto di Marco, affetto da tumore dello stomaco curato in maniera mini-invasiva dalla Gastroenterologia di Imola. “Mi avevano diagnosticato un carcinoma del cardias – spiega -, malattia particolarmente insidiosa non solo per la sua natura maligna ma anche perché la posizione al passaggio tra l’esofago e lo stomaco avrebbe richiesto un intervento chirurgico assai pesante e con esiti incerti sulla ripresa della mia salute, già minata da alcune precedenti disavventure e dal sovrappeso corporeo, ma alla fine è andato tutto per il meglio”. 

La testimonianza del settantaduenne imolese è stata raccolta e rilanciata dalla stessa Azienda usl imolese con una nota nella quale viene anche spiegato nel dettaglio la tecnica utilizzata da Sandro Sferrazza, medico della Gastroenterologia che ha eseguito l’intervento: “Abbiamo fatto una dissezione sottomucosa per via endoscopica. Una metodica in uso da circa due anni presso la nostra Unità operativa ed eseguita solamente in pochi centri specializzati sul territorio nazionale. Consente di asportare tumori anche molto estesi, purché non siano troppo profondi e non abbiano ancora provocato metastasi, utilizzando la gastroscopia o la colonscopia, a seconda della sede del tumore”.

Per questa tecnica si usano bisturi miniaturizzati. “Consentono di staccare con grande precisione, letteralmente millimetro per millimetro, il tumore senza romperlo affinché l’intervento sia curativo e si possa consegnare un pezzo unico per l’esame istologico – continua Sferrazza -. Nella maggior parte dei casi non è necessario eseguire ulteriori interventi né chemioterapie e consente di lasciare intatti l’organo e la sua funzione”. Come sottolinea lo specialista non è una metodica applicabile a tutti i tipi di tumore, ma quando si può utilizzare il vantaggio per il paziente è notevole rispetto alla chirurgia tradizionale.

Pietro Fusaroli, il direttore della Gastroenterologia imolese che ha coordinato l”operazione, aggiunge: “E” stato un impegno di notevole complessità, di una durata da record, ben dieci ore. Avevamo eseguito interventi simili in precedenza, ma questo è stato di eccezionale complessità tecnica a causa dalla posizione del tumore e dalla sua estensione”. Ad esempio, le infermiere dell”équipe si sono dovute alternare nel corso della giornata in sala operatoria. “Si può affermare di aver scritto una pagina di buona sanità a Imola, con attrezzature d’avanguardia ed operatori esperti – conclude soddisfatto Fusaroli -. Il benessere del paziente, che dopo pochi giorni dall’intervento era già a casa, è stata la ricompensa più grande”. (r.c.)

Nella foto l”équipe della Gastroenterologia che ha eseguito l”intervento

Tumore allo stomaco, intervento rivoluzionario presso la Gastroenterologia di Imola. La testimonianza
Cronaca 25 Giugno 2018

Antinfluenzale e antipneumococco, vaccinazioni in aumento tra gli anziani del circondario

“I dati del report conclusivo sull’andamento dell’influenza e della campagna vaccinale antinfluenzale 2017-2018 confermano un tasso di adesione in graduale aumento”. La notizia arriva dall’Ausl di Imola, decisamente soddisfatta per il risultato raggiunto in particolare sul fronte degli anziani. 

Lo scorso autunno, infatti, proprio l’Azienda usl insieme al Comitato consultivo misto degli utenti, che raccoglie varie associazioni di volontariato del territorio, ha promosso, anche su indicazione e sostegno della Regione, una campagna di sensibilizzazione della popolazione anziana sul fronte delle vaccinazioni antinfluenzale e antipneumococcica. Una decisione alla luce della disaffezione che si registrava sul fronte della vaccinazione, nonostante sia appurato che le due patologie solitamente provocano serie complicanze nelle persone anziane. 

Nel confronto con le altre realtà regionali, per la copertura vaccinale antinfluenzale nei soggetti con età superiore a 65 anni (la vaccinazione è gratuita) ci siamo attestati sul 56% a poca distanza dall’Ausl di Ferrara che ha raggiunto il dato migliore con il 56,7%. Un aumento del 3,1% della popolazione vaccinata rispetto al 2016-2017. Va ricordato, infine, che quest’anno a Imola «non si è presentato alcun caso grave con complicanze conseguenti all’influenza e nessun decesso» concludono dall’Ausl. 

Il notevole risultato ottenuto è stato conseguito anche attraverso quelle che sono state chiamate “incursioni comunicative” nei centri sociali dell”intero circondario imolese, solitamente prima delle tombole del sabato e della domenica momenti che vedono una notevole presenza di anziani. In totale ne sono state fatte 16, nel mese di novembre, che hanno coinvolto circa 2500 anziani. Le «incursioni» hanno visto la partecipazione di alcuni dei medici di medicina generale operanti presso il quartiere o la località di riferimento del centro sociale.  

Da quest”anno, inoltre, la Regione offre gratuitamente la copertura vaccinale antipneumococcica alla classe di età dei nati del 1952. Su questo l’Ausl di Imola ha registrato, con il 36,7%, il tasso di copertura più elevato tra le Aziende sanitarie dell’Emilia Romagna. 

“La popolazione del Circondario Imolese dimostra ancora una volta quanto sia sensibile e ricettiva rispetto alle campagne di sensibilizzazione ed educazione sanitaria come quella antinfluenzale” concludono dall’Ausl. (r.c.)

Antinfluenzale e antipneumococco, vaccinazioni in aumento tra gli anziani del circondario
Cronaca 24 Giugno 2018

Dopo di noi, vita indipendente per i disabili negli appartamenti protetti in via Saffi

Creare uno spazio nel quale persone con gravi disabilità, rimaste sole, possano continuare a vivere in maniera indipendente e dignitosa. E’ quello che oggi viene definito «Dopo di noi» ed è l’ambizioso progetto che ha nel cassetto il comune di Medicina per completare la palazzina degli appartamenti protetti di via Saffi, a fianco del polo sanitario.Di recente, infatti, il Consiglio comunale ha inserito nel piano triennale delle opere 2018-2020, nell’annualità 2018, un intervento da oltre 300 mila euro per «l’ampliamento di un edificio per appartamenti a locazione permanente per anziani e categorie sociali deboli mediante recupero abitativo del sottotetto» e ha partecipato a un bando della Regione Emilia Romagna per ottenere un contributo derivato dal Fondo per l’assistenza alle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare.

«In quel fabbricato – dettaglia l’assessore alle Politiche sociali, Dilva Fava – sono già presenti sedici appartamenti protetti destinati all’accoglienza di anziani e disabili e spazi condominiali che ospitano progetti di animazione e sostegno». In aggiunta, lo scorso autunno sono stati inaugurati due appartamenti che vengono utilizzati per il progetto «Vita In», per la vita indipendente, ossia che nei fine settimana accolgono dei ragazzi disabili che, trascorrendo qualche ora lontano dalla propria famiglia, un modo per contribuire a far sviluppare la propria autonomia alle persone con disabilità psico-fisiche.

L’obiettivo, adesso, è quello di ristrutturare e riadattare il sottotetto, finora utilizzato prevalentemente come ricovero di materiali, per ricavarne dei mini-appartamenti. Un intervento possibile in virtù del fatto che questo piano è già servito da ascensore. Ad oggi la Giunta medicinese ha approvato un progetto preliminare.

«Il sottotetto è molto ampio e alto e l’idea è quella di realizzare tre bilocali ciascuno dotato di una zona soggiorno con angolo cucina, camera da letto e servizi igienici, tutti ovviamente accessibili a disabili in carrozzina – dettaglia la Fava -. Complessivamente, potranno ospitare sei persone, due per ogni appartamento. Inoltre, è prevista la realizzazione di un’ampia sala per le attività collettive. Pensiamo a una struttura sovracomunale, quindi che può accogliere sia persone residenti a Medicina, sia fuori territorio, come già avviene per altre strutture a carattere sociale».

Complessivamente, per realizzare l’intervento occorrono 331 mila euro che serviranno per realizzare demolizioni e murature, intonaco, controsoffitto, pavimentazioni, infissi, tinteggiatura e impianti elettrico, idrico e di riscaldamento. «Tra le altre cose – prosegue l’assessore -, c’è la necessità di realizzare qualche finestra aggiuntiva perché nel sottotetto oggi sono presenti dei lucernai. Una volta fatti i lavori, sarà vincolata all’utilizzo per il Dopo di noi per vent’anni».

Come detto, il Comune ha messo sul piatto 33 mila euro e ha chiesto un cofinanziamento alla Regione di 298 mila euro. «Siamo in attesa di una risposta e speriamo di aver accesso ai fondi regionali perché realizzare l’opera solo con le nostre risorse sarebbe molto complesso». Si tratta dello stesso bando al quale ha partecipato, ad esempio, anche il Comune di Borgo Tossignano, che sta aspettando che gli venga assegnato ufficialmente un appartamento di via Roma, appartenuto alla ‘ndrina calabrese dei Maesano e poi confiscato, per poterlo riutilizzare per attività a matrice sociale, tra cui l’esperienza di vita indipendente Dopo di noi.«Crediamo molto in questo progetto perché consenterebbe di riorganizzare gli spazi e rendere ancora più completo il nostro polo sanitario, radicandolo ancora di più sul sociale per dare supporto a persone con gravi disabilità e fragilità» conclude la Fava. (gi.gi.) 

Nella foto la palazzina di via Saffi che ospita gli appartamenti protetti

Dopo di noi, vita indipendente per i disabili negli appartamenti protetti in via Saffi
Cronaca 20 Giugno 2018

Medicina in rosa con i Pink Days, prevenzione, burlesque e camminata contro i tumori

La città si colora di rosa da domani 21 giugno fino a domenica 24 con i “Medicina Pink Days”, quattro giorni dedicati alla prevenzione contro i tumori, al benessere e allo sport a cura dell’associazione Donne in Rosa. Il nucleo del programma è basato sulla presenza della Carovana della prevenzione, unità mobile dedicata alla prevenzione senologica primaria.

Si comincia giovedì 21 giugno, alle ore 20.15, presso la sala di Consiglio del Comune di Medicina, quando, con la conferenza Prevenzione 2.0, si parlerà di prevenzione senologica con medici, rappresentanti dell’Associazione Susan G. Komen e Istituzioni Comunali. La Banda municipale accompagnerà la serata con la sua musica. Per l’occasione il Palazzo comunale si colorerà di rosa.

Venerdì 22 giugno sarà il giorno clou dell’evento con la presenza della Carovana della Salute, dalle ore 12 alle 19, presso gli spazi esterni del centro sociale Medicivitas (via Oberdan2); per la visita di prevenzione occorre prenotare, telefonando al numero 347 4810188. Per tutta la giornata, dalle ore 8.30 alle 19.30, i professionisti forniranno prestazioni gratuite.

Sabato 23 giugno, presso villa Pasi (via dell’Osservanza 84) dalle ore 20.30, serata di festa dal titolo Le Donne si raccontano… Arte, musica, racconti,teatro, danza e lo spettacolo di Burlesque Molly May e le Mollette. Accompagnerà questo viaggio fra le emozioni la psicologa Margherita Galli.

Infine, domenica 24 giugno,sarà la volta della passeggiata della salute Quattro passi in Rosa, camminata di 6 chilometri con partenza alle ore 8.30 dal Medicivitas (ritrovo alle ore 8), in collaborazione con Alessandra Graldi dell’Associazione Iyr e Marta Baldazzi.

Medicina in rosa con i Pink Days, prevenzione, burlesque e camminata contro i tumori
Cronaca 18 Giugno 2018

A Castel Guelfo l’antizanzare nebulizzato protegge bar, bocce e parco giochi

Alzi la mano chi non è mai stato infastidito dal ronzio di una zanzara o, peggio ancora, dal prurito dopo essere stato punto. A Castel Guelfo la caffetteria Settecento e il circolo Arci, in collaborazione con la ditta Edera ambiente, hanno cercato una soluzione alternativa per i clienti del bar e i giocatori dei vicini campi da bocce e nei giorni scorsi hanno posizionato un sistema automatico antizanzare (Freezanz) che utilizza una miscela di oli essenziali naturali antizanzara.

In pratica, il liquido corre lungo un tubicino quasi invisibile e, tramite 29 ugelli, viene nebulizzato negli orari ritenuti più critici. «Non uccide le zanzare, bensì è un “disabituante”, ossia serve per farle allontare perché emana un odore sgradevole per questi insetti, ma non per l’uomo» spiega Danilo Brintazzoli di Edera ambiente, che ha installato l’impianto.

«L’idea è venuta a Luca Righini della caffetteria Settecento e come Arci abbiamo deciso di collaborare – spiega il presidente di Arci Castel Guelfo, Ruggero Morini -. In pratica, l’impianto è stato installato sia a protezione dell’area esterna del bar, sia lungo il perimetro della recinzione dei due campi da bocce a due metri d’altezza. In questo modo, riesce a proteggere anche il vicino parco giochi dove spesso ci sono anche famiglie e bambini».

Impianti di questo genere stanno prendendo piede soprattutto negli ultimi anni. «Vengono installati ad esempio in ristoranti e campeggi, ma anche in giardini privati – dice Brintazzoli -. L’impianto può essere portatile, e si parte da un costo di 400 euro, mentre per macchinari fissi dai 1.500 euro in su». (gi.gi.) 

Nella foto un particolare del tubo e uno degli ugelli che nebulizzano il prodotto antizanzare

A Castel Guelfo l’antizanzare nebulizzato protegge bar, bocce e parco giochi
Cronaca 13 Giugno 2018

Riorganizzazione estiva dell'ospedale, i sindacati: meno letti ma poco personale per i turni notturni in Geriatria

Come ogni anno l”Ausl riorganizza l’attività ospedaliera, in vista delle ferie del personale sanitario, approfittando anche del fisiologico calo della richiesta di prestazioni e del numero di cittadini che accedono ai servizi. Coinvolti sono sia il presidio di via Montericco sia l’ospedale di comunità di viale Oriani a Castel San Pietro. “Le riduzioni sono molto limitate” assicurano dall’Ausl con una nota. In effetti risultano invariati i posti in Medicina A, Area Post Acuti, Day Service internistico, Day Hospital Oncologico, Ortopedia, Ostetricia Ginecologia, Medicina di Urgenza, Cardiologia ed Area critica, nonché nel Servizio diagnosi e cura e connessa Residenza per i trattamenti intensivi.  

Invece sono stati ridotti a partire da lunedì 11 giugno e fino al 30 settembre i posti letto nella piattaforma medica del terzo piano che contiene la Medicina B (con posti anche di Gastroenterologia e Oncologia) e la Geriatria: rispetto ai 60 letti complessivi ne vengono “tolti” 14, a seconda delle esigenze e dei pazienti. Inoltre la Pediatria da lunedì prossimo, il 18 giugno, e fino al 30 settembre passa da 15 a 11 posti letto, con chiusura per tutto il mese di agosto del Day Hospital pediatrico.

Nel dipartimento Chirurgico le riduzioni riguardano i reparti di Otorinolaringoiatria ed Oculistica che, di fatto, chiuderanno dal 28 luglio al 2 settembre, ma le cui urgenze verranno comunque accolte presso i reparti di Ortopedia e Ginecologia i cui posti restano invariati; l’Urologia si riduce di 4 letti, la Chirurgia generale di 6 e la Breast unit (chirurgia senologica) di 2. Da notare che luglio e la prima decade di agosto verranno utilizzate per effettuare i previsti lavori di ammodernamento delle sale operatorie, non sarà ovviamente interrotta del tutto l’attività (le sale operatorio sono otto), ma nel fissare gli interventi programmati se ne terrà conto.

Infine, il polo di Gastroenterologia ed endoscopia digestiva ridurrà in parte l”attività, mantenendo attiva una sala endoscopica per 12 ore al giorno dal lunedì al venerdì.  Passando oltre Sillaro, come consuetudine la Day surgery polispecialistica sospenderà le attività dal 23 luglio al 2 settembre, mentre l’Ospedale di Comunità da lunedì 11 giugno fino al 9 settembre è sceso dai 33 posti letto complessivi abituali a 21 di cui 12 per la Struttura di cure intermedie e 7 di Hospice (di solito sono 21 di Struttura cure intermedie e 12 di Hospice). Questo il quadro.

I sindacati di categoria della Funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil, però. sono preoccupati per le presenze del personale nel turno notturno della piattaforma medica “ridotte a soli 3 infermieri, per gestire 28 posti letto di Medicina e i 14 posti letto di Geriatria – scrivono in una nota -. Solo tre infermieri nel turno di notte che devono assolvere a tutti i bisogni sanitari e di base di questi 42 ricoverati. E’ evidente che questo numero rappresenta un problema perchè alla partenza delle attività del turno notturno un infermiere da solo deve mobilizzare i pazienti per prestare le cure necessarie, questione non semplice viste le condizioni di sostanziale non autosufficienza degli utenti della Geriatria.

Abbiamo fatto un”assemblea sindacale nella quale gli operatori ci hanno espresso la necessità di inserire nel turno di notte un infermiere in più e operatori socio sanitari (oss) per poter gestire le due unità operative di Medicina e di Geriatria con due coppie di operatori in maniera tale che si possano dare le risposte necessarie agli anziani e agli utenti che vengono ricoverati.

Abbiamo inviato una richiesta in tal senso alla quale l”azienda ha dato una risposta che non ci convince”. I sindacati concludono: “Riteniamo che la salute degli abitanti del circondario imolese e la sicurezza delle cure siano obiettivo prioritario di tutte le parti e di tutte le componenti in campo”. (l.a.)

AGGIORNAMENTO DEL 13 GIUGNO:  In merito, l’Ausl ha tenuto a sottolineare che “Quest’anno le riduzioni di posti letto nell’ospedale di Imola sono meno importanti rispetto ad anni in cui erano in atto le ristrutturazioni dei reparti che alcune volte le hanno rese anche logisticamente necessarie”.Aggiungendo sul tema del personale che “Per quanto riguarda l’assistenza sanitaria, essa è garantita in modo del tutto proporzionale alla riduzione dei pazienti: i minuti di assistenza per paziente, anche nella fascia notturna, sono gli stessi che si hanno durante l”anno e garantiscono pienamente i parametri richiesti”. Domani, tra l’altro, è previsto un ulteriore incontro con i sindacati.

Nella foto l”ospedale di via Montericco

Riorganizzazione estiva dell'ospedale, i sindacati: meno letti ma poco personale per i turni notturni in Geriatria
Cronaca 15 Maggio 2018

Controlli dei Nas, denunciati due falsi fisioterapisti che lavoravano a Dozza

Ci sono anche due falsi fisoterapisti che lavoravano presso una struttura sanitaria nel territorio di Dozza tra le 22 persone finite sotto la lente dei Nas di Bologna nel corso dei controlli riguardanti il fenomeno dell’esercizio abusivo delle professioni sanitarie svolti nelle province di Bologna, Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini.

Si tratta di un uomo di 60 anni e di una donna 28 anni, entrambi con in mano soltanto un diploma di scuola superiore, ma non i titoli specifici per poter esercitare la professione di fisioterapista. I due sono stati denunciati a piede libero per violazione dell”articolo 348 del Codice penale (esercizio abusivo della professione medica) che di recente è stato inasprito e ora prevede come pena la reclusione da sei mesi a tre anni e la multa da 10.000 a 50.000 euro. Si vedrà, se si arriverà al processo. I Nas hanno anche chiesto al Comune e all”Ausl di procedere agli atti per la sospensione dell”attività dei due presso il centro e, in seguito, sono stati licenziati.

Anche la struttura dovrà pagare una sanzione, ma non sono stati effettuati dei sequestri in quanto i militari non hanno trovato prove che i responsabili del centro fossero a conoscenza che a svolgere le prestazioni fossero due finti fisioterapisti. Anche i clienti, ovviamente, erano ignari di tutto. (gi.gi.)

Foto d”archivio

Controlli dei Nas, denunciati due falsi fisioterapisti che lavoravano a Dozza

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