Posts by tag: scienza

Cronaca 4 Luglio 2019

Andrà in onda in autunno in Giappone il documentario girato in questi giorni a Imola sulle tracce di Leonardo

Ha suscitato tanta curiosità in questi giorni per le strade del centro di Imola la presenza di un”equipe di studiosi e operatori televisivi intenta a fare misurazioni, e relative riprese, con strumentazioni non proprio di ultima generazione. Gli studiosi erano di nazionalità francese, mentre le telecamere appartenevano alla rete pubblica giapponese “Nhk”, per due giorni al lavoro in città con l”obiettivo di realizzare un documentario televisivo da mandare in onda il prossimo autunno, dedicato a Leonardo da Vinci nel cinquecentesimo anniversario della morte avvenuta in Francia il 2 maggio 1519.

La troupe ha cercato di ripercorrere i passi dello straordinario artista e scienziato italiano che nel 1502, al seguito di Cesare Borgia, soggiornò a Imola e ne disegnò la celebre mappa ora parte delle collezioni reali di Windsor. Dopo aver ricostruito lo strumento di misurazione realizzato da Leonardo, denominato “odometro”, gli studiosi lo hanno utilizzato per eseguire gli stessi rilievi che portarono poi il Genio del Rinascimento a riprodurre la cartina, straordinariamente precisa se si pensa che non disponeva certamente di immagini aeree della città.

Per il loro lavoro imolese gli operatori franco-giapponesi sono stati guidati dal capo ufficio stampa del Comune di Imola, Vinicio Dall”Ara e da Oriana Orsi e Brunetta Barbieri dei Musei Civici, che li hanno portati all”interno della Rocca Sforzesca. (r.cr.)

Nella foto la troupe in centro a Imola alle prese con le misurazioni servendosi dell”odometro

Andrà in onda in autunno in Giappone il documentario girato in questi giorni a Imola sulle tracce di Leonardo
Cronaca 6 Maggio 2019

Il 7 maggio a Villa Torano la conferenza “La Fisica e la città: il modello Venezia per la gestione dei flussi turistici'

L’associazione “Spazio Tempo” organizza l’incontro sul tema “La Fisica e la città: il modello Venezia per la gestione dei flussi turistici”, che avrà luogo martedì 7 maggio, alle ore 20.45, presso villa Torano, in via Poggiolo 4. L’incontro sarà condotto dal professor Armando Bazzani, laureato in Fisica, già ricercatore al Cern di Ginevra, dottore di ricerca in Fisica presso il Dipartimento di Fisica dell’Università di Bologna, ora professore associato di Fisica Matematica e coordinatore del Laboratorio di Fisica dei sistemi complessi del Dipartimento di Fisica e Astronomia.

L’attività di ricerca riguarda la teoria dei sistemi dinamici e stocastici con applicazioni alla Fisica degli acceleratori, lo studio di modelli matematici per le applicazioni ai sistemi biologici, cognitivi e sociali e l’analisi in tempo reale di grandi quantità di dati georeferenziati con applicazione alla dinamica del traffico e mobilità pedonale. Infatti la Fisica ha recentemente riconosciuto l’intrinseca natura complessa di molti fenomeni naturali connessi alla vita, che non si possono spiegare con un approccio riduzionista.

Questo fatto ha aperto nuovi campi di ricerca nell’ambito della fisica moderna, che ha iniziato a studiare i fenomeni osservati nei sistemi biologici, economici e sociali. Presso il dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università di Bologna è stato fondato il Laboratorio di fisica dei sistemi complessi, proponendo l’idea di una Fisica della città. Dallo studio di modelli per il traffico e la mobilità pedonale si è arrivati alla formulazione di un modello per lo studio dei flussi turistici a Venezia, basato sulla possibilità di creare una Smart City attraverso le nuove tecnologie di telecomunicazione.

Tale modello verrà realizzato nella nuova Smart Control Room della città e potrebbe diventare strumento di studio per uno sviluppo sostenibile dei flussi turistici nelle città d’arte italiane. Questa prospettiva se da una parte porterà vantaggi, anche economici, per la collettività, dall’altra contribuisce al dibattito sul pericolo di creare un Grande fratello nella futura società. (r.cr.)

Il 7 maggio a Villa Torano la conferenza “La Fisica e la città: il modello Venezia per la gestione dei flussi turistici'
Cronaca 13 Marzo 2019

Arriva la “Guida del viaggiatore geologo' un secolo e mezzo dopo quella realizzata da Giuseppe Scarabelli

Una nuova guida per esplorare i geositi del territorio, sui passi di un grande imolese del passato, Giuseppe Scarabelli. Il volume si chiama appunto “La guida del viaggiatore geologo – Cartografia Itinerari Storia” – Alla scoperta dei geositi nel territorio imolese” e sarà presentata stasera, mercoledì 13 marzo, alle 20.30, nella sede del Ceas (Centro educazione alla sostenibilità) imolese, all’interno del complesso Sante Zennaro in via Pirandello 12 a Imola. Curatrice dell’opera, su indicazione e coordinamento del Ceas, è la società Ecosistema, mentre autori dei contenuti sono i geologi Sonia Venturi e Stefano Mariani. Entrambi saranno presenti alla serata, insieme al coordinatore del Ceas imolese, Massimo Bertozzi, a Catia Nanni, responsabile Ceas del Comune di Imola e all’assessore all’Ambiente, Andrea Longhi.

«Al Ceas va riconosciuto il ruolo preminente di conoscenza e valorizzazione dei siti di interesse geologico e la volontà di trasmetterne la conoscenza a tutti i cittadini – sottolinea l’assessore all’Ambiente, Andrea Longhi -. La valorizzazione di questi tesori, veri e propri musei naturali, può avvenire attraverso la condivisione delle visite ai siti, tutte ricche di emozioni, che lasceranno un segno indelebile in chi si recherà in quei luoghi».

Ai geositi la Regione Emilia-Romagna ha riservato una normativa specifica, la legge regionale n. 9 del 2006 e successive modifiche e nel territorio imolese ne ha individuati e tutelati 13 geositi tra paesaggi (i calanchi), rocce (ad esempio i gessi), contorsioni delle stratificazioni prodotte dai movimenti della Terra nelle arenarie e nelle marne dell’alta Valle del Santerno. Cosa sono i geositi? Sono gli elementi base della geo-varietà di un’area, nei quali è riconoscibile l’azione di un processo geologico antico o attuale, o il suo prodotto. Sono i “luoghi della geologia” e, nel loro insieme, il “patrimonio geologico” di un territorio.

Come accennato, la guida segue le orme di Giuseppe Scarabelli che, nel 1864, nell’intento di far conoscere al pubblico le meraviglie geologiche e archeologiche del territorio, disegnò la “Guida del viaggiatore geologo nella regione Appennina compresa fra le Ferrovie Italiane Pistoja-Bologna, Bologna-Ancona, Ancona-Fossato”, stampata nel 1870 come un unico foglio pieghevole della misura di 53×75 centimetri. (cm 53×75). Una copia originale di quella guida è ancora oggi conservata nella Biblioteca comunale di Imola, assieme all’intero archivio Scarabelli, prodotto in oltre settant’anni di studi. Scarabelli (1820-1905) rappresenta una figura importantissima per la sua instancabile attività di ricerca scientifica, che spaziava dalla geostratigrafi, alla paleontologia e all’archeologia.

Lo scienziato imolese esplorò ampiamente e approfonditamente i siti di interesse geologico dell’area bolognese, imolese e faentina, documentando le proprie esplorazioni con note, disegni, fotografie, rocce e fossili, oggi conservati nei musei locali. L’importanza della sua opera e del suo contributo allo sviluppo delle moderne teorie geologiche ha reso naturale la scelta di intitolargli il volume che sarà presentato oggi e che richiama, nel titolo, l’opera del 1870 ideata proprio per la divulgazione, conoscenza e tutela dei beni geologici e della loro interazione con l’uomo. Stampata in 2.700 copie, la guida si avvale del contributo per l”anno 2018 della Regione Emilia- Romagna, che ha cofinanziato il progetto predisposto dal Ceas imolese “Il viaggiatore geologo nell”Appennino Imolese – Esplorazioni geoturistiche sulle orme di Giuseppe Scarabelli”. Del progetto, oltre al volume, fanno parte anche scursioni guidate ai geositi del territorio. La guida è in distribuzione gratuita al Ceas, allo Iat del Comune di Imola, nei Musei civici e nelle biblioteche del territorio, mentre la versione digitale al momento è online nel sito del Ceas. (r.cr.)

Nella foto la copertina della guida

Arriva la “Guida del viaggiatore geologo' un secolo e mezzo dopo quella realizzata da Giuseppe Scarabelli
Cultura e Spettacoli 31 Gennaio 2019

Sabato Tiziano Manzini porta in scena Nikola Tesla al teatro Cassero di Castello

La scienza per tutti va in scena al teatro comunale Cassero di Castel San Pietro sabato 2 febbraio (alle ore 21). Per la stagione di prosa della Bottega del Buonumore, che gestisce il teatro castellano, fa tappa sul Sillaro lo spettacolo-omaggio a Nikola Tesla E luce sia… per tutti, una produzione della compagnia bergamasca Teatro Pandemonium di e con l’attore Tiziano Manzini. Niente paura se non si ricorda esattamente per cosa è famoso l’inventore serbo vissuto a cavallo fra Ottocento e Novecento: sono infatti oltre duecento i brevetti ottenuti da quello che è considerato, per il suo importante apporto in diversi settori delle scienze applicate, «l’uomo che inventò il ventesimo secolo».

Ma perché portare la scienza a teatro? «L’anno scorso ricorreva il settantacinquesimo anniversario della morte del grande scienziato – spiega l’attore ed autore dello spettacolo Tiziano Manzini -. Per molteplici motivi Tesla è il padre di molte delle tecnologie moderne che oggi utilizziamo quotidianamente, come l’elettricità. Anche il cellulare che permette questa intervista è frutto degli studi di Tesla – scherza, ma non troppo -. Ma lo spettacolo racconta soprattutto il Tesla uomo e sognatore, capace di immaginare un futuro diverso e realizzarlo. Nella mia carriera teatrale, che dura ormai da oltre 35 anni, mi sono spesso confrontato con la rappresentazione di personaggi che per un motivo o per un altro mi hanno appassionato: ad esempio Giovanni XXIII o San Cristoforo. Anche Tesla mi ha colpito, soprattutto per la sua capacità visionaria di invenzione. Per questo ho voluto mettere in scena uno spettacolo a lui dedicato, perché Tesla è stato un genio in miseria, capace di grandi idee ed intuizioni tali da cambiare la nostra vita ma incapace di sfruttarne il potenziale economico. Un genio puro, votato solo all’invenzione e alla sua utilità per il miglioramento delle condizioni dell’umanità». (mi.mo.)

«E luce sia… per tutti» va in scena al teatro comunale Cassero sabato 2 febbraio alle 21. Biglietti: 10 euro intero, 8 ridotto (minori di 25 anni, adulti sopra i 65 anni, diversamente abili e soci di aziende, circoli ed associazioni secondo l’elenco esposto alla biglietteria del teatro).

L”articolo completo è sul «sabato sera» in edicola da giovedì 31 gennaio

Nella foto (di Gianfranco Rota) Tiziano Manzini

Sabato Tiziano Manzini porta in scena Nikola Tesla al teatro Cassero di Castello
Cronaca 12 Gennaio 2019

Beppe Grillo firma il Patto pro-scienza di Burioni, insorgono i no-vax. Ma le adesioni all’appello volano

La notizia che Beppe Grillo ha firmato insieme a Matteo Renzi l’appello pro-Scienza promosso dal noto virologo Roberto Burioni, bestia nera degli anti-vaccinisti, ha fatto il giro del web. Colti alla sprovvista molti di quegli attivisti ed elettori 5Stelle, che notoriamente avevano visto proprio in Grillo un grande sostenitore delle ragioni no-vax. La parte dell’appello nel quale si sostiene che «l’anti-vaccinismo» è quella pseudo-scienza o pseudo-medicina da «non tollerare» ha scatenato sulla rete accuse di ogni tipo, da «traditore» a «ti ho votato ma non sei più credibile». Costringendo Grillo sulla sua pagina Fb e su beppegrillo.it a precisare: «Non c’è stata nessuna svolta, io critico l’obbligatorietà dei #vaccini, che è questione politica; non i vaccini in sé, che quando sono sicuri ed efficaci rappresentano il frutto della scienza». Tradotto, i vaccini fanno bene ma sono contro l’obbligatorietà. Però ha aggiunto «la Lorenzin credeva che io fossi no-vax: un ragionamento da terrapiattisti radicali».   

Nel frattempo ne ha guadagnato in notorietà l’appello, tanto che nel giro di due giorni vanta già oltre 120 firmatari compresa la stessa senatrice Beatrice Lorenzin (già ministra della Sanità del Governo Gentiloni) alla quale si deve il famoso decreto per l”obbligatorietà delle vaccinazioni per poter frequentare le scuole italiane, tanto contestato proprio dai no-vax, e se vogliamo anche da Grillo.

Comunque sia, spulciando nell’elenco dei firmatari del Patto troviamo anche vari eletti nelle fila del M5S come i deputati Marco Bella (professore dell’Università la Sapienza) e Fabiola Bologna (neurologa), la senatrice Maria Domenica Castellone (ricercatrice Cnr) e l’eurodeputato Piernicola Pedicini (fisico medico), poi il presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani, giornalisti come Enrico Mentana e Myrta Merlino, Maria Grazia Pascucci (pediatra e responsabile programmi vaccinali della Regione Emilia Romagna) o Stefano Vella, direttore di Dipartimento, dell’Istituto Superiore di Sanità. 

Burioni ha commentato: «Beppe Grillo e Matteo Renzi hanno sottoscritto (insieme a molti altri), un patto a difesa della scienza. Perché ci si può dividere su tutto, ma una base comune deve esserci. La scienza deve fare parte di questa base. Perché non ascoltare la scienza significa non solo oscurantismo e superstizione, ma anche dolore, sofferenza e morte di esseri umani. Oggi sono molto contento, perché due persone rivali e distanti sono d’accordo sul fatto che non possiamo permetterci di buttarla via».

Nella foto grande: a destra Beppe Grillo a Imola nel 2015, a sinistra Roberto Burioni a Imola due mesi fa in occasione della presentazione del suo libro «Balle mortali» all’interno della rassegna curata da CooperAttivaMente (il cartellone voluto dal Consiglio di zona dei soci Coop Alleanza 3.0 e dalla Cooperativa Bacchilega, editrice del «sabato sera»).

Nelle altre foto i post pubblicati sulle pagine Fb di Burioni e Grillo, due immagini della serata imolese di Burioni a novembre.

Beppe Grillo firma il Patto pro-scienza di Burioni, insorgono i no-vax. Ma le adesioni all’appello volano
Cultura e Spettacoli 16 Aprile 2018

Scienza, un incontro per parlare del sistema di allerta terremoti e le prospettive con il satellite cinese Cses

Una serata per parlare di terremoti e loro previsione tramite i satelliti è l”argomento dell”incontro con il professor Federico Palmonari, dal titolo «Sistemi di allerta per i terremoti, il satellite cinese Cses aprirà nuove prospettive?».

La Cina ha varato un programma spaziale per studiare la fattibilità e l’efficacia di una rete di satelliti in grado di allertare il pericolo di terremoti su scala mondiale. L’Agenzia spaziale italiana, che è stata una delle prime a studiare i dati satellitari per questo scopo, collabora al programma Cses (China satellites for earthquakes study) partecipando alla costruzione dei satelliti.

Alle ore 20.45, villa Torano, via Poggiolo 4.

Info: scardo48@alice.it oppure spaziotempo.sangiacomo@gmail.com

Nella foto (da facebook): villa Torano

Scienza, un incontro per parlare del sistema di allerta terremoti e le prospettive con il satellite cinese Cses

Cerca

Seguici su Facebook

ABBONATI AL SABATO SERA