Posts by tag: servizi sociali

Cronaca 13 Novembre 2018

Hera e Asp rinnovano il protocollo per prevenire l'interruzione delle utenze in caso di morosità

Nel 2017 l’Asp ha erogato quasi 93.000 euro (di cui 71.800 con risorse stanziate da ConAmi) per 343 contributi a 256 famiglie per aiutarle a pagare le bollette. Si tratta di una misura sociale importante, che sostiene i nuclei in difficoltà economica e permette loro di far fronte alle spese per beni essenziali come acqua, luce e gas. 

Per gli stessi motivi l”Azienda dei servizi alla persona del Circondario imolese ha deciso di rinnovare fino al 31 dicembre 2020 il protocollo con Hera Comm, sottoscritto nel 2016, che si propone di prevenire il più possibile l’interruzione delle forniture e il degenerare della situazione debitoria delle famiglie disagiate, costruendo un canale comunicativo diretto tra Asp ed Hera Comm in modo da monitorare le situazioni di morosità. Il protocollo ad esempio prevede, per evitare il taglio delle utenze o la riduzione del servizio ai nuclei morosi, 21 giorni di tempo per raggiungere un accordo.

In base al Protocollo firmato, ad esempio, al fine di evitare l’interruzione o la riduzione del servizio in caso di morosità si hanno 21 giorni per raggiungere un accordo. Inoltre, se l’Asp mette risorse proprie per sanare la situazione, il debito potrà essere rateizzato fino a 9 rate, senza interessi e non si applicano i costi amministrativi per riattivare le forniture nei casi in cui l’accordo per il pagamento o la rateizzazione sia successivo alla cessazione del contratto per morosità.

In base al protocollo, poi, Hera e Asp si incontrano periodicamente per valutare l”andamento dell”accordo e studiare eventuali miglioramenti. Attualmente sono 124 le famiglie che beneficiano delle agevolazioni previste dal protocollo appena rinnovato, ma la valutazione dei nuclei da parte dei Servizi viene continuamente aggiornata.  

Hera e Asp rinnovano il protocollo per prevenire l'interruzione delle utenze in caso di morosità
Cronaca 27 Ottobre 2018

Festa per i 30 anni della casa residenza anziani di Medicina. E intanto continuano gli investimenti per ammodernarla

La casa residenza anziani (Cra) ha spento le sue candeline sulla torta mentre sono tuttora in corso degli interventi per migliorare l’efficienza energetica della struttura. Sabato 20 ottobre, infatti, gli amministratori del Comune e il personale dell’Asp hanno festeggiato con una mostra fotografica e alcuni video i primi trent’anni di vita della casa protetta al civico 1 di via Biagi.

L’inaugurazione, in verità, risale al dicembre del 1987 sotto la gestione dell’ente Istituzioni di assistenza riunite di Medicina, «mentre l’Asp è subentrata nella gestione dieci anni fa» precisa la direttrice dell’Azienda servizi alla persona, Stefania Dazzani. Attualmente ha 59 posti, di cui 48 in regime di accreditamento e 11 convenzionati, ossia posti a cui si accede tramite le graduatorie pubbliche ma che non sono finanziati dalle risorse del fondo per la non autosufficienza. Si tratta di una struttura alla quale tutta la comunità medicinese è affezionata e nella quale l’Amministrazione comunale ha sempre creduto molto, tanto da volere fortemente che rimanesse totalmente pubblica quando, sei anni fa, partì il passaggio dagli appalti all’accreditamento.

Su richiesta esplicita del Comune si scelse il trasferimento nelle mani dell’Asp (oltre a Medicina, nel circondario hanno questo tipo di gestione soltanto le Cra Fiorella Baroncini e la Cassiano Tozzoli di Imola). A fine 2013 venne superata la gestione mista, non senza qualche discussione (in quel momento vi lavoravano una dozzina di dipendenti della cooperativa Ida Poli), da allora il personale fa interamente capo all’Asp ed è composto da 45 persone, compreso un medico di struttura ad accessi giornalieri, cinque infermieri professionali, 28 operatori socio-sanitari (comprese le sostituzioni), un fisioterapista, una psicologa in condivisione con altre strutture e due addetti all’animazione.

Una cosa della quale l’assessore alle Politiche sociali, Dilva Fava, si dice orgogliosa sono «i forti investimenti fatti sulla struttura», che hanno visto proprio il Comune in prima linea con la costruzione quattro anni fa di una nuova ala nel lato sud-ovest, dove si trova anche il polo sanitario medicinese con la Casa della salute. Un’opera necessaria per rispettare i nuovi criteri previsti dalla Regione per le strutture protette accreditate, e per la quale la stessa Emilia Romagna aveva previsto dei fondi ad hoc.

I lavori sulla casa protetta di via Biagi, però, non sono finiti qui. «E” tuttora in corso un intervento di riqualificazione nella parte vecchia che comporta un investimento di 490 mila euro – aggiunge Dazzani -, dei quali 143.500 (ossia il 29% del totale) arrivano da un contributo regionale per l’efficientamento energetico e per la restante parte con risorse Asp». Sostanzialmente verrà coibentato il tetto e saranno installati un impianto fotovoltaico e le valvole termostatiche sui radiatori. (r.c.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 25 ottobre

Nella foto la festa dei 30 anni

Festa per i 30 anni della casa residenza anziani di Medicina. E intanto continuano gli investimenti per ammodernarla
Cronaca 27 Aprile 2018

L’Asp pronta ad assumere Oss, educatori e infermieri, i concorsi entro l’anno

«Fino ad ora siamo riusciti solo a coprire solo il turn over ma quest’anno abbiamo messo a Bilancio le risorse per un piano di assunzioni che andrà a coprire i posti vacanti in pianta organica». La notizia arriva da Stefania Dazzani, direttore dell’Asp, l’Azienda servizi alla persona che gestisce i Servizi sociali e Sociosanitari dei Comuni di Borgo Tossignano, Casalfiumanese, Castel Del Rio, Castel Guelfo, Castel San Pietro Terme, Dozza, Fontanelice, Imola, Medicina e Mordano.

Oggi l’Asp conta complessivamente 183 dipendenti e un bilancio che per quest’anno si prevede sarà di 19 milioni e 400 mila euro. La settimana scorsa l’assemblea dei soci ha approvato il bilancio di previsione 2018 proposto dal Cda e il relativo piano degli investimenti che prevede, tra le altre cose un budget di oltre 550 mila euro all’anno per assumere a tempo indeterminato dodici Oss, tre infermieri e tre educatori. «Contiamo di fare i concorsi per Oss ed educatori entro l’anno – dice Dazzani -, mente per gli infermieri abbiamo attivato una convenzione con l’Asp di Bologna per farlo insieme a loro». In verità i posti a concorso non saranno proprio questi perché, come prevedono le norme, prima di avviare la procedura pubblica di selezione l’ente sta verificando eventuali mobilità. «Dalla procedura di mobilità aperta abbiamo già assunto tre Oss quindi faremo un concorso solo per 9 – chiarisce Dazzani -, anche un infermiere arriverà a luglio quindi i posti vacanti sono solo 2 da coprire per concorso».

Da notare che Oss e infermieri in forze all’Asp, che sono impiegati nelle case di riposo e nei centri diurni, hanno il contratto di lavoro dei dipendenti dei Comuni e non quello della sanità, quindi l’appetibilità sotto forma di stipendio e vantaggi è inferiore, ma di questi tempi l’idea del «posto fisso» fa gola a molti. «L’assunzione degli Oss andrà a colmare alcune carenze e soprattutto il fatto che stiamo utilizzando molto lavoro flessibile interinale – motiva Dazzani -. In particolare a Medicina, una situazione che si sta trascinando insieme ai pensionamenti e non siamo mai riusciti a risolvere con la mobilità». Dazzani però ci tiene a sottolineare che «questo non significa vi siano elementi di sofferenza nei servizi perché il personale interinale è qualificato e motivato. Solo non può garantire la continuità che dà un dipendente».

Il piano personale 2018 dell’Asp non finisce qui. «La settimana scorsa abbiamo assunto con contratto formazione lavoro un assistente sociale e un altro prenderà servizio l’1 maggio – continua Dazzani -. Questo ci permetterà di raggiungere e superare gli standard regionali che chiedono un assistente sociale ogni 5.000 abitanti. Noi eravamo in regola se consideriamo anche il personale che fa attività trasversali e non direttamente con l’utente, ma con le due nuove assunzioni avremo la disponibilità anche per il front office sul territorio». I due specialisti dell’attività sociale costeranno circa 70 mila euro all’anno. Altri 63 mila euro all’anno serviranno per sostituire due pensionamenti in area amministrativa e contabile. (l.a.)

Nella foto Stefania Dazzani nella sede Asp presso il «Silvio Alvisi» a Imola 

L’Asp pronta ad assumere Oss, educatori e infermieri, i concorsi entro l’anno
Cronaca 7 Marzo 2018

Il Cda dell'Asp è tutto al femminile, presidente l'avvocato Renata Rossi Solferini

L’Asp, Azienda servizi alla persona, del circondario di Imola ha un nuovo consiglio di amministrazione e un presidente. L’assemblea dei sindaci ha nominato Claudia Buttazzi, Marisa Brini e Renata Rossi Solferini, che a loro volta, come prevede lo statuto, hanno nominato quest’ultima presidente e Brini vice.

“Stavano per scadere i giorni di proroga per la nomina di un nuovo Cda e soprattutto del presidente dell’Asp, non potevamo lasciare l’istituzione senza legale rappresentante, quindi come assemblea dei sindaci ci siamo riuniti e abbiamo proceduto” spiega Onelio Rambaldi, sindaco di Medicina e presidente della Giunta del Circondario dopo le dimissioni del collega di Imola, Daniele Manca. L’idea era attendere il successore del Comune più grande ma non c’è tempo.  

L’Asp gestisce i Servizi sociali e Socio sanitari dei Comuni di Borgo Tossignano, Casalfiumanese, Castel Del Rio, Castel Guelfo, Castel San Pietro Terme, Dozza, Fontanelice, Imola, Medicina e Mordano. Gli ambiti in cui opera l’Asp, che oggi conta circa 180 dipendenti e un bilancio di poco meno di 20 milioni di euro, sono numerosi e complessi Come già dichiarato da tempo, il nuovo Cda è più “snello” del precedente: solo da tre persone e non più cinque. Renata Rossi Solferini, imolese, di professione è avvocato, con un’esperienza sul fronte dei minori; Claudia Buttazzi, medicinese, dirige la farmacia di Sfera a Villafontana; Marisa Brini, castellana, è forse la più nota delle tre dato che in passato è stata presidente della Pro loco.  

“Il Cda è pienamente in carica e può lavorare. Gli indirizzi per impostare il bilancio preventivo erano stati già dati prima della scadenza del Cda precedente, i Comuni si sono impegnati a erogare almeno le stese risorse dell’anno precedente. Poi c’è il direttore, che è sempre Stefania Dazzani”. Rambaldi ritiene che l’Asp abbia svolto sinora un buon lavoro: “E il miglior biglietto da visita per le gestioni associate dei Comuni per noi del Circondario. Per questo ho chiamato il Cda precedente, a partire dalla presidente Gigliola Poli, per ringraziarlo”.

La notizia della nomina, arrivata “per vie non istituzionali”, ha lasciato perplessi i sindacati Cgil Cisl Uil territoriali, che hanno chiesto un incontro urgente ai sindaci in merito: “I sindacati sono i portatori dei bisogni dei cittadini e in quanto tali, come più volte sollecitato in altre occasioni, devono essere coinvolti ed informati su tali decisioni, a maggior ragione se riguardano gli organismi dirigenti di un”azienda pubblica così importante per la funzione sociale che svolge nei confronti delle persone in difficoltà del nostro territorio”.

Il Cda dell'Asp è tutto al femminile, presidente l'avvocato Renata Rossi Solferini

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