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Cronaca 27 Agosto 2018

Speciale acqua, come funzionano i sistemi di depurazione e le fognature nel Circondario imolese

Ancor oggi in Italia ci sono ben 74 comuni che scaricano le acque reflue senza prima averle depurate, perché sprovvisti di reti fognarie o sistemi di trattamento delle acque reflue. Per questo l’Italia è stata più volte bacchettata dall’Unione europea: nel 2002, 2006 e 2014. E’ successo anche di recente.

Solo l’Emilia Romagna e il Molise sono risultate in regola e quindi non sono coinvolte dalla sentenza della Corte di giustizia dell’Ue, arrivata il 31 maggio scorso, che ha condannato l’Italia a pagare una multa di 25 milioni di euro, con un rincaro di 30 milioni per ogni sei mesi di ritardo con cui si adeguerà alle norme comunitarie, cosa che sarebbe dovuta avvenire entro la fine del 2000, dunque quasi 18 anni fa. Il procedimento si riferisce ai nuclei abitati urbani con una portata di acque reflue equivalente a più di duemila abitanti, dove non è garantito il raggiungimento degli obiettivi di qualità nella depurazione fissati con la direttiva 91/271 Cee del 1991 sui sistemi di raccolta e trattamento delle acque reflue urbane.

«Già prima che fosse attivata la  procedura  comunitaria, la Regione era impegnata per assicurare il massimo dell’efficienza in tutti gli impianti e adeguarli alle norme – ha sottolineato l’assessore regionale alle Politiche ambientali, Paola  Gazzolo -. Abbiamo programmato per tempo gli interventi e li abbiamo realizzati nel rispetto di chiari obiettivi ambientali e di sostenibilità, con un grande  lavoro  di squadra svolto insieme ad Atersir, ai Comuni e ai gestori del servizio idrico: è la prova della serietà nelle scelte e nell’attenzione al raggiungimento degli obiettivi ambientali e di sostenibilità previsti dall’Europa. Per il futuro siamo al lavoro per attuare, con Atersir e i gestori, il piano degli investimenti destinati a migliorare la depurazione delle acque reflue anche nei centri più piccoli, al di sotto dei 2 mila abitanti equivalenti».

Questo ci ha dato  lo spunto per andare a vedere in dettaglio come è organizzata la gestione delle acque reflue nei dieci comuni del circondario imolese. Il circondario imolese può contare su 676 chilometri di rete fognaria, 84  sollevamenti fognari per far superare ai liquami i dislivelli nella rete e 7 impianti di depurazione. Un patrimonio, lo ricordiamo, di proprietà del Consorzio Ami e  gestito da Hera. Per quanto riguarda il circondario imolese, nel 2018 il gruppo Hera ha previsto di investire 1 milione e 159 mila euro sui depuratori e 1 milione e 82 mila euro sugli impianti di sollevamento e sulle reti fognarie. Anche il ConAmi contribuisce a finanziare parte degli interventi, stanziando risorse che vanno a sommarsi a quanto investe direttamente il gruppo Hera. Nell’anno in corso ConAmi destinerà 1 milione e 285 mila euro per investimenti su impianti di depurazione e reti fognarie. (lo.mi)

L’articolo completo è su «sabato sera» del 23 agosto

Nella foto l”area del depuratore di via Lughese a Imola

Speciale acqua, come funzionano i sistemi di depurazione e le fognature nel Circondario imolese
Cronaca 27 Agosto 2018

Speciale acqua, un viaggio alla scoperta delle fonti idriche dei 10 comuni del Circondario imolese

Durante l’ultima campagna elettorale imolese diverse forze politiche hanno riproposto la necessità di portare in capo all’ente pubblico le gestioni di servizi strategici come quelli del ciclo idrico e dei rifiuti. Gestioni peraltro molto complesse e onerose. E’ importante ricordare da dove arriva l’acqua dei nostri rubinetti e dove va a finire l’acqua reflua che esce dagli scarichi di casa; aspetti non secondari, ma che spesso vengono dati per scontati. In queste pagine proponiamo quindi un approfondimento, nell’intento di fare cosa utile per i nostri lettori e la nuova amministrazione comunale.

Le fonti di approvvigionamento idrico del circondario sono diversificate. «Il comune di Imola e una parte del territorio del comune di Dozza – dettaglia Hera, la società per azioni, a maggioranza pubblica, che gestisce il ciclo idrico nel circondario – utilizzano acqua di falda proveniente dal territorio imolese. Un’altra parte del comune di Dozza utilizza acqua da pozzi. A Castel del Rio il 90 per cento dell’acqua distribuita proviene da sorgenti, il restante 10 per cento è acqua di superficie del fiume Santerno opportunamente potabilizzata (nel periodo estivo l’acqua di superficie può raggiungere il 30-40 per cento). A Castel San Pietro, Medicina, Castel Guelfo, Mordano viene utilizzata acqua proveniente dai bacini di Bubano, che sono alimentati dal Canale emiliano romagnolo (Cer) e dal fiume Santerno. A Borgo Tossignano, Fontanelice, Casalfiumanese l’approvvigiona-mento è effettuato direttamente dal Santerno, con accumulo di acqua nei bacini di Rineggio, che hanno una capacità di 80 mila metri cubi d’acqua».

La gestione dell’intero ciclo idrico è frutto di un processo industriale complesso. «I trattamenti di potabilizzazione – si legge nel report “In buone acque”, pubblicato sul sito del gruppo Hera – sono finalizzati a rendere l’acqua conforme ai requisiti previsti per gli usi potabili, migliorandone gli aspetti organolettici (colore, odore, sapore), chimici (ad esempio effettuando la rimozione di ferro e manganese) e microbiologici (ad esempio, il batterio Escherichia coli)».

La disinfezione è lo stadio di trattamento finale. «Agisce sulla componente microbiologica residua – spiega Hera – e assicura l’assenza di microrganismi patogeni. E’ effettuata con prodotti a base di cloro, che consentono di man-tenere un residuo di disinfettante lungo tutta la fase di distribuzione».

Un sapore che spesso spinge gli utenti a preferire l’acqua in bottiglia. «Affinché l’acqua perda l’odore e il sapore derivanti dalla presenza di cloro – questo il sug-gerimento – è sufficiente lasciare l’acqua in una brocca, in modo da consentire al cloro di volatilizzarsi gradualmente. E’ preferibile inoltre consumarla fredda, dato che l’acqua a bassa temperatura risulta più gradevole».

Le analisi vengono effettuate sia dal gestore sia dall’Azienda Usl, che per legge effettua controlli di routine e di verifica su 51 parametri chimico-fisici e microbiologici.Le acque provenienti da sorgenti e pozzi profondi necessitano di minori trattamenti di depurazione. «In genere – prosegue il report – si tratta di trattamenti semplici (ad esempio sedimentazione, filtrazio-ne e disinfezione), in quanto queste acque beneficiano dei fenomeni naturali di “auto-depurazione”, che avvengono durante la filtrazione dell’acqua nel terreno e negli strati del sottosuolo. Le acque superficiali e alcune acque di falda, specie quelle di pianura, a causa delle loro caratteristiche e della loro vulnerabilità a inquinamenti accidentali, richiedono filiere di trattamento complesse, comprendenti in genere molte o tutte le fasi sopra descritte. In alcune acque di falda è necessario eettuare trattamenti per la rimozione di inquinanti di origine naturale, quali ammonio, ferro e manganese, e di origine antropica, i più comuni dei quali sono i composti organo-alogenati». (lo.mi)

L’articolo completo è su «sabato sera» del 23 agosto

Speciale acqua, un viaggio alla scoperta delle fonti idriche dei 10 comuni del Circondario imolese
Cronaca 25 Agosto 2018

I vigili del fuoco volontari di Medicina avranno la loro autoscala grazie al successo della raccolta fondi

I vigili del fuoco volontari di Medicina stanno per raggiungere un obiettivo ambizioso. A breve, infatti, il distaccamento di via Morara avrà a disposizione un’autoscala da 24 metri da poter utilizzare nel corso degli interventi.

E’ il risultato di una lunga gara di solidarietà che ha permesso di raccogliere i fondi necessari per comprarne una. «L’idea è nata un anno e mezzo fa in collaborazione con il Comando provinciale di Bologna, che ha autorizzato l’acquisto – racconta Giulio Pancaldi, capo del distaccamento medicinese -. Finora utilizzavamo un’autoscala che arrivava da Bologna, ma è un mezzo molto importante per gli interventi in altezza, ad esempio per la messa in sicurezza di alberi o lampioni stradali, oppure per il soccorso a persone. Tra l’altro, quella che abbiamo comprato è montata su un camion piccolo, che consente muoversi agevolmente anche nel centro storico, dove gli spazi sono ristretti».

Per l’acquisto i pompieri medicinesi sono andati fino in Olanda. «Abbiamo trovato un mezzo usato dei vigili del fuoco olandesi, con soltanto 2.000 ore di lavoro sulle ruote – aggiunge Pancaldi -. Ci è piaciuto e l’abbiamo comprato. Complessivamente, tra acquisto, certificazioni e tagliando al motore, ha un costo di 60 mila euro». Ora l’autoscala è parcheggiata in un’azienda del bresciano «e deve completare le certificazioni e i collaudi necessari – prosegue Pancaldi -. L’obiettivo è che arrivi a Medicina a inizio ottobre».

Nell’attesa, è proseguita la raccolta fondi in collaborazione con l’associazione Amici dei pompieri di Medicina onlus. «Abbiamo fatto alcune cene alle quali hanno partecipato numerosi cittadini – dice il presidente dell’associazione, Giuseppe Pasquali -. Inoltre, ci stanno dando una mano diverse aziende, sia del territorio che dei comuni limitrofi, delle quali forniremo un elenco completo alla fine della raccolta fondi, ma anche l’Amministrazione comunale. Manca poco per raggiungere la cifra che ci consentirà di pagare anche le ultime certificazioni».

«E’ importante che la nostra comunità e i territori vicini abbiano un presidio antincendio con le attrezzature e i mezzi necessari – motiva il vicesindaco, Matteo Montanari -. Come Amministrazione abbiamo intenzione di donare 3 mila euro da aggiungere agli oltre 2.500 euro raccolti con la vendita delle magliette durante la fiera di luglio». Quest’anno, infatti, l’ente locale ha deciso di destinare ai pompieri i proventi delle celebri maglie grigliate Cipolla…mi, nate nel 2011 dalla volontà dell’assessore Mauro Balestrazzi (che finanzia la loro realizzazione e stampa) e dalla fantasia dell’impiegata comunale Jessica Torri, che disegna le simpatiche cipolle. Quest’anno, ad esempio, una raffigurava un vigile del fuoco con una manichetta.

Un altro momento di raccolta fondi ci sarà giovedì 30 agosto a partire dalle ore 20 con una cena più concerto dei Gem Boy presso la Trattoria Max di Crocetta (via San Vitale est 4544; per prenotazioni cell. 320/0888414 oppure 339/4974501). (gi.gi.)

L’articolo completo è su «sabato sera» del 23 agosto

Nella foto l”autoscala che arriverà a Medicina

Medicina

I vigili del fuoco volontari di Medicina avranno la loro autoscala grazie al successo della raccolta fondi
Cronaca 20 Agosto 2018

Rifiuti, castellani virtuosi nella raccolta differenziata: a luglio si conferma una percentuale superiore al 77%

Cittadini di Castel San Pietro Terme sempre più virtuosi nella raccolta differenziata dei rifiuti. I dati del mese di luglio confermano i risultati di giugno e spingono la percentuale in riva al Sillaro oltre il 77%, il 29% in più rispetto allo stesso mese del 2017, quando ci si fermò al 48,4%.La performance è stata ottenuta con il nuovo sistema basato su 140 isole ecologiche di base, introdotto dal Comune in collaborazione con Hera.

Solo dal 29 maggio, dopo una prima fase sperimentale, i cassonetti sono accessibili solo con la Carta Smeraldo, ma i cittadini e le imprese sembrano lanciati verso il raggiungimento dell’obiettivo del 79% che la Regione ha fissato per i comuni di pianura come Castel San Pietro Terme per il 2020.

Passando in rassegna i numeri, spicca il dato dei rifiuti indifferenziati, che nel solo mese di luglio sono scesi dalle circa 645 tonnellate circa dello stesso mese 2017 alle 267 del 2018, con una riduzione di oltre la metà, a conferma di quanto già registrato a maggio e giugno. Quasi raddoppiata, nel trimestre maggio-luglio, la raccolta della carta (67 tonnellate nel 2017, ben 128 tonnellate nei tre mesi appena trascorsi) e ottimo anche il dato del settore vetro-plastica-lattine, 289 tonnellate raccolte nel 2018 contro le 163 dell’anno scorso. Buona, infine, la raccolta di verde e potature, che cresce da 256 a 429 tonnellate.

Quantità a parte, è soprattutto la qualità dei rifiuti conferiti, analizzati da un ente certificatore esterno, a confermare che i cittadini di Castel San Pietro Terme sono bravi a differenziare: nei cassonetti di carta e cartone la qualità del 96%, plastica e lattine sono all’89% e il 5% di impurità è rappresentato dal vetro, probabilmente perché la gente deve assimilare ancora al meglio il passaggio da un solo contenitore per tutti e tre i materiali alla campana apposita per il vetro, dove la purezza raggiunge il 94%. Buono anche il contenuto dei bidoni dell’organico (87% di qualità). Ricordiamo che quanto più è alta la qualità dei conferimenti tanto maggiore sarà la possibilità di recupero dei materiali.

Intanto, il sistema gestito da Hera si avvale anche di altri strumenti che contribuiscono a migliorare non solo la raccolta, ma anche, se possibile, il riutilizzo dei rifiuti. E’ il caso delle compostiere, la cui richiesta da parte dei cittadini, anche grazie alla capillare campagna di informazione, è aumentata di 7,5 volte dal gennaio a luglio 2018 rispetto allo stesso periodo del 2017. Sono state infatti 150 contro 20 le richieste registrate nei primi sette mesi di quest’anno dai servizi ambientali di Hera, che fornisce la compostiera gratuitamente, insieme alle istruzioni per l’uso. Questo strumento consente alle famiglie che dispongono di un’area verde o di un orto di trasformare la quota organica dei rifiuti in concime e dal primo gennaio 2018 a Castel San Pietro, nell’ambito della riorganizzazione dei servizi, è cresciuto da 5,16 a 6 euro l’anno per ciascun componente del nucleo famigliare lo sconto per il suo utilizzo.

Un altro servizio per il quale le richieste sono in aumento (anche in questo caso decisiva è stata la pubblicità data al servizio) è il ritiro a domicilio degli ingombranti. Se nel 2017 infatti le prenotazioni arrivate al Servizio clienti di Hera erano state 503 per tutti e 12 i mesi, nei soli primi sette mesi del 2018 se ne sono già registrate 413, suggerendo all’Amministrazione comunale la decisione di aumentare la frequenza del servizio. A partire da settembre, infatti, i ritiri raddoppieranno, passando da una a due volte la settimana, al fine di dare risposte più efficaci in meno tempo, ma senza limitare la possibilità di conferire direttamentei rifiutialla stazione ecologica.

Infine, anche a Castel San Pietro Terme sono state introdotte tre postazioni stradali per la raccolta degli oli alimentari, che si aggiungono alla possibilità, già prevista, di conferimento alle stazioni ecologiche. I nuovi contenitori si trovano aPoggio Grande, in via San Biagio 4630 davanti alle scuole; Palesio, in via Monte Calderaro 131; Osteria Grande, via Broccoli 41 davanti al centro civico. Questi tre punti si aggiungono ai tre già esistenti nel parcheggio della scuola media Pizzigotti, nella postazione cassonetti esistente sul lato del campo sportivo; all”incrocio fra via Togliatti e via Allende vicino al centro commerciale Bertella; a Osteria Grande nei pressi di via Grassi 11, davanti al centro commerciale.

Soddisfatto per i dati l’assessore all’Ambiente, Tomas Cenni, secondo il quale i risultati “confermano in maniera inequivocabile la scelta vincente dell”Amministrazione Comunale e che cittadini ed imprese hanno fin da subito appreso il nuovo sistema. Tutti insieme abbiamo portato Castel San Pietro Terme ad essere finalmente un comune virtuoso in tema di raccolta differenziata. I buoni risultati però non ci devono far abbassare la guardia. Nelle prossime settimane continueremo sia l”attività di monitoraggio del sistema sia il controllo del territorio insieme alle Guardie ecologiche e alla Polizia municipale”.

Nella foto l”assessore Tomas Cenni

Rifiuti, castellani virtuosi nella raccolta differenziata: a luglio si conferma una percentuale superiore al 77%
Cronaca 20 Agosto 2018

Rifiuti, a Dozza boom nella raccolta differenziata, superata a giugno e luglio la percentuale dell'85%

Dozza leader nella raccolta differenziata nel circondario imolese, con una percentuale complessiva che supera l’85%. La notizia è comunicata direttamente dal sindaco, Luca Albertazzi, che sottolinea le performance mettendo in risalto i meriti delle cittadine e dei cittadini, ma anche le modalità di raccolta introdotte dal Comune in collaborazione con Hera.

I numeri forniti sono più che eloquenti: oltre alla raccolta complessiva, che nei mesi di giugno e luglio 2018 ha segnato addirittura 30 punti percentuali in più rispetto allo stesso periodo dell’anno passato, particolarmente significativi sono sia il dato dei rifiuti indifferenziati, quasi dimezzato nel bimestre considerato rispetto al mese di maggio e con un calo del 61% nei confronti di giugno e luglio 2017, sia quello di alcune categorie di rifiuti, da sfalci e potature (quintuplicate) alla carta (triplicata), al quantitativo di vetro, plastica e lattine, aumentato di oltre il 70%.

“Il risultato che stiamo realizzando a Dozza con il nuovo sistema di raccolta dei rifiuti ci rende particolarmente fieri – commenta il Sindaco Luca Albertazzi -. I miei complimenti e un particolare ringraziamento vanno ai cittadini e alle imprese del nostro Comune che stanno dimostrando grande senso di responsabilità e sensibilità per la tutela dell’ambiente e delle generazioni future. I numeri collocano Dozza ai primissimi posti dell’intera Città Metropolitana di Bologna e al vertice del Circondario imolese. Dobbiamo continuare così, si tratta di un ottimo trend da mantenere anche in vista dell’introduzione della tariffa puntuale a partire da gennaio 2019”.

Esaminando i numeri in modo ancora più dettagliato, il sistema costituito da 65 isole ecologiche di base, accessibili con la Carta Smeraldo, la stazione ecologica, i servizi di raccolta presso le attività e i servizi a domicilio gratuiti ha consentito, già nel mese di maggio 2018 (il primo riorganizzato), di superare il 70% di raccolta differenziata, per compiere poi a giugno e luglio il balzo oltre l’85%. Nel trimestre maggio-luglio sono state 1.183 le tonnellate di rifiuti differenziati raccolti, contro le 744 del trimestre maggio-luglio 2017 (+59%).

Nettissimo, di contro, il calo dei rifiuti indifferenziati, che tocca il 61% nel confronto tra il bimestre giugno-luglio del 2017 e quello dell’anno in corso. Guardando le quantità raccolte nel trimestre maggio-luglio si è passati dalle 578 del 2017 alle 226 del 2018.Per quanto riguarda le tipologie di rifiuti, la performance migliore è quella del verde e delle potature, aumentate da 25 a 143 tonnellate, seguita dalla carta, passata da 16 a 46 tonnellate e da vetro, plastica e lattine, da 57 a 98. L’introduzione della raccolta dell’organico, inoltre, ha permesso di sottrarre all’indifferenziato 133 tonnellate di materiale. A completare il quadro, i dati positivi registrati anche alla stazione ecologica Hera di via Volta a Toscanella, dove si confermano in crescita tutte le raccolte differenziate, probabilmente anche per via dell’aumento degli sconti che sono praticati dal 1° giugno 2018 per alcuni tipi di rifiuti conferiti. 

Il sistema, insomma, pare essere stato ben assimilato tanto dai cittadini quanto dalle imprese e mette Dozza in ottima posizione per il raggiungimento su base annua di quel 79% di raccolta differenziata che è l’obiettivo fissato dalla Regione Emilia-Romagna per i comuni di pianura entro il 2020.

Tra l’altro, a potenziare ulteriormente il servizio, ora i cittadini dozzesi possono contare anche sulla raccolta stradale degli oli alimentari. In questi giorni Hera infatti ha collocato i nuovi contenitori in via Marmane 2, piazza Togliatti e piazza Costa, che si aggiungono alla raccolta già praticata alla stazione ecologica. In queste nuove postazioni si possono conferire gli oli usati (olio da cucina, strutto, olio da frittura, da sott’oli o da conservazione cibi) all’interno del contenitore in bottiglie di plastica ben chiuse e dal diametro massimo di 18 centimetri. Si tratta di una raccolta importante, perché se conferito correttamente l’olio si può rigenerare e riutilizzare per varie produzioni industriali, senza dimenticare che sono recuperabili anche le bottiglie di plastica.   

“Un particolare ringraziamento – conclude il sindaco – va ai miei collaboratori, ai dipendenti comunali, ad Hera e alle guardie ecologiche per il prezioso lavoro che stiamo svolgendo insieme, mirato anche alla mitigazione dei disagi e dei problemi che possono sorgere trattandosi dell’introduzione di metodi e abitudini nuove. L’impegno di tutti gli attori coinvolti e dell’Amministrazione è e resterà massimo”.

Rifiuti, a Dozza boom nella raccolta differenziata, superata a giugno e luglio la percentuale dell'85%
Cronaca 30 Luglio 2018

Raccolta rifiuti, a Castel Guelfo i cassonetti si apriranno solo con la carta Smeraldo

Da domani 31 luglio a Castel Guelfo per aprire i cassonetti servirà la Carta Smeraldo.

La novità arriva nell’ambito della riorganizzazione dei servizi di raccolta dei rifiuti urbani in atto a Castel Guelfo, che ha portato al posizionamento di oltre 30 isole ecologiche di base, per un totale di quasi 200 nuovi contenitori (quelli tradizionali in precedenza erano 120).

Anche a Castel Guelfo dunque, dopo un primo periodo di apertura libera per garantire il passaggio graduale al nuovo servizio, i cassonetti si apriranno solo con la tessera dei servizi ambientali di Hera fornita in dotazione, appunto la Carta Smeraldo. Per segnalare la modifica e informare i cittadini, in tutte le isole ecologiche sono stati collocati volantini informativi.

Gli utenti, famiglie e imprese, non ancora in possesso della tessera o che l”avessero smarrita, hanno la possibilità di richiederla recandosi allo sportello permanente, attivo da inizio giugno, al piano terra del municipio di Castel Guelfo (entrata da via Mura), portando i riferimenti del contratto o una bolletta Tari di recente emissione. Lo sportello è aperto il sabato dalle 9 alle 12.

Indicazioni particolari riguardano invece le aziende e le attività che producono grandi quantità di rifiuti. Quelle che scartano imballaggi in cartone, vetro, legno, plastica e alluminio, oppure di rifiuti organici, per i quali non risultano sufficienti le normali isole ecologiche di base, possono richiedere servizi dedicati di raccolta direttamente presso le attività stesse. Chi invece produce quantità di rifiuti non differenziabili incompatibili con il conferimento nelle calotte stradali, avranno la possibilità di richiedere ulteriori contenitori dedicati, di diverse volumetrie a seconda del fabbisogno.

Per informazioni si può comunque contattare il Servizio clienti Hera per le attività non domestiche al numero verde 800.999.700 attivo dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 22 e il sabato dalle 8 alle 18.

Infine, è opportuno ricordare che la raccolta della carta non avviene più su strada attraverso i sacchi azzurri. La carta e il cartone devono essere conferiti o nell’apposito contenitore stradale con coperchio blu, oppure direttamente alla stazione ecologica di Castel Guelfo, in via Luigi Maria Casola.

Raccolta rifiuti, a Castel Guelfo i cassonetti si apriranno solo con la carta Smeraldo

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