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Cronaca 3 Agosto 2018

Legalità e Sicurezza, parola all'assessore Ezio Roi: «Occorre riportare la Giustizia sul territorio»

Con un paio di settimane di ritardo (per motivi familiari) rispetto ai colleghi di Giunta, l’assessore Ezio Roi ha preso possesso del suo ufficio e, soprattutto delle sue funzioni, materializzandosi al cospetto dei giornalisti «di persona personalmente», come direbbe il buon Catarella del commissario Montalbano. Pretore a Imola per dieci anni (dal 1986 al 1996), candidato per il Movimento5Stelle prima al Parlamento di Roma e poi al Consiglio comunale di Imola, Roi è oggi il settimo assessore (su 7 consentiti dalla legge) dell’amministrazione comunale guidata dalla sindaca Manuela Sangiorgi. Cinque le deleghe ricevute: Legalità, Sicurezza, Immigrazione, Centro storico e Frazioni. «Sicurezza e legalità sono temi molto sentiti dalla popolazione – ha commentato l”assessore – e le deleghe specifiche sono state istituite per dare loro peso e importanza. Purtroppo la soluzione di questi problemi dipende in minima parte dall’amministrazione locale e in grandissima parte dall’amministrazione statale. Per cui la linea politica che noi assumeremo sarà anche quella di sollecitare il Governo centrale e il Parlamento a modificare quelle norme che, di fatto, impediscono la diffusione della legalità nel nostro Paese e conseguentemente la sicurezza per i nostri cittadini».

Per il resto, grandi novità non ce ne saranno rispetto a quanto fatto dalla precedente amministrazione. A iniziare dalla sollecitazione di una migliore collaborazione e di un più efficace coordinamento tra forze dell’ordine, impresa che sino ad ora sembra essere riuscita soltanto al commissario prefettizio durante il periodo di reggenza del Comune durato da gennaio alle elezioni. «E’ un problema ricorrente. Dobbiamo creare un coordinamento delle forze dell’ordine che si traduca, dal punto di vista operativo, in un maggior controllo del territorio e tempestività di intervento laddove ce ne sia bisogno. E” giusto che i cittadini collaborino con le forze dell’ordine».

Come? Organizzando gruppi di vicinato, così come già avvenuto in larga parte del territorio circondariale. Ma l’obiettivo è più ambizioso. «Per anni mi sono impegnato affinché non venissero chiuse le preture, presidi sul territorio preziosissimi per la sicurezza dei cittadini, per il funzionamento delle forze dell’ordine e per formare i magistrati. E’ tempo di riacquisire quei principi di legalità diffusa che sono stati letteralmente distrutti e occorre tornare a organizzare la giustizia sul territorio, coscienti che sarà un lavoro titanico». L’immagine plastica dello stato dell’arte è data da palazzo Calderini, in passato sede della pretura, poi sede distaccata del tribunale e rimasto vuoto dopo l’accorpamento con Bologna. «Andate a vedere com’è ridotto. Viene da piangere. Certo, c’è il progetto di farne la sede del giudice di pace». 

Poi l’elencazione degli impegni già enunciati in campagna elettorale, come l’assunzione di nuovi agenti di polizia municipale. «L’aumento dell’organico è importante perché permetterà di portare in strada un maggior numero di agenti. Sì, perché i cittadini vogliono vedere le forze dell’ordine». E più telecamere. «C’è un progetto. Ne parlerò col comandante della polizia municipale. Ai fini della prevenzione di atti criminali e dello svolgimento delle indagini possono essere molto utili, ma se collocate in punti strategici e se le immagini ricavabili saranno ad alta definizione». Poi, in chiusura di conferenza stampa, doppia frenata. Sulla fattibilità delle proposte: «Queste enunciazioni hanno un costo – ha ammesso Roi -. Bisognerà vedere se si può fare tutto e subito». E sul modello di società che si andrà ad instaurare: «Sia chiaro, io non voglio uno stato di polizia, io voglio uno stato di diritto – ha tenuto a precisare l’assessore -. E uno stato di diritto significa tutela dei cittadini, ad iniziare dai più deboli».

f.a.

L”articolo completo su «sabato sera» del 2 agosto.

Nella foto (Isolapress): Ezio Roi, assessore a Legalità, Sicurezza, Immigrazione, Centro storico e Frazioni

Legalità e Sicurezza, parola all'assessore Ezio Roi: «Occorre riportare la Giustizia sul territorio»
Cronaca 24 Luglio 2018

Telecamere, a Medicina entreranno in funzione entro settembre le telecamere per monitorare il capoluogo

Completare (e mettere in funzione) il sistema di videosorveglianza installato nel capoluogo e installare le prime tre telecamere leggi-targa, ossia apparecchiature che, oltre a vigilare sulle strade immortalando magari eventuali auto rubate o veicoli e movimenti sospetti, sono pure in grado di «pizzicare» in tempo reale chi viaggia senza assicurazione o con la revisione scaduta, un vero pericolo che è in costante aumento.  

Sono questi i due fronti sui quali si sta muovendo il Comune di Medicina. Pur in ritardo sulla tabella di marcia, infatti, di recente è stata completata l’installazione di tre telecamere a protezione del centro storico e dintorni.

«Nel mese di giugno abbiamo ultimato il posizionamento di tre dispositivi rispettivamente in piazza Garibaldi vicino ai bagni pubblici, all’incrocio tra via Gramsci e via Luminasi dove c’è la scuola media Simoni e, infine, all’ingresso del cimitero» conferma Daniele Brighi, vicecomandante del Corpo unico intercomunale di polizia municipale del nuovo circondario imolese e referente per il territorio medicinese.

Questi occhi elettronici si vanno ad aggiungere ai quattro installati un paio di anni fa che riprendono l’Area Pasi, il municipio su via Libertà, il magazzino di via Morara e i giardini di via Oberdan. Tuttavia, come evidenziato più volte, ancora nessuno di questi è entrato in funzione a causa di qualche problema nella trasmissione dei dati. «Abbiamo deciso di collegarle al server usando un ponte radio e i tecnici stanno ultimando le verifiche e i collegamenti – aggiorna Brighi -. Il nostro obiettivo è che sia tutto pronto e operativo per la festa del Barbarossa di settembre. La registrazione delle immagini, che verranno conservate per sette giorni, avverrà nella sede della municipale a Medicina, ma ci sarà la possibilità di visualizzare cosa sta succedendo in diretta anche dal comando di via Pirandello a Imola».

In aggiunta a questo, l’Amministrazione medicinese ha messo a bilancio l’importo necessario per installare tre telecamere in grado di leggere le targhe dei veicoli. Un progetto dal respiro circondariale, che prevede il controllo dei principali varchi d’accesso alle città. Finora avevano già dichiarato di finanziare gli apparecchi nel loro territorio Imola e Dozza, ora si è aggiunta anche Medicina. (gi.gi.)

L”articolo completo su «sabato sera» del 19 luglio

Nella foto la telecamera di piazza Garibaldi

Telecamere, a Medicina entreranno in funzione entro settembre le telecamere per monitorare il capoluogo
Cronaca 5 Giugno 2018

Paesaggi salutari: a Imola il convegno internazionale su salute, sicurezza e sistemi del verde, anche in streaming

Per la prima volta nel corso della storia dell”umanità più della metà della popolazione mondiale vive concentrata nelle città, un numero già alto ma destinato a crescere fino al 66 per cento entro il 2050. Per questo motivo la necessità di verde pubblico sta costantemente aumentando, come anche raccomandato dall”Organizzazione mondiale della sanità che punta a promuovere azioni mirate alla qualità del paesaggio e alla rigererazione urbana. Secondo l”Oms, le aree verdi giocano un ruolo cruciale per la salute delle aree urbane.

Sono questi gli argomenti di cui si parlerà giovedì 7 giugno ad Imola, all”interno del convegno internazionale su salute, sicurezza e sistemi del verde promosso dall”Università di Bologna e dalla rete europea Uniscape, di cui fa parte in qualità di membro costituente il corso di studi in Verde ornamentale e tutela del paesaggio con sede a Imola.

Oltre 80 relatori provenienti da 20 Paesi europei ed extraeuropei parteciperanno al ricco programma di presentazioni previste a Palazzo Sersanti dalle 9,30. Per partecipare è necessario iscriversi attravero il sito internet dell”evento Landscapes 2018.

“Verranno ad Imola numerosi esperti nei diversi settori legati all’ambiente e al paesaggio, alla sicurezza e salubrità, ai sistemi del verde, alla rigenerazione e alla sostenibilità, alla prevenzione e al monitoraggio ambientale, alle politiche urbane e territoriale – spiega Patrizia Tassinari, rappresentante di Uniscape per Unibo e responsabile del corso di studi imolese in Verde ornamentale e tutela del paesaggio -. Sarà un”occasione per parlare in maniera trasversale del verde e della sua importanza per ogni sistema umano ed urbano ma anche per raccontare l”impegno di Imola sui temi ambientali“.

Sarà possibile seguire il convegno, patrocinato da ministero dell”Ambiente, ministero dell”Agricotura e Oms fra gli altri, anche in diretta streaming sempre al sito https://events.unibo.it/healthy-landscapes-2018.

Sugli stessi temi del convegno la sede di Imola dell’Alma Mater ha quest”anno avviato un progetto di dottorato internazionale che dal prossimo anno scolastico, anche al sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, porterà a Imola giovani ricercatori impegnati a studiare il nesso salute-sicurezza-sistemi del verde in chiave interdisciplinare. Alla commissione giucante sono già pervenute 32 domande, 25 delle quali saranno valutate nelle fasi finali di ammissione al corso di studi.

mi.mo

Nella foto: Patrizia Tassinari

Paesaggi salutari: a Imola il convegno internazionale su salute, sicurezza e sistemi del verde, anche in streaming
Cronaca 4 Giugno 2018

Sicurezza, a Castello si ridisegna la rete di allerta anti-ladro tra vicini

I gruppi di allerta anti-ladro tra vicini di casa, quelli che si scambiano messaggini se vedono qualcosa o qualcuno di strano, si sono diffusi a macchia d’olio nel nostro territorio. Castel San Pietro non ha fatto eccezione e, dopo la primogenitura di Poggio Grande nel 2009 con una semplice catena telefonica, nel 2016 si è susseguita la nascita di altre reti sia nelle frazioni che nel capoluogo sotto l’egida delle consulte territoriali e dell’Amministrazione comunale. Tutti utilizzano Whatsapp, l’applicazione per smartphone che consente di scambiarsi messaggi gratuitamente a patto di avere una connessione internet (soltanto a Poggio inizialmente si usavano pacchetti di sms tradizionali, ndr).

Se nelle frazioni stanno funzionando abbastanza bene, lo stesso pare non si possa dire del gruppo «Castello all’erta!!!» nato nel capoluogo. «Il tentativo dei gruppi di vicinato partito nel 2016 non è riuscito in maniera efficace nel capoluogo di Castel San Pietro. Non credo sia un problema di mancanza di attenzione da parte dei cittadini, quanto piuttosto ci sia un tema di rivedere la loro organizzazione, a partire dal capoluogo».

Il sindaco Fausto Tinti ha esordito così nel corso dell’incontro sul tema convocato al Cassero nella serata di mercoledì 23 maggio, al quale hanno partecipato una una quarantina di persone.Oltre a lui sul palco c’erano Leonardo Marocchi della polizia municipale di Castello, il capitano della Compagnia dei carabinieri di Imola (sotto cui ricade anche la stazione di via Tanari, ndr) Claudio Gallù e Alessandro Collina, residente a Castel San Pietro e tra i referenti dei ben sedici gruppi di allerta nati a Medicina tre anni fa (dove aveva delle attività commerciali), che oggi riuniscono oltre 1.100 iscritti.

«Il gruppo di Castello ha soltanto 73 iscritti e le segnalazioni non girano – esordisce Collina -. C’è gente che per lo più legge ciò che viene scrittodagli altri territorio oppure scrive ringraziamenti e notizie riportate da internet che possono essere anche bufale. Così facendo la gente si stanca ed esce dal gruppo, che perde di efficacia».Come fare allora per risollevare il sistema che, effettivamente, altrove (da Medicina a Ozzano, passando per Castel Guelfo e alcune zone di Imola) sembra funzionare molto bene? L’idea è quella di suddividere il capoluogo in nove zone, per rimpicciolire il territorio in aree più piccole e omogenee, in modo che possano girare segnalazioni più circostanziate. Le zone individuate, che prendono il nome da vie, quartieri o complessi residenziali, sono centro, Pacinotti-Colombarina, Albertazzi-Dante, Bertella, Collina, golf, Torricelli zona industriale, Borghetto (dove era già nato spontaneamente un gruppo che oggi conta una quarantina di iscritti) e, infine, Edison-Fleming.

«Vi faremo convogliare i cittadini già iscritti nei gruppi esistenti, in modo da metterli in rete – continua Collina -. Spetterà poi ai referenti di ciascun gruppo decidere se divulgare anche agli altri le segnalazioni. Naturalmente, chi ha genitori anziani che abitano in una certa zona, potrà chiedere di iscriversi al loro posto. Se ci sarà richiesta, inoltre, creeremo anche un gruppo ad hoc per i commercianti». Per iscriversi basta mandare un messaggio (sms oppure tramite Whatsapp) al numero 392/3486900 indicando nome, cognome e strada di residenza oppure una email a gruppivicinato@gmail.com, in questo caso indicando anche un recapito telefonico. Inoltre, è stato creato anche il gruppo su Facebook «Castel San Pietro Terme sicura gruppi di vicinato» che ha già 163 iscritti. Nel corso della serata, infine, sono state raccolte 14 iscrizioni.

«Sia le telecamere di videosorveglianza che i gruppi di vicinato lavorano sulla prevenzione – ha ricordato Leonardo Marocchi della polizia municipale -. E’ importante essere vigili su situazioni che potrebbero costituire un pericolo. A Castello, inoltre, è presente l’associazione nazionale carabinieri e Città sicura, per la quale siamo sempre alla ricerca di nuovi volontari». Il capitano Claudio Gallù, dal canto suo, ha ricordato semplici ma fondamentali regole per consentire ai gruppi di allerta di funzionare bene. «Alle forze dell’ordine servono occhi, orecchie e voci che ci parlino – dice -. L’importante è non prendere iniziative e chiamare subito il 112. Queste reti sono fondamentali per far capire che una realtà è viva». (gi.gi.) 

Nella foto le nove nuove zone del capoluogo. La mappa completa e altri particolari sul “sabato sera” del 31 maggio.  

Sicurezza, a Castello si ridisegna la rete di allerta anti-ladro tra vicini
Cronaca 16 Aprile 2018

Infiltrazioni mafiose, terrorismo, furti. Per Adriana Cogode: “Garantire la sicurezza è il dovere principale'

Infiltrazioni mafose, terrorismo, furti e vandalismi, microcriminalità. La sicurezza, reale o percepita, è diventata argomento di ogni discussione politica e tra cittadini. La commissaria straordinaria Adriana Cogode, che reggerà Imola fino alle prossime elezioni amministrative, presiede il comitato circondariale per l’ordine e la sicurezza; inoltre continua a ricoprire il ruolo di viceprefetto vicario a Bologna e di presidente della commissione di vigilanza pubblici spettacoli per tutta la provincia. Quindi, chi meglio di lei può fare un quadro della situazione in città. A partire dal protocollo su legalità e prevenzione in materia di appalti pubblici ed edilizia privata, che lei stessa ha siglato a metà marzo in veste di Comune di Imola e con la prefettura come controparte. Testo che era già stato elaborato in accordo con il sindaco Daniele Manca prima delle sue dimissioni.

Già ci sono le certificazioni antimafia previste dalle norme nazionali e regionali. Perché anche un protocollo su appalti ed edilizia privata?

«La normativa assegna al prefetto il rilascio della documentazione antimafia, che in generale è obbligatoria nel caso di contratti tra una ditta e la pubblica amministrazione quando si supera il valore delle “soglie comunitarie” (quelle al di sotto delle quali le procedure sono più snelle, Ndr). Però, se lo si ritiene opportuno, possono essere siglati dei protocolli d’intesa per introdurre modalità diverse, ovvero abbassare le soglie. L’obiettivo è sempre la prevenzione. In Emilia Romagna il primo protocollo è del 2010 tra la Regione e le nove prefetture in relazione alla prima legge regionale che prevedeva le comunicazioni antimafia anche nell’ambito dell’edilizia privata con una soglia sopra i 70 mila euro, le famose Scia».

Quali sono le particolarità del protocollo imolese?

«Ad esempio la richiesta dell’informazione antimafia anche per le convenzioni urbanistiche stipulate dai Comuni per lottizzazioni dove gli oneri di urbanizzazione vanno a scomputo (ad esempio la realizzazione di un marciapiede oppure una scuola, Ndr). Inoltre sono state abbassate a 250 mila euro la soglia per gli appalti e a 50 mila euro per i servizi e non c’è soglia per le attività a rischio di filiera, i trasporti, la lavorazione del ferro…».

Dal suo osservatorio il nostro territorio è a rischio di infiltrazioni mafiose?

«Non ho elementi per dirlo, qualche interdittiva è stata adottata: meno di cinque su 70 mila abitanti. In tutta la provincia di Bologna sono state adottate negli ultimi dodici mesi 23-24 interdittive contro migliaia e migliaia di pratiche conclusesi invece positivamente». 

Sempre in tema di sicurezza, le nuove norme introdotte per contrastare il terrorismo e tutelare i cittadini dal rischio di panico in occasione di grandi eventi richiedono procedure molto impegnative e onerose nell’organizzazione delle manifestazioni.

«Il dovere principale di chi governa è la sicurezza a tutti i livelli e il decreto Minniti ha valorizzato moltissimo il ruolo del sindaco in tal senso. Ma è fondamentale anche la sensibilizzazione culturale del cittadino, un atteggiamento partecipativo e collaborativo in considerazione di qualcosa che si spera non si veri? cherà mai, ma che non dobbiamo sottovalutare».

Quindi dobbiamo aspettarci transenne e metal detector durante «Imola in Musica»?

«Si sta lavorando ad un piano, confortato dalle valutazioni dei comitati per l’ordine e la sicurezza pubblica e dalle commissioni provinciale e comunale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, tenendo conto degli indicatori di rischio previsti in relazione al numero delle persone e ai luoghi stessi. Verosimilmente in piazza ci sarà una certa concentrazione di persone e quindi transenne e controlli con metal detector».

Anche per «Imola di mercoledì» avremo le transenne?

«Non credo. La chiave di lettura è la concentrazione stabile delle persone; in una situazione dinamica è diverso».

Sempre a proposito di sicurezza, quando lei si è insediata in città a fine gennaio assistevamo ad una recrudescenza di microcriminalità: furti in case e negozi, vandalismi. Ora sembra tutto passato.

«In effetti in quel periodo si è sviluppata un’ondata di microcriminalità, poi le forze di polizia hanno messo in campo un’azione incisiva di controllo del territorio e di prevenzione. Azione che continua e che in futuro vedrà iniziative sempre più stringenti, a cominciare dall’installazione di impianti di videosorveglianza. Abbiamo già approvato il progetto, che ora è al vaglio del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, e quanto prima sarà attuato. Poi c’è stata l’istituzione del Comitato circondariale per l’ordine e la sicurezza pubblica, che presiedo, e vede attorno al tavolo tutte le forze di polizia locali e i sindaci; ci siamo già incontrati due volte e avremo un ulteriore incontro nei prossimi giorni nel quale aff ronteremo altri temi, in particolare la violenza contro le donne, che vorrei monitorare».

l.a.

L”articolo completo su «sabato sera» del 12 aprile

Nella foto: il Commissario straordinatio Adriana Cogode nell”ufficio del Sindaco, in Municipio a  Imola

Infiltrazioni mafiose, terrorismo, furti. Per Adriana Cogode: “Garantire la sicurezza è il dovere principale'
Cronaca 12 Aprile 2018

Dal 15 aprile via le gomme invernali: tutto quello che c'è da sapere per non incorrere in sanzione e fare una scelta sicura, con i consigli del gommista Mauro Lanzoni dell'officina Imola Gomme

Dopo il 15 novembre, quando secondo il codice della strada diventano obbligatorie le gomme invernali (o in alternativa le catene a bordo), anche il prossimo 15 aprile inizia una vera e propria corsa dal gommista per sostituire gli pneumatici cosiddetti da neve con quelli per contrapposizione chiamati «estivi». Per legge, però, ci sarà ancora un mese di tempo per effettuare il cambio delle gomme prima di rischiare di incorrere nelle sanzioni previste dallo stesso codice della strada.

«È importante prenotare per tempo il proprio appuntamento dal gommista di fiducia per non rischiare di continuare a circolare con pneumatici non idonei al clima meteorologico e comunque passibili di multa», spiega Mauro Lanzoni, titolare dell’officina Imola Gomme di via Serraglio 50, in servizio da oltre 35 anni.

Circolare con gomme invernali quando la temperatura si alza è pericoloso?

«Non si può dire che sia pericoloso – continua Lanzoni –. Pneumatici di qualità restano comunque pneumatici sicuri, ma essendo ideati per condizioni fredde con presenza di neve, non rendono lo stesso ottimo servizio che invece garantiscono in inverno. Va sfatato un mito: non è vero che gli pneumatici invernali si sciolgono col caldo. Va invece tenuto conto che quando aumentano le temperature, aumenta anche lo spazio di frenata necessario per fermare il veicolo che monta gomme invernali, di circa il 40 per cento in più. Ultimo ma non ultimo, per l’ambiente e per le spese, le gomme invernali usate fuori stagione consumano più carburante».

Tutte ottime motivazioni per correre a cambiarle  dal 15 aprile…

«Non è detto, o meglio, non per tutti. Se ad esempio le gomme invernali sono pressochè finite, potrebbe non avere senso cambiarle per poi non poterle montare più nella stagione invernale successiva. Gli pneumatici invernali, infatti, hanno due tacche di rilevamento dell’usura, uno a 4 millimetri di battistrada che indica la validità per l’utilizzo invernale ed uno a 1,6 millimetri oltre il quale la gomma è fuori legge. Significa che se il battistrada delle gomme invernali è inferiore ai 4 millimetri, non potranno più essere montate la stagione successiva, mentre possono ancora essere utilizzate almeno fino al 15 maggio. Dunque è possibile consumarle definitivamente prima di cambiarle con un nuovo treno di gomme. Un trucco facile per misurarne l’usura è utilizzando una moneta da due euro: se, inserita trasversalmente in un intaglio del battistrada, non si vede la corona di metallo argentato ma solo il centro dorato della moneta, le gomme sono da cambiare per la successiva stagione invernale. Inoltre non tutte le vetture hanno l’obbligo di cambiare le gomme tra il 15 aprile e il 15 maggio».

Da cosa dipende?

«Per legge vi è l’obbligo di cambiare le gomme invernali qualora il codice di velocità delle gomme montate sia inferiore a quello scritto sul libretto di circolazione della vettura. Significa che se il codice di velocità della gomma invernale è uguale o superiore alla velocità indicata sul libretto, le gomme possono essere mantenute anche oltre il 15 maggio. Un fatto che i verifica per la maggior parte delle auto utilitarie e dei mezzi di trasporto leggero, le cui gomme invernali sul mercato, solitamente, hanno un codice di velocità uguale o superiore a quello indicato sul libretto. È comunque un peccato utilizzare una gomma ideata per particolari condizioni senza che ve ne sia necessità, ma questi automobilisti possono non avere fretta di cambiare le gomme o, come detto prima, terminarle prima di montare un nuovo treno di pneumatici».

E le gomme cosiddette quattro-stagioni?

«Come suggerisce il nome stesso, si tratta di pneumatici adatti ad ogni clima e sempre in regola con il codice della strada. Permettono di risparmiare sui cambi di gomme intermedi ma non sono comunque adatte a tutti. Sono infatti nate come soluzioni per la seconda auto, quella che solitamente in famiglia è destinata agli spostamenti brevi e non ai viaggi. Possono essere una buona soluzione per chi non supera i 10-12 mila chilometri all’anno con una percorrenza limitata alla pianura. Le gomme prettamente invernali, infatti, sono di maggiore efficacia in inverno e quelle estive in estate rispetto a qualsiasi tipo di pneumatico quattro-stagioni».

Come si sceglie un buon treno di gomme?

«Non ci sono regole fisse, gli pneumatici migliori sono quelli che soddisfano le esigenze dell’automobilista. Ovviamente gomme di qualità, di marca, sono più performanti, silenziose, confortevoli e durature rispetto a gomme di sottomarca. Per fare la scelta più giusta è importante fidarsi del proprio gommista».

Un consiglio per tutti i lettori?

«Quando cambiate le gomme, fate controllare anche gli angoli di convergenza che con le tante buche nate sulle strade dopo l’inverno potrebbero essersi spostati e rendere meno sicura la guida. E’ poi buona regola ricordarsi di controllare periodicamente la pressione, per la sicurezza ma anche per un regolare utilizzo degli pneumatici e per risparmiare sul carburante, in quanto girare con gli pneumatici sgonfi comporta un maggior consumo».

Nelle foto: lo staff di Imola Gomme e uno specchietto utile per riconoscere il codice di velocità della propria gomma invernale

Dal 15 aprile via le gomme invernali: tutto quello che c'è da sapere per non incorrere in sanzione e fare una scelta sicura, con i consigli del gommista Mauro Lanzoni dell'officina Imola Gomme

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