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Cronaca 30 Agosto 2018

Vaccini, i chiarimenti della Regione per l'iscrizione dei bambini agli asili nido e scuole dell'infanzia

Vaccini, la Regione conferma l’obbligo per i bambini che frequentano nidi e scuole per l’infanzia nel territorio emiliano romagnolo e chiarisce cosa deve fare chi ha presentato l’autodichiarazione per accedere alle strutture. «La nostra posizione è sempre stata molto chiara: tutelare la salute pubblica e in particolate quella dei bambini, in ogni caso, soprattutto i più deboli – dichiara l’assessore alla Salute, Sergio Venturi -. Per questo, prima Regione in Italia, abbiamo introdotto l’obbligo vaccinale per l’iscrizione ai nidi, approvando una legge ormai due anni fa e i dati ci danno ragione: la copertura vaccinale complessiva contro le quattro malattie per le quali introducemmo l’obbligo (difterite, tetano, poliomielite ed epatite B) ha superato il 97% tra i nati nel 2016, ben oltre la soglia di sicurezza del 95% indicata dall’Organizzazione mondiale della sanità, superata anche dai bimbi nati nel 2014 e 2015. Allo stesso tempo, come istituzione prendiamo atto delle decisioni prese in sede nazionale, rispettandole e dando indicazioni che possano aiutare genitori e famiglie, senza rinunciare a far valere la nostra posizione negli ambiti che ci competono, perché la tutela della salute non deve diventare terreno di scontro politico».

Il documento con le indicazioni per essere ammessi agli asili nido e alle scuole per l’Infanzia, approvato dalla Giunta regionale, affronta in particolare il tema delle autodichiarazioni attestanti le avvenute vaccinazioni o la richiesta di prenotazione delle vaccinazioni stesse, presentate in base alle direttive contenute in una circolare dei ministeri della Salute e dell’Istruzione dell’Università e Ricerca del 6 luglio scorso. A questo proposito si specifica che non ci saranno problemi nel caso in cui la famiglia presenti successivamente il certificato dell’avvenuta vaccinazione oppure la prenotazione per effettuarla, né se la prenotazione è stata fatta prima dell’inizio della frequenza a scuola, purché sia successivamente consegnato l’attestato di avvenuta vaccinazione e sempre prima che il bambino cominci a frequentare. Nessuna difficoltà anche per chi ha la prenotazione per una data successiva all’inizio della scuola, a condizione che poi alla scuola sia consegnata la certificazione.

Tra le cose messe in chiaro dalla Giunta regionale, ci sono ancora il mantenimento dell’iscrizione nei casi in cui la frequenza venga sospesa per la mancata vaccinazione in caso di prenotazione (il pagamento delle rette è invece questione affidata ai gestori).

Quanto ai controlli sulle autodichiarazioni, l’assessore Venturi assicura che la Regione è a disposizione per i controlli, grazie a un’anagrafe vaccinale aggiornata che permette verifiche puntuali e l’eventuale accertamento della falsità delle stesse. «Nel qual caso – aggiunge Venturi – la denuncia diventerà un atto dovuto».Tutte le indicazioni sono aggiornate allo stato attuale della legislazione, ovvero con il decreto Milleproroghe per ora approvato al Senato, che prevede il rinvio di un anno dell’obbligo di vaccinazione. Se lo stesso testo venisse infatti confermato dalla Camera con lo stesso testo, in Emilia-Romagna varrebbe comunque la legge regionale e ai nidi potranno avere accesso solo i bambini vaccinati.

«Non possiamo infatti permetterci di vanificare gli straordinari risultati raggiunti dopo aver approvato una legge che, lo ribadisco, garantisce la salute dei più piccoli, soprattutto di quelli più indifesi», spiega l’assessore.

A supportare la posizione della Regione Emilia-Romagna, come anticipato dall”assessore, ci sono i dati, che attestano una copertura vaccinale in aumento. A meno di due anni dall’approvazione della legge regionale (novembre 2016), la copertura complessiva contro difterite, tetano, poliomelite ed epatite B ha infatti raggiunto il 97,1% tra i nati del 2016 (l’aggiornamento si farà al 31 dicembre 2018). Per i nati nel 2014 e 2015 le coperture, calcolate al 31 dicembre 2017 e rivalutate al 30 giugno 2018, registra il superamento della soglia di sicurezza del 95% fissata dall’Oms, a partire dalle quattro già inserite nella legge regionale: difterite (96,1% per i nati nel 2015 e 96% per quelli nel 2014); polio (96,2% per entrambe le classi d’età); tetano (96,3% e96.6%), epatite b (95,9% e 95.6%). Poi le altre: pertosse (96,1% e 96%), emofilo b (95,1% e 94,2% per i nati nel 2014, i soli a non arrivare ancora al 95%), e MPR – morbillo-parotite-rosolia (95% e 95,2%).

La foto è tratta dal sito della Regione Emilia-Romagna

Vaccini, i chiarimenti della Regione per l'iscrizione dei bambini agli asili nido e scuole dell'infanzia
Cronaca 25 Agosto 2018

I vigili del fuoco volontari di Medicina avranno la loro autoscala grazie al successo della raccolta fondi

I vigili del fuoco volontari di Medicina stanno per raggiungere un obiettivo ambizioso. A breve, infatti, il distaccamento di via Morara avrà a disposizione un’autoscala da 24 metri da poter utilizzare nel corso degli interventi.

E’ il risultato di una lunga gara di solidarietà che ha permesso di raccogliere i fondi necessari per comprarne una. «L’idea è nata un anno e mezzo fa in collaborazione con il Comando provinciale di Bologna, che ha autorizzato l’acquisto – racconta Giulio Pancaldi, capo del distaccamento medicinese -. Finora utilizzavamo un’autoscala che arrivava da Bologna, ma è un mezzo molto importante per gli interventi in altezza, ad esempio per la messa in sicurezza di alberi o lampioni stradali, oppure per il soccorso a persone. Tra l’altro, quella che abbiamo comprato è montata su un camion piccolo, che consente muoversi agevolmente anche nel centro storico, dove gli spazi sono ristretti».

Per l’acquisto i pompieri medicinesi sono andati fino in Olanda. «Abbiamo trovato un mezzo usato dei vigili del fuoco olandesi, con soltanto 2.000 ore di lavoro sulle ruote – aggiunge Pancaldi -. Ci è piaciuto e l’abbiamo comprato. Complessivamente, tra acquisto, certificazioni e tagliando al motore, ha un costo di 60 mila euro». Ora l’autoscala è parcheggiata in un’azienda del bresciano «e deve completare le certificazioni e i collaudi necessari – prosegue Pancaldi -. L’obiettivo è che arrivi a Medicina a inizio ottobre».

Nell’attesa, è proseguita la raccolta fondi in collaborazione con l’associazione Amici dei pompieri di Medicina onlus. «Abbiamo fatto alcune cene alle quali hanno partecipato numerosi cittadini – dice il presidente dell’associazione, Giuseppe Pasquali -. Inoltre, ci stanno dando una mano diverse aziende, sia del territorio che dei comuni limitrofi, delle quali forniremo un elenco completo alla fine della raccolta fondi, ma anche l’Amministrazione comunale. Manca poco per raggiungere la cifra che ci consentirà di pagare anche le ultime certificazioni».

«E’ importante che la nostra comunità e i territori vicini abbiano un presidio antincendio con le attrezzature e i mezzi necessari – motiva il vicesindaco, Matteo Montanari -. Come Amministrazione abbiamo intenzione di donare 3 mila euro da aggiungere agli oltre 2.500 euro raccolti con la vendita delle magliette durante la fiera di luglio». Quest’anno, infatti, l’ente locale ha deciso di destinare ai pompieri i proventi delle celebri maglie grigliate Cipolla…mi, nate nel 2011 dalla volontà dell’assessore Mauro Balestrazzi (che finanzia la loro realizzazione e stampa) e dalla fantasia dell’impiegata comunale Jessica Torri, che disegna le simpatiche cipolle. Quest’anno, ad esempio, una raffigurava un vigile del fuoco con una manichetta.

Un altro momento di raccolta fondi ci sarà giovedì 30 agosto a partire dalle ore 20 con una cena più concerto dei Gem Boy presso la Trattoria Max di Crocetta (via San Vitale est 4544; per prenotazioni cell. 320/0888414 oppure 339/4974501). (gi.gi.)

L’articolo completo è su «sabato sera» del 23 agosto

Nella foto l”autoscala che arriverà a Medicina

Medicina

I vigili del fuoco volontari di Medicina avranno la loro autoscala grazie al successo della raccolta fondi
Cronaca 9 Agosto 2018

Dalla Regione 74 milioni di euro per la sicurezza dei fiumi, circa 1,8 destinati al torrente Sillaro

Ci sono anche 1,8 milioni di euro destinati al torrente Sillaro, nel tratto compreso tra Imola e Medicina, in provincia di Bologna, fino ad Argenta, nel Ferrarese, tra i finanziamenti stanziati dalla Regione Emilia-Romagna per la sicurezza idrogeologica. Il via libera è stato deciso dalla Giunta Bonaccini dopo la registrazione della Corte dei Conti dell’atto che rende le risorse, stanziate dal precedente governo nazionale, certe e disponibili.

“La certezza delle risorse chiude il cerchio rispetto ad un importante impegno che avevamo assunto per garantire la sicurezza dei cittadini e delle imprese che operano sul territorio- ha commentato il presidente della Regione, Stefano Bonaccini-. Si tratta di opere fondamentali che ci permettono di risolvere strutturalmente problematiche annose relative ai nodi idraulici del parmense, della pianura bolognese e del ravennate, fra i principali dell’Emilia-Romagna. Un risultato che corona un lavoro comune fatto insieme al Governo nazionale, agli enti locali e a tutti i soggetti impegnati nella sicurezza idrogeologica, una condivisione istituzionale che non può mai mancare quando si tratta rispondere alle esigenze delle comunità locali e garantire la manutenzione costante del territorio, per noi prioritaria”.

Tutte le opere sono previste dal Protocollo d’intesa siglato lo scorso dicembre dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini e dall’allora ministro dell’Ambiente, Gianluca Galletti. La registrazione della Corte dei Conti è il tassello mancante che consente di procedere all’ultimazione della progettazione e all’avvio dei cantieri. La delibera della Giunta individua inoltre i soggetti che dovranno realizzare gli interventi, tra i quali è compreso, per restare a territori limitrofi, anche un progetto finanziato per 8,5 milioni di euro destinati alla cassa di espansione del torrente Senio, nei comuni di Brisighella, Faenza e Riolo Terme.

“Siamo soddisfatti, perché potranno essere realizzati i lavori programmati, ma anche preoccupati perché la scelta dell’esecutivo nazionale di cancellare ‘Italia sicura’ apre una nuova pagina di incertezza – ha sottolineato l’assessore alla Difesa del suolo, Paola Gazzolo -. Non va messa a rischio la possibilità di realizzare in tempi brevi altri interventi anch’essi già programmati, previsti nel piano per l’Emilia-Romagna da 140 milioni di euro: fondi per la sistemazione di infrastrutture danneggiate, opere per la sicurezza del territorio, ma anche nuovi studi, tecnologie innovative per i monitoraggi e le attività di progettazione. Tutto questo non può essere fermato, siamo pronti al confronto col Governo perché ciò non avvenga”. (r.c.)

Dalla Regione 74 milioni di euro per la sicurezza dei fiumi, circa 1,8 destinati al torrente Sillaro
Cronaca 7 Agosto 2018

I consigli della polizia: stop alle foto di vacanze sui social per non avere sgradite sorprese al ritorno a casa

Alle spaccate ai danni di esercizi commerciali, negli ultimi giorni si sono susseguiti furti in abitazione (anche solo tentati). Anche se in molti casi l’ammanco di soldi e beni di valore non è così consistente, i danni al contrario lo sono e, con loro, l’insicurezza nelle persone. Per le forze dell’ordine, la situazione non sarebbe così preoccupante. I carabinieri parlano di «furti a ondate».

Michele Pascarella, dirigente del commissariato di polizia di Imola, aggiunge: «Sono situazioni episodiche che avvengono in uno tempo ristretto. Siamo in linea con l’andamento del 2017 e non stiamo riscontrando picchi preoccupanti». In ogni caso, bisogna denunciare sempre e chiamare 112 o 113 se si nota qualcosa di strano.

L’insicurezza, tuttavia, si accentua nel periodo estivo, specie quando si è in procinto di partire per le vacanze. Ecco qualche consiglio per cercare di rendere la vita più dura ai ladri. Innanzitutto, non far sapere che si è in procinto di partire. «Non scrivetelo sui social network e non caricate foto o video dei luoghi di villeggiatura – dice Pascarella –. I malviventi usano anche queste informazioni per capire le abitudini delle persone».

E’ altresì importante «coltivare le reti sociali e i rapporti di buon vicinato – aggiungono dall’Arma –. Fate sapere ai vicini di casa per quanto tempo starete via e lasciategli un recapito». Di recente, ad esempio, in via Ariosto a Imola è stato un vicino di casa a chiamare il 112 per avvisare che tre malviventi stavano per entrare a rubare nell’appartamento a fianco. Così facendo, i militari sono arrivati in tempo e i tre sono fuggiti a mani vuote, lasciando sul posto tre biciclette, verosimilmente rubate.

Oltre a questo, è importante dare l’idea di una casa abitata. «Chiedete a qualcuno di svuotare regolarmente la cassetta della posta, annaffiare le piante e, ogni tanto, tirare su le tapparelle» suggeriscono i carabinieri. In ogni caso, è consigliabile «non tenere vicini bancomat e relativo pin ed evitare di lasciare soldi oppure oggetti di valore in una casa disabitata per lungo tempo» dice Pascarella. Al più, se non si possiede una cassaforte, si può valutare l’affitto di una cassetta di sicurezza. In generale, è buona norma fotografare ciò che si possiede di valore per poter dimostrare che è proprio. (gi.gi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 2 agosto

Nella foto un esempio di messaggio social a rischio

I consigli della polizia: stop alle foto di vacanze sui social per non avere sgradite sorprese al ritorno a casa
Cronaca 6 Agosto 2018

Portone guasto al Commissariato di polizia di Imola, il Sap scrive al questore di Bologna

Sembra davvero non esserci pace per il Commissariato di Polizia di Imola. Ad essere nell”occhio del ciclone, questa volta, è il portone carrabile utilizzato per l”accesso al piazzale posteriore e ai garage della caserma «Taddeo della Volpe» che al momento risulta essere danneggiato e di conseguenza inutilizzabile.

Il Sap (Sindacato autonomo di Polizia) ha deciso così di scrivere una lettera al nuovo Questore di Bologna Gianfranco Bernabei, a causa della mancata autorizzazione sul ripristino del portone stesso che, per la cronaca, sarebbe stato effettuato gratuitamente da una persona qualificata e di fiducia del sindacato. Ad oggi, quindi, l”unica alternativa all”uscita dei mezzi è il portone principale e pedonale che si affaccia su via Mazzini e che però non risulta idoneo.

La lettera, inoltre, evidenzia lo stato di fatiscenza in cui versa la caserma imolese e per il quale il Sap ha già fatto denuncia agli uffici di competenza. Dal momento che gli organi istituzionali hanno sempre rispedito al mittente la richiesta di aiuto, il Commissariato di Imola negli ultimi anni ha dovuto fare ricorso all”aiuto dei privati per l”acquisto dei materiali necessari.

Ad esempio la Fondazione Cassa di Risparmio di Imola ha donato l’impianto elettrico, la caldaia per il riscaldamento dell’edificio, il rifacimento della facciata esterna, quadri ed arredi; il Crame ha messo a disposizione tablet in uso alle volanti, Pc e server; la Cooperativa Ceramica di Imola ha fornito le piastrelle per la sistemazione di ambienti ed il loro montaggio è avvenuto grazie al personale della Cims; l’azienda Cefla ha donato arredi per gli uffici; la Sacmi ha consegnato materiale di cancelleria; la ditta Epi un videocitofono per verificare gli accessi alla struttura; Area Blu ha regalato reti antipiccioni, mentre La Sfida del Cuore ha donato un set di prestigiose luci forensi.

r.c.

Nella foto: il portone danneggiato del Commissariato di Polizia imolese

Portone guasto al Commissariato di polizia di Imola, il Sap scrive al questore di Bologna
Cronaca 3 Agosto 2018

Legalità e Sicurezza, parola all'assessore Ezio Roi: «Occorre riportare la Giustizia sul territorio»

Con un paio di settimane di ritardo (per motivi familiari) rispetto ai colleghi di Giunta, l’assessore Ezio Roi ha preso possesso del suo ufficio e, soprattutto delle sue funzioni, materializzandosi al cospetto dei giornalisti «di persona personalmente», come direbbe il buon Catarella del commissario Montalbano. Pretore a Imola per dieci anni (dal 1986 al 1996), candidato per il Movimento5Stelle prima al Parlamento di Roma e poi al Consiglio comunale di Imola, Roi è oggi il settimo assessore (su 7 consentiti dalla legge) dell’amministrazione comunale guidata dalla sindaca Manuela Sangiorgi. Cinque le deleghe ricevute: Legalità, Sicurezza, Immigrazione, Centro storico e Frazioni. «Sicurezza e legalità sono temi molto sentiti dalla popolazione – ha commentato l”assessore – e le deleghe specifiche sono state istituite per dare loro peso e importanza. Purtroppo la soluzione di questi problemi dipende in minima parte dall’amministrazione locale e in grandissima parte dall’amministrazione statale. Per cui la linea politica che noi assumeremo sarà anche quella di sollecitare il Governo centrale e il Parlamento a modificare quelle norme che, di fatto, impediscono la diffusione della legalità nel nostro Paese e conseguentemente la sicurezza per i nostri cittadini».

Per il resto, grandi novità non ce ne saranno rispetto a quanto fatto dalla precedente amministrazione. A iniziare dalla sollecitazione di una migliore collaborazione e di un più efficace coordinamento tra forze dell’ordine, impresa che sino ad ora sembra essere riuscita soltanto al commissario prefettizio durante il periodo di reggenza del Comune durato da gennaio alle elezioni. «E’ un problema ricorrente. Dobbiamo creare un coordinamento delle forze dell’ordine che si traduca, dal punto di vista operativo, in un maggior controllo del territorio e tempestività di intervento laddove ce ne sia bisogno. E” giusto che i cittadini collaborino con le forze dell’ordine».

Come? Organizzando gruppi di vicinato, così come già avvenuto in larga parte del territorio circondariale. Ma l’obiettivo è più ambizioso. «Per anni mi sono impegnato affinché non venissero chiuse le preture, presidi sul territorio preziosissimi per la sicurezza dei cittadini, per il funzionamento delle forze dell’ordine e per formare i magistrati. E’ tempo di riacquisire quei principi di legalità diffusa che sono stati letteralmente distrutti e occorre tornare a organizzare la giustizia sul territorio, coscienti che sarà un lavoro titanico». L’immagine plastica dello stato dell’arte è data da palazzo Calderini, in passato sede della pretura, poi sede distaccata del tribunale e rimasto vuoto dopo l’accorpamento con Bologna. «Andate a vedere com’è ridotto. Viene da piangere. Certo, c’è il progetto di farne la sede del giudice di pace». 

Poi l’elencazione degli impegni già enunciati in campagna elettorale, come l’assunzione di nuovi agenti di polizia municipale. «L’aumento dell’organico è importante perché permetterà di portare in strada un maggior numero di agenti. Sì, perché i cittadini vogliono vedere le forze dell’ordine». E più telecamere. «C’è un progetto. Ne parlerò col comandante della polizia municipale. Ai fini della prevenzione di atti criminali e dello svolgimento delle indagini possono essere molto utili, ma se collocate in punti strategici e se le immagini ricavabili saranno ad alta definizione». Poi, in chiusura di conferenza stampa, doppia frenata. Sulla fattibilità delle proposte: «Queste enunciazioni hanno un costo – ha ammesso Roi -. Bisognerà vedere se si può fare tutto e subito». E sul modello di società che si andrà ad instaurare: «Sia chiaro, io non voglio uno stato di polizia, io voglio uno stato di diritto – ha tenuto a precisare l’assessore -. E uno stato di diritto significa tutela dei cittadini, ad iniziare dai più deboli».

f.a.

L”articolo completo su «sabato sera» del 2 agosto.

Nella foto (Isolapress): Ezio Roi, assessore a Legalità, Sicurezza, Immigrazione, Centro storico e Frazioni

Legalità e Sicurezza, parola all'assessore Ezio Roi: «Occorre riportare la Giustizia sul territorio»
Cronaca 24 Luglio 2018

Telecamere, a Medicina entreranno in funzione entro settembre le telecamere per monitorare il capoluogo

Completare (e mettere in funzione) il sistema di videosorveglianza installato nel capoluogo e installare le prime tre telecamere leggi-targa, ossia apparecchiature che, oltre a vigilare sulle strade immortalando magari eventuali auto rubate o veicoli e movimenti sospetti, sono pure in grado di «pizzicare» in tempo reale chi viaggia senza assicurazione o con la revisione scaduta, un vero pericolo che è in costante aumento.  

Sono questi i due fronti sui quali si sta muovendo il Comune di Medicina. Pur in ritardo sulla tabella di marcia, infatti, di recente è stata completata l’installazione di tre telecamere a protezione del centro storico e dintorni.

«Nel mese di giugno abbiamo ultimato il posizionamento di tre dispositivi rispettivamente in piazza Garibaldi vicino ai bagni pubblici, all’incrocio tra via Gramsci e via Luminasi dove c’è la scuola media Simoni e, infine, all’ingresso del cimitero» conferma Daniele Brighi, vicecomandante del Corpo unico intercomunale di polizia municipale del nuovo circondario imolese e referente per il territorio medicinese.

Questi occhi elettronici si vanno ad aggiungere ai quattro installati un paio di anni fa che riprendono l’Area Pasi, il municipio su via Libertà, il magazzino di via Morara e i giardini di via Oberdan. Tuttavia, come evidenziato più volte, ancora nessuno di questi è entrato in funzione a causa di qualche problema nella trasmissione dei dati. «Abbiamo deciso di collegarle al server usando un ponte radio e i tecnici stanno ultimando le verifiche e i collegamenti – aggiorna Brighi -. Il nostro obiettivo è che sia tutto pronto e operativo per la festa del Barbarossa di settembre. La registrazione delle immagini, che verranno conservate per sette giorni, avverrà nella sede della municipale a Medicina, ma ci sarà la possibilità di visualizzare cosa sta succedendo in diretta anche dal comando di via Pirandello a Imola».

In aggiunta a questo, l’Amministrazione medicinese ha messo a bilancio l’importo necessario per installare tre telecamere in grado di leggere le targhe dei veicoli. Un progetto dal respiro circondariale, che prevede il controllo dei principali varchi d’accesso alle città. Finora avevano già dichiarato di finanziare gli apparecchi nel loro territorio Imola e Dozza, ora si è aggiunta anche Medicina. (gi.gi.)

L”articolo completo su «sabato sera» del 19 luglio

Nella foto la telecamera di piazza Garibaldi

Telecamere, a Medicina entreranno in funzione entro settembre le telecamere per monitorare il capoluogo
Cronaca 5 Giugno 2018

Paesaggi salutari: a Imola il convegno internazionale su salute, sicurezza e sistemi del verde, anche in streaming

Per la prima volta nel corso della storia dell”umanità più della metà della popolazione mondiale vive concentrata nelle città, un numero già alto ma destinato a crescere fino al 66 per cento entro il 2050. Per questo motivo la necessità di verde pubblico sta costantemente aumentando, come anche raccomandato dall”Organizzazione mondiale della sanità che punta a promuovere azioni mirate alla qualità del paesaggio e alla rigererazione urbana. Secondo l”Oms, le aree verdi giocano un ruolo cruciale per la salute delle aree urbane.

Sono questi gli argomenti di cui si parlerà giovedì 7 giugno ad Imola, all”interno del convegno internazionale su salute, sicurezza e sistemi del verde promosso dall”Università di Bologna e dalla rete europea Uniscape, di cui fa parte in qualità di membro costituente il corso di studi in Verde ornamentale e tutela del paesaggio con sede a Imola.

Oltre 80 relatori provenienti da 20 Paesi europei ed extraeuropei parteciperanno al ricco programma di presentazioni previste a Palazzo Sersanti dalle 9,30. Per partecipare è necessario iscriversi attravero il sito internet dell”evento Landscapes 2018.

“Verranno ad Imola numerosi esperti nei diversi settori legati all’ambiente e al paesaggio, alla sicurezza e salubrità, ai sistemi del verde, alla rigenerazione e alla sostenibilità, alla prevenzione e al monitoraggio ambientale, alle politiche urbane e territoriale – spiega Patrizia Tassinari, rappresentante di Uniscape per Unibo e responsabile del corso di studi imolese in Verde ornamentale e tutela del paesaggio -. Sarà un”occasione per parlare in maniera trasversale del verde e della sua importanza per ogni sistema umano ed urbano ma anche per raccontare l”impegno di Imola sui temi ambientali“.

Sarà possibile seguire il convegno, patrocinato da ministero dell”Ambiente, ministero dell”Agricotura e Oms fra gli altri, anche in diretta streaming sempre al sito https://events.unibo.it/healthy-landscapes-2018.

Sugli stessi temi del convegno la sede di Imola dell’Alma Mater ha quest”anno avviato un progetto di dottorato internazionale che dal prossimo anno scolastico, anche al sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, porterà a Imola giovani ricercatori impegnati a studiare il nesso salute-sicurezza-sistemi del verde in chiave interdisciplinare. Alla commissione giucante sono già pervenute 32 domande, 25 delle quali saranno valutate nelle fasi finali di ammissione al corso di studi.

mi.mo

Nella foto: Patrizia Tassinari

Paesaggi salutari: a Imola il convegno internazionale su salute, sicurezza e sistemi del verde, anche in streaming
Cronaca 4 Giugno 2018

Sicurezza, a Castello si ridisegna la rete di allerta anti-ladro tra vicini

I gruppi di allerta anti-ladro tra vicini di casa, quelli che si scambiano messaggini se vedono qualcosa o qualcuno di strano, si sono diffusi a macchia d’olio nel nostro territorio. Castel San Pietro non ha fatto eccezione e, dopo la primogenitura di Poggio Grande nel 2009 con una semplice catena telefonica, nel 2016 si è susseguita la nascita di altre reti sia nelle frazioni che nel capoluogo sotto l’egida delle consulte territoriali e dell’Amministrazione comunale. Tutti utilizzano Whatsapp, l’applicazione per smartphone che consente di scambiarsi messaggi gratuitamente a patto di avere una connessione internet (soltanto a Poggio inizialmente si usavano pacchetti di sms tradizionali, ndr).

Se nelle frazioni stanno funzionando abbastanza bene, lo stesso pare non si possa dire del gruppo «Castello all’erta!!!» nato nel capoluogo. «Il tentativo dei gruppi di vicinato partito nel 2016 non è riuscito in maniera efficace nel capoluogo di Castel San Pietro. Non credo sia un problema di mancanza di attenzione da parte dei cittadini, quanto piuttosto ci sia un tema di rivedere la loro organizzazione, a partire dal capoluogo».

Il sindaco Fausto Tinti ha esordito così nel corso dell’incontro sul tema convocato al Cassero nella serata di mercoledì 23 maggio, al quale hanno partecipato una una quarantina di persone.Oltre a lui sul palco c’erano Leonardo Marocchi della polizia municipale di Castello, il capitano della Compagnia dei carabinieri di Imola (sotto cui ricade anche la stazione di via Tanari, ndr) Claudio Gallù e Alessandro Collina, residente a Castel San Pietro e tra i referenti dei ben sedici gruppi di allerta nati a Medicina tre anni fa (dove aveva delle attività commerciali), che oggi riuniscono oltre 1.100 iscritti.

«Il gruppo di Castello ha soltanto 73 iscritti e le segnalazioni non girano – esordisce Collina -. C’è gente che per lo più legge ciò che viene scrittodagli altri territorio oppure scrive ringraziamenti e notizie riportate da internet che possono essere anche bufale. Così facendo la gente si stanca ed esce dal gruppo, che perde di efficacia».Come fare allora per risollevare il sistema che, effettivamente, altrove (da Medicina a Ozzano, passando per Castel Guelfo e alcune zone di Imola) sembra funzionare molto bene? L’idea è quella di suddividere il capoluogo in nove zone, per rimpicciolire il territorio in aree più piccole e omogenee, in modo che possano girare segnalazioni più circostanziate. Le zone individuate, che prendono il nome da vie, quartieri o complessi residenziali, sono centro, Pacinotti-Colombarina, Albertazzi-Dante, Bertella, Collina, golf, Torricelli zona industriale, Borghetto (dove era già nato spontaneamente un gruppo che oggi conta una quarantina di iscritti) e, infine, Edison-Fleming.

«Vi faremo convogliare i cittadini già iscritti nei gruppi esistenti, in modo da metterli in rete – continua Collina -. Spetterà poi ai referenti di ciascun gruppo decidere se divulgare anche agli altri le segnalazioni. Naturalmente, chi ha genitori anziani che abitano in una certa zona, potrà chiedere di iscriversi al loro posto. Se ci sarà richiesta, inoltre, creeremo anche un gruppo ad hoc per i commercianti». Per iscriversi basta mandare un messaggio (sms oppure tramite Whatsapp) al numero 392/3486900 indicando nome, cognome e strada di residenza oppure una email a gruppivicinato@gmail.com, in questo caso indicando anche un recapito telefonico. Inoltre, è stato creato anche il gruppo su Facebook «Castel San Pietro Terme sicura gruppi di vicinato» che ha già 163 iscritti. Nel corso della serata, infine, sono state raccolte 14 iscrizioni.

«Sia le telecamere di videosorveglianza che i gruppi di vicinato lavorano sulla prevenzione – ha ricordato Leonardo Marocchi della polizia municipale -. E’ importante essere vigili su situazioni che potrebbero costituire un pericolo. A Castello, inoltre, è presente l’associazione nazionale carabinieri e Città sicura, per la quale siamo sempre alla ricerca di nuovi volontari». Il capitano Claudio Gallù, dal canto suo, ha ricordato semplici ma fondamentali regole per consentire ai gruppi di allerta di funzionare bene. «Alle forze dell’ordine servono occhi, orecchie e voci che ci parlino – dice -. L’importante è non prendere iniziative e chiamare subito il 112. Queste reti sono fondamentali per far capire che una realtà è viva». (gi.gi.) 

Nella foto le nove nuove zone del capoluogo. La mappa completa e altri particolari sul “sabato sera” del 31 maggio.  

Sicurezza, a Castello si ridisegna la rete di allerta anti-ladro tra vicini
Cronaca 16 Aprile 2018

Infiltrazioni mafiose, terrorismo, furti. Per Adriana Cogode: “Garantire la sicurezza è il dovere principale'

Infiltrazioni mafose, terrorismo, furti e vandalismi, microcriminalità. La sicurezza, reale o percepita, è diventata argomento di ogni discussione politica e tra cittadini. La commissaria straordinaria Adriana Cogode, che reggerà Imola fino alle prossime elezioni amministrative, presiede il comitato circondariale per l’ordine e la sicurezza; inoltre continua a ricoprire il ruolo di viceprefetto vicario a Bologna e di presidente della commissione di vigilanza pubblici spettacoli per tutta la provincia. Quindi, chi meglio di lei può fare un quadro della situazione in città. A partire dal protocollo su legalità e prevenzione in materia di appalti pubblici ed edilizia privata, che lei stessa ha siglato a metà marzo in veste di Comune di Imola e con la prefettura come controparte. Testo che era già stato elaborato in accordo con il sindaco Daniele Manca prima delle sue dimissioni.

Già ci sono le certificazioni antimafia previste dalle norme nazionali e regionali. Perché anche un protocollo su appalti ed edilizia privata?

«La normativa assegna al prefetto il rilascio della documentazione antimafia, che in generale è obbligatoria nel caso di contratti tra una ditta e la pubblica amministrazione quando si supera il valore delle “soglie comunitarie” (quelle al di sotto delle quali le procedure sono più snelle, Ndr). Però, se lo si ritiene opportuno, possono essere siglati dei protocolli d’intesa per introdurre modalità diverse, ovvero abbassare le soglie. L’obiettivo è sempre la prevenzione. In Emilia Romagna il primo protocollo è del 2010 tra la Regione e le nove prefetture in relazione alla prima legge regionale che prevedeva le comunicazioni antimafia anche nell’ambito dell’edilizia privata con una soglia sopra i 70 mila euro, le famose Scia».

Quali sono le particolarità del protocollo imolese?

«Ad esempio la richiesta dell’informazione antimafia anche per le convenzioni urbanistiche stipulate dai Comuni per lottizzazioni dove gli oneri di urbanizzazione vanno a scomputo (ad esempio la realizzazione di un marciapiede oppure una scuola, Ndr). Inoltre sono state abbassate a 250 mila euro la soglia per gli appalti e a 50 mila euro per i servizi e non c’è soglia per le attività a rischio di filiera, i trasporti, la lavorazione del ferro…».

Dal suo osservatorio il nostro territorio è a rischio di infiltrazioni mafiose?

«Non ho elementi per dirlo, qualche interdittiva è stata adottata: meno di cinque su 70 mila abitanti. In tutta la provincia di Bologna sono state adottate negli ultimi dodici mesi 23-24 interdittive contro migliaia e migliaia di pratiche conclusesi invece positivamente». 

Sempre in tema di sicurezza, le nuove norme introdotte per contrastare il terrorismo e tutelare i cittadini dal rischio di panico in occasione di grandi eventi richiedono procedure molto impegnative e onerose nell’organizzazione delle manifestazioni.

«Il dovere principale di chi governa è la sicurezza a tutti i livelli e il decreto Minniti ha valorizzato moltissimo il ruolo del sindaco in tal senso. Ma è fondamentale anche la sensibilizzazione culturale del cittadino, un atteggiamento partecipativo e collaborativo in considerazione di qualcosa che si spera non si veri? cherà mai, ma che non dobbiamo sottovalutare».

Quindi dobbiamo aspettarci transenne e metal detector durante «Imola in Musica»?

«Si sta lavorando ad un piano, confortato dalle valutazioni dei comitati per l’ordine e la sicurezza pubblica e dalle commissioni provinciale e comunale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, tenendo conto degli indicatori di rischio previsti in relazione al numero delle persone e ai luoghi stessi. Verosimilmente in piazza ci sarà una certa concentrazione di persone e quindi transenne e controlli con metal detector».

Anche per «Imola di mercoledì» avremo le transenne?

«Non credo. La chiave di lettura è la concentrazione stabile delle persone; in una situazione dinamica è diverso».

Sempre a proposito di sicurezza, quando lei si è insediata in città a fine gennaio assistevamo ad una recrudescenza di microcriminalità: furti in case e negozi, vandalismi. Ora sembra tutto passato.

«In effetti in quel periodo si è sviluppata un’ondata di microcriminalità, poi le forze di polizia hanno messo in campo un’azione incisiva di controllo del territorio e di prevenzione. Azione che continua e che in futuro vedrà iniziative sempre più stringenti, a cominciare dall’installazione di impianti di videosorveglianza. Abbiamo già approvato il progetto, che ora è al vaglio del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, e quanto prima sarà attuato. Poi c’è stata l’istituzione del Comitato circondariale per l’ordine e la sicurezza pubblica, che presiedo, e vede attorno al tavolo tutte le forze di polizia locali e i sindaci; ci siamo già incontrati due volte e avremo un ulteriore incontro nei prossimi giorni nel quale aff ronteremo altri temi, in particolare la violenza contro le donne, che vorrei monitorare».

l.a.

L”articolo completo su «sabato sera» del 12 aprile

Nella foto: il Commissario straordinatio Adriana Cogode nell”ufficio del Sindaco, in Municipio a  Imola

Infiltrazioni mafiose, terrorismo, furti. Per Adriana Cogode: “Garantire la sicurezza è il dovere principale'

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