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Cronaca 1 Marzo 2021

Web e social pericolosi per i giovani? Le risposte della psicologa dell’Ausl di Imola Anna Strazzari

Dal Blu Whale al Choking Game, passando per il Fire Challenge e, per ultimo, il Planking Challenge che consiste nel buttarsi contro le auto in corsa. Queste sono solo alcune delle folli sfide che oggi, causa anche l’isolamento forzato, dilagano sui social network e trovano terreno fertile tra i giovanissimi, sempre in competizione con se stessi e con gli altri fino a oltrepassare i propri limiti psico-fisici. A volte purtroppo sfociando in tragedia, come accaduto a gennaio, quando a Palermo una ragazzina di dieci anni è morta mentre su TikTok, uno dei social più seguiti dagli adolescenti, partecipava ad una prova di soffocamento estremo. Dal 9 febbraio in Italia lo stesso TikTok, su imposizione del Garante della Privacy, ne ha vietato l’utilizzo agli under 13.

A finire però nella bufera anche altri social network e app che danno ampio spazio a sfide virtuali rivolte proprio ai giovani. Per inquadrare meglio il problema abbiamo contattato la psicologa e psicoterapeuta Anna Strazzari, responsabile del consultorio familiare dell’Ausl di Imola. «E’un fenomeno silente, serpeggiante, che colpisce soprattutto tra i 15 ed i 17 anni. Difficile però conoscerne il numero, perché spesso utilizzano i social in segreto nelle loro stanze. Anche per questo genitori e adulti faticano a controllarli».

A volte però i social sono considerati un pericolo a prescindere. Come mai?

«La preoccupazione nasce dal fatto che gli adulti non li conoscono troppo bene. Gli strumenti, però, non contengono solo rischi, ma anche una parte di opportunità e potenzialità (informazioni, creatività ecc.). Per definizione gli adolescenti cercano di valicare questo confine molto sottile, a volte senza nemmeno rendersi conto di ciò e degli effetti». (da.be.)

Approfondimenti su «sabato sera» del 18 febbraio.

Web e social pericolosi per i giovani? Le risposte della psicologa dell’Ausl di Imola Anna Strazzari
Cronaca 27 Febbraio 2021

Dimmi che social usi e ti dirò chi sei, tre incontri per parlare di videogame, pensiero creativo, identità reale e virtuale

Proseguono gli appuntamenti virtuali con «Dimmi che social usi e ti dirò chi sei». I prossimi lunedì 1, 8 e 15 marzo (ore 15.30-17) sono previsti tre appuntamenti on line sulla piattaforma Google Meet per i ragazzi dagli 11 ai 17 anni. Si parlerà di videogame, pensiero creativo, identità reale e virtuale.

Per iscriversi bisogna scrivere un messaggio al cell. 3409559802, una email a cagcasale@gmail.com oppure un messaggio sulle pagine Facebook (o Instagram) del Centro giovanile Avalon di Casalfiumanese o del Centro giovanile di San Martino in Pedriolo. Si riceverà il link per partecipare all’incontro.

L’iniziativa, promossa dal Comune di Casale, cooperativa sociale Il Solco e Asp Circondario imolese, fa parte del progetto «Giovani Connessi» selezionato dall’impresa sociale «Con i bambini» nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. (gi.gi.)

Dimmi che social usi e ti dirò chi sei, tre incontri per parlare di videogame, pensiero creativo, identità reale e virtuale
Cronaca 11 Febbraio 2021

Adolescenti favorevoli o contrari a vietare l’uso di TikTok ai minori di 14 anni? Il sondaggio di Radioimmaginaria

Sei adolescenti su dieci sono d’accordo con la decisione del Garante della Privacy di vietare l’utilizzo del social TikTok ai minori di 14 anni e reputa necessario un controllo più serrato per verificare l”età effettiva degli utenti. È questo quanto emerge dal sondaggio realizzato tra i loro coetanei dagli speaker di Radioimmaginaria, la web radio degli adolescenti nata a Castel Guelfo una decina di anni fa e che ora conta diverse sedi sparse per l’Italia (tra cui anche Castel San Pietro e Medicina).

Il sondaggio (QUI IL VIDEO) è stato rivolto a un campione di circa 250 adolescenti a seguito della morte a Palermo di una bambina di 10 anni che aveva emulato una sfida estrema su TikTok. «La maggior parte dei ragazzi – dicono da Radioimmaginaria – ha detto che a 14 anni non si è ancora maturi e responsabili per potere gestire al meglio il mondo dei social, definito da alcuni come un “luogo pericoloso” e un “mezzo troppo potente” pieno di trappole nelle quali è facile cadere, soprattutto quando si è così piccoli. Altri intervistati credono che bisognerebbe educare i bambini ai pericoli dei social fin dall”infanzia e che alzare l”età minima vorrebbe dire solamente rimandare il problema». (gi.gi.)

Nella foto: il video che racconta il risultato del sondaggio curato da Radioimmaginaria

Adolescenti favorevoli o contrari a vietare l’uso di TikTok ai minori di 14 anni? Il sondaggio di Radioimmaginaria
Cronaca 11 Maggio 2020

Dario Criserà fra letture sui social e video di ospiti su Facebook

Quello dei teatri chiusi non è solo un problema economico. Per molti attori il problema più grande è stare senza il proprio pubblico. È questo il rammarico più grande di Dario Criserà, attore nonché direttore artistico del teatro Jolly di Castel San Pietro Terme e della Sala del Suffragio di Medicina.

(…) L’attore, certamente sconfortato per il periodo difficile, non si è perso d’animo e ha pubblicato sui propri social alcuni «gesti», come li chiama lui, per i propri spettatori e abbonati, «un po’ per fare compagnia e un po’ per ricordar loro che il teatro esiste ancora, nonostante tutto».
In primis Criserà ha pubblicato un video per Medicina, città fortemente colpita dal virus e dalle restrizioni di sicurezza. «Ho voluto pubblicare il video di una prova di lettura registrata proprio al teatro di Medicina prima dello stop di inizio marzo come forma di vicinanza alla città».
Nei pensieri di Criserà ci sono poi state anche le scuole della direzione didattica e dell’istituto comprensivo di Castel San Pietro Terme, con le quali da anni l’attore collabora portando in scena i propri spettacoli nei matinée in palestra. «Siccome so usare bene la voce per le letture, per le scuole castellane ho letto la filastrocca di Roberto Piumini sul Coronavirus, dal titolo Che cos’è che vola in aria, ma anche una delle Storie al contrario dell’autrice Vivian Lamarque». (r.cr.)

Ulteriori particolari nel numero del Sabato sera del 30 aprile

Dario Criserà fra letture sui social e video di ospiti su Facebook
Cronaca 11 Gennaio 2020

Ancora poche ore per iscriversi ai social contest per i giovani legati alla seconda edizione del Teen Day

Scade domani, domenica 12 gennaio, a Castel San Pietro il termine per iscriversi ai social contest #coglilattimocontest rivolti ai giovani fra i 13 e i 20 anni. L”iniziativa è organizzata da «Educativa Castello-progetto di educativa di strada», in collaborazione con l’assessorato alle Politiche giovanili del Comune di Castel San Pietro Terme. Entro domani dunque occorre inviare i video via Tik Tok, le foto attraverso Instagram, i racconti per il concorso di scrittura attraverso Wattpad o la posta elettronica. Per iscriversi al contest, musicale e canoro, riservato ai ragazzi dagli 11 ai 20 anni, si deve invece contattare l’associazione Spazio Life, mentre i bandi di partecipazione sono pubblicati su Instagram e altri canali social. In palio ci sono diversi premi: merchandise di film e serie tv; giochi da tavolo; materiale di cartoleria; attrezzature tecnologiche; libri e graphic novel. 

Intanto ci si prepara alla seconda edizione di «Teen Day», la festa a entrata libera prevista sabato 18 gennaio al bocciodromo di viale Terme 740, durante la quale avverranno le premiazioni dei contest. Il programma della festa però è molto vario e ricco di iniziative, dai concerti ai laboratori ai giochi e tante altre. La manifestazione è promossa e coordinata dall’assessorato alle Politiche giovanili di Castel San Pietro Terme e organizzato da Educativa Castello Open Group, Spazio Life Radio Immaginaria, Sol.co Imola, Fridays for future e associazione di calcio Edu In-Forma(Zione), in collaborazione con scuole, centri giovanili e consiglio comunale dei ragazzi di Castel San Pietro Terme.

Ricordando che il «Teen Day» e i contest sono nati dalla volontà di promuovere la cultura espressa dai giovani del territorio, anche attraverso un invito a un uso creativo e consapevole dei social, l’assessore alle Politiche per i giovani Fabrizio Dondi sottolinea che «la proposta dei contest è partita dagli educatori di strada che da oltre due anni operano a Castel San Pietro e dagli operatori di Spazio Life e nel 2019 è stata realizzata una prima edizione di successo. L”assessorato ha invitato tutte le realtà particolarmente attive nella rete per l”adolescenza castellana e i giovanissimi che attivamente hanno contribuito alla riuscita della prima edizione, per organizzarne una seconda ancora più ricca e rispondente ai loro desideri. Mi auguro che ai contest e al Teen Day partecipino tanti ragazzi, e non solo di Castel San Pietro». (r.cr.)

Per informazioni sui contest: http://cspietro.it/ufficio/1/14/32/447/solidarieta-e-politiche-giovanili/iniziative-per-adolescenti-contest-e-talent

Nelle foto alcune immagini dell”edizione precedente

Ancora poche ore per iscriversi ai social contest per i giovani legati alla seconda edizione del Teen Day
Cronaca 1 Dicembre 2019

Frutta e ortaggi in cambio di mozziconi di sigaretta, il successo della campagna della Valle delle Albicocche

Un successo oltre le aspettative. La campagna “5 kg di frutta e verdura per un pugno di mozziconi”, lanciata nei giorni scorsi dalla Valle delle Albicocche (azienda agricola che si sviluppa tra la vallata del Santerno e la Bassa Romagna) sta procedendo a gonfie vele. L’offerta, che durerà fino al 31 dicembre, è questa: chi consegna alla sede dell’azienda (in via Granaroli 8 a Bagnacavallo) almeno 300 grammi di cicche di sigarette se ne torna a casa con cinque chilogrammi di prodotti freschi tra frutta e ortaggi.

Le adesioni sono già state tantissime, tra fumatori che hanno smesso di buttare i mozziconi dove capitava e ora li tengono da parte a organizzati “raccoglicicche” che, sottolineano in una nota i promotori dell’iniziativa, «portandosi dietro un sacchettino contribuiscono, ciascuno nel suo piccolo, a liberare le nostre strade e piazze dai quei rifiuti impestanti». E ci sono anche i raccoglitori a quattro zampe, come il cane Willy Wonka di San Giovanni in Persiceto che, con il suo padrone, ha raccolto in diversi anni circa 10 chilogrammi di cicche. «Non mi aspettavo un successo del genere – svela Domenico Errani, titolare della Valle delle Albicocche -. Ora siamo alla ricerca di uno sponsor per far fronte ai costi di produzione». 

Il tam tam che ha reso “virale” la campagna ha permesso di coinvolgere praticamente tutto il territorio romagnolo, attivando contatti anche per quanto riguarda l’utilizzo dei mozziconi raccolti. Perché questa è la vera sfida: trovare il modo per riutilizzare i mozziconi raccolti. «Matteo Zini, artista che fa opere d”arte con materiale di riciclo, preleverà quanto abbiamo raccolto finora per realizzare un”opera sul tema dell”albicocca – prosegue Errani -. Ma abbiamo anche avviato contatti con i tecnici di Tetra Engineering di Torino che hanno lanciato il progetto Aprm “Adotta un posacenere”, una iniziativa che ha come scopo principale la raccolta dei dannosissimi mozziconi di sigaretta, anche tramite l’installazione di un innovativo sistema di raccolta, ma soprattutto il riciclaggio degli stessi. Infatti, dopo la raccolta e lo stoccaggio, avviene il trasporto al reattore idrotermale, dove si sviluppa il processo di carbonizzazione idrotermale che trasforma i mozziconi in biocarbone, utilizzabile in diverse applicazioni industriali. Se il reattore funziona, davvero possiamo trasformare il rifiuto in una risorsa».

Come anticipato, la campagna proseguirà fino alla fine dell’anno, con possibilità di consegna dei mozziconi raccolti il lunedì e il giovedì a Imola, dalle 17.30 alle 18.30, recandosi alla sede dell’associazione Primola, in via Lippi 2/C, oppure tutti i giorni (telefonando prima al 334 1308514) direttamente in via Granaroli 8 a Bagnacavallo, dove si trova la sede dell’azienda. Le informazioni sono comunque reperibili sia telefonicamente, sia scrivendo a info@lavalledellealbicocche.it o sul sito www.lavalledellealbicocche.it.Per quanto riguarda l’azienda, possiede terreni a Bagnacavallo e a Casalfiumanese e opera, secondo le sue stesse parole, «per favorire un modo di consumare e produrre attento ai temi della salute, garantendo prodotti buoni, freschi, sani e di stagione». (mi.ta.)

Frutta e ortaggi in cambio di mozziconi di sigaretta, il successo della campagna della Valle delle Albicocche
Economia 26 Marzo 2019

Imola Programma, la web influencer del momento Marta Basso: «Il mio motto è “smettila di lamentarti'»

Marta Basso è vicentina, ha 26 anni ed è una web influencer e vlogger «Sono quella di Linkedin –spiega- la faccia che compare nell’80 per cento dei casi quando si apre questo sito. Se dovessi spiegare cosa significa essere web influencer in maniera semplice, diciamo che faccio dei video e li metto su internet e per questo vengo riconosciuta». In concreto è seguita da oltre 12.400 utenti nella community web «seria», quella dedicata ai rapporti professionali e di lavoro.

Basso sarà una dei protagonisti degli eventi di sabato 30 marzo di «Imola Programma» (il suo intervento o speech è previsto dopo le ore 9.30). Il suo motto è #StopWhining che significa smettila di lamentarti. «Mi sono resa conto che l’unica cosa che mi limitava era questo. Non sono una psicologa ma un’imprenditrice ed esperta di marketing, mi rivolgo ai ragazzi e ai manager per dare consigli pratici dalla mia esperienza».

Insieme al socio Alessandro Sandionigi ha dato vita anche alla start up in ambito video making Millennial Warriors per fornire informazioni, workshop e consulenze sulle tematiche del mondo del lavoro e del fare impresa, orientare le nuove generazioni di professionisti e imprenditori. Due anni fa è stata Ceo for OneMonth di Adecco Group Italy, scelta tra oltre 11.300 studenti, e riconosciuta dal Parlamento Italiano come uno dei migliori studenti del 2016. Basso ha in uscita un libro («entro l’anno, non posso dire altro») e ciò che le piace «è aiutare le aziende ad innovare, soprattutto come consulente con le start up».

Come racconta la giovane imprenditrice veneta, la sua carriera da vlogger è nata in maniera abbastanza casuale: «Avevo visto che molti imprenditori americani influencer facevano dei video su Linkedin e da qui è nato il mio primo video. Era assolutamente improvvisato, eppure ha cominciato ad avere numeri impressionanti. Ora faccio un video al giorno da un anno. I video li concludo tutti con #StopWhining e li pubblico anche su altri social, su Instagram (ha oltre 4100 follower), che è in crescita e molto seguito dai giovani, su Facebook (5400 fan), che utilizzo ma non mi piace, e su Youtube, perchè anche chi non ha un social possa vedermi».

Sono video motivazionali?
«Non strettamente. Non sono un coach nè una psicologa ma un’imprenditrice, non voglio ispirare ma fare in modo che le persone agiscano. Quindi parlo di cose pratiche come il modo di presentarsi alle aziende, i consigli sui contenuti da mettere on line, l’approccio con gli investitori per la tua start up. E non mi rivolgo soltanto ai giovani, ma ad imprenditori di qualunque età».

Qual è il tuo impegno maggiore ora?
«Cercare di ridurre lo skill mismatch, entrare nelle scuole con modelli diversi da quelli a cui si ispirano oggi e fare da ponte generazionale».

E com’è finita con i progetti legati al vino? Una passione davvero da veneta…

«Continuo ad interessarmene, è importante soprattutto continuare a tenere “allenato il naso”. Credo che i wine blogger saranno i nuovi food blogger portando a “democratizzare” la comprensione del vino. Un po’ com’è successo col sushi. Il vino è da sempre la bevanda più conviviale, invece è ancora percepito come inaccessibile o per pochi eletti. Credo tuttavia che diventerà una nuova moda e un po’ lo è già. Sto per partire su Youtube con un nuovo format di interviste sul vino…». (l.a.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 21 marzo

Nella foto Marta Basso

Imola Programma, la web influencer del momento Marta Basso: «Il mio motto è “smettila di lamentarti'»
Cronaca 12 Agosto 2018

Il “matrimonio social” di Penelope Landini, ovvero il Landella Wedding

Uno dei primi esperimenti di “matrimonio social”, se non addirittura il primo, ha per protagonista una imolese: la modella Penelope Landini, nota oltre che per sfilate e spot pubbicitari anche per aver preso parte al videoclip musicale di Francesco Gabbani “Tra le granite e le granate” della scorsa estate e per la partecipazione a piedi nudi sul red carpet della settantatreesima Mostra internazionale del cinema di Venezia. Nella vita reale Landini, oltre che madre, è in procinto si sposarsi, il prossimo settembre. Fin qui tutto normale, se non fosse per l’idea di trasformare in una specie di web comedy la speciale occasione, un matrimonio intitolato “Landella wedding” dalla fusione dei cognomi dei due nubendi: Landini e d’Angella. Il promesso sposo, infatti, è Giovanni d’Angella, anche lui impegnato nel mondo dello spettacolo come comico e presentatore, conosciuto al grande pubblico per i programmi tv Zelig e Colorado, dove ha interpretato il personaggio del Pigro. Anche d’Angella ha un figlio.

“In Casa Landella Giovanni è un uomo innamorato e devoto – raccontano i due –, consapevolmente succube di ogni desiderio della sua dolce metà e disposto ad assecondare ogni folle desiderio di Penelope pur di vederla felice e non farsi rovinare la vita dalla regina della casa, la solare e dirompente Penelope, colei che da ordini, prende decisioni, stabilisce regole ed indica la via”.

Una coppia giovanile e tradizionale al tempo stesso, a tratti stereotipata, ma anche un duo comico coinvolgente ed esilarante. “Cosa succede quando un comico della tv incontra una super modella romagnola”, recita lo slogan dell’iniziativa? Nascono l’amore e Casa Landella. “L’amore è in grado di farci fare qualunque follia – rispondono i due –. Noi per esempio ci sposiamo”.

Landini e d’Angella convoleranno a nozze il prossimo 22 settembre. Fino ad allora si potranno seguire i preparativi per il matrimonio online grazie alla docu-fiction a puntate “Casa Landella”. C”è la scelta del prete (“voglio Richard Chartres, che ha sposato William e Kate”, dice Penelope, “tu vuoi un prete vip, ce l’ho: don Benelli l’esorcista” risponde Giovanni), quella della location (villa Landini, casa dei genitori della sposa), l’organizzazione del ricevimento e tutte le altre decisioni da prendere e scelte da fare diventano di volta in volta l’elemento del contendere fra scontri, litigi e discussioni comiche, come dal copione scritto dagli stessi protagonisti.

Si spera, tanto per continuare il gioco sul filo dell”ironia, che la fiction superi il documentario e che la coppia arrivi integra all’altare e al fatidico “sì”. Perché l’amore trionfa sempre ma anche perché il 22 settembre alle 16 tutti i follower, o flowers come li chiama Landini, potranno essere testimoni in diretta del matrimonio del comico e della modella.

I video della preparazione del social wedding, che ha iniziato le trasmissioni ad inizio giugno e prevede in totale diciotto puntate, sono pubblicate ogni martedì su Youtube e giovedì su Facebook, sulla pagina Facebook “Casa Landella”, fino al 18 settembre.

“Finalmente ho trovato l’uomo della mia vita e ho deciso di sposarlo. Visto che lui non ha opposto grande resistenza, credo sia d’accordo – ironizza Landini –. Non vedo l’ora di condividere le mie scelte ed i miei dubbi con tutti gli amici che ci seguiranno in questa meravigliosa avventura”. “Siccome io e Penelope abbiamo già due bambini, ci dividiamo tra Milano ed Imola, curiamo la programmazione di tre teatri e lavoriamo girando l’Italia – spiega d’Angella –. Non ci bastava organizzare il nostro matrimonio, abbiamo voluto mettere in piedi un piano di produzione per documentare integralmente le nozze”. Ma, assicurano, sempre con tanto divertimento. (mi.mo.)

Nella foto  Penelope Landini e Giovanni d’Angella

Il “matrimonio social” di Penelope Landini, ovvero il Landella Wedding
Sport 16 Maggio 2018

Giro d'Italia a Imola, quando un evento sportivo è marketing territoriale. Intervista all'esperto di social media Alex Martucci

Alex Martucci da quattro anni si occupa della promozione del Giro d’Italia. Trentadue anni, capelli che non passano inosservati e un curriculum invidiabile per la sua età, è originario di Casalfiumanese («Puoi scrivere valsellustrese», ci tiene a precisare). Dopo il diploma al Paolini (corso programmatori), un anno di Economia aziendale all’università, poi due anni di lavoro in ambito marketing all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari, durante i quali conosce persone che lo introducono al Mondiale rally in Sardegna. Nel 2010 iniziano le esperienze americane: un anno e mezzo a Houston per Msc Crociere, per il lancio negli Stati Uniti; poi due anni circa a Facebook, società che lo manda a Barcellona per l’apertura dell’ufficio spagnolo.

E a quel punto?

«Ricordo un colloquio di 4 ore con VF Corporation, azienda di abbigliamento statunitense conosciuta per il brand Vans: i recruiter mi ascoltavano, prendevano appunti, ma alla fine mi hanno reputato “overqualified” per quella posizione lavorativa. “Troppo qualificato”. In quel preciso momento ho capito che non avrei più dovuto lavorare da dipendente… E ho fondato la mia società, Curlad».

E da quattro anni segui le gare ciclistiche organizzate da Rcs Sport: Giro d’Italia e Abu Dhabi Tour. Esattamente di cosa ti occupi?

«Seguiamo la promozione pubblicitaria (advertising) digital e supportiamo Rcs nella definizione strategica della linea editoriale dei social media, tra cui Facebook, Twitter e Instagram».

Quanti collaboratori hai nella tua società?

«Possiamo parlare di una rete di una quindicina di professionisti».

E quanti lavorano nel team attivo per il Giro d’Italia?

«Per il Giro d’Italia il team è internazionale e comprende anche sei madrelingua: addirittura c’è la distinzione tra madrelingua spagnolo e colombiano, perché la lingua è leggermente differente. Bisogna infatti pensare che il Giro è uno degli eventi sportivi più seguiti al mondo e noi ci occupiamo dell’advertising in un mercato che raggiunge addirittura 46 Paesi nel mondo».

L’online consente di raggiungere mercati internazionali con meno difficoltà. Questo che obiettivi ti consente di avere?

«Io mi sento un pioniere, voglio fare cose che altri non fanno. Sono tornato in Italia perché sento di avere le competenze per poter contribuire allo sviluppo della tecnologia nel marketing sportivo e territoriale in un Paese come il nostro. Per avere le competenze giuste è fondamentale seguire i trend statunitensi. La tecnologia è come un’onda: o la surfi o ti travolge».

Nel nostro Paese siamo indietro?

«La cultura nazionale in ambito digital è molto scarsa, sia tra i privati che nelle aziende. Ne ho avuto evidenza tenendo vari corsi in Italia. Io dovrò tenere 5 lezioni a un master sul digital in Iowa: quando ti chiamano a insegnare queste materie in America è una grande soddisfazione perché vuol dire che sei sulla strada giusta».

E perché lavori con il Giro d’Italia? E, in generale, con ciclismo e motorsport?

«Ho sempre guardato Giro d’Italia e Formula 1 alla tv, da bambino. Per me sono icone. E poi mi piacciono le due anime: se il motorsport è l’avanguardia, per me il ciclismo è una delle tutele della nostra cultura. In Italia ce l’abbiamo nel dna ed è uno splendido strumento di marketing territoriale».

Cosa rappresenta la partenza del Giro da un Paese straniero?

«E’ promozione della nostra cultura e delle nostre eccellenze. Il Giro d’Italia è un brand molto conosciuto all’estero, promuove le nostre bellezze e spinge anche il turismo. Quando l’elicottero delle riprese televisive sorvola Praia a Mare, tu spettatore non vedi l’ora di andare lì in vacanza».

Giro d’Italia è…

«… Promozione dell’Italia attraverso la cultura. E mentre lo dico, l’esempio che mi viene in mente è quello dell’Abu Dhabi Tour».

Cioè?

«Jebel Hafeet è l’unica montagna dell’Emirato di Abu Dhabi. L’ultima delle cinque tappe dell’edizione 2018 terminava in cima all’unica montagna possibile. Dal punto di vista sportivo c’è poco da spiegare. Ma attraverso i media possiamo raccontare a tutto il mondo che Jebel Hafeet fa parte dei Siti culturali di Al Ain, l’unico sito patrimonio mondiale dell’umanità Unesco nell’Emirato di Abu Dhabi. E possiamo raccontare quanto sia importante Al Ain per la cultura di quel Paese, perché ad Al Ain è nato Zayed bin Sultan Al Nahyan, che era emiro di Abu Dhabi il 2 dicembre 1971, quando l’Emirato ottenne l’indipendenza dal Regno Unito e si unì, con gli altri Stati della Tregua, a formare gli Emirati Arabi Uniti, di cui fu anche primo presidente (fino alla morte nel 2004. Ndr). Con lo sport scopri aspetti storici e culturali con cui, forse, da semplice turista non entreresti in contatto. Vale per tutto il mondo: se vai in Sicilia e passi da Siracusa, ma non visiti Marzamemi, fai un crimine a te stesso. E chissà quante altre località che non avresti mai visitato puoi scoprire con il Giro d’Italia.  Lo sport, quindi, come strumento di promozione territoriale. E quale sport può riuscirci meglio del ciclismo? Seguendo per lavoro anche la Formula E, trovo che sia davvero fantastica l’opportunità di potersi godere la bellezza dei territori attraverso la mobilità sostenibile. Il ciclismo, in particolare, lo consente a tutti».

ma.ma.

Nella foto: Alex Martucci

Giro d'Italia a Imola, quando un evento sportivo è marketing territoriale. Intervista all'esperto di social media Alex Martucci

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