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Cronaca 4 Maggio 2019

Dagli scavi tra via Volturno e il parcheggio di via Oberdan sono emerse le mura difensive dell'antico castello

Una parte del castello che dà il nome alla cittadina, che oggi si espande tra il Sillaro e la via Emilia, è riapparsa grazie alle recenti indagini archeologiche propedeutiche ad un progetto di restauro conservativo delle antiche mura. Un progetto attualmente in fase di condivisione tra l’Amministrazione comunale del sindaco Fausto Tinti e la Soprintendenza di archeologia belle arti e paesaggio per la Città metropolitana di Bologna e le province di Modena Reggio Emilia e Ferrara. Per la precisione, i sondaggi propedeutici, iniziati a metà marzo nell’area fra via Volturno e il parcheggio di via Oberdan, hanno riportato alla luce alcuni tratti dell’antico impianto murario difensivo del castello.

Un’importante porzione è attualmente visibile ai curiosi nella trincea scavata proprio nell’area verde adiacente il parcheggio. Agli occhi dei comuni passanti potrebbe sembrare solo l’ennesimo pezzo di muro della cinta che circondava l’antico castello, ma Renata Curina, funzionario archeologico per la sede bolognese della Soprintendenza, spiega di cosa si tratta esattamente e soprattutto la sua importanza da un punto di vista storico-scientifico: «La porzione rinvenuta dimostra l’esistenza di strutture difensive che contraddistinguevano ed intervallavano il circuito murario vero e proprio di Castel San Pietro – spiega l’archeologa -. Non sappiamo se si tratta dell’antico accesso al castello, che sorgeva nello spazio occupato dall’attuale piazza centrale, piazza XX Settembre, oppure, piuttosto, un rivellino, un’ulteriore fortificazione indipendente che veniva eretta per una maggiore protezione dei punti sensibili. Ma questo ritrovamento conferma alcune ipotesi presenti in molti documenti storici e che avevamo già ipotizzato durante la campagna di scavi fatta nella piazza sul finire degli anni Novanta. Per la città si tratta di un bel colpo considerando il buono stato di conservazione dei reperti murari rinvenuti».

Già gli scavi iniziati nel 1994 in piazza XX Settembre per il rifacimento della pavimentazione, di fatto ampliati fra il 1997 e il 1998 fino a diventare uno dei più grandi cantieri archeologici urbani della regione per quei tempi, hanno portato alla luce un pezzo importante della storia della città. «Allora scavammo per capire perché i documenti del Trecento riportassero l’ordine di abbattere le case e i palazzi che sorgevano nell’area dell’attuale piazza» ricorda Maurizio Molinari, archeologo del Gruppo per la valorizzazione dei beni culturali e ambientali della Valle del Sillaro -. Oggi, grazie ai nuovi scavi tra via Volturno e il parcheggio di via Oberdan, viene confermata la presenza di fortificazioni aggiuntive adiacenti la vecchia rocca e le vicine mura». (mi.mo.)

Il servizio completo è su «sabato sera» del 2 maggio

Nella foto un”immagine degli scavi

Dagli scavi tra via Volturno e il parcheggio di via Oberdan sono emerse le mura difensive dell'antico castello
Cronaca 6 Maggio 2018

Lavori allo stadio «Romeo Galli», l'Imolese ha presentato il progetto ad Area Blu e ora aspetta l’ok della Soprintendenza

Mentre Gabriele Gravina (presidente della Lega Pro) in una recente intervista ha parlato di «una migliore qualità», esprimendo un parere personale sui ripescaggi che avverranno anche nella prossima estate (essendo il format a 60 squadre della serie C sancito da quegli articoli 49 e 50 della Figc ancora vigenti), l’Imolese non resta con le mani in mano e per farsi trovare pronta ad una eventuale chiamata dal piano superiore ha deciso di dare una accelerata alla «questione Galli».

La società del presidente Spagnoli giovedì 26 aprile ha consegnato ai competenti uffici di Area Blu quel progetto completo contenente tutti i necessari adeguamenti che lo stadio dovrà affrontare per poter essere in regola con quei parametri imposti dai professionisti: ancora presto, però, per ipotizzare una data di inizio dei lavori, visto che ora Area Blu dovrà girare il progetto alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna, che dovrà esprimere un parere sul progetto presentato interamente a spese dell’Imolese.

In attesa di capire chi, quando e come eseguirà gli eventuali lavori, non resta che pensare a quali dovranno essere tali opere secondo le norme tecniche già previste per la stagione 2018/19, partendo da un impianto di illuminazione di potenza non inferiore agli 800 lux, un adeguamento di spogliatoi (locale per l’antidoping da creare), area giornalisti e tivù, obbligo di avere tutti i posti dei distinti dotati di seggiolini (capienza minima dell’impianto 1.500 posti, e qui il Galli sarebbe già in regola), settori autorità con relativo parcheggio riservato, area in tribuna per i disabili debitamente individuata e segnalata, necessità di impianto di video sorveglianza, adeguamento e presenza di servizi igienici per ciascun settore.

Tutte opere da realizzare nel minore tempo possibile ed in attesa del documento che regolamenterà i prossimi ripescaggi che dovrebbe essere redatto prima dell’inizio dei play-off: la speranza è che il termine perentorio del 30 giugno per completamento dei lavori venga eliminato e trasformato in qualcosa come «inizio dei lavori di adeguamento entro il 30 giugno», così come venga eliminata o ridimensionata quella tassa da pagare di 300 mila euro per il ripescaggio che nella passata stagione l’Imolese si rifiutò di pagare.

an.mir.

L”articolo completo su «sabato sera» del 3 maggio.

Nella foto (Isolapress): una veduta del «Romeo Galli»

Lavori allo stadio «Romeo Galli», l'Imolese ha presentato il progetto ad Area Blu e ora aspetta l’ok della Soprintendenza

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