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Cultura e Spettacoli 17 Novembre 2019

Al via la stagione del Comunale a Dozza con la presentazione del logo del teatro e il film «Il Conte Magico»

Prende il via oggi, domenica 17 novembre, la stagione 2019-2020 del teatro Comunale di Dozza. Alle 16 ci sarà la presentazione della stagione stessa e l’anteprima del cortometraggio «Prigioniero dell’arte», realizzato in occasione della Biennale del Muro Dipinto. A seguire una divertente «docummedia» intitolata «Il Conte Magico», film ironico e contemporaneo sulla storia del 1800 con Eraldo Turra, Luciano Manzalini e Ivano Marescotti (biglietto 8 euro): un genere cinematografico che racconta la storia in modo avvincente, parlando ad un pubblico di tutte le età. In questa occasione verrà anche presentato il nuovo logo del teatro di Dozza, realizzato da Fabio Gianiculi, alunno della classe 5A della scuola elementare di Toscanella. Il logo è stato scelto dal Consiglio comunale dei Ragazzi attraverso apposito concorso.

Per sei domeniche, alle 16, il teatro di via XX Settembre 51 si trasformerà poi ancora in un cinema (biglietto 5 euro) con la proiezione di «Leo Da Vinci – Missione Monna Lisa» (animazione, 1 dicembre), «First man» (con Ryan Gosling, 19 gennaio), «Chi m’ha visto» (con Pierfrancesco Favino, 16 febbraio), «Non ci resta che vincere» (8 marzo), «Ammore e malavita» (con Giampiero Morelli e Serena Rossi, 19 aprile), «Contromano» (con Antonio Albanese, 3 maggio). Ritorna poi la «Musica a Teatro» con «La grammatica del cuore» il 23 febbraio e il 5 aprile, il Festival della canzone di Dozza per interpreti e cantautori il 21 marzo, e lo showcase per cantautori a cura delle etichette discografiche Pms Studio e Playtune records il 13 giugno (biglietto 10 euro).

La novità di quest’anno è rappresentata dal Teatro Cabaret Canzone «I Comici del Borgo», una nuova produzione de La Bottega del Buonumore, articolato con comici conosciuti a livello nazionale e con un appuntamento mensile da dicembre ad aprile (5 dicembre, 9 gennaio, 6 febbraio, 5 marzo, 2 aprile): il gruppo sarà capitanato da Davide Dalfiume con il supporto dei comici Marco Dondarini, Rino Ceronte e le Non solo miss Lara Sak e Carmen Musso, Henry Zaffa, Fulvio Funia, Gian Piero Sterpi, il duo Torri (biglietto intero 12 euro, abbonamento intero 50 euro). Info: 3394449494, www.labottegadelbuonumore.it. (r.c.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 14 novembre

Nella foto da sinistra: il vicesindaco Giuseppe Moscatello, Davide Dalfiume e il sindaco Luca Albertazzi

Al via la stagione del Comunale a Dozza con la presentazione del logo del teatro e il film «Il Conte Magico»
Economia 3 Settembre 2019

I produttori del territorio fanno il punto sul raccolto delle patate. «La qualità è buona, ma la quantità è in calo»

«Quest’anno la qualità delle patate è buona e buone sono le sue caratteristiche. La quantità, invece, è in forte contrazione, almeno del 10 per cento», sintetizza Massimo Cristiani, presidente del Consorzio patata italiana di qualità che ha il compito di gestire e coordinare la produzione e commercializzazione di Selenella, la marca di patate confezionate più diffusa nel Paese. Affermazioni condivise dai produttori che proprio in questi giorni hanno terminato la raccolta del tubero, vera eccellenza del territorio bolognese. Dunque, notizie in bianco e nero per questo prodotto che ha subito, come tanti altri, gli eccessi di una stagione anomala. Grazie all’andamento meteoclimatico favorevole nei primi mesi dell’anno nel nord dell’Italia le semine sono avvenute con tempestività e regolarità.

«Situazione diversa nel mese dimaggio – rileva Cristiani -, quando gli abbassamenti termici sono stati consistenti, con piovosità elevatissima e persistente. Per contro, nel mese di giugno si è verificata una condizione opposta: e cioè temperature che hanno subito repentini innalzamenti termici». Determinando situazioni di stress per le coltivazioni che hanno causato un calo di produzione. «Quasi 380 quintali di patate in meno», calcola Angelo Bassi, produttore di Sesto Imolese, che quest’anno ha raccolto circa 2.000 quintali di merce in 5 ettari di terra. Ma quello che oggi fa più paura sono i danni causati dagli elateridi, insetti terricoli che allo stadio larvale scavano gallerie nel tubero, rendendolo non più commercializzabile, la cui diffusione è favorita dall’umidità. «Io ho avuto solo qualche problema con le piante vicino ai fossi – conferma Flavia Montroni, circa 10.000 quintali raccolti in un’area di 20 ettari a Castel San Pietro Terme -. Ma è andata diversamente in alcune zone da Medicina verso il nord e la pianura del bolognese».

Ed anche se gli elateridi colpiscono a macchia di leopardo, prediligendo appunto le zone umide, la preoccupazione è tanta. Anche perché la progressiva eliminazione di principi attivi utilizzabili nella lotta a questi parassiti, in assenza di valide alternative, di fatto ha privato i produttori pataticoli di armi di contrasto. «Non abbiamo tante possibilità per combattere questo nemico – conferma Cristiani- e siamo molto preoccupati peri prossimi raccolti». La patata può essere bella nella forma e di buona qualità, ma se la larva del coleottero l’ha bucata, non può più essere commercializzata. «Siamo molto allarmati per i danni causati da questo parassita. Se le cose non cambiano in molti saranno costretti ad abbandonare la produzione», conferma pessimist aMaurizio Sandri di Sasso Morelli, che quest’anno ha raccolto circa 15.000 quintali di patate in 35 ettari di terreno e parla anche come consigliere dell’Agripat, l’associazione emiliano-romagnola che riunisce i pataticoltori. Insomma, a funestare l’agricoltura emiliano romagnola non c’è solo la cimice asiatica che attacca la frutta. (al.gi.)

Il servizio completo è su «sabato sera» del 29 agosto

I produttori del territorio fanno il punto sul raccolto delle patate. «La qualità è buona, ma la quantità è in calo»
Sport 23 Luglio 2018

Una stagione da ricordare per la Ginnastica Biancoverde. Il tecnico Zuffa: «Le ragazze possono puntare all'A1»

Una somma di punteggi che crea un’amicizia. Un forte legame che fa volare più in alto, o atterrare in maniera più elegante, consapevoli che dopo, a terra, arriveranno gli abbracci, non le invidie. Quella che si chiama forza del gruppo, un concetto del quale spesso si abusa, ma che talvolta rende onore alle imprese. Come quella della Biancoverde che, alla fine delle tre prove di serie A, si è piazzata al 15º posto finale, confermandosi in categoria. «Avevamo di fronte una stagione difficile, perché il livello si è alzato parecchio – racconta Giacomo Zuffa, storico allenatore della ginnastica artistica imolese assieme alla moglie Eleonora Gatti -, Nel 2017 arrivammo settimi in A2, dunque al 19º posto italiano considerando anche le 12 squadre della massima categoria».

Quest’anno invece eravate tutte insieme, A1 e A2, dunque avete scalato quattro posizioni.

«E abbiamo scongiurato anche una ipotetica retrocessione, perché ad un certo punto pareva potessero restringere il campo, nel 2019, ad 8 squadre di A1 e 8 di A2, quindi saremmo rimasti fuori dall’elite della ginnastica artistica femminile».

In realtà la Federazione appare un po’ ondivaga nelle sue decisioni…

«Infatti siamo tornati alle 12+12, dunque saremmo sul podio virtuale della serie A2. E se il prossimo anno dovessimo ripetere questo risultato, saremmo promossi in A1».

Tutto questo grazie a che cosa?

«Alla crescita complessiva della squadra. Comprese le più piccole, Cristina Cotroneo e Jennifer Nechyporenko, i cui punteggi sono sempre entrati in classifica. Una cosa che fa ben sperare per il futuro, visto che nel 2019 avranno il posto fisso in squadra assieme a Carolina James, Giada Montanari e Luna Luschi, le nostre punte di diamante».

Anche a livello singolo è stata una stagione da ricordare.

«Sono state tutte molto brave. Carolina James è arrivata quarta nel concorso generale ai campionati italiani Juniores (davanti a Luna Luschi e Ilaria Verna) delle 2004, mentre Giada Montanari è giunta 13ª tra le 2003. Per attrezzo sono arrivati l’argento di Montanari nel volteggio (bronzo alla trave) e i due bronzi di James nella trave e alle parallele. Eccellente anche il 7º posto della Nechyporenko nel tricolore Allieve».

Avete anche aumentato i carichi di lavoro.

«La nostre 5 protagoniste della prossima stagione, da novembre hanno ricominciato il doppio allenamento quotidiano (due mattine ogni settimana, oltre al sabato), con la collaborazione delle varie scuole che ovviamente vanno ringraziate. Inoltre stiamo ricevendo richieste di ragazze da fuori che vogliono allenarsi con noi e quindi potrebbe esserci qualche inserimento nella squadra di A2. Valutazioni che andranno fatte a partire da settembre».

p.z.

L”articolo completo e l”intervista alle ragazze della Bianconverde su «sabato sera» del 19 luglio.

Nella foto: Giada Montanari alla trave

Una stagione da ricordare per la Ginnastica Biancoverde. Il tecnico Zuffa: «Le ragazze possono puntare all'A1»
Sport 6 Maggio 2018

Calcio, il regista dell'Imolese Federico Carraro analizza la stagione rossoblù e parla del suo futuro

Il pareggio a reti bianche in casa del Villabiagio ha fatto toccare quota 70 in classifica all’Imolese. L’occhio ora è rivolto ai play-off, che si giocheranno dal 13 maggio. Prima però oggi ci sarà da affrontare il Forlì (stadio Romeo Galli, inizio ore 15), avversario mai banale nella storia rossoblù. Nell’attesa degli spareggi ci si continua a domandare perché l’Imolese quest’anno sia rimasta tagliata fuori dalla lotta per il primo posto con diverse giornate di anticipo. E lo abbiamo chiesto a Federico Carraro, 26 anni il prossimo 23 giugno, regista della squadra, arrivato nel novembre scorso dal Modena escluso in corsa dal campionato di serie C. «Innanzitutto dobbiamo prendere atto che il Rimini ha fatto un grandissimo campionato – ha risposto Carraro -. Migliore del nostro, che pure non è stato male, nonostante le tante sconfitte. Loro hanno perso solo tre volte, l’ultima quando avevano già vinto matematicamente il campionato».

Troppe sconfitte, ma anche una gran quantità di gol presi. Come te lo spieghi?

«Non riesco a darmi una spiegazione. Anche perché a livello di gioco non abbiamo mai subìto tanto gli avversari. Solo che alla prima occasione ci hanno quasi sempre fatto gol».

Adesso non restano che i play-off per sperare nel ripescaggio.

«Dobbiamo fare il massimo per vincerli. Primo per toglierci una soddisfazione che compensi almeno in parte la delusione del primo posto mancato. Secondo perché vincendoli conquisteremmo una buona posizione nella griglia dei ripescaggi».

Che giudizio dai alla tua stagione?

«Sotto l’aspetto della continuità, positivo. Non ho accusato infortuni e sono stato sempre impiegato dal mio arrivo a novembre. E questo, per uno che gioca nel mio ruolo, è importante. Per il resto penso di aver disputato buone partite e altre un po’ meno».

La tua futura maglia la immagini ancora rossoblu?

«Intanto bisogna vedere cosa pensano di me dirigenti e tecnici. E’ chiaro che se la loro voglia di far bene anche il prossimo anno si sposa con la mia, diventerebbe naturale continuare insieme. E’ ovvio che rimarrei più volentieri in serie C. Ma accetterei anche la D se, come penso, ci saranno di nuovo i presupposti per vincere il campionato».

Manca una giornata alla fine. Ed è quella del derby col Forlì, che potrebbe anche essere un avversario nei play-off. Quale è l’avversario più temibile sulla carta? 

«Intanto dobbiamo cercare di vincere quest’ultima sfida, perché per il discorso ripescaggio conta anche il numero dei punti in classifica. E poi, concludendo bene il campionato, affronteremmo con più fiducia i play-off. Abbiamo visto che la squadra che gioca il miglior calcio è il Fiorenzuola. Ma come organico è il Forlì ad essere più attrezzato, ed anche quello che, incontrandolo, può darci più fastidio».

Stando alla classifica attuale è la Sangiovannese l’avversario più probabile nella prima partita play-off.

«E’ sicuramente una squadra tosta e molto fisica. Però ricordo che in gennaio, nell’incontro di ritorno al Romeo Galli, la dominammo, nonostante il pareggio finale».

r.s.

L”articolo completo su «sabato sera» del 3 maggio.

Nella foto (Isolapress); Federico Carraro

Calcio, il regista dell'Imolese Federico Carraro analizza la stagione rossoblù e parla del suo futuro
Cultura e Spettacoli 18 Aprile 2018

Marinella Maricardi sul palco dello Stignani con «Nelle mani di Anna»

«Nelle mani di Anna» è lo spettacolo che Marinella Manicardi porta in scena al teatro Stignani di Imola domani sera alle ore 21. Da lei diretto, e scritto con Federica Iacobelli, racconta un incontro probabilmente mai avvenuto: quello tra Anna Morandi Manzolini, scienziata, ceroplasta e anatomista del XVIII secolo, e Émilie marchesa du Châtelet, nobile, illuminista, letterata, matematica e fisica, studiosa degli astri e traduttrice dei Principia Mathematica di Isaac Newton. «Non sappiamo se un incontro tra Anna Morandi Manzolini ed Émilie du Châtelet sia mai avvenuto – scrivono le autrici -. Probabilmente no, ma a noi è piaciuto immaginarlo. Una visita pervasa dalla tensione sottile e persistente data non solo dal suo movente a lungo sconosciuto, ma anche dalle differenze sociali, culturali e caratteriali di due donne accomunate dall’interesse eccezionale per la scienza, la conoscenza, lo studio».

Lo spettacolo è così spiegato. «In un giorno di metà Settecento nell’antico palazzo di Bologna dove Anna vive e lavora aiutata da Cerusico, arriva Émilie, misteriosa come il motivo della sua visita. Anna Morandi Manzolini (1714-1774) ed Émilie marchesa du Châtelet (1706-1749) sono personaggi ispirati a figure storiche. Anna, ceroplasta e anatomista famosa in tutta Europa, ha già sezionato più di mille cadaveri e partorito otto figli. Sa riprodurre gli organi di senso con tale precisione da intuirne il legame con il cervello. Anche Émilie è famosa. Nobile, illuminista, letterata, matematica e fisica, studiosa degli astri e traduttrice dei Principia Mathematica di Isaac Newton, ha vissuto a lungo con il suo amante Voltaire in un castello del marito, lasciato con i figli a Parigi».

r.c.

Approfondimenti su «sabato sera» del 12 aprile.

Biglietti: intero 22 euro, ridotto 18 (giovani 21-26 anni, over 65), ridotto 11 (fino a 20 anni).

Nella foto (di Marco Caselli Nirman): Marinella Maricardi in scena

Marinella Maricardi sul palco dello Stignani con «Nelle mani di Anna»
Cultura e Spettacoli 31 Marzo 2018

L'attore Paolo Calabresi allo Stignani con «Qui e ora». Oggi al via le prevendite

Un incidente è appena avvenuto in una strada secondaria di un’isolata periferia romana, vicina al grande raccordo anulare, completamente deserta, senza passanti né case, nei campi, nel nulla. Sulla scena ci sono due scooter di grossa cilindrata subito dopo l’impatto, il primo ribaltato, idealmente conficcato a terra, il secondo irriconoscibile, un disastro di lamiere ancora fumanti. Un incidente importante. A terra, a pochi metri l’uno dall’altro, due uomini sulla quarantina; il primo è immobile, potrebbe essere morto, l’altro piano muove un piede, a fatica si alza. Poi anche il primo apre gli occhi. Viene spiegato così lo spettacolo «Qui e ora» di Mattia Torre, che Paolo Calabresi e Valerio Aprea portano in scena dal 4 all’8 aprile al teatro Stignani di Imola.

«In un Paese dove se fai un incidente con qualcuno, a parità di torto o di ragione, quello è già un tuo nemico, Qui e ora racconta lo scontro tra due individui sopravvissuti a un incidente in scooter, alla periferia estrema di una grande città, nella sfiduciata attesa dei soccorsi, che infatti non arrivano – scrive Torre nelle note di regia -. Nel loro scontro si esprime il cinismo e il senso di lotta dell’Italia di oggi, questo Paese sempre idealmente a un passo dalla guerra civile, in cui la cattiva amministrazione finisce per generare sfiducia non solo dei cittadini verso le istituzioni, ma anche tra cittadini e cittadini, in un clima sempre più teso e violento, che trova il suo apice nella grande città».

In scena Paolo Calabresi, attore di teatro, cinema e tv, che molti conosceranno per essere lo scorbutico elettricista Augusto Biascica nella serie Boris, e per essere una de Le Iene di Italia 1, arrivando a condurlo nel 2016. Anche Aprea, tra le sue tante interpretazioni, vanta una parte in Boris (è uno degli sceneggiatori dell’immaginaria serie Gli occhi del cuore) e, con Calabresi, è tra i protagonisti del film Smetto quando voglio.

Prevendite: oggi dalle ore 16 alle 19 presso il botteghino di via Verdi 1/3. Dalle 19 in poi partirà la vendita online su www.vivaticket..it 

r.c.

Nella foto (di Arianna Fraccon): una scena dello spettacolo

L'attore Paolo Calabresi allo Stignani con «Qui e ora». Oggi al via le prevendite

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