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Cronaca 29 Marzo 2019

Nel 2019 bollette Tari meno care per i cittadini di Imola e Castel Guelfo grazie alla lotta all'evasione

Una buona notizia per le tasche dei cittadini in questo 2019. Dopo Castel San Pietro anche Imola e Castel Guelfo hanno portato all’approvazione dei rispettivi consigli comunali (a Imola il via libera è arrivato in questi giorni, contestualmente all”approvazione del Bilancio di previsione 2019) un piano tariffario che prevede una riduzione media della tassa, con la quale paghiamo raccolta e smaltimento dei rifiuti. In sostanza, bollette Tari più leggere. Per la precisione, a Imola cittadini e aziende vedranno una riduzione media dello 0,8% per le famiglie e del 6,28% per le imprese; più sostenuta quella dei guelfesi dove è prevista una diminuzione media del 13% per le utenze delle famiglie e quasi del 19% per le imprese.

Come si è arrivati a questo risultato? «Principalmente grazie alle verifiche per la lotta all’evasione avviate da un paio di anni dall’ufficio tributi associato del Circondario – spiega il vicesindaco di Castel Guelfo Claudio Franceschi – che ha permesso di abbassare il montante sul quale viene calcolata l’articolazione tariffaria». I guelfesi hanno recuperato e incassato circa 118 mila euro su omesse o infedeli dichiarazioni, cioè persone che non avevano dichiarato la propria posizione oppure c’erano stati degli errori o non erano state inserire delle superfici, alle volte in buona fede. «Come ufficio tributi associato vengono fatte delle verifiche e dei sopralluoghi, poi verifiche col catasto, così sono emerse posizioni mai dichiarate o sbagliate – continua Franceschi -. Soprattutto nella zona industriale. E’ stato fatto anche un controllo della zonizzazione dei cassonetti, le distanze delle varie utenze, che definiscono le fasce di pagamento». Il vicesindaco ci tiene a sottolineare che «per qualcuno ci sarà un vantaggio, per altri forse no».

Situazione analoga a Imola. Qui la cifra recuperata è di 338.706 euro, oltre a relative sanzioni ed interessi, che hanno fatto emergere 970 evasori, fra totali e parziali «di conseguenza il montante tariffario è suddivisibile tra un numero maggiore di contribuenti, abbassando così la quota pro capite» precisano dal Comune con una nota. Il montante è la voce che copre quanto si paga per il servizio fornito dal gestore (Hera Spa nel circondario imolese) per raccolta e smaltimen-to più eventuali riduzioni o agevo-lazioni, scontistiche, riscossione e contenziosi, insoluti, Iva.Dal Comune di Imola sottolinea-no che a dare una mano a tenere «leggere» le bollette sono stati anche i minori costi per lo smaltimento dei rifiuti indifferenziati grazie alla riorganizzazione della raccolta, introdotta dalla precedente Amministrazione Manca (i cassonetti a calotta con la tessera), che la Giunta Sangiorgi ha deciso di mantenere ed estendere, con alcuni aggiusta-menti, al centro storico (attivazione in corso). Questo permetterà di avere meno rifiuti indifferenziati da smaltire: «A fronte delle 12.640 tonnellate del 2018, nel 2019 si prevede di avviarne a smaltimento 11.590, con un risparmio di circa 196.000 euro, risparmio sostenuto anche dalla riduzione delle tariffe di smaltimento approvata da Atersir (da 111 a 104 euro per tonnellata)». (l.a.)

L”articolo completo è pubblicato su «sabato sera» del 28 marzo

Nella foto cassonetti in centro a Imola

Nel 2019 bollette Tari meno care per i cittadini di Imola e Castel Guelfo grazie alla lotta all'evasione
Cronaca 20 Febbraio 2019

Tasse, la Giunta Sangiorgi aumenta l’Irpef allo 0,80%. Esenti i redditi sotto i 10 mila euro

La Giunta Sangiorgi ha deciso di aumentare l’Irpef dallo 0,65% allo 0,80%. A motivare la decisione di ritoccare l”imposta comunale la necessità di “riequilibrare i conti del 2018 nell”assestamento di luglio – si legge in una nota del Comune – per sopperire a mancate entrate di circa 6,7 milioni di euro dovuti in massima parte a due singole voci inserite tra le entrate del nostro ente senza garanzia di copertura”.

Quali sono le due voci? Dall”Amministrazione pentastellata non lo dicono, ma aggiungono che il problema sarebbe da imputare ai “famigerati 3 milioni di euro di riserve derivanti dal ConAmi sui quali Imola non può far più conto senza l”assenso dei Comuni soci del consorzio e ciò a seguito della modifica statutaria voluta per tentare di imbrigliare il Comune di Imola”. Posizione nota che stride un po’ con il fatto che non più tardi di un paio di mesi fa Imola ha chiesto e ottenuto dai Comuni soci del ConAmi la ripartizione delle riserve chiesta proprio per le difficoltà annunciate di chiudere il bilancio 2018.  “L’Amministrazione Comunale si è messa al lavoro, col preziosissimo supporto degli uffici comunali, per redigere il bilancio preventivo 2019 – aggiungono dall’Amministrazione -. Dopo mesi di lavoro di controllo minuzioso dei conti e di importanti razionalizzazioni, nonostante la nostra volontà, purtroppo è emersa la necessità di adeguare l”addizionale Irpef”.

Il problema vero, quindi, è di prospettiva, non tanto il bilancio passato quanto quelli a venire, e il fatto che le riserve, così come gli utili del ConAmi, si stanno assottigliando e occorrerebbe lavorare in fretta (Cda e assemblea dei soci) per un nuovo e adeguato piano industriale se si vuole poter avere qualcosa su cui contare per in futuro, a partire dallo stesso bilancio preventivo 2019. Ma il ConAmi, come ben sappiamo, è pressoché bloccato,nonostante la nomina in solitaria del Cda fatta dalla sindaca Sangiorgi, al netto di attività di ordinaria amministrazione o che possono dare adito a problemi di danno erariale. 

Va detto che il ritocco dell”Irpef si tradurrà concretamente per le persone in un aumento medio di poche decine di euro su base annua, parametrato al reddito. Ad l”esempio, per lo scaglione da 15.000 a 28.000 euro, che da solo rappresenta la metà dei contribuenti, l”aumento medio sarà di circa 30 euro. Come contraltare all”aumento c”è l”esenzione totali per i redditi più bassi fino a 10.000 euro: chi nel 2018 aveva conseguito un reddito di 9.500 euro pagava all’anno circa 60 euro di addizionale comunale e nel 2019, a parità di reddito, non pagherà nulla. Va ricordato che in precedenza, invece, ogni anno veniva rinnovato un accordo tra Comune di Imola e sindacati per tutelare le face più deboli che prevedeva la restituzione dell”Irpef per i redditi fino a 14.000 euro. (l.a.)

Nella foto la sindaca di Imola Manuela Sangiorgi

Tasse, la Giunta Sangiorgi aumenta l’Irpef allo 0,80%. Esenti i redditi sotto i 10 mila euro
Cronaca 16 Giugno 2018

Arriva la Tari, ma alcuni F24 hanno delle anomalie, Hera invia nuovi moduli corretti a 1.500 utenti

In questi giorni stanno arrivando come di consueto l’avviso di pagamento della prima rata della Tari, la tassa che copre i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani, con scadenza al 30 giugno. Quest’anno, però, a seguito di alcune segnalazioni ci si è accorti che alcuni modelli F24 (i moduli da consegnare in banca o in posta per effettuare i pagamenti) presentano delle anomalie nella compilazione e non vengono accettati dagli sportelli.

Hera quindi sta provvedendo alla ristampa e a recapitare nuovamente entro il 27 giugno gli avvisi e gli F24 corretti, unitamente ad una lettera accompagnatoria che precisa il problema. In parallelo sta contattando gli utenti interessati anche tramite email o telefonata. Volendo i moduli F24 corretti sono stampabili anche dagli operatori degli sportelli clienti Hera che, così come gli operatori del call center, possono fornire supporto a coloro che preferissero compilare autonomamente degli F24 in bianco.

«Il calcolo e l’importo da pagare sono corretti» precisano dal Comune di Imola con una nota. In totale, sui circa 70.000 avvisi di pagamento Tari distribuiti nel circondario, il problema è presente in poco meno di 1.500, di cui circa 670 a Imola e il restante suddiviso tra gli altri nove comuni.  

Da notare che, ricadendo il 30 giugno nella giornata del sabato, il pagamento della Tari potrà essere effettuato anche il primo giorno lavorativo successivo, in questo caso il 2 luglio. 

La rata della Tari in questione contempla sia il periodo gennaio-aprile 2018 che il conguaglio sul 2017. Le rate vengono emesse da Hera come previsto dal regolamento comunale. Per il calcolo si tiene conto delle superfici dichiarate o accertate e della composizione del nucleo familiare risultante dai dati anagrafici forniti periodicamente dai Comuni. Dall’1 ottobre 2017 la legge prevede che l’incasso della Tari sia diretto nel conto di tesoreria del Comune, non è pertanto più consentito il servizio di pagamento con domiciliazione bancaria (l’unico metodo consentito è il modulo F24); per il 2018 la gestione del servizio di riscossione è stata affidata dal Comune ad Hera. 

Per informazioni Hera mette a disposizione un numero verde dedicato, 800999004, dal lunedì al venerdì dalle ore 8 alle 22 e il sabato dalle ore 8 alle 18. In alternativa, ci si può rivolgere agli sportelli clienti di Hera sul territorio (l’elenco e gli orari di apertura sono consultabili sul sito www.gruppohera.it/sportelli).

Nella foto d”archivio la sede Hera di via Casalegno a Imola

Arriva la Tari, ma alcuni F24 hanno delle anomalie, Hera invia nuovi moduli corretti a 1.500 utenti
Cronaca 21 Maggio 2018

A Castello asfalto per le strade e una rotonda con i soldi della lotta all’evasione

Castel San Pietro si conferma tra i comuni italiani più attenti alla lotta all’evasione tanto che, nel 2017, l’ufficio tributi associato del circondario, per quanto riguarda il Comune sul Sillaro, ha accertato oltre un milione di euro tra tasse non versate e relative sanzioni. Il dato è stato reso noto nel corso del Consiglio comunale di giovedì 10 maggio, quando è stato approvato il consuntivo 2017 con i voti della maggioranza (astenuti M5s, contrari la lista Il tuo comune). L’avanzo disponibile è di ben 1 milione e 200 mila euro ed è stato generato essenzialmente dal maggior recupero dell’evasione, «già accertata dagli uffici comunali, quindi inseribile nel bilancio e spendibile dopo la verifica degli equilibri di bilancio in luglio – precisa l’assessore al Bilancio, Anna Rita Muzzarelli -. Si tratta in particolare di controlli relativi all’Imu del 2012, alla Tares del 2013 e alla Tari del 2014 e 2015».

«Ottenere maggiori recuperi dal contrasto all’evasione per oltre 1 milione di euro è il risultato concreto dell’ impegno nella lotta all’evasione fiscale, in continuità con gli anni precedenti – prosegue Muzzarelli – che fa di Castel San Pietro uno dei comuni italiani più virtuosi. Solidità del bilancio che si conferma nella capacità di spendere senza incrementare tasse e tariffe, investendo senza aumentare l’indebitamento (il debito si conferma a 232 euro per abitante, ndr) e nella capacità di  pagare i fornitori con un tempo medio di soli 38 giorni».Per i cittadini questo si traduce nella possibilità di veder investiti più soldi per il proprio territorio. «L’avanzo 2017 sarà maggiormente indirizzato verso le asfaltature stradali e la realizzazione di interventi di miglioramento della viabilità urbana, ma anche manutenzione di parchi, giardini e giochi, rigenerazione impianti sportivi e casa protetta, nonché l’acquisto di telecamere per dare più sicurezza alle persone e di un nuovo automezzo per il trasporto di disabili e anziani» snocciola il sindaco, Fausto Tinti.

Qualche esempio? «Realizzeremo la rotatoria all’intersezione tra via Scania e via Marconi, vicino alla biblioteca, dove oggi c’è il semaforo – dettaglia il sindaco -. Circa 450 mila euro verranno utilizzati per riasfaltare. Tanto per fare un paio di esempi, via Di Vittorio nel capoluogo e via Grassi a Osteria Grande». Da notare che queste risorse recuperate dalla lotta all’evasione si sommano ai 496 mila euro che il ministero dell’Economia e delle Finanze, per il tramite del ministero dell’Interno, ha riconosciuto a Castello nell’ottobre dello scorso anno e che derivano dalle cosiddette segnalazioni qualificate effettuate dagli enti locali; sempre tasse o imposte che i cittadini avrebbero dovuto pagare, ma che non hanno fatto per errore o per scelta. In quel caso, le risorse sono già state dirottate all’acquisto di nuovi computer, software e telecamere, nonché migliorie agli impianti sportivi, la potatura di alcuni alberi e alcune asfaltature, più l’affidamento ad Area Blu della realizzazione del restauro conservativo dell’Arena, per il quale l’ente locale ha ricevuto anche un finanziamento europeo. (gi.gi.)  

Nelle foto l’asfaltatura di via Carducci realizzata poche settimane fa 

A Castello asfalto per le strade e una rotonda con i soldi della lotta all’evasione

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